GENNAIO 2021
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Catania

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Graniti (Me)Il Comune di Graniti ha istituito il Premio Nazionale di Poesia “Prof. Vincenzo Lo Monte” e si appresta ad inaugurare la prima edizione 2021. Il bando completo per partecipare al concorso è consultabile all’Albo Pretorio del Comune di Graniti. Ricordiamo per quanti  volessero partecipare che le domande di partecipazione devono essere inoltrate entro il 31 luglio 2021.

La Locandina del Concorso

La Locandina del Concorso

Il Bando

Il Bando

 

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Giovedì 22 luglio la prima presentazione aperta al pubblico  a Zafferana Etnea – Parco Comunale ore 18,30

 

Zafferana Etnea (Ct)  - Il prossimo giovedì 22 luglio 2021, alle ore 18.30, si terrà la presentazione del libro “Il Gatto Figaro” di Grazia Calanna, illustrato da Giovanna Marchese. Insieme all’autrice, all’editore Alfio Grasso (Algra) e all’illustratrice, interverranno, moderati da Enza Barbagallo: Grazia Licciardello (referente Nati per Leggere), Beppa Finocchiaro (insegnante) e Chiara Carastro (poetessa). Saranno inoltre presenti: il Sindaco Salvo Russo e l’assessore alla P.I. Cettina Coco.

L’idea di questo librodichiara l’autrice Grazia Calanna -, il mio primo per bambini, è nata nell’ambito di un laboratorio di scrittura creativa che ho condotto, con la maestra Giovanna Marchese, sensibile e fantasiosa illustratrice della storia, per gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Giuseppe Fava” di Mascalucia, diretto dalla prof.ssa Maria Gabriella Capodicasa, che, con mia grande gioia e gratitudine, ospita la prima presentazione. La storia, ambientata tra il Teatro Massimo Vicenzo Bellini di Catania e alcuni deliziosi siti del Parco dell’Etna, oltreché la musica,  tira in ballo un pizzico di filosofia, scienza che notoriamente ricerca un ordine morale superiore, con l’auspicio di innescare nei più piccoli, con l’aiuto fondamentale dei più grandi, con i quali potranno condividere questa lettura, una riflessione utile alla crescita consapevole. Tutto ruota, o vorrebbe ruotare, intorno al fondamento della conoscenza: di se stessi, dell’altro, del mondo che abitiamo e del ‘modo’ in cui lo abitiamo, dell’ascolto, della diversità come tesoro inestimabile, del rispetto rigoroso della vita in ogni sua espressione. Oltreché Fabrizio Bernini per la deliziosa nota introduttiva, desideravo tanto fosse scritta da un poeta con la capacità connaturata di vedere al di là della superficialità del visibile, insieme al gatto Figaro, che adesso zampetta sulle sue pagine odorose, ringrazio l’editore Alfio Grasso e Rossella Grasso, curatrice della collana “Il bruco” che ci accoglie. Ringrazio altresì Nino Federico per l’ideazione grafica del libro e della copertina. E, non ultimi, per la sensibilità mostrata nei confronti dell’evento culturale dedicato ai più piccoli lo storico bar di Zafferana Etnea ‘Donna Peppina’.

La copertina del libro

La copertina del libro

Le favole sono sempre state un modo per imparare leggendo, un risvolto del reale trasformato in simboli dove l’immaginazione lavora da sé, senza scoprire le carte di ciò che dentro di noi si muove già come percezione delle cose che ci stanno intorno e che viviamo quotidianamente nel percorso della nostra vita. Grazia Calanna ci presenta la storia del gatto Figaro, giovane cantante lirico che porta già impresso nel nome il famoso personaggio dell’opera rossiniana Il barbiere di Siviglia. E questo sarà infatti il suo destino, quello cioè di interpretare un ruolo che è dispensatore di aiuto e di saggezza, appoggiandosi all’altra sua grande passione, la filosofia. La vicenda si svolge tra il Parco dell’Etna e Catania, dove l’autrice vive e colloca abilmente le peripezie di Figaro che dovrà contrastare la gelosia di Nerone, un gatto insicuro di se stesso e pertanto intento all’eliminazione del rivale. Ma a rendere questa favola una piacevole avventura non è solo il contesto della storia, perché Grazia Calanna rende il tutto un vero e proprio gioco del sapere in modo piacevole, inserendo parole e luoghi che il lettore potrà scoprire, conoscere e imparare attraverso una serie di note esaustive che abbinano il godimento della lettura all’apprendimento più specifico”, leggiamo nella prefazione di Fabrizio Bernini. 

Amo disegnare e colorare - dichiara l’illustratrice Giovanna Marchese -. Da bambina trascorrevo il mio tempo a copiare, infinite volte, sempre lo stesso fumetto per imparare a memoria colori e forme. Illustrare Figaro ha rappresentato un periodo di grande entusiasmo, facendomi ripercorrere periodi vissuti in età adolescenziale. Ho preferito illustrare Figaro con mano adolescente, usando colori vivaci e determinati, di grande impatto agli occhi dei giovanissimi lettori. I bambini amano disegni e immagini semplici ma decisi nella forma e nel colore. I piccoli lettori amano vivere le emozioni e le impressioni prodotte dai suoni, dai gesti e dalle espressioni dei personaggi, dalle forme, dalle luci, dai colori. È un libro multidisciplinare. Inserito e contestualizzato nel territorio catanese, offrirà ai lettori la curiosità e l’interesse di scoprire i luoghi dove si svolge l’intera storia”.

