OTTOBRE 2019
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Fondazione Fiumara d’Arte e Ospedale San Vincenzo Taormina

Il dono delle bandiere-quadro: collezione permanente delle opere

realizzate dagli studenti, coinvolte 150 scuole del comprensorio ionico-etneo

 

Taormina – Il potere terapeutico della Bellezza. La Fondazione Fiumara d’Arte incontra l’Ospedale San Vincenzo di Taormina per dar vita a un lavoro incentrato sul valore della conoscenza come Cura per una società anestetizzata dall’individualismo. Un nuovo progetto che vede il mecenate messinese Antonio Presti ancora protagonista nel territorio della riviera ionica dopo il dono elargito alle Rocce di Capo Mazzarò: per il creatore della Fiumara d’Arte la restituzione si rivela ancora una volta via maestra che ispira l’azione, un agire caratterizzato da quello spirito di condivisione e apertura verso le istanze del territorio che connota da anni le attività della Fondazione.

Il mecenate ha invitato le scuole della costiera ionica a rinnovare il dono delle bandiere-quadro, opere che saranno poi esposte in mostra permanente nelle corsie dei reparti dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina. Un’iniziativa nata per regalare un pensiero di gioia e di speranza a tutti i degenti di un luogo che deve necessariamente dialogare con l’Arte e la Bellezza. «Ho accolto con gioia e grande interesse il progetto di Antonio Prestiha sottolineato don Francesco Venuti, cappellano dell’ospedaleè un’occasione per lanciare, soprattutto in questo momento storico particolare, messaggi positivi e di speranza a sostegno di fratelli che vivono un momento di sofferenza». Anno dopo anno il progetto crescerà insieme agli studenti, rendendoli protagonisti di un importante percorso di sensibilizzazione nei confronti del loro territorio. La Fondazione Fiumara d’Arte intende con ciò recuperare e divulgare i valori dell’impegno civile e culturale, affidando alla scuola un ruolo attivo e centrale nell’ambito sociale: un’educazione alla cittadinanza attraverso un viaggio immaginario intorno alla propria identità, per lo sviluppo di una nuova cultura ambientale. Coinvolti nel progetto oltre tremila studenti di centocinquanta scuole del territorio ionico-etneo, l’associazione Avulss di Gaggi e il Centro psicoeducativo di Trappitello. «Degno di pregio è stato il momento in cui gli studenti del Comprensivo hanno incontrato il maestro Presti  – ha detto la dirigente dell’Istituto Comprensivo Francavilla di Sicilia Angela Mancuso – in quell’occasione hanno interiorizzato il  significato del termine “esistere” come essenza e valore, prendendo consapevolezza della poca importanza che hanno le apparenze, la bellezza esteriore e tutto ciò che ci distoglie da noi stessi. Attraverso l’interazione, guidata magistralmente dal mecenate, hanno compreso il valore dell’essere come impegno civile e dono disinteressato verso gli altri, soprattutto nei confronti di coloro che si trovano in condizioni di vulnerabilità».

«L’Istituto Comprensivo di Giardini è orgoglioso di contribuire alla diffusione della cultura, del rispetto e dell’inclusione – ha continuato la dirigente dell’Istituto Comprensivo Giardini Naxos Maria Concetta d’Amico – tutti i bambini sono portatori di unicità. Tale unicità va coltivata con l’esempio di noi adulti, che abbiamo il compito di valorizzare la loro crescita».

I progetti proposti da Antonio Presti per l’Ospedale San Vincenzo intendono restituire alle nuove generazioni il Valore dell’Essere come impegno civile e dono disinteressato: una riconsegna artistica, in primo luogo, come gioia condivisa in uno spazio segnato dalla sofferenza. «La direzione aziendale ha inteso accogliere un progetto che estendesse  gli occhi e la mente oltre le pareti del San Vincenzo – ha spiegato il direttore Sanitario del presidio ospedaliero taorminese Rosario Cunsolo – che fosse in armonia con la sua mission, cioè quella di curare il corpo, che infondesse messaggi rassicuranti di vita e di speranza».

«Abbiamo sin da subito sposato l’idea di abbellire l’ospedale di Taormina con opere realizzate da alunni – ha detto il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina Gaetano Sirna – un’occasione per aprire una struttura sanitaria ancor di più alle istituzioni (in questo caso quelle scolastiche), con un messaggio positivo di arte e bellezza a chi frequenta l’ospedale per vari motivi: operatori sanitari, pazienti, visitatori». Rigenerare diviene dunque la parola d’ordine in un contesto inevitabilmente legato alla ciclicità dell’esistenza umana: la parola, il segno e la pittura restituiscono energia ai pazienti, rassicurano i familiari in attesa, accompagnano il personale nelle lunghe giornate di lavoro. Le opere donate dai ragazzi, grandi tele colorate (240 x 150 cm) corredate da brevi componimenti e racconti personali, saranno testimonianza di una bellezza figlia dell’armonia universale, rinnovamento di quella dialettica tra etica ed estetica oggi spesso soffocata da un bieco individualismo e piegata da una rivoluzione tecnologica disumanizzante. Gli studenti coinvolti saranno così protagonisti dello scambio ideale di un patrimonio immateriale con i pazienti della struttura: una comunicazione puramente emozionale attraverso i colori e la forza eversiva della parola, un incontro tra mondi distanti per rifondare su nuove basi il senso stesso di una comunità. «Mi piace immaginare – ha affermato Antonio Prestigli occhi di chi vedrà queste opere, sguardi emozionati che rifletteranno i colori e la bellezza legati al vissuto di tanti giovani. I bambini e i ragazzi decidono così di scegliere consapevolmente il valore dell’impegno sociale e della differenza rispetto ai disvalori contemporanei, offrendo una generosa testimonianza ed un grande esempio di solidarietà e di senso civico».

