GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO 2024
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Taurianova cittadina calabrese, antico insediamento della Magna Grecia, pronta a vivere concretamente ii titolo ambito e indiscutibilmente meritato a fronte di un progetto audace di rilevante contatto culturale. Parteciperà alla apertura ufficiale Pierfranco Bruni presidente Commissione Capitale Italiana del Libro 2024. Programma: Taurianova Legge. Riapertura Biblioteca comunale “Antonio Renda”. Convegno, un concerto e una mostra

15 Maggio 2024 di Annalisa Crupi

Taurianova, la città calabrese premiata dal Cepell e dal Ministero della Cultura per le potenzialità di sviluppo socio-culturale del territorio è pronta a vivere concretamente il titolo di Capitale italiana del Libro 2024.

Giovedì 16 maggio, alle 16.00, la cerimonia di inaugurazione nel segno solenne di una svolta epocale per Nuova Taurianum, antico insediamento della Magna Grecia, attuale comune della provincia di Reggio Calabria.  Un aspetto storico fortemente avvertito dalla cittadina vincitrice di un titolo ambito e indiscutibilmente meritato a fronte di un progetto audace di rilevante contatto culturale particolarmente rivolto ai giovani.

Una proposta animata dal forte desiderio di riscatto e rilancio del territorio, selezionata dalla Commissione esaminatrice nominata dal Ministero italiano della Cultura (Mic) presieduta dal noto saggista e antropologo Pierfranco Bruni che, interverrà al momento cruciale della inaugurazione ufficiale di Taurianova Capitale Italiana del Libro 2024. In simultanea il taglio del nastro per l’apertura della rassegna  “Taurianova Legge” darà giovedì immediata e piena attuazione al titolo conquistato dalla cittadina di origine greca, in prossimità peraltro della riapertura della Biblioteca comunale. Rinnovata sul piano strutturale la Biblioteca “Antonio Renda” riapre a sette anni dalla chiusura, nella nuova location dell’ex palazzo comunale di Radicena, antica denominazione della località elevata a Luogo nel Governo di Casal Nuovo dall’ordinamento francese del 1807. In seguito  Radicena col suo villaggio di San Martino fu aggregata a Jatrinoli nel 1841. Dalla loro fusione nel 1926 nacque  il comune di Taurianova.

Il pregevole edificio di quel che fu il palazzo del Comune di Radicena, restituirà alla città un prezioso patrimonio culturale attraverso la  custodia di circa 20mila volumi tra i testi di medicina e diritto risalenti al ‘500 appartenenti all’archivio del filosofo Antonio Renda, (Radicena, oggi Taurianova, 28 settembre 1875 – Roma, 17 aprile 1959)cui la sede bibliotecaria trae il nome.

Dunque un brillante esordio   per Taurianova Capitale del libro 2024 che, con  determinazione, volontà e intenti, ha saputo cogliere   una sfida importante connettendo le proprie potenzialità con la storia della Cultura italiana.

 Alla cerimonia, tra i partecipanti saranno presenti, Rocco Biasi Sindaco di Taurianova, il Senatore Roberto Marti Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica, Giuseppina Princi Vicepresidente della Regione Calabria,  Filippo Quartuccio Consigliere Metropolitano con delega alla cultura.

All’insegna della motivazione premiale riservata a Taurianova, dal Presidente Commissione Capitale del Libro Pierfranco Bruni, basata sulla necessità di combattere il rischio di marginalizzazione sociale dei giovani attraverso la formazione alla lettura,  uno spazio di riflessione sul contrasto alla povertà educativa sarà al centro della serata di apertura. A moderare il convegno, il giornalista Piero Muscari.

Alle 18.00, l’Orchestra Saverio Arlia Wind Orchestra del Conservatorio P.I. Tchaicovsky in concerto. Dirigerà il Maestro Cettina Nicolosi. Chiuderà la serata il vernissage della mostra dell’artista Maria Morgante dalla intensa creatività. In esposizione opere d’arte tridimensionali da pagine dei libri.

Il Comune di Taurianova

Il Comune di Taurianova

Il programma degli eventi

Il programma degli eventi

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MESSINALa Prof.ssa Nunziacarla Spanò, Professore Ordinario di Ecologia e Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed Ambientali dell’Ateneo messinese è stata nominata Presidente del prossimo Congresso della CIESM (Commissioninternationale pour l’explorationscientifique de la merMéditerranée), il piu’ importante incontro di esperti del Mar Mediterraneo e del Mar Nero.

