GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO 2024
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Catania

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Giardini Naxos (Me) – A quasi venticinque anni dal gemellaggio della prima colonia greca di Sicilia con Naxos delle Cicladi (nel 2000) la Città di Giardini Naxos torna ad essere protagonista di un altro importante progetto realizzato in sinergia con la “Comunità Ellenica dello Stretto” che mira a rinsaldare i rapporti con le città greche che fondarono Naxos (Siceliota) ovvero Chalkida e Naxos delle Cicladi, e nel contempo  dare vita ad una “Rete Regionale delle Città Calcidesi di Sicilia”.

Un obiettivo mai realizzato fino ad oggi finalizzato a creare una rete turistico-culturale tra le colonie sorelle calcidesi di Sicilia e le città greche della “madrepatria”. Giardini Naxos non è nuova a questo genere di iniziative. A tal proposito ricordiamo i due importanti gemellaggi con le città di provenienza dei primi coloni greci, quello del 1966 con la Città di Chalkida e quello del 2000 con la Città di Naxos delle Cicladi.

L’idea di rinsaldare i rapporti con le Grecia coinvolgendo anche le altre comunità siciliane di origine calcidese è nata, come spiega l’Assessore alla Cultura e Turismo Prof.ssa Fulvia Toscano dalla “volontà di rispendere l’interlocuzione con le città greche della madrepatria calcidese. Per questo abbiamo riavviato i contatti con le amministrazioni di Naxos e Chalkida coinvolgendo anche le altre colonie sorelle che vantano le stesse nostre origini”. In parole povere un progetto per favorire sinergie e progettualità di varia natura (culturale, turistica, economica ecc.) tra le città della “Rete” legate da rapporti di natura storica e culturale.

         L’iniziativa promossa dal Comune di Giardini Naxos è maturata nell’ambito di alcune importanti iniziative varate in questi ultimi anni dall’attuale Amministrazione Comunale capitanata dal Sindaco Giorgio Stracuzzi come l’Istituzione, nel 2021, di una giornata dedicata alla fondazione di Naxos che avrà luogo ogni anno il 30 di maggio e l’”Osservatorio permanente delle relazioni tra Naxos di Sicilia e la Grecia” nel 2023.

Il 21 febbraio 2024 un altro passo importante: la Giunta Comunale di Giardini Naxos, approva la proposta di istituire nel proprio territorio, il 16 marzo di ogni anno, la “Giornata delle Primavere Ellenichee, la “Rete delle città calcidesi di Siciliatra i Comuni di Giardini Naxos (Naxos), Messina (Zankle), Catania (Katane) e Lentini-Carlentini (Leontinoi).

La proposta di creare una rete delle città di origine greca-calcidese riveste una notevole importanza, sia sul piano culturale che sul piano turistico, al fine ad esempio di promuovere sinergie tra territori che possano elaborare progetti comuni in grado di instaurare interlocuzioni di rango internazionale. La “Rete” che il Comune intende istituire mira alla realizzazione di comuni strategie delle comunità di origine greca-calcidese che, nel tempo, possono diventare fruttuose e concrete progettualità capaci “sia di consolidare un comune perimetro storico e identitario, sia di attrarre un segmento importante di turismo culturale”.

Altrettanto importante e strategica l’idea di istituire la giornata delle “Primavere Elleniche” stabilita per il 16 marzo di ogni anno nell’ambito della quale saranno organizzati eventi culturali ed invitati, per celebrare la giornata, i Direttori dei Parchi delle Città coinvolte, i Soprintendenti per i Beni Culturali insieme a studiosi ed Archeologi.

               Il 16 marzo 2024 è stata inaugurata la prima edizione della suddetta giornata. All’evento hanno partecipato anche i rappresentanti dei Comuni di Messina, Catania, Lentini e Carlentini. Presenti anche gli amministratori delle città greche di Naxos delle Cicladi e di Chalkida, i direttori dei Parchi archeologici di Naxos e Leontinoi, il Presidente della Società Ellenica dello Stretto e vari archeologi.  Nel corso della manifestazione è stata proposta la sottoscrizione di un apposito accordo di collaborazione tra le Città della Sicilia orientale che condividono un origine “Calcidese” ovvero, Naxos, Zankle, Katane e Leontinoi e quelle della madre patria greca: Kalkis e Naxos di Grecia delle Isole Cicladi. Tutto questo per rinsaldare le relazioni culturali e istituire l’apposita “Rete delle Città Calcidesi”.

La manifestazione, articolata in due giornate, quella del 16 e quella del 17 marzo, ha avuto il suo momento clou nella mattinata della prima giornata al Comune di Giardini Naxos dove, nella sala consiliare,  si è svolta la cerimonia della istituzione della “Rete delle Città Calcidesi di Siciliaconclusasi con la firma “simbolica”, da parte dei Sindaci presenti all’incontro, del Protocollo di intesa che, successivamente sarà firmato congiuntamente quando tutte le amministrazioni coinvolte lo approveranno formalmente.

 

La manifestazione inaugurale delle Primavere Elleniche è stata articolata in tre momenti importanti e suggestivi così denominate:

Philia e Xenia. La Città di Giardini Naxos incontra Kalkida e Naxos dove sono intervenuti: 

Il Sindaco Giorgio Stracuzzi per i saluti istituzionali e l’Assessore alla Cultura Prof.ssa Fulvia Toscano, Elena Vaka Sindaco di Chalkida, Joannis Vassiliakis Presidente del Consiglio di Naxos, Arturo Bizzaro Console onorario di Grecia a Catania, Daniele Macris Presidente della Comunità ellenica dello Stretto, Stella Kalisperatou Presidente Società ellenica Relazioni Culturali,  

 

Città Calcidesi di Sicilia. Grecia di Occidente dove sono intervenuti:

Gabriella Tigano Direttrice del Parco Archeologico Naxos-Taormina, Maria Costanza Lentini già direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, Massimo Cultraro Dirigente CNR Catania e Università di Palermo, Massimo Frasca dell’Università di Catania. Moderatrice Isabella Di Bartolo giornalista di Repubblica.

 

Proposta di creazione del Circuito  delle Città calcidesi di Sicilia dove sono intervenuti:

Il Sindaco di Giardini Naxos Giorgio Stracuzzi,  l’Assessore alla Cultura del Comune di Messina Vincenzo Caruso, il Direttore  alla Cultura del Comune di Catania Paolo Di Caro, il Sindaco del Comune di Lentini Rosario Lo Faro, 

l’Assessore alla Cultura del Comune di Lentini Rossana Fangano, il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, Giuseppe D’Urso Direttore del Parco Archeologico di Catania e Valle del’Aci, Carla Mancuso Direttrice del Parco Archeologico di Leontinoi e Megara. Coordina la Prof.ssa Fulvia Toscano.