Tema centrale del progetto, come detto, il Valore dell’Essere. Da un punto di vista filosofico della conoscenza, quella dell’essere è una nozione semplice e universale: essere significa infatti esistere come pura essenza. Affermare il proprio essere equivale dunque ad affermare di esistere come entità unica e irripetibile. Nella natura dell’essere si contrappongono il materialismo e l’idealismo, il soggettivismo e l’oggettivismo. In un’epoca che schiaccia le coscienze – espropriando la Bellezza – occorre, come unico atto di salvezza, riappropriarsi dell’essenza dell’essere: contro la frenesia del consumismo, l’inutile apparenza o la vanità del possesso. Un progetto, infine, che può dare un senso ulteriore, al giuramento di Ippocrate e a quei concetti di civiltà e cittadinanza che dovrebbero sempre accompagnare la convivenza sociale negli spazi pubblici.

La Fondazione Fiumara d’Arte ringrazia pubblicamente l’Ospedale San Vincenzo di Taormina per la pronta collaborazione all’allestimento dell’iniziativa, una partnership ideata lungo un percorso di Bellezza e conoscenza grazie alla particolare sensibilità mostrata dal direttore generale dell’ASP di Messina Gaetano Sirna, e dal direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero S. Vincenzo Rosario Cunsolo, con cui è stato siglato nelle settimane scorse un protocollo d’intesa propedeutico alla realizzazione del progetto.

L’Ospedale S. Vincenzo dè Paoli di Taormina ha radici, e quindi memoria storica, in un antico Convento della città di Taormina, il più antico fra tutti i conventi di Taormina di regolari, quello tenuto dai Frati minori dell’Ordine di S. Francesco di Paola. Che l’Ospedale abbia lontane radici è provato da una lapide, murata nell’attuale struttura e dedicata ad Ascanio Marziani, nobile e ricco giurato taorminese vissuto tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, e nella quale, oltre lo stemma del casato nobiliare è inciso: “Ad Ascanio Marziani che nel 1609 a sue spese fondò l’Ospedale S. Vincenzo. Taormina riconoscente. Struttura relativamente recente situata nella baia della perla dello Jonio, il P.O. S. Vincenzo (inaugurato nel 1987) nel giro di pochi anni è passato da piccolo Ospedale di provincia a DEA I° livello e Polo sanitario di riferimento, in ambito provinciale ed interprovinciale, specie per le discipline di Oncologia, Cardiologia, Cardiochirurgia pediatrica, Diagnostica, Radioterapia.

La modernità della struttura, l’assenza di barriere architettoniche, le attrezzature diagnostiche e terapeutiche altamente specializzate, uno staff sanitario e parasanitario professionalmente competitivo fanno di quest’Ospedale un Centro veramente all’avanguardia. Ciò trova conferma nell’incremento esponenziale dei dati riferiti alle diverse prestazioni diagnostiche, al numero di ricoveri ordinari ed in regime di Day-hospital, Day-surgery e Day-service e all’affluenza massiccia agli Ambulatori centralizzati.

 

La foto di gruppo al centro Antonio Presti e Gaetano Sirna

La foto di gruppo al centro Antonio Presti e Gaetano Sirna

 

 

RETE DELLE SCUOLE COINVOLTE ZONA IONICA E ETNEA

 

