NOVEMBRE 2019
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Licusati (Salerno) – Conferito nel corso di una solenne cerimonia che si è tenuta, alla presenza delle Massime Autorità religiose, civili e militari presso il Santuario dell’Annunziata di Licusati, il Premio Internazionale Nassiriya all’Avv. Silvana Paratore già Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana con la seguente motivazione:”Fortemente impegnata nel settore del volontariato sociale ed in possesso di elevate virtù etiche e civili che hanno reso il suo operato esempio di solidarietà per le nuove generazioni, ha contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà “. 

Il premio patrocinato, tra gli altri, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal ministero della Difesa viene conferito a persone che si sono distinte nel campo sociale – è il premio di chi si impegna per gli altri, di chi non gira la testa dall’altro lato dinanzi alle difficoltà, è il premio di chi  vuole bene all’Italia-

Tra i premiati di quest’anno anche il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie On. Francesco Boccia, il magistrato Catello Maresca, i giornalisti sotto scorta Sandro Ruotolo e Michele Albanese ed il Contrammiraglio Fabio Agostini. 

La consegna dell'attestato

La consegna dell’attestato

I partecpanti alla cerimonia

I partecpanti alla cerimonia

L'attestato

L’avvocato Silvana Paratore con il Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Maurizio Stefanizzi Comandante della Legione dei Carabinieri della Campania

L'Avv. Paratore mostra l'attestato

L’Avv. Silvana Paratore con il Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano Francesco Paolo Figliuolo

L'avv. Silvana Paratore con il Ministro degli Affari Regionali del Governo On. Francesco Boccia

L’avv. Silvana Paratore con il Ministro degli Affari Regionali del Governo On. Francesco Boccia

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Le cittadine di Antillo e Roccafiorita hanno ospitato in una calda domenica d’autunno  le due cerimonie dedicate ai 100 anni dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. La scelta è caduta su due importanti luoghi che ospitano il Santuario di Monte Kalfa a Roccafiorita e la Campana della Pace di Pizzo Monaco ad Antillo. Le due cerimonie sono state promosse dal Presidente provinciale prof. Salvatore Brancatelli, organizzate dalla Sezione di S. Alessio presieduta dal dott. Concetto Fleres, con il coordinamento del Magg. Vincenzo Randazzo, dell’Istituto del Nastro Azzurro di Messina.

La Santa Messa officiata da don Paolino Malambo, per ricordare i Caduti si è svolta nel Santuario della Madonna dell’Aiuto di Roccafiorita, a seguire la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti, con la partecipazione dei sindaci Concetto Orlando di Roccafiorita e Davide Paratore di Antillo. La cerimonia dell’alzabandiera si è svolta ad Antillo, sotto la campana della pace, presente don Egidio Mastroeni, i sindaci sono stati accompagnati dalle signore Rosina Rizzo e Nina Zizzo, figlie di reduci, assieme alle prof.sse Emilia Palella e Nuccia Foti, che ha realizzato un opuscolo dedicato ai monumenti dei comuni Jonici del messinese.

La sentita cerimonia ha visto la partecipazione dei sindaci di Casalvecchio Siculo, Marco Antonino Saetti e S. Alessio, Nunzio Giovanni Foti, con alcune delegazioni di Associazioni d’Arma, dopo gli interventi di rito l’evento si è concluso con  il saluto e i ringraziamenti del magg. Randazzo: “Autorità, Signore e Signori a nome del Presidente nazionale Commendatore Sergio Paolieri, del Vice Presidente Col. Vito Zucca, del responsabile Regionale Leonardo Lo Monaco impossibilitato a presenziare, a nome di tutte le Sezioni della provincia di Messina, alcuni presenti con i loro vessilli, e mio personale vi ringrazio e rivolgo un caloroso saluto a tutti gli intervenuti.  Oggi con questa breve ma significativa cerimonia abbiamo ricordato i caduti civili e militari di tutte le guerre. Un particolare ringraziamento ai Sindaci della città di Antillo e di Roccafiorita con le loro amministrazioni, alla Polizia di stato, ai Carabinieri, che hanno voluto condividere questo evento, i reverendi Egidio Mastroieni e Paolino Malambo, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, alle Associazioni di volontariato per la collaborazione. Infine un elogio va al dott. Fleres che come Presidente della Sez. di S. Alessio e referente della zona Jonica si adoperato per la buona riuscita della manifestazione.

