AGOSTO 2019
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Catania

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Mercoledì 6 marzo 2019 la Fondazione CON IL SUD ha comunicato l’approvazione del progetto BeeDINI – Vizzini2030, promosso dall’Associazione Officine Culturali impresa sociale ETS di Catania con l’Università di Catania, l’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani, il Caffè Sicilia di Noto e l’Associazione Isola Quassùd e selezionato con il bando “Il bene torna comune”.  Il progetto mira a creare nuove imprese sociali che producano prodotti e servizi innovativi agro-alimentari e culturali, sostenendo tale nuova iniziativa imprenditoriale con un programma pluriennale di attività culturali ed educative presso l’ex carcere mandamentale di Vizzini. Un’opportunità di particolare importanza per offrire un’alternativa allo spopolamento della vivace cittadina degli iblei catanesi.

 Il progetto risponde ad alcune domande che l’associazione catanese insieme ad alcuni cittadini vizzinesi si è posta: si può offrire una alternativa all’abbandono dei territori delle cosiddette aree interne, soprattutto da parte dei giovani? E l’innovazione del settore agro-alimentare, sia di prodotto che di processo, può contribuire a costruire tale alternativa? E se si vuole innovare anche il modo di fare impresa, un approccio finalizzato non solo al profitto ma anche alla creazione di interesse generale e di impatto sociale può essere utile? E in tal caso, il sostegno di una intera comunità, consolidata mediante un intenso programma culturale con essa immaginato e gestito, può essere una delle chiavi distintive rispetto ad altre iniziative imprenditoriali esclusivamente orientate al profitto?

La proposta di Officine Culturali, capofila del progetto, “BeeDINI – Vizzini2030” in risposta al bando “Il bene torna comune” di Fondazione CON IL SUD, tenta di rispondere a queste domande partendo dalla valorizzazione dell’ex Carcere mandamentale di Vizzini, bene sottoutilizzato candidato dal Comune della cittadina negli Iblei catanesi, che ha intravisto nella sua valorizzazione culturale e sociale una risorsa per tutto il paese. Con l’Università di Catania, l’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani, il Caffè Sicilia di Noto e l’Associazione Isola Quassùd ha quindi preso forma un progetto che è stato valutato positivamente dalla Fondazione, avviando così un percorso pluriennale di sperimentazione sociale e culturale che mira alla fondazione di imprese sociali a vocazione agro-alimentare e culturale.

Officine Culturali, capofila e coordinatrice del progetto, metterà a disposizione della comunità vizzinese la propria esperienza maturata in questi anni, in termini di gestione delle attività di fruizione, partecipazione e produzione culturale, confidando che alcuni strumenti finalizzati alla conoscenza e ai processi educativi possano essere utili anche in questo caso a costruire coesione, cambiamento e impresa sociale con finalità di interesse generale. Il terreno è fertile, vista la prolificità con cui i vizzinesi gestiscono manifestazioni come le Verghiane, il museo locale, la biblioteca e molto altro.

L’Università di Catania, con i suoi dipartimenti di Agricoltura Alimentazione e Ambiente (Di3A) e di Ingegneria Civile e Architettura (DiCAr) provvederà ad incentivare pratiche comunitarie e condividere con diverse categorie di cittadini le più recenti innovazioni in campo agro-alimentare (latte e formaggi, olive e miele), per stimolarne l’adozione imprenditoriale, ma anche per usarle in chiave di educazione ambientale e alimentare.

L’Associazione Isola Quassùd contribuirà con la propria esperienza di teatro sociale multiculturale e inclusivo.

l’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani in particolare introdurrà il tema della cura delle api e della produzione del miele, recuperando un’antica tradizione territoriale e riproponendola in chiave imprenditoriale ma anche sociale e culturale.

Il maestro Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto proporrà le molteplici interpretazioni culinarie e culturali che i prodotti agro-alimentari possono assumere, diventando elementi distintivi anche sui mercati turistico-culturali.

Il tentativo sarà quello di coinvolgere i molti giovani vizzinesi, i più piccoli, le famiglie le scuole, ai nuovi cittadini e a quelli storici, nella costruzione di alternative e nuove pratiche sperimentando un percorso di innovazione sociale, dove si proverà a dimostrare che la cultura, lungi dall’essere panacea di tutti i mali, può rappresentare un collante tra le persone e le idee, perché senza tale coesione nessun altro scenario di cambiamento è possibile.

