FEBBRAIO 2019
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Messina – Partiranno il 14 febbraio, in occasione della Festa degli Innamorati, gli incontri presso Istituti Scolastici del Territorio della campagna di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili denominata : TestiAMOci.

L’iniziativa di informazione sociale curata dall’avv. Silvana Paratore, legale impegnato da anni in progetti di legalità nelle scuole, ed esposta alla presenza dell’Assessore alla cultura prof. Vincenzo Trimarchi, nel corso di un incontro alla Sala Ovale del Comune di Messina, è stata promossa dall’Osservatorio sui temi ed i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza “Lucia Natoli”, in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato (CESV) di Messina ed in sinergia con le Aziende Papardo- Piemonte e Policlinico di Messina. I giovani, ha affermato Saro Visicaro Presidente dell’Osservatorio Lucia Natoli,  talvolta non hanno una conoscenza adeguata delle infezioni sessualmente trasmissibii e del pericolo che esse rappresentano. Non si rendono conto che corrono un rischio reale di infettarsi di una IST e spesso non sanno a chi rivolgersi o con chi parlarne senza sentirsi giudicati. La loro preoccupazione maggiore è più legata a evitare gravidanze indesiderate che a prevenire malattie. Da qui la necessità di istituire un Protocollo d’intesa tra Istituzioni, Asp e Istituti di istruzione per una campagna di prevenzione che a tutt’oggi rappresenta l’arma più efficace nel controllo di tali malattie. Disponibilità immediata a sostegno della campagna di informazione è stata resa dall’Assessore Trimarchi che coinvolgerà tutti gli istituti scolastici del territorio al fine di sensibilizzare i giovani su questo grave problema di sanità pubblica. A seguire è intervenuto il Vicepresidente del Cesv Messina, Ennio Marino che ha sottolineato l’impegno del Centro Servizi per il volontariato in iniziative di salvaguardia della propria ed altrui salute . Quasi nessuno si azzarda a parlare di Aids. Vi è una reticenza a parlarne, ha sottolineato Umberto De Angelis Vicepresidente della Comunità Il Faro, perché si pensa si tratti di malattie considerate tipiche di una certa categoria di persone come i tossicodipendenti e le prostitute: niente di più sbagliato!!. Incisivo l’intervento del prof. Gianfranco Pellicano’ Responsabile dell’Ambulatorio di Prevenzione, Diagnosi e Cura della Malattia da HIV/AIDS presso l’U.O.C. Malattie Infettive del Policlinico Universitario di Messina che ha spiegato come le infezioni sessualmente trasmesse (IST) siano un vasto gruppo di malattie infettive sostenute da microrganismi patogeni quali virus, batteri, funghi, protozoi e parassiti che si trasmettono prevalentemente per via sessuale e sono molto diffuse in tutto il mondo e in deciso incremento negli ultimi anni. Spesso le persone con una IST non hanno disturbi, ha chiarito, e quindi, non sapendo di avere un’infezione, possono trasmetterla inconsapevolmente ad altri in caso di rapporti sessuali non protetti dal preservativo. Le IST, se non vengono curate in tempo, possono causare serie complicanze, come la sterilità/infertilità, cioè l’impossibilità di avere dei figli, i tumori, danni gravi al nascituro (se la mamma ha un’infezione durante la gravidanza), e possono aumentare il rischio di contrarre o trasmettere l’HIV, cioè il virus dell’AIDS. Le nuove infezioni sono da ascriversi oggigiorno prevalentemente alla via sessuale che rappresenta l’84% delle modalità di trasmissione delle nuove diagnosi (etero nel 46% dei casi, 38%  tra gli MSM). Altro dato importante da sottolineare il ritardo di diagnosi: oltre il 50% riguarda soggetti che scoprono della loro sieropositività quando sono già in fase avanzata di malattia, con una grave compromissione del loro sistema immunitario; e con una esposizione al virus datata di alcuni anni, anni in cui molto probabilmente hanno potuto inconsapevolmente trasmettere l’infezione ai partners. L’impatto delle nuove diagnosi in Italia è oramai stabile intorno ai 4.000 soggetti ogni anno (una infezione ogni 3 ore; 10 nuove infezioni al giorno) e ciò costantemente da alcuni anni, con le fasce d’età maggiormente esposte al rischio di infezione quelle comprese tra i 15 ai 35 anni.  Per quel che riguarda invece la Regione Sicilia si nota un costante incremento dell’incidenza passata dal 2,4 per 100.000 residenti del 2010 all’attuale 5,6/100.000 residenti risalente al 31 dicembre 2017 (ultimi dati ufficiali del Bollettino dell’ISS); 274 nuove infezioni divenute 290 nel 2018 (dati ancora non definitivi che proiettano l’incidenza verso il 6,2). Trend sovrapponibile ai dati della nostra Provincia di Messina dove vengono oggi diagnosticati circa 3 nuove infezioni al mese.  Scarso l’utilizzo del profilattico, di certo la migliore misura barriera per prevenire le Infezioni Sessualmente Trasmissibili (e non solamente le gravidanze indesiderate) specialmente tra i giovani e tra gli MSM che espongono i soggetti a contrarre, come avvenuto nel recente passato, anche due o più infezioni a trasmissione sessuale (Epatite A e Sifilide) nel lasso di poco tempo e comunque sempre mediante le stesse modalità.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre fatto un cenno ad un nuovo fenomeno che si sta affacciando nel tessuto sociale mutuando comportamenti che in Europa (Regno Unito, Francia, Olanda, Germania) già da qualche anno si stanno diffondendo a macchia d’olio ed è il chemsex”, termine che di riferisce all’uso di droghe per facilitare il sesso ed aumentarne la durata, pratica prevalentemente diffusa tra gli MSM (maschi che fanno sesso con maschi) ma che coinvolge anche altri orientamenti sessuali e identità di genere. Il chem viene praticato prevalentemente mediante l’utilizzo di mefedrone (euforizzante), metamfetamina (eccitazione, benessere, aumento del desiderio sessuale e perdita delle inibizioni) e GHB/GBL/GINA (o droga dello stupro) un anestetico rilassante che riduce le inibizioni e produce un più intenso piacere sessuale; queste tre sostanze in genere vengono associate a nuove sostanze psicoattive (NPS), acquistabili illegalmente sul web, prevalentemente nel darkweb e pagate mediante criptovalute che di fatto rendono assolutamente non rintracciabile l’acquirente oltre alla contemporanea assunzione di stimolanti della funzione sessuale e di alte quantità di alcool. Le sessioni di “chemsex” riguardano in genere un gran numero di partecipanti che per alcuni giorni rimangono chiusi in determinati ambienti, spesso senza mangiare e/o bere, quindi maggiore rischio di disidratazione e con elevato numero di rapporti sessuali promiscui non protetti. Due le dipendenze emergenti con questi comportamenti: sia quello da droghe che da sesso. Illustrato inoltre il test istantaneo attraverso tampone salivare o prelievo ematico dal pollice per la diagnosi dell’HIV.