L'Assessore Fulvia Toscano

L’Assessore Fulvia Toscano 

Daniele Macris

Daniele Macris

L'archeologa Maria Costanza Lentini

L’archeologa Maria Costanza Lentini

Da sin. Orlando Russo Presidente Unione Comuni Naxos Taormina, il Sindaco di Lentini Rosario Lo Faro e il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio

Da sin. Orlando Russo Presidente Unione Comuni Naxos Taormina, il Sindaco di Lentini Rosario Lo Faro e il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio

La foto di gruppo con gli Amministratori

La foto di gruppo con gli Amministratori

Foto di gruppo con gli Archeologi

Foto di gruppo con gli Archeologi

Evento pomeridiano del 16 Marzo:

Nel pomeriggio del 16 marzo i lavori sono proseguiti  altri tre appuntamenti svoltesi al bistrot del Lido di Naxos:

Alle 15,30 l‘incontro intitolato:Antiche vie dei vini – Coltivare la vite, produrre il vino archeologia sperimentale nella chòra di Naxos” 

Alle 16,30 l’incontro intitolato: “Antichi vitigni, nuove sfide. Le vie del Tauromenitanum

Alle 17,30 l’incontro intitolato: “Primavere mediterranee. Naxos di Sicilia incontra Cipro, l’isola della Dea

La giornata si è conclusa con “Storie di musica greca” a cura del duo Verona – Pozzoni.

 

 

Eventi del 17 marzo:

 

Alle ore 10,30 Visita guidata al Parco Archeologico di Naxos

Alle ore 12,30 presso la Parrocchia S. Pancrazio, la conferenza “Pancrazio; un santo orientale venuto dal mare”

Sono intervenuti:

Padre Gianluca Monte, Parroco della Chiesa S. Pancrazio

Padre Nilo Neotheristino  Archimandrita ortodosso del Monastero nuovo di S. Giovanni il Mietitore di Stilo.

Daniele Macris Presidente della Comunità ellenica dello Stretto

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CATANIA (Passopisciaro – Palmento Costanzo)- Si accendono i riflettori sul progetto denominato Vinoin Volcano – Sicilia & Merano Wine Festival” “Un ponte tra le Eccellenze Enogastronomiche Italiane“, di cui si era già fatto cenno l’estate scorsa nell’ambito dell’Evento Formativo organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia il 9 settembre 2023 presso il Museo della Musica di Piedimonte Etneo riguardante il tema de “La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e agroalimentari  e delle risorse ambientali della Valle dell’Etna attraverso una informazione di qualità”. 

In quell’occasione  vi fu, nel corso dei lavori, un collegamento con Helmuth Koecher (Patron del prestigioso Merano Wine Festival) il quale nel rispondere all’invito del promotore dell’iniziativa, Gianfranco Cinardi, manifestava la convinta intenzione di vedere concretizzato un progetto mirato a convolgere le istituzioni, gli enti ed i soggetti preposti alla formazione e all’accoglienza dei turisti enogastronomici ed econaturalistici interessati anche a  scoprire le risorse ambientali, naturali, paesaggistiche, monumentali della Sicilia tutta ed in particolarmodo del territorio etneo.

Presto fatto, il 22 marzo a Passopisciaro (Ct)  presso l’Agriturismo Costanzo ha avuto luogo  l’attesa presentazione ufficiale del Progetto VinoinVolcano – Sicilia&Merano Wine Festival “Un Ponte tra le Eccellenze Enogastronomiche Italiane” alla presenza di un qualificato ed interessato ed attento pubblico presente nell’accogliente Sala Eventi della rinomata Azienda.
L’incontro ha primariamente fatto emergere  l’importanza dell’iniziativa che, una volta concretizzata con lo svolgimento della prima edizione siciliana, sarà utile a far meglio conoscere ed apprezzare i vini e le eccellenze enogastronomiche e turistiche della nostra Isola, incoraggiandone lo sviluppo socio-economico collettivo.
Il festival wine di Merano  ideato da Helmuth Köcher (Patron del Merano Wine Festival) – circa dieci anni fa – assieme a Gianfranco Cinardi, potrà finalmente concretizzarsi grazie al loro impegno e alla  determinazione, nonché al sostegno collaborativo che in tanti hanno inteso rivolgere, fin da subito, alla pregevole iniziativa.
Una vera e propria opportunità di crescita sociale e di sviluppo collettivo, in particolare per il settore vitivinicolo, turistico ed enogastronomico, culla naturale di tante eccellenze siciliane, con in testa le ormai riconosciute ed apprezzate unicità che solo i terroir dell’Etna – per le loro innate tipicità – possono offrire.
Così a seguito del convegno del 22 marzo,  Helmuth Köcher ha effettuato un tour di tre giorni in Sicilia accompagnato nell’occasione dall’amico Mario Coin, esperto assaggiatore e veterano di Commissione del Merano Wine Festival.

Per l’occasione state organizzate delle propedeutiche visite guidate presso alcune cantine dell’Etna che hanno fatto conoscere allo stimato ospite i vitigni autoctoni ed esclusivi terroir di talune zone emblematiche dell’apprezzato comprensorio di produzione dei Vini DOC del Vulcano.
Al termine della sua permanenza in Sicilia, il meglio conosciuto Wine Hunter  Helmuth Köcher, entusiasta e riconoscente per la cordiale e gradita accoglienza ricevuta, nel confermare la propria disponibilità al dialogo per la migliore riuscita del prossimo incontro con gli operatori della Stampa e di tutte le altre componenti attive del Progetto si è detto disponibile a partecipare a Taormina questa estate (in occasione del quale saranno pure comunicate le date di svolgimento della Prima Edizione del  VinoinVolcano – Sicilia&Merano Wine Festival “Un Ponte tra le Eccellenze Enogastronomiche Italiane”) ad un altro evento enogastronomico. Al termine del soggiorno Helmuth Kocher ha manifestato la propria soddisfazione per la proficua permanenza  dichiarando che: “La Sicilia è ormai proiettata a vivere da protagonista attiva l’evoluzione positiva del comparto enoico, tenuto conto dell’alto ed indiscusso valore dei suoi prodotti e dell’ottima qualità singolare dei vini dell’Etna, ormai da anni amati in tutto il Mondo”.