 

Grazia Calanna con il gatto Figaro

Grazia Calanna con il gatto Figaro

 

Grazia Calanna, giornalista, dal 2001 collabora con il quotidiano “La Sicilia” per il quale cura la rubrica di poesia “Ridenti e Fuggitivi”. Presiede l’associazione culturale “Estrolab” con la quale cura le “Edizioni EstroLab”, “Parole Estroverse” (incontri letterari itineranti), i “Laboratori dell’Estro” (corsi di formazione in scrittura specialistica e creativa). Dal 2007 dirige il periodico culturale “l’EstroVerso” (www.lestroverso.it). Ha curato per la rivista “ELLE”, numero Ottobre-2017, uno speciale di poesia intitolato “Nel verso giusto”. Tra le pubblicazioni: “Crono Silente” (poesia, Prova d’Autore 2011); “William Shakespeare, Sonetti 1 – 48” con AA.VV. (traduzioni in italiano, Prova d’Autore 2013); “La neve altrove” di Giovanna Iorio (traduzioni in francese, FaraEditore 2017); “Poeti in Classe – 25 poesie per l’infanzia e non solo” con AA.VV. (poesia, italic pequod, 2017); “Zafferana Etnea. Suggestioni letterarie alle pendici dell’Etna”, in “Borghi di Sicilia” con AA.VV. (saggistica, Dario Flaccovio Editore, 2018); “cinque sensi per un albero”, a cura di grazia calanna, con AA.VV., L’estroverso © 2020 Antologia intitolata agli Alberi. Per le edizioni Algra, con Orazio Caruso, dirige la collana “Quadernetto di Poesia contemporanea”. È responsabile dell’Ufficio Stampa del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) per il quale ha curato “PoetArte”, connubio contemporaneo tra arte e poesia. Con Fabrizio Ferreri, organizza il Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo” San Mauro Castelverde, intitolato al poeta maurino.

 

Giovanna Marchese, illustratrice, insegnante di scuola primaria presso il Circolo Didattico “Giuseppe Fava” di Mascalucia. Contralto dell’ex coro mascaluciese “Vincenzo Bellini”.

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Francesco Reitano

Francesco Reitano

Approda su tutte le piattaforme digitali “Portami al mare”, il nuovo singolo di Francesco Reitano, un  brano che porta con sé quella voglia di leggerezza tipica dell’estate, salpando le ancore da un cantautorato anni Settanta/Ottanta, che continua vividamente a fluire.

Riconoscere il profumo della libertà e apprezzarne la pace interiore che ne deriva, rivedere la propria vita da una posizione privilegiata dove “in fondo non ti importa più”, perché hai salito il gradino che ti ha portato a considerare tutto con leggerezza, Francesco Reitano esprime momenti di vita vissuta con grande intensità.

Quei litigi avuti con le proprie pulsioni, senza riuscire a trovare una posizione da prendere,  le passioni assopite in nome del dovere, quando non riesci più a distinguere i calci dagli abbracci… portami al mare.

«Sono sempre in cammino verso il maredichiara Francesco- il  mare è per me il rifugio ideale in cui ricaricarsi e trovare la propria dimensione, il  luogo dove fermarsi a focalizzare la propria vita.»

E magari trovare, lungo il cammino, qualcuno a cui affidarsi, che ti guardi negli occhi e senza parlare ti capisca semplicemente mano nella mano, lasciando parlare le proprie emozioni che non fanno più paura.

“Portami al mare” è una canzone interamente scritta e composta da Francesco Reitano, un progetto artistico orgogliosamente made in Sicily, che farà parte di un album di prossima pubblicazione, registrato presso lo studio L.a.m. di Catania.
Arrangiato da Mario Pappalardo che dà voce al piano e alle tastiere, vede la partecipazione di musicisti del calibro di Enzo Di Vita (Carmen Consoli, Mario Venuti, Michele Zarrillo) alla batteria, Antonio Moscato al basso ed Edoardo “Tinturia” Musumeci alla chitarra.

Il video del brano è disponibile al seguente link: https://youtu.be/ezU2MTV8xMQ.

La locandina del singolo

La locandina del singolo

 

 

BIOGRAFIA

Nato ad Acicastello (CT) il 29/12/1965, Francesco Reitano impara a suonare la chitarra a dodici anni e canta. Ha sempre cantato, fin da  piccolissimo. La forte passione per la musica cresce via via, con l’urgenza di diventare qualcosa di più che un piacevole hobby. Gli ascolti dei Beatles, Stevie Wonder, Eagles, Otis Redding, Battisti, Dalla, De André e il cantautorato italiano anni Settanta/Ottanta formano il suo  background, con una vera predilezione per Pino Daniele. Si esib isce con band giovanili fino ai venti, poi la decisione di interrompere le esibizioni

in pubblico. Invece che scontrarsi con la realtà preferisce piuttosto adeguarsi. E, forse per sopravvivere allo strappo così forte con la propria anima artistica, si trasforma sempre più nel personaggio che avrebbe dovuto interpretare per essere accettato dagli altri: l’irreprensibile lavoratore, il bravo marito, il buon padre.

Ma è proprio l’arrivo del fiocco rosa in casa Reitano, che scuote fortemente la vita di Francesco. L’uragano Ornella è un’autentica rivoluzione in atto che esplode prepotente e che si può tentare di contenere e canalizzare solo attraverso la musica. Dopo aver appeso la chitarra al chiodo per oltre trent’anni, Francesco Reitano riprende a suonare e si perfeziona studiando canto e musicoterapia. Nel frattempo, il mondo intorno era cambiato. E il mondo musicale ancora di più. Anche la sua voce era diversa, sporca, graffiata. Forgiata dalle esperienze vissute e come riempita di crepe dal tempo passato a non curarsene. Ma con tutta la personalità che ora lo contraddistingue. Alla soglia dei cinquant’anni, non riesce più a resistere al richiamo della musica e sceglie il nuovo sé stesso. Contro tutti e tutto.