Presenti all’incontro le docenti prof.sse Cordovani e De Maria dell’istituto Basile- La Farina inviate dalla dirigente prof.ssa G.Prestopino. Tra gli istituti che hanno dato già disponibilità per gli incontri nelle scuole:  l’I.I.S.S.La Farina – Basile, Antonello, Maurolico e Minutoli. La campagna che partirà il 14 febbraio terminerà l’8 marzo.

Da sin. Ennio Marino, Saro Visicaro, Assessore Trimarchi, Silvana Paratore, Prof. Gianfranco Pellicano'

Da sin. Ennio Marino, Saro Visicaro, Assessore Trimarchi, Silvana Paratore, Prof. Gianfranco Pellicano’

 

I relatori del convegno

I relatori del convegno

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Sono stati sette gli appuntamenti in Sicilia dedicati a San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, l’Ucsi ha realizzato eventi a Siracusa, Catania, Acireale, Patti, Noto e Trapani, i lavori si sono conclusi a Floridia con un incontro, che ha coinvolto la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Floridia. Gli appuntamenti sono stati promossi dall’Ucsi Sicilia e dalle sezioni provinciali e diocesane in collaborazione con gli Uffici per le Comunicazioni sociali delle Arcidiocesi di Siracusa, Catania e le Diocesi di Trapani, Noto, Acireale e Patti, in sinergia con l’Assostampa di Siracusa e i settimanali diocesani di Siracusa, Noto e Acireale. Siracusa i giornalisti hanno celebrato la festa con una Messa, presieduta da Mons. Sebastiano Amenta, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, e concelebrata da don Giorgio Zucchelli, già presidente nazionale della Fisc e presidente dell’Uspi. L’appuntamento è servito ad inaugurare una via cittadina dedicata a mons. Alfio Inserra, fondatore dell’Ucsi di Siracusa, vice presidente nazionale della Fisc, componente del Cda di Avvenire e direttore del settimanale “Cammino”. L’evento si è svolto alla presenza del presidente provinciale Ucsi Salvatore Di Salvo, del direttore del settimanale “Cammino”, del Consulente Ecclesiastico Ucsi Siracusa, del Delegato Regionale Fisc Sicilia don Giuseppe Lombardo, dell’ex presidente nazionale della Fisc don Giorgio Zucchelli, del segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, del consigliere nazionale della Fisc Giuseppe Malandrino, del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del sindaco di Francofonte Daniele Lentini, dei parroci della chiesa SS. Salvatore don Luigi Gorciullo, dei nipoti, e delle autorità civili e religiose della provincia. “Lo ricordo con profonda stima e gratitudine – ha detto l’ex presidente della Fisc Giorgio Zucchelli al termine della celebrazione eucaristica – per le sue doti umane e professionali. Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato, il quale ha ringraziato il Sindaco Italia: “dedicare una via a mons. Inserra, signor Sindaco è stato un atto di grande sensibilità apprezzato da tutti”. Grazie alla sua geniale intuizione di istituire i seminari estivi, molti di noi hanno potuto conoscere e apprezzare la Sicilia. Ritengo -ha concluso- di potere interpretare i sentimenti di gratitudine di tutti gli appartenenti alla Fisc che hanno avuto in Padre Inserra un punto di riferimento”.  Ad Acireale nella chiesa Sacro Cuore di Acireale, si è svolto un incontro organizzato dall’Ufficio Comunicazioni sociali, diretto da don Arturo Grasso e dall’Unione Cattolica stampa italiana, sul tema della 53 Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. C’è stato l’intervento del Vescovo di Acireale e vice presidente della Cei, monsignor Antonino Raspanti, e del direttore del quotidiano “La Sicilia”, Antonello Piraneo, moderato dal consigliere nazionale dell’Ucsi Gaetano Rizzo. “Costituire solamente una community virtuale non crea il senso di appartenenza ad una comunità – ha detto il vescovo Raspanti – nelle grandi città anglo-americane, per esempio, c’è la voglia di fare community, ovvero di conoscersi dal vivo, mettere insieme le proprie difficoltà, i propri bisogni, le proprie aspirazioni. E, soprattutto nelle metropoli, si cerca di riappropriarsi del proprio quartiere e portare avanti da una parte le esigenze dello stesso verso istanze superiori, dall’altra sviluppare all’interno