FEBBRAIO 2019
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Catania

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Sono stati sette gli appuntamenti in Sicilia dedicati a San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, l’Ucsi ha realizzato eventi a Siracusa, Catania, Acireale, Patti, Noto e Trapani, i lavori si sono conclusi a Floridia con un incontro, che ha coinvolto la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Floridia. Gli appuntamenti sono stati promossi dall’Ucsi Sicilia e dalle sezioni provinciali e diocesane in collaborazione con gli Uffici per le Comunicazioni sociali delle Arcidiocesi di Siracusa, Catania e le Diocesi di Trapani, Noto, Acireale e Patti, in sinergia con l’Assostampa di Siracusa e i settimanali diocesani di Siracusa, Noto e Acireale. Siracusa i giornalisti hanno celebrato la festa con una Messa, presieduta da Mons. Sebastiano Amenta, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, e concelebrata da don Giorgio Zucchelli, già presidente nazionale della Fisc e presidente dell’Uspi. L’appuntamento è servito ad inaugurare una via cittadina dedicata a mons. Alfio Inserra, fondatore dell’Ucsi di Siracusa, vice presidente nazionale della Fisc, componente del Cda di Avvenire e direttore del settimanale “Cammino”. L’evento si è svolto alla presenza del presidente provinciale Ucsi Salvatore Di Salvo, del direttore del settimanale “Cammino”, del Consulente Ecclesiastico Ucsi Siracusa, del Delegato Regionale Fisc Sicilia don Giuseppe Lombardo, dell’ex presidente nazionale della Fisc don Giorgio Zucchelli, del segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, del consigliere nazionale della Fisc Giuseppe Malandrino, del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del sindaco di Francofonte Daniele Lentini, dei parroci della chiesa SS. Salvatore don Luigi Gorciullo, dei nipoti, e delle autorità civili e religiose della provincia. “Lo ricordo con profonda stima e gratitudine – ha detto l’ex presidente della Fisc Giorgio Zucchelli al termine della celebrazione eucaristica – per le sue doti umane e professionali. Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato, il quale ha ringraziato il Sindaco Italia: “dedicare una via a mons. Inserra, signor Sindaco è stato un atto di grande sensibilità apprezzato da tutti”. Grazie alla sua geniale intuizione di istituire i seminari estivi, molti di noi hanno potuto conoscere e apprezzare la Sicilia. Ritengo -ha concluso- di potere interpretare i sentimenti di gratitudine di tutti gli appartenenti alla Fisc che hanno avuto in Padre Inserra un punto di riferimento”.  Ad Acireale nella chiesa Sacro Cuore di Acireale, si è svolto un incontro organizzato dall’Ufficio Comunicazioni sociali, diretto da don Arturo Grasso e dall’Unione Cattolica stampa italiana, sul tema della 53 Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. C’è stato l’intervento del Vescovo di Acireale e vice presidente della Cei, monsignor Antonino Raspanti, e del direttore del quotidiano “La Sicilia”, Antonello Piraneo, moderato dal consigliere nazionale dell’Ucsi Gaetano Rizzo. “Costituire solamente una community virtuale non crea il senso di appartenenza ad una comunità – ha detto il vescovo Raspanti – nelle grandi città anglo-americane, per esempio, c’è la voglia di fare community, ovvero di conoscersi dal vivo, mettere insieme le proprie difficoltà, i propri bisogni, le proprie aspirazioni. E, soprattutto nelle metropoli, si cerca di riappropriarsi del proprio quartiere e portare avanti da una parte le esigenze dello stesso verso istanze superiori, dall’altra sviluppare all’interno di quel territorio tutte le potenzialità che lì si possono esprimere. Il rischio che si corre con la community digitale è che diventi solo un luogo dove sfogarsi, dove ci si può mascherare, un luogo di diffusione delle fake news. Se però ci si aggancia fortemente alla realtà territoriale molti di questi rischi potrebbero essere superati. Paradossalmente la semplice community digitale finisce con l’allontanare: sembra creata per farti sentire vicino al mondo intero, ma non è così”. A Catania, nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere, si è svolto invece un incontro sul tema: “La festa di S Agata come la vorrei –Tradizione e innovazioni social”. Relatori: Don Paolo Buttiglieri, consulente ecclesiastico Ucsi Sicilia, Francesco Carbonaro, presidente del Comitato dei Festeggiamenti Agatini, Fabio Adernò, Avvocato Tribunale Apostolico della Rota Romana, Giuseppe Claudio Carbonaro, Presidente Amici del Rosario, Adelaide Barbagallo, giornalista, Rossella Jannello, Giornalista e Vice Presidente Regionale Ucsi. Ha coordinato i lavori Giuseppe Adernò, Presidente sezione Ucsi Catania. A Patti la sezione diocesana presieduta da Domenico Pantaleo, ha organizzato la celebrazione della Messa presieduta da vescovo Guglielmo Giombanco ha presieduto la celebrazione della messa. “Dio dialoga con gli uomini e la Parola si è fatta carne per intraprendere una relazione con gli uomini. Fissare lo sguardo su Gesù – ha detto il vescovo – significa decidere l’orientamento della propria vita, fondandola sui veri valori. San Francesco di Sales comprese pienamente il segreto di una comunicazione educativa, vissuta con la tensione all’unità. Il suo messaggio è di estrema attualità, in un tempo in cui ci sono false notizie, in un tempo in cui le notizie creano distanze e barriere tra le comunità e tra le persone. Occorre essere costruttori di unità nella verità, liberi dai compromessi, per annunciare ciò che è giusto e promuove l’uomo, in una storia che si evolve non solo attraverso eventi raccontati, ma anche attraverso idee che concorrano al bene di tutti”. Noto c’è stato un incontro a cui hanno partecipato il vescovo Antonio Staglianò e don Fortunato Di Noto, vice direttore dell’Ufficio Comunicazione, fondatore e presidente di Meter e vicario episcopale per le ‘fragilità’. L’incontro si è aperto con i saluti del direttore dell’ufficio comunicazioni Alessandro Paolino ed è stato moderato dal consigliere nazionale Fisc Giuseppe Malandrino. Un incontro-confronto sulla velocità con cui girano le notizie e sulla difficoltà nel riuscire a raccontare il giusto. Non inteso come “corretto” (quello dovrebbe essere scontato) ma come “bastevole”, ovvero quello che basta a raccontare la notizia. Non bisogna andare oltre, non bisognerebbe aggiungere cose che non servono. Andrebbe aggiunta una spiegazione, secondo don Fortunato. “Non raccontateci soltanto gli eventi – ha detto il fondatore di Meter – ma spiegateci perché amare ancora l’uomo. Non raccontate soltanto dei fatti, magari senza conoscere le persone, le loro storie, le passioni, i fallimenti e le conquiste. Spiegateci chi siamo e dove andiamo. Siate gli amici dei bambini, dei deboli, degli scartati del mondo, dei poveri, dei senza voce, dei neonati abusati e dei dimenticati. Spiegate il dolore e la sofferenza: la comunicazione ha il potere, un grande potere, di formare o disorientare le coscienze, i percorsi di una storia liberante”.