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Helmuth Kocher

In primo piano il giornalista Isidoro Raciti che ha presentato l'evento ed introdotto i relatori

In primo piano il giornalista Isidoro Raciti che ha presentato l’evento ed introdotto i relatori

L'intervento del giornalista dott. Domenico Interdonato  Presidente Regionale dell'UCSI

L’intervento del giornalista dott. Domenico Interdonato Presidente Regionale dell’UCSI

La foto dei relatori

La foto dei relatori

Da sx Helmuth Kocher, Giandranco Cinardi e Mario Coin in visita in una delle cantine

Da sx Helmuth Kocher, Gianfranco Cinardi e Mario Coin in visita in una delle cantine



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Merano Wine Festival

Persegue il suo obiettivo di esaltare le eccellenze del settore enogastronomico nazionale ed internazionale, lanciando sempre uno sguardo verso il futuro…
L’evento che raggruppa in sé produttori, visitatori, stampa ed operatori del settore di tutto il mondo, in un convivio fatto di attualità, storia, confronti e bellezza.
Unico per eleganza, è l’evento simbolo per il settore enogastronomico.

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Relatori  dell’incontro :
– Gianfranco Cinardi (Event Manager Sicilia e coideatore del Progetto)
– Helmuth  Köcher,  (The Wine Hunter) Patron “Merano Wine Festival”
- Mario Coin (Componente Commissione d’Assaggio Wine Hunter – MWF)
– Filippo Romeo (Segretario Provinciale ASSOSTAMPA – Catania)
– Dott. Lunetta (Dir. Consorzio Vini DOC dell’Etna)
– Dott. Vito Bentivegna (Pres. Enoteca Regionale – Sicilia Orientale)
– Gina Russo (Presidente Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna)
Altri interventi Ospiti presenti:
– Domenico Interdonato (Presidente UCSI – Sicilia)
– Renato Maugeri (CONFAGRICOLTURA – Catania))
– Emanuele Di Gregorio (EAT Made in Italy – Palermo)

Le Cantine invitate a collaborare:
PALMENTO  COSTANZO – Passopisciaro
AZIENDA AGRICOLA FRANK CORNELISSEN CANTINA- Passopisciaro
BARONE di VILLAGRANDE – Milo
CANTINE  NICOSIA – Trecastagni
GAMBINO VINI – Linguaglossa
PIETRADOLCE- Solicchiata
VINI  FRANCHETTI  Contrada Guardiola – Passopisciaro

Aziende Partner:
CANTINA LA CONTEA – Mascali
AZIENDA ZOOTECNICA MONTE MOJO – Mojo Alcantara (Flavia Scalisi)
BOTTEGA REALE CIANCIO – Tortorici (Isabella Catalano)
RUSSO DISTILLERIA – Santa Venerina

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Nascita e morte di Manlio Sgalambro. 1924. 2014. Un viaggio tra l’invito baudelairiano e il mondo pessimo “nicciano” che si incastona tra le griglie di Cioran. Variazioni per una metafisica. Sarebbe il titolo dello sconforto per una morte che naviga tra il vuoto e la noia. Credo che ogni tempo in ogni epoca abbia avuto il suo divergente pensare o pensiero. “Che io debba essere governato: ecco da dove inizia lo scandalo della politica. La politica è la tutela dei minorati”…

8 Marzo 2024 di Pierfranco Bruni – saggista, antropologo *

Decennale e centenario. Nascita e morte di Manlio Sgalambro. 1924. 2014. Una filosofia imperfetta per un filosofo che ha radici nelle alchimie del Sole e eredità tra la “caverna” e la pace imperpetua. Il suo Kant non ha nulla da dividere con Hegel. Schopenhauer e Nietzsche sono la grecità perfettibile. Su questo lavoreremo per un bel po’. Il mondo pessimo è nella consolazione del tempo immortale nella mortalità degli uomini e non dell’uomo.
Credo che ogni tempo in ogni epoca abbia avuto il suo divergente pensare o pensiero. “Che io debba essere governato: ecco da dove inizia lo scandalo della politica. La politica è la tutela dei minorati”. Ci ricorda, oltre Platone, Manlio Sgalambro. Sono un infedele, ma coerentemente vero nella verità incongrua di uno stillicidio di parole insensate. Mi appartengo e mi confesso. Tutto mi scivola tra la luna e il serpente che cerca di penetrare ogni bifora del nostro esistere da morenti. L’uomo è cattivo. L’uomo è feroce. L’uomo è un sottosuolo. L’uomo non esiste. Esiste la tragedia della inesistenza dell’uomo. Bisogna sempre conoscere il peggio per capire l’inesistenza dell’uomo. “Che non ci sia niente di peggiore del mondo, non si deve dimostrare”. Soltanto l’uomo dell’isola, ovvero l’uomo solo può creare l’invisibile. “L’Idea è raggiungibile solo in uno stato di misantropia. Il misantropo non vede più l’uomo, la cui carne detesta, ma l’Idea dell’uomo”. In una antropologia dell’idea insiste l’antropologia del non pensiero.

Manlio Sgalambro. Un viaggio tra l’invito baudelairiano e il mondo pessimo “nicciano” che si incastona tra le griglie di Cioran. Variazioni per una metafisica. Sarebbe il titolo dello sconforto per una morte che naviga tra il vuoto e la noia. Quando l’ho incontrato il suo sguardo mi ha raccontato la contemplazione, il silenzio e attraversare la noia, la “pesantezza” nella bellezza della ricerca. L’uomo è mortale come tutto è mortale. Persino gli dei immortali. Bisogna essere unici e soli per essere veri. Io e Sgalambro siamo finiti. Non eterni. L’eternità è per chi si confonde nelle uguaglianze.

Noi siamo ferocemente destino o nulla. Io sono mortale. Dio è finito. Le religioni non esistono perché sono illusioni. Io non credo nelle religioni. Dio è mortale. Tutto muore perché tutto nasce. Nonostante si sforzino di inventarsi una teologia pubblica. Una farsa per illuderci. Sto con Manlio:

Qui vi è il tentativo di costruire una teologia pubblica ‐ anzi, se ci è concesso di mutuare uno stilema a una grande memoria, una teologia pubblica europea. Se l’epoca della teologia appare conclusa, o se ne trascina appena l’ombra, ciò è avvenuto perché gli stinti intelletti che se ne sono occupati (a parte alcune eccezioni) portano in loro il tarlo che aveva roso la disciplina. Come se questa avesse dovuto seguire le sorti della religione a cui la legava la subalternanza. La stessa caduta della religione, ormai solo oggetto di fede e di speranza ‐ squallidi sostegni del nostro incerto destino ‐, doveva favorirla e sbarazzare il campo da ogni equivoco. Che Dio esista è solo un fatterello sinistro. Niente di più. (Dato come vanno le cose, bisognava aspettarselo).

