FEBBRAIO 2020
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Catania

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VIVERE L’AMORE IN MODO CONSAPEVOLE E SICURO

Si terrà giorno 13 febbraio con inizio alle ore 11:00 all’Università Telematica PEGASO di via Cavour, la conferenza di presentazione della campagna per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse (Mst) denominata “ TestiAMOci”. L’iniziativa curata dall’Osservatorio sui temi ed i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza “Lucia Natoli”, in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato (CESV) di Messina ed in sinergia con le Aziende Papardo- Piemonte e Policlinico di Messina è coordinata dall’avv. Silvana Paratore. Tra gli interventi previsti quello di Saro Visicaro  Presidente dell’Osservatorio per i minori “ Lucia Natoli, di Rosario Ceraolo componente del Direttivo del Cesv Messina,  del prof. Giovanni Pellicano’ responsabile dell’Ambulatorio di prevenzione, diagnosi e cura della malattia da HIV/AIDS presso l’U.O.C. Malattie infettive del Policlinico Universitario di Messina e della dott. Ssa Luisa Barbaro ostetrica -ginecologa. La campagna che ha già ottenuto l’adesione di diversi istituti scolastici per incontri finalizzati all’educazione sessuale, mira a vivere l’amore in modo consapevole e sicuro ed a prevenire patologie come l’AIDS . Essa si svolgerà in tutto il territorio della provincia dal 14 febbraio all’08 marzo  (date che racchiudono due feste “importanti” per le coppie: San Valentino il 14 febbraio e la Festa della Donna l’8 marzo).

L'Avv. Silvana Paratore

L’Avv. Silvana Paratore

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Messina“Eppur si muove” qualcosa, per rendere possibile la realizzazione del 2° Tribunale di Messina, nell’area dell’ex Ospedale Militare, soluzione ottimale indicata da CittadinanzAttiva fin dal 2013. Dopo i solenni impegni assunti, nonostante la tempistica ben precisa, la città ha dovuto constatare con rammarico che non sono stati mantenuti. In questi giorni è da apprezzare e valutare l’azione del Sottosegretario alla Giustizia on. prof. Andrea De Giorgis, per la risoluzione del problema.  CittadinanzAttiva alla luce dell’accordo sottoscritto in data 9 febbraio 2017, presso la Prefettura di Messina, tra il Governo nazionale, gli amministratori locali e l’Agenzia del Demanio, qualora dovesse continuare il comportamento omissivo da parte di quest’ultima, giustificato dalla farraginosa procedura prevista, mentre si sarebbero potute trovare più semplici soluzioni stante il gran numero di edifici di cui dispone, a Messina, il Ministero della Difesa segnalerà il comportamento alla Corte dei Conti.

Sono trascorsi oltre 6 anni, era il 23 marzo del 2013 e  CittadinanzAttiva con una manifestazione pubblica organizzata davanti l’ex Ospedale Militare,  dopo aver diffidato, a mente dell’art.32 dello Statuto Speciale per la Regione Siciliana e della sentenza della Corte Costituzionale n.383/1991, il Ministero della Difesa a restituire al Demanio Regionale e quindi alla città, le aree militari nelle quali era stata dismessa l’attività istituzionale: Marisicilia, Ospedale Militare, Direzione di Artiglieria, Campo Italia,  etc. indicava la soluzione ideale per realizzare il secondo Tribunale, presso l’ex ospedale militare.

Undicimila metri quadri, 33 mila metri cubi di costruzioni facilmente adattabili per assolvere ai nuovi compiti, idonei parcheggi, ulteriormente ampliabili, un grande parco alberato con aiuole, facilmente accessibile sia dai cittadini messinesi che da quelli provenienti dalla provincia dallo svincolo autostradale di Messina Centro. Il successivo 5 maggio 2014  i rappresentanti di CittadinanzAttiva dott. Giuseppe Pracanica ed avv. Salvatore Vernaci incontrarono il Presidente della Corte d’Appello dott. Nicola Fazio ed il Procuratore Generale ff dott. Melchiorre Briguglio per illustrare la proposta.

Nel protocollo d’intesa sottoscritto, in Prefettura, il 9 febbraio 2017 tra il Comune di Messina, Ministero della Difesa, Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio, sono stati sottoscritti impegni con il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio, per i quali entro 60 giorni dalla sottoscrizione, si doveva  consentire la progettazione e la realizzazione nell’area lato mare di via Bonino, di nuove strutture dove ricollocare, l’attuale Centro di Medicina Legale , ma fino ad oggi tutto è rimasto colpevolmente fermo.

Protesta Cittadinanza Attiva

Protesta Cittadinanza Attiva

L'ex Ospedale Militare di Messina

L’ex Ospedale Militare di Messina

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Tocca a ROGIKA Mendolia inaugurare con “Teorema Sicilia” sabato15 febbraio, alle ore 17:30, presso la sala “Belvedere” dell’Hotel Villa Diodoro di Taormina l’edizione 2020 del Caffè Letterario di SPAZIO al SUD, condotto dalle giornaliste Milena Privitera e MariaTeresa Papale. Il libro, edito in sole 100 copie numerate, è il coinvolgente risultato del felice connubio tra la forza delle immagini di una Sicilia non di maniera e la grande letteratura isolana, declinato con maestria in 100 fotografie in B/N sapientemente accostate a 100 testi dei più importanti scrittori siciliani, da Sciascia a Bufalino, da Consolo a Pirandello, proprio perché le “Sicilie” dell’autore “sono come le “Cento Sicilie” di Gesualdo Bufalino”.