1 UCSI Catania

Incontro UCSI a Catania

Foto con alcuni partecipanti

Foto con alcuni partecipanti

L'incontro UCSI di Noto

L’incontro UCSI di Noto

L'incontro UCSI di Acireale

L’incontro UCSI di Acireale

L'incontro UCSI di Patti

L’incontro UCSI di Patti

L'inconhtro UCSI di Trapani

L’inconhtro UCSI di Trapani

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Grande giornata di Sport e di festa sabato 2 febbraio al Dusmet di Catania, dove si è svolto il 1°TROFEO SANT’AGATA di Hockey Under 12 Maschile e femminile,  al quale hanno partecipato le società CusUnime, Don Bosco, Galatea, Katane, Raccomandata, San Pietro Clarenza e Valverde. Il girone maschile è stato vinto dal Don Bosco mentre quello femminile dal San Pietro Clarenza. Momento emozionante l’esordio assoluto per la formazione del GSRaccomandata femminile. Un folto e caloroso pubblico ha fatto da cornice alla manifestazione che ha visto scendere in campo circa 90 hockeisti in erba. Dopo la premiazione, presenziata  dal Vice Commissario Regionale FIH Enzo Falzone,  tutti i partecipanti si sono ritrovati nella club house per il terzo tempo dove sono stati raggiunti dall’Assessore allo Sport di Catania Sergio Parisi.

I giovani atleti del GS Raccomandata

I giovani atleti del GS Raccomandata

I piccoli atleti di Hockey

I piccoli atleti di Hockey

La squadra maschile e femminile del GS Raccomandata

La squadra maschile e femminile del GS Raccomandata

La squadra femminile del GS Raccomandata con l'allenatore Massimo Brunetto

La squadra femminile del GS Raccomandata con l’allenatore Massimo Brunetto

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Assegnata al giornalista Domenico Interdonato presidente dell’Ucsi Sicilia, la Targa “Salvo Nibali”, giunta alla V edizione e inserita nell’ambito della XXX edizione del Premio Nazionale di Poesia sul Natale, città di Tremestieri Etneo.