Anche Dio è mortale. Più degli dei. “Vera disciplina nelle cose dell’intelletto è una spietata intransigenza contro lo spirito di discussione. Ogni concessione fatta in nome della reciproca eguaglianza è un tradimento della verità su cui si fa prevalere la cortesia. Pensare divide”. Così ci dice Sgalambro. Perché l’uomo è cattivo? Perché un “Uomo giusto è chi sa questo: che egli deve annullare Dio quotidianamente affinché la misura dell’eterna giustizia quotidianamente si compia”.

Un filosofo nel tempo non della storia ma della metafisica della storia e dell’ontologia di un’anima in costante frammento di un’esistenza in cui l’io non diventa mai noi. Ma c’è l’attualismo che non è quello gentiliano. Neppure la crociana estetica ha appigli e frammentazioni lungo il pellegrinaggio degli attimi. L’antropologia degli attimi è l’antropologia della polvere che abita il nostro essere nel non esserci in altri.

Quel mondo pessimo è una variazione nella metafisica del tempo. Ce lo ha insegnato Sgalambro. Manlio Sgalambro era nato a Lentini il 9 dicembre del 1924. Morì a Catania il 6 marzo del 2014. In uno dei suoi ultimi libri il gioco degli aforismi è l’aforismo di una vita spesa nell’attesa. Il suo avvicinarsi ai linguaggi immersi nel quotidiano o i linguaggi della canzone che ricostruiscono la visione di una poetica tutta graffiata sulle pareti della coscienza. Non esistenza una antropologia della conoscenza. Esiste una antropologia dell’essenza.

In “La porta dello spavento supremo/Il sogno”, testo di Manlio Sgalambro e Carlotta Wieck si legge: “Quello che c’è / ciò che verrà / ciò che siamo stati / e comunque andrà /tutto si dissolverà…Sulle scogliere fissavo il mare / che biancheggiava nell’oscurità / tutto si dissolverà”. Appunto nella sua teoria della canzone si avverte la metafisica della parola nel comunicante sogno di completare e contemplare la morte nel (e del) tempo. Ma il tempo muore? Non cito titoli. Ma resto legato a quella sua disperante esistenza di un linguaggio in cui il mondo pessimo è creazione ed essendo creazione è impalcatura del nostro cuore.

Ci invita al viaggio. Come la poesia maledetta ci ha indicato nel suo pensare il verso come l’esistente. E i suoi allievi hanno focalizzato questa attenzione. Credo che da Battiato a Califano abbia inciso un essere dell’uomo tra il contemplante sguardo di un Oriente tutto interiorizzato da Battiato alla fragilità dell’amore di Califano. Ma siamo nella teoria del linguaggio. Non esiste un linguaggio debole o robusto. Bisogna recuperarsi oltre la leggerezza. Sgalambro: “Un alleggerimento che considero doveroso. Dobbiamo sgravare la gente dal peso del vivere, invece che dare pane e brioches. Questa volta, mi sono sgravato anch’io. E poi, la musica leggera ha questo di bello, che in tre minuti si può dire quanto in un libro di 400 pagine o in un’opera completa a teatro”.

Esiste il linguaggio ed esiste la metafisica del linguaggio che si fa creazione. Sgalambro l’ho incontrato nel corso del mio peregrinare tra culture e sguardi nella filosofia e in quella letteratura che è poesia della filosofia. Come Maria Zambrano. Il Cioran del nichilismo nella tradizione del Tempio della Vita che è il Tempio del Cielo.

Leopardiano sino a distruggerlo nel Pessimismo:Colui che è stato educato al pessimismo e ne è divenuto il discepolo, e per giunta, in qualità di epigono, intende trasportarlo nel proprio tempo, vede in esso un tema classico, un tema eterno. Sa bene quello che il pessimismo esige e quello che si esige da esso. Egli è il pessimista della verità, se così si può chiamare costui. Il pessimismo onora la verità: questa la tesi generale. Questo pessimista ha seguito il retto cammino dell’onore. Egli ha onorato la verità. Questo è il pessimismo che vogliamo con tutte le nostre forze, egli dice: percorrere il cammino che percorre ogni uomo che si sia accostato alla verità sino al suo nucleo più crudele, là dove essa non è più con lui. Perché la verità è il tutto contro la parte, il tutto contro di te”.

Ma il suo mondo ciceroniano si include in quella della morte del tempo che esulta nella brevità della vita di Seneca. Sgalambro supera Agostino per restare nel cerchio delle fantasie che giocano intorno alle farfalle del mistero che sono quelle gozzaniane ma sono anche le farfalle che lacerano il fiore appena nato.

Sgalambro:Definisco il pensare come l’attenzione per tutto ciò che non è se stessi o l’attenzione per se stessi ma come se non lo si fosse. Per gli equivoci che causa, sono propenso a usare invece di “pensare”, “essere attento” e al posto di “pensiero”, “attenzione”. Uno dei benefici sarebbe quello di lasciare “pensiero” all’uso corrente. L’idea di sforzo connessa vi sarebbe ben spiegata dal concetto di attenzione che è implicito in essa. Definisco, poi, idea lo scarto tra noi e le cose. Allibisco quando sento dire che le idee e le cose sono identiche. È il potere di questo scarto che definisce la capacità di pensare”.

Tutto finisce e tutto ha un seguito. Tutto si chiude nelle stanze ovattate proustiane, ma tutto ha una sua eredità. Ci sono gli orizzonti che non bisogna mai toccare perché sono loro che camminano intorno alle nostre tristezze. Non amava Croce e Gentile era enigmatico. Di loro dirà: “Erano loro che occupavano tutto lo spazio culturale, ma io non mi ritrovavo affatto in quei sistemi complessi e completi, dove ogni cosa era già stata incasellata. Per me pensare era una destructio piuttosto che una costructio: ero uno che notava le rovine, piuttosto che la bellezza. Questo era un po’ scomodo, e non certamente accademico”.

Finalmente uno scrittore che attraversa i linguaggi della modernità e rende la parola un sentiero della filosofia oltre il concetto melodrammatico della leggerezza. Sono i futili e i deboli che si chiudono nella spiegazione della leggerezza. Noi abbiamo bisogno di penetrare le pareti della fortezza e del pesante nel capire il grimaldello che apre le esistenze. O le chiude!