Fotografo di lungo corso e di vecchio stampo, formmatosi quando ad imperare era l’“analogico” con il rituale camera oscura, negativi, stampe, ROGIKA - il cui ‘nom de plume’ è l’acronimo delle iniziali dei nomi di battesimo ROberto GIuseppe CArmelo (con una più internazionale K a sostituire la C) – ben lontano dalla seduzione della ricerca di effetti particolari segue l’imperativo secondo cui la fotografia deve documentare la realtà, e, per far ciò, deve essere diretta, immediata, vera, poiché “una buona fotografia deve essere come un piccolo racconto, deve essere fatta nel modo più semplice possibile: tutti devono poterla leggere!”.

E così, in questo suo esordio editoriale, egli affida alla malìa di un B/N poetico e rigoroso il racconto suggestivo delle realtà incontrate nelle sue “incursioni” con il gruppo della associazione fotografica “Taoclick” – di cui è vice-presidente – in una Sicilia quasi sconosciuta e dal fascino dirompente. Fatta di antichi borghi, di piccoli paesi di case abbarbicate una sull’altra, che la estraneità ai circuiti turistici rende ancora autentici, preservandone l’essenza identitaria. Dove a “raccontare” sono i solchi delle rughe scavati sui volti incartapecoriti e bruciati dal sole di anziani contadini. Il passo lento ed affaticato di una vecchietta gravata dalla busta della spesa. La solitudine di un casolare che, solitario, resiste in mezzo ai campi riarsi.

Il risultato è che il racconto per immagini prese al volo, quasi rubate, della Sicilia personale di Rogika, scorre lungo le 100 pagine di “Teorema Sicilia” sul filo dei sentimenti e delle suggestioni traducendosi per il lettore in forti emozioni. Che parlano direttamente al cuore.

Organizzato dall’associazione “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale, l’evento vede la sponsorizzazione dell’Associazione Albergatori di Taormina, il patrocinio del Comune di Taormina, di Fondazione Taormina Arte Sicilia, di Club Unesco di Taormina – Val dell’Alcantara e d’Agrò, e la partnership di servizio del “Gais Hotels Group”.

La locandina di Spazio al Sud

La locandina di Spazio al Sud

 

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Giovedì 13 febbraio, a partire dalle 17:30, il bookshop del Monastero dei Benedettini ospiterà Francesco Erbani, scrittore e giornalista delle pagine culturali di La Repubblica, per presentare il suo libro «l’Italia che non ci sta. Viaggio in un Paese diverso», un viaggio in un paese martoriato dove però sono presenti ancora fuochi vivi di resistenza. Erbani, che è penna esperta e di tradizione di giornalismo di inchiesta, costruisce un percorso dalle Alpi alle Isole attraverso interviste e osservazione diretta, analizzando spaccati umani e sociali in cui piccoli gruppi si stringono attorno ad idee buone, belle, rivitalizzanti, generative. Attraverso lo sguardo di Erbani, sempre attento al territorio, i lettori possono osservare gli usi e i riusi delle speculazioni edilizie che nei decenni precedenti hanno divorato campagne e periferie, possono leggere anche di riappropriazione di porzioni di territori storici urbani come nel caso delle Catacombe di San Gennaro a Napoli.

In un’Italia in cui la disoccupazione raggiunge il 42%, mentre tra i giovani oltrepassa il 60%, Erbani dà dunque delle buone notizie: storie in cui il coraggio trova posto tra chi ha deciso di restare e resistere. Tra queste  buone notizie, un capitolo è stato destinato ad Officine Culturali, designata nel libro come una comunità di tutela della memoria e di attribuzione di valore, ma soprattutto dedita alla prosecuzione di un percorso iniziato nel 1977 da Giancarlo De Carlo a Catania. Per Erbani Officine ha lavorato nell’ultimo decennio nel pieno della traccia segnata dall’intervento di recupero e rifunzionalizzazione del Monastero dei Benedettini, ponendosi da un lato il tema della partecipazione culturale della comunità rispetto ad un edificio storico con funzioni contemporanee di ricerca, formazione e socializzazione; ma – dall’altro lato – guardando con interesse e progettualità al territorio urbano del quartiere Antico Corso, senza ignorare il contesto contraddittorio e socialmente sfidante in cui la presenza del Monastero si inquadra.

Discuteranno di questi temi insieme a Francesco Erbani la professoressa Maria Caterina Paino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania e Francesco Mannino, Presidente di Officine Culturali.

 Biografia Francesco Erbani

È stato caposervizio delle pagine culturali di La Repubblica. Nel 2003 ha vinto il premio di Giornalismo civile e nel 2006 il premio Antonio Cederna. È stato il curatore del “Città territorio festival” di Ferrara. È autore di «L’Italia maltrattata» (Laterza 2003), del libro-intervista con Tullio De Mauro «La cultura degli italiani» (Laterza 2004), «Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe» (Laterza 2010), «Roma. Il tramonto della città pubblica» (Laterza 2013), «Il tramonto della città pubblica» (Laterza 2013), «Pompei, Italia» (Feltrinelli 2015) e «Non è triste Venezia» (Manni 2018). Per Einaudi ha pubblicato «L’Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso» (2019). Ha vinto il premio Cederna e il premio Bassani.