di quel territorio tutte le potenzialità che lì si possono esprimere. Il rischio che si corre con la community digitale è che diventi solo un luogo dove sfogarsi, dove ci si può mascherare, un luogo di diffusione delle fake news. Se però ci si aggancia fortemente alla realtà territoriale molti di questi rischi potrebbero essere superati. Paradossalmente la semplice community digitale finisce con l’allontanare: sembra creata per farti sentire vicino al mondo intero, ma non è così”. A Catania, nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere, si è svolto invece un incontro sul tema: “La festa di S Agata come la vorrei –Tradizione e innovazioni social”. Relatori: Don Paolo Buttiglieri, consulente ecclesiastico Ucsi Sicilia, Francesco Carbonaro, presidente del Comitato dei Festeggiamenti Agatini, Fabio Adernò, Avvocato Tribunale Apostolico della Rota Romana, Giuseppe Claudio Carbonaro, Presidente Amici del Rosario, Adelaide Barbagallo, giornalista, Rossella Jannello, Giornalista e Vice Presidente Regionale Ucsi. Ha coordinato i lavori Giuseppe Adernò, Presidente sezione Ucsi Catania. A Patti la sezione diocesana presieduta da Domenico Pantaleo, ha organizzato la celebrazione della Messa presieduta da vescovo Guglielmo Giombanco ha presieduto la celebrazione della messa. “Dio dialoga con gli uomini e la Parola si è fatta carne per intraprendere una relazione con gli uomini. Fissare lo sguardo su Gesù – ha detto il vescovo – significa decidere l’orientamento della propria vita, fondandola sui veri valori. San Francesco di Sales comprese pienamente il segreto di una comunicazione educativa, vissuta con la tensione all’unità. Il suo messaggio è di estrema attualità, in un tempo in cui ci sono false notizie, in un tempo in cui le notizie creano distanze e barriere tra le comunità e tra le persone. Occorre essere costruttori di unità nella verità, liberi dai compromessi, per annunciare ciò che è giusto e promuove l’uomo, in una storia che si evolve non solo attraverso eventi raccontati, ma anche attraverso idee che concorrano al bene di tutti”. Noto c’è stato un incontro a cui hanno partecipato il vescovo Antonio Staglianò e don Fortunato Di Noto, vice direttore dell’Ufficio Comunicazione, fondatore e presidente di Meter e vicario episcopale per le ‘fragilità’. L’incontro si è aperto con i saluti del direttore dell’ufficio comunicazioni Alessandro Paolino ed è stato moderato dal consigliere nazionale Fisc Giuseppe Malandrino. Un incontro-confronto sulla velocità con cui girano le notizie e sulla difficoltà nel riuscire a raccontare il giusto. Non inteso come “corretto” (quello dovrebbe essere scontato) ma come “bastevole”, ovvero quello che basta a raccontare la notizia. Non bisogna andare oltre, non bisognerebbe aggiungere cose che non servono. Andrebbe aggiunta una spiegazione, secondo don Fortunato. “Non raccontateci soltanto gli eventi – ha detto il fondatore di Meter – ma spiegateci perché amare ancora l’uomo. Non raccontate soltanto dei fatti, magari senza conoscere le persone, le loro storie, le passioni, i fallimenti e le conquiste. Spiegateci chi siamo e dove andiamo. Siate gli amici dei bambini, dei deboli, degli scartati del mondo, dei poveri, dei senza voce, dei neonati abusati e dei dimenticati. Spiegate il dolore e la sofferenza: la comunicazione ha il potere, un grande potere, di formare o disorientare le coscienze, i percorsi di una storia liberante”.

1 UCSI Catania

Incontro UCSI a Catania

Foto con alcuni partecipanti

Foto con alcuni partecipanti

L'incontro UCSI di Noto

L’incontro UCSI di Noto

L'incontro UCSI di Acireale

L’incontro UCSI di Acireale

L'incontro UCSI di Patti

L’incontro UCSI di Patti

L'inconhtro UCSI di Trapani

L’inconhtro UCSI di Trapani

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TestiAMOci è il nome della campagna per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse (Mst), curata dell’Osservatorio sui temi ed i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza “Lucia Natoli”, in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato (CESV) di Messina ed in sinergia con le Aziende Papardo- Piemonte e Policlinico di Messina.