  • Direzione Didattica S. Teresa Riva (Dir. Did.S. Teresa Riva, Cantidate, Via delle Colline, Sparagonà, Bucalo, S. Teresa Riva – Centro, S. Teresa Riva, Fraz. Barracca, Fraz. Bucalo, Fraz. Cantidate, Fraz. Sparagonà)
  • III Istituto Comprensivo  Giarre (Sant’Alfio, Jungo, M.P. di Savoia – Sant’Alfio, Sms G. Macherione, Giorgio la Pira – Sant’Alfio)
  • II Istituto Comprensivo “S.G. Bosco”  Giarre ( Carlo Collodi, Jean Piaget, Rosa Agazzi, Roger Cousinet, Maria Montessori, Trepunti, M. Alessi, Lambruschini, San Domenico Savio, S.G. Bosco, II Ist. Comprensivo “S.G. Bosco”)
  • I Istituto Comprensivo Giuseppe Russo”  Giarre (S. Maria la Strada, Gianni Rodari, Cosentino, Via della Regione, S. Giovanni Montebello, Via Don Luigi Sturzo, Cosentino, Michele Federico Sciacca, Antonio Rosmini S.G. Montebello, A. Manzoni, V. D. L. Sturzo, S.M. 1 Ist. Comprensivo
  • Istituto Comprensivo “S. Calì” Linguaglossa (Linguaglossa: L. Pirandello,Pietro Scuderi, P. Ssa Piemonte, S. Antonio – Castiglione di Sicilia: Francesco Crispi, Don Mario Strano, Francesco Crispi, Don Mario Strano, Ettore Majorana, Alfredo Niceforo)
  • Istituto Comprensivo 1 Taormina (Castelmola, Trappitello, Letoianni)
  • Istituto Comprensivo di Alì Terme (Alì Terme, Alì Centro, Fiumedinisi, Fiumedinisi, Saponarà, Itala – Mannello, Itala Marina, S. Giuseppe, Alì, Fraz. Itala Marina, Fraz. Guidomandri Marina, Nizza Sicilia, Alì Superiore, ” Giacobbe ” Scaletta Zanclea., ” Alfieri ” Nizza Sicilia).
  • Istituto Comprensivo Francavilla Sicilia (Francavilla Sicilia, Graniti , Motta Camastra, Moio Alcantara, Malvagna, Roccella Valdemone,  Santa Domenica Vittoria , Motta Camastra, S. Domenica Vittoria , Scuola Media ” G. Mameli “)
  • Istituto Comprensivo G. Macherione  Calatabiano (G. Macherione Calatabiano, Calatabiano Via Mazzini, Pasteria, Piedimonte Etneo, Calatabiano – Pasteria, Calatabiano – Via Mazzini, G. Galilei  – Piedimonte Etneo)
  • Istituto Comprensivo Giardini (Giardini-Naxos, Gaggi, “C. H. Andersen” – Calcarone, “R. Agazzi” – Mastrociccio, “L. Radice” – Schisò, “C. Collodi” – Pallio, “R. Lambruschini”  Gaggi, “A. Cacciola” – Centro, “G. Galilei” – Calcarone, C. Collodi” – Pallio, “M. Montessori” – Schisò, “Luigi Capuana – Giardini Naxos, “Luigi Capuana”  Gaggi)
  • Istituto Comprensivo Mascali (Fondachello, Piazza Dante, Piazza VI Novembre, Carrabba, Nunziata, C.D. Mascali, Grassi, S. Antonino, Mascali)
  • Istituto Comprensivo Roccalumera (Roccalumera, Furci Siculo, Grotte, Sciglio, Allume, Mandanici, Pagliara- Rocchenere, Fraz. Allume,Pagliara, Marconi Furci Siculo, Guido delle Colonne  Roccalumera)
  • Istituto Comprensivo Santa Teresa di Riva (Teresa di Riva, “U. Fleres” – Contura  Savoca, S. Alessio Siculo, Antillo , “S. Muscolino”  Savoca, “A. Gussio”- S. Alessio Siculo, “S.S.S. Crupi”  Antillo,  ” Petri ” S. Teresa Riva, Savoca, Sant’Alessio Siculo, Carlo Smiroldo  Antillo)
  • Istituto dIstruzione Secondaria Superiore S. Pugliatti” (Istituto Professionale Industria e Artigianato – Furci Siculo, Istituto Tecnico Professionale- “Pugliatti ” Istituto Tecnico Economico e Tecnologico – Furci Siculo)
  • Istituto Istruzione Superiore “M. AMARI” Liceo Classico, Liceo delle Scienze Umane, Liceo delle Scienze Umane op.Economico Sociale, Liceo Scientifico, Liceo Linguistico (Giarre, Riposto, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa)
  • Istituto Istruzione Superiore Caminiti-Trimarchi (Enrico Trimarchi, Liceo Scienze Umane  Letojanni, Liceo Scientifico Statale Carmelo Caminiti – Giardini-Naxos, Carmelo Caminiti – Francavilla di Sicilia, Istituto Prof. per i servizi Commerciali  Letojanni)
  • Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera Giovanni Falcone di Giarre
  • Istituto Secondario di II Grado E. Majorana di Gela
  • Istituto Statale Istruzione Superiore E. Fermi  R. Guttuso (Liceo Artistico Statale “Renato Guttuso”, Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi”)
  • Istituto Statale Istruzione Superiore IPSAA “A. M. Mazzei”, Giarre
  • Istituto Statale Istruzione Superiore Riposto ITN-ITG-ITC-IPS, (Istituto Nautico Rizzo, Istituto Tecnico Geometra Colajanni, Istituto Tecnico Commerciale Pantano, Istituto Professionale Olivetti)
  • Liceo Statale “Leonardo” Liceo Scientifico  Linguistico di Giarre.