Francesco  Erbani

Francesco Erbani

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Due sold out a teatro ed il debutto a Pechino Express. E’ iniziata col botto la nuova stagione de I Soldi Spicci, duo comico palermitano tra i più amati della penisola. 

Annandrea Vitrano e Claudio Casisa saranno una delle dieci coppie protagoniste dell’adventure game condotto da Costantino Della Gherardesca, in onda in prima serata su Rai 2 a partire da martedì 11 febbraio. In gara come I Palermitani, i due giovani attori mostreranno al grande pubblico ironia e talento, tratti distintivi già messi in mostra in ‘Colorado’ e nella pellicola cinematografica di successo ‘La fuitina sbagliata’. Intanto prosegue con grande fortuna anche il tour teatrale di ‘Chi dice donna dice camion’, nuovo divertente spettacolo de I Soldi Spicci, prodotto da Arts Promotion di Mario Russo. Dopo le tappe di Noto, degli scorsi 18 e 19 gennaio, e quelle di Enna, il 4, il 5 ed il 6 febbraio scorsi, che hanno registrato il sold out, anche la data del 15 febbraio al Teatro Rosso di San Secondo a Caltanissetta segna già il tutto esaurito. Per la prima volta i due artisti firmano anche la regia dello spettacolo, compiendo un ulteriore passo in avanti nella loro rapida e sorprendente carriera che li vede protagonisti anche sui canal social, Facebook e Youtube, dove continuano a registrare milioni di visualizzazioni. Il nuovo testo, scritto da Annandrea e Claudio in collaborazione con Salvo Rinaudo, ripercorre in chiave comica la storia degli equilibri di coppia da Adamo ed Eva fino ai nostri giorni, evidenziando la netta superiorità femminile. Già nei nostri progenitori biblici emergono le caratteristiche della coppia moderna, con Eva che lamenta la scarsa mascolinità di Adamo. La donna, continuamente sotto stress anche per le diete a cui ciclicamente si sottopone, scarica sull’uomo le sofferenze e le privazioni patite. Parafrasando il titolo della brillante pièce, la donna è come un camion che travolge l’uomo, trascinandolo in situazioni al limite. Nonostante ciò però una vita senza una donna sarebbe inimmaginabile per l’uomo. Con ironia e leggerezza il duo comico racconta la moderna coppia millennial e, al loro interno, i rispettivi ruoli maschile e femminile. Il risultato è anche un veritiero spaccato sociale che offre interessanti spunti di riflessione per lo spettatore. Dopo Caltanissetta e Marsala, il 6,7 e 8 marzo, lo spettacolo sbarcherà anche nella penisola, approdando, tra le altre città, a Reggio Calabria, Catanzaro, Rende – Cosenza, Roma, Firenze, Torino e Milano. Non mancheranno anche le tappe nei maggiori capoluoghi siciliani: a Catania, il 9 aprile al Teatro Metropolitan, e in casa, a Palermo, il 22 aprile al Teatro Golden. Le nuove date saranno annunciate in itinere.

La locandina dello spettacolo "Chi dice donna dice Camion"

La locandina dello spettacolo “Chi dice donna dice Camion”

I soldi spicci

I soldi spicci: Annandrea Vitrano e Claudio Casisa

I Soldi Spicci

I Soldi Spicci

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Il 12 febbraio, ore 10, la presentazione in anteprima all’I.C.S. “G. Fava” di Mascalucia

 

Mercoledì 12 febbraio, all’Istituto Comprensivo Statale “G. Fava” di Mascalucia, alle ore 10, si terrà in anteprima, la presentazione del libro “Il Gatto Figaro” di Grazia Calanna, illustrato da Giovanna Marchese. Insieme all’autrice e all’illustratrice, interverranno: la Dirigente Scolastica Maria Gabriella Capodicasa, l’editore Alfio Grasso (Algra), la curatrice della collana “Il bruco” che accoglie la pubblicazione, Rosella Grasso, l’insegnante Elvira Mancuso e la poetessa Chiara Carastro. Per l’occasione, una selezione di piccoli studenti del “G. Fava” leggerà alcuni brani tratti dal libro.

“Le favole sono sempre state un modo per imparare leggendo, un risvolto del reale trasformato in simboli dove l’immaginazione lavora da sé, senza scoprire le carte di ciò che dentro di noi si muove già come percezione delle cose che ci stanno intorno e che viviamo quotidianamente nel percorso della nostra vita. Grazia Calanna ci presenta la storia del gatto Figaro, giovane cantante lirico che porta già impresso nel nome il famoso personaggio dell’opera rossiniana Il barbiere di Siviglia. E questo sarà infatti il suo destino, quello cioè di interpretare un ruolo che è dispensatore di aiuto e di saggezza, appoggiandosi all’altra sua grande passione, la filosofia. La vicenda si svolge tra il Parco dell’Etna e Catania, dove l’autrice vive e colloca abilmente le peripezie di Figaro che dovrà contrastare la gelosia di Nerone, un gatto insicuro di se stesso e pertanto intento all’eliminazione del rivale. Ma a rendere questa favola una piacevole avventura non è solo il contesto della storia, perché Grazia Calanna rende il tutto un vero e proprio gioco del sapere in modo piacevole, inserendo parole e luoghi che il lettore potrà scoprire, conoscere e imparare attraverso una serie di note esaustive che abbinano il godimento della lettura all’apprendimento più specifico”, leggiamo nella prefazione di Fabrizio Bernini. 