È finalista al concorso Luci delle stelle 2015 e sul podio, lo stesso anno, alla finalissima di A voice for Music su Tv Gold. Seguendo la grande passione per Pino Daniele, fonda i Man in Blues, con cui esordi nel 2017 a Risuoni, l’official tribute band contest più importante in Italia.

La voce velata e le sfumature blues/soul della sua timbrica si sposano perfettamente con le canzoni del geniale cantautore partenopeo. Il pubblico apprezza molto le numero se performance live che continuano a crescere. Insieme a Marco Corbino, tra i migliori chitarristi catanesi,  fonda gli FM Funky Radio, un duo voce e chitarra che porta in giro un repertorio di classici della musica italiana e internazionale interamente rivisitato in chiave funky. Nel 2019 Francesco Reitano pubblica il suo primo inedito dal titolo “Non è vero”, poi è la volta di  “Canterò” (scritto da Cesare Grillo). Progredendo negli studi di armonia e dello strumento, affina la sua ispirazione: ora le emozioni fluiscono libere, inarrestabili.

Nell’estate 2021 approda su tutte le piattaforme digitali  “Portami al mare”, il nuovo inedito che farà parte di un Ep di prossima pubblicazione.  Per il cantautore Francesco Reitano si tratta di una nuova evoluzione di quel modo del tutto personale che ha di raccontarsi e raccontare la sua musica.

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Peter Burke scrive:

Le riflessioni estremamente interessanti di Carlo Ruta sul futuro degli studi storici combinano un richiamo all’innovazione nella disciplina con una discussione sulla sua vicenda nel XX secolo e l’auspicio di una maggiore interazione tra le «due culture» (come il chimico-romanziere inglese C. P. Snow li chiamò nel 1959), ovvero tra le scienze umane e le scienze naturali. Condivido l’attenzione fervida di Ruta per gli storici francesi associati alle Annales, da Bloch e Febvre a Chartier e Boucheron, quindi mi concentrerò qui di seguito sui punti da lui trattati, l’innovazione e l’interazione.

  1. Abbiamo bisogno di una maggiore innovazione nella nostra disciplina? Credo che mentre il presente scorre, scorgiamo il passato da nuove angolazioni. Ogni generazione di storici ha bisogno quindi di riscrivere la storia, ponendo nuove domande, integrando nuove ricerche e utilizzando nuovi metodi laddove sia opportuno. In effetti, negli ultimi 20 o 30 anni abbiamo assistito a numerose innovazioni, all’ascesa di numerose sotto-discipline: la storia dei sensi e delle emozioni, ad esempio (ispirata a Febvre ma ben più avanti); la «storia non umana», riguardante la «co-evoluzione» degli esseri umani e di altri esseri viventi, dai microbi ai mammiferi; la storia digitale, che attinge ai big data (oggetto di The History Manifesto di Jo Guldi e David Armitage); la «storia delle cose» (o «cultura materiale»); e la storia della conoscenza (ormai prossima ad emanciparsi dalla storia della scienza e a includere l’opposto che le è complementare: la storia dell’ignoranza).

Dovremmo certamente tenere la mente e gli occhi aperti per avviare ulteriori innovazioni, ma un compito più immediato è quello di assimilare bene le nuove innovazioni, in altre parole scoprire i metodi di ricerca più appropriati a questi nuovi temi e le loro implicazioni per la disciplina nel suo insieme.

  1. Queste innovazioni relativamente recenti illustrano l’indebolimento del modello delle due culture. Carlo Ruta ha indicato l’esempio degli archeologi, che si sono avvicinati agli scienziati naturali nell’ultima generazione. La geografia si divide tra geografia fisica, scienza naturale e geografia culturale, che è difficile distinguere dalla storia culturale. Lévi-Strauss ha posto il contrasto tra «natura» e «cultura» al centro delle tante opposizioni binarie con cui soleva lavorare, ma il suo ex allievo Philippe Descola ora sostiene che è necessario dissolverlo o andare oltre. Alcuni storici si stanno muovendo nella stessa direzione. Se gli storici della mia generazione hanno trovato ispirazione per la loro storia socioculturale nella sociologia e nell’antropologia culturale, i giovani storici dell’ambiente trovano che la geologia, la botanica, la climatologia e altre scienze naturali siano essenziali per il loro pensiero e la loro ricerca. Gli storici delle emozioni sono divisi tra gli antropologi storici, secondo cui ogni cultura ha un proprio fondamento emotivo, e i neuro-storici, secondo cui le emozioni di base sono universali. I «biostorici» stanno costruendo un ponte tra storia e biologia.

Quello che stiamo vivendo è un momento entusiasmante ma anche sconcertante per uno storico, che si trova ad assistere alla messa in discussione della saggezza convenzionale della professione e alla proliferazione di nuovi paradigmi. È certamente giunto il momento di parlare, come Ruta, di «pluralità». Se è anche opportuno parlare di «crisi» è perché la pluralità, anzi il moltiplicarsi di nuovi ambiti disciplinari, non solo allarga l’idea di storia totale ma rende anche tale traguardo estremamente difficile da raggiungere.