 

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Giardini Naxos (Me)“Di fronte ai classici” è il tema della VII edizione di Naxoslegge, il festival ideato da Fulvia Toscano, che conferma la sua vocazione di evento diffuso, proponendo importanti appuntamenti culturali,  lungo tutto il mese di Settembre. “La scelta del tema- dice Fulvia Toscano- ci è parsa quanto mai “urgente”, dati gli scenari di emergenza culturale su cui ci muoviamo e entro cui, soprattutto la scuola, si trova a vivere. Lo sguardo sui classici diviene, a nostro avviso, una necessità, per ridefinire orizzonti di senso. Allo smarrimento presente i classici possono dare una risposta. Uno sguardo Non nostalgico ma consapevole e contemporaneo. Ecco perché uno dei temi che ci sta a cuore è quello delle riscritture del Mito, a conferma della sua persistenza come codice di segni e simboli”.

 Si comincia il 1 settembre con una festa di inaugurazione al Lido di  Naxos, con la prima edizione del premio Promotori della Lettura, di cui sarà insignito Massimo Maugeri. Dal 3 settembre, giorno in cui alle Rocce, con Antonio Presti, Naxoslegge torna a parlare di CUstodia della Bellezza e Anima dei luoghi, fino al 30 settembre, è tutto un susseguirsi di incontri: 9-10 a Taormina, con la nuova sezione Sguardi a Oriente, dedicata al Giappone nei 150 anni della amicizia Italia-Giappone, con ospiti del calibro di Mario Vattani. Mujah Maraini e Daniela Brignone; dal 13 al 15 la sezione Le donne non perdono il filo, coordinata da Marinella Fiume, con il premio La Tela di Penelope, dedicato al rapporto tra le donne e il teatro e la sezione “Stregate”  dedicata alle dieci donne vincitrici dello Strega; quindi, Itinerarium mentis in deum, con tre  appuntamenti dedicati a Dante, nelle Chiese di Giardini Naxos; dal 20 al 29 gli appuntamenti che vedono protagonisti le scuole, sia presso il Liceo Caminiti di Giardini Naxos, storico partner del Festival, sia in altre prestigiose locations, con la partecipazione di ospiti importanti come Valerio Massimo Manfredi, Angelo Tonelli,   Nicola Gardini, Pierfranco Bruni, Salvatore Ferlita, Roberto Fai, Francesco Tiboni.  Sebastiano Tusa  Mario Mazza e tanti altri cui è affidato il compito di attraversare il concetto di classico, raccontandolo attraverso Ovidio, nel bimillemario della morte a Tomi, ma anche attraverso Pirandello, Tomasi di Lampedusa, cui sono dedicati importanti momenti di riflessione, negli anniversari che li vedono protagonisti di questo 2017. Si ripropone la sezione La storia  siamo noi, con diversi incontri, tra cui ricordiamo quello dedicato al grande storico Santo Mazzarino, realizzato in collaborazione con l’ Università di Messina, DICAM o quello sulla Grande Guerra, affidato allo storico Pietro Neglie

Due importanti momenti del festival sono dedicati  all’ arte figurativa con due mostre del maestro riminese Alessandro La Motta: “‘Le dee madri nella Terra del Mito. Viaggio in Sicilia” , che sarà inaugurata il 21, presso la Galleria di arte moderna di Castelmola e ” Lighea. Il mito, la Sirena”, proposta dal 22 settembre presso il Liceo Caminiti di Giardini Naxos. Anche le mostre si muovono concettualmente nell’ ambito del tema portante del festival, proponendo una chiave di lettura figurativa di riscritture del Mito. Come di consueto, sono tantissimi i luoghi in cui Naxoslegge si propone: Giardini Naxos con il.Parco archeologico e il Museo, Taormina, Castelmola, Sant’ Alessio, Letojanni con Villa Garbo, Messina,  con delle puntate “extramoenia”, fuori dalla provincia di Messina,  come ad  esempio a Linguaglossa, per il  sessantesimo della Biblioteca “A.Gullo” e per la Giornata europea dei Vulcani  o come l’ importante appuntamento a Ragusa, nel Castello di Donnafugata, per la inaugurazione della mostra di abiti, realizzata da studenti della Accademia di Belle arti di Catania, che hanno riscritto l’ abito, conservato al Museo del Castello, che ispirò Visconti per quello indossato da Angelica, nella scena del ballo del Gattopardo. Naxoslegge sarà anche occasione per presentare progetti editoriali già realizzati, come Il Borgo delle Storie, nato a Motta Camastra, o Itinerari siciliani. Sulle tracce di Tomasi di Lampedusa, realizzato nell’ ambito di In Viaggio con Tomasi, grazie alla casa editrice Historica di Francesco Giubilei con cui è in programma la realizzazione di una nuova collana, Topografie dell’ anima, dedicata ai luoghi letterari. Sarà anche occasione per anticipare nuovi percorsi e progetti come quelli del Festival dei borghi ionici e Il Festival della politica a Siracusa.

 Come sempre i giovani delle scuole saranno protagonisti di Naxoslegge, con le loro biblioteche ideali e i loro progetti, che saranno proposti nel corso della Kermesse. Agli studenti anche il compito di fare da guide e Ciceroni alla scoperta di Naxos, tra antico e contemporaneo.

 Si rinnova la  scelta di ospitare altri festival, come il Sabirfest di Messina, ospite ormai fisso da cui, in Ottobre, a sua volta Naxoslegge sarà ospitato, e il Festival della Filosofia nella Magna Grecia, per la prima volta presente a Giardini Naxos.