La data del 2030 recitata nel titolo sembra lontanissima, ma è un orizzonte sfidante non solo per valutare i risultati – quelli attesi in termini di partecipazione, creazione d’impresa sociale e occupazione sono già stabiliti – quanto per leggere gli impatti che il progetto e le sue conseguenze avranno sulla vita delle persone coinvolte.

Vizzini

Vizzini

Vizzini

Vizzini

Vizzini

Vizzini

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Nell’ambito del prestigioso progetto culturale “Youth ambassador”, accolto a Catania da  Tuttolingue,  sono stati resi noti i nomi dei sei Giovani Ambasciatori, tre di Catania (studenti di Tuttolingue) e tre di Phoenix, che vivranno, come coloro che li hanno preceduti, una proficua esperienza di gemellaggio, un progetto di reciprocità, formazione e inclusione culturale che abbraccia anche la cultura didattica diversa dalla propria. 

Ludovico Cutaia, Giorgio La Mantia e Miriam Trimarchi sono i nomi dei tre ragazzi catanesi (nella foto in allegato, da sinistra verso destra con i responsabili di “Tuttolingue”) che quest’anno, dall’8 luglio al 30 luglio 2019, si recheranno in America per vivere la loro esperienza di “Giovani ambasciatori della gioventù”. Studenti siciliani che si distinguono, oltreché per la padronanza della lingua Inglese, per le ottime capacità comunicative e le spiccate capacità relazionali e interpersonali.

Elena Hernandez (Veritas Prep Academy), Elijah Olvera (South Mountain High School), e Joseph Agnone (Brophy College Prep), sono invece i nomi degli eccellenti studenti americani selezionati per l’esperienza catanese e permarranno in Sicilia dall’8 al 30 giugno 2019. Forniremo più avanti ulteriori dettagli sul loro arrivo e sulla cerimonia di accoglienza.

Per l’XI annocommentano la prof.ssa Eleonora Trojano, direttrice didattica di Tuttolingue e il dott. Daniele Giuffrida fondatore di Tuttolingue -, seguiamo questo progetto come volontari e regaliamo a noi e alla nostra città, Catania, la partecipazione ad un evento-esperienza in cui crediamo tanto e che è sempre rientrato nella nostra filosofia di vita nonché di ispirazione per quello che abbiamo fatto con il nostro lavoro. Ci prefiggiamo, e fino ad oggi con viva soddisfazione, di dare la possibilità ai giovani di conoscere il mondo e nello stesso tempo di promuovere la nostra città, il nostro territorio, la nostra cultura”.

 Il progetto“Youth ambassador” in sintesi: gli studenti del II e III anno delle scuole superiori di Phoenix  si candidano per essere scelti come “Giovani Ambasciatori” in una delle dieci città sorelle di Phoenix. Catania è una di queste. Una volta selezionati, i “Giovani Ambasciatori” parteciperanno alle Sessioni dell’Academy, dove impareranno, non solo come interagire nel paese ospitante ma anche come rappresentare al meglio Phoenix, lo stato dell’Arizona e gli Stati Uniti, all’estero.

Prima dello scambio, i giovani ambasciatori parteciperanno anche a eventi di raccolta fondi; partiranno in estate per trascorrere tre settimane nella città sorella a cui saranno assegnati. Vivranno con una famiglia ospitante e una controparte internazionale e saranno completamente immersi nella cultura della città sorella. Mentre si trovano all’estero, i “Giovani Ambasciatori” saranno immersi nella cultura e nelle tradizioni per imparare tutto sulle “Città Sorelle”.

Poco dopo il ritorno dei “Giovani Ambasciatori” a Phoenix, le controparti internazionali delle città ospitanti si recheranno a Phoenix per trascorrere tre settimane in Arizona.

I ragazzi delle città gemelle parteciperanno a visite e attività guidate che permetteranno loro di conoscere a fondo la cultura e le tradizioni di Phoenix. Entrando a far parte del programma di scambio i “Giovani Ambasciatori” diventano parte della comunità globale, imparano a conoscere culture diverse, diventano grandi amici di tutto il mondo e partecipano a un’esperienza che, come testimoniato da quanti l’hanno vissuta, cambia la vita.

TUTTOLINGUE:

Tuttolingue, nata a Catania nel 1995, centro autorizzato per esami Trinity College London, TOEFL e Cambridge ESOL Preparation Centre, è riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione. La centralità dello studente è il concetto alla base dell’approccio formativo di Tuttolingue, notoriamente un valore aggiunto per Catania, autentica eccellenza riconosciuta anche a livello internazionale per l’insegnamento della lingua inglese.