Certo, Cioran è il principio di uno scavo “nicciano”. Ma non c’è tristezza. C’è la consapevolezza che il sogno radicato tra le pareti dei labirinti debba diventare non la nebbia della tragedia ma la tragedia dell’onirico. Forse Ionesco. Ma l’assurdo è altro. La filosofia dell’attesa si decifra nella filosofia di questo mondo pessimo che non ci tocca vivere perché ci tocca abitare. L’antropologia della morte investe coloro che credono viventi.

Due concetti forti e diversi. Vivere e abitare. Ma Sgalambro anche con la sua dipartita non fa altro che invitarci al Viaggio. Una poesia della ripetizione nella vita che non sgombra il terreno al senso dell’ascolto e delle conoscenze. Saremo isole. Siamo sempre isole. La teoria di Sgalambro sull’isola è molto precisa: ”Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza. Un’isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio”. Un filosofo oltre le accademie e le scienze cercate. La filosofia resta il pensiero dei folli. Come la poesia. Come i linguaggi della rarefazione che sono dentro il nostro non assentarci mai. L’antropologia dell’assente invita a morire.

Anche quando non ci saremo più. E allora non sarà più un problema. Almeno per noi. Quando noi non ci saremo, Plotino sa, resteremo sempre a raccontare l’assenza sino a che le macerie diventeranno polvere nel vento e poi ci sarà il vento… perché “… i miei pensieri sono i miei unici averi. Tutto ciò che posseggo”. Eraclito era nel suo pensare e nel suo linguaggio. Citandolo ripercorreva i suoi frammenti: “La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli mutando son questi”.

Ci crediamo “viventi”. Siamo soltanto dei “morenti”. Sempre più sono convinto con Sgalambro che “Se dovessimo porci il problema dell’utilità e del danno del pessimismo per la vita, non ci sarebbe che una sola risposta da dare: la verità o la vita”. Cerchiamo di non rendere memoria la conoscenza del peggio. È perenne nella quotidiana mortalità. L’antropologia della mortalità è nella vacanza di esistenza. Ma possono esistere variazioni nel viaggio? Forse sì. Soltanto se il viaggio diventa un invito. Ecco perché Baudelaire non è solo un poeta e Sgalambro non è solo un filosofo.

MANLIO SGALAMBRO

MANLIO SGALAMBRO

Pierfranco Bruni è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, è direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. @riproduzione riservata

Il Prof. Pierfranco Bruni

Il Prof. Pierfranco Bruni

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IL PARROCO DON ORAZIO GRECO: “IL DISTRETTO CULTURALE E DI FEDE E’ IL NUOVO PERCORSO PER IL TURISMO ESPERIENZIALE”

Tra la maestosità dell’Etna e le sponde del fiume Alcara è incastonato Castiglione di Sicilia, uno dei borghi più belli d’Italia.
Qui alla presenza di Mons. Agostino Russo, vicario generale, e di don Angelo Milone, direttore dell’ufficio beni culturali della Diocesi di Acireale, Sabato 2 Dicembre è stato presentato dal parroco don Orazio Greco il progetto “Museum Santi Pietro e Paolo”, il museo religioso diffuso.
Caratterizzato da un centro storico di forgia medievale la cittadina consta di un ricco patrimonio naturalistico-paesaggistico e in particolare di un patrimonio storico, architettonico e di fede tra i più interessanti dell’entroterra siciliano. Allo scopo di valorizzarne la bellezza e l’unicità nasce il progetto dell’Associazione “Museo Santi Pietro e Paolo” della parrocchia omonima di Castiglione, guidata dall’arciprete parroco Don Orazio Greco.
L’associazione conta tra i suoi membri molti volontari che desiderano dare il loro contributo affinché i tesori culturali, strutturali ed artistici siano promossi e valorizzino anche la bella cittadina sotto l’aspetto turistico-religioso.
Queste le parole di don Orazio:Fare esperienza di una quotidianità ormai parte del passato, camminare tra le stradine intrise di storia fino ad arrivare ai luoghi in cui questo museo diffuso ha vita non è un’esperienza da poco. Quello proposto, di fatti, non è l’itinerario di una passeggiata quanto l’invito ad immergersi nell’arte sacra, nell’architettura, nella religiosità e nei percorsi della storia“.
In questo modo è possibile sentirsi per alcune ore parte di un tempo che si può comprendere solo nella narrazione di un vissuto importante e vivace. Turismo Esperienziale di cui oggi c’è ricerca, riscoprendosi viaggiatori attraverso gli usi e i costumi che fanno parte della tradizione di un popolo“, conclude così Lorenzo Patanè, volontario del servizio civile.
Don Orazio Greco, alla conferenza stampa in cui ha presentato il progetto, ha spiegato l’iter che ha permesso la realizzazione di questo museo. Ha inoltre sottolineato il sostegno importante ricevuto dai suoi parrocchiani affinché questo prendesse vita.
Da questa intuizione il via al progetto, realizzato in parte con i fondi statali per aree marginali della Regione Siciliana, di circa 65mila euro, convertiti in bando comunale per lo sviluppo turistico e la creazione di nuove attività, in parte sostenuto con le libere offerte raccolte dalla parrocchia, di circa 30mila euro.
Sono quattro i luoghi simbolo scelti:
1) l’ex Chiesa di San Giuseppe e la Cripta in Piazza S. Martino;
2) la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo con l’antica Torre Normanna;
3) la Chiesa di S. Antonio Abate e i suoi preziosi intarsi marmorei;
4) la Basilica di San Giacomo e Madonna della Catena.
Partendo da questi punti nevralgici per la vita di Castiglione si pone l’accento sul museo inteso come spazio di conservazione e testimone di un percorso antropologico rilevante.
L’attualità del progetto, inoltre, emerge la salvaguardia nel museo di oggetti che pur facendo parte della tradizione sono ancora oggi utilizzati. Calici e paramenti sacri, infatti, sono quel patrimonio che preservato riesce ad essere collante fondamentale tra il passato ed il presente.
Largo Giovanni XXIII, 3 | 95024 ACIREALE (CT) | Tel. 095 601102 | Fax 095 7639460
E-mail: arturo.grasso85@gmail.com Cell. 340 4734146
Inoltre il sacerdote non ha mancato di attenzionare all’aspetto inclusivo di questo museo diffuso, spiegando come in ciascuna delle sedi siano state previste strutture agevolanti per i diversamente abili che hanno il desiderio di visitare le mostre.
L’accesso alle chiese continuerà ad essere gratuito, ma le visite alle installazioni prevedono un contributo minimo per sostenere le spese di manutenzione e gestione. Già dai prossimi giorni sarà possibile acquistare il ticket online, effettuando la prenotazione sul sito museosantipietroepaolocastiglionedisicilia.it

La presentazione del Museo Diffuso

La presentazione del Museo Diffuso

Uno dei luoghi del Museo diffuso

Uno dei luoghi del Museo diffuso

Uno dei luoghi del Museo diffuso

Uno dei luoghi del Museo diffuso

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Un’inedita prospettiva sulla separazione delle carriere in magistratura. L’iniziativa organizzata dall’ Unms e dall’ordine degli avvocati.