Naxos Legge

Naxos Legge

La Locandina

La Locandina

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Venerdì 13 novemvre nell’aula magna del liceo artistico “Basile” conferenza di presentazione della mostra itinerante

Messina – La ricerca della bellezza come occasione di crescita, soprattutto per le nuove generazioni, questo il filo conduttore della mostra itinerante “Restituire e rigenerare bellezza. La Fiumara d’Arte di Antonio Presti” sulle esperienze artistiche di Antonio Presti che verrà presentata venerdì 13 novembre, alle ore 11, nell’aula magna del liceo artistico “Basile” in contrada Conca d’Oro a Messina.
All’incontro parteciperanno: il Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Messina, dott. Filippo Romano; il dirigente scolastico del liceo artistico “Basile”, dott.ssa Giuseppa Prestipino; il presidente della Fondazione Fiumara d’Arte, Antonio Presti; l’ideatore del progetto della rassegna “Contemporary Art in Sicily -Spadafora”, Ranieri Wanderlingh; la rappresentante di Inart, dott.ssa Salvina Cordaro. Il percorso espositivo si articolerà in una serie di riproduzioni fotografiche che racchiudono le più significative realizzazioni artistiche del mecenate Antonio Presti, dal Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte, al Museo-albergo Atelier sul Mare, fino alla politica della bellezza sperimentata nel quartiere catanese di Librino e sarà ospitato in numerosi istituti secondari di Messina e provincia.  Nell’ambito della mostra saranno organizzati incontri, seminari, e workshop con Antonio Presti e con esperti e critici del mondo artistico e culturale.
L’appuntamento itinerante, curato dalla dott.ssa Lorella Cappello, è promosso dalla Città Metropolitana di Messina in sinergia con l’ATI Inart Strutture e Servizi per la Cultura composta da Cotolo s.r.l. (capogruppo), Eureka!

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Il  Rito della Luce

Piramide 38° Parallelo

La Resilienza della Bellezza

Inno alla Gioia di Vivere

Domenica 21 Giugno 2015

Il 21 giugno, solstizio d’estate, il mecenate Antonio Presti ideatore del Parco di Fiumara D’Arte,  celebra anche quest’anno  il Rito della Luce che si terrà all’interno della “Piramide-38° Parallelo” l’imponente opera di Mauro Staccioli realizzata a Motta D’Affermo nei pressi di Castel di Tusa (Me).

La Piramide come spiega Presti simboleggia il potere della spiritualità. “Con l’artista  Mauro Staccioli, abbiamo concepito una piramide che è emergente. E qui il termine emergenze ha un doppio valore simbolico. Emergenza in quanto necessità di restituire bellezza ed emergenza, come metafora del nascere. Volevo affidare alla nuova opera un pensiero di rinascita e di sacralità. Mi sono preoccupato di affrontare l’interazione con il luogo ed il paesaggio non solo dal punto di vista estetico, ma anche simbolico. Così è nata l’idea di realizzare una piramide in un luogo magico che avevo scoperto venti anni fà“.

          Il Rito della Luce è organizzato e promosso dalla Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte. La Piramide 38° Parallelo verrà aperta e potrà essere visitata fino al tramonto. Momento clou della giornata è il Rito della Luce che si svolgerà nelle prime ore pomeridiane con letture di poesia, canti, danza, musica, mantra e meditazione in totale condivisione.

PROGRAMMA:

         Domenica alle ore 10 apertura della Piramide del  38° parallelo di Mauro Staccioli, in contrada Belvedere a Motta d’Affermo. Alle ore 11 visita della mostra fotografica “Luce e segni” di Giovanni Pepi al Museo Albergo Atelier sul Mare (Via Cesare Battisti n. 4 a Castel di Tusa); alle ore 12 visita alle camere d’arte del Museo. Dalle ore 15  all’imbrunire: Rito della Luce  alla “Piramide con lettura di poesie, danze, musica e performance sino al tramonto. Occorre giungere a Motta D’Affermo alla scultura “Energia Mediterranea” di Antonio Di Palma dove sarà attivato a partire dalle ore 1\5 un servizio gratuito di bus-navetta.

           Pubblico e artisti sono invitati a indossare preferibilmente abiti bianchi: un modo per condividere anche visivamente l’anima della Bellezza e della Conoscenza.

