SETTEMBRE 2019
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letojanni

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La risposta che si attendeva alla fine è arrivata. Vittoria doveva essere e vittoria infatti è stata. Senza troppi problemi e con la consapevolezza che, quando c’è da tirar fuori l’orgoglio e la voglia di rivalsa, la Savam Costruzioni Volley Letojanni risponde sempre presente. Così è stato almeno ieri pomeriggio, contro un’Angelina Saber Palermo che, sul parquet del Pala “Letterio Barca”, non è riuscita a vendicarsi della debacle dell’andata portata a compimento proprio da un Letojanni caparbio e mai domo. Ad ottobre l’armata guidata dall’allora tecnico Ferrara  conquistò i primi tre punti della stagione,  battendo i ragazzi di mister Gurrieri per 3 a 0. Ieri gli stessi elementi, guidati però da Centonze, hanno fatto la stessa cosa. Un risultato pieno che proietta il sestetto jonico a quota 25 punti in classifica, a + 4 dai palermitani che venivano da due affermazioni consecutive (la prima contro il Cinquefrondi per 3 a 2 e la seconda con la Tonno Callipo per 3 a 0) ma che si sono dovuti arrendere ad una squadra rigenerata dopo la sconfitta casalinga con il Raffaele Lamezia. La gara disputata contro i calabresi rappresenta comunque il passato e ciò alla luce di una prestazione eccellente sfoderata in tutti i fondamentali da parte di tutti gli elementi, compreso il centrale Remo, ritornato a livelli alti dopo le tre giornate di squalifica inflittegli per i fatti di Cinquefrondi. Un roster, quello messinese, che ha dato dimostrazione di essere ancora in corsa per recitare un ruolo importante nel guazzabuglio play-off. Un sogno che ancora nutrono in tanti e che non sarà messo da parte per niente al mondo. Le condizioni per arrivare in alto d’altronde ci sono tutte. E a sostegno di tale tesi vi è una partita – quella di ieri – che iniziava con un Letojanni attivo sia sulle corsie laterali che al centro e con Schifilliti e compagni che si opponevano in un testa a testa avvincente fino al 4 pari. Da qui in poi il Letojanni tentava di seminare gli avversari, piazzando un break di 4 punti e andando dunque sull’8 a 4.  Il Palermo chiamava allora time-out e al ritorno in campo la situazione  cambiava  di molto, con Geraldi ed i suoi che cercavano riprendersi con successo, visto che si appostavano sull’8 a 8. Un testa a testa che terminava sul 10  pari, visto che i letojannesi, sfruttando diversi errori degli ospiti in fase di attacco, scavavano un solco di ben 4 lunghezze ed andavano nell’arco di pochi minuti sul 14 a 10 a proprio favore. Il distacco a questo punto si riduceva a causa di qualche errore di troppo dei locali che, subito dopo aver subìto il 14 a 13, riuscivano a mettere giù palloni pesanti, aumentando così il vantaggio fino al 18 a 13 grazie a buone combinazioni tra regia, attacco e muro. Poi un assoluto dominio dei letojannesi spianava la strada verso un 25 a 17, grazie ad una serie di muri, l’ultimo dei quali di Schipilliti. Tutt’altra storia il secondo parziale, nel corso del quale Letojanni e Palermo rimanevano sempre attaccati punto a punto fino al 20 a 20. Dopo circa mezz’ora di batti e ribatti la Savam riusciva ad avanzare sul 23 a 21; punteggio che metteva in guardia Gurrieri costretto a chiamare tempo per rigenerare i suoi. Ma al ritorno in campo due punti di Remo, di cui uno a muro, chiudevano la contesa sul 25 a 22. Si andava dunque al terzo set che cominciava con una partenza sprint dei messinesi che arrivavano sul 4 a 1 prima di essere ripresi dagli avversari sul 4 pari, grazie ad un break di 3 punti messi a terra consecutivamente. Ma sul pari Princiotta e Mazza aumentavano la loro incisività e precisione nelle giocate e si portavano su un 8 a 5, che veniva dilapidato nell’arco di pochi istanti. Sul 9 a 9 due amnesie ospiti riportavano i peloritani sul 12 a 10, prontamente recuperato da La Rosa and company sul 13 pari. E proprio su questo punteggio si palesava la svolta della partita: un pallonetto di Schifilliti e due ace di Mazza conducevano i locali sul 16 a 13, con Corso e Remo che confezionavano il 18 a 13 (l‘ultimo a muro). I palermitani tentavano di limitare invano le scorrerie con l’obiettivo di raggiungere  gli avversari che mantenevano il loro vantaggio fino al definitivo 25 a 19, firmato dal solito Remo. Affermazione importante, dunque, che dovrà trovare seguito effettivo la prossima settimana in casa della Tonno Callipo Vibo Valentia, sestetto contro il quale la Savam si è scontrata lo scorso anno, vincendo per 3 a 2 e approdando di diritto alle semifinali play-off per il salto in A2.

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI: Schifilliti 3, Schipilliti 6, Ruggeri L1, Nicosia L2, Remo 11, Princiotta 12, Mazza 10, Corso 11. N.E. Mastronardo, Pino. D’Andrea, Degli Esposti. ALL.: Centonze

ANGELINA SABER PALERMO: Brucia 8, Bellone 2, La Rosa 7, Nastasi L1, Teresi 7, Geraldi 3, Garofalo 3, Li Castri L2, Gruessner 13. N.E. Cappadonna, Ferro. ALL.: Gurrieri

