GIUGNO 2020
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Giardini Naxos

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Giardini Naxos (ME) – E stato presentato nell’azienda di turismo rurale della famiglia del candidato sindaco Antonio Veroux  il video di promozione turistica dedicato a Giardini Naxos intitolato:La bellezza ha un indirizzo: Giardini Naxos”, ideato e realizzato dall’aggregazione civica “Ritorna in superficie Giardini Naxos – Veroux Sindaco”. Alla proiezione del promo hanno assistito i protagonisti del filmato, i componenti dell’aggregazione, numerosi simpatizzanti e, anche  autorità del mondo politico siciliano.  E’ stata una giornata  vissuta  all’insegna della convivialità e della condivisione, dove ognuno ha avuto la possibilità di apprezzare i frutti del progetto culturale presentato e, nel  contempo, ha potuto esprimere le proprie idee sui futuri progetti aventi come obiettivo la rinascita culturale, artistica, economica e turistica di Giardini Naxos. Ad accogliere gli ospiti è stato un brillante Antonio Veroux che ha fatto sentire tutti parte di una grande famiglia.

L’iniziativa del video realizzato nelle scorse settimane in collaborazione con gli artisti giardinesi  che, a vario titolo, vi hanno preso parte, può essere considerata un omaggio che i cittadini dell’aggregazione hanno voluto fare ai commercianti ed agli operatori turistici della prima colonia greca di Sicilia, per incoraggiare la ripresa economica messa in ginocchio dall’emergenza  coronavirus.

C’è voluto oltre un mese di lavoro per girare i video finalizzati alla promozione della città che hanno avuto come testimonial numerosi artisti locali. A conclusione delle riprese, effettuate assieme al montaggio dal filmaker Gianpiero Romano, sono stati prodotti tre video. Il primo è uno spot di circa cinque minuti con immagini suggestive di Giardini Naxos riprese anche dall’alto con un drone, che si alternano alle sequenze di scene degli artisti che hanno aderito al progetto ripresi nelle loro botteghe d’arte o durante una loro performance nei luoghi più suggestivi della città. A conclusione della propria performance ogni artista ha rivolto ad ipotetici turisti  l’invito a venire per vedere le bellezze paesaggistiche ed artistiche di Giardini Naxos. Lo spot, di grande impatto emozionale ed artistico, è certamente il video più strategico dei tre realizzati perché è quello che tecnicamente trasmetterà, attraverso i social, l’invito a venire nella cittadina jonica. Il messaggio contenuto nel filmato  è stato affidato a nomi noti della cultura e dell’arte locale. Una scelta che mette in evidenza la determinazione da parte dell’aggregazione che ha ideato il progetto, che intende  puntare sulla cultura attraverso la valorizzazione degli artisti e delle risorse umane del proprio territorio, per veicolare un messaggio di promozione turistica, ma soprattutto per far ripartire l’economia della città. A conti fatti possiamo dire che l’esperimento è riuscito, poichè le immagini spettacolari di Giardini Naxos alternate a quelle degli artisti suscitano parecchie emozioni, ma soprattutto perché ha risvegliato il desiderio di tanti giardinesi di ritornare ad attivarsi per far crescere il proprio paese. Il promo è facilmente visionabile dai navigatori del web perchè ha una breve durata e quindi adatto a poter essere facilmente condiviso attraverso i social. A rendere ancora più suggestive le immagini dello spot anche i brani inseriti come accompagnamento alle spettacolari immagini. Per le riprese della prima parte del video è stato scelto il brano “Sagapò”, che significa ti amo in greco, scritto dal cantautore Rosario Todaro che canta assieme alla cantautrice Maria Russell. Un brano suggestivo che si adatta bene alle immagini perché racconta la storia di un pescatore greco che, spinto dalle onde durante una tempesta, approda nella spiaggia di Naxos dove incontra una dea alata, la Nike, di cui si innamora perdutamente.   Vibrante dal punto di vista emotivo anche la sigla finale, il brano suonato al violino “Nelle tue mani” tratto dal famoso film “Il Gladiatore”, riadattato dalla violinista Luisa Grasso con una magistrale interpretazione che lascia senza fiato e commuove pure.

Non meno importanti anche gli altri due video. Uno riguarda la presentazione del progetto svoltasi al cospetto della scultura della Nike che ha avuto come testimonial il mecenate Antonio Presti, mentre il terzo video della durata di circa un’ora, è stato dedicato agli artisti che hanno aderito al progetto ripresi mentre lavorano o durante una loro performance. Un plauso al lavoro svolto da quanti hanno collaborato per la realizzazione dei promo.

Non è stato facile realizzare così tante e complesse riprese senza poter usufruire di un set vero e proprio, come si fa quando si  realizzano spot promozionali. Tuttavia,  come ha più volte sottolineato Angela Lombardo, presidente dell’associazione scientifico culturale Mea Lux, coordinatrice del progetto, l’esperienza è stata molto gratificante e ben riuscita.  A tal proposito   prima della proiezione del video,  ha detto: “ E stato un grande lavoro di squadra. Abbiamo fatto rete, abbiamo creato sistema, lavorando in sinergia con le risorse umane del territorio. Tutto ciò è stato possibile grazie all’esperienza di un grande maestro, Antonio Veroux, che già in passato ha saputo coniugare  cultura e turismo in questo territorio, coinvolgendo personaggi del mondo dello spettacolo di fama internazionale. Gli artisti giardinesi sono una grande risorsa per la nostra città e, insieme a loro, vogliamo creare altri progetti che veicolano il nome di Giardini Naxos nel mondo. A noi sta a cuore il futuro della nostra città e soprattutto della sua economia che si basa principalmente sul turismo. Per questo abbiamo scelto di realizzare un video che promuovesse la città in piena emergenza coronavirus. Spero che siamo riusciti nell’intendo. La comunicazione, la promozione del proprio brand attraverso i social, per una località turistica come Giardini Naxos, deve essere messa sempre al primo posto perché è il volano principale per attirare flussi turistici. Per quanto ci riguarda come aggregazione civica la Comunicazione e la promozione del brand è uno dei nostri principali cavalli di battaglia e con questi video ne abbiamo dato prova.”