La Partecipazione è libera

 

Locandina Inno alla gioia

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2 La Piramide di Presti“Benvenuta a Stesicorea!” Una voce calda, avvolgente, morbida e determinata allo stesso tempo, mi raggiunse attraverso le scale, ampie ma ripide, di una casa antica del centro di Catania. Stavo per incontrare Antonio Presti, il mecenate della Luce, come ho imparato a chiamarlo. L’artista mecenate lo conosciamo , dai tanti eventi da lui promossi in tutta la Sicilia, uno per tutti il “Rito della Luce” creato per Librino, un quartiere periferico di Catania. Lo contattai telefonicamente, per la prima volta, qualche mese fa per partecipargli il mio disappunto agli “ostacoli” che gli avevano impedito di realizzare l’ultima edizione del suo amato “Rito della Luce” programmato per il 21 dicembre scorso a Librino. Sentii subito, dal tono della voce e dal calore umano che arrivava dal cellulare, una sottile e tangibile delusione per l’incapacità di alcuni esseri umani di comprendere l’importanza della difesa della cultura dell’essere. Percepii una pudica, celata, richiesta di condivisione, quasi con-passione, per quella vicenda che lo faceva sentire solo e deluso. Quelle parole mi suscitarono un indecifrabile e viscerale senso di appartenenza ai suoi ideali e valori: era come se ci fossimo conosciuti da sempre! Dopo vari tentativi di incontrarci andati a vuoto per reciproci impegni, quel pomeriggio di inizio primavera lo chiamai, sperando di trovarlo a Catania per chiedergli un incontro. Così fu. “Si, sono a Catania ed ho del tempo libero, ti aspetto alle 18”. Quella voce carica di pacato entusiasmo, adolescenziale freschezza frammista ad autorevole maturità e conoscenza dell’animo umano, mi riempiva di curiosità per l’imminente incontro. Le aspettative non andarono deluse!

Ma chi è Antonio Presti veramente, oltre il personaggio che pagine e pagine di giornali hanno raccontato? Chi stavo per incontrare?

Mi ero documentata in modo impeccabile sul suo impegno sociale e culturale, approfondendo le mie conoscenze….. Antonio Presti, artista mecenate, ha avuto l’intuizione e il coraggio di cambiare il concetto di arte e accoglienza turistica, in una terra di gattopardiana impronta, dove tutto cambia affinché nulla cambi, esprimendo il meglio delle risorse umane della nostra terra. Nato a Messina, ad un certo punto della sua vita decide di dedicare tutto se stesso, compreso il suo patrimonio personale, per far trionfare l’arte in tutte le sue forme. È impegnato da anni a creare una coscienza legata alla cultura ma soprattutto ad uno spirito etico, che si forma proprio attraverso un rapporto viscerale con la bellezza.

        Nel 1982 costituisce l’Associazione Culturale Fiumara d’Arte della quale è presidente. Dopo aver iniziato a studiare ingegneria edile all’Università di Palermo interrompe gli studi per portare avanti l’impresa del padre scomparso, un azienda a Castel di Tusa specializzata nella produzione di materiali per la costruzione di strade. Tuttavia, ben presto, matura l’idea che l’attività ereditata dal padre non rappresenta il suo futuro. Capisce che è importante dare un senso all’esistenza e sceglie l’arte come dimensione che permetta di dare continuità alla vita. Decide così di dedicarsi anima e corpo alla sua vocazione di “artista”. L’arte e l’etica diventano i due obiettivi conduttori di tutte le sue scelte. In ricordo della figura paterna, immagina un percorso artistico che esprima continuità tra la vita e la morte, a simboleggiare la conservazione della memoria attraverso l’arte contemporanea. Nasce così il Parco scultoreo di Fiumara d’Arte. Volendo dedicare alla memoria del padre un monumento, si rivolge allo scultore Pietro Consagra, che crea per l’occasione la scultura “La materia poteva non esserci”, la prima opera che, nel 1986, inaugura Fiumare d’Arte, un museo a cielo aperto. Presti immagina di non farne un semplice fatto privato, ma di donare la scultura alla collettività collocandola alla foce della Fiumara di Tusa, un letto di un antico fiume che in un tempo lontano scorreva tra i monti Nebrodi per ventuno chilometri fino all’antica Halaesa. Da quel momento la creatività, la passione per l’arte e l’amore per la bellezza diventano irrefrenabili per Antonio Presti. Altri nomi si aggiungono alla rosa degli artisti di fama internazionale, ed altre opere arricchiscono quello che il 6 gennaio 2006, dopo 25 anni di battaglie, viene riconosciuto il Parco di Fiumara d’Arte con la legge Regionale n. 6/06 denominata: “Valorizzazione turistica-fruizione e conservazione opera di Fiumara d’Arte“.
Tra i prestigiosi artisti che arrivano a Fiumara d’Arte incontriamo Paolo Schiavocampo, al quale Presti commissiona l’opera una “Curva gettata alle spalle del tempo”, posta sulla strada che porta a Castel di Lucio. Successivamente Hidetoshi Nagasawa crea la “Stanza di barca d’oro”, sul torrente Romei, Antonio di Palma dà vita alla scultura “Energia mediterranea”, mentre “Il labirinto di Arianna” è opera di Italo Lanfredini. Si aggiungono negli anni “Monumento per un poeta morto” (finestra sul mare) di Tano Festa, “Il muro della vita”, opera di quaranta artisti ceramisti provenienti da tutta Europa. Nel 1991, Presti inaugura l’Atelier sul mare, un albergo a Castel di Tusa, affidando a vari artisti la realizzazione delle camere. Da subito l’albergo diventa un albergo-museo d’arte contemporanea unico al mondo, dove poter trascorrere le proprie vacanze culturali e ricreative, all’interno del Parco di Fiumara d’Arte. La realizzazione di 20 delle 40 camere dell’Atelier sul Mare viene affidata ad artisti di fama internazionale. I nomi delle camere sono già un invito a sognare ad occhi aperti. “La stanza della pittura“, “La stanza della terra e del fuoco“, “La stanza del mare negato“, “La stanza dei portatori d’acqua“, “La stanza del rito della luce“, “La stanza del profeta“, “Energia“, “Trinacria“, “Mistero per la luna“, “Sogni tra segni“, “La bocca della verità“, “Il nido“, “Su barca di carta mi imbarco“, sono solo alcuni nomi evocativi della bellezza e della magica atmosfera che si respira all’interno delle camere. La dedizione per la bellezza ed un viscerale impegno sociale e culturale spingono Presti, nel 2009, a donare a Librino la “La porta della bellezza”, prima opera monumentale del museo all’aperto “Terzocchio Meridiani di Luce”. Il 21 marzo 2010 al Parco Fiumara d’Arte si aggiunge una nuova scultura, la “Piramide-38° parallelo”, imponente opera di Mauro Staccioli, che diventa da subito punto d’incontro di scolaresche del territorio del Parco dei Nebrodi e di quello delle Madonie, ma anche punto di riferimento di chi condivide con Antonio Presti, ogni anno per il solstizio d’estate, il Rito della Luce, al quale viene affidato l’illuminazione delle coscienze per un mondo migliore.