 “Lavoriamo molto con i giovani e pensiamo di dover dare loro degli esempi positiviaggiunge Daniele Giuffrida -. Cerchiamo di far capire loro che la conoscenza di una lingua e il sapere comunicare possano offrire maggiori opportunità. Conoscere una lingua significa poter viaggiare, sperimentare nuove culture e confrontarsi con realtà culturali e professionali diverse dalle proprie. Imparando una nuova lingua i giovani corrono verso il futuro grazie alla libertà di manovra espressiva. Ecco perché organizziamo anche vacanze studio, non solo come occasione di miglioramento dal punto di vista linguistico ma come opportunità per i ragazzi di affrontare il mondo al di fuori della famiglia, e ampliare i loro orizzonti, guardando al futuro con determinazione”.

I Giovani Ambasciatori della Gioventù catanesi

I Giovani Ambasciatori della Gioventù catanesi

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Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, sabato 9 marzo si terrà la Terza Giornata per le Malattie Neuromuscolari (GMN 2019) contemporaneamente in 17 città italiane.

Il progetto è ideato e promosso dall’Alleanza Neuromuscolare che include l’Associazione Italiana Sistema Nervoso Periferico (ASNP), l’Associazione Italiana di Miologia (AIM) e Fondazione Telethon. La manifestazione nasce da un’idea di Angelo Schenone, professore presso l’Università degli studi di Genova e Presidente dell’Associazione Italiana Sistema Nervoso Periferico (ASNP) e di Antonio Toscano, professore dell’Università degli Studi di Messina, past-president dell’Associazione Italiana Miologia (AIM).

L’istituzione della Giornata per le Malattie Neuromuscolari ha tra i suoi obiettivi principali quello di venire incontro alla sempre presente richiesta di informazioni provenienti dalle diverse componenti che agiscono nell’ambito delle Malattie Neuromuscolari, soprattutto pazienti e famiglie e di promuovere un’adeguata divulgazione degli avanzamenti diagnostici e terapeutici.

Nel corso degli anni è notevolmente cresciuto l’interesse per le Malattie Neuromuscolari, che spesso risultano essere all’ordine del giorno dal punto di vista delle attività assistenziali e scientifiche. Inoltre, le Malattie Neuromuscolari sono al 90% malattie rare e si presentano spesso con un andamento progressivo, degenerativo e quindi cronico. Non va dimenticato però come vi siano anche patologie neuromuscolari acquisite, per esempio le neuropatie diabetiche, considerate molto frequenti anche in Italia. Per tutte queste ragioni oggi l’interesse per le malattie neuromuscolari dei media, delle Istituzioni, degli Operatori sanitari e delle Associazioni dei Pazienti è infatti notevolmente cresciuto, anche in ragione di nuove recenti terapie.

In ognuna delle 17 città (Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Pisa, Roma, Siena, Torino, Udine, Verona), sedi di Centri esperti di Malattie Neuromuscolari, nella giornata di sabato 9 marzo saranno organizzati degli incontri il cui scopo è quello di offrire a specialisti, associazioni di pazienti, infermieri, fisioterapisti, medici di base, pediatri un aggiornamento sullo stato dell’arte a livello nazionale, regionale e territoriale riguardo diagnosi, terapia e presa in carico del paziente con Malattie Neuromuscolari. Non meno importante, è prevista la partecipazione di studenti in Medicina e in Fisioterapia per garantire la formazione dei futuri operatori sanitari nel campo delle Malattie Neuromuscolari.

Anche l’edizione della Giornata per le Malattie Neuromuscolari 2019 sarà una preziosa occasione di incontro e confronto sui progressi diagnostici e terapeutici, sull’impegno delle figure professionali dedicate, sulle offerte delle strutture ospedaliere e del territorio e, soprattutto, sui bisogni dei pazienti e dei loro familiari.

Anche quest’anno, in tutte le sedi, il giorno precedente la manifestazione ovvero venerdì 8 marzo, saranno attivati dei punti di ascolto per coloro che vorranno discutere eventuali problematiche con medici esperti in malattie neuromuscolari.

La Giornata ha ottenuto il Patrocinio dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie (SIMMG), dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) e dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO).

I programmi delle singole sedi e le informazioni relative al progetto sono disponibili sul sito www.giornatamalattieneuromuscolari.it

Per partecipare sarà necessario iscriversi attraverso il sito www.giornatamalattieneuromuscolari.it, scegliendo la città di riferimento.