 “L’idea di questo libro – dichiara l’autrice Grazia Calanna -, il mio primo per bambini, è nata nell’ambito di un laboratorio di scrittura creativa che ho condotto, con la maestra Giovanna Marchese, sensibile e fantasiosa illustratrice della storia, per gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Giuseppe Fava” di Mascalucia, diretto dalla prof.ssa Maria Gabriella Capodicasa, che, con mia grande gioia e gratitudine, ospita la prima presentazione. La storia, ambientata tra il Teatro Massimo Vicenzo Bellini di Catania e alcuni deliziosi siti del Parco dell’Etna, oltreché la musica,  tira in ballo un pizzico di filosofia, scienza che notoriamente ricerca un ordine morale superiore, con l’auspicio di innescare nei più piccoli, con l’aiuto fondamentale dei più grandi, con i quali potranno condividere questa lettura, una riflessione utile alla crescita consapevole. Tutto ruota, o vorrebbe ruotare, intorno al fondamento della conoscenza: di se stessi, dell’altro, del mondo che abitiamo e del ‘modo’ in cui lo abitiamo, dell’ascolto, della diversità come tesoro inestimabile, del rispetto rigoroso della vita in ogni sua espressione. Oltreché Fabrizio Bernini per la deliziosa nota introduttiva, desideravo tanto fosse scritta da un poeta con la capacità connaturata di vedere al di là della superficialità del visibile, insieme al gatto Figaro, che adesso zampetta sulle sue pagine odorose, ringrazio l’editore Alfio Grasso e Rossella Grasso, curatrice della collana “Il bruco” che ci accoglie. Ringrazio altresì Nino Federico per l’ideazione grafica del libro e della copertina, con lui, non ultimi, ringrazio i miei genitori, gli amici e i colleghi giornalisti che hanno incoraggiato questa pubblicazione spronandomi a tirarla fuori dal cassetto dopo una dormitina di circa sette anni. Concludo con un pensiero augurale rivolto al nostro magnifico Teatro Bellini di Catania: continui ad essere luogo di comunione di cuori che sulle scene, dietro le quinte, nelle sale, abitano fraternamente il linguaggio universale della musica”.

 “Amo disegnare e colorare - dichiara l’illustratrice Giovanna Marchese -. Da bambina trascorrevo il mio tempo a copiare, infinite volte, sempre lo stesso fumetto per imparare a memoria colori e forme. Illustrare Figaro ha rappresentato un periodo di grande entusiasmo, facendomi ripercorrere periodi vissuti in età adolescenziale. Ho preferito illustrare Figaro con mano adolescente, usando colori vivaci e determinati, di grande impatto agli occhi dei giovanissimi lettori. I bambini amano disegni e immagini semplici ma decisi nella forma e nel colore. I piccoli lettori amano vivere le emozioni e le impressioni prodotte dai suoni, dai gesti e dalle espressioni dei personaggi, dalle forme, dalle luci, dai colori. È un libro multidisciplinare. Inserito e contestualizzato nel territorio catanese, offrirà ai lettori la curiosità e l’interesse di scoprire i luoghi dove si svolge l’intera storia”.

 Grazia Calanna, giornalista, dal 2001 collabora con il quotidiano “LA SICILIA” (www.lasicilia.it) per il quale cura la rubrica di poesia “Ridenti e Fuggitivi”. Dal 2007 dirige il periodico culturale “l’EstroVerso” (www.lestroverso.it). Ha collaborato con la rivista “ELLE”, per la quale ha curato uno speciale-poesia intitolato “Nel verso giusto”. Tra le pubblicazioni: “Crono Silente” (poesia, 2011); “William Shakespeare, Sonetti 1 – 48” con AA.VV. (traduzioni in italiano, 2013); “La neve altrove” di Giovanna Iorio (traduzioni in fran- cese, 2017); “Poeti in Classe – 25 poesie per l’infanzia e non solo” con AA.VV. (poesia, 2017); “Zafferana Etnea. Suggestioni letterarie alle pendici dell’Etna”, in “Borghi di Sicilia” con AA.VV. (saggistica, 2018), a cura di Fabrizio Ferreri con Emilio Messina. Per le edizioni Algra, con Orazio Caruso, dirige la collana “Quadernetto di Poesia con- temporanea”. Dal maggio 2013, collabora con il Festival “Nei Luoghi della Bellezza”, diretto, a Noto, da Luisa Mazza. È responsabile dell’Ufficio Stampa del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia)

Giovanna Marchese, illustratrice, insegnante di scuola primaria presso il Circolo Di- dattico “Giuseppe Fava” di Mascalucia. Contralto dell’ex coro mascaluciese “Vincenzo Bellini”.