Al termine della  proiezione del video un lungo applauso ha sottolineato il gradimento del promo e, successivamente numerosi ospiti hanno preso la parola per esprimere il compiacimento per la meritoria iniziativa.  Il candidato sindaco Antonio Veroux ha concluso gli interventi esprimendo grande soddisfazione per i risultati ottenuti da questo primo progetto culturale, dicendo: Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e lavorato parecchio per questi video. Abbiamo voluto realizzare questo promo perché vogliamo far vedere al mondo che a Giardini Naxos c’è tanta bellezza e tante cose da vedere, ammirare ed apprezzare oltre al mare. Giardini è incastonata tra una suggestiva baia e la mitica Etna e, non solo, poiché da Giardini il turista può raggiungere facilmente altre mete importanti della nostra Isola. Essere di Naxos ha un significato profondo, perché ha alle spalle una grande tradizione culturale che purtroppo negli ultimi trenta anni si è persa. La cultura è caduta nell’oblio e deve ritornare in superficie! Dobbiamo recuperare la nostra identità culturale, e  mettere in campo i nostri uomini e le nostre donne migliori per rilanciare il nostro centro, mettendo al primo posto la “giardinesità”.  Vogliamo rilanciare Giardini attraverso le nostre risorse, i nostri artisti e le nostre menti pensanti. Questo è il mio sogno ed il sogno di tutta l’aggregazione, riuscire a far riemergere Giardini da questo oblio e farla risplendere in tutta la sua bellezza, assieme ai suoi cittadini. Mi auguro che questo lavoro, per il quale è stato necessario un grande impegno di energie, possa lasciare una traccia e contribuire a ridare la visibilità che merita la nostra città ed i suoi operatori turistici. Un primo passo verso un nuovo futuro che possa portare Giardini a primeggiare nel mondo perché ha i requisiti per poterlo fare.”

Alla chiusura dell’intervento, il candidato sindaco si è complimentato con gli organizzatori del progetto per l’originale conclusione del video dello spot promozionale dove si vedono alcuni turisti che, arrivati alla stazione ferroviaria di Giardini Naxos, dopo aver guardano il video attraverso il cellulare, si mettono in cammino per le vie della città, per vedere le creazioni artistiche, le bellezze paesaggistiche e magari incontrare  qualche artista presente nello spot!

A questo punto è doveroso nominare tutti i protagonisti del video, impeccabili attori, che hanno reso possibile questo piccolo miracolo. Ecco i loro nomi: il mecenate Antonio Presti, la cantautrice Maria Russell, il cantautore Rosario Todaro, la violinista Luisa Grasso, il baritono Salvatore Todaro, il tenore Francesco La Spada, la soprano Elisa Moschella, l’attore Alessio Bonaffini, la stilista Maria Giovanna Costa, la modella Aurora Licari, la modella Letizia Costa, la modella Giovanna Mirabile, la modella Bruna Caniglia, la stilista Simona Gullotta, la modella Sofia Tamà, la modella Eleonora Leone, il cantastorie Luigi Di Pino, la presentatrice Francesca Crea, il Gruppo Folk “I Gileppu”, la maestra di ballo Loredana Migliastro, della scuola di ballo “Cristal dance”, lo scultore Turi Azzolina, il pittore Pippo Foti, la scenografa Cristina Russo, la designer Concetta Prestipino, la ceramista Stefania Alberici, la pittrice-ceramista Laura Talio, l’artigiano ebanista Pippo Galeano, il pittore Vincenzo Azzolina, il tedoforo Salvatore Ferrara, l’imprenditore turistico Silvio Angrisani, il ballerino Luca Galeani, Valerio Arena presidente del Circolo Canoa Naxos, Francesco Santisi direttore della Galleria d’arte moderna di Giardini Naxos, Salvatore Belardo dell’”associazione amici del calesse”.

      ROSARIO  MESSINA

Un momento della manifestazione di presentazione del progetto. Nella foto, Antonio Presti, testimonial dell'evento, Angela Lombardo , Antonio Veroux e Calogero Leanza figlio del compianto Presidente della Regione

Un momento della manifestazione di presentazione del progetto. Nella foto, Antonio Presti, testimonial dell’evento, Angela Lombardo , Antonio Veroux e Calogero Leanza figlio del compianto Presidente della Regione

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Uno dei busti in argilla

Uno dei busti in argilla

Giardini Naxos (Me)- Lo scultore giardinese Turi Azzolina è già a lavoro per la realizzazione del busto (in bronzo) del compianto Monsignor Salvatore Cingari parroco della chiesa di San Pancrazio scomparso qualche settimana fà.

L’idea di realizzare un opera che ricordasse lo storico parroco era stata proposta dall’aggregazione civica “Ritorna in superficie Giardini Naxos – Veroux Sindaco”  (che ha avviato una raccolta fondi), per onorare il lavoro svolto da Padre Cingari  in oltre cinquanta anni di sacerdozio.

Padre Cingari ha lasciato tracce indelebili sulla sua straordinaria attività parrocchiale e per tale motivo  è venuta l’idea di realizzare un busto a memoria del sacerdote. A realizzare l’opera sarà lo scultore Turi  Azzolina, giardinese, che ha gia realizzato numerose opere collocate in diverse piazze di Giardini Naxos tra queste il busto di Padre Giammaria (collocato nella piazzetta antistante la chiesa madre S. Maria Raccomandata), il busto di Papa Giovanni Paolo II (posto sul sagrato della chiesa dell’Immacolata), il Mito di Naxos e la statua di Teokle (fondatore della prima colonia greca di Sicilia).  Il Maestro si è già messo all’opera ed ha realizzato un bozzetto che poi ha plasmato in una prima sagoma d’argilla. In attesa di raccogliere i fondi da parte dei fedeli, lo scultore continuerà a perfezionare  il volto del sacerdote fino ad arrivare ad una immagine fedele al volto del prete che poi verrà realizzata in bronzo.

1 Busto Padre Cingari

Lo scultore Turi Azzolina nella sua bottega d’arte mentre realizza una sagoma in argilla di Padre Cingari

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Lei è autore del libro I giorni della pestepubblicato dalle Edizioni di storia e studi sociali: quali mali profondi della nostra società ha reso evidenti l’emergenza sanitaria del Covid-19?

Il Covid 19 ha rovesciato, a ben vedere, il vaso di Pandora, rivelando in primo luogo le illogicità dei paesi più ricchi e interconnessi, dell’Occidente europeo e atlantico in particolare, che poi sono quelli che più stanno subendo l’attacco epidemico. Negli ultimi decenni, a dispetto delle crisi, il mondo ha cambiato volto, sospinto dalle grandi economie sistemiche e dal gigantismo tecnologico, che hanno generato presunzioni di onnipotenza a tutti i livelli. L’intelligenza artificiale, i supporti satellitari, il web e i nuovi modelli dei consumi hanno portato a credere in una sorta di realtà aumentata, dove ogni risorsa è attingibile e a portata di mano, o di click. Tutto appariva perciò perfetto, infallibile, supremo. Era però solo una parvenza, un film. Attaccato frontalmente dal nuovo virus asiatico, il re, come nella favola di Andersen, si è ritrovato infatti nudo, attonito e senza difese, privo quindi di quel carisma imperioso che aveva sempre ostentato. In questi mesi lo si è visto arrancare, brancolare nel buio, ottenebrato da una paura crescente che, a fronte della minaccia reale, lui stesso ha contribuito a rendere parossistica. Tanto tronfio e geloso dei «valori» di cui si sente il custode ultimo, dei suoi profitti e dei suoi arsenali, questo mondo si è rivelato, in larga parte, privo di senso strategico. Alcuni paesi non sono stati neppure capaci di munirsi in tempo di banali mascherine. Il Covid 19 ha rotto in sostanza il «giocattolo». Ha profanato fino allo scandalo le roccaforti della finanza globale, le città e le regioni più slanciate sul futuro, svelandone i bluff. E le risposte all’infezione appaiono davvero emblematiche di questo collasso razionale, che si esprime in vari modi, come, tra l’altro, la caccia all’«untore», la corsa esclusivistica al vaccino e i fucili d’assalto di cui vanno dotandosi le classi popolari e medie statunitensi, nella West Coast  in particolare, per sentirsi più protetti.