Peter Burke, storico britannico, sostenitore della dimensione culturale della storia (New Cultural History), ha focalizzato in modo paradigmatico la storia sociale della comunicazione e la storia sociale della lingua. Ha fortemente rivalutato inoltre il significato storico delle immagini. Ha insegnato a lungo a Cambridge. Ha tenuto corsi e seminari all’Institute for Advanced Study di Princeton, all’Humanities Research Centre dell’Australian National University di Canberra, all’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, al Wissenschaftskolleg di Berlino, all’Instituto para Estudos Avançados dell’Università di São Paulo del Brasile, al P. Getty Research Institute di Los Angeles, al Netherlands Institute of Advanced Study. Ha tenuto lezioni inoltre nelle università di Nijmega, Groningen, Heidelberg, Bruxelles e Princeton. È socio della British Academy, dell’Accademia Europea, della American Association for the Advancement of Science, dell’American Sociological Association e della Sociological Research Association. Ha tenuto conferenze in molti Paesi del mondo tra cui la Repubblica Popolare Cinese, Taiwan, l’India, il Giappone, gli Stati Uniti d’America, il Brasile, l’Argentina, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda. Ha pubblicato diverse centinaia di opere, tra monografie, tradotte in oltre 30 lingue, articoli e saggi su riviste di tutti i continenti.

Peter Burke

Peter Burke

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La visita odierna del sindaco Marco Nunzio Rubino pone le basi per una collaborazione

 

SANT’AGATA LI BATTIATI, GIOVEDì 4 FEBBRAIO 2021 - Giornata ufficiale, quella di oggi, nella nuova sede regionale di Assotir (Associazione Italiana Imprese di Trasporto) Sicilia, in via Kennedy 15 a Sant’Agata li Battiati. Da gennaio 2021 l’associazione guidata dal segretario regionale, Gabriella Ferlito, e dal coordinatore regionale, prof. Pino Bulla, ha scelto Battiati come sede ufficiale dell’ufficio che si occupa di tutela dei lavoratori e di formazione per il trasporto misto (merci e persone) e che oggi ha avuto il piacere di ospitare il sindaco, Marco Nunzio Rubino per una mini inaugurazione, in pieno rispetto delle disposizioni anti-covid-19, che ha anche posto le basi per una fattiva collaborazione tra il Comune e il sindacato

Nella giornata di ieri lo staff del Centro Studi Assotir Sicilia – composto da Mario Cugno (resp.le naz. Assotir esperto sicurezza e certificazione di qualità), i fratelli Dario e Salvo Grasso (consulenti del lavoro e infortunistica), Alessandro Maugeri (consulente e progettista), Massimo Patti (consulente amministrativo), Cesare Santuccio (consulente legale) e Monica Adorno (ufficio stampa) –  era stato presentato al sindaco Rubino per illustrare l’attività dell’ufficio, sottolineare la piena disponibilità a rispondere con professionalità alle esigenze delle imprese private che insistono sul territorio di Battiati.

«Consideriamo fondamentale implementare la formazione, requisito indispensabile per tutte le aziende che operano nel settore – affermano insieme Gabriella Ferlito e Pino Bulla -, ed è per questo che chiediamo al Comune una collaborazione, ove ce ne fosse la possibilità, tecnica e/o logistica. L’aggiornamento professionale costante, oltre a essere obbligatorio, è il passepartout per la tutela di quanti lavorano nel settore dei trasporti, ma anche dei passeggeri che devono viaggiare nella massima serenità. Ma è anche un modo per ricordare ai piccoli padroncini – continua Bulla – il rispetto del Manuale degli autisti e dei tempi di guida e riposo imposti dal cronotachigrafo”.

“Rispetto dimenticato nell’80% dei casi”, precisa il comandante dei Vigili Urbani di Battiati, Vincenzo Gullo che ha accompagnato il sindaco Rubino insieme ai due assessori Salvatore Rosano e Mario Pulvirenti.

“Ho risposto con piacere all’invito del prof. Bulla – commenta il sindaco Marco Nunzio Rubino – perché considero i sindacati una realtà fondamentale che dà voce a chi non ne ha, realtà riconosciuta dagli articoli 39 e 40 della Costituzione per tutelare il diritto alla libertà dei lavoratori di dire se c’è qualcosa che non va. Per questo che oggi ho scelto di indossare la fascia da sindaco. In più ritengo importante avere dei punti di riferimento sul territorio – conclude Rubino – che siano in grado di dare risposte concrete a chi, ad esempio, deve presentare la documentazione necessaria per ottenere un’autorizzazione”.

Presente all’incontro anche l’avv. Rosario Torrisi Rigano, amministratore unico della Società degli Interporti Siciliani SpA, la più grande in infrastrutture e logistica della regione, che ha voluto sottolineare l’interesse e l’attenzione con cui lui e la Società che rappresenta guardano alla lodevole iniziativa che il prof. Bulla sta svolgendo.

Bulla, Rubino, Ferlito

Bulla, Rubino, Ferlito

Da sx Rosano, Bulla, Ferlito, Rubino, Torrisi Rigano, Gullo e Pulvirenti

Da sx Rosano, Bulla, Ferlito, Rubino, Torrisi Rigano, Gullo e Pulvirenti

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San Francesco Di Sales

San Francesco Di Sales

Molto ricco il calendario di appuntamenti che l’’Ucsi Sicilia in occasione della solennità liturgica di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, che si festeggia domenica 24 gennaio, ha organizzato una serie di eventi culturali e religiosi, che inizieranno ad Acireale il 22 gennaio e si concluderanno a Messina nella prima decade di febbraio.

L’Ucsi Sicilia ha organizzato due eventi regionali: un corso di formazione in webinar per i giornalisti e un incontro con tutti i soci. Il corso si svolgerà  mercoledì 27 gennaio 2021, con inizio alle 16.00 fino alle 18,15,  dal titolo: Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono”  Tema del Messaggio di Papa Francesco per la 55^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali”. Relatori: Vania De Luca, presidente nazionale Ucsi, Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei, S.E. Mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa e Delegato Episcopale per le Comunicazioni Sociali e Cultura della Conferenza Episcopale Siciliana,  don Paolo Buttiglieri, Consulente Ecclesiastico Ucsi Sicilia, Alessandro Ricupero, vice direttore dell’Ufficio Comunicazioni dell’Arcidiocesi di Siracusa e  Gaetano Rizzo, consigliere nazionale Ucsi, Modera: Salvatore Di Salvo, giornalista, componente della Giunta Nazionale Ucsi. Il corso, con tre crediti formativi, è stato promosso dall’Ucsi Sicilia è organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia dal Cong,  dall’Assostampa e dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della CeSi.