La campagna d’informazione sarà presentata giorno 11 febbraio alle ore 10 alla Sala Ovale del Comune.

Alla conferenza di presentazione condotta dall’avv. Silvana Paratore, interverranno l’Assessore alla cultura Prof. Roberto Vincenzo Trimarchi,  Saro Visicaro Presidente dell’Osservatorio per i Minori “Lucia Natoli”, Rosario Ceraolo componente del Direttivo del Cesv Messina,  il dott. Giovanni Pellicano’ del Policlinico Universitario di Messina e l’Assessore alla Salute Alessandra Calafiore.                                                                               L’iniziativa che mira alla prevenzione di patologie come l’AIDS ed a vivere l’amore in modo consapevole e sicuro si svolgerà in tutto il territorio della provincia dal 14 febbraio all’08 marzo  (date che racchiudono due feste “importanti” per le coppie: San Valentino il 14 febbraio e la Festa della Donna l’8 marzo).

L'Avv. Silvana Paratore

L’Avv. Silvana Paratore

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MessinaCelebrata al Centro Diurno Camelot la Giornata della Memoria. Dopo i saluti del Direttore del Camelot dott. Matteo Allone che ha esordito affermando che da una catastrofe si può sempre rinascere, ha preso la parola il Direttore dell’Istituto italiano di Micropsicoanalisi dott. Luigi Baldari che ha tracciato il profilo dell’antropologo ed archeologo Emmanuel Anati conosciuto in occasione delle giornate siciliane di formazione micropsicoanalitica. Shalom in italiano si traduce con “pace”. È una parola sacra per gli ebrei, saluto e augurio allo stesso tempo: “Che tu possa trovare la pace”. È questo il proposito che spinge tre anziani fratelli ebrei a ritornare in Toscana dopo settant’anni di assenza alla ricerca della casa di pietra che è stata il loro rifugio durante le persecuzioni naziste. I tre fratelli sono stati,  ha dichiarato Baldari, degli hidden children, bambini nascosti durante una persecuzione, di cui la psicoanalisi clinica ha riconosciuto le specifiche dinamiche psichiche. Il film mostra la loro resilienza ossia la capacità di affrontare e superare l’evento traumatico. Una disamina delle leggi razziali è stata resa dall’avv. Silvana Paratore che ha affermato come ad 80 anni dalla loro emanazione ricordare significa negare i concetti di razza inferiore. L’obiettivo delle leggi razziali era stabilire l’esistenza della razza italiana e della sua appartenenza al gruppo di quelle che venivano definite razze ariane, sulla base di ideologie che senza successo, a lungo, cercarono anche di darsi un fondamento scientifico. Con l’entrata in vigore della Costituzione il punto di riferimento della Società diventano le pari dignità di ciascuno. Magistrale l’interpretazione del racconto emozionante intitolato “ Sulla solitudine” letto dall’attrice e cultrice delle discipline dell’anima e del corpo Daniela Conti. “Un percorso umano per ritrovare sé stessi” è stato definito Shalom Italia.Sentimenti e storia raccontati in 70 minuti, con la delicatezza della regista, sceneggiatrice e produttrice Tamar Tal Anati. “Un film che richiama anche i nostri giorni ha affermato la psicologa e psicoterapeuta Maria Grazia Saia perché come si dice nel documentario “il presente consiste nei ricordi, siamo fatti di memoria”. La dott.ssa Saia in particolare si è soffermata sull’importanza della memoria emotiva e di quella collettiva che sono in reciproca risonanza e che determinano il senso che si dà al viaggio della propria vita. Interesse ha altresì suscitato l’intervento della dott. ssa Tosi Siragusa direttrice della Biblioteca Regionale di Messina che si è soffermata sul testo di Emmanuel  Anati: nello specifico su alcuni passaggi, come quello in cui l’adolescente si percepisce come “fuori legge”, e quelli ove nei suoi incubi la maestra, gregaria esecutrice della normativa che impediva ai figli degli ebrei di frequentare scuole pubbliche, appare con una grande bocca vuota e priva di braccia e gambe … Da li la razionale rivalsa, che porta Emmanuel molto in alto, plurilaureato, autore di moltissimi saggi, etc, a dimostrazione che le catastrofi, in sé immobilizzanti, possono generare nuove prospettive, con organizzazioni e a mezzo di resilienza e adeguate reazioni. Ha poi messo in luce le connessioni fra  il saggio e il docufilm “Shalom Italia”, di Tamar Tal Anati (nipote acquisita di Emmanuel e fratelli)un intenso viaggio nella memoria,un percorso di ricerca al confine fra storia e mito che assume connotati reali: è narrato il viaggio di Andrea, Bubi e Meme, di caratteri differenti, ma il cui reciproco legame emerge dai nomignoli, con cui, da ultra anziani qual sono, ancora si appellano, con l’espressione “mio”, che precede il nome. La grotta- tugurio che consentì a quella famiglia la salvezza sarà rintracciata dopo 70 anni, tra escursioni nei paesaggi toscani e buon cibo, il tutto condito da un sano umorismo yiddish. Tamal Tal Anati, ha precisato la Tosi Siragusa, ha anche diretto il precedente docufilm, uscito in Israele nel 2011, “Life in stills”, su Miriam Wessenstein, che a 96 anni, con l’ausilio del nipote Ben, riesce a salvare i negativi sulla storia di Israele e le memorie familiari, a seguito della annunciata demolizione del negozio di fotografie di famiglia. La dott.ssa Siragusa ha elencato poi, da critica cinematografica, alcuni lungometraggi a tema, consigliandone la visione da “Schindler’s list” a “La vita è bella”, fino a quelli un pò meno conosciuti, come “Il labirinto del silenzio”, “Arrivederci ragazzi”, “Lo stato contro Friz Bauer” “Il bambino nella valigia”, etc.