Il Presidente nazionale Sergio Paolieri, per l’occasione ha inviato il presente messaggio: “Ricorre quest’anno il ricordo della prima celebrazione della vittoria, ma ricorre soprattutto il centenario della fondazione della nostra Associazione Nel marzo del 1919 si tenne infatti a Milano il primo Convegno Nazionale dell’Associazione Nazionale Combattenti in cui venne eletto un Comitato Centrale provvisorio che deliberò di indire a maggio il primo Congresso Nazionale che si tenne a Roma. Nel 1923 l’Associazione Combattenti venne eletta ad Ente Morale con regio decreto. Questi cento anni, che rappresentano la vita e la storia dell’ANCR, sono anche la storia di due generazioni attraverso un secolo. Gli uomini di queste due generazioni appaiono, sotto il profilo storico, diversi per cultura ed educazione, ma uniti dalla drammatica esperienza della guerra. L’Associazione nata nel 1919 è un organismo che si propone di: promuovere il culto della Patria, dei Caduti e della loro memoria; la difesa dei valori morali e delle istituzioni democratiche; l’affermazione della giustizia e del mantenimento della pace tra i popoli; la partecipazione alla soluzione dei problemi sociali del Paese; il riconoscimento dei diritti dei combattenti, la difesa dei diritti da essi acquisiti e l’assistenza ai propri associati per superare le difficoltà della vita”. Oggi nel 2019, la difesa di queste generazioni è affidata al nostro impegno per la loro memoria, ma anche per non disperdere il bagaglio di valori che ci hanno trasmesso insieme alla volontà di “combattere” sempre per un’Italia più giusta e più libera. Questa contingenza storica rappresenta per noi, ancora più di altri, un’importantissima occasione per far sentire ancora più forte la nostra voce e per ridare l’onore che meritano ai nostri Caduti, rinnovandone il ricordo e i sacri valori per cui hanno donato la propria vita. Non si tratta di una ripetizione rituale ma di un’azione decisa ed incisiva di conferma dei valori che devono permeare le nostre azioni di tutti i giorni ricordando sì il passato, ma auspicando soprattutto una pace finalmente duratura per tutta l’umanità. Questo ci sembra il modo più giusto ed attuale per ricordare tale ricorrenza tributando un doveroso e commosso omaggio a quanti, fedeli al tricolore, sacrificarono la loro giovane esistenza agli ideali di amor di Patria, di indipendenza, di libertà e di democrazia e quanti nelle Forze Armate mettono ogni giorno a repentaglio la loro vita. Il nostro impegno per il futuro si manifesta attraverso un legame profondo con il passato e con gli uomini che lo hanno percorso: i Combattenti, siano essi caduti in battaglia o successivamente. Il 4 novembre è la loro festa e il nostro giorno di speranza. Ricordiamo che quest’occasione di incontro tra passato e presente non è un palcoscenico politico, che il riferimento al presente non può caratterizzarsi in un discorso di parte. Proprio in questo momento di passaggio è essenziale che la nostra condotta, il nostro impegno, la nostra voce siano espressione dei valori combattentistici: Memoria, Patria, Libertà, Tricolore. È l’affetto profondo che ci lega al nostro Paese che deve caratterizzare le nostre parole e soprattutto le nostre azioni. Concludo: dobbiamo saper trasmettere alle nuove generazioni la memoria storica, affermando che senza memoria non c’è futuro”.