 

Sarà presentato il 5 dicembre, alle ore 18, a Torino, presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito, il libro “Meglio separateUn’inedita prospettiva sulla separazione delle carriere in magistratura” scritto dal magistrato Gaetano Bono, Sostituto procuratore generale presso la Procura Generale di Caltanissetta. Con l’autore interverranno l’avvocato Maurizio Basile (vicepresidente della Camera penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte e della Valle d’Aosta) e il magistrato Davide Pretti, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torino. Previsti, inoltre, i saluti del presidente nazionale dell’Unms (Unione Nazionale Mutilati per Servizio) Antonino Mondello, della professoressa Antonella Grassi (presidente provinciale dell’Unms di Torino)e del generale di corpo d’armata Stefano Mannino (comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito Italiano). Modererà l’incontro il giornalista e inviato Mediaset Vincenzo Rubano.La presentazione del libro è stata organizzata dall’ Unms con la collaborazione dell’Ordine degli avvocati di Torino e della Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte occidentale e Valle d’Aosta.

IL LIBRO

Il magistrato siciliano Gaetano Bono, attualmente il più giovane sostituto procuratore generale in servizio, nel libro “Meglio separate”, edito dalla casa editrice “Le Lettere” affronta senza pregiudizi la questione, mostrando i punti di forza e le criticità delle contrapposte tesi che, da almeno trent’anni, si fronteggiano, e che pongono la magistratura da sempre in posizione di unanime contrasto, quantomeno nel pubblico dibattito. Il libro non si limita a parlare della separazione delle carriere, ma funge da spunto per offrire uno spaccato sulla situazione della giustizia italiana, sulle ragioni della sua crisi e sulle possibili soluzioni (non solo nel settore penale). Bono, dal dicembre 2022, svolge funzioni requirenti di secondo grado presso la Procura Generale di Caltanissetta dove, tra le altre cose, segue processi in materia di criminalità organizzata di stampo mafioso a carico di appartenenti a Cosa nostra.

L'autore del libro il Magistrato Gaetano Bono

L’autore del libro il Magistrato Gaetano Bono

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MESSINA – Il 24 NOVEMBRE 2023 ore 16:30 Sala Lettura via I Settembre,117-Palazzo Arcivescovile

Venerdì 24 novembre 2023, alle ore 16:30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, si terrà la Conferenza-Tavola Rotonda Micologia. Una Scienza per pochi, un mondo sconosciuto per molti. Una affascinante narrazione e una ricca rassegna del posseduto, per carpire l’attenzione degli astanti, proiettandoli verso una visione più consapevole dello straordinario mondo dei funghi. L’iniziativa culturale si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca Regionale Avv. Tommasa Siragusa, che fungerà poi da Moderatrice. Seguiranno i contributi del Micologo Vincenzo Visalli, Tecnico della Prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro, Presidente Associazione Centro di Cultura Micologica di Messina; del Prof. Angelo Miceli, già Dirigente Scolastico, Presidente ADSeT e Studioso di Micologia e del Micologo Francesco Mondello, Vicepresidente Associazione Centro Cultura Micologica di Messina.

Ogni anno la seconda domenica di ottobre si celebra la “Giornata Nazionale della Micologia” che vede le Associazioni di merito impegnarsi in iniziative volte alla conoscenza di una materia così avvincente ma, al contempo, così delicata. La Biblioteca “Giacomo Longo” desidera dare ai propri Utenti una speciale opportunità per accostarsi alla tematica sia attraverso le autorevoli disquisizioni degli Esperti che attraverso l’esposizione di alcune delle monografie scientifiche – emblematiche di quanto la Biblioteca possegga già sui funghi – tratte dalla ricca Bibliografia tematica d’Istituto, realizzata per l’occasione, e dai pregiati Fondi Antichi. Si devono al greco Teofrasto (370-287 a.C), discepolo di Aristotele, considerato il padre della Botanica, le prime definizioni riguardo ai funghi, considerati “piante imperfette, prive di radici, di foglie, di fiori e di frutti”. Da allora ad oggi, la loro storia è stata oggetto anche di numerose leggende, come quella tramandata dallo scrittore greco Pausania che dà origine alla città di Micene, proprio dal luogo nel quale l’eroe Perseo si abbeverò con l’acqua raccolta su un cappello di fungo.
Con risvolti nella Scienza in primis, nell’Arte e nella Letteratura, il lungo corso di conoscenza ha costellato lo svolgersi degli anni, con sempre nuove scoperte e applicazioni.