SET: 25-17, 25-22, 25-19

ARBITRI: Rossino di Ragusa e Previtera di Catania

Il Mister Flavio Ferrara

Il Mister Flavio Ferrara

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Alla vigilia ci si aspettava quantomeno una scossa dal punto di vista caratteriale e sul fronte tecnico. Almeno secondo le previsioni della dirigenza che, la scorsa settimana, e precisamente all’indomani della brutta sconfitta per 3 a 2, rimediata con la Gupe Battiati Catania tra le mura amiche, aveva  tenuto una riunione con lo staff, l’allenatore e l’intera squadra per ridare coraggio e motivazioni. Un incontro nel corso del quale la Savam Costruzioni Volley Letojanni aveva chiesto maggiori sforzi ad una compagine, composta da capitan Schifilliti e compagni, che anche ieri, sul parquet calabrese di Cinquefrondi, ha ricommesso quasi gli stessi errori di sabato, lasciando nel reggino tre punti fondamentali per una classifica che adesso risulta davvero balorda rispetto all’inizio del torneo. E che quasi sicuramente porterà la società letojannese a fare scelte importanti per rivitalizzare un sestetto, intenzionato a vincere e ritornare a fare punti ma che anche in Calabria ha dovuto soccombere per 3 a 1 davanti ad un pubblico avverso e che non ha di certo aiutato la squadra dei fratelli Soraci, rimasta a quota 15 punti ma a sole 6 lunghezze dal secondo posto, occupato dalla Gupe, e ad altrettante dal Cinquefrondi che, con quest’affermazione, si porta a 21 punti. Numeri che per il momento non sorridono per niente ai siciliani che sfrutteranno la pausa natalizia per riprendersi dalle ultime batoste e tornare carichi contro il Modica di mister Benassi. Gara, questa, prevista per il 6 gennaio e che verrà preceduta da una serie di sedute di allenamenti necessarie per far sì che la squadra jonica riprenda la condizione fisica e si rimetta sui giusti binari. Nel frattempo però il piatto forte su cui discutere a lungo sarà proprio l’ultimo match perso e che poteva terminare diversamente qualora l’arbitro Braile di Cosenza, coadiuvato da Cupello, non si fosse reso protagonista di grossi errori di valutazione a discapito della Savam e che hanno il portato alla fine delle ostilità nel quarto set. Ma a dire il vero di svarioni arbitrali ce ne sono stati di altri e numerosi nel corso di tutta la gara che iniziava con un Letojanni ben messo in campo e concentrato, ma che sul 2 a 1 a proprio favore si faceva rimontare subito 3 a 2. Cinque minuti di testa a testa insomma che, poco a poco, si trasformava in un 6 a 2 per i locali che sfruttavano a dovere le imprecisioni dei letojannesi, andando sul 7 a 5 grazie alle diagonali dell’ex Laganà (per lui 23 punti totali). Proprio quest’ultimo conduceva i suoi sul 10 a 7 con un servizio impeccabile e dei colpi precisi sulle linee laterali: a sostegno anche il centrale Nardi e Chillemi che, dopo un muro e un ace, imprimevano lo slancio giusto per portarsi sul 12 a 7. Poi un ace di Mazza e una schiacciata di Schifilliti diminuivano lo svantaggio (13 a 11) e con il passare dei minuti il Letojanni cercava di agganciare gli avversari invano, visto che il divario cresceva di punto in punto a causa di errori in difesa degli ospiti. Il set pertanto scorreva velocemente a favore dei locali che concludevano in bellezza sul 25 a 18 dopo un pallonetto di Bellucci ed un attacco errato di D’Andrea. Si andava dunque al secondo parziale che cominciava con il Letojanni conscio dei  propri mezzi e che, dopo un testa a testa, andava sul 6 a 4 a proprio favore grazie ad i soliti spunti di Mazza. Ma un Laganà in forma smagliante ritornava in cattedra e rimetteva tutto a posto: nell’arco di pochi secondi il vantaggio di 4 punti dei letojannesi si dissolveva con un 8 a 6 del Cinquefrondi che cominciava a mettere giù palloni pesanti fino al 10 a 10. Da qui in poi la squadra di Polimeni prendeva il largo con Nardi che faceva 12 a 10 e lentamente allontanava i suoi compagni dagli avversari, completamente in balìa delle onde. Il sestetto calabrese scavava infatti un solco di ben 6 lunghezze, portandosi sul 19 a 13 grazie ad ottime manovre di Nardi e Dall’Agnol e alle stoccate del solito Laganà che, sul 20 a 14, realizzava l’ennesimo punto in battuta che valeva il 21 a 14. Poi show dei calabri che, in un batter d’occhio, con un altro ace di Laganà e un pallonetto di Bellucci riuscivano a vincere anche il secondo parziale per 25 a 14. Tutt’altra storia il terzo round, nel corso del quale il Letojanni appariva rigenerato in tutti i fondamentali: questo grazie all’inserimento di Mazza come falso opposto e di D’Andrea a posto 4 che ridavano energia ad un gruppo sfaldato e che sul 4 a 1 subiva un’altra “remuntada” dei locali. Questi ultimi arrivavano al 5 a 5 ma, minuto dopo minuto, dovevano per forza di cose arrendersi ad una Savam determinata a riaprire la contesa. Su tali basi gli ospiti confezionavano un 9 a 5 e un 12 a 7 che preoccupava il tecnico calabrese al punto da chiamare un time-out per scongiurare quello che sarebbe accaduto dopo. Ovvero la vittoria del parziale da parte dei letojannesi che, prima, scavavano un solco di ben 10 punti (20 a 10) e, dopo, giungevano facile sul 25 a 12, grazie ad una difesa e ad una ricezione attente e a muri sontuosi, l’ultimo dei quali alzato da Schifilliti. Letojanni di nuovo in partita dunque e che cominciava il quarto set punto a punto fino al 5 pari, quando i locali riprendevano la marcia e, sfruttando dei passaggi a vuoto della squadra messinese, si appostavano sul 10 a 7. Di mezzo i muri di Schipilliti e D’Andrea e i siluri di Laganà che si trasformavano prontamente in punti per un 11 a 8 che permetteva a Tofoli e compagni di gestire al meglio. Ma proprio su questo punteggio, D’Andrea faceva mani-out e punto a proprio favore, con l’arbitro Braile che chiamava palla fuori e concedeva il punto del 12 a 8 per i locali. Da qui un vespaio di polemiche cui seguiva uno scontro verbale tra il capitano della Savam, Schifilliti, e il direttore di gara che alla fine estraeva il cartellino rosso, sia per il numero 5 che per Princiotta. Tutto questo mentre tra gli spalti si respirava un clima incandescente, in seguito all’espulsione del centrale letojannese Remo, reo  per essere entrato in campo per sedare gli animi. Partita sospesa per qualche minuto e Letojanni che riprendeva a giocare con un 14 a 8 suo sfavore sul groppone che diventava subito 18 a 13. A questo punto la Savam mollava, cominciava ad arrancare e il sogno di giungere al tie-break si spegneva sul 25 a 18 con una bordata di un onnipresente Laganà. Sconfitta abbastanza netta anche se il risveglio nel terzo round ha fatto capire che, nella rosa jonica, la qualità non manca e che i peloritani, nel momento del cambio della formazione, hanno espresso un gioco migliore, riuscendo a vincere per 25 a 12 e dando dimostrazione che c’è tanta voglia di fare bene. E già da subito, visto che martedì inizierà ufficialmente un capitolo importante della stagione che porterà novità in un ambiente che crede ancora nei suoi beniamini.