I partecipanti alla cerimonia del Centenario "Combattenti e Reduci"

I partecipanti alla cerimonia del Centenario “Combattenti e Reduci”

La S. Messa con i sindaci

La S. Messa con i sindaci

I partecipanti alla S. Messa

I partecipanti alla S. Messa

 

 

 

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Messina – “Sono un’attrice. No, non ridete. Questa non è una battuta. E se riesco a non farvi capire quanto mi faccia male quando mi prendete in giro per questo mio mestiere, ecco, è perché so interpretare il mio ruolo, perché recito; perché sono un’attrice”. È il monologo, serio intimista e incisivo, di Gaia Scorza che conclude “Suore Ebbasta” dei “Barcollanti”, un’ora e mezza di cabaret esilarante, completamente inedito, vibrante di testi originali e battute strappa-risate, cucito dalla giocoleria di parole e canzoni stile Oblivion di Davide Caputo e dalle cover suggestive de “I 2 perché” (Silvia La Face e Riccardo Ingegneri).

Il doppio sold out e le continue ovazioni tributate a “Suore Ebbasta” al piccolo Teatro della Luna Obliqua (via Garibaldi 136, Messina) inaugurano nel migliore dei modi “La Stagione della Lunadi Sasà Neri. Tutto, dai testi ai costumi, dai movimenti scenici alle caratterizzazioni è frutto della creatività e del lavoro degli stessi attori. Che in scena sorprendono ben oltre il previsto, con la giusta dose di politicamente scorretto, tra ritmo serrato, cast a incastro e la vis comica straripante persino dai più “insospettabili”.

Ma c’è di più. Anziché essere l’uno la replica dell’altro, i due spettacoli, quello del sabato sera e quello della domenica pomeriggio, sono totalmente diversi. Gli sketch erano troppi per andare tutti in una sola tornata. E troppo buoni perché Sasà Neri si convincesse ad eliminarli dalla scaletta. Si passa dai due sketch con la suora rap che danno il nome allo spettacolo (Laura Motta e Sabrina La Bella con Simone Siclari, Ferdinando Crisafulli, Francesco Gerbino, Roberta Messina, Carol Minutoli, Eleonora Mondello) alla storia di Suor Dinazione (Arianna Cama), dalla suora romana che si confida al telefono con Gesù (Mariangela Bruno) alle due suore danzatrici (Emilia Cacciola e Miriana Saja), dalla ballerina sexy che racconta le vicende della Compagnia dei Balocchi (Laura Fiorello) all’interrogatorio con macchina della verità (Giorgio Galipò con Francesco Gerbino e Davide Caputo), dall’attrice che bisticcia con la sua ansia (ancora Gaia Scorza con Alice Ingegneri), alla moglie gelosa del gangster (Nicoletta Tranfo ancora con Davide Caputo), dal ragazzo in lite con la madre (Santi Lembo ancora con Alice Ingegneri) al prete che balla sbagliando il sermone (Giuseppe Messina).

E nel gran finale, tutti a sorpresa sul palco (raggiunti da Marina Cacciola, Chiara Frisone, Alessandra ed Elisabetta Gugliandolo, Caterina Pastura, Aurora De Domenico, Viviana Romano e Noemi Trifirò) per cantare “Hail Holy Queen” (da Sister Act), anteprima di “Sono solo quattro sorelle”, il musical della Compagnia dei Balocchi a debutto il 22 novembre al Teatro Annibale con Margherita Frisone protagonista, la regia di Sasà Neri e la direzione musicale di Giulio Decembrini.

I due perchè

I 2 perché” (Silvia La Face e Riccardo Ingegneri)

SUORA EBBASTA, la suora rap

SUORA EBBASTA, la suora rap

 BARCOLLANTI

BARCOLLANTI

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Messina – L’Ambasciata di Ucraina in Italia, in collaborazione con la Città metropolitana di Messina, organizzano la mostra fotografica “Donbass, Europa”, in programma dall’11 al 18 novembre 2019 ed allestita nel ballatoio del Palazzo de Leoni.
All’inaugurazione, in programma a Palazzo dei Leoni alle ore 9.00, parteciperanno il Sindaco metropolitano Cateno De Luca e il Console Generale dell’Ucraina a Napoli Viktor Hamotskyi; successivamente il Console di Kiev incontrerà nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni gli studenti dei licei “Giuseppe Seguenza”, “Francesco Maurolico” e “Giuseppe Farina” per discutere sul tema “l’Ucraina a difesa dei valori europei”.
La mostra è composta da dodici foto dell’italiano Roberto Travan (serie “Twelve shots from Donbass”) e da 30 foto dell’ucraino Oles Kromplias (serie “Promka”, entrambi fotografi professionisti, vincitori di vari premi internazionali.
Le foto di Kromplias e di Travan intitolate, rispettivamente “La guerra dimenticata” e  “Il confine della verità”, sono state scattate nelle zone di combattimento.