Queste, ed altre notizie, le avevo già lette e con questi pensieri continuai a salire le scale della sua casa di Catania. Non potevo immaginare che quell’incontro avrebbe ridato vigore ed entusiasmo al mio percorso evolutivo. Sull’ultimo scalino, nella penombra, mi accolse una sagoma imponente ma eterea, che si spostava continuamente davanti alla porta d’ingresso spalancata, facendo da contraltare alla luce fioca e rarefatta di quell’androne che lasciava intravedere le grandi finestre esposte sulla strada. Una vigorosa stretta di mano seguita da un abbraccio ampio e avvolgente, il sorriso di chi sa come accogliere gli ospiti. Facemmo pochi passi raggiungendo una saletta arredata in modo essenziale, da dove si intravedevano altre sale attigue abbellite con stampe e quadri appesi ai muri. Ad attenderci un grande tavolo ricolmo di libri e giornali, e due poltrone un pò datate ma comode, dove sedendomi mi  sentii finalmente e inspiegabilmente a casa. Ebbi l’impressione che fossimo due amici che si erano persi di vista da un po’ di tempo. Ci scambiammo opinioni concitate, come se attendessimo quell’incontro da tanto tempo. Tra una battuta sul modo di fare politica in Sicilia ed un commento sul reciproco impegno culturale, che concordavamo essere stancante ma fonte di rinnovo emozionale e psichico irrinunciabile, quasi fosse adrenalina allo stato puro, lentamente affiorava nello sguardo di quell’amico ritrovato un senso di delusione sull’”andazzo delle cose nella nostra terra”. Tra una battuta e l’altra vedevo emerge l’indole battagliera di chi non intende arrendersi alla miopia umana, forte della propria visione della vita, scevra dai consueti schemi sociali, espressione di un’intelligenza che non si lascia imbrigliare dalle catene del conformismo, consapevole che solo credendo fermamente in ciò che si fa si ha l’opportunità di portare a compimento il proprio senso della vita.
Con grande stupore per la contrapposizione tra l’età cronologica che intuivo e la giovinezza di spirito di chi progetta l’inizio di un percorso finalizzato ad un futuro migliore da condividere con i propri simili, mi ritrovai davanti ad uomo visibilmente e miracolosamente rimasto “bambino”. Spiazzata per la sorpresa di intravedere quel fanciullino che, nonostante le vicissitudini della vita, la gloria degli umani riconoscimenti per avere voluto lasciare all’umanità opere di inestimabile valore, e per il suo impegno sociale, umano ed artistico, sia riuscito a mantenere intatto lo stupore, l’entusiasmo e l’innata capacità comunicativa di una essenza non ricattabile dai consensi sociali. Antonio cominciava a parlarmi del suo prossimo progetto, ideato, custodito, accarezzato come in un sogno lucido, quello di trasferire la Fondazione Fiumare d’Arte e le sue opere da Castel di Tusa a Taormina, alle Rocce, uno sperone di terra incantevole e incontaminato, antistante Isolabella, “luogo da preservare e proteggere dagli umani appetiti”, condivididemmo. A mano a mano che le parole della nostra comunicazione si intrecciavano in una visione comune del senso dell’esistenza, l’artista mecenate veniva fuori, tra affanni e speranze, tra desiderio di trasferire la sua Fondazione Fiumara d’Arte sulla riviera ionica, e la consapevolezza dei limiti che spesso la pochezza umana pone nel riconoscere i grandi e le grandi idee. Antonio si trasformava, sotto i miei occhi incantati per tanta coinvolgente passione per quello che sognava di realizzare, e come un fiume in piena cominciava a parlarmi di un’isola abitata da farfalle di ogni dimensione, dalle ali pittate dai più svariati e scintillanti colori , specie provenienti da tutto il mondo. Seguivo mentalmente l’esplosione di colori sullo sfondo azzurro del cielo e del mare di Isolabella, l’immaginazione ormai sbrigliata inseguiva quegli esseri alati multicolori, che riempiono gli occhi e il cuore di gioia appena ne incontri uno, figuriamoci un’intera isola abitata da farfalle leggiadre e luminose! Mi perdo nei suoi cangianti occhi verde muschio, che cambiavano colore a secondo delle emozioni che esprimevano, e ritornai bambina! Le ore passavano, e non riesco più a ricordare, forse attardandomi ad ammirare il giardino esotico delle Rocce che