Alla riunione del Comitato organizzatore che si è tenuta a Montecarlo, hanno partecipato tra gli altri, la dott.ssa Laura Giuliano, Direttore Generale della Commissione e l’ambasciatore italiano a Monaco S.E. Giulio Alaimo. La sede del Congresso sarà Palermo, presso Palazzo Sclafani e Palazzo dei Normanni e si terrà dal 14 al 18 ottobre c.a. Del Comitato organizzatore faranno parte anche la Stazione Zoologica Anton Dorhn di Napoli, l’Università di Palermo e l’Università di Catania.

La CIESM avente base a Monaco è stata fondata da 8 nazioni ed oggi include 23 Stati Membri e supporta un network di diverse migliaia di ricercatori marini che monitorano e proteggono il Mare Mediterraneo, un ambiente fortemente impattato e soggetto a repentine modificazioni.
La Commissione integra un ampio spettro di discipline marine, che includono i processi geofisici, chimici e biologici, unitamente con una mappatura ad alta risoluzione del fondale marino; registra e valuta le modificazioni che interessano su larga scala il bacino del Mediterraneo, dall’impatto del global warming sui mari alle modificazioni nella biodiversità marina; dalle alterazioni morfologiche delle coste all’accumulo di residui indesiderati nella catena alimentare marina. La Commissioninternationale pour l’explorationscientifique de la merMéditerranée favorisce lo scambio di standard e idee scientifiche, mantenendo un dialogo costruttivo e pacifico tra popolazioni divise per troppo tempo da conflitti storici.

La Prof. Nunziacarla Spanò

La Prof. Nunziacarla Spanò

 

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Giardini Naxos (Me) – A quasi venticinque anni dal gemellaggio della prima colonia greca di Sicilia con Naxos delle Cicladi (nel 2000) la Città di Giardini Naxos torna ad essere protagonista di un altro importante progetto realizzato in sinergia con la “Comunità Ellenica dello Stretto” che mira a rinsaldare i rapporti con le città greche che fondarono Naxos (Siceliota) ovvero Chalkida e Naxos delle Cicladi, e nel contempo  dare vita ad una “Rete Regionale delle Città Calcidesi di Sicilia”.

Un obiettivo mai realizzato fino ad oggi finalizzato a creare una rete turistico-culturale tra le colonie sorelle calcidesi di Sicilia e le città greche della “madrepatria”. Giardini Naxos non è nuova a questo genere di iniziative. A tal proposito ricordiamo i due importanti gemellaggi con le città di provenienza dei primi coloni greci, quello del 1966 con la Città di Chalkida e quello del 2000 con la Città di Naxos delle Cicladi.

L’idea di rinsaldare i rapporti con le Grecia coinvolgendo anche le altre comunità siciliane di origine calcidese è nata, come spiega l’Assessore alla Cultura e Turismo Prof.ssa Fulvia Toscano dalla “volontà di rispendere l’interlocuzione con le città greche della madrepatria calcidese. Per questo abbiamo riavviato i contatti con le amministrazioni di Naxos e Chalkida coinvolgendo anche le altre colonie sorelle che vantano le stesse nostre origini”. In parole povere un progetto per favorire sinergie e progettualità di varia natura (culturale, turistica, economica ecc.) tra le città della “Rete” legate da rapporti di natura storica e culturale.

         L’iniziativa promossa dal Comune di Giardini Naxos è maturata nell’ambito di alcune importanti iniziative varate in questi ultimi anni dall’attuale Amministrazione Comunale capitanata dal Sindaco Giorgio Stracuzzi come l’Istituzione, nel 2021, di una giornata dedicata alla fondazione di Naxos che avrà luogo ogni anno il 30 di maggio e l’”Osservatorio permanente delle relazioni tra Naxos di Sicilia e la Grecia” nel 2023.

Il 21 febbraio 2024 un altro passo importante: la Giunta Comunale di Giardini Naxos, approva la proposta di istituire nel proprio territorio, il 16 marzo di ogni anno, la “Giornata delle Primavere Ellenichee, la “Rete delle città calcidesi di Siciliatra i Comuni di Giardini Naxos (Naxos), Messina (Zankle), Catania (Katane) e Lentini-Carlentini (Leontinoi).