A conclusione della giornata la Direttrice della Biblioteca Regionale ha donato al dott. Matteo Allone un elenco bibliografico della Biblioteca “Giacomo Longo” su testi posseduti in materia, e consigliatone altri, sia di Primo Levi, che di recente pubblicazione. Ha infine tratteggiato l’evento realizzato nell’Istituto in collaborazione con una classe dell’Istituto “Archimede”: “Di razza ebraica” con sottotitolo “Uno era il 174517”, 6 cifre, una combinazione soltanto, nell’interminabile serie di marchi di fabbrica nazisti… Primo era il suo nome:  studio, letture, installazioni, performance e video tematici, dal 21 al 27/1/2018. Incisivo il suo monito volto a  ribadire come “di razza umana” siamo tutti e come non sia logicamente sostenibile, né eticamente accettabile, né emotivamente non riprovevole, alcun primato. La storia dolorosa di sterminio non va taciuta, ma raccontata, per sorvegliare con consapevolezza i pericoli delle derive del presente. Siamo portatori sani di razzismo,ha concluso:  siamo divenuti razzisti per interventi normativi e il termine razza ,che in sé rimanda solo a diversità fra i diversi tipi di “homo sapiens”, a diverse latitudini, da esaltare, riportato all’art 3 della Carta Costituzionale, va conservato per ricordare la discriminazione razziale intercorsa vigilando sulla nostra uguaglianza cagionevole, che potrebbe scivolare verso un nuovo crepuscolo. Solo con condizioni ambientali favorevoli e apertura mentale, molta drammaticità si può sciogliere, se gli aiuti alla comprensione mancano, affiora il sentimento pre-culturale della paura del diverso.

Nella fot da sin. Tosi Siragusa, Daniela Conti, Luigi Baldari, Silvana Paratore, Matteo Allone, Maria Grazia Saia

Nella fot da sin. Tosi Siragusa, Daniela Conti, Luigi Baldari, Silvana Paratore, Matteo Allone, Maria Grazia Saia

L'intervento di Allone

L’intervento di Matteo Allone

L'intervento dell'Avv. Silvana Paratore

L’intervento dell’Avv. Silvana Paratore

Il pubblico intervenuto

Il pubblico intervenuto

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La dr.ssa Maria Teresa D’Agostino ha effettuato visite e valutazioni clinico- nutrizionali con tanti consigli per uno stile di vita sano. Il prossimo appuntamento sabato 23 febbraio con la prevenzione in ambito geriatrico

 

Continuano gli appuntamenti con le “Le Giornate delle Salute”, ideate dalla dr.ssa Daria Caminiti, medico – chirurgo specialista in otorinolaringoiatria ed esperta in allergologia, e organizzata nei locali della Casa di Soggiorno per Anziani “Carlo Zuccaro” di Taormina. Un’iniziativa rivolta principalmente alla prevenzione delle patologie che riguardano da vicino la terza età, che ha visto l’entusiastica adesione della cittadinanza, oltre quella di numerosi specialisti, dell’associazione Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni e gli Enti locali del comprensorio. Nella seconda Giornata il focus è stato sulla prevenzione in ambito nutrizionale con la biologa nutrizionista clinica Maria Teresa D’Agostino.

«Una giornata dedicata alla salute dei cittadini - spiega la dr.ssa Maria Teresa D’Agostino in una perfetta integrazione tra la medicina preventiva abbinata alla promozione di uno stile di vita sano. Ho aderito con entusiasmo all’iniziativa della dr.ssa Caminiti perché ritengo che la prevenzione è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per rimanere in salute. E la prevenzione comincia dall’alimentazione». La dr.ssa Maria Teresa D’Agostino, specialista in nutrizione clinica, con il supporto dei volontari della Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni ha effettuato visite e valutazioni clinico- nutrizionali ai tanti cittadini provenienti da tutto il comprensorio, da Mojo Alcantara a Santa Teresa di Riva, e agli ospiti della Casa di Soggiorno per anziani “Carlo Zuccaro” di Taormina. Dopo una attenta anamnesi del paziente ha fornito dei consigli utili per una corretta alimentazione e uno stile di vita sano. «Mangiare in modo corretto   sottolinea la nutrizionista – può aiutare non solo a mantenersi in forma ma anche a prevenire e curare, soprattutto negli anziani, alcune patologie quali obesità, diabete, malattie metaboliche e cardiovascolari».