A seguire si svolgerà l’assemblea regionale dell’Ucsi Sicilia, in webnair, aperta a tutti i soci alla quale parteciperanno: la presidente Nazionale Ucsi Vania De Luca e il Delegato Episcopale per le Comunicazioni sociali e la Cultura della CeSi S.E. Mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa.

“Abbiamo scelto la giornata dedicata a San Francesco di Sales  – ha detto il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Intedonato – per affrontare con grande speranza, questo difficile momento che stiamo attraversando. Il nostro Santo patrono  ci darà la forza per ripartire e  continuare a sperare in una rinascita culturale e spirituale. Pur vivendo in un momento particolare e con le restrizioni anti contagio al Covid19 abbiamo pensato di programmare solamente la Celebrazione Eucaristica in ogni sezione provinciale e diocesana.”.

Gli eventi organizzati dalle vari sezioni dell’isola:

Acireale, venerdì 22 gennaio 2021, dalle 17 alle 20,  si svolgerà  un corso di formazione in webinar dedicato ai giornalisti e organizzato dalla sezione diocesana dell’Ucsi, in collaborazione con la Diocesi di Acireale, l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Cultura,  l’Odg Sicilia e l’Assostampa, dal titolo ““La Chiesa (social) al tempo del Covid-19”. Riflessioni sulla codificazione etica e deontologica giornalistica”.  Relatori: S.E. mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vicepresidente della Cei, Alberto Cicero, presidente regionale Assostampa Sicilia, Giuseppe Vecchio, Delegato Regionale Fisc Sicilia, già consigliere nazionale e regionale dell’Odg già presidente del Consiglio di Disciplina dell’Odg Sicilia e già presidente dell’Ucsi Sicilia, Salvatore Di Salvo, componente della Giunta Nazionale Ucsi, don Arturo Grasso, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Acireale, Antonio Carreca, già consigliere provinciale Ussi.

A Patti, sabato 23 gennaio 2021, ore 17,30, la sezione diocesana, guidata da Domenico Pantaleo,  in sinergia con la Diocesi organizzerà una Santa Messa nella chiesa “Sacro Cuore” di Corso Matteotti. La celebrazione Eucaristica sarà presieduta da S.E. mons. Guglielmo Giombanco,  vescovo della Diocesi di Patti, alla funzione religiosa parteciperà Santino Franchina Consigliere Nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

A Siracusa domenica 24 gennaio 2021, alle ore 12.00, nel Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, si svolgerà la Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa e concelebrata da don Aurelio Russo, Rettore del Santuario Madonna delle Lacrime e Consulente Ecclesiastico Ucsi Siracusa. La festa di San Francesco di Sales sin dal 1996 è organizzata dall’Ucsi Siracusa, dal settimanale diocesano “Cammino” con la collaborazione dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Siracusa e l’Assostampa Siracusa. Alla Messa parteciperanno il direttore del Settimanale diocesano “Cammino” Orazio Mezzio, il segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, il consigliere regionale dell’Odg Sicilia Santo Gallo e il vice direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali Alessandro Ricupero e il presidente Ucsi Siracusa Salvatore Di Salvo.   Al termine della Messa  i  giornalisti rinnoveranno l’affidamento alla Madonnina delle Lacrime.

 A Caltanissetta, domenica 24 gennaio 2021, alle 11,  la sezione Ucsi, guidata dalla presidente Fiorella Falci,  in sinergia con l’Assostampa e la diocesi ha organizzato una funzione religiosa che si svolgerà nella Cappella Maggiore del Seminario Vescovile, presieduta da S.E. Mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta.

A Catania, domenica 24 gennaio 2021, alle 11.00, l’Ucsi, guidata da Giuseppe Adernò,  ha organizzato una Santa Messa,  presso la Chiesa dell’Istituto Salesiano “San Francesco di Sales” sita nel quartiere Cibali, la funzione religiosa sarà officiata dal direttore don Giuseppe Troina.

A Trapani, il vescovo S.E.  mons. Pietro Maria Fragnelli, invierà un messaggio a tutti i giornalisti e agli operatori della comunicazione della diocesi.

A Palermogiovedì 28 gennaio 2021, alle 17.00, l’Ucsi di Palermo, presieduta da Michelangelo Nasca, celebrerà  la giornata del San Francesco di Sales in collaborazione con l’Arcidiocesi, con una riunione in webinar alla quale  parteciperanno l’arcivescovo S.E. mons. Corrado Lorefice e alcuni giornalisti palermitani.

A Messinafebbraio 2021, l’Ucsi, guidata da Laura Simoncini, organizzerà l’incontro di San Francesco di Sales, nella prima decade di Febbraio. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Cultura dell’Arcidiocesi di Messina e Assostampa Messina. All’incontro parteciperà S.E. mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.