Innumerevoli gli studiosi che si sono succeduti, nelle varie epoche, con nuove definizioni e identificazioni di nuove specie fungine, rivoluzionando la concezione del tutto errata di Teofrasto. Gli scienziati pongono questi esseri fra le entità viventi che consentono di compiere il ciclo biologico che rende possibile la vita del Pianeta Terra. I funghi, in particolare i micromiceti utili, già presenti nella medicina tradizionale per la produzione di farmaci importanti come antibiotici o la ciclosporina, fondamentale per l’inibizione del rigetto nei trapianti, e i Penicillium, all’origine della Penicillina, allo stato attuale, forniscono inoltre un valido apporto alla medicina alternativa con la Micoterapia e le muffe e i lieviti ai quali si devono le fermentazioni, da cui si ottengono birra, vino, pane e panificati. I funghi, dunque, al di là del fattore commestibilità… Se l’andar per funghi è una tradizione consolidata per la leccornia che il fungo rappresenta, in gastronomia, nella preparazione di svariate ricette, non sempre i raccoglitori sono consapevoli e rispettosi delle pratiche corrette da mettere in atto, prova ne è che i casi di intossicazione sono molteplici e, sovente, con esito infausto. Le argomentazioni poste in Conferenza ci guideranno per avere le giuste informazioni e gli ulteriori approfodimenti tramite la lettura dei testi in rassegna, impreziositi da studi, monografie e periodici – donati dagli eccellenti Relatori alla Biblioteca, nei quali sono annoverati tra gli autori – per rendere immediatamente fruibile l’alta competenza in materia. In particolare il Micologo Vincenzo Visalli, che per la Sua esperienza cinquantennale è da considerarsi uno dei più anziani d’Italia, nonché uno dei più accreditati soci dell’Associazione Micologica Bresadola, ha fatto omaggio alla Biblioteca dei Suoi Studi dal 1985 al 2023, degli articoli sui periodici di settore pubblicati dal 1984 al 2010 e riguardanti la Sua figura o scritti dallo stesso Esperto, dei Codici di funzionalità dell’U.O.-Ufficio di “Vigilanza e Ispezioni” e di un sussidio didattico in cartaceo e su supporto digitale per corsi di formazione in micologia. Il Prof. Angelo Miceli, ancora, ha messo a disposizione della Biblioteca numerose riviste di Micologia (fra le quali alcuni Bollettini dell’Associazione Micologica Bresadola) nelle quali sono presenti i suoi articoli di grande interesse. Il Micologo Francesco Mondello, infine, ha donato articoli in italiano e in inglese tratti da alcune eminenti riviste in materia nelle quali sono pubblicate le scoperte di nuove specie fungine operate dallo stesso Micologo.

(a cura di Maria Rita Morgana)

La  locandina dell'evento

La locandina dell’evento

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MESSINASi terrà sabato 25 novembre, alle ore 16:30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria “G. Longo” di Messina, la presentazione della silloge narrativa “Racconti vicino al vulcano” dello scrittore messinese Giorgio Infantino (Edizioni creativa, 2023). L’evento, si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca, Avv. Tommasa Siragusa, che fungerà poi da Coordinatrice. Seguirà, quindi, il contributo di valore della Prof.ssa Paola Radici Colace, già Ordinario di Filologia Classica Unime. Sarà presente l’Autore. Con l’occasione della presentazione del volume, che raccoglie tre racconti (Il rappresentante, Oltre, Il compleanno) ed è tributo all’Universo femmile, in cui la donna traspare fra le righe del narratore che pur parla attraverso i suoi protagonisti maschili, si celebrerà anche la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Scrittore prolifico, Giorgio Infantino, in questa raccolta intende omaggiare la donna, che è costante pungolo per innescare nell’uomo cambiamenti auspicabili, percorsi di arricchimento esistenziale e, dunque, sovente è guida autorevole e sprigiona energia assimilabile a quella vulcanica dell’intitolazione.
Pur nella poliedricità delle tematiche trattate… tutte con grande verosimiglianza, è innegabile l’introspezione dei personaggi, quale elemento di aggregazione delle storie, e anche dalla scelta delle citazioni che aprono ogni racconto si può evincere la natura di fondo dell’Autore, ribelle e poco incline al conformismo e alle regole imposte dall’alto, se non è in condizioni di introiettarle… è palmare l’inclinazione verso una esistenza autentica. Giorgio Infantino, laureato in Scienze Politiche alla Luiss di Roma, perfezionatosi alla Bocconi di Milano col titolo di COGER(Consulente e Gestore di Risparmio privato),è libero professionista nel settore finanziario e assicurativo. Già autore di tre romanzi gialli (Under Performance, La gabbia del gatto, Farmaci scaduti) e di una raccolta di novelle (Aquile e gabbiani), è stato selezionato al Salone del Libro di Torino tra 150 autori in self publishing per il giallo-noir “La gabbia del gatto”. Una raccolta di storie brevi, inoltre, è fruibile gratuitamente sul sito ilmiolibro.it (a cura di Maria Rita Morgana).

La locandina

La locandina

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Vizzini (CT) – Si è conclusa con un grande successo la Giornata Verghiana intitolata  “A Vizzini… a spasso con Giovanni Verga”, organizzato con il contributo del Ministero della Cultura e del Comitato Nazionale per il centenario della morte di Giovanni Verga. La manifestazione è stata animata da varie iniziative che hanno coinvolto tutta la città a cominciare dal recital messo in scena al Castello del “L’asino di S Giuseppe”. Di seguito è stato dato l’annuncio della conclusione concorso internazionale con Premio di Poesia (approntato dalla Presidente del kiwanis Club di Aci Castello dott.ssa Cristina Tornali dell’anno sociale23/22) con Premio  Letteratura per le scuole che avrà la Cerimonia Conclusiva nel mese di maggio 2024. A conclusione della prima parte della giornata il  pranzo degustazione offerto a tutti i partecipanti.

Nel primo pomeriggio sono seguite rappresentazioni teatrali per le strade di Vizzini (cosiddetto teatro di reviviscenza ) delle novelle verghiane come: La Lupa, Mastro Don Gesualdo, la Cavalleria Rusticana.  “La partecipazione all’evento è stata straordinaria ha dichiarato a fine giornata la Presidente del Kiwanis Club di Aci Castello Prof. dott. Cristina TornaliA tal proposito un plauso va anche a Maria Laura e Carla nostre socie del Kiwanis che  hanno coinvolto numerose associazioni. E’ stato così possibile presentare il Kiwanis Club International a molte persone ed estendere le sue finalità  di Services in difesa degli indifesi.” La giornata verghiana si è conclusa con il bouffet serale ad opera di associazioni enogastronomiche del territorio ed  un concerto lirico presso il Centro Multiculturale a cura dell’associazione G. Verga di Vizzini.

Pubblico partecipante

Pubblico partecipante

Recita in strada

Teatro di reviviscenza

Intervento della Prof. Cristina Tornali

Intervento della Dott.ssa Cristina Tornali

La Dott. Tornali tra il Pubblico

La Dott.ssa Tornali tra il Pubblico

La Prof. dott. Cristina Tornali

La Prof. dott. Cristina Tornali

Catania – Una folta affluenza di pubblico ha decretato il successo del congresso medico che porta la firma del dottor Marco La Bruna responsabile scientifico dell’evento, intitolato “Lo strabismo dalla A alla Z”. Il convegno svoltosi al Plaza Hotel a Catania  il 15 aprile 2023 ha messo a confronto i più illustri specialisti del panorama  italiano del settore sulle novità in campo oftalmologico concentrandosi sulle problematiche dello strabismo e le nuove tecniche di cura.