Nel ricevere il premio il presidente Interdonato ha salutato i numerosi partecipanti, e gli ospiti a cominciare dall’Arcivescovo di Catania,  SE. mons. Salvatore  Gristina, il sindaco di Tremestieri, Santi Ranno e il parroco don Salvo Scuderi, inoltre ha ricordato le tante iniziative prodotte dall’Ucsi regionale, che  aggrega figure di spicco del giornalismo siciliano, i quali operano  con spirito di servizio, coerenza,  fedeltà ai valori cristiani e rispettosi della dignità della persona umana. Il presidente Interdonato, ha dedicato il premio ai giornalisti siciliani “grandi testimoni della verità”, uccisi dalla mafia.

Il giornalista Salvo Nibali, prematuramente scomparso il 27 dicembre 2005, è stato direttore e animatore del settimanale dell’Arcidiocesi di Catania “Prospettive”. La targa è stata consegnata al presidente Interdonato, da Giuseppe Adernò, presidente dell’Ucsi di Catania e  componente storico della giuria del Premio, in occasione del 60° anniversario della nascita dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, sessant’anni di presenza e di servizio alla Chiesa e alla società.

L’evento promosso dalla Parrocchia S Maria della Pace, è stato presentato dal dott. Vincenzo Caruso, anima del Premio e figura di spicco nel panorama culturale dell’area etnea. Sin dalla prima edizione il settimanale “Prospettive” è stato la voce del  concorso poetico nazionale, ideato con amore e dinamismo dal sac. Salvatore Consoli.

Ospite d’onore del Premio è stato il fotoreporter Antonio Parrinello, il quale ha presentato una “poesia speciale”, scritta con le immagini e senza parole, ma fortemente incisiva ed eloquente, presentando il dramma degli immigrati al loro arrivo sulle coste siciliane. Volti di bambini,  di giovani, di mamme e  di papà che chiedono aiuto, sguardi smarriti intrecciati ad  affettuosi gesti di attenzione delle crocerossine, dei militari  portuali e delle Forze di Polizia, impegnate nel servizio di accoglienza.

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO'

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO’

I partecipanti alla manifestazione

I partecipanti alla manifestazione

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La Pro Loco di Giarre, presieduta da Salvo Zappalà, da Gennaio 2019 vuole condividere con i soci e tutti i cittadini giarresi la realizzazione del “Gonfalone”, stendardo ufficiale con il quale si vuole simboleggiare e rappresentare il sodalizio turistico durante le attività istituzionali. Il gonfalone, retto da un’asticella placcata in oro, riporta in un tessuto ad uncinetto, realizzato da alcune socie dell’Ente, lo stemma della Pro Loco giarrese. Rifinito con dei drappeggi in oro su una stola lucida blu, questo “regalo” costituisce un grande onore per la Pro Loco giarrese, impegnata da sempre per la realizzazione di eventi che possano coinvolgere appassionatamente tutti, dimostrando ancora una volta con questa partecipazione quanto l’ente sia presente e attivo sul territorio.
Il nuovo Gonfalone

Il nuovo Gonfalone

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Il presidente della Pro Loco di Giarre Cav. Salvo Zappalà , ha avuto il piacere di fare un incontro, presso la sala “Ai Confini del mare” – Torre Archirafi con la presenza degli ex Presidenti della suddetta Pro Loco: Pres. Michele Patanè (1985-1987), Pres. Sergio Barbagallo (1987-1990), Pres. Salvo Zappalà  (1999 – attuale) e il giornalista   Mario Privitera Rtl- La Sicilia. L’incontro è stato un occasione di scambio di opinioni inerenti ai temi di maggiore interesse per lo sviluppo turistico-culturale della cittadina di Giarre, constatando i miglioramenti avvenuti nel corso degli anni grazie all’impegno profuso dagli stessi Presidenti. Successivamente l’attuale Presidente il Cav. Salvo Zappalà ha esposto ai presenti la relazione sull’anno 2018 e i progetti per l’anno 2019, comunicando inoltre l’inaugurazione della sala espositiva, attualmente adibita all’esposizione di presepi e diorami, adiacente ai locali della Pro Loco. Il Presidente ha presentato anche l’ esclusivo gonfalone di rappresentanza dell’Ente, realizzato accuratamente a mano  da una socia attiva Pro Loco. Nella suddetta occasione il Presidente Cav Salvo Zappalà, ha voluto infine ricordare tutti gli ex presidenti scomparsi: Pres. Prof. Biagio Andò, Avv. Filippo Cutuli, Dott. Giuseppe Grasso, Dott. Rosario D’urso, Avv. Giuseppe Lombardo, Prof. Giuseppe Belfiore, Avv. Pietro Barbagallo Coco, Prof. Angelo Lucifora, Isidoro Di Grazia, Michele Lisi  e Prof. Nuccio Barbagallo, recentemente scomparso. A conclusione dell’incontro il Pres. Cav. Salvo Zappalà ha omaggiato i presenti con  “il calendario Pro Loco 2019” e una penna con successivo invito a cena, ringraziando l’ospitalità  della Sala Ristorante “Ai Confini del Mare”.