La proposta di creare una rete delle città di origine greca-calcidese riveste una notevole importanza, sia sul piano culturale che sul piano turistico, al fine ad esempio di promuovere sinergie tra territori che possano elaborare progetti comuni in grado di instaurare interlocuzioni di rango internazionale. La “Rete” che il Comune intende istituire mira alla realizzazione di comuni strategie delle comunità di origine greca-calcidese che, nel tempo, possono diventare fruttuose e concrete progettualità capaci “sia di consolidare un comune perimetro storico e identitario, sia di attrarre un segmento importante di turismo culturale”.

Altrettanto importante e strategica l’idea di istituire la giornata delle “Primavere Elleniche” stabilita per il 16 marzo di ogni anno nell’ambito della quale saranno organizzati eventi culturali ed invitati, per celebrare la giornata, i Direttori dei Parchi delle Città coinvolte, i Soprintendenti per i Beni Culturali insieme a studiosi ed Archeologi.

               Il 16 marzo 2024 è stata inaugurata la prima edizione della suddetta giornata. All’evento hanno partecipato anche i rappresentanti dei Comuni di Messina, Catania, Lentini e Carlentini. Presenti anche gli amministratori delle città greche di Naxos delle Cicladi e di Chalkida, i direttori dei Parchi archeologici di Naxos e Leontinoi, il Presidente della Società Ellenica dello Stretto e vari archeologi.  Nel corso della manifestazione è stata proposta la sottoscrizione di un apposito accordo di collaborazione tra le Città della Sicilia orientale che condividono un origine “Calcidese” ovvero, Naxos, Zankle, Katane e Leontinoi e quelle della madre patria greca: Kalkis e Naxos di Grecia delle Isole Cicladi. Tutto questo per rinsaldare le relazioni culturali e istituire l’apposita “Rete delle Città Calcidesi”.

La manifestazione, articolata in due giornate, quella del 16 e quella del 17 marzo, ha avuto il suo momento clou nella mattinata della prima giornata al Comune di Giardini Naxos dove, nella sala consiliare,  si è svolta la cerimonia della istituzione della “Rete delle Città Calcidesi di Siciliaconclusasi con la firma “simbolica”, da parte dei Sindaci presenti all’incontro, del Protocollo di intesa che, successivamente sarà firmato congiuntamente quando tutte le amministrazioni coinvolte lo approveranno formalmente.

 

La manifestazione inaugurale delle Primavere Elleniche è stata articolata in tre momenti importanti e suggestivi così denominate:

Philia e Xenia. La Città di Giardini Naxos incontra Kalkida e Naxos dove sono intervenuti: 

Il Sindaco Giorgio Stracuzzi per i saluti istituzionali e l’Assessore alla Cultura Prof.ssa Fulvia Toscano, Elena Vaka Sindaco di Chalkida, Joannis Vassiliakis Presidente del Consiglio di Naxos, Arturo Bizzaro Console onorario di Grecia a Catania, Daniele Macris Presidente della Comunità ellenica dello Stretto, Stella Kalisperatou Presidente Società ellenica Relazioni Culturali,  

 

Città Calcidesi di Sicilia. Grecia di Occidente dove sono intervenuti:

Gabriella Tigano Direttrice del Parco Archeologico Naxos-Taormina, Maria Costanza Lentini già direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, Massimo Cultraro Dirigente CNR Catania e Università di Palermo, Massimo Frasca dell’Università di Catania. Moderatrice Isabella Di Bartolo giornalista di Repubblica.

 

Proposta di creazione del Circuito  delle Città calcidesi di Sicilia dove sono intervenuti:

Il Sindaco di Giardini Naxos Giorgio Stracuzzi,  l’Assessore alla Cultura del Comune di Messina Vincenzo Caruso, il Direttore  alla Cultura del Comune di Catania Paolo Di Caro, il Sindaco del Comune di Lentini Rosario Lo Faro, 

l’Assessore alla Cultura del Comune di Lentini Rossana Fangano, il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, Giuseppe D’Urso Direttore del Parco Archeologico di Catania e Valle del’Aci, Carla Mancuso Direttrice del Parco Archeologico di Leontinoi e Megara. Coordina