JOLLY CINQUEFRONDI: Dall’Agnol 12, Laganà 23, Salomone (L), Nardi 9, Aprile 4, Bellucci 4, Chillemi 12, Bonati 1, Imbesi 1. N.e. Varamo, Limberger, Presta, Santacroce. ALL.: Polimeni

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI: Schipilliti 9, Schifilliti 9, Ruggeri (L1), Princiotta 8, Remo 5, D’Andrea 5, Corso 1, Mazza 19. N.e. Degli Esposti, Mastronardo, Pino, Scollo. ALL.: Ferrara

SET: 25-18, 25-14, 12-25, 25-18

ARBITRI: Braile e Cupello di Cosenza

0 320

Che l’avversario da affrontare sarebbe stato di grande spessore e con un potenziale tecnico, oltre che d’esperienza, di prim’ordine non vi erano di certo dubbi. Come non c’erano certezze assolute che la tenuta fisica degli atleti avrebbe retto per 2 ore e mezza senza subire scossoni o lievi involuzioni, dopo la vittoria ottenuta a Cosenza, al tie-break, la scorsa settimana. Ma una sconfitta per 3 a 2 sul rettangolo di casa non l’avrebbe pronosticata nessuno, alla luce del fatto che la Savam Costruzioni Volley Letojanni (serie B, girone H) veniva da tre affermazioni consecutive (l’ultima appunto in quel di Cosenza) grazie alle quali ha ottenuto finora un quinto posto di tutto rispetto. Contro la Gupe Volley Battiati di mister Petrone, tale risultato poteva essere migliorato di gran lunga qualora Schifilliti e compagni avessero fatto bottino pieno, concentrandosi soprattutto nel primo e quarto set, senza accusare passaggi a vuoto che hanno determinato alla fine un K.o davvero bruciante per come è arrivato. Un brusco stop frutto di una prestazione altalenante, visto che nel secondo e terzo la squadra di Ferrara ha espresso un gioco di livello, riuscendo a stare sempre in vantaggio sugli etnei, mentre nei restanti ha subìto le stoccate vincenti di Bonsignore e Saglimbene. In modo particolare nell’ultimo parziale nel corso del quale gli ospiti hanno dato il tutto per tutto senza far emergere alcuna sbavatura. Un roster che ha saputo sfruttare gli errori dei letojannesi che iniziavano bene il primo round, andando subito sul 3 pari nell’arco di qualche secondo. Da qui in poi la Gupe ingranava la marcia e si rilanciava in avanti, scavando un solco di ben 3 lunghezze (6 a 3)  e lasciando soltanto le briciole ad un Letojanni che tentava di rimanere in scia ma non riusciva ad agganciare gli avversari. Questi ultimi si mantenevano a distanza di sicurezza fino al 15 a 13, quando D’Andrea saliva in cattedra e diventava decisivo a muro, conducendo la squadra sul 17 a 16. Dopo il time-out tecnico chiesto da Petrone, il Letojanni andava di nuovo a muro e sorpassava gli ospiti sul 19 a 17. Ma un attacco del sestetto di casa che poteva valere il 21 a 18 si trasformava in punto del 20 a 19 per la Gupe che, dopo un errore dei locali in fase difensiva, lottava pallone su pallone andando sul 23 a 23, sfruttando anche un doppio cambio errato di Ferrara che gettava nella mischia Mastronardo e Degli Esposti per Schifilliti e D’Andrea.  E così Saglimbene e i suoi si ergevano a muro, recuperavano le palle perse dei locali e concludevano sul 25 a 23, in seguito ad un attacco sbagliato di Mazza. Tutt’altra storia nel secondo set che cominciava con la Gupe in sordina ed un Letojanni poco concentrato e disattento ma che, sul 5 a 2, riprendeva a giocare, ritornando a galla e pareggiando 5 a 5 grazie a due attacchi fuori campo degli etnei. Gli jonici prendevano dunque coraggio anche se apparivano imprecisi nel mettere giù palloni pesanti. Cosa che non si verificava però sul 7 a 7, quando i messinesi arrivavano sul 9 a 7, sfruttando le poche defallance degli ospiti e guadagnando terreno fino al 13 a 9. Quattro lunghezze che aumentavano ancor di più nel momento in cui il risultato si assestava sul 16 a 10: ma qui i letojannesi si disunivano e imbarcavano acqua, permettendo alla Gupe di riprendere la giusta marcia grazie anche ad una serie d’attacchi dei letojannesi fuori dalla linea del campo. Un rettangolo che veniva preso di mira da una Gupe che si avvicinava sul 18 a 14 ma che sul 21 a 16 calava di intensità e consentiva ai ragazzi di Ferrara di vincere 25 a 19.  Stessa cosa nel terzo parziale che iniziava con il Letojanni in gran de spolvero: prima un ace di Schipilliti, poi un attacco sbagliato dei catanesi e due muri, uno di Remo e l’altro di Mazza, consentivano ai locali di arrivare sul 4 a 0 in pochi minuti. Il vantaggio di quattro lunghezze aumentava poi di altri tre, visto che dopo il 6 a 0 i letojannesi giungevano su un 8 a 1 che faceva già presumere come sarebbe andata a finire. Con il passare del tempo i locali alternavano buone giocate con qualche leggerezza di troppo che veniva sfruttata a dovere dagli avversari, intenzionati a recuperare terreno sui peloritani (13-8). Sul 16 a 10, Petrone chiamava tempo per ridare ossigeno ai suoi ma al rientro la musica non cambiava, anzi la distanza tra le due squadre aumentava di 7 punti grazie ad un muro di Princiotta (20-13). Poi un’altalena di emozioni e la ripresa dei catanesi che, dopo il 21 a 17, si arrendevano al definitivo 25 a 18 in seguito ad un diagonale fuori misura di Bonsignore. Nel quarto set le cose cambiavano di molto, visto che dopo un testa a testa iniziale fino al 7 a 7, gli ospiti cominciavano a mettere in difficoltà i locali, forzando il servizio. Si arrivava così sul 9 a 7 per i ragazzi di Petrone che venivano raggiunti sul 10 a 10 e poi sul 16 a 16 e infine sul 19 pari, prima di andare in svantaggio sul 21 a 19 e quindi sul 23 a 21. La vittoria del set e della gara sembravano ormai ad un passo e invece la Gupe sfruttava le imprecisioni in fase d’attacco del Letojanni che, sul 23 pari andava in confusione e cedeva le armi sul 27 a 25. Set perso dunque e squadre alla lotteria del tie-break, così come la scorsa domenica. Ma stavolta a sorridere non era la Savam ma l’avversario, che iniziava bene ma sbagliava nel momento in cui poteva imprimere la decisiva mazzata. Sul 6 a 3 per il Letojanni si assisteva al recupero dei catanesi che, sul 10 a 10, mettevano giù i palloni decisivi per ottenere la vittoria, sia del set per 15 a 13 (ultimo punto di Bonsignore) che del match. Sconfitta inaspettata, dunque, soprattutto per com’è arrivata. Ma non ci sarà tempo di piangersi addosso, visto che tra 6 giorni a Cinquefrondi si disputerà l’ultima gara dell’anno solare. E stavolta non si potrà sbagliare.