Donbass Europa locandina

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PALERMO– “Tempi di transizione. Sostenere le transizioni del bambino e dell’adolescente in condizioni pediatriche” è il titolo del secondo congresso internazionale della Società italiana di psicologia pediatrica che si terrà a Palermo dal 7  al 9 novembre presso la sede dell’Ordine dei Medici a Villa Magnisi.

Organizzato dalla S.I.P.Ped. e dall’Ordine degli psicologi della Sicilia in collaborazione con l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione della Regione Siciliana e Formez PA nell’ambito del PO FSE 2014-2020, l’evento intende aprire una riflessione sui percorsi intrapresi negli ultimi anni dai professionisti che operano nel settore e approfondire i cambiamenti evolutivi dei bambini.

Si tratta infatti di una kermesse di promozione scientifica, culturale e gestionale, che affronta, in termini di prevenzione e di supporto, le difficoltà della crescita che sorgono durante una patologia e ha l’obiettivo di portare all’attenzione degli operatori del settore (psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, ginecologi, infermieri, ecc.) come tali problematiche possano iscriversi tra i fattori di rischio dell’infanzia e dell’adolescenza che hanno, poi, ricadute sociali preoccupanti come instabilità, depressione, problemi scolastici e difficoltà nell’inserimento del mondo del lavoro.

“La tematica analizzata – afferma l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla – pone una complessità di variabili che il congresso, attraverso le scelte fatte in termini di presenze, di sessioni di lavoro e d’individuazione dell’utenza, esamina a livello biologico, neuropsicologico, sanitario, educativo e sociale. Un incontro che costituisce, quindi, l’occasione di ripensare e ridefinire anche alcuni aspetti della formazione nel settore”.

Per Giovanna Perricone, presidente della Società italiana di psicologia pediatrica, “è sempre più necessaria la presenza degli psicologi in sanità, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Basti pensare che oltre il 10% dei minori di età compresa tra 0 e 14 anni in Italia soffre di almeno una malattia cronica. E ci colpiscono per esempio i circa 10.000 bambini che ogni anno si ammalano di una malattia reumatica, o i 20.000 bambini e adolescenti con nefropatia. E ancora appaiono particolarmente preoccupanti i dati relativi alla percentuale di coloro che ogni anno nascono con una patologia rara (circa il 70% dei malati in Italia), così come la rilevazione che su 1000 nati vivi tra i 6 e gli 8 nascono con una cardiopatia congenita, spesso peraltro una delle principali cause di mortalità infantile, o le cifre sull’incidenza delle patologtumorali in età pediatrica: ogni anno oltre 160 nuove diagnosi in minori tra i 0 e i 14 anni. A tutto ciò, come ci suggeriscono diversi studi del settore, si aggiunge la considerazione della crescente associazione tra malattie croniche o severe in età pediatrica e la presenza di sintomi psicopatologici, in particolare di ansia e depressione. Per queste, e per altre ragioni – conclude Perricone –, durante il congresso discuteremo anche sui metodi da adottare per sostenere il cammino di crescita di ogni bambino e di ogni adolescente che deve affrontare una malattia”.

Numerosi saranno i temi dai risvolti scientifici e sociali che saranno affrontati da relatori autorevoli. Dopo l’incontro di inaugurazione, previsto per domani alle ore 15 con i saluti istituzionali degli assessori regionali alla Salute e all’Istruzione, Ruggero Razza e Roberto Lagalla, del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e del rettore dell’Università del capoluogo, Fabrizio Micari, nel corso del congresso interverranno Giuseppe Masera, pediatra di fama internazionale e padre dell’onco-ematologia pediatrica, già direttore della UOC dell’ospedale San Gerardo di Monza; Massimo Ammaniti, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo dell’Università La Sapienza di Roma e Massimiliano Oliveri, ordinario di Neuroscienze cognitive dell’Università di Palermo e con loro tanti altri docenti di atenei italiani, europei e americani.