Manifesto UCSI Sicilia

Manifesto UCSI Sicilia

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I giovani della comunità parrocchiale Maria SS. del Rosario di Fiumefreddo di Sicilia hanno realizzato, in quest’anno difficile caratterizzato dall’emergenza sanitaria da Covid 19, un caratteristico presepe per sottolineare l’importanza dell’accoglienza dei migranti. Tema questo che è molto vicino, soprattutto a noi siciliani, in quanto le coste della nostra isola accolgono annualmente migliaia di profughi.
Papa Francesco, nella lettera enciclica Fratelli Tutti, afferma che la pandemia ha, inoltre, suscitato a tutti noi “la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca”, che è ben evidenziata nel presepe creato dai giovani.
Questo presepedichiara il parroco don Egidio Vecchioevidenzia che come cristiani noi siamo chiamati ad accogliere Cristo che viene in mezzo a noi, non solo nelle nostre vite, ma soprattutto nell’esistenza di coloro i quali per varie vicissitudini, sono costretti a lasciare la propria terra natìa”.
Nella lettera enciclica il Santo Padre evidenzia che “una forte immigrazione, alla fine, segna sempre e trasforma la cultura di un luogo […] Gli immigrati, se li si aiuta a integrarsi, sono una benedizione, una ricchezza e un nuovo dono che invita una società a crescere“.
Il direttore dell’Ufficio pastorale per i migranti don Lucio Cannavò, nel ringraziare i giovani della comunità parrocchiale per il lavoro e la cura dell’opera, afferma: “La precarietà dei migranti e della Grotta di Betlemme possano portare all’attenzione, in particolare, di chi cerca riparo e protezione”.

Presepe e Migranti, Fiumefreddo di Sicilia

Presepe e Migranti, Fiumefreddo di Sicilia

Il Presepe di Fiumefreddo

Il Presepe di Fiumefreddo

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Si è svolto su iniziativa dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti regionale con la collaborazione di Assostampa. Da gennaio l’unità mobile oftalmica con gli oculisti girerà tutte le altre province siciliane. Riscontrate diverse patologie – tra le più frequenti le congiuntiviti, anche allergiche, e l’occhio secco. Le misure anti-covid sul camper

 

Una visita

Una visita

“Stamattina abbiamo eseguito uno screening per una categoria a rischio come quella dei giornalisti riscontrando diverse patologie – tra le più frequenti le congiuntiviti, anche allergiche, e l’occhio secco - a conferma che le visite sono fondamentali per controllare chi utilizza molto gli schermi a luce blu“.

Lo ha detto al termine della prima giornata, quella catanese, della campagna lanciata dalla sede regionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti con il sindacato dei giornalisti Assostampa, la dottoressa Lucia Scalia, l’oculista che ha effettuato le visite sull’unità mobile oftalmica dell’Uici, un camper perfettamente attrezzato per le visite specialistiche.

“Da queste visite – ha commentato il segretario di Assostampa Catania Orazio Aleppo – è stato confermato come quella dei giornalisti sia una categoria a rischio ipovisione. Stare davanti a un pc per la luce blu causa seri danni alla vista. Dunque stiamo attenti e verifichiamo lo stato dei nostri occhi”.

“Il ciclo di visite – ha spiegato Gaetano Minincleri, presidente regionale dell’Uici – è partito oggi da Catania e proseguirà in gennaio in tutti i capoluoghi della Sicilia con lo scopo di dare una possibilità di screening gratuito ai giornalisti, perché, stando per molte ore davanti ai computer, potrebbero avere problemi di ipovisione. Fornendo loro questo supporto intendiamo sensibilizzarli perché ci aiutino nell’opera di prevenzione delle malattie della vista“.

“Dopo questa esperienza – ha confermato Antonio Leo, redattore del Quotidiano di Sicilia – posso dire che noi giornalisti possiamo e dobbiamo far tanto per far crescere nei lettori, nei cittadini, la cultura della prevenzione. Di fondamentale importanza per proteggerci dai rischi dell’ipovisione“.

“Quest’anno – ha aggiunto Minincleri – abbiamo limitato gli screening a causa del coronavirus, ma dal prossimo contiamo di riprendere a pieno ritmo le visite sulle nostre unità mobili, nella speranza anche che l’Assessore regionale alla Sanità si decida finalmente a sottoscrivere il protocollo d’intesa con l’Uici come previsto dalla Legge 284, che destina fondi specifici per la prevenzione. Rivolta non soltanto agli studenti, ma anche agli anziani, compresi quelli delle Case di riposo“.

Una curiosità: il camper dell’Uici, per via dell’attività eruttiva dell’Etna, era pieno di cenere lavica. E del fenomeno ha parlato Alberto Cicero, presidente regionale di Assostampa.

“Questo screening è importante – ha detto – per la nostra categoria, particolarmente soggetta a ipovisione per via dell’uso dei videoterminali. Ma a Catania ci sono anche specifiche peculiarità che contribuiscono a irritare i nostri occhi, come appunto la cenere lavica”.

Ha commentato l’iniziativa anche Vittorio Romano, redattore de La Sicilia, che “Rimanendo ore e ore davanti al pc” ha lamentato “problemi soprattutto di lacrimazione e secchezza degli occhi”.

“Dagli oculisti dell’Uici – ha detto – ho ricevuto ottimi consigli su come utilizzare meglio il computer e su colliri per evitare la secchezza dell’occhio”.

Va ricordato infine che l’unità mobile oftalmica è munita di dispositivi – pannelli in plexiglas, una speciale lampada a fessura, disinfettanti a base di sostanze cloro-attive, materiali usa e getta -, per garantire la massima sicurezza anti-covid di pazienti e operatori. Tra l’altro sono state anche distribuite gratuitamente delle mascherine monouso.