La copetina del libro

La copetina del libro

Grazia Calanna e Giovanna Marchese

Grazia Calanna e Giovanna Marchese

Grazia Calanna

Grazia Calanna

La locandina

La locandina

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Per la prima volta nella storia del Festival di Sanremo un cantante in gara realizza un documentario sulla città di Sanremo: Marco Sentieri, che porta sul palco dell’Ariston la tematica del bullismo con la canzone “Billy Blu“, ci guida per le vie della città ligure con “Sentieri a Sanremo

Sanremo – “Questa città per me è sempre stata il simbolo della musica e quest’anno, che ho l’onore di esserci ospitato, mi sembrava doveroso renderle omaggio: l’ho fatto con alcuni contributi video girati da me, attraverso i vicoli sanremesi, andando alla scoperta di alcune curiosità sia attuali sia storiche della meravigliosa Città dei Fiori” spiega Marco.

Dalla Chiesa Russa ortodossa, alla Pigna della “Città Vecchia”, a Corso Matteotti, al Casinò, Marco Sentieri realizza un excursus storico, raccontando anche come Sanremo, oltre al Festival, sia sede della corsa ciclistica Milano-Sanremo, del Rally, del Premio Tenco, del Carnevale, oltre che località turistica marina, fino alla sua pregiata coltivazione di fiori. Il documentario è stato ideato e scritto da Igor Nogarotto, per il montaggio di Tommaso Trombetta.

Video “SENTIERI A SANREMO”: https://youtu.be/TFZmLY22nOM

Marco Sentieri è in gara al 70° Festival della Canzone Italiana con il brano “Billy Blu“, canzone che tratta la tematica del bullismo, scritta dal compianto Giampiero Artegiani (scomparso nel febbraio 2019), autore di grandi successi, su tutti “Perdere l’amore“, con cui Massimo Ranieri (campano come Marco Sentieri) vinse Sanremo 1988.

Marco Sentieri

Marco Sentieri

Il cantante Marco Sentieri

Il cantante Marco Sentieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Biografia Marco Sentieri

Marco Sentieri nasce a Napoli l’11 giugno 1985. All’età di 16 anni si trasferisce a Roma dove fonda la sua prima band “Il Quarto senso”, un quartetto con cui dividerà l’emozione di classificarsi ai primi posti del “Sanremo rock giovani”.
Dopo due anni lascia “Il Quarto senso” per avventurarsi nella carriera da solista. Negli anni duemila entra a far parte di un agenzia di spettacoli, che lo inserisce in collaborazioni artiche che lo aiutano a maturare la sua verve artista. Vanta aperture di concerti a Clementino, Gemelli Diversi, Rocco Hunt, Moreno, Neri per Caso, Gianni Nazzaro, Tony Tammaro, Mario Trevi.
Marco è reduce dalle vittorie di due festival internazionali in Romania: “George Grigoriu” 20 21 22 maggio 2016 e “Dan Spataru” 30 settembre 01 02 ottobre 2016,  nel mezzo la partecipazione ad X-Factor Romania, che vede l’arrivo di Marco ai  bootcamp nei 10 finalisti per categoria.
A settembre 2015, Marco, alla ricerca di nuovi stimoli, si catapulta in una nuova avventura. Un progetto da solista con brani inediti che vede coinvolto l’amico collega  Paolo. In questo modo nasce la collaborazione con i “Pilla”, Nicola ed Alessandro, che insieme a Paolo formeranno i “Due Quarti” i musicisti di Marco Sentieri. La loro collaborazione li vede coinvolti in due anni a circa 200 live tra
locali e piazze del centro Sud.
Nel 2016 partecipano con l’inedito “LA NUOVA GENERAZIONE” al contest nazionale “TOUR MUSIC FEST” qualificandosi 6°, ad un passo dalle finali, tra migliaia di band. Nel 2017 accedono alle semifinali nazionali del “FESTIVAL SHOW”. Non arrivano alla finale, ma il riscontro tra il pubblico e le band concorrenti è più che positivo. Sempre nel 2017 il videoclip de “LA NUOVA
GENERAZIONE” è tra i 5 social clip finalisti del concorso internazionale del cortometraggio “TULIPANI DI SETA NERA”.
Nel 2018 Marco si concentra con la sua band solo ai concerti live girando tutta l’Italia e toccando varie tappe europee in Germania, Svizzera e Romania  riscuotendo tanto successo mediatico.
A fine 2018 Marco compone l’inno per la propria squadra di calcio della città ovvero l’Albanova, che verrà poi pubblicato a gennaio 2019. In estate esce il nuovo singolo dal titolo “Avvolgimi” e ancora tantissimi concerti live in tutta Italia.
Il 2019 prosegue tentando la scalata al palco dell’Ariston. E dopo varie selezioni, il 19 dicembre in diretta su RAI 1, Marco vince la finale, conquistandosi di diritto la partecipazione al 70° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, a cui seguirà la pubblicazione del suo nuovo album.

 

 

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All’inaugurazione dell’Anno giudiziario che si è tenuta in Corte d’Assise a Messina, accreditato dalla Corte d’Appello, tra gli altri, anche l’ intervento del Segretario regionale Sicilia dell’Associazione Tutela Forze Armate avv. Silvana Paratore che, nel suo discorso, ha posto l’accento sul fatto che in momenti particolari come quelli odierni, caratterizzati da insicurezza economica, da instabilità ed incertezze, le Forze Armate diventano sempre di più una àncora ed una guida sicura. Ciò che emerge nell’attività di ogni giorno, messa in atto da uomini e donne e che ne nobilita ogni gesto, è il fortissimo senso morale e di etica militare che si riscontra in ogni reparto e in ogni singola persona, ad ogni livello di responsabilità, in Italia come all’estero.