Il Programma

Il Programma

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Sono stati sette gli appuntamenti in Sicilia dedicati a San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, l’Ucsi ha realizzato eventi a Siracusa, Catania, Acireale, Patti, Noto e Trapani, i lavori si sono conclusi a Floridia con un incontro, che ha coinvolto la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Floridia. Gli appuntamenti sono stati promossi dall’Ucsi Sicilia e dalle sezioni provinciali e diocesane in collaborazione con gli Uffici per le Comunicazioni sociali delle Arcidiocesi di Siracusa, Catania e le Diocesi di Trapani, Noto, Acireale e Patti, in sinergia con l’Assostampa di Siracusa e i settimanali diocesani di Siracusa, Noto e Acireale. Siracusa i giornalisti hanno celebrato la festa con una Messa, presieduta da Mons. Sebastiano Amenta, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, e concelebrata da don Giorgio Zucchelli, già presidente nazionale della Fisc e presidente dell’Uspi. L’appuntamento è servito ad inaugurare una via cittadina dedicata a mons. Alfio Inserra, fondatore dell’Ucsi di Siracusa, vice presidente nazionale della Fisc, componente del Cda di Avvenire e direttore del settimanale “Cammino”. L’evento si è svolto alla presenza del presidente provinciale Ucsi Salvatore Di Salvo, del direttore del settimanale “Cammino”, del Consulente Ecclesiastico Ucsi Siracusa, del Delegato Regionale Fisc Sicilia don Giuseppe Lombardo, dell’ex presidente nazionale della Fisc don Giorgio Zucchelli, del segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, del consigliere nazionale della Fisc Giuseppe Malandrino, del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del sindaco di Francofonte Daniele Lentini, dei parroci della chiesa SS. Salvatore don Luigi Gorciullo, dei nipoti, e delle autorità civili e religiose della provincia. “Lo ricordo con profonda stima e gratitudine – ha detto l’ex presidente della Fisc Giorgio Zucchelli al termine della celebrazione eucaristica – per le sue doti umane e professionali. Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato, il quale ha ringraziato il Sindaco Italia: “dedicare una via a mons. Inserra, signor Sindaco è stato un atto di grande sensibilità apprezzato da tutti”. Grazie alla sua geniale intuizione di istituire i seminari estivi, molti di noi hanno potuto conoscere e apprezzare la Sicilia. Ritengo -ha concluso- di potere interpretare i sentimenti di gratitudine di tutti gli appartenenti alla Fisc che hanno avuto in Padre Inserra un punto di riferimento”.  Ad Acireale nella chiesa Sacro Cuore di Acireale, si è svolto un incontro organizzato dall’Ufficio Comunicazioni sociali, diretto da don Arturo Grasso e dall’Unione Cattolica stampa italiana, sul tema della 53 Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. C’è stato l’intervento del Vescovo di Acireale e vice presidente della Cei, monsignor Antonino Raspanti, e del direttore del quotidiano “La Sicilia”, Antonello Piraneo, moderato dal consigliere nazionale dell’Ucsi Gaetano Rizzo. “Costituire solamente una community virtuale non crea il senso di appartenenza ad una comunità – ha detto il vescovo Raspanti – nelle grandi città anglo-americane, per esempio, c’è la voglia di fare community, ovvero di conoscersi dal vivo, mettere insieme le proprie difficoltà, i propri bisogni, le proprie aspirazioni. E, soprattutto nelle metropoli, si cerca di riappropriarsi del proprio quartiere e portare avanti da una parte le esigenze dello stesso verso istanze superiori, dall’altra sviluppare all’interno di quel territorio tutte le potenzialità che lì si possono esprimere. Il rischio che si corre con la community digitale è che diventi solo un luogo dove sfogarsi, dove ci si può mascherare, un luogo di diffusione delle fake news. Se però ci si aggancia fortemente alla realtà territoriale molti di questi rischi potrebbero essere superati. Paradossalmente la semplice community digitale finisce con l’allontanare: sembra creata per farti sentire vicino al mondo intero, ma non è così”. A Catania, nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere, si è svolto invece un incontro sul tema: “La festa di S Agata come la vorrei –Tradizione e innovazioni social”. Relatori: Don Paolo Buttiglieri, consulente ecclesiastico Ucsi Sicilia, Francesco Carbonaro, presidente del Comitato dei Festeggiamenti Agatini, Fabio Adernò, Avvocato Tribunale Apostolico della Rota Romana, Giuseppe Claudio Carbonaro, Presidente Amici del Rosario, Adelaide Barbagallo, giornalista, Rossella Jannello, Giornalista e Vice Presidente Regionale Ucsi. Ha coordinato i lavori Giuseppe Adernò, Presidente sezione Ucsi Catania. A Patti la sezione diocesana presieduta da Domenico Pantaleo, ha organizzato la celebrazione della Messa presieduta da vescovo Guglielmo Giombanco ha presieduto la celebrazione della messa. “Dio dialoga con gli uomini e la Parola si è fatta carne per intraprendere una relazione con gli uomini. Fissare lo sguardo su Gesù – ha detto il vescovo – significa decidere l’orientamento della propria vita, fondandola sui veri valori. San Francesco di Sales comprese pienamente il segreto di una comunicazione educativa, vissuta con la tensione all’unità. Il suo messaggio è di estrema attualità, in un tempo in cui ci sono false notizie, in un tempo in cui le notizie creano distanze e barriere tra le comunità e tra le persone. Occorre essere costruttori di unità nella verità, liberi dai compromessi, per annunciare ciò che è giusto e promuove l’uomo, in una storia che si evolve non solo attraverso eventi raccontati, ma anche attraverso idee che concorrano al bene di tutti”. Noto c’è stato un incontro a cui hanno partecipato il vescovo Antonio Staglianò e don Fortunato Di Noto, vice direttore dell’Ufficio Comunicazione, fondatore e presidente di Meter e vicario episcopale per le ‘fragilità’. L’incontro si è aperto con i saluti del direttore dell’ufficio comunicazioni Alessandro Paolino ed è stato moderato dal consigliere nazionale Fisc Giuseppe Malandrino. Un incontro-confronto sulla velocità con cui girano le notizie e sulla difficoltà nel riuscire a raccontare il giusto. Non inteso come “corretto” (quello dovrebbe essere scontato) ma come “bastevole”, ovvero quello che basta a raccontare la notizia. Non bisogna andare oltre, non bisognerebbe aggiungere cose che non servono. Andrebbe aggiunta una spiegazione, secondo don Fortunato. “Non raccontateci soltanto gli eventi – ha detto il fondatore di Meter – ma spiegateci perché amare ancora l’uomo. Non raccontate soltanto dei fatti, magari senza conoscere le persone, le loro storie, le passioni, i fallimenti e le conquiste. Spiegateci chi siamo e dove andiamo. Siate gli amici dei bambini, dei deboli, degli scartati del mondo, dei poveri, dei senza voce, dei neonati abusati e dei dimenticati. Spiegate il dolore e la sofferenza: la comunicazione ha il potere, un grande potere, di formare o disorientare le coscienze, i percorsi di una storia liberante”.