Il prossimo appuntamento con le “Giornate della Salute” è previsto per sabato 23 febbraio. I medici Francesco Lo Giudice, specialista in medicina interna, Monica Mazza e Santi Di Stefano, specialisti in geriatria, dalle 8.30 alle 13.30 nei locali della Casa di Soggiorno per anziani “Carlo Zuccaro” di Taormina, effettueranno una valutazione clinica delle patologie metaboliche e dell’età geriatrica (diabete ipertensione, vasculopatie generali, ipercolesteroleia). Mentre la giornata di prevenzione in ambito oncologico e chirurgico con il dr. Alessandro D’Angelo, specialista in oncologia, e la dr.ssa Antonella Gallodoro, specialista in chirurgia plastica, è stata spostata a sabato 30 marzo. (Vedi nuova locandina allegata).

Le Giornate della Salute hanno ottenuto il patrocinio della Fraternita Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni e dei comuni di Taormina, Antillo, Castelmola, Francavilla di Sicilia, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Forza d’Agrò, Letojanni, Mojo Alcantara, Mongiuffi Melia, Randazzo, Roccella Valdemone, San Teodoro, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo. Media partner delle “Giornate della Salute” è la Maurfix Srl, agenzia di comunicazione e strategia digitale di Roma, con sede operativa anche a Taormina (www.maurfix.it).

Giornata della Salute con la dott. Maria Teresa D'Agostino

Giornata della Salute con la dott. Maria Teresa D’Agostino

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Giovedì 31 gennaio per la sua storia da Obeso a Modello e per il suo libro autobiografico “Quel Benedetto Tunnel” sarà ospite a “Pomeriggio Cinque”.

Stefano è già stato premiato come scrittore emergente per l’anno 2018 dall’Accademia delle Prefi.

La storia di Stefano Fappiano, 33 anni, e della sua rinascita dopo il bullismo. «Mi chiamavano nano o arancino con i piedi». Ora fa (anche) il modello

Stefano Fappiano ha 33 anni, fa l’operatore turistico a Ragusa e il modello. Ma la sua vita, era molto diversa, fino a qualche anno fa. La sua infanzia e la sua adolescenza sono passate attraverso il bullismo, gli insulti e le critiche prima per la sua bassa statura, poi per il suo peso.

«Mi chiamavano nano, la frustrazione mi logorava, essere basso era una croce. Una volta cresciuto, però, sono ingrassato vistosamente: sfogavo il nervosismo nel mangiare, mi chiamavano ‘arancina coi piedi’. Non uscivo più di casa, avevo paura per la mia forma fisica: ero obeso, mi sembrava che tutti mi guardassero e giudicassero» ha raccontato Stefano, autore del libro «Quel benedetto tunnel» in cui racconta la sua rinascita. «Ho pensato di farla finita» aggiunge ancora. Poi, l’aiuto del padre, personal trainer Claudio, lo porta in palestra e la sua vita cambia. «Ho partecipato a un provino fotografico a Ragusa, senza aspettarmi niente. Per quanto ne sapevo, poteva pure trattarsi di una mezza truffa. Invece, poi sono stato convocato nella sede di Dolce&Gabbana, ho incontrato i due stilisti e ho sfilato per loro al Metropol nel gennaio del 2013. Nello stesso anno ho partecipato a uno shooting fotografico a Taormina con Monica Bellucci e Bianca Balti», spiega. E oggi, con il suo libro, racconta a tutti che rinascere dopo insulti e le umiliazioni è possibile, basta credere in se stessi ed infine l’alto riconoscimento dell’Accademia delle Prefi come scrittore emergente per l’anno 2018.

Il presidente dell'Accademia delle Prefi e Stefano Fappiano

Il presidente dell’Accademia delle Prefi e Stefano Fappiano

Gli stilisti Dolce & Gabbana con  Stefano Fappiano

Gli stilisti Dolce & Gabbana con Stefano Fappiano

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Tra gli interventi in programma alla Cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario anche quello dell’Osservatorio sui temi ed i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Lucia Natoli. Delegata l’avv. Silvana Paratore che nel suo discorso depositato in Corte d'”Appello,  ha illustrato le finalità dell’Osservatorio volte alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità di vita dei bambini e degli adolescenti. Affermare i diritti dell’infanzia significa affermare i diritti della persona umana. Dobbiamo recuperare la dignità umana, la cura delle relazioni, la capacità di costruire la “comunità”. Ribadito il rilievo delle azioni volte alla promozione della cultura della legalità ed alla diffusione dei valori fondanti la nostra democrazia. Occorre collaborare attivamente con le Istituzioni nella lotta alla pedofilia, alla pedopornografia, agli abusi ed ai maltrattamenti sui minori ed ad tutte le altre fenomenologie che minano alla base il benessere – riconosciuto come diritto fondamentale – dei soggetti in età evolutiva. Marcato il richiamo all’esempio del Giudice Roberto di Bella del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria dall’Osservatorio insignito nell’anno 2018 di Benemerenza per il metodo di lavoro denominato “Liberi di scegliere” volto ad affrancare dalla strada i figli degli ndranghetisti, che ha ispirato la fiction di Raiuno in onda dal 22 gennaio interpretata dall’attore Alessandro Preziosi. Incisivo infine a fine discorso,  il ringraziamento alle Autorità militari ed alle Forze Armate e di Polizia, la cui presenza ed impegno ha scritto la Paratore, rinnovano visivamente quella sinergia interistituzionale che deve caratterizzare l’azione dello Stato sul nostro territorio e che è la chiave per l’affermazione della legalità.

