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L’Etna torna a ruggire con spettacolari fontane di lava e fulmini vulcanici

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Il vulcano Etna ha ripreso la sua attività parossistica. Lo ha fatto con spettacolari fontane di lava che nella notte tra il 2 e il 3 dicembre hanno interessato il versante Nord del vulcano. Vi sono state numerose esplosioni di gas che hanno prodotto una grossa nube di cenere che è arrivata fino a Messina e Reggio Calabria tanto da costringere la chiusura, per alcune ore, dell’aeroporto reggino. Secondo l’istituto dell’INGV, l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania, si è trattato di un evento parossistico tra i più violenti dell’Etna degli ultimi 20 anni con fontane di lava che hanno raggiunto un altezza di oltre 1 km con getti di materiale incandescente proiettati fino a 3 km di altezza. La violenza delle esplosioni di lava e cenere hanno generato un rarissimo fenomeno quello dei fulmini vulcanici (intorno alle 3 – 4 del mattino). I fulmini, siano atmosferici o vulcanici o di altra natura, non sono altro che un intensissimo flusso di elettricità tra due zone in cui sono presenti cariche elettriche di segno opposto. Per quanto riguarda l’Etna quello dei fulmini vulcanici non è un evento nuovo, anche se raro. L’ultima volta era accaduto nell’eruzione del 28 febbraio 2013. L’evento è stato ripreso, viste le buone condizioni metereologiche, dalle telecamere visive e termiche di sorveglianza dell’Ingv-Osservatorio Etneo. Foto 4

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