1 UCSI Catania

Incontro UCSI a Catania

Foto con alcuni partecipanti

Foto con alcuni partecipanti

L'incontro UCSI di Noto

L’incontro UCSI di Noto

L'incontro UCSI di Acireale

L’incontro UCSI di Acireale

L'incontro UCSI di Patti

L’incontro UCSI di Patti

L'inconhtro UCSI di Trapani

L’inconhtro UCSI di Trapani

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Grande giornata di Sport e di festa sabato 2 febbraio al Dusmet di Catania, dove si è svolto il 1°TROFEO SANT’AGATA di Hockey Under 12 Maschile e femminile,  al quale hanno partecipato le società CusUnime, Don Bosco, Galatea, Katane, Raccomandata, San Pietro Clarenza e Valverde. Il girone maschile è stato vinto dal Don Bosco mentre quello femminile dal San Pietro Clarenza. Momento emozionante l’esordio assoluto per la formazione del GSRaccomandata femminile. Un folto e caloroso pubblico ha fatto da cornice alla manifestazione che ha visto scendere in campo circa 90 hockeisti in erba. Dopo la premiazione, presenziata  dal Vice Commissario Regionale FIH Enzo Falzone,  tutti i partecipanti si sono ritrovati nella club house per il terzo tempo dove sono stati raggiunti dall’Assessore allo Sport di Catania Sergio Parisi.

I giovani atleti del GS Raccomandata

I giovani atleti del GS Raccomandata

I piccoli atleti di Hockey

I piccoli atleti di Hockey

La squadra maschile e femminile del GS Raccomandata

La squadra maschile e femminile del GS Raccomandata

La squadra femminile del GS Raccomandata con l'allenatore Massimo Brunetto

La squadra femminile del GS Raccomandata con l’allenatore Massimo Brunetto

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Assegnata al giornalista Domenico Interdonato presidente dell’Ucsi Sicilia, la Targa “Salvo Nibali”, giunta alla V edizione e inserita nell’ambito della XXX edizione del Premio Nazionale di Poesia sul Natale, città di Tremestieri Etneo.