La foto dei presidenti Pro Loco

La foto dei presidenti Pro Loco

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Catania- Il Maestro d’arte Turi Azzolina ha scritto un’altra pagina memorabile della sua carriera artistica. L’occasione è stata la realizzazione di una scultura per la sede del Tribunale Amministrativo (TAR) di Catania  dove qualche giorno fa si è svolta la cerimonia di intitolazione di un aula giudiziaria al Gen.le C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa  trucidato barbaramente dalla mafia il 3 settembre del 1982 quando era Prefetto a Palermo. Nel corso della cerimonia inaugurale dell’aula è stato posto in opera un busto del Generale realizzato in terracotta patinata dal maestro scultore di Giardini Naxos Turi Azzolina che da oltre 50 anni opera nel Comprensorio di Taormina/Giardini Naxos. L’opera di fine manifattura è stata inaugurata alla presenza delle massime autorità Civili, Militari e Religiose della città Etnea tra le quali: il Presidente del TAR Catania Dott. Pancrazio Savasta, il Segretario Generale della Giustizia Amministrativa Dott. Gabriele Carlotti, il Prefetto di Catania Claudio Sammartino, il Sindaco Salvo Pogliese, il Presidente della Corte d’Appello di Catania Dott. Giuseppe Meliadò, il Rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, il Generale di Brigada Giovanni Cataldo, il Presidente di Sezione del TAR Catania Dott. Francesco Brugaletta. La commovente cerimonia, oltre a rendere omaggio al Generale dell’Arma vittima della mafia assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro ed agli uomini della scorta con l’intitolazione dell’aula e la posa del busto del Generale, è servita a di perpetuare il ricordo  dell’eccidio e, a far conoscere ai cittadini le funzioni svolte dal TAR promuovendo così la cultura della legalità. Il busto del Generale Dalla Chiesa è l’ennesima raffinata opera che si aggiunge al lungo elenco di sculture realizzate dall’artista siciliano che è possibile ammirare in chiese, piazze e luoghi pubblici non solo dell’Isola ma anche in altre parti d’Italia e pure all’estero dove il maestro Azzolina h realizzato numerose opere.

             ROSARIO  MESSINA

 

Il Presidente del TAR Catania Pancrazio Savasta e il Maestro Turi Azzolina con il busto del Generale Dalla Chiesa

Il Presidente del TAR Catania Pancrazio Savasta e il Maestro Turi Azzolina con il busto del Generale Dalla Chiesa

Il busto in lavorazione nel laboratorio

Il busto del Generale Dalla Chiesa in lavorazione nel laboratorio di Azzolina

Il Maestro Azzolina nel suo laboratorio

Il Maestro Azzolina nel suo laboratorio

 

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Uno degli scatti

Uno degli scatti

 

Valverde (Catania)Nuova Genesi Sierra Leone” è  il titolo della nuova mostra di fotografia di Sebastiano Cosimo Auteri (Afiap) che, a partire dal 30 novembre prossimo sarà allestita presso  la Galleria FIAF “LE Gru”  in Corso Vittorio Emanuele n.  214  di Valverde (Catania).  La suggestiva mostra di foto scattate in Sierra Leone sarà inaugurata venerdì 30 novembre 2018 alle ore 20,30  presso la Galleria “Le Gru”  e sarà visitabile tutti i venerdì  dalle ore 20,00 alle ore 22,00  fino al 18 gennaio 2019.   A recensire il nuovo catalogo fotografico che contiene straordinarie immagini del reportage africano di Auteri è stata Daniela Sidari (Docente FIAF)  e Giacomo Fanale che hanno dato risalto alle originali tecniche con le quali sono state realizzate le foto e alla straordinaria sensibilità ed ingegnosità dell’autore nel “costruire” ciascuna immagine.

Lo scenario documentato negli scatti fotografici è la Sierra Leone, uno dei paesi del Quarto mondo, un paese per anni martoriato dalla guerra civile e poi decimato dall’Ebola. Sebastiano Cosimo Auteri si è recato li per un viaggio di lavoro e, non si è lasciato sfuggire l’occasione per realizzare un originale reportage fotografico.