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI: Schifilliti 3, Schipilliti 13, Remo 10, Ruggeri L, Mazza 20,            Princiotta 12, D’Andrea 21, Scollo 1, Mastronardo, Degli Esposti.N.e. Pino, Corso.  ALL.: Ferrara

GUPE BATTIATI VOLLEY: Petrone D 2, Petrone S 4, Raso F 2, Raso A , Bertone 14, Maugeri, Zappalà, Testa 2, Scalisi, Bonsignore 14, Mollica 2, Trombetta L2, Saglimbene 24, De Costa L. ALL.: Petrone

SET: 23-25, 25-19, 25-18, 25-27, 13-15

ARBITRI: Virga e Di Lorenzo di Palermo

Carmelo Mazza

Carmelo Mazza

2xx  Flavio Ferrara

Il Mister Flavio Ferrara

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L’importante era vincere. E così è stato. Anche se il bel gioco offerto nelle prime due giornate di campionato non si è assolutamente visto. Quella disputata domenica, al Pala “Pietro Mascagni” di Catania, contro il Volley Valley è stata infatti una gara in cui la Savam Costruzioni Volley Letojanni (serie B, girone H) doveva ottenere i 3 punti. In un  modo o nell’altro. Raggiungere insomma la vittoria per ricominciare un ciclo di affermazioni che possano far prendere coscienza dei propri mezzi ad un roster – quello costituito da Schifilliti e compagni – che, sul rettangolo di gioco etneo hanno raggiunto l’obiettivo sperato, vincendo 3 a 0 al cospetto del solito manipolo di tifosi letojannesi. Un match nel corso del quale coach Flavio Ferrara ha avuto conferma del fatto che la migliore forma fisica sia ancora da trovare, così come quella relativa agli ingranaggi tattici che non sono apparsi del tutto ”ossigenati”. Ma di questo si discuterà ovviamente domani pomeriggio al Pala “Letterio Barca”, dove gli atleti si ritroveranno per la prima seduta di allenamento settimanale, in vista del prossimo avversario, il Partanna, che arriverà sabato alle ore 18 sul parquet di via Monte Bianco con l’intento di fare punti. Per il momento comunque testa all’analisi della partita di ieri, iniziata sotto i migliori auspici e con un Letojanni che partiva con il vento in poppa, sfruttando le assenze di Cortina e Bandieramonte tra le fila della squadra di Bonaccorso, che dopo aver subito gli attacchi dalla linea opposta (fino al 7 a 3 per i letojannesi), ritornavano a galla grazie a qualche errore di troppo degli ospiti e si appostavano sull’8 pari. Da qui, a causa di numerose invasioni compiute da Mazza e compagni, i peloritani andavano sul 13 a 11 ma i locali recuperavano terreno e imprimevano la marcia fino a giungere al pareggio sul 20 a 20, dopo un testa a testa che terminava con un 25 a 23 a favore dei messinesi, grazie a 5 attacchi di un Mazza in grande spolvero. Il secondo parziale cominciava sempre con il Letojanni in vantaggio di 3/4 lunghezze sugli avversari, fino a quando Saitta (il migliore tra i suoi) rimetteva ordine nella sua metà campo, tentando di risalire la china. Sull’8 a 4 per gli ospiti, dopo due battute sbagliate di Saraceno, i locali ritornavano a giocare meglio e a mettere giù palloni pesanti con un unico risultato: parziale di 4 a 1 sugli uomini di Ferrara e set sempre in perfetto equilibrio anche a causa di parecchi passaggi a vuoto, una costante pure nel primo round. Poi punto a punto fino al 16 a 15, quando capitan Schifilliti and company procedevano verso una vittoria quasi scontata, visto il 21 a 16 a proprio favore a cui si arrivava grazie al contributo fondamentale del giovane centrale Pino. Tutto sembrava andasse per il verso giusto, alla luce di un 22 a 18 che prendeva però una piega inaspettata. Sul 22 a 19, i letojannesi subivano infatti un calo d’attenzione e il Volley Valley arrivava addirittura sul 23 a 22. A questo punto Ferrara chiamava time-out. Al ritorno in campo la sua squadra si ricomponeva e andava a vincere per 25 a 23 dopo due punti realizzati da un Mazza  Princiotta che si dimostravano anche in questo caso decisivi. Completamente nelle mani del Letojanni il terzo ed ultimo round, anche se in tale set i passaggi a vuoti si palesavano ancor di più, con una percentuale di ricezione buona (70%) e un attacco che andava in affanno, anche se, dopo un tete a tete, il punteggio si manteneva sul pari (13 a 13). Poi i letojannesi uscivano cuore e grinta necessari e scavavano, minuto dopo minuto, un solco di ben 4 lunghezze che aumentava a 5, concedendo la vittoria per 25 a 18 ai danni di un Volley Valley che, prima sbagliava in ricezione e poi si trovava davanti un D’Andrea che a muro dava i 3 punti ai suoi compagni. E adesso  testa al Partanna, avversario tosto e che sabato prossimo arriverà in terra messinese per far bella figura.

 

VOLLEY VALLEY CATANIA: Platania 4, Saitta 11, Genovese 10, Di Franco 3, Scuderi 3, Chiesa (L1), Mancuso (1), saraceno (15).N.e. Bandieramonte, Buremi, Gazzarà, Bonelli. ALL.: Bonaccorso

 

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI:  Schipilliti 2, Schifilliti 3, De Esposti, Corso 12, D’Andrea 4, Pino 4, Princiotta 14,  Mazza 13, Remo 4, Ruggeri (L). N.e. Mastronardo e Scollo. ALL.: Ferrara

 

SET: 23-25, 23-25, 18-25

 

ARBITRI: Galia di Trapani e Tanania di Palermo

 