Nel ricevere il premio il presidente Interdonato ha salutato i numerosi partecipanti, e gli ospiti a cominciare dall’Arcivescovo di Catania,  SE. mons. Salvatore  Gristina, il sindaco di Tremestieri, Santi Ranno e il parroco don Salvo Scuderi, inoltre ha ricordato le tante iniziative prodotte dall’Ucsi regionale, che  aggrega figure di spicco del giornalismo siciliano, i quali operano  con spirito di servizio, coerenza,  fedeltà ai valori cristiani e rispettosi della dignità della persona umana. Il presidente Interdonato, ha dedicato il premio ai giornalisti siciliani “grandi testimoni della verità”, uccisi dalla mafia.

Il giornalista Salvo Nibali, prematuramente scomparso il 27 dicembre 2005, è stato direttore e animatore del settimanale dell’Arcidiocesi di Catania “Prospettive”. La targa è stata consegnata al presidente Interdonato, da Giuseppe Adernò, presidente dell’Ucsi di Catania e  componente storico della giuria del Premio, in occasione del 60° anniversario della nascita dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, sessant’anni di presenza e di servizio alla Chiesa e alla società.

L’evento promosso dalla Parrocchia S Maria della Pace, è stato presentato dal dott. Vincenzo Caruso, anima del Premio e figura di spicco nel panorama culturale dell’area etnea. Sin dalla prima edizione il settimanale “Prospettive” è stato la voce del  concorso poetico nazionale, ideato con amore e dinamismo dal sac. Salvatore Consoli.

Ospite d’onore del Premio è stato il fotoreporter Antonio Parrinello, il quale ha presentato una “poesia speciale”, scritta con le immagini e senza parole, ma fortemente incisiva ed eloquente, presentando il dramma degli immigrati al loro arrivo sulle coste siciliane. Volti di bambini,  di giovani, di mamme e  di papà che chiedono aiuto, sguardi smarriti intrecciati ad  affettuosi gesti di attenzione delle crocerossine, dei militari  portuali e delle Forze di Polizia, impegnate nel servizio di accoglienza.

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO'

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO’

I partecipanti alla manifestazione

I partecipanti alla manifestazione

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La Pro Loco di Giarre, presieduta da Salvo Zappalà, da Gennaio 2019 vuole condividere con i soci e tutti i cittadini giarresi la realizzazione del “Gonfalone”, stendardo ufficiale con il quale si vuole simboleggiare e rappresentare il sodalizio turistico durante le attività istituzionali. Il gonfalone, retto da un’asticella placcata in oro, riporta in un tessuto ad uncinetto, realizzato da alcune socie dell’Ente, lo stemma della Pro Loco giarrese. Rifinito con dei drappeggi in oro su una stola lucida blu, questo “regalo” costituisce un grande onore per la Pro Loco giarrese, impegnata da sempre per la realizzazione di eventi che possano coinvolgere appassionatamente tutti, dimostrando ancora una volta con questa partecipazione quanto l’ente sia presente e attivo sul territorio.
Il nuovo Gonfalone

Il nuovo Gonfalone

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Il presidente della Pro Loco di Giarre Cav. Salvo Zappalà , ha avuto il piacere di fare un incontro, presso la sala “Ai Confini del mare” – Torre Archirafi con la presenza degli ex Presidenti della suddetta Pro Loco: Pres. Michele Patanè (1985-1987), Pres. Sergio Barbagallo (1987-1990), Pres. Salvo Zappalà  (1999 – attuale) e il giornalista   Mario Privitera Rtl- La Sicilia. L’incontro è stato un occasione di scambio di opinioni inerenti ai temi di maggiore interesse per lo sviluppo turistico-culturale della cittadina di Giarre, constatando i miglioramenti avvenuti nel corso degli anni grazie all’impegno profuso dagli stessi Presidenti. Successivamente l’attuale Presidente il Cav. Salvo Zappalà ha esposto ai presenti la relazione sull’anno 2018 e i progetti per l’anno 2019, comunicando inoltre l’inaugurazione della sala espositiva, attualmente adibita all’esposizione di presepi e diorami, adiacente ai locali della Pro Loco. Il Presidente ha presentato anche l’ esclusivo gonfalone di rappresentanza dell’Ente, realizzato accuratamente a mano  da una socia attiva Pro Loco. Nella suddetta occasione il Presidente Cav Salvo Zappalà, ha voluto infine ricordare tutti gli ex presidenti scomparsi: Pres. Prof. Biagio Andò, Avv. Filippo Cutuli, Dott. Giuseppe Grasso, Dott. Rosario D’urso, Avv. Giuseppe Lombardo, Prof. Giuseppe Belfiore, Avv. Pietro Barbagallo Coco, Prof. Angelo Lucifora, Isidoro Di Grazia, Michele Lisi  e Prof. Nuccio Barbagallo, recentemente scomparso. A conclusione dell’incontro il Pres. Cav. Salvo Zappalà ha omaggiato i presenti con  “il calendario Pro Loco 2019” e una penna con successivo invito a cena, ringraziando l’ospitalità  della Sala Ristorante “Ai Confini del Mare”.