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La forza comunicativa della musica sarà protagonista giovedì 31 ottobre, alle 9 e 30, dell’incontro tra il cantautore ripostese Ture Most e gli alunni della scuola media dell’Istituto Comprensivo di Santa Venerina. Il cantautore racconterà ai ragazzi la propria esperienza artistica ed il significato dei brani, che riflettono le proprie radici. Ma questo sarà solo un primo assaggio. L’11 novembre Ture Most tornerà all’Istituto Comprensivo di Santa Venerina per una esibizione dal vivo. “Abbiamo deciso di organizzare questo doppio incontro con Ture Most – spiega la dirigente scolastica Mariangiola Garraffo – per dare ai ragazzi la possibilità di conoscere un cantautore locale e comprendere così che il linguaggio musicale è un linguaggio universale. Il racconto della nostra terra, delle nostre radici può avvenire anche attraverso la musica e la scelta di testi ben precisi. Il siciliano, che non è un dialetto ma una vera e propria lingua, può essere uno strumento di comunicazione potentissimo, al pari della lingua italiana e della lingua inglese, più conosciute dai ragazzi. E’ più difficile trovare un cantautore giovane che sceglie di scrivere e cantare in lingua siciliana. Ture Most invece – conclude la dirigente scolastica – ha scelto di utilizzare il dialetto, non in forma neomelodica, genere musicale che non ci appartiene, per raccontare i  nostri luoghi e farli diventare luoghi di poesia”.
Ture Most nasce dal rap e le sue canzoni sono caratterizzate da componenti melodiche e dialettali che contribuiscono a qualificare il suo genere musicale nella categoria “Indie-Rap”. Le tematiche dei suoi brani si alternano tra le leggende territoriali e l’introspezione, valorizzandone la sicilianità. Dal giugno 2018 trova la sua identità artistica con l’uscita del singolo “La luna sul canneto”, pezzo che parla della leggenda del “Sugghiu da turri”, con videoclip animato, ambientato tra le ‘vanedde’ di Torre Archirafi, borgo marinaro di  Riposto (CT). ‘Vanedde’ che ritornano tra i versi di “Tequila e vavalaggi”.
Questi singoli vanno a comporre l’album di esordio dal titolo “Mostalgia”, prodotto dal fratello R-Most e che vede le collaborazioni di Valerio Brunetto alla chitarra, i remix del trio jonico JJR e il feat ‘eterno’ col padre di Ture, Frank Mostaccio, cantautore ripostese scomparso nel 2009. L’album dei fratelli Most è disponibile su Youtube, Spotify e tutte le altre piattaforme musicali, dove dall’uscita (17 maggio) ad oggi sono stati totalizzati oltre 200mila stream. Il duo ha in cantiere un secondo album, che vede confermata la presenza di Brunetto, e ad inizio novembre pubblicherà l’uscita del videoclip inedito di “Camurria”, nuovo singolo con la regia di Graziano Piazza.

Ture Most

Ture Most

Ture Most

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La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lucio Barbera” della Città Metropolitana di Messina ospiterà martedì 29 ottobre, alle ore 17, la presentazione del romanzo “Il Rifugio della Morte” (Armando Siciliano Editore), il terzo di Cesare Giorgianni, in ordine cronologico dopo “Baracche e schiavitù nell’Europa del XX secolo” (2015) e “Morte a Taormina” (2016).

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Metropolitano, dott. Cateno De Luca e della dott.ssa Anna Maria Tripodo, Dirigente della V Direzione, introdurrà i lavori la dott.ssa Angela Pipitò, direttrice della Galleria d’Arte. Seguiranno gli interventi del giornalista Cesare Giorgianni e dell’editore Armando Siciliano.