Lo strabismo è una condizione clinica caratterizzata dal disallineamento dei due  occhi che può manifestarsi a qualunque età. È una patologia comune che riguarda  circa il 4/5 % della popolazione.

Tale patologia consiste nella deviazione degli assi visivi causata dal cattivo  funzionamento dei meccanismi neuromuscolari che controllano i movimenti dei due  occhi. Può essere classificato in strabismo concomitante, dove la deviazione si mantiene  costante nelle differenti direzioni dello sguardo, del quale esistono due forme:  l’esotropia in cui l’occhio è deviato all’interno, l’exotropia in cui l’occhio è deviato  all’esterno; strabismo incomitante dove la deviazione varia nelle differenti direzioni  dello sguardo. Distinguiamo, inoltre, uno strabismo latente (eteroforia) che non è rilevabile nella  vita di tutti i giorni; ed uno manifesto (eterotropia) in cui si ha la perdita della  visione binoculare, un occhio appare deviato, mentre l’altro è allineato con l’oggetto d’interesse. Le cause dello strabismo possono essere diverse a seconda dell’età di insorgenza:  difetti della vista, malattie oculari (cataratta, ptosi, ecc.), patologie neurologiche,  paresi di origine cerebrale, paresi dei muscoli oculari, patologie endocrinologiche.

Nei bambini si definisce “essenziale” quando non sono individuabili le cause.

In età adulta, le alterazioni a carico dell’apparato neuro-motore deputato a  coordinare i movimenti oculari possono essere di natura restrittiva le cui cause più  comuni sono distiroidismi e miopia elevata, non paralitica e paralitica.

I sintomi dello strabismo sono molteplici, i più importanti sono: diplopia , ovvero  visione doppia delle immagini, sensazione vertiginosa, stanchezza visiva e difficoltà  di orientamento.

La diagnosi di questa patologia deve essere quanto più precoce è possibile  specialmente nei bambini poiché uno strabismo misconosciuto può portare a gravi  conseguenze, in particolare l’ambliopia cioè “l’occhio pigro. Per una corretta  diagnosi è necessario sottoporsi ad un accurata visita oculistica che includa l’esame  in cicloplegia ed una visita ortottica che è fondamentale nel determinare il tipo di  strabismo e l’eventuale terapia medica o chirurgica.

Proprio su questo argomento il Dott. La Bruna Marco assieme agli altri illustri medici chirurghi specialisti in oftalmologia, medici generici e Ortottisti provenienti da tutta Italia si sono confrontati dando vita ad un interessante convegno scientifico che ha ottenuto il plauso dei numerosi partecipanti.

 

Il Dott. Marco La Bruna

​Il Dottore Marco La Bruna  si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi  di Catania con il massimo dei voti (110/lode), si specializza a Palermo con il massimo dei voti.

Approfondisce le sue abilità cliniche e chirurgiche in centri di rilievo nazionale ed  internazionale specializzandosi nella diagnosi e nella cura dello strabismo.

 

La locandina del Congresso

La locandina del Congresso

I docenti invitati

I docenti invitati

Il Primo a destra il Dott. Marco La Bruna

Il primo a destra il Dott. Marco La Bruna

Il Programma del Congresso del 15 aprile

Il Programma del Congresso del 15 aprile

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I vasetti di Wilma

I vasetti di Wilma

Catania – Vasi di coccio e bottiglie di vetro sono diventate la materia prima con la quale Wilma Messina ha trasformato un suo sogno in realtà. Da qualche tempo infatti si dedica, utilizzando questo materiale, a realizzare graziose composizioni artigianali colorate che poi abbellisce con fiori ed oggetti vari. Mamma virtuosa e moglie esemplare, dopo aver dedicato una vita alla famiglia superando tanti ostacoli che la vita quotidiana impone nel corso della nostra esistenza, ha deciso di riservare uno spazio quotidiano anche a quello che era un suo intimo desiderio, quello di alimentare la sua creatività realizzando piccole opere d’arte con vasi di coccio e bottiglie di vetro.

Un hobby che, a poco a poco sta diventando una vera e propria arte che, per  Wilma è un espressione dell’esperienza umana. Oggi, viste le numerose opere realizzate che è possibile ammirare sulle pagine social di Facebook,  possiamo considerarla una delle tante “artiste” che si dilettano nella creazione di composizioni assolutamente originali ed eccezionali. Wilma ha un lavoro stabile con  una posizione di successo ed una meravigliosa famiglia, ma alla sua vita mancava ancora qualcosa così ha deciso di alimentare questa sua grande passione artistica per i lavori di trasformazione di manufatti.

Come lei stessa ama raccontare, l’ispirazione a dedicarsi a questa attività artistica è nata dalla ”Biodanza” la quale è stata la principale fonte di ispirazione che le ha fatto scoprire questa intima vena artistica che da sempre era presente dentro di lei ma che non aveva mai assecondato. Da qui l’idea di realizzare delle opere originali  utilizzando vasi di terracotta e bottiglie di vetro colorate, molte delle quali abbellite con oggetti e piante. Si tratta di diverse realizzazioni divenute delle originali collezioni alcune delle quali sono a tema. Tra queste abbiamo i vasi dedicati alle “bellissime donne africane”, quelli alla Spagna, un omaggio dedicato alla pittrice messicana Frida Kahlo e perfino uno alla Marina Italiana. Possiamo dire che le realizzazioni artigianali stanno riscuotendo un enorme successo ed apprezzamento anche perché l’artista ha pubblicato la collezione realizzata su una pagina creata ad hoc su FaceBook intitolata “Le Wilmine” che sta collezionando migliaia di visualizzazioni.   Wilma così si esprime nel commentare le sue opere: “Tutto questo nasce dalla voglia di esprimere tutta la mia creatività ma nello stesso tempo dare un identità a dei vasi di coccio che sarebbero stati anonimi ….sento il bisogno di esprimermi e di rendere speciale l’incontro fra la fantasia e  il coccio lasciando che il tutto si mescoli fra le mie mani.

E noi facciamo tanti auguri a Wilma che possiamo considerare un artista raffinata ed originale, un valore aggiunto della nostra terra di Sicilia.

                   ROSARIO MESSINA

Wilma Messina con una delle sue opere

Wilma Messina con una delle sue opere

Un omaggio alle bellissime donne africane

Un omaggio alle bellissime donne africane

Un originale vaso colorato con fiori

Un originale vaso colorato con fiori

La coppia

La coppia

3 Vasetti

Bottiglie  fantasy

Bottiglie fantasy

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