La foto dei presidenti Pro Loco

La foto dei presidenti Pro Loco

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Catania- Il Maestro d’arte Turi Azzolina ha scritto un’altra pagina memorabile della sua carriera artistica. L’occasione è stata la realizzazione di una scultura per la sede del Tribunale Amministrativo (TAR) di Catania  dove qualche giorno fa si è svolta la cerimonia di intitolazione di un aula giudiziaria al Gen.le C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa  trucidato barbaramente dalla mafia il 3 settembre del 1982 quando era Prefetto a Palermo. Nel corso della cerimonia inaugurale dell’aula è stato posto in opera un busto del Generale realizzato in terracotta patinata dal maestro scultore di Giardini Naxos Turi Azzolina che da oltre 50 anni opera nel Comprensorio di Taormina/Giardini Naxos. L’opera di fine manifattura è stata inaugurata alla presenza delle massime autorità Civili, Militari e Religiose della città Etnea tra le quali: il Presidente del TAR Catania Dott. Pancrazio Savasta, il Segretario Generale della Giustizia Amministrativa Dott. Gabriele Carlotti, il Prefetto di Catania Claudio Sammartino, il Sindaco Salvo Pogliese, il Presidente della Corte d’Appello di Catania Dott. Giuseppe Meliadò, il Rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, il Generale di Brigada Giovanni Cataldo, il Presidente di Sezione del TAR Catania Dott. Francesco Brugaletta. La commovente cerimonia, oltre a rendere omaggio al Generale dell’Arma vittima della mafia assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro ed agli uomini della scorta con l’intitolazione dell’aula e la posa del busto del Generale, è servita a di perpetuare il ricordo  dell’eccidio e, a far conoscere ai cittadini le funzioni svolte dal TAR promuovendo così la cultura della legalità. Il busto del Generale Dalla Chiesa è l’ennesima raffinata opera che si aggiunge al lungo elenco di sculture realizzate dall’artista siciliano che è possibile ammirare in chiese, piazze e luoghi pubblici non solo dell’Isola ma anche in altre parti d’Italia e pure all’estero dove il maestro Azzolina h realizzato numerose opere.

             ROSARIO  MESSINA

 

Il Presidente del TAR Catania Pancrazio Savasta e il Maestro Turi Azzolina con il busto del Generale Dalla Chiesa

Il Presidente del TAR Catania Pancrazio Savasta e il Maestro Turi Azzolina con il busto del Generale Dalla Chiesa

Il busto in lavorazione nel laboratorio

Il busto del Generale Dalla Chiesa in lavorazione nel laboratorio di Azzolina

Il Maestro Azzolina nel suo laboratorio

Il Maestro Azzolina nel suo laboratorio

 

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Uno degli scatti

Uno degli scatti

 

Valverde (Catania)Nuova Genesi Sierra Leone” è  il titolo della nuova mostra di fotografia di Sebastiano Cosimo Auteri (Afiap) che, a partire dal 30 novembre prossimo sarà allestita presso  la Galleria FIAF “LE Gru”  in Corso Vittorio Emanuele n.  214  di Valverde (Catania).  La suggestiva mostra di foto scattate in Sierra Leone sarà inaugurata venerdì 30 novembre 2018 alle ore 20,30  presso la Galleria “Le Gru”  e sarà visitabile tutti i venerdì  dalle ore 20,00 alle ore 22,00  fino al 18 gennaio 2019.   A recensire il nuovo catalogo fotografico che contiene straordinarie immagini del reportage africano di Auteri è stata Daniela Sidari (Docente FIAF)  e Giacomo Fanale che hanno dato risalto alle originali tecniche con le quali sono state realizzate le foto e alla straordinaria sensibilità ed ingegnosità dell’autore nel “costruire” ciascuna immagine.