            Il reportage fotografico di Auteri, è stato realizzato a Makeni (una delle principali zone di guerra  dove attualmente il 60% della popolazione sono bambini). A commentare brevemente la sua affascinante esperienza è lo stesso autore delle foto il quale dice: “Ho vissuto un’esperienza dura, ma molto dura, ma alla fine dire che è stata eccezionale è dire poco. Vedo la gente fotografata nel loro quotidiano che anima le strade dei villaggi come se stessero vivendo una nuova genesi … un’altra possibilità.” Parole che ci fanno capire come la mostra, a colori, racconta una Sierra Leone vitale ed emozionante e, “una realtà positiva”.

            Qui sta la bravura dell’autore il quale è riuscito ad immortalare, malgrado si trovasse in un luogo così provato,  una realtà positiva che narra di un paese attivo e vivace. Come scrive chi ha curato la recensione della mostra “Auteri è riuscito a trovare la giusta chiave di lettura nell’uso combinato di colore e movimento; scatta le immagini volutamente mosse con una tecnica realizzata sia in presa diretta che in post produzione. Un movimento continuo e vario che come un linguaggio fluido, aperto e coerente gli permette di catturare personali sensazioni ed emozioni.

L’uso del mosso aiuta l’osservatore a comprendere questa popolazione secondo una nuova prospettiva: il movimento rappresenta l’incessante brulicare di una comunità, il pieno fervore delle varie attività; in quel movimento c’è qualcosa di buono, in quel movimento c’è nuova vita.

L’obiettivo della sua macchina fotografica ha ritratto persone per strada al lavoro, mentre giocano e, a scuola. Le velocità di mezzi occidentali come camion e moto si confrontano continuamente con la diversa velocità del camminare umano. Donne e uomini portano in testa in perfetto equilibrio grandi ceste ricolme di mercanzie, legna o altro; speditamente si muovono per chilometri fra brulle distese di terra e l’agile passo evidenzia i colori dei tradizionali vestiti mettendo in luce

bellezza ed orgoglio. Ogni movimento si realizza nel tempo; i corpi si muovono relazionando se stessi con lo spazio e se stessi con le altre persone. Tutte le immagini mostrano colori vivaci tranne una, posizionata a metà della sequenza scelta dall’autore, questa immagine ha un tono dismesso ed uniforme, quasi un bianco e nero: è un uomo seduto che nasconde il volto fra le mani; è una ferita ancora aperta nonostante tutto, un monito a non dimenticare ciò che è stato.

Alcuni scatti in particolare descrivono ciò che sta diventando la nuova realtà di questa comunità. Infatti, grazie all’aiuto e al supporto di numerose ONG in Africa così come in Sierra Leone si stanno realizzando progetti volti a dare nuove opportunità di crescita, di lavoro, di acculturazione alle popolazioni locali. Si tratta di progetti portatori anche di una ricostruzione sociale e morale. Cosicché, ad esempio, tra i numerosi scatti che animano la mostra è possibile ammirare le foto che ritraggono giovani e bambini sorridenti nelle loro divise scolastiche che esprimono gioia e serenità, volenterosi di imparare. Il suggestivo reportage che anima la mostra si conclude con la foto di un bimbo dallo sguardo felice il quale nel compiere un semplice gesto di saluto sembra voler augurare all’autore un arrivederci a presto. In parole povere possiamo concludere che si tratta di una mostra fotografica che vale la pena andare a vedere.

           ROSARIO MESSINA

 Motociclisti in città

Motociclisti in città

Un uomo in strada

Un uomo in strada

Passanti in strada

Passanti in strada

Uno degli scatti

Uno degli scatti

Il sorriso di un uomo

Il sorriso di un uomo

Bambini a scuola

Bambini a scuola

Il sorriso ed il saluto di un bimbo

Il sorriso ed il saluto di un bimbo

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L’iniziativa all’Istituto Aeronautico Besta di Ragusa per omaggiare l’attività del velivolo dell’Aeronautica Militare simbolo dell’attività anti-sommergibile e del pattugliamento marittimo

 

Giovedì 8 novembre 2018, l’Aeronautica Militare (AM) ha partecipato all’evento di inaugurazione del nuovo laboratorio di meccanica e propulsione aerea arredato nei locali dell’Istituto Tecnico Commerciale e Aeronautico “F. Besta” di Ragusa.

Particolarità del laboratorio, il cui progetto era partito già alcuni anni fa, quella di essere stato dedicato al velivolo BR-1150 “Atlantic” dell’AM ed interamente arredato con suoi grandi e piccoli particolari, compreso il possente motore TYNE MK21.