Cos’è la «peste» evocata dal titolo?

 

Come si evince da quanto detto, non è solo quella epidemica. La peste più temibile è annidata nei sistemi e nei processi cognitivi, nelle culture, nei modi di pensare delle società contemporanee, nel sostrato antropologico in definitiva. Essa avanza con le nuove paure, che rischiano di travolgere l’età dei diritti di cui parlavano nel secondo Novecento Hans Kelsen e Norberto Bobbio. Come dimostra, da tempo ormai, la diffusione dei populismi e di movimenti analoghi, sempre più si avverte un bisogno di «protezione» e di «sicurezza» per il quale diventa concepibile anche il sacrificio di libertà e diritti.  La peste viaggia con i risorgenti autoritarismi, con il restringersi del pensiero critico, che ha costituito nel mondo moderno e contemporaneo un presidio forte dei diritti e della democrazia. Le opinioni pubbliche tendono ad assuefarsi e a perdere quello stato di vigilanza attiva, quella reattività democratica che specie dalla metà del Novecento, con lotte sfibranti e costi molto elevati, ha cementato le strutture di quella «società aperta» di cui parlava Karl Popper. È andata mutando, in realtà, la percezione sociale delle cose, del , della vita, della morte, mentre li agi, l’opulenza e i comfort hanno abbassato sempre più la soglia del dolore e del tollerabile. Le sicumere tecnologiche e le presunzioni di onnipotenza coesistono allora con una perdita di senso, con un indebolimento, appunto, del sostrato antropologico. L’esito è quello di una rarefazione democratica che rischia di tradursi in regressioni aperte, nello smarrimento definitivo di quella razionalità attiva, conoscitrice e ordinatrice, civile in ultima istanza, che i Greci identificavano con il logos.

 

Quali precedenti storici è possibile richiamare per la situazione attuale?

 

La situazione epidemica di oggi costituisce per certi aspetti un unicum storico, e su questa unicità, non ancora ben rilevata sul piano analitico, credo sia opportuno riflettere un po’ d’ora in avanti. Le grandi infezioni del passato di cui ci giunge memoria, dalla peste di Atene del 430 a.C. fino alla Spagnola che esplose nel primo Novecento subito dopo la Grande Guerra, hanno avuto effetti pesanti sulle rispettive epoche, forse superiori a quelli che emergono dalle narrazioni letterarie e dalle fonti storiografiche. Ma a dispetto della loro immensa tragicità, hanno assunto, comunemente, movenze «taciturne», sciogliendosi negli sfondi delle epoche e facendosi, come altri elementi oggettivi, «paesaggio». È il caso di fare un esempio. Gli anni successivi alla Grande Guerra evocano, al cittadino bene informato oltre che agli storici, tante cose: gli sconvolgimenti della rivoluzione russa, il controverso trattato di pace di Versailles, la nascita e le prime evoluzioni del fascismo in Italia, l’uccisione di Rosa Luxemburg e Karl Liebknect, la nascita della Repubblica di Weimar in Germania, l’avvento in Europa dei partiti comunisti. Ed evocano, ovviamente, l’epidemia Spagnola che nella «penombra» di quegli eventi svettanti nei titoli alti dei giornali, mieteva decine di milioni di morti: influente ma immanente, incidente ma muta, letale ma implicita, devastatrice ma di fatto impolitica. E con questa dimensione taciturna le pestilenze storiche in senso lato ritornano a ben vedere nelle narrazioni: da Tucidide a Procopio di Cesarea, da Boccaccio al Manzoni, dalle gazzette novecentesche a Camus, anche quando esposte con toni emotivi e veementi.

 

E cosa avviene oggi, con il Covid 19?

 

L’infezione di oggi, di cui non si discute la gravità sul piano sanitario, rimane una fenomenologia a sé, polimorfica, che da alcune prospettive non ha davvero precedenti. Nelle parti più «progredite» della Terra è esplosa come una carica atomica, mediatica prima ancora che epidemica, che ha interagito in modo eclatante con la vicenda, gli ordinamenti, l’organizzazione sociale, gli assetti giuridici e l’ethos civile di gran parte dei paesi. Era già così quando si trattava di spegnere in maniera coesa il «focolaio Italia», e l’Unione Europea in primis, che avrebbe potuto agire, non è stata capace di farlo, per miopia. L’infezione da Covid non è «taciturna» come lo erano la peste di Atene, quella di Giustiniano, quella del Trecento, quella del 1630, il colera del primo Ottocento e la Spagnola. Non è il «paesaggio» silenzioso ma terribile e influente entro cui si compone un vissuto storico più o meno nodale. Declinandosi bensì come paura, fino al parossismo, diventa l’attore unico e dispotico attorno a cui ruota l’intera scena. Il fenomeno epidemico intercetta in sostanza i mutamenti antropologici, la «peste» cioè di cui si diceva. E qui potrebbe stare la chiave di tutto.

 

Quali allora le differenze di fondo tra passato e presente? Dove sta la frattura?

 

Proviamo a mettere insieme alcuni fatti. La Spagnola, come si è detto, causò un numero complessivo di morti di molto superiore a quello causato dalla guerra scatenata dagli Imperi centrali. Eppure non produsse un’ossessione «su misura». Non occupò la scena in maniera assolutistica. Non paralizzò. Fu combattuta bene e male, con i mezzi sanitari e le risorse materiali del tempo. E a dispetto della sua incidenza materiale e morale nella vita sociale non causò il dissesto economico degli Stati, che invece conobbero, dopo il tracollo momentaneo determinato dalla guerra, una significativa fase ascensionale, fino al crack statunitense del 1929. I giornali europei dei primi anni venti apparivano interessati, un po’ per calcolo forse, più alla strage dei Romanov di Russia a Ekaterinburg che all’epidemia che aveva devastato i continenti, destinata a sparire quasi anche dalla memoria pubblica, un po’ alla volta, nel clima confuso di quegli anni, che incubavano altre «pesti», morali e politiche. La condizione di oggi è, diversamente, quella di una crescente eccitazione, alimentata anche da organismi tecnico-scientifici. Come si diceva, il Covid 19 appare perfettamente allineato con l’antropologia del panico, con ripercussioni politiche e geopolitiche, sociali e istituzionali, che si profilano già immense e laceranti. Si parla di nuove guerre fredde. Si registrano abusi, reticenze, opacità di Stato. Si avvertono crepuscolarismi giuridici. Resteranno traumi. Se, nonostante tutto, il 1969, l’anno della pandemia di Hong Kong, la Spaziale, che solo in Italia fece decine di migliaia di morti, resta nella memoria di chi allora era ragazzo come l’anno della Luna conquistata, il 2020 sarà ricordato come il tempo «sospeso» del Covid 19, della reclusione a prescindere, della caduta improvvisa, del distacco sociale, di mortificazioni infine, emozionali oltre che civili.