Flavio Ferrara

Flavio Ferrara

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La risposta che doveva giungere, dopo la sconfitta per 3 a 1 riportata contro il Pozzallo, lo scorso sabato, alla fine non è arrivata. Non è servito a nulla giocare fra le mura amiche e con un pubblico numeroso, oltre che con la rabbia dentro, scaturita proprio dalla debacle ragusana. Ed era pertanto quasi scontato che, senza essere decisivi nei momenti topici e a proprio favore, la partita contro la favorita al salto di categoria sarebbe stata impossibile da vincere. E così è stato, visto che ieri pomeriggio, al Pala “Letterio Barca”, la Savam Costruzioni Volley Letojanni ha dovuto cedere le armi ad una Conad Lamezia che ha dimostrato il suo valore, sia tecnico che tattico, battendo 3 a 0 i ragazzi di mister Flavio Ferrara, dopo circa un’ora e mezza di gioco. Una sconfitta, quella concretizzatasi sul rettangolo di casa, che era stata preventivata alla vigilia ma che sicuramente poteva maturare in maniera diversa. Anche se gli avversari degli jonici sono da considerare dei veri e propri alieni che hanno messo in atto tutte le indicazioni fornite dal loro mister Vincenzo Nacci. Tecnico che ha avuto a sua disposizione elementi come Alborghetti e Turano, oltre che Zito e Spescha, che hanno militato sempre in categorie superiori alla B e che quindi hanno dato un apporto fondamentale per il raggiungimento della vittoria. Dal canto suo, la Savam ha, invece, prodotto poco, soprattutto nel secondo set, ma in quello successivo è riuscita quanto meno a mettere in difficoltà gli avversari, giocando una buona pallavolo in tutti i reparti. Tutto ciò non è bastato anche perché i calabri hanno avuto la possibilità di cambiare assetto nel corso di tutta la partita, con l’inserimento di giocatori partiti dalla panchina. Una gara che iniziava sotto i migliori auspici per i letojannesi che, dopo un punto a punto fino al 15 pari, venivano raggiunti e superati di tre lunghezze nell’arco di pochi secondi (18-21) da una Conad che sfruttava gli errori in difesa e in ricezione di Schifilliti and company. Oltre che battute ed attacchi sbagliati che portavano i locali a subire un 25 a 21 che sapeva di beffa, visto l’equilibrio dei primi minuti. Nel secondo parziale le cose cambiavano, con il Letojanni che cominciava con uno sprint di 3 punti sugli ospiti. Secondo dopo secondo gli avversari ritornavano a far sentire la propria presenza, ingranando una marcia che li portava avanti di 4 punti (4 a 8). Da qui in poi era solo monologo Lamezia che, sospinto da uno Zito in stato di grazia in difesa e da un Dal Campo che metteva giù palloni a ripetizione, scavava un solco di ben 7 lunghezze, portandosi sul 21 a 14 a proprio favore. I messinesi apparivano stanchi e sfiduciati ma tentavano di rimettersi sulla retta via. A causa di grossi problemi in ricezione e in attacco, il Lamezia conduceva però fino al definitivo 25 a 19. Tutt’altra storia il terzo round, nel corso del quale gli uomini di Ferrara tentavano di cambiare le sorti della gara, giocando  bene in tutti i fondamentali e spaventando non di poco gli ospiti, che marciavano punto a punto fino al 6 a 6. Poi, locali con il vento in poppa e set che procedeva spedito, con Mazza e compagni che suonavano la carica, andando prima sull’11 a 9 e subito dopo sul 17 a 14, lasciando intendere che la situazione stesse mutando. Ma si trattava solo di un fuoco di paglia, visto che con l’entrata in campo di Geatano, l’illusione di poter vincere la frazione di gioco svaniva sotto i colpi di Turano, Alborghetti e Spescha che, sul 19 a 19, imprimevano la svolta, concludendo sul 25 a 23 finale, dopo un attacco vincente e un errore di Princiotta. Un 3 a 0 netto, dunque, che arriva ad una settimana dal prossimo match, che vedrà impegnati i letojannesi nella delicata trasferta in quel di Catania contro il Volley Valley. Partita da vincere a tutti i costi per riprendere fiducia nei propri mezzi e soprattutto per continuare un campionato finora dal sapore agrodolce.

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI: Schipilliti 3, Schifilliti 3, Princiotta 10, Remo 8, Mazza 9, D’Andrea 1, Corso  5, Degli Esposti, Ruggeri L.  N.e.: Mastronardo, Scollo, Pino. ALL.: Ferrara

CONAD VOLLEY LAMEZIA: Alfieri, Alborghetti 8, Spescha 15, Turano 5, Dal Campo 9, Garofalo 1, Zito L, Bruno  10, Gaetano 1, Beccaro, Sarpong, Polignino 1. ALL.: Nacci

SET: 21-25; 19-25; 23-25

ARBITRI: Ciaccio di Leonforte e Pampalone di Palermo

Carmelo Mazza

Carmelo Mazza

Flavio Ferrara

Il Mister Flavio Ferrara

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Catena Fiorello

Catena Fiorello

Catena Fiorello, la nota scrittrice siciliana, originaria di Letojanni, a novembre torna sulla sua Isola dove sarà protagonista di due tappe con le scuole per presentare il suo ultimo libro, “Picciridda”.  Il 3 novembre alle ore 9,30 a Furci Siculo mentre martedì  7 novembre  alle ore 9,30 presenterà il suo libro nell’auditorium dell’IISS “S. Pugliatti” di Taormina (ubicato nella frazione di Trappitello).

 Ad introdurre l’evento al Pugliatti sarà  la prof.ssa Rosa Nicita. A condurre  l’incontro sarà invece l’alunna Cristina Blandino. Dopo i saluti del Dirigente Scolastico Dott. Luigi Napoli l’evento entrerà nel vivo con l’ntervento della scrittrice Catena Fiorello, autrice del libro “Picciridda”. Nel corso della presentazione, sarà proiettato un video realizzato dagli alunni. Sono previsti degli interventi musicali. Al termine della presentazione del testo gli alunni intervisteranno l’autrice. Si prospetta un dibattito emozionante che caratterizzerà la seconda parte dell’incontro.

“Picciridda” può essere considerato il romanzo d’esordio (2006) di Catena Fiorello il quale di recente è stato ripubblicato da Giunti in una toccante versione completamente rivista dall’autrice. Attraverso la voce narrante di Lucia, bambina siciliana di 11 anni che vive a Leto (Letojanni), piccolo villaggio di pescatori lungo la costa jonica tra Messina e Catania, l’autrice ripercorre il finire degli anni ’50 ed i primi anni Sessanta, quando gran parte della Penisola visse gli anni del boom economico italiano soprattutto al Nord. Proprio in quegli anni molte famiglie siciliane emigrarono nel Nord Europa in cerca di fortuna. Come accade, appunto, alla famiglia di Lucia, la “figlia della gallina nera” – come si auto- definisce lei stessa nel romanzo – rimasta a vivere nel paesino con la nonna paterna quando i genitori, portandosi appresso solo il fratello più piccolo, emigrano in Germania nella speranza di cambiare le cose, di guadagnare abbastanza da comprare una casa e dare un futuro migliore ai figli. È attraverso gli occhi di questa “bambina”, che non concede spazio a lacrime di nostalgia o di dolore, che vediamo gli scontri con la nonna, “la Generale”, in un complicato rapporto di amore-odio, il rifiuto di una vita fatta solo di sacrifici e di rinunce, lo scorrere delle giornate e la sofferenza che alcune di esse portano – come la malattia della compagna di banco o il suicidio dell’amica depressa – ed altre in cui, invece, sorride, gioca con gli amici, va al mare.

Una “picciridda” che cresce in fretta, riuscendo ad affrontare senza piangere eventi molto più grandi di lei.

                       ROSARIO MESSINA

 BIOGRAFIA

Catena  Fiorello è nata a Catania e vive a Roma.

Ha collaborato alla stesura   dei testi di numerosi programmi televisivi e con alcune testate nazionali.

Ha condotto programmi TV come “L’isola del gusto” e “Blog – reazione a catena”.

Nel 2003 ha pubblicato il suo primo libro “Nati senza camicia; a seguire: “Picciridda” – “Casca il mondo casca la terra” – “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” –  “Un padre è un padre” – “L’amore a due passi”.