Le Forze Armate, aggiunge il legale, sono strettamente connesse con la società che le esprime e di cui contribuiscono a garantire la sicurezza. Gli uomini e le donne delle Forze armate che fanno il loro dovere con spirito di servizio e amore per i valori fondanti della nostra repubblica, sono un vessillo di coesione sociale, di affiatamento civile, di giustizia e di pace.

I numeri parlano chiaro: cresce la fiducia dei cittadini nelle Forze Armate. E’ quanto si legge dal 32° Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes  nella parte relativa al livello di fiducia nelle istituzioni nel loro complesso.

Incisivo l’impegno dell’ associazione Tutela Forze Armate presieduta dal dott. Giovanni Maria Bonci (seguita da 21. 000 persone) per arginare l’allarmante fenomeno dei suicidi in divisa: nel 2019 ben 69 i suicidi dei militari, uomini e donne. Nel 2020  appena iniziato, si contano 8 vittime.

Una tragedia in continua crescita ha dichiarato  la Paratore,  che non si può più ignorare: In Italia tra le forze armate e le forze dell’ordine ci sono quasi due suicidi a settimana ed è un numero che sta salendo. Bisogna puntare sul benessere del personale. Puntare molto sulla famiglia, aspetto economico, trasferimenti e nel caso di mancato trasferimento, fornire sostegno di ogni genere. E’ necessaria grande attenzione da parte di Tutti. Non si cercano colpevoli ma antidoti. Se non ci si inizia ad interrogare sul fenomeno, si legge, nel suo discorso,  rischiamo di piangere altri morti. Per tale ragione, l’associazione Tutela Forze Armate ha stilato un progetto in tema di suicidi dei militari in collaborazione con lo psichiatra forense  prof. Vincenzo Mastronardi che sarà presentato all’attenzione del Governo Italiano . Sentito il  ringraziamento contenuto nel discorso depositato in Corte d’Appello, a tutte le Autorità militari ed alle Forze di Polizia, al loro impegno volto a creare la sinergia interistituzionale che deve caratterizzare l’azione dello Stato sul territorio e che è la chiave per l’affermazione della legalità.

Picchetto Forze dell'Ordine

Picchetto Forze dell’Ordine

L'Avv. Silvana Paratore

L’Avv. Silvana Paratore

L'Avv. Silvana Paratore

L’Avv. Silvana Paratore

 

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Ha definito il suo libro “un amichevole conversazione”con chi, neofita, intende accostarsi all’Ufologia ed alle tematiche extraterrestri. A pronunciare queste parole  è stato il  dott. Rodolfo Amodeo noto giornalista professionista di Francavilla di Sicilia in provincia di Messina  che, nella sua attività, si occupa quotidianamente di cronaca, politica ed eventi artistici, culturali e sportivi. Per la gioia degli appassionati di ufologia, in questi giorni ha pubblicato un interessante libro intitolato “Cenni di Ufologia e vita extraterrestre”. L’ultima fatica del giornalista siciliano è il frutto di anni di studio, approfondite ricerche sugli UFO e, di una esperienza maturata con le sue frequentazioni del “Centro Ufologico Siciliano” di Riposto in provincia di Catania.

L’idea di scrivere un libro sulla vita extraterrestre nasce qualche anno fa, quando un giorno, mettendo ordine al proprio archivio personale Amodeo trova parecchio materiale riguardante le sue interviste e le sue ricerche sugli Ufo. Cosicchè decide di assemblarlo e di realizzare una specifica pubblicazione. In particolare si tratta di interviste varie ed articoli scritti negli anni scaturite dalle conferenze che ha seguito presso il “Centro Ufologico Siciliano” (C.U.S.) che ha sede a Riposto, ridente cittadina marinara etnea della provincia di Catania diretto dal presidente e fondatore del Centro Salvatore Giusa.

         Nel libro l’autore ricorda di essere entrato in contatto con il Centro Ufologico a seguito di quanto era accaduto la sera del 12 marzo 2008 quando il giornalista  notò nel cielo sovrastante proprio il centro abitato di Riposto, una “pallina luminosa”  di colore verde che “saettava” dal basso verso l’alto e con andamento ellittico da sinistra verso destra per poi dileguarsi. “Non poteva trattarsi di un aereo” ricorda il giornalista “in quanto stavo transitando al volante della mia autovettura, da una stradina secondaria della frazione di Torre Archirafi mentre facevo ritorno a Francavilla di Sicilia dove risiedo.”

La sera stessa Amodeo informò dell’avvistamento l’amico Saro Pavone cultore di fenomeni extraterrestri e da li a qualche giorno il giornalista ricevette sulla casella di posta elettronica i questionari di diverse organizzazioni ufologiche nazionali, a cominciare dal “Centro Italiano Studi Ufilogici” avente come responsabile perla Sicilia Sebastiano Pernice, che chiedevano dettagli sull’accaduto. Nasce da quell’esperienza la decisione di Amodeo di seguire giornalisticamente le varie iniziative e le conferenze del “C.U.S.”. Altresì nasce da questa esperienza la decisione di scrivere un libro sugli UFO incentrato su quanto appreso dal giornalista frequentando il Centro Ufologico Siciliano ed i suoi qualificati ospiti.