Questo romanzo rappresenta un nuovo impegno letterario per il giornalista messinese, oggi in pensione, che nella sua carriera ha lavorato da professionista per il quotidiano “La Sicilia” dal 1989 sino alla fine del 2017, sia nella redazione della Città peloritana che in quella centrale di Catania; in passato ha anche redatto servizi per l’emittente televisiva regionale “Antenna Sicilia-Teletna” ed è stato Direttore responsabile del settimanale peloritano “Il Soldo” (1987-1988). Dal 2018 collabora con la testata online Tempostretto. “Il Rifugio della Morte” è il secondo giallo della serie ambientata nella provincia di Messina, in particolare nei centri della riviera ionica, nel quale si muove anche qualche personaggio già presente in “Morte a Taormina”. Un fil rouge che non comporta di certo la necessaria lettura del romanzo precedente, essendo le due trame sì legate tra loro, ma solo per la presenza di protagonisti “base”, quali, ad esempio, un cronista “d’assalto” e un capitano dei Carabinieri. Ma anche di un clochard, dal cui assassinio si dipana il racconto, illustrato, come nel caso precedente, con il piacevole ausilio di tante rare cartoline d’epoca, autentiche “chicche” culturali, tratte dalla collezione dello stesso autore.

“Il rifugio della morte” si sviluppa, con riferimenti a temi di grande attualità, tra suggestivi e caratteristici angoli, più o meno conosciuti, dei paesi del comprensorio che va da Taormina a Scaletta Zanclea, passando soprattutto per Letojanni, Giardini Naxos, Fiumedinisi ed altri centri. Centri, questi, “familiari” all’autore, per l’attenzione giornalistica quotidiana prestata in circa tre decenni di lavoro in redazione. Un altro “caso” di fantasia, quindi, nel quale il giornalista ha voluto cimentarsi, dopo “Morte a Taormina” e il positivo esordio di “Baracche e schiavitù nell’Europa del XX secolo”; storia vera dedicata al padre Alfredo, prigioniero dei nazisti in Germania, durante la Seconda Guerra Mondiale, in un campo di concentramento del Terzo Reich. Una cronaca reale di lavoro coatto dei cosiddetti “IMI” (Internati Militari Italiani), di paura, fame e sofferenze infarcita di “convenienti” perché vitali intrecci amorosi, narrata in presa diretta, con la voce dal deportato, dal “di qua” del filo spinato.

Cartoline e foto d’epoca, nei tre romanzi in “salsa messinese” di Cesare Giorgianni, oltre ad accompagnare i testi, contribuiscono anche alla riscoperta della storia e dell’identità del nostro territorio.

Locandina libro

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Roma, 16/10/2019Il 50° congresso nazionale della Società italiana di chirurgia pediatrica avrà luogo dal 22 al 24 ottobre a Palermo presso Palazzo Chiaromonte Steri.

Organizzato dalla SICP con la partecipazione dell’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana nell’ambito del POR FSE, la kermesse intende aprire una riflessione sui percorsi intrapresi negli ultimi anni dai professionisti che operano nel settore della chirurgia pediatrica e approfondire la sua costante evoluzione.

“Dopo 25 anni il congresso torna finalmente a Palermo – afferma l’assessore regionale  all’Istruzione Roberto Lagalla –. Sarà un’occasione di confronto su tutti gli aspetti della chirurgia pediatrica e in particolare un prezioso momento formativo per i giovani chirurghi pediatri e specializzandi della nostra regione”.

I lavori dell’assise saranno infatti incentrati su tutti i campi scientifici di interesse chirurgico pediatrico, con un programma serrato di incontri e tavole rotonde su temi predefiniti che ospitano gli esperti italiani del settore. Sessioni di comunicazioni dedicate e a tema libero completeranno il quadro scientifico dell’evento, dove vi saranno anche seminari organizzati dalle sezioni affiliate alla Società come l’oncologia, l’urologia, la chirurgia mininvasiva e robotica e la recente sezione giovani.

Previsto inoltre un corso di aggiornamento precongressuale gratuito su tecniche di chirurgia laparoscopica e aperta sperimentale, realizzato in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico di Palermo e dedicato a giovani chirurghi pediatri e specializzandi iscritti al congresso e/o alla Società italiana di chirurgia pediatrica.