L'avv. Silvana Paratore

L’avv. Silvana Paratore

L'Avv. Silvana Paratore

L’Avv. Silvana Paratore

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La voglia di ritrovarsi è stata forte e così, a distanza di cinquant’anni, alcuni ex studenti della Scuola media “Caio Domenico Gallo” sono riusciti a rivedersi e trascorrere una serata in compagnia in un noto locale del centro cittadino. Gli allievi della classe I D dell’Istituto messinese di via Natoli hanno avuto modo di ricordare  aneddoti e curiosità legati ai tre anni vissuti a  stretto contatto di gomito dal lontano Anno scolastico 1967-1968.

Con qualche filo di capelli bianchi in più sulla testa, ognuno di loro ha anche avuto modo di “raccontarsi”, di condividere, con gli ex “compagnetti”, i momenti più importanti delle loro vite e delle singole carriere professionali.

Certo, ritrovarsi allo “Chez Toi” dopo mezzo secolo non è stato facile, ma il gruppo di ex studenti (alcuni dei quali hanno continuato insieme l’iter scolastico anche alle Superiori) conta di diventare in futuro ancora più corposo. Le “ricerche” di “nuovi” (si fa per dire visti i piccoli acciacchi “confessati”) compagni continuano e si prospetta già un ulteriore “rendez-vous”.

All’appello hanno risposto “presente”: Margherita Bambino, Filippo Bonaccorso, Antonella Cardia, Francesco Cristaudo, Salvatore Foti, Filippo Gensabella, Cesare Giorgianni e Vincenzo Provenzano.

Gli ex compagni di classe

Gli ex compagni di classe

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Assegnata al giornalista Domenico Interdonato presidente dell’Ucsi Sicilia, la Targa “Salvo Nibali”, giunta alla V edizione e inserita nell’ambito della XXX edizione del Premio Nazionale di Poesia sul Natale, città di Tremestieri Etneo.

Nel ricevere il premio il presidente Interdonato ha salutato i numerosi partecipanti, e gli ospiti a cominciare dall’Arcivescovo di Catania,  SE. mons. Salvatore  Gristina, il sindaco di Tremestieri, Santi Ranno e il parroco don Salvo Scuderi, inoltre ha ricordato le tante iniziative prodotte dall’Ucsi regionale, che  aggrega figure di spicco del giornalismo siciliano, i quali operano  con spirito di servizio, coerenza,  fedeltà ai valori cristiani e rispettosi della dignità della persona umana. Il presidente Interdonato, ha dedicato il premio ai giornalisti siciliani “grandi testimoni della verità”, uccisi dalla mafia.

Il giornalista Salvo Nibali, prematuramente scomparso il 27 dicembre 2005, è stato direttore e animatore del settimanale dell’Arcidiocesi di Catania “Prospettive”. La targa è stata consegnata al presidente Interdonato, da Giuseppe Adernò, presidente dell’Ucsi di Catania e  componente storico della giuria del Premio, in occasione del 60° anniversario della nascita dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, sessant’anni di presenza e di servizio alla Chiesa e alla società.

L’evento promosso dalla Parrocchia S Maria della Pace, è stato presentato dal dott. Vincenzo Caruso, anima del Premio e figura di spicco nel panorama culturale dell’area etnea. Sin dalla prima edizione il settimanale “Prospettive” è stato la voce del  concorso poetico nazionale, ideato con amore e dinamismo dal sac. Salvatore Consoli.

Ospite d’onore del Premio è stato il fotoreporter Antonio Parrinello, il quale ha presentato una “poesia speciale”, scritta con le immagini e senza parole, ma fortemente incisiva ed eloquente, presentando il dramma degli immigrati al loro arrivo sulle coste siciliane. Volti di bambini,  di giovani, di mamme e  di papà che chiedono aiuto, sguardi smarriti intrecciati ad  affettuosi gesti di attenzione delle crocerossine, dei militari  portuali e delle Forze di Polizia, impegnate nel servizio di accoglienza.

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO'

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO’