Il libro di Rodolfo Amodeo è un testo autorevole, sintetico e di facile comprensione. Le pagine del libro corredate da numerose foto a colori raccontano al lettore quanto sino ad oggi si conosce sulla presunta esistenza di esseri alieni provenienti da altri mondi.

Il testo si presenta gradevole alla lettura ed è particolarmente consigliato non solo a chi desidera accostarsi all’Ufologia e conoscerne le notizie più importanti sulla materia  (principali avvistamenti, ricercatori, personaggi definiti “contattisti” ed “addotti”, ecc.), ma anche ai cultori più navigati della materia, per i quali esso può costituire un utile “compendio-vademecum”.

Da buon giornalista super partes, Rodolfo Amodeo ha ascoltato anche la cosiddetta “altra campana”, ossia coloro i quali si mostrano scettici nei confronti dell’Ufologia, tenendo altresì conto delle affermazioni di autorevoli esponenti della scienza e della religione i quali, ormai da tempo, non escludono la possibilità che nell’Universo ci possano essere altre forme di vita intelligente oltre a quella di noi abitanti del pianeta Terra.

A questo punto  riportiamo un breve commento dell’autore sulla realizzazione del testo.”Mi sono accostato all’Ufologia” spiega il dott. Amodeo “frequentando il “Centro Ufologico Siciliano” (C.U.S.), avente sede nel Comune etneo di Riposto, fondato e guidato dal presidente Salvatore Giusa. I servizi e le interviste che ho realizzato con gli illustri ospiti del C.U.S. li ho poi approfonditi con ulteriori mie personali ricerche. Nel testo ho fatto confluire quanto in questi anni ho giornalisticamente prodotto in materia ufologica integrandolo con le ulteriori mie personali ricerche (altrimenti si sarebbe trattato di una semplice raccolta di articoli). Ne è venuta fuori una panoramica generale su quanto sino ad oggi si conosce in merito alla presunta esistenza di esseri alieni provenienti da altri mondi. Considero questo mio scritto un’opera di “pura divulgazione”, in grado di costituire una valida “base” per potersi accostare alla ricerca ufologica in quanto nei suoi venti capitoli mi sono occupato di fatti, fenomeni e personaggi dai quali non si può prescindere se ci si vuole addentrare in questa particolare materia. Credo che chi per la prima volta si recherà ad una conferenza ufologica dopo aver scorso le pagine di questo libro, che ho cercato di improntare alla massima chiarezza espositiva, sarà nelle condizioni di capire pienamente ciò di cui si parlerà e, magari, di interloquire disinvoltamente con i relatori.  Vorrei anche ricordare che, mentre il libro era in procinto di andare in stampa, i mass media di tutto il Mondo hanno dato reso note le dichiarazioni hanno  dei militari statunitensi che hanno dichiarato l’esistenza degli extraterrestri. Così ho dovuto effettuare un integrazione al testo anche se, in pratica, era ciò che io avevo già sostenuto nell’originaria stesura. Negli aggiornamenti che di conseguenza ho apportato ho quindi positivamente preso atto che, da qualche mese a questa parte, a credere nelle esistenze extraterrestri non siamo solo dei “poveri illusi”, ma anche le cosiddette “autorità costituite” (che comunque, come sottolineo in alcuni capitoli, ci credono già da parecchio tempo)».

A questo punto è doveroso chiedere al dott. Amodeo se crede all’Ufologia e quale futuro vede per questa materia. Ecco cosa ha risposto:  

 «Nell’arco della mia vita sono stato testimone di almeno un paio di avvistamenti ufologici. Ma, al di là di ciò che ognuno di noi possa aver avvistato o meno, credo che a nessuno sia dato presumere che nell’incommensurabile Universo gli unici detentori del “dono” della vita intelligente siamo solo noi abitanti del pianeta Terra. Nel volume in questione sottolineo spesso che nello Spazio ci sono centinaia di miliardi di galassie e che all’interno di ognuna di queste galassie ci sono, a loro volta, centinaia di miliardi di stelle (e quindi di sistemi solari simili al nostro) in grado di dare energia e vita a svariati pianeti. Per me sarà già un “successo” il sapere che chi avrà letto questo mio libro si sarà bene impresso nella mente questo particolare “numeretto”: cento miliardi!

Per quanto riguarda invece il futuro dell’Ufologia da cultore della materia sono molto ottimista. Intanto uno come il sottoscritto non potrà più essere preso per “pazzo” in quanto l’Ufologia è stata ormai “sdoganata” dalle istituzioni politiche, militari e religiose di tutto il mondo, le quali, tramite alcuni loro autorevoli esponenti, hanno più volte pubblicamente dichiarato, sino allo scorso settembre, che i nostri cieli vengono solcati anche da velivoli provenienti da altri mondi perché certamente non di fabbricazione umana. Non ci è ancora dato sapere quando avverrà il cosiddetto “contatto di massa” con gli extraterrestri (probabilmente tra non molto), ma sta di fatto che sarebbe opportuno prepararsi ad una tale evenienza. Questa mia pubblicazione vuole anche essere un contributo a questa “preparazione”.