Alla cerimonia di inaugurazione, prevista per martedì 22 ottobre alle ore 18 nella Sala delle Capriate di Palazzo Chiaromonte Steri, interverranno tra gli altri Mario Lima, presidente della Società italiana di chirurgia pediatrica; gli assessori regionali alla Salute e all’Istruzione, Ruggero Razza e Roberto Lagalla; Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo e Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Palermo. Apriranno il congresso i presidenti della kermesse Marcello Cimador e Gloria Pelizzo.

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“Si tratta di un appuntamento importante per la società scientifica che raggruppa i chirurghi che si interessano del bambino, del lattante e del neonato che sono circa 500 in tutta Italia – sostiene Mario Lima –. Nelle giornate del congresso i rappresentanti dei circa 60 centri italiani del settore si confronteranno e discuteranno sulle più importanti tematiche scientifiche e sulle più moderne tecniche chirurgiche come la chirurgia mininvasiva pediatrica e neonatale e la chirurgia robotica pediatrica. Saranno inoltre dibattuti, in tavole rotonde, argomenti inerenti la chirurgia urologica, neonatale, oncologica e toracica. Rilevante è lo spazio riservato alle problematiche riguardanti la formazione post-laurea: a questo tema sono dedicati un incontro che vede protagonisti i medici specializzandi della chirurgia pediatrica italiana e un corso precongressuale sulla suture chirurgiche, laparoscopiche e robotiche indirizzato ai giovani. E il congresso sarà anche il momento, per il consiglio direttivo, di presentare importanti iniziative e obiettivi che la SICP persegue in questi anni come la creazione di linee guida sul trattamento delle patologie chirurgiche pediatriche, il lancio di un corso FAD indirizzato al completamento della formazione specialistica dei giovani chirurghi pediatri e la strutturazione della Società nelle sezioni territoriali (regionali e interregionali) e nelle sezioni scientifiche riguardanti i maggiori campi di patologia chirurgica pediatrica e neonatale”.

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Messina - “Come Francesco è andato a trovare il Sultano 800 anni fa, oggi caro mons. Giovanni Accolla lei ci ha fatto visita ed è il benvenuto nella nostra casa“, questo è stato il saluto all’Arcivescovo di Messina, dato dal prof. Dario Tomasello portavoce della Comunità Islamica. L’incontro è avvenuto a Villa Garufi sede della Moschea e del Centro Culturale Islamico, sotto una tenda bianca, che con fantasia poteva trasformarsi in una tenda berbera, servita a ripararsi da un violento acquazzone di inizio autunno, l’aria tersa ha reso  gradevole l’incontro interreligioso.

Il benvenuto a tutti gli ospiti lo ha dato Refaat Mohamed, Presidente della Comunità Islamica di Messina: “Il ricordo dell’incontro antico di 800 anni deve essere la nostra luce, non ci sono altre strade, noi ci crediamo e da 25 anni operiamo insieme a quanti credono nella pace“. Mons. Giovanni Accolla:Sono qui per la gioia di condividere, penso che i piccoli semi possono far nascere grandi piante,  non smettiamo  mai di impiantare piccoli semi nel cuore di ogni uomo, senza attendere l’immediato profitto, perché i frutti buoni arriveranno con il tempo“. L’Assessore Alessandra Calafiore ha dichiarato: “Queste sono occasioni uniche, approfitto per rivolgermi all’Arcivescovo e alla Comunità Islamica, perché questi incontri  contribuiscano alla crescita e al dialogo“.