Una visita

Una visita

Il controllo della vista

Il controllo della vista

Una delle tante visite agli occhi

Una delle tante visite agli occhi

Precauzioni anticovid

Precauzioni anticovid

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Le Picciotte

Le Picciotte

Per chi avesse visto la puntata di Striscia la Notizia di sabato 28 novembre 2020 non ha potuto fare a meno di notare ed ammirare  le cravatte che indossavano Ficarra e Picone.  Due accessori ben azzeccati per i due conduttori siciliani poichè decorate con i simboli della Sicilia:  la Trinacria e il Pupo Siciliano.  Le due cravatte fanno parte di una nuova linea di pelletteria personalizzata denominata “Picciotte” realizzata da una giovane creatrice siciliana, Chiara Carrà originaria di Giardini Naxos. Una stella nascente, decoratrice di pelletteria e nel contempo organizzatrice di eventi. Le cravatte indossate dai due famosi comici siciliani a Striscia la Notizia sono stati motivo di grande soddisfazione per la giovane artista che sta già riscuotendo un grande successo con le sue decorazioni  personalizzate. Kyara (questo il suo nome nei social),  può essere considerata un’artista poliedrica che inneggia la Sicilia poichè dell’arte ne ha fatto sia il suo hobby ché il suo quotidiano vivere. Può essere considerata anche una portabandiera della sua terra poichè con le sue decorazioni che rievocano i colori ed i simboli dell’Isola, elogia la Sicilia personalizzando scarpe, borse e accessori.

La sua poliedricità  ed il desiderio di pubblicizzare le bellezze della sua terra, si  concretizzano non solo con le sue decorazioni personalizzate ma, anche a organizzando matrimoni ed eventi di stranieri nella zona Ionico Etnea una delle aree più suggestive dell’Isola. In passato ha organizzato delle fiere dell’artigianato e degli hobbies, anche a Giardini Naxos e spera di poter continuare a organizzare questi eventi per poter far conoscere i tesori e i talenti siciliani. Da poco ha creato una nuova linea di pelletteria personalizzata denominata “Picciotte bags shoes & co.” che sta avendo successo in quanto originale e alla portata di tutti. La giovane decoratrice, è conosciuta e richiesta soprattutto fuori dalla Sicilia per le sue particolari statuine in porcellana somiglianti alle persone denominate “Cake Toppers Mini-Te Mini-Voi“.

La sua creativà comunque ha già in cantiere un altro ambizioso programma, quello  di creare una “comitiva” di artisti emergenti locali che intraprendano un “viaggio” artistico spaziando tra la musica, moda, arte dipinta e modellata, poesia e danza. In parole povere è questo  il suo sogno nel cassetto ovvero  quello che le persone talentuose, figli di questa terra, siano maggiormente prese in considerazione ed essere amate e valorizzate anche e soprattutto in casa loro.

         ROSARIO MESSINA

 

Ficarra e Picone nella puntata di Striscia la Notizia del 28 novembre 2020 indossano le cravatte di Kyara Carrà.

Ficarra e Picone nella puntata di Striscia la Notizia del 28 novembre 2020 indossano le cravatte di Kyara Carrà.

Salvatore Ficarra con la cravatta di Kyara

Salvatore Ficarra con la cravatta di Kyara

Valentino Picone

Valentino Picone con la cravatta di Kyara

Il nome della collezione "Le Picciotte" nei titoli di coda di Striscia la Notizia

Il nome della collezione “Le Picciotte” nei titoli di coda di Striscia la Notizia

Chiara Carrà

Chiara Carrà

Un paio di scarpe personalizzate

Un paio di scarpe personalizzate

Le cravatte indossate da Ficarra e Picone

Le cravatte indossate da Ficarra e Picone

Una borsa dipinta

Una borsa dipinta

Orecchini

Orecchini

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2 Panchina rossa

La panchina rossa dedicata alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La ricorrenza istituita è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare in quel giorno attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne.

La data della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne segna anche l’inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women’s Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.

In molti paesi, come l’Italia, il colore esibito in questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio. L’idea è nata da un’installazione dell’artista messicana Elina Chauvet, Zapatos Rojos, realizzata nel 2009 in una piazza di Ciudad Juarez, e ispirata all’omicidio della sorella per mano del marito e alle centinaia di donne rapite, stuprate e assassinate in questa città di frontiera nel nord del Messico, nodo del mercato della droga e degli esseri umani. L’installazione è stata replicata successivamente in moltissimi paesi del mondo, fra cui Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada, Spagna e Italia.

Nella risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 è stato precisato che si intende per violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”. La violenza contro le donne è ritenuta una manifestazione delle “relazioni di potere storicamente ineguali” fra i sessi, uno dei “meccanismi sociali cruciali” di dominio e discriminazione con cui le donne vengono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini per impedirne il loro avanzamento.

Richiamando quanto deliberato nella Terza e nella Quarta Conferenze mondiali sulle donne svoltesi a Nairobi nel 1985[e a Pechino nel 1995 con la partecipazione di rappresentanti di 140 nazioni, la risoluzione inserisce questo tema nella più ampia questione dei diritti umani, sottolineando come la violenza contro le donne sia un ostacolo al raggiungimento dell’uguaglianza, dello sviluppo e della pace, e come si renda necessaria l’adozione di misure volte a prevenire ed eliminare tutte le forme di discriminazione, specie per le donne maggiormente vulnerabili (appartenenti a gruppi minoritari, indigeni, donne rifugiate, donne migranti, donne che vivono in comunità rurali o remote, donne indigenti, anziane, con disabilità, e donne che si trovano in situazioni di conflitto armato).

ll 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana furono uccise le tre sorelle Mirabal Patria Mirabal, Minerva Mirabal e Maria Teresa Mirabal, attiviste politiche, per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961). Quel giorno le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Nel 1981, nel primo incontro femminista latinoamericano e caraibico svoltosi a Bogotà, in Colombia, venne deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata internazionale della violenza contro le donne, in memoria delle sorelle Mirabal.

Nel 1991 il Center for Global Leadership of Women (CWGL) avviò la Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, proponendo attività dal 25 novembre al 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani.

Nel 1993 l’ Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne ufficializzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane.