 

Lei parlava di «pesti» morali e politiche, tra le due guerre mondiali. Trova delle relazioni con quella che ha riferito all’oggi?

 

Sì, è così. Sono ravvisabili, seppure obliquamente, delle analogie tra l’oggi e quella stagione del Novecento, quando l’Europa finì con il trovarsi al centro di una grande catastrofe morale e civile, che avrebbe provocato cinquanta milioni di morti e, tra questi, lo sterminio nei lager di milioni di ebrei, omosessuali, zingari, oppositori politici. Nel 1935, quando Hitler si proponeva ancora come un moderato «uomo di pace», mentre emanava le leggi di Norimberga, Johann Huizinga congedava alle stampe La crisi della civiltà, in cui con grande lucidità denunciava il declino della razionalità occidentale, che passava attraverso le teorie e le persecuzioni razziali, la repressione politica, l’umiliazione delle minoranze e, in ultima istanza, la preparazione della guerra. Anche oggi si è ad uno snodo pericoloso, in cui aleggiano progetti crepuscolari, che pure si presentano come innovativi e progressisti, in grado di trarre il meglio dalle tecnologie telematiche per migliorare la condizione umana. Si pianifica, e non è più uno scherzo, la scuola «da remoto», si rigetta la storia come un cascame inutile, si manifesta avversione per la conoscenza, per lo studio pensoso, mentre, accampando presunte cause di forza maggiore, si tende a rovesciare i paradigmi della trasparenza. Appare istruttivo infine che si cerchi di far passare la democrazia, aperta per definizione, attraverso il cappio di piattaforme telematiche chiuse, paradossali, gestite da privati, a latere, in maniera privatistica.

 

Quale futuro, a Suo avviso, per la società attuale? 

 

A dispetto degli allarmismi, la lettura del fenomeno epidemico fa ritenere, ragionevolmente, che il peggio stia passando, soprattutto in Europa. L’infezione ha seguito dei percorsi in fondo «logici», incanalandosi lungo le aree più interconnesse della Terra. Proveniente dalla provincia industriale e finanziaria dell’Hubei, in Cina, ha infettato maggiormente la Lombardia in Italia, la regione di Parigi in Francia, le aree di Barcellona e Madrid in Spagna, lo Stato di New York negli USA, le città più avanzate del Brasile, e così via. Sono state sconfessate, evidentemente, le analisi di esperti e comitati tecnico-scientifici che prevedevano catastrofi epocali in Africa, nell’America Latina più povera, nel Sud d’Italia, nei campi profughi della Grecia. Eventuali ritorni nelle aree già infettate si renderanno perciò «isolabili», di conseguenza gestibili in condizioni di relativa normalità. Non c’è tuttavia da illudersi. La sarabanda allarmistica sta già aggiornandosi, mossa ancora dai «fantasmi» che opprimono questa modernità avanzata. Ed è importante che a tutto ciò venga posto un argine. Si annunciano anni difficili ma il mondo civile può riuscire ad agguantare il timone della storia. Occorrono iniziative imponenti di rinascita morale e culturale, in difesa della democrazia. Si pensi alle resistenze d’Europa, alle Primavere e al migliore Sessantotto, che pose in campo, al di là dei radicalismi violenti, la generazione del Vietnam. Per stringere infine sull’Italia, occorre affermare con chiarezza che le libertà e i diritti, conquistati con affanni e olocausti, non sono negoziabili, le garanzie costituzionali vanno difese a prescindere, come è da difendere l’istruzione, dalle elementari all’università, dalle manovre di chi, ancora sotto l’influsso delle «pesti», vorrebbe virtualizzarla. Si prenda atto che il mondo telematico è solo un mezzo, da cui trarre informazioni, per organizzare meglio la vita. Risalire china è, in definitiva, possibile, ma è fondamentale che il Paese civile, ben al di là delle polarizzazioni dell’odio, alzi lo sguardo e getti in campo, con determinazione, la sua forza tranquilla, le sue risorse morali e il suo buon senso.

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Taormina – Lutto nel comprensorio di Taormina e nel mondo della lirica per la scomparsa del tenore Aldo Filistad. Il noto cantante lirico taorminese, che aveva 85 anni,  è stato un artista di tutto rispetto. Per oltre 40 anni sulla scena, è stato uno dei cantanti lirici più quotati in campo internazionale. A ricordare l’amico è il cantante folk Bruno Di Bernardo che, qualche anno fa, lo coinvolse nello spettacolo “Omaggio a Giuseppe Di Stefano”, presentato dallo stesso Di Bernardo il quale riorda: “Sono davvero rammaricato per la morte di Aldo Filistad un amico fraterno. Ho tanti ricordi di lui ed in particolare dei due concerti che qualche anno fa ebbi l’onore di presentare dove Aldo fu uno degli ospiti principali e venne premiato con il Premio alla carriera. Cosa posso dire di lui? Aldo è stato il ragazzo del sud con un sogno del cassetto che, un bel giorno, preso dalla passione per il canto lascia la propria terra con pochi versi in tasca e, dopo lunghi anni di sacrifici a Milano, il suo sogno diventa realtà. Di lì a pochi anni, la gloria lo bacia, l’Operà di Parigi lo consacra nel tempio della Grande Musica. Quel ragazzo del sud diventa ben presto un grande artista acclamato ed osannato per oltre 40 anni sulla scena lirica internazionale. Di lui possiamo dire che è fra i pochi cantanti lirici che può vantare una carriera brillante, una voce intramontabile, un artista di tutto rispetto che ha portato il vessillo di Taormina, nei teatri più importanti del mondo.”  Uno dei due spettacoli che ha ricordato Di Bernardo fu il concerto d’Autunno intitolato “Omaggio al tenore Giuseppe Di Stefano”.  Direttore artistico del concerto e presentatore della serata fu proprio Bruno Di Bernardo il quale coinvolse per l’occasione un gruppo di artisti di caratura internazionale. La serata, organizzata a Giardini Naxos, oltre ad Aldo Filistad vide protagonisti anche Leonardo Marzagalia (maestro concertatore) uno dei pianisti italiani più quotati fra i migliori esperti di spartiti del concertismo internazionale; il baritono veneziano Silvio Zanon voce di grande potenza calda e travolgente specialmente nei toni drammatici; la cantante lirica milanese Chiara Angella che vanta un intensa attività concertistica; il soprano Manuela Cucuccio; il chitarrista Massimiliano Anastasi, il famoso pianista giardinese Giuseppe Gullotta, i violinisti Giovanni Cucuccio, Marco Giufrida, Maurizio Longo (viola) e Carlo Salerno (violoncello). Aldo Filistad nel corso di quella serata cantò varie aree e canzoni popolari, tra queste, “Recondita armonia” (Tosca), “La donna è mobile” (Rigoletto), “Nessun Dorma” (Turandot), “I’ te vurria vasà”, “Tu ca nun chiagne”, “E vui durmiti ancora” per concludere con la celebre romanza “Libiam ne’ lieti calici” (Traviata).