I partecipanti alla manifestazione

I partecipanti alla manifestazione

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MessinaCelebrata anche a Messina la Giornata Nazionale della Bandiera ( festa del Tricolore) istituita con legge 671 del 31.12.1996. A promuovere l’evento apertosi con l’Inno di Mameli,   l’A.N.C.R.I. (Associazione nazionale Cavalieri dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana) sezione territoriale di Messina col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Messina, dell’A.I.O.C. (Associazione insigniti Onoreficenze cavalleresche), dell’Associazione culturale peloritana Castanea , del Museo storico Forte Cavalli, della Società Cooperativa Castanea, del Museo Etnoantropologico “ I ferri du Misteri” di Castanea. L’incontro si è svolto alla presenza del Prefetto di Messina dott.ssa Maria Carmela Librizzi che è intervenuta con un contributo sulla Giornata Nazionale del Tricolore. Presenti anche il Questore di Messina dr. Mario Finocchiaro, il Col. Antonino Drago del Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina, il Col. GiovanBattista Frisone della Brigata Meccanizzata Aosta, il Maggiore Roberto Lauretta in rappresentanza del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, il Tenente Salvatore Speziati del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Messina, il Tenente di Vascello Claudio Antonuccio della Marina Militare, il Capitanto di corvetta Salvatore Scalzo della Capitaneria di porto di Messina, le associazioni combattentistiche militari (Nastro Azzurro, Guardia Costiera Volontaria di Messina, Associazione Nazionale del Fante), il Direttore provinciale INPS Messina dr. Marcello Mastrojeni, il direttore dell’Ufficio Dogane  e Monopoli di Messina dr. Ivan Spina, il presidente A.I.O.C. Sicilia Cav. Giuseppe Cacciola, il rappresentante del Kiwanis Club Messina Zancle dr.Umberto Giuffre’. Nutrita la partecipazione di studenti provenienti dalle classi 3 B del Liceo Scientifico Seguenza accompagnati dalla docente Addolorata De Marco, I G del Nautico Caio Duilio accompagnati dal prof. Giuseppe Di Bernardo, 2° e 3° B della Boer Verona Trento accompagnati dai docenti Prestamburgo, Boncoddo, Fiorentino e Russo. Tra il pubblico presenti anche i Cavalieri di Gran Croce dott.ri Walter Bramanti, Giuseppe Romeo e Giancarlo Ingrao.  La tavola rotonda sul tema: La Nascita della Bandiera Italiana. Viaggio tra i valori ed i simboli della Repubblica è stata moderato dal Cav. Avv. Silvana Paratore che ha sottolineato come la giornata del Tricolore abbia una notevole valenza educativa poiché la bandiera italiana è portatrice di valori ed ha contribuito a definire la nostra identità nazionale. Fare memoria delle vicende legate al nostro Tricolore, può significare “non perdere le radici” di chi ci ha preceduto nella costruzione dell’Unità d’Italia, e soprattutto mantenere vivi i sentimenti e gli ideali che sono presenti nella nostra Costituzione. Data lettura del messaggio del Presidente A.N.C.R.I. Nazionale Cav. Tommaso Bove che nel complimentarsi per l’organizzazione dell’evento ha ribadito l’impegno quali associati ANCRI, di ” tenere sempre vive le motivazioni ideali e sociali poste all’origine del prestigioso attestato civico conferito dal Presidente della Repubblica e di promuovere i valori della persona che la Costituzione pone al centro del sistema sociale”. Dopo i saluti del Sindaco di Messina, del Vice delegato Ancri Cav. Giovanni Rezoagli, ha preso la parola il Presidente Ancri Messina nonché Responsabile delle Relazioni Istituzionali Ancri Sicilia Cav. Pietro Bongiovanni che ha sottolineato la speranza che celebrazioni come questa ci facciano riscoprire ogni volta la nostra storia, per vivere in maniera più critica e consapevole il presente. A seguire i saluti del prof. Cav. Vincenzo Caruso direttore del Museo Storico Forte Cavalli, del direttore del Museo Etnoantropologico I Ferri du Misteri di Castanea Cav. Domenico Gerbasi e  dell’Assessore alla cultura del comune di Messina prof. Roberto Vincenzo Trimarchi. Interessanti le relazioni del prof. Luigi D’Andrea ordinario di Diritto costituzionale che si è soffermato sul tricolore simbolo dell’Unità Repubblicana sottolineando delineandone i valori costituzionali intorno ai quali la bandiera ha costruito l’identità di una comunità che deve essere rispettosa dei diritti inviolabili di ogni uomo, capace di garantire e valorizzare le eterogenee manifestazioni del pluralismo presenti nel tessuto civile , nutrita della libera e consapevole partecipazione dei cittadini alla vita pubblica ed aperta alla dimensione internazionale e sovranazionale in una prospettiva di pace e giustizia. A seguire la lettura dell’Emblema della Repubblica Italiana oggetto della relazione del prof. Corrado Savasta, docente presso l’Università per stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria ha preso le mosse dal  discrimine tra stemma ed emblema.  Il prof. Savasta ha analizzato la genesi dell’Emblema della Repubblica sia in chiave storica, sia in chiave simbolica al fine di coglierne i più profondi significati in relazione ai valori evocati, ai principi costituzionali richiamati, alla vicenda concorsuale che ne costituisce la genesi ed alla peculiare personalità dell’autore. A conclusione evento consegnati dal Cav. Rezoagli e dal Cav. Tedesco, due doni ( una bandiera della prima guerra mondiale e uno scatolo originale datato 1943 contenente cartucce per moschetto carcano 1891 rese inerti al Direttore del Museo Forte Cavalli.

I relatori

I relatori

La conferenza

La conferenza

Al centro l'Avv. Silvana Paratore

Al centro l’Avv. Silvana Paratore

Il pubblico intervenuto

Il pubblico intervenuto

Partecipanti alla manifestazione

Partecipanti alla manifestazione

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