1 Stop violenza sulle donne

Stop alla violenza sulle donne

Violenza sulle donne. Dati a livello globale

La prima grande rilevazione globale, con dati provenienti da tutti il mondo, è stata promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e pubblicata nel 2013, con l’obbiettivo di rilevare dati su due distinte forme di violenza contro le donne – quella compiuta da un partner e quella compiuta da un diverso soggetto (amici, conoscenti, estranei, altri membri della famiglia) – e di documentarne gli effetti sulla salute psicofisica delle donne vittime di violenza.[Il risultato ha messo in luce un dato sorprendente: nel mondo mediamente il 35,6% delle donne aveva subito violenza fisica e/o sessuale da parte del proprio partner, o violenza sessuale da parte di un non partner. In particolare, il 38% degli omicidi a danno di donne erano stati compiuti da loro partner. I dati hanno anche messo in luce la portata endemica del fenomeno, pervasivo a livello globale, pur nella diversa gradazione delle percentuali locali e regionali, dal 37,7% delle regioni del sud est asiatico, al 24,6% delle regioni del Pacifico occidentale. A livello di conseguenze sulla salute, l’inchiesta ha stabilito che le donne vittima di violenza, rispetto alle altre donne, hanno il doppio di probabilità di soffrire di depressione, più del doppio di avere problemi mentali o di soffrire di alcolismo; sono più soggette a malattie virali e maggiormente esposte a tentativi di suicidio.

Uno studio globale sugli omicidi di donne correlati al genere (o “femminicidi”, laddove le legislazioni nazionali prevedano questo termine) pubblicato nel 2019 dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODOC) sulla base delle statistiche degli omicidi fornite dalle diverse nazioni, comprensive della segnalazione dei rapporti tra la vittima e l’autore del reato e/o il movente, ha rilevato che nel 2017 sono morte nel mondo ogni giorno 137 donne per mano del partner o di un familiare: circa 50.000 (58%), ossia circa 6 donne su dieci, su un totale di 87.000 uccise intenzionalmente, percentuale in crescita dell’11% rispetto alla rilevazione 2012.A livello globale le vittime degli omicidi compiuti all’interno della famiglia sono per il 64% di sesso femminile; l’82% se a compiere l’omicidio è il partner.

IN  ITALIA

L’indagine ISTAT del 2014 ha rilevato che il 31,5% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Un rapporto del 2018 relativo alle molestie sul luogo di lavoro ha messo in luce che nel corso della loro vita, 1 milione e 100 mila donne (pari al 7,5% delle lavoratrici) ha subito ricatti sessuali per ottenere un lavoro, per mantenerlo o per ottenere progressioni nella carriera.

Confrontando gli omicidi volontari di donne nel 2018 (133 omicidi, pari allo 0,43 per 100.000 donne), l’ISTAT ha collocato l’Italia fra i paesi europei con una più bassa percentuale, dietro solo a Grecia e Cipro; ai primi posti Lettonia e Lituania. È stato tuttavia evidenziato come mentre la serie storica rilevi un notevole calo degli omicidi di uomini nel corso di 25 anni (da 4,0 per 100.000 maschi nel 1992 a 0,8 nel 2016), il numero di donne uccise registrate nello stesso periodo (da 0,6 a 0,4 per 100.000 femmine) rimanga perlopiù stabile.

Nell’opuscolo pubblicato dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a sostegno della campagna “…questo NON E’ AMORE” per aiutare le vittime di violenza a vincere la paura di denunciare, i dati parlano di un aumento delle vittime di sesso femminile dal 2016 (68%) al 2019 (71%). Sia le vittime che gli autori di questi reati sono in alta percentuale di nazionalità italiana: nel 2018 erano italiani il 73% dei soggetti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, nel 2019 il dato è salito al 74%. Nel 2018-2019 tra le donne straniere sono le romene a denunciare più di altre di aver subito maltrattamenti in famiglia, percosse, violenze sessuali e atti persecutori. Nel 2018 l’82% degli autori di omicidi femminili è un familiare.

Secondo il Rapporto EURES sul femminicidio in Italia, tra il 2000 e il 31 ottobre 2020 sono 3.344 le donne uccise in Italia, pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari complessivamente censiti. Nel 2019 sono state uccise 99 donne, 85 in ambito familiare. Nei primi 10 mesi del 2020 le vittime registrate sono 91, con un leggero calo nella percentuale di donne straniere. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, viene rilevata una flessione del numero di femminicidi al centro-sud e un aumento al nord: in Lombardia e Piemonte si concentra il 36% dei casi nazionali.

La rilevazione ISTAT sul numero delle chiamate al numero verde 1522 contro la violenza e lo stalking durante periodo di emergenza COVID-19 ha evidenziato che la quantità delle chiamate è più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+119,6%). Le vittime che hanno chiesto aiuto nel periodo 1. marzo-16 aprile sono state 2.013 (+59%).

La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha confermato come durante il lockdown. – secondo quanto evidenziato dai dati forniti dal Ministero dell’Interno- a fronte di un calo complessivo dei reati contro la persona, la violenza di genere sia aumentata in forma sommersa a causa delle maggiori difficoltà delle donne a denunciare: l’ISTAT ha riportato un calo del 43,6% delle denunce per maltrattamenti in famiglia nel periodo marzo-aprile 2020. Dai dati forniti dall’Associazione Nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza che riunisce più di 80 associazioni che gestiscono centri antiviolenza e case rifugio su tutto il territorio italiano, il numero delle donne che si sono rivolte a un Centro antiviolenza della rete della Rete D.i.Re per chiedere sostegno nel periodo 6 aprile – 3 maggio 2020 risulta aumentato del 79,9% rispetto all’anno 2018.

Le scarpe rosse

Le scarpe rosse

La panchina rossa

La panchina rossa

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