Conosciamo meglio il tenore attraverso una breve biografica. Aldo Filistad è stato un artista di tutto rispetto, da oltre 40 anni sulla scena. E’ stato uno dei cantanti lirici più quotati in campo internazionale.  Tenore di Taormina, ha studiato canto al Liceo Bellini di Catania con Santonocito, si è perfezionato a Milano con il Maestro Ghiradini. E’ fra i pochi cantanti che hanno saputo dominare lo spartito e dare interpretazione, anche teatrale, del loro personaggio. La sua voce è solare dall’impasto argenteo, ricca di armonici, con accenti passionali, elegante nel fervore della dizione scolpita  e nel calore del fraseggio, con facile estensione fino al DO diesis 4°. Vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale di Ginevra, debutta al Nuovo di Milano con l’Amico Fritz di Mascagni.

Il vero esordio avviene in Francia, quando Gilbert Becaud lo sceglie come protagonista nella sua Opera D’Aran diretta dal celebre M° Georges Prètre al teatro Champs Elisèes e all’Opera Comique di Parigi. Il successo è così assoluto che lo proietta direttamente al Gran Teatro dell’Operà e ai vertici della scena internazionale.

E’ stato acclamato e osannato nei teatri principali di mezzo mondo. Fra i più importanti: Operà di Parigi, Real di Madrid, Coliseo di Lisbona, Colon di Bogotà, Sang-Sol di Seoul, Royal di  Taiwan, Staats’Oper di Vienna, Festival di Salisburgo, Oper Haus di Amburgo, di Berlino, Francoforte, Monaco, Zurigo, Berna, Liegi, Carlo Felice di Genova, Arena di Macerata, di Benevento, di Verona, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Bellini di Catania, Teatro Antico di Taormina. Ha cantato sotto la direzione di celebri maestri quali Molinari-Pradelli, G. Prètre, Hans Graf, Alain Guingal, a fianco di artisti famosi come F. Cossotto, P. Cappuccilli, Mariella Devia, con un repertorio lirico e drammatico come: Bohème, Tosca, Rigoletto, Butterfly, Elisir, Cavalleria Rusticana, Lucia di Lam. Traviata, Gioconda, Manon Lescaut, Andrea Chenier, Pescatori di Perle, Romeo e Giulietta, Faust, Nabucco, Carmen, Turandot, Norma, Tabarro, Aida, Trovatore.

Il funerale del tenore Aldo Filistad è stato programmato per venerdì 22 maggio 2020 alle ore 11, presso la cattedrale di Taormina.

Bruno Di Bernardo e Aldo Filistad

Bruno Di Bernardo e Aldo Filistad

Aldo Filistad nella serata "Omaggo a Di Stefano"

Aldo Filistad nella serata “Omaggo a Di Stefano”

Bruno Di Bernardo accoglie sul palco Aldo Filistad

Bruno Di Bernardo accoglie sul palco Aldo Filistad

Il tenore Filistad canta

Il tenore Filistad canta

Il tenore Filistad e la soprano Manuela Cucuccio

Il tenore Filistad e la soprano Manuela Cucuccio

Il premio alla carriera consegnato a Filistad nel concerto di Natale  del 2015

Il premio alla carriera consegnato a Filistad nel concerto di Natale del 2015

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Il Partito Democratico di Giardini Naxos con un comunicato ha rivolto un appello ai sindaci del Comprensorio ed in particolare al Primo cittadino di Giardini Naxos affinchè chiedano al Presidente della Regione il ripristino del servizio di sorveglianza delle spiagge libere considerato il fatto che l’emergenza coronavirs impone una serie di regole per tutti coloro che vanno a mare nelle spiagge libere. Di seguito riportiamo il testo del comunicato del Pd:

Il Partito Democratico di Giardini Naxos, vista la difficile situazione sociale ed economica determinata dal Covid-19, in riferimento alla imminente stagione balneare, oltre ad esprimere solidarietà nei confronti dei lavoratori stagionali e degli operatori che esercitano attività di carattere turistico e commerciale, e di gestione  dei lidi balneari privati, denota grande preoccupazione per le sorti, ancora incerte, sui protocolli sanitari, di sicurezza e le modalità di utilizzo delle libere spiagge. Se è vero che nella gestione dei lidi privati sarà possibile il contingentamento, il mantenimento delle distanze e la sorveglianza, molto più difficile sarà fare tutto questo nei tratti di spiaggia libera. Pertanto, pur considerando la grave situazione economica dei Comuni che si stanno trovando senza le normali entrate tributarie , invita i sindaci, ed in particolare il sindaco di Giardini Naxos a richiedere alla Regione siciliana l’applicazione della legge regionale 17/98 per l’istituzione del Servizio di Sorveglianza e Vigilanza delle Spiagge Libere che dovrebbe garantire, almeno,  il contributo del 50 % della spesa totale, come recita l’art. 5 della stessa legge, per le modalità di utilizzo e fruizione in sicurezza delle nostre spiagge libere, e in ogni caso prevedere una somma in bilancio per l’utilizzo dei bagnini brevettati iscritti all’Ufficio di Collocamento, o altre iniziative utili per non far fallire la prossima stagione balneare.”

SANYO DIGITAL CAMERA

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Il Teatro GrecoGiardini Naxos (Me), 16 maggio 2020 – Bisognerà attendere qualche altro giorno per tornare a godere della bellezza dell’arte e del paesaggio nei siti del Parco Archeologico Naxos Taormina. Nonostante il tempestivo avvio dei cantieri dal 4 maggio scorso in vista della riapertura dei musei, prevista dal DPCM per lunedì 18 maggio, sono ancora in corso, in collaborazione con il concessionario Aditus, lavori e adeguamenti alle misure di sicurezza contro il contagio del covid-19.

Al Teatro Antico di Taormina, monumento icona della Sicilia che in tempi “no-covid” registra grandi flussi di visitatori, si lavora per l’installazione dei tornelli per l’ingresso individuale: un filtro che distanzierà i turisti evitando assembramenti nell’area della biglietteria principale di via Teatro Greco e, a seguire, nel secondo ingresso di via Bagnoli Croce; contestualmente, nello stesso ingresso, sono ripresi i lavori dell’Enel per lo spostamento della cabina, mentre su uno dei Belvedere procede il cantiere per la trasformazione dell’edificio Ex Semaforo in una spettacolare caffetteria affacciata sul mare che, secondo il nuovo cronoprogramma post-covid, sarà pronta ad agosto. A Naxos, infine, si sta installando la nuova segnaletica lungo l’Area archeologica dell’antica polis greca.

 La direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano, spiega: “Raccogliendo le istanze della comunità di Taormina e Giardini, duramente messe alla prova dallo stop di questi mesi, e consapevoli che la riapertura dei siti monumentali rappresenta un fattore di attrazione per rimettere in moto l’economia del territorio così fortemente legata al turismo, sia pure di prossimità in questa prima fase, ci siamo attivati da subito per gli adeguamenti previsti dalle misure anti-covid. E poiché è indispensabile garantire salute e sicurezza sia ai visitatori, che alle maestranze e ai custodi del parco, chiediamo di pazientare ancora qualche giorno in vista della riapertura che, come annunciato, prevede in particolare per Taormina l’esperienza suggestiva delle visite serali e sotto le stelle”.