Infatti, tutto il materiale concesso all’Istituto Ragusano dalla Forza Armata è stato posizionato nell’aula di meccanica con il preciso obiettivo di simulare un vero e proprio hangar dove far “lavorare” gli studenti sulle parti reali dell’aeroplano; un percorso con al centro il motore e tutt’intorno i banchi da lavoro con sopra svariati particolari, comprese le pareti tappezzate interamente con gigantografie del velivolo a grandezza reale.

Il taglio del nastro all’ingresso del laboratorio, effettuato dal dirigente scolastico Dott/ssa Antonella Rosa e dal Comandante del 41° Stormo e dell’Aeroporto di Sigonella Colonnello Pilota Francesco Frare, è stato preceduto dalla presentazione dell’evento avvenuta nell’aula magna dell’Istituto alla presenza delle Autorità locali – tra i quali il Sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì – della rappresentanza AM proveniente da Sigonella e degli studenti con i loro professori.

Dopo la proiezione di alcuni filmati che hanno raccontato l’attività e la storia dell’Atlantic, la dirigente Rosa ha spiegato il perché della decisione di dedicare un’aula scolastica all’Atlantic: “Abbiamo pensato ad un percorso didattico realizzato attraverso un laboratorio unico ed irripetibile, frutto di un’alleanza educativa tra istituzioni, che renderà l’Atlantic ancora una volta attore principale di un nobile servizio – effettuato a protezione dei nostri mari per oltre 45 anni – attraverso l’educazione dei ragazzi, ispirati da virtù fondamentali – tipiche degli equipaggi che hanno lavorato in simbiosi a bordo dell’aeroplano – che con questo progetto si intendono richiamare: passione, disciplina, lavoro di squadra, preparazione tecnica, fiducia e speranza in un futuro da poter costruire. Chi lavora nella scuola, infatti, ha l’onore di contribuire a costruire un nuovo umanesimo, la cui cifra più alta parte dall’educazione alla cittadinanza responsabile, critica e capace”.

Il Colonnello Frare, nell’esprimere a nome dell’AM gratitudine per il bellissimo e significativo progetto realizzato, si è soffermato sulla compostezza e sull’attenzione mostrate dagli studenti del Besta, in particolare, nel periodo di “esperienza reale” a Sigonella, nell’ambito del percorso di alternanza scuola lavoro, effettuato per due settimane all’inizio dello scorso ottobre.

Proprio uno studente dello stesso percorso – a nome di tutti gli altri che hanno effettuato l’alternanza a Sigonella – ha voluto esprimere un ringraziamento particolare, rivolto all’AM ed ai tutor militari che li hanno affiancati, attraverso la lettura di una lettera aperta che ha suscitato tanta emozione nei presenti.

Il Breguet Br 1150 Atlantic è stato un velivolo anti-sommergibile e da pattugliamento marittimo, in servizio fino al 22/11/2017 presso il 41° Stormo Antisom di Sigonella. Il primo velivolo Atlantic italiano giunse a Sigonella nel pomeriggio del 27/06/1972. In totale erano in 18 gli esemplari in servizio sull’aeroporto siciliano e in quello del 30° Stormo di Cagliari Elmas. Nel campo dell’Antisom ha operato oltre 45 anni di servizio totalizzando più di 260 mila ore di volo. “Il Cacciatore di Sommergibili” ha rappresentato un binomio perfetto di operatività ed efficacia risultando di fatto il primo sistema d’arma interforze; un velivolo assolutamente affidabile e con grandi capacità operative. Un velivolo che ha operato con equipaggi composti da 13 unità con la peculiarità di essere formato da ufficiali piloti e sottufficiali operatori di bordo appartenenti sia all’Aeronautica Militare che alla Marina Militare. Una delle caratteristiche principali del velivolo è stata la capacità di permanenza in volo superiore ad ogni altro velivolo analogo, raggiungendo il record di 19 ore e 20 minuti senza alcun tipo rifornimento. In 45 anni di attività gli Atlantic italiani hanno operato sulle acque del Mediterraneo a difesa dei confini nazionali, ma anche in moltissime missioni internazionali partecipando a numerose esercitazioni NATO e non. L’Atlantic ha toccato mete prestigiose quali il Polo Nord nel 1997, tutti principali Aeroporti militari Europei fino all’Islanda e ancora suggestive tappe transoceaniche e mondiali come ad esempio India, Marocco, Canada, Groenlandia, Egitto, USA, Libano, Emirati Arabi, etc. L’ultimo esemplare, dopo la sua ultima attività di volo, partito da Sigonella ed atterrato sull’aeroporto militare di Pratica di Mare il 22/11/2017, è stato trasportato presso il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle.