intanto Antonio aveva appena finito di descrivermi, come mi ritrovai alle pendici dell’Etna, in uno di quei paesini così lindi e freschi che sembra di stare in Trentino. “Mi piacerebbe – disse improvvisamente – ripartire da qui”. Sobbalzai, non ancora abituata alla semplice bellezza di un borgo abitato da poche anime, dove il tempo sembrava essersi fermato, e il rintocco delle campane accarezzava l’udito, come il profumo delle rose l’olfatto, e i vasi di gerani e ortensie la vista. “La bellezza dell’essere va coltivata e custodita nei bambini. Che bello sarebbe poter lavorare con i bambini, e i genitori, di un piccolo paesino sperduto tra boschi e gli scorci reconditi della selvaggia bellezza dell’Etna. Educare i bambini a vedere la luce dell’invisibile, per renderla visibile solo agli occhi del cuore. Bisogna affidare il futuro delle nuove generazioni alle reti delle scuole, ai bambini che trasferiscono ad altri bambini il bell’essere che imparano a vedere con gli occhi dell’anima. Affidare la continuità di queste iniziative di risveglio delle coscienze a chi ha imparato ad amare incondizionatamente il luogo dove è nato. Guidare i piccoli ad acoltare il silenzio, e a vedere la bellezza e la luce interiore con gli occhi chiusi ……”. Chiusi gli occhi anch’io, e mi abbandonai allo spettacolo dell’anima che Antonio mi dipingeva con magistrale semplicità, tra il reale e fantastico, tra il sogno e l’innocente entusiasmo di chi ha il cuore puro come una colomba, ma abbastanza esperienza per avere la smaliziata visione dell’entourage culturale dove opera. Nelle sue parole, la concretezza di chi sa quello che vuole e come ottenerlo, consapevole dei grandi cambiamenti epocali che l’umanità sta attraversando. Mi riconoscevo nelle sue parole, nel suo impegno distaccato e partecipato allo stesso tempo. Quanti anni e quanto lavoro avevo fatto con la mia piccola associazione Mea Lux, creata per far emergere la scintilla divina di cui ciascun essere vivente è portatore. Come la sua Fondazione, avevo gettato tanti piccoli semi, meno grandi dei suoi, ma disseminati con lo stesso amore incondizionato per questa isola piena di contraddizioni. La luce, l’evanescente consistenza, la bellezza rarefatta dei paesaggi dell’anima, che Antonio Presti trasferisce a chi ha la fortuna di incontrarlo, non li dimenticherò mai. E allora Antonio, mi chiedo e ti chiedo: “a furia di vedere tante brutture i nostri occhi si sono chiusi alla vita, abituandosi al buio della rassegnazione? Quante volte ancora dovremmo vedere stagioni di luce negate da uomini di poco spessore che, inconsapevoli, rallentano il vero progresso dell’umanità? Il vero progresso è fatto di crescita spirituale e fiducia nel proprio potere personale di cambiare le sorti dell’umanità, risvegliandosi a nuova vita!
Oltre quello che ci siamo detti durante il nostro incontro, immagino un dialogo futuro, fatto di progettazioni costruttive. C’è già un primo appuntamento, il consueto raduno a Motta d’Affermo, ai piedi della magica Piramide posta sul 38° parallelo, per il rito del solstizio d’estate il 21 giugno prossimo. Notte di solstizio, notte magica, notte cruciale di astri, celebrata, temuta e osservata fin dalle più antiche civiltà. Il giorno uguale alla notte. La vita uguale alla morte. Il ciclo della natura che si ripete puntuale in questo giorno, ogni anno, così come quello umano, magnificando il superamento della dualità, fondendo le contrapposizioni nell’Uno Cosmico.
In una terra fatta di luci e ombre è una fortuna che ci siano ancora persone come Antonio Presti. L’entusiasmo con il quale Antonio partecipa agli altri la bellezza  e la gioioa della vita, le relazioni autentiche, la semplicità e la gioia dell’esistenza, la condivisione delle risorse culturali del nostro patrimonio isolano, contribuiscono a far risplendere di luce propria questa bellissima terra! La trasmutazione alchemica, di cui l’alchimista Antonio Presti conosce i reconditi segreti di realizzazione, può costituire il faro da seguire affinché Fiat Lux!

Il 21 giugno 2015 alla Piramide-38° parallelo……….. chi ha occhi per vedere vedrà.

                             Angela Lonbardo

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