A questo punto vorrei concludere aggiungendo che nel mio libro si parla anche di Fisica Quantistica e di Astronomia, poichè  l’Ufologia, con i suoi “misteri”, ti porta ad occuparti anche dei vari ambiti dello scibile e degli interrogativi esistenziali che da sempre si pone l’essere umano. A chi avrà davanti agli occhi e tra le mani questo mio scritto consiglio innanzi tutto di leggere e ben assimilare il primo capitolo, che tratta delle cognizioni fondamentali dell’Astronomia, senza delle quali non si può capire da che ambiti e distanze dell’Universo proverrebbero gli extraterrestri. Poi, nel prosieguo della trattazione, sottolineo spesso che per comprendere i fenomeni alieni, ossia non appartenenti alla dimensione umana, bisognerebbe andare oltre il nostro sapere “razionale e tradizionale”, già superato, ad esempio, dalla nuova Fisica Meccanica Quantistica. Sulla “vita oltre la morte”, infine, riferisco che ci sono degli studi scientifici sui soggetti “addotti”, ossia rapiti dagli extraterrestri, che durante la fase del rapimento alieno si ricordano di aver vissuto in epoche e civiltà passate (parlandone addirittura le relative lingue): l’anima, dunque, sopravviverebbe al corpo in quanto in questa vita stiamo stando qui, ma nel passato potremmo essere stati “altrove”. Scusate, dunque, se in qualche pagina mi sono spinto oltre l’Ufologia “sic et simpliciter” per addentrarmi in questioni universali. Ma, in fondo, dovevo trattare della vita… nell’Universo».

Bene, alquanto esaustive le parole dell’autore espresse con la schiettezza e la semplicità che hanno sempre contraddistinto i suoi articoli. A questo punto non ci resta che leggere il libro ed iniziare un viaggio fantastico che ci racconterà di un tema affascinante e suggestivo ma di grande attualità che scriverà ancora tanti altri capitoli di una storia infinita.

                      ROSARIO  MESSINA

Il dott. Rodolfo Amodeo

Il dott. Rodolfo Amodeo con il libro

L'alieno di Roswell

L’alieno di Roswell

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Acireale (Ct) – Negli ultimi anni si è assistito ad una crescente lotta ai fenomeni disumani e inconcepibili di abusi, presenti purtroppo non solo nella Chiesa, ma anche in tutte le culture e società. La Conferenza episcopale italiana ha approvato lo scorso giugno le linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, per offrire così strumenti a favore dei presbiteri e degli operatori, che hanno contatti con i più piccoli ed eventuali vittime.

Formare, prevenire e contrastare situazioni a rischio sono gli obiettivi che si è prefissata la diocesi di Acireale, organizzando un corso per presbiteri, dirigenti scolastici ed insegnanti di religione, in collaborazione con l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, la Città del Fanciullo, la Fondazione Barbagallo e dall’E.A.S (Ente Attività sociali di Acireale). Due giornate che hanno visto i partecipanti coinvolti in lezioni frontali, dibattiti, riflessioni e laboratori e che hanno fornito informazioni di carattere normativo, psicologico e sociale.

La tutela dei minori ha avuto ampia legislazione a partire dagli anni ’60 ed in particolare, negli ultimi 20 anni, è aumentata l’attenzione sulla giurisdizione minorile, con pubblicazioni annuali di leggi. Tutelare non è un impegno solo giuridico, anche se la legge è fondamentale perchè è garante dei soggetti minori, ma è anche una responsabilità storica ed etica. Tutelare infatti è custodire, osservare, rivolgere lo sguardo all’altro, collocandolo in una cornice di senso all’interno di una storia personale che dà l’identità di figlio al minore. Tutelare, quindi, è anche educare e valorizzare secondo i registri di filiazione. Essere riconosciuti figli è la condizione primaria ed originaria di tutti gli uomini che, essendo generati, hanno insito il mandato della custodia e delle regole.

Violenza e abuso, non solo a sfondo sessuale, sono esperienze fortemente traumatiche, che causano difficoltà nelle relazioni e modificano l’intensità delle emozioni, causando sofferenze e diversi tipi di disturbi. L’abuso nasce all’interno di un rapporto distorto di fiducia che, unito a mezzi di coercizione, paura e sensi di colpa, contribuisce a incrinare fortemente la sensibilità di una persona. Seduzione e minaccia, elementi dell’abusante, che spesso è portatore anch’egli di esperienze dolorose, concorrono negativamente alla formazione del carattere ed ai comportamenti dell’abusato.

Oggi è urgente l’alleanza educativa. L’educazione non può essere un’azione solitaria. Significativo infatti è un proverbio africano: “Ci vuole un villaggio per far crescere un bambino”. Chi opera sul territorio con il compito di formare ha il dovere di coinvolgere le varie agenzie educative per creare una rete che sostenga i bambini.

Cosa segnalare? A chi segnalare eventuali abusi ? La diocesi di Acireale con il vescovo mons. Antonino Raspanti ha avviato un lavoro di ascolto, verifica e confronto istituendo un servizio diocesano al fine di fornire informazioni, sensibilizzare gli operatori pastorali ed offrire assistenza alle possibili vittime.

Il corso di formazione

Il corso di formazione

Un momento del corso

Un momento del corso

I numerosi partecipanti al corso di formazione

I numerosi partecipanti al corso di formazione

 Una fase della formazione

Una fase della formazione

Il corso

Il corso

Don Arturo Grasso Direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Acireale

Don Arturo Grasso Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Acireale

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