Il taglio del nastro: il dirigente scolastico Prof.ssa Antonella Rosa e il comandante del 41° Stormo di Sigonella Colonnello Pilota Francesco Frare

Il taglio del nastro: il dirigente scolastico Prof.ssa Antonella Rosa e il comandante del 41° Stormo di Sigonella Colonnello Pilota Francesco Frare

Cerimonia inaugurazione laboratorio

Cerimonia inaugurazione laboratorio

Inaugurazione laboratorio di meccanica

Inaugurazione laboratorio di meccanica

Il laboratorio di meccanica

Il laboratorio di meccanica

Un motore aereo del laboratorio

Un motore aereo del laboratorio

La sala del convegno per l'inaugurazione del laboratorio di meccanica

La sala del convegno per l’inaugurazione del laboratorio di meccanica

La foto di gruppo

La foto di gruppo

il BR-1150 Atlantic

il BR-1150 Atlantic

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Da qualche anno l’Aeroporto siciliano è al centro di un importante progetto mondiale dell’Alleanza A

Sigonella CataniaHa avuto luogo all’interno dell’hangar principale dell’Aeroporto dell’Aeronautica Militare (AM) di Sigonella la cerimonia di insediamento del Brigadier General Phillip A. Steward al Comando della NATO Alliance Ground Surveillance Force (NAGSF) di Sigonella.

All’evento, presieduto dal Comandante delle Forze Aeree della NATO in Europa General Tod D. Wolters, oltre ai rappresentanti militari e civili dei Paesi della NATO, alle Autorità locali delle provincie di Siracusa e Catania, ha partecipato una delegazione AMI guidata dal Brigadier Generale Luca De Martinis, rappresentante nazionale al Board of Directors del programma NATO AGS, unitamente al Colonnello Pilota Francesco Frare, Comandante del 41° Stormo e dell’Aeroporto di Sigonella.

Le note dell’inno della NATO e di quello di Mameli hanno anticipato i momenti più significati della cerimonia, che è stata allietata dal Complesso Bandistico città di Misterbianco sotto la direzione del Maestro Giovanni Mirulla, Sergente Maggiore dell’AM in servizio al 41° Stormo.

Il Col Frare, a margine dell’evento, ha detto che: “La NATO ha puntato su Sigonella per uno dei suoi più importanti progetti di livello mondiale che, oltre a favorire lo sviluppo dell’integrazione dell’Aeronautica Militare con le altre realtà internazionali, contribuirà a mettere la Forza Armata nelle migliori condizioni al fine di espletare l’attività quotidiana a protezione dello spazio aereo nazionale e a salvaguardia di tutti i Cittadini”.

Il programma AGS-NATO, avviato nel 2009 (con l’accordo di 15 Paesi Alleati: Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti), prevede l’acquisizione di 5 velivoli da ricognizione APR “global hawk” (per la sorveglianza terrestre con compiti di difesa collettiva, gestione di crisi e sicurezza cooperativa) e la realizzazione a Sigonella delle relative apparecchiature per il loro controllo, con la progettazione costruttiva ed esecuzione dei lavori di ampliamento dell’area Operazioni a Terra (OPS Area) e dell’area Operazioni Aeree (Flight Area). L’implementazione del programma a Sigonella è iniziata il 01/07/2014, con la costituzione dell’Advanced Echelon Team Nato AGS (NAGS ADVON TEAM) dipendente da Shape (Belgio). A decorrere dal 01/09/2015, è stata attivata la NATO AGS Force (NAGSF), retta da Shape dal Col. Pedro Renn e localmente dal Col. Stefan Kaufmann, con la conseguente alimentazione della componente da parte di personale tutte le Nazioni partecipanti al programma. La Nazione responsabile dell’implementazione del programma AGS-NATO è l’Italia, rappresentata da Geniodife per i lavori infrastrutturali e dallo Stato Maggiore Aeronautica per il coordinamento dell’intero programma.

Il Comando Aeroporto di Sigonella, gerarchicamente dipendente dal Comando Forze di Supporto e Speciali dell’AM di Roma, ha il compito di fornire il supporto tecnico, logistico, amministrativo ed operativo al 41° Stormo dotato di velivoli P-72A, al 61° Gruppo Volo dotato di Predator ed ai Reparti rischierati (tra cui la NAGSF) ed in transito sull’omonimo Aeroporto, assicurando – al contempo – i servizi necessari per il sicuro ed efficace svolgimento delle attività di volo. Nell’ambito dei servizi alla collettività, fornisce supporto di linea volo 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a voli militari e di Stato, nonché a quelli per il trasporto aereo sanitario di organi e di pazienti bisognosi ed in imminente pericolo di vita. Inoltre, è responsabile della fornitura dei servizi del traffico aereo all’interno della zona di controllo (CTR) denominata Catania, che comprende i cieli della Sicilia orientale e dei mari adiacenti, ivi compresi gli Aeroporti di Sigonella, Catania-Fontanarossa e Comiso.