Lo scenario documentato negli scatti fotografici è la Sierra Leone, uno dei paesi del Quarto mondo, un paese per anni martoriato dalla guerra civile e poi decimato dall’Ebola. Sebastiano Cosimo Auteri si è recato li per un viaggio di lavoro e, non si è lasciato sfuggire l’occasione per realizzare un originale reportage fotografico.

            Il reportage fotografico di Auteri, è stato realizzato a Makeni (una delle principali zone di guerra  dove attualmente il 60% della popolazione sono bambini). A commentare brevemente la sua affascinante esperienza è lo stesso autore delle foto il quale dice: “Ho vissuto un’esperienza dura, ma molto dura, ma alla fine dire che è stata eccezionale è dire poco. Vedo la gente fotografata nel loro quotidiano che anima le strade dei villaggi come se stessero vivendo una nuova genesi … un’altra possibilità.” Parole che ci fanno capire come la mostra, a colori, racconta una Sierra Leone vitale ed emozionante e, “una realtà positiva”.

            Qui sta la bravura dell’autore il quale è riuscito ad immortalare, malgrado si trovasse in un luogo così provato,  una realtà positiva che narra di un paese attivo e vivace. Come scrive chi ha curato la recensione della mostra “Auteri è riuscito a trovare la giusta chiave di lettura nell’uso combinato di colore e movimento; scatta le immagini volutamente mosse con una tecnica realizzata sia in presa diretta che in post produzione. Un movimento continuo e vario che come un linguaggio fluido, aperto e coerente gli permette di catturare personali sensazioni ed emozioni.

L’uso del mosso aiuta l’osservatore a comprendere questa popolazione secondo una nuova prospettiva: il movimento rappresenta l’incessante brulicare di una comunità, il pieno fervore delle varie attività; in quel movimento c’è qualcosa di buono, in quel movimento c’è nuova vita.

L’obiettivo della sua macchina fotografica ha ritratto persone per strada al lavoro, mentre giocano e, a scuola. Le velocità di mezzi occidentali come camion e moto si confrontano continuamente con la diversa velocità del camminare umano. Donne e uomini portano in testa in perfetto equilibrio grandi ceste ricolme di mercanzie, legna o altro; speditamente si muovono per chilometri fra brulle distese di terra e l’agile passo evidenzia i colori dei tradizionali vestiti mettendo in luce

bellezza ed orgoglio. Ogni movimento si realizza nel tempo; i corpi si muovono relazionando se stessi con lo spazio e se stessi con le altre persone. Tutte le immagini mostrano colori vivaci tranne una, posizionata a metà della sequenza scelta dall’autore, questa immagine ha un tono dismesso ed uniforme, quasi un bianco e nero: è un uomo seduto che nasconde il volto fra le mani; è una ferita ancora aperta nonostante tutto, un monito a non dimenticare ciò che è stato.

Alcuni scatti in particolare descrivono ciò che sta diventando la nuova realtà di questa comunità. Infatti, grazie all’aiuto e al supporto di numerose ONG in Africa così come in Sierra Leone si stanno realizzando progetti volti a dare nuove opportunità di crescita, di lavoro, di acculturazione alle popolazioni locali. Si tratta di progetti portatori anche di una ricostruzione sociale e morale. Cosicché, ad esempio, tra i numerosi scatti che animano la mostra è possibile ammirare le foto che ritraggono giovani e bambini sorridenti nelle loro divise scolastiche che esprimono gioia e serenità, volenterosi di imparare. Il suggestivo reportage che anima la mostra si conclude con la foto di un bimbo dallo sguardo felice il quale nel compiere un semplice gesto di saluto sembra voler augurare all’autore un arrivederci a presto. In parole povere possiamo concludere che si tratta di una mostra fotografica che vale la pena andare a vedere.

           ROSARIO MESSINA

 Motociclisti in città

Motociclisti in città

Un uomo in strada

Un uomo in strada

Passanti in strada

Passanti in strada

Uno degli scatti

Uno degli scatti

Il sorriso di un uomo

Il sorriso di un uomo

Bambini a scuola

Bambini a scuola

Il sorriso ed il saluto di un bimbo

Il sorriso ed il saluto di un bimbo

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