“Picciridda”,   spaccato degli anni’60, che si snoda in un continuo alternarsi fra passato e presente e  fa rivivere il dramma dell’emigrazione, fatto di dolore, rinunce, sacrifici e nostalgia,attraverso gli occhi di Lucia, una piccola adolescente che viene affidata alla nonna  perché i genitori emigrano in Germania, è diventato un film.

La copertina del libro

La copertina del libro

UNA BAMBINA SPECIALE, UNA TERRA DURA E struggente.
IL ROMANZO PIÙ AMATO DI CATENA FIORELLO.

 

Cosa può mai accadere a una picciridda che nei primi anni Sessanta vive in un minuscolo villaggio di pescatori, Leto, lungo la costa tra Messina e Catania? Può accadere, ad esempio, che i genitori si trovino costretti a emigrare in Germania in cerca di fortuna e che decidano di portare con sé solo il più piccolo dei due figli, affidando “la grande”, pur sempre picciridda, alla nonna paterna. È quello che succede a Lucia, l’indimenticabile, irriverente protagonista di questo romanzo, che vive la sua condizione di figlia di emigrati sentendosela addosso come un marchio negativo. È consapevole, Lucia, che per lei – e per tutti coloro che non hanno fortuna, che sono «figli della gallina nera» – la necessità implica sacrificio e rinunce. Lo sa bene. Lo dicono tutti. Lo ripete la nonna, così burbera e austera da essersi guadagnata il nomignolo di Generala. Ma col passare dei mesi, tra feste di paese e pomeriggi in riva al mare, l’esistenza di Lucia si popola di persone e di affetti: le zitelle Emilia e Nora, l’amica del cuore Rita, la Massara Donna Peppina… Ci sono anche gli uomini, misteriosi e taciturni, un mondo da cui stare alla larga (come dice sempre la nonna) o tutto da scoprire (come sente Lucia). E proprio uno di quegli uomini nasconde un terribile segreto a cui Lucia si avvicina sempre più, ignara di ciò a cui va incontro…

 

Catena Fiorello nel 2006 ha pubblicato per la prima volta Picciridda, il suo romanzo più popolare, adesso riedito da Giunti in una nuova versione rivista dall’autrice. Per Rizzoli sono usciti Casca il mondo, casca la terra nel 2011, Dacci oggi il nostro pane quotidiano nel 2013 e Un padre è un padre nel 2014. Con L’amore a due passi (Giunti 2016) ha ottenuto un grande successo di pubblico, entrando nella TOP TEN delle classifiche.

libridicatenafiorello@gmail.com

Dal libro:

Abitavo in un paese affacciato sul mare, e mi sentivo la figlia della gallina nera. E non una qualunque, ma la nera più nera che si potesse immaginare.

Le bambine fortunate, invece, quelle a cui era capitato un destino diverso, erano figlie delle galline bianche. Ma questa è un’altra storia.

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Due gare, sei set vinti, zero persi, sei punti ed una marcia inarrestabile che domani si dovrà interrompere soltanto per il turno di riposo imposto dalla Federazione nazionale. Per la Savam Costruzioni Volley Letojanni (serie B, girone H), che questa settimana rifiaterà in vista del delicato trittico di partite contro Pozzallo, Conad Lamezia e Volley Valley Catania, il torneo appena iniziato ha regalato già le prime soddisfazioni. Una società intenzionata ad ottenere risultati positivi come quelli raggiunti lo scorso anno, con l’obiettivo di portar lustro ad una Letojanni che si prepara vivere un’altra esaltante avventura sportiva. E per questo motivo mister Flavio Ferrara nel corso delle ultime sedute di allenamento al Pala “Letterio Barca”  ha voluto concentrarsi su tecnica e tattica, lavorando con i pesi solo ieri pomeriggio, quando lo stesso allenatore ha ordinato il rompete le righe, dando appuntamento a lunedì. Giornata in cui capitan Schifilliti e compagni cominceranno a preparare sotto tutti i punti di vista il match contro un Pozzallo, rinforzatosi molto rispetto alla scorsa annata e che ha confermato Prefetto alla guida tecnica. Un roster, quello ragusano, al cui interno sono presenti elementi di alto livello, come l’opposto Salerno, i centrali Fasanaro e Muscarà e il martello ricettore Amore, che domani scenderanno in campo per far bottino pieno contro una Tonno Callipo Vibo Valentia alla sua seconda uscita stagionale, dopo il tonfo di sabato proprio con i letojannesi. Questi ultimi, dopo le affermazioni contro il Palermo (che affronterà la Conad) e – come già detto – contro i vibonesi, dovranno pertanto essere in grado di mantenere la scia dei tre punti a partita che – stando a quanto dichiarato da Ferrara – risulta importantissima, alla luce del fatto che i sestetti militanti in queste categorie hanno alzato il loro livello tecnico. E per far in modo che l’intera compagine jonica continui sulla stessa linea, Ferrara ha già visionato in anteprima i filmati delle partite giocate dai ragazzi di Prefetto, contro cui Mazza and company dovranno alzare le barricate, opponendosi ad una squadra davvero tosta e ben amalgamata.

  Enrico Scandurra

savam foto

LA SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI VINCE E CONVINCE ANCHE CONTRO LA TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA

Se l’obiettivo principale da raggiungere era la vittoria piena senza particolari problemi di gestione, tutto è andato come da previsione. Se si voleva far bella figura davanti al proprio pubblico, dando spettacolo e giocando un match di alto livello, anche tale risultato è stato ottenuto. Tutto come da previsione e senza alcuna sorpresa, ma con la certezza assoluta che la Savam Costruzioni Volley Letojanni potrà davvero recitare un ruolo fondamentale nel corso di un campionato, quello del girone H di serie B, che quest’anno sarà molto più impegnativo rispetto agli anni scorsi. E questo si è notato anche ieri pomeriggio, al Pala “Letterio Barca”, dove i letojannesi di mister Flavio Ferrara sono riusciti ad aver la meglio su una Tonno Callipo Vibo Valentia giovanissima e che ha disputato un’ottima gara, malgrado fosse composta da elementi inesperti ma con un grande futuro davanti. Una squadra, quella di Antonio Chirumbolo, giunta in Sicilia per fare lo sgambetto ad un Letojanni che ha dato prova di forza e compattezza nei momenti topici della gara, sfruttando gli errori individuali di Salmena e compagni e dominando alla grande sia nel primo che nel secondo set, grazie ad una ricezione pressoché inespugnabile, muri efficaci (ben 7 complessivi) e un attacco davvero ad alti livelli. Il tutto condito da una cornice di tifosi che hanno assistito alla prima partita stagionale di una compagine che, sabato prossimo osserverà un turno di riposo prima di ritornare in campo a Pozzallo, il 4 novembre, e subito dopo in casa con la Conad Lamezia. Ma al di là del calendario che nasconde un trittico di ferro, quella di ieri è stata una gara d’esordio tra le mura amiche che ha fornito ulteriori indicazioni positive ad un allenatore che, dopo Palermo ha avuto la conferma di come il roster a suo disposizione sia altamente competitivo. Tutto questo alla luce di un inizio di 1° set quasi perfetto, con capitan Schifilliti, Princiotta e Mazza di banda, Remo e Schipilliti centrali, Ruggeri in ricezione e Corso sulla linea opposta che cominciavano con il vento in poppa e sempre in avanti di almeno di 2 lunghezze. I ragazzi di Chirumbolo tentavano di giocare al meglio, sfruttando i pochi errori commessi dai locali che sul 9 a 6 subivano il servizio della Callipo. Nell’arco di pochi secondi si arrivava al 16 pari e da qui il Letojanni prendeva definitivamente il largo, scavando un solco di 6 punti fino al 25 a 19 finale. Secondo parziale quasi identico, con una partenza punto a punto fino al 7 pari. Poi il ritorno dei siciliani che, grazie ad ottime difese e ricezioni del reparto arretrato, riuscivano ad imbastire meglio la manovra, dando fluidità al gioco sulle linee opposte. E questo produceva un notevole distacco che rimaneva intatto dal 20 a 13 in poi; cioè dal momento in cui Degli Esposti e D’Andrea rilevavano Corso e Schifilliti. Risultato? Un 25 a 17 per gli jonici che, nel terzo set, faticavano oltremodo per ottenere l’intera posta in palio. Al ritorno sul rettangolo di gioco gli uomini di Ferrara accusavano un calo fisico e mentale che li portava a sbagliare qualche battuta in più. I calabresi ne approfittavano ma i locali riuscivano a tornare a galla sul 18 a 16 a proprio favore, proprio nel momento in cui D’Andrea e Degli Esposti ritornavano ai loro posti, così come fatto nel parziale precedente. Sul 19 pari un muro e due ricezioni sbagliate del Vibo portavano la Savam sul 23 a 20, prima della botta di Mazza e della difesa errata dei calabri che davano la vittoria  per 25 a 21 ad un Letojanni che, con questo secondo 3 a 0 netto, ha dato l’impressione di esserci in tutti i fondamentali.

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI: Schipilliti 10, Schifilliti 3, Ruggeri (L), Corso 11, Mazza 16, Princiotta 6, Remo 6, D’Andrea 2, Degli Esposti. N.e. Scollo, Mastronardo, Pino. ALL.: Ferrara

TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA: Montesanti 2, Foti 1 Raffaele 1, Salmena 12, Sorrenti 2, Barbera 8, Paradiso 6, Mafrica 1, Barbuto (L1). Vivona, Morelli, Cugliari (L2). ALL.: Chirumbolo

SET: 25-19; 25-17; 25-21

ARBITRI: Giordani e Priolo di Catania

ADDETTO STAMPA: 349 2477731 (Enrico Scandurra)

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Come inizio non c’è male: è stato pressoché perfetto. Anzi, a dire il vero, al di là delle più rosee aspettative. Anche se l’obiettivo categorico da raggiungere era quello dei tre punti, in vista della gara casalinga contro la Callipo Vibo Valentia e del turno di riposo che si osserverà il 28 ottobre prossimo. Data, subito dopo la quale la Savam Costruzioni Volley Letojanni dovrà preparare un filotto di partite davvero proibitive, ma che ieri al Pala “Oreto” ha dato prova della sua consistenza contro un Cicala Palermo ben rodato (e che rispetto allo scorso campionato ha cambiato poco o nulla) battendolo 3 a 0 nell’arco di poco più di  2 ore di gioco. Una debacle, quella subìta dai ragazzi di mister Guerrieri, ad opera del sestetto guidato da un Flavio Ferrara abbastanza soddisfatto della prima uscita stagionale  dei suoi fuori dalle mura amiche e che ha permesso di rodare ancora meglio gli schemi provati durante le sedute di allenamento settimanali da capitan Schifilliti e compagni. Un gruppo giunto in terra palermitana per portare a compimento una missione ben precisa: vincere con il massimo punteggio dopo l’affermazione esterna al tie-break dell’aprile scorso, che aveva messo fine alle residue speranze di play-off dei palermitani. E così è stato, visto che Garofalo e compagni non sono riusciti a strappare nemmeno un set agli ospiti lanciati verso una vittoria netta e meritata, nonostante in tutti e tre i parziali entrambe le squadre abbiano offerto uno spettacolo da big, lottando pallone su pallone e senza dare l’impressione di essere inferiori l’una con l’altra. Sestetti compatti e sempre pronti a rispondere colpo su colpo, dimostrando di essere già in buona forma. Soprattutto nel primo set che iniziava con Schipilliti al centro assieme a Remo, Corso sulla linea opposta, Ruggeri in ricezione, Princiotta e Mazza di banda e Schifilliti in cabina di regia in grande spolvero. Grazie ad un gioco di squadra collaudato i letojannesi riuscivano sin dalle prime battute ad andare in vantaggio di 5 lunghezze e mantenerle fino al 13 a 8. Poi, malgrado gli ottimi muri (13 complessivi) e un 70% di ricezione sulle stilettate di La Rosa e  Gruesner , gli ospiti rallentavano un po’ e i locali approfittavano per ridurre lo svantaggio, andando sul 19  pari. Da qui in avanti un’altalena d’emozioni con il Letojanni che si ricompattava e sul 21 a 21 scavava un solco di 3 vantaggi, chiudendo sul 25 a 21. Secondo parziale altrettanto avvincente, con i padroni di casa che venivano tramortiti dagli ospiti nell’arco di pochi minuti: 10 a 2 e uomini di Guerrieri completamente in balìa delle onde. Subito dopo Palermo riprendeva a giocare, mettendo giù palloni pesanti e tentando di riacciuffare il set; ma gli jonici ingranavano la marcia e si portavano sempre avanti grazie a buone correlazioni muro-attacco. Alla fine, dopo un 21 a 16 a favore dei letojannesi, i locali ritornavano in auge sfruttando qualche imprecisione degli avversari che si tramutava in un botta e risposta: 23 a 22, 23 a 23 e infine 25 a 23 per un Letojanni che andava al terzo parziale con il vento in poppa. Ma proprio questo  si rivelava quanto mai combattuto, con Ferrara che operava dei cambi per far rifiatare il sestetto e i bianco neri che attaccavano senza però ottenere i risultati sperati. O meglio senza averne  troppo giovamento. E così, tra battute tese e precisi contrattacchi, i peloritani si guadagnavano, minuto dopo minuto, pure la vittoria dell’ultimo parziale per 25 a 23 che significava “apoteosi” e 3 a 0 finale. Un risultato importante maturato grazie alla grandissima abnegazione messa in evidenza dai messinesi che, a differenza del Palermo, hanno saputo sfruttare al meglio i momenti topici della partita  per piazzare i colpi che hanno permesso poi di raggiungere la vittoria. Per il Palermo una brutta batosta, anche se nel corso dei tre set Bellone and company non hanno mai mollato.