Insediamento Comandante

Insediamento Comandante

Cerimonia insediamento

Cerimonia insediamento

La cerimonia

La cerimonia

Insediamento Comandante

Insediamento Comandante

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Catania – Il 12 ottobre a Catania è in programma l’incontro culturale “Aspettando Ade” a cura di Alessandra Astorina psicanalista Spi. L’evento si terrà venerdì pomeriggio alle ore 17,30 presso l’associazione culturale Pubblic/Azione in via Gabriele d’Annunzio n. 164, Catania.

Alessandra Astorina spiega così l’evento: “!Non molto tempo fa, durante un seminario tenutosi a Pubblicazione, ho scoperto, con grande sorpresa, che una giovane archeologa siciliana ha intitolato un suo lavoro, basato sul ritrovamento di un frammento archeologico costituito da un ricciolo blu, “Aspettando Ade a Morgantina”.

In quella occasione il frammento fu comparato con una testa in terracotta barbuta policroma, di dimensioni pari al vero, raffigurante il Dio greco degli inferi, datata all’età ellenistica, tra il IV e il III sec. A.C., trafugata da Morgantina sul finire degli anni settanta e subito confluita nel black market delle antichità senza provenienza. La testa fu acquistata nel 1985 dalla istituzione californiana che decise, in seguito a diversi ritrovamenti, di restituirla al suo luogo d’origine.

Avendo già scelto il titolo del mio lavoro che appunto è “Aspettando Ade”, la scoperta mi suscitò un sentimento di felicità e nello stesso tempo qualcosa che avvertivo con un senso di familiarità. Mi domandai cosa potesse significare che, dal punto di vista archeologico, la Sicilia intera e non solo io, stessimo aspettando Ade. Come potete vedere dalla foto Ade è bellissimo, qualcuno direbbe “un gran figo!!!”.

 

Ecco delle brevi notizie tecniche sull’opera che mi sembra possano aiutarci ad immaginare il Dio come lo ha pensato e sognato l’artista che lo ha creato.

La testa è modellata a mano e cava internamente. Le labbra sono socchiuse e contornate superiormente da una sottile striscia d’argilla, in leggero rilievo, su cui sono appena visibili dei brevi solchi obliqui, incisi, atti a rendere i baffi. Il contorno degli occhi è segnato da incavi molto

profondi che, se oggi contribuiscono a rendere penetrante lo sguardo di Ade, un tempo dovevano alloggiare le ciglia, realizzate probabilmente in metallo. Una sottile incisione circolare, ben più evidente nell’occhio destro, segna il contorno delle pupille. La caratteristica più singolare, dal punto di vista tecnico, è la resa della folta capigliatura e della fitta barba. I ricci che le connotano furono modellati singolarmente a mano e rifiniti a stecca, quindi applicati alla testa prima della cottura. Come sottolinea l’archeologa Gaia Raffiotta: “La peculiarità dell’opera sono le abbondanti tracce dell’originaria policromia presenti sulla barba, dipinta di un vivace azzurro, i suoi folti capelli ricci, colorati di bruno-rossastro, e sul viso e labbra, dipinti di un rosa appena percepibile a occhio nudo”.

La bellissima testa ci mostra Ade come un Dio affascinante ed attraente così come non lo avremmo mai immaginato. Nei racconti del mito che lo riguardano il viso di Ade è coperto quasi sempre da un casco di pelle nera che gli conferisce il dono dell’invisibilità. Gli antichi greci consideravano di malaugurio pronunciare il nome di Ade e dunque facevano riferimento al Dio dei morti con altri appellativi, tra cui Plutone (il ricco), Polidegmone (l’ospitale), Climeno (il rinnovato), Dis Pater e

Zeus dell’oltretomba. 2 Ade non fu mai considerato una divinità maligna, o ingiusta, così come la casa di Ade, l’oltretomba non era un soggiorno infernale, Ade non tormentava i defunti poichè il compito di punire i malvagi spettava alle Erinni. I morti giungevano agli inferi dopo essere stati accompagnati sulle rive del fiume Stige dal Dio Hermes. Là gli spiriti dei morti offrivano una

moneta al barcaiolo Caronte per attraversare le grigie aque del fiume mentre Cerbero, il cane a tre teste, impediva loro di tornare nel mondo dei vivi.

Ad ognuna delle strane creature che abitano l’Averno è assegnato un compito ben preciso. Il mondo di sotto è gestito e custodito da Ade, il quale è poco interessato al mondo di sopra e non se ne occupa, fino al rapimento di Kore.

La locandina

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