Fra le novità anti-covid in arrivo figurano l’ingresso solo con biglietto elettronico (e lettura digitale del QRcode), misurazione della temperatura corporea e visitatori muniti di DPI (dispositivi di protezione individuali), ossia guanti e mascherina propri. Proseguono, intanto, con cadenza periodica gli interventi di sanificazione delle aree comuni, dei reperti e delle aree espositive in tutti i siti del Parco: Museo di Naxos, Teatro Antico di Taormina e Isola Bella.

Cantiere in Via Teatro Greco

Cantiere in Via Teatro Greco

Parco Archeologico Naxos – Taormina

Il Parco archeologico, oggi denominato di Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 il Parco ha la gestione di alcuni tra i più importanti siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo Archeologico di Naxos con le sue collezioni; il Teatro Antico di Taormina; Villa Caronia; il Museo naturalistico di Isolabella, le aree archeologiche di Taormina e Francavilla.

Dal 2019 sono gestiti dal Parco, Palazzo Ciampoli (Taormina) e il Monastero e Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo) e si attesta all’Ente anche Castel Tauro. Dal giugno 2019 il Parco è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi, mentre il sito di Naxos è sesto nella classifica italiana – figurano il G7 nel maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2019 i siti gestiti dal Parco Naxos Taormina hanno sforato, per la prima volta, lo storico record di 1.033.656 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).

Sanificazione reperti antiquarium

Sanificazione reperti antiquarium

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Sono state tante le domande poste ai relatori, dagli studenti dell’Istituto “San Francesco di Sales” – Salesiani Cibali di Catania, che hanno partecipato all’incontro in videoconferenza dedicato alla legalità e promosso dal Miur. Le domande hanno vivacizzato la videoconferenza alla quale hanno partecipato: il generale di brigata Diodato Abagnara, il cappellano militare del Reggimento “Cavalleggeri Guide” di Palermo don Claudio Mancusi, il coordinatore del progetto Miur  “Legalità nelle scuole” avv. Cristian Petrina  e la referente per Catania prof.ssa Giovanna Micale.

A partecipare alunni della terza media con la prof.ssa Raffaella Musmeci e gli studenti del IV e V ginnasio, con la prof.ssa Sarah Donzuso. L’evento è stato dinamico e i  due gruppi di studenti, hanno formulato diverse domande, ne citiamo alcune:  Si raggiungerà la parità tra uomo e donna, così come previsto dall’Agenda 2030? I giovani hanno coscienza del fenomeno mafioso? In tempi di Covid, il senso civico è aumentato o diminuito?

Gli studenti sono stati coinvolti dagli argomenti trattati in videoconferenza, per loro è stata una lezione a distanza, servita a  rafforzare l’offerta formativa dell’Istituto, che da sempre punta su progetti degni di significato: il generale  Abagnara, in collegamento da Londra, ha evidenziato ai giovani l’importanza delle attività lavorative svolte dall’Esercito e in generale dalle Forze Armate, ma anche l’importanza dei diritti e dei doveri dei cittadini. Don Claudio, ha trattato l’argomento della formazione civica di ogni singolo cittadino e sopratutto dei giovani, uomini e donne del domani che, nella famiglia, devono trovare i primi insegnamenti per sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato.

La prof.ssa Micale a fine incontro ha dichiarato:L’evento formativo e culturale è servito alle  varie realtà per intraprendere un cammino comune lungo la strada della legalità”. L’avv. Petrina si è dimostrato soddisfatto, per la dinamicità dell’evento ed ha voluto evidenziare: “Al tempo del Covid19 la didattica a distanza consente di fare nuove esperienze e di unire mondi diversi: questa ne è stata una chiara testimonianza“.

Gli incontri in videoconferenza proseguiranno anche nella prossima settimana, per ricordare le vittime di mafia alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci.

La Video Conferenza

La Video Conferenza

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Giardini Naxos (Me)- Parte da Giardini Naxos, da una iniziativa dell’aggregazione “Ritorna in superficie Giardini Naxos-Veroux sindaco”, la campagna pubblicitaria “La bellezza ha un indirizzo: Giardini Naxos”, in collaborazione con alcuni artisti giardinesi, finalizzata a promuovere l’immagine della prima colonia greca di Sicilia attraverso spot pubblicitari che hanno come protagonisti gli esercenti delle attività commerciali e turistiche del territorio giardinese.

 L’iniziativa è stata concepita come un gesto di solidarietà nei confronti degli operatori turistici della cittadina turistica jonica, messi in ginocchio dall’emergenza sanitaria Cov-19  e, al contempo, vuole essere un modo concreto per contribuire a richiamare sul territorio un turismo di prossimità, così come consentito dalle recenti norme regionali e nazionali. A curare l’organizzazione della kermesse sono Angela Lombardo Presidente dell’associazione scientifica culturale “Mea Lux” e Francesca Crea intrattenitrice di eventi musicali.

A spiegare come nasce l’idea di realizzare una campagna promozionale con noti artisti locali per rilanciare l’immagine della città nell’imminenza della nuova stagione estiva è Angela Lombardo la quale spiega:

L’idea è nata dal fatto che, molti operatori del settore turistico, per effetto dell’emergenza da Coronavirus, si sono visti cancellare le prenotazioni e sono stati costretti a riaprire a stagione inoltrata, sentendosi quindi impotenti e spaesati nell’incertezza di come andranno le cose nell’immediato futuro.

L’aggregazione, sebbene sia consapevole che fronteggiare la crisi economica causata dall’emergenze sanitaria non sarà cosa facile, soprattutto in mancanza di certezze sull’evolversi della situazione, non intende rimanere inerme e vuole dare un contributo di solidarietà agli operatori turistici. A tal proposito, ha pensato di mettere in atto alcune strategie per incoraggiare i turisti, soprattutto quelli  isolani, a trascorrere le loro vacanze a Giardini Naxos, che, per nostra fortuna, è una delle località turistiche le più belle al mondo.

Il progetto intende coinvolgere, in modo sinergico, risorse culturali, artistiche e professionali del territorio per una promozione turistica a vantaggio dell’indotto commerciale giardinese, (bar, negozi, pizzerie, ristorantini, locali da ballo, recezione alberghiera ecc.). Attraverso vari testimonial, che sono stati coinvolti nel progetto, vogliamo realizzare dei messaggi video da veicolare atraverso i social che richiamino il turismo di prossimità.  L’obiettivo è quello di  invogliare quanti intendono fare una vacanza a scegliere come meta per un soggiorno Giardini Naxos.

Sono tanti i nomi degli artisti giardinesi che con generosità ed entusiasmo hanno aderito a tale progetto, ne citiamo alcuni: i cantautori folk Rosario Todaro e Maria Russell, il baritono Salvatore Todaro, il tenore Franco La Spada, la soprano Elisa Moschella, il cantautore Luigi Di Pino,  il chitarrista Francesco Buzzurro, la scenografa e stilista Cristina Russo, la stilista catanese di origine giardinese  Maria Giovanna Costa,  la stilista Simona Gullotta, il pittore Pippo Foti, il pittore Vincenzo Azzolina e lo scultore Turi Azzolina. Testimonial d’eccezione di questa iniziativa il mecenate Antonio Presti, il quale con grande professionalità, umanità e amore per la propria terra ha saputo coniugare arte e turismo, attraverso vari progetti, come la creazione di un museo a cielo aperto che è la Fiumara d’Arte di Motta D’affermo. 

A questo punto” conclude Angela Lombardovorrei ringraziare gli artisti che hanno generosamente aderito al progetto, e ci auguriamo che altri possano aggiungersene altri per dare vita ad un cordone umano di solidarietà e di generosità all’insegna della cultura, dell’arte e della musica.”

1  BAIA DI  GIARDINI NAXOS

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BENI CULTURALI/Sicilia e Fase 2: ripartono i cantieri al Parco Naxos Taormina

Al Teatro Antico ripresi i lavori della nuova caffetteria “Semaforo” con panorama mozzafiato sul mare

Il Direttore del Parco, Gabriella Tigano: “Archiviato il 2019 con lo storico record di oltre 1 milione di presenze nei tre siti, ci prepariamo dopo lo stop alla riapertura al pubblico: in arrivo abbonamenti annuali per singoli e famiglie a prezzi popolari per una grande bellezza no-limits”

Giardini Naxos (Me), 6 maggio 2020 – Lo storico traguardo del 2019, con il raggiungimento del record del milione di visitatori – 1.033.656 presenze tra Taormina (888.516), Isola Bella (126.004) e Naxos (19.136): 40mila in più rispetto al 2018, fermatosi a 993.668 – è ormai un ricordo e il Parco Archeologico Naxos Taormina, guidato dall’archeologa Gabriella Tigano, con l’ingresso del Paese in Fase 2 si rimbocca le maniche in vista della riapertura effettiva dei siti dopo la pausa di due mesi imposta dall’epidemia del coronavirus. Proseguono i periodici interventi di sanificazione a base di perossido di idrogeno sia delle aree espositive e dei reperti, come delle aree di lavoro di custodi e addetti del Parco.

 Da lunedì 4 maggio sono tornati operativi alcuni cantieri del Parco, in particolare al Teatro Antico di Taormina sono in programma tre interventi: si lavora all’edificio nominato “Ex Semaforo”, sul belvedere più alto del promontorio del teatro, destinato a diventare un’esclusiva caffetteria “sospesa” tra cielo e mare, nel blu dello Jonio: un luogo magico, che invita al relax e alla placida contemplazione di un panorama straordinario. Da mercoledì 6 sono ripartiti i lavori dell’Enel per lo spostamento della cabina, che libererà dei volumi importanti nell’area retrostante il teatro destinati ad ulteriori servizi igienici per i visitatori, mentre fra i lavori programmati – e funzionali alle misure di sicurezza della Fase 2 – c’è l’installazione dei tornelli a fianco delle biglietterie, per distanziare i visitatori ed evitare capannelli all’ingresso.

 “Siamo in attesa – spiega Gabriella Tigano delle linee guida nazionali e regionali in merito alla gestione in sicurezza dei siti archeologici e dei musei, sugli ingressi contingentati e le distanze. Ma intanto ci stiamo preparando alla riapertura al pubblico prevista per il 18 maggio in collaborazione con Aditus, la società di servizi aggiuntivi che cura la biglietteria, predisponendo l’acquisto di strumenti per la misurazione della temperatura, di gel igienizzanti e mascherine e proseguendo con la sanificazione degli ambienti comuni fatta anche in questi due mesi di chiusura. L’accesso al teatro di Taormina e all’area archeologica di Naxos, spazi molto grandi, non porrà significativi problemi di contingentazione, ma per il museo di Naxos e di Isola Bella dovremo prevedere ingressi scaglionati. Per venire incontro ai visitatori, e riannodare il rapporto con le comunità del territorio, molto presto introdurremo degli abbonamenti a prezzi popolari e destinati anche ai residenti occasionali. Saranno individuali o familiari, per uno o tutti e tre i siti così da poter venire a vedere i monumenti anche per semplici passeggiate quotidiane, godendo della quiete, del verde e della bellezza del paesaggio che, come Parco Naxos Taormina, sono il tratto distintivo della nostra offerta culturale. E con la bella stagione in arrivo programmeremo le visite serali, sotto le stelle al Teatro antico. Sarà impossibile ripetere i numeri straordinari dello scorso anno, ma siamo certi che un poco alla volta, imparando a convivere con il Covid-19, tutti noi torneremo a cercare la bellezza e la memoria del passato, beni dei quali l’umanità – abbiamo imparato – non può assolutamente fare a meno”.

 Fra le attività programmate dal Parco per le prossime settimane, figura l’imminente installazione della nuova segnaletica, analoga a quella introdotta lo scorso anno al teatro di Taormina, nell’area archeologica di Naxos. I totem, oltre a suggerire due itinerari di visita – uno breve e l’altro più lungo, a seconda del tempo a disposizione –, orienteranno il visitatore alla conoscenza diretta dei luoghi-chiave della vita nell’antica polis greca: dalle case al santuario, dalle mura di fortificazione ai resti del tempio, dalle fornaci (dove si realizzavano stoviglie e simulacri da offrire alle divinità) alla Torre Vignazza attraversando gli incroci stradali di platèiai (strade grandi) e stènopoi (strade piccole). Nuova segnaletica in arrivo anche per il centro abitato di Taormina, con analoghi totem che, dalla funivia, al terminal bus e fino alla Villa Comunale e Isola Bella, saranno un presidio informativo per tutti i visitatori.

Prosegue per Francavilla di Sicilia, il lavoro per il nuovo allestimento permanente dell’Antiquarium di all’interno di Palazzo Cagnone. Grazie allo smart working e a una piattaforma condivisa, accessibile anche da remoto, in questi due mesi i vari professionisti del Parco hanno potuto proseguire la progettazione per integrare l’allestimento tradizionale con strumenti digitali, ossia un video introduttivo e la sala immersiva. L’apertura è in programma per fine giugno.

PNT, Gabriella Tigano, direttrice Parco Archeologico Naxos Taormina

PNT, Gabriella Tigano, direttrice Parco Archeologico Naxos Taormina

Parco Archeologico Naxos – Taormina

Il Parco archeologico, oggi denominato di Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 il Parco ha la gestione di alcuni tra i più importanti siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo Archeologico di Naxos con le sue collezioni; il Teatro Antico di Taormina; Villa Caronia; il Museo naturalistico di Isolabella, le aree archeologiche di Taormina e Francavilla.

Dal 2019 sono gestiti dal Parco, Palazzo Ciampoli (Taormina) e il Monastero e Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo) e si attesta all’Ente anche Castel Tauro. Dal giugno 2019 il Parco è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi, mentre il sito di Naxos è sesto nella classifica italiana – figurano il G7 nel maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2019 i siti gestiti dal Parco Naxos Taormina hanno sforato, per la prima volta, lo storico record di 1.033.656 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).

Info pubblico 0942 51.001 – 0942 628.738

 

 

Sanificazione a Villa Caronia (Taormina), sede direzionale del Parco

Sanificazione a Villa Caronia (Taormina), sede direzionale del Parco

Teatro Antico, cantieri futura caffetteria Semaforo, al belvedere

Teatro Antico, cantieri futura caffetteria Semaforo, al belvedere

Teatro Antico, lavori alla cabina ENEL

Teatro Antico, lavori alla cabina ENEL

Teatro Antico, maggio 2020

Teatro Antico, maggio 2020

Antiquarium, sanificazione (esterni)

Antiquarium, sanificazione (esterni)

Antiquarium, sanificazione

Antiquarium, sanificazione

 

 

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Giardini Naxos (Me) – Il turismo al tempo del coronavirus: prospettive e strategie” è il titolo del tema affrontato nel corso di una conferenza andata in onda attraverso i social promossa dall’aggregazione civica di Giardini Naxos “Ritorna in superficie Giardini Naxos- Veroux sindaco. L’incontro ha visto come protagonista un autorevole esperto di turismo interpellato per dibattere su un tema tanto delicato nel tentativo di trovare strategie concrete per l’imminente stagione turistica, compromessa dall’emergenza coronavirus.

L’esperto invitato è stato il dott. Franz Cannizzo, consulente di direzione e organizzazione d’impresa, responsabile di Nuovaimpresa, manager con esperienza nazionale ed internazionale nel settore turistico.

A coordinare l’incontro ed introdurre gli ospiti è stata Angela Lombardo, presidente dell’associazione scientifico-culturale “Mea Lux” la quale, all’apertura dei lavori, ha sottolineato che l’iniziativa di organizzare un incontro sul turismo con un esperto nasce dalla volontà dell’aggregazione civica di essere presente sul territorio, attraverso varie attività, proprio in un momento così difficile come quello che tutta la comunità sta vivendo.

Presente all’evento social anche il candidato sindaco delle prossime amministrative  Antonio Veroux, il quale, dopo i saluti, ha evidenziato come  questa esperienza assolutamente nuova di emergenza sanitaria, trasformatesi sin da subito in emergenza economica, lo abbia spinto a promuovere tale conferenza per porre attenzione  al settore turistico, quello maggiormente in crisi in una località turistica quale è Giardini Naxos, al fine di poter dare ai propri concittadini qualche spunto e opportunità per conoscere e valutare quale sarà il prosieguo della vita sociale ed economica nel territorio giardinese.

Prendendo la parola, il dott. Fraz Cannizzo ha brillantemente sintetizzato come il lockdown messo in atto  per contenere il contagio da coronavirus abbia interessato tutte le attività, portando l’intero territorio nazionale ad una recessione economica di immani proporzioni. Nel proseguo del suo intervento, l’esperto ha evidenziato l’esigenza di immettere sul mercato finanziamenti pubblici, affinché questi flussi possano  attutire il crollo della creazione di ricchezza che fino a qualche settimana fa era sostenuta dall’industria, dal commercio, dall’agricoltura e dal turismo. “I programmi europei ad oggi non utilizzati, anche a causa della lenta burocrazia siciliana che si muove come l’elefante nella cristalliera,ha spiegato il dott. Cannizzo- possono costituire una valida possibilità per far ripartire il comparto turistico. Tenuto conto che la regione Sicilia è una delle regioni con il numero più basso di contagiati, grazie forse al clima, alle condizioni ambientali – ha continuato il dott. Cannizzo – “possiamo pensare sin da subito di far ripartire il turismo isolano, in attesa che il turismo ritorni in Sicilia anche da altre regioni e dall’estero, sicuramente non prima del prossimo anno”. L’ospite ha poi concluso il suo intervento con una nota di speranza e di coraggio, dicendo: “Il punto più buio della notte è quello vicino all’alba, quindi iniziamo a prepararci e rimboccandoci le maniche mettiamo da parte il pessimismo della ragione. Adesso c’è bisogno dell’ottimismo della volontà, la volontà del fare”. Al termine dell’intervento del dott. Cannizzo c’è stato un proficuo confronto con alcuni esponenti dell’aggregazione. Sono intervenuti l’Ing. Claudio Vecchio che ha parlato di “turismo degli affitti brevi”, l’Ing. Giovanni Lo Turco che ha suggerito varie strategie per far aumentare il flusso del turismo isolano, il dott. Mario Tamà il quale ha invece discusso sulle aspettative del turismo legato allo sport.

A concludere gli interventi il giornalista dott. Rosario Messina, direttore di Sicilia Felix, il quale ha evidenziato che, mai come in questo momento di emergenza sanitaria ed economica la Comunicazione ha avuto un importanza strategica e funzionale per veicolare tutte le informazioni sull’andamento dell’emergenza. “Questo è un fatto” ha aggiunto il giornalista “che ci deve fare riflettere perché cosi come la comunicazione attraverso i mass media ed i social è stata importante in questa prima fase, lo sarà ancora di più nella fase 2 quando sarà necessario promuovere i nostri siti turistici, i nostri beni culturali, le nostre località facendo conoscere al mondo che si tratta di siti sicuri dal punto di vista sanitario e fruibili. Questo ruolo strategico della Comunicazione per la promozione del brand del territorio, non potrà però espletare a pieno regime la sua funzione fino a quando non verrà, specie in Sicilia, adeguata la normativa per l’attivazione degli uffici stampa in tutte le pubbliche amministrazioni ed in particolare negli enti locali che sono le prime realtà locali del nostro tessuto sociale deputate a promuovere il proprio territorio ed il proprio brand. Occorre sensibilizzare le istituzioni per promuovere, a tutti i livelli, un nuova cultura della Comunicazione poiché, ad  esempio,  fino  a quando” ha concluso il giornalista “in Sicilia, capitali del turismo come Taormina, Giardini Naxos, Letojanni o i nostri parchi archeologici ed i nostri musei, non attiveranno i loro uffici stampa, avremmo perso occasioni importanti per promuovere la nostra terra con effetti devastanti che sono immaginabili anche per la nostra economia che vive, prevalentemente di turismo. 

A conclusione dell’evento il candidato sindaco ha espresso grande soddisfazione per gli spunti che sono emersi durante il dibattito e, dopo aver ringraziato i partecipanti, ha salutato il dott. Cannizzo auspicando che ci possa essere un successivo incontro in cui si torni a parlare del delicato tema “poiché” ha concluso Veroux – “penso che altri di questi incontri debbano essere programmati al servizio della città e dei cittadini giardinesi, che in modo particolare hanno le loro vite legate al turismo”.

Il dott. Franz  Cannizzo

Il dott. Franz Cannizzo

1  Angela Lombardo

Angela Lombardo

Antonio Veroux

Antonio Veroux

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