Il prof. Dino Calderone ha moderato il meeting dedicato agli 800 anni dall’Incontro in Egitto di S. Francesco con il Sultano al-Kamil e presentato i due relatori fra Graziano Bruno e il prof. Dario Tomasello. Fra Graziano  padre francescano ha ricordato parte della vita di S. Francesco il primo Santo a cercare il contatto con i musulmani.  Francesco non si reca dal Sultano per farlo cambiare, ma per cambiare se stesso, l’incontro è stato citato da diverse fonti e una testimonianza si trova su una epigrafe tombale. Pace a questa casa la pace come suo biglietto da visita è stata l’autentica rivelazione di Dio. La firma di Papa Francesco sul documento della fratellanza umana di Abu Dhabi del 2019, assieme al leader islamico Muhammad Al-Tayyib, grande imam dell’università sunnitica del Cairo, è stato un segno di continuità in onore del Santo del dialogo, di cui porta anche il nome”. Il prof. Tomasello: “siamo nel Luogo dove noi preghiamo e vi accogliamo come Francesco, si ripete l’incontro. Non dialogate con le altre religioni se non nel modo migliore il nostro e il loro è un solo Dio, mi piace sempre ricordare questa citazione riportata in un versetto del Corano”.

La serata è continuata con la lettura dei 99 nomi di Allah,  eseguiti da Omar Salah Hewila e da Imam Sadeq e a concludere  le Lodi all’Altissimo cantate dal gruppo giovanile della Comunità Francescana di Taormina, guidati da Suor Tarcisia Carnieletto, Direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. All’incontro ha partecipato Kheit Ab­de­lha­fid Presidente della Comunità Islamica della Sicilia.

L'EVENTO

L’EVENTO

I partecipanti all'evento

I partecipanti all’evento

Gli interventi

Gli interventi

Foto con i relatori

Foto con i relatori

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione con lo scambio di omaggi

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Nutrita, nel corso della prima giornata di Ottobrando 2019,   la presenza di visitatori a Palazzo Landro Scalisi di Floresta ove il Centro di Educazione ambientale C. E. A. Messina Onlus, ha allestito tutta una serie di iniziative culturali con la collaborazione del Masci Messina 1 il Faro e dell’Associazione Ambiente è vita. Curiosità ha suscitato la mostra Insecta Junior, riciclanido , l’esposizione di foto di Avifauna dello Stretto realizzata dal fotografo Rosario Sardella.  Apprezzati anche l’estratto del museo zoologico Cambria ed i 30 pannelli fotografici e didattici della mostra sicaleons sulla coturnice, uccello raro,  in Sicilia. Momento innovativo della 15 edizione di Ottobrando che ha registrato la partecipazione di migliaia di persone che hanno affollato i vari stand dello Stretto food siciliano e degustato le prelibatezze gastronomiche tipiche del territorio, lo speciale annullo filatelico e la cartolina celebrativa stampata col patrocinio del Cesv Messina. A timbrare la prima cartolina, accompagnato dal sindaco di Floresta, l’assessore Regionale all’agricoltura, allo sviluppo rurale on.  Edy Bandiera che si è complimentato con l’ing.  Francesco Cancellieri per le attività portate avanti in tema di educazione ambientale e per aver contribuito a valorizzare il brand Ottobrando Ambiente. Presenti anche l’assessore al turismo di Floresta Rosaria Mollica, l’assessore agli eventi Giuseppe Calabrese e l’onorevole Giuseppe Catalfamo. A partecipare al taglio del nastro inaugurale della 15 edizione di Ottobrando, anche l’avv. Silvana Paratore componente della commissione tecnico scientifica del Centro di educazione ambientale, conduttrice insieme a Massimo Scaffidi di un talk show ambientale volto ad approfondire i temi di natura, Ambiente, paesaggio e biodiversità. Di desertificazione ha discusso il prof. Vincenzo Piccione presente alla giornata. Un itinerario del gusto tra arte e spettacoli quello realizzato dell’amministrazione comunale di Floresta promotrice di Ottobrando: manifestazione volta a valorizzare il legame tra cibo e Territorio. Ad accogliere il numeroso pubblico a Palazzo Landro Scalisi, il Magister Letterio Brigandì del Masci Messina 1 il Faro.  Le mostre  potranno essere visitate dalle ore 9 alle ore 13 e dalle 15 alle 17 tutte le domeniche di ottobre. L’ingresso è gratuito.

L'inaugurazione  dell'evento

L’inaugurazione dell’evento

Il taglio del nastro

Il taglio del nastro

Annullo postale

Annullo postale

Il pubblico all'inaugurazione dell'evento

Il pubblico all’inaugurazione dell’evento

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