 

ANGELINA PALERMO VOLLEY: Li Castri, Bellone 4, Garofalo 6, Gruesner 16, Teresi 5, Nastasi (L), Brucia  8, La Rosa 11, Pavone, Cappadona. ALL: Guerrieri

SAVAM COSTRUZIONI VOLLEY LETOJANNI: Schipilliti 3, Schifilliti 4, Corso 12, Princiotta 9, Mazza 11, Remo  11, Degli Esposti, Ruggeri (L), D’Andrea, Pino. N.E. Scollo e Mastronardo. ALL.:: Ferrara

SET: 21-25; 23-25; 23-25

ARBITRI: Emma di Enna e Notarstefano di Caltanissetta

Carmelo Mazza

Carmelo Mazza

Flavio Ferrara

L’allenatori del Letojanni Flavio Ferrara

Gi. Schipilliti

Gi. Schipilliti

 

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Taormina (Me) Nella kermesse di “TaoModa 2017”  di Agata Patrizia Saccone, non poteva mancare uno spazio dedicato alle buone letture. Giovedì 20 luglio, alle ore 18:30, avrà luogo la presentazione del libro “Picciridda” di Catena Fiorello  nell’ambito del “Caffè Letterario”, ospite della panoramica terrazza dell’Hotel NH Collection. Fondamentale per l’incontro la  partnership di Caffè Moak ed il supporto dell’associazione “Arte & Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale.

In attesa di ritirare il Premio Moak durante il gran Gala finale della manifestazione, Catena Fiorello sarà la protagonista dell’incontro condotto dalla giornalista Milena Privitera che propone “Picciridda”, il suo romanzo d’esordio (2006), ripubblicato da Giunti in una toccante versione completamente rivista dall’autrice. Così, attraverso la voce narrante di Lucia, bambina siciliana di 11 anni che vive a Leto (Letojanni), piccolo villaggio di pescatori lungo la costa jonica tra Messina e Catania, ripercorriamo il finire degli anni ’50 ed i primi anni Sessanta, con un boom economico italiano che, evitando di attraversarlo, latita al di qua dello Stretto, costringendo molte famiglie siciliane ad emigrare nel Nord Europa in cerca di fortuna.

Come accade, appunto, alla famiglia di Lucia, la “figlia della gallina nera” – come si auto- definisce lei stessa nel romanzo – rimasta a vivere nel paesino con la nonna paterna quando i genitori, portandosi appresso solo il fratello più piccolo, emigrano in Germania nella speranza di cambiare le cose, di guadagnare abbastanza da comprare una casa e dare un futuro migliore ai figli.

È attraverso gli occhi di questa “bambina”, che non concede spazio a lacrime di nostalgia o di dolore, che vediamo gli scontri con la nonna, “la Generale”, in un complicato rapporto di amore-odio, il rifiuto di una vita fatta solo di sacrifici e di rinunce, lo scorrere delle giornate e la sofferenza che alcune di esse portano – come la malattia della compagna di banco o il suicidio dell’amica depressa – ed altre in cui, invece, sorride, gioca con gli amici, va al mare.

Una “picciridda” che cresce in fretta, riuscendo ad affrontare senza piangere eventi molto più grandi di lei.

Copertina del libro

Copertina del libro

L'evento

L’evento

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Letojanni (Me) -E’ ambientato a Catania “Finisce la notte”, il nuovo romanzo di Piero Isgrò, giornalista che per tanti anni ha lavorato nella redazione del TG1 a Roma sezione cultura.    “Finisce la notte” sarà presentato a Letojanni venerdì 5 agosto alle ore 18:30 nella suggestiva terrazza della contessa romana Federica d’Adamo, (La terrazza di Fefè via V. Emanuele n°137 accanto MPS) che dopo vari viaggi per il mondo ha scelto la Sicilia come sua “home”.   L’evento è aperto al pubblico, “qui nella mia terrazza di Fefè, come mi chiamano gli amici – afferma Federica d’Adamo – protagoniste sono solo le eccellenze di cultura, cibo e unione di diversità umana. Ho subito accolto con gioia l’idea di presentare qui il libro e di abbinarlo a un buffet all’Arancia Rossa IGP, la Regina di Sicilia”.   Piero Isgrò, intervistato da Giuliana Avila Di Stefano, addetta comunicazione e marketing del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, sponsor dell’evento, spiegherà come i “se” possono dare adito a fraintendimenti, dolori ma anche rassegnazione e crescita.  Non mancheranno momenti emozionanti, come già si preannuncia il reading di Mario Pavone, regista teatrale, che estrapolerà dal testo dei passi del romanzo, che, in un periodo storico come quello attuale, in cui la gravidanza sta diventando un atto commerciale e l’intimo desiderio quasi un obbligo nel realizzarlo, tocca i sentimenti di due coppie degli anni ’80,  sconvolte dal dolore per la perdita dei rispettivi figli, dove una, per uno scherzo del destino, si ritrova a crescere il figlio dell’altra.    L’evento è organizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, che farà degustare alcuni dei prodotti elaborati con il prezioso agrume ricco di antociani, pigmenti che, non solo danno il forte colore porpora, ma soprattutto preservano l’organismo dalla degenerazione e dall’invecchiamento, e che sono, inoltre, utili nella prevenzione e miglioramento dei problemi a carico del microcircolo e dei tumori.

Siamo ben contenti di partecipare a questo evento, che essendo culturale può far conoscere l’importanza dell’Arancia Rossa IGP sotto tutte le sue forme: frutto fresco o trasformato – afferma Gianluca Ferlito, presidente del Consorzio – Inoltre l’autore, Piero Isgrò è catanese, dunque uno dei comuni che rientra nelle zone di produzione ad Identificazione Geografica Protetta, dove il prezioso agrume cresce rigoglioso grazie al clima caldo, al vento dell’Etna e al terreno spesso vicino al mare. E’ proprio questo  stress termico, che favorendo una maggiore quantità di sostanze protettive nella pianta, fa si che gli antociani, siano molto più presenti e potenti. Inoltre, lo stress termico promuove anche più vitamina C: il Tarocco ne ha 80-90 mg per 100 g di prodotto, quantità maggiore del 40% rispetto alle arance bionde. Tutto ciò è garantito dal marchio di qualità IGP  e i produttori di “Arancia rossa di Sicilia IGP” devono rispettare il disciplinare di produzione, sotto il rigido controllo del Consorzio“.

Luca Ferlito

Gianluca Ferlito

copertina del libro

copertina del libro

Locandina dell'evento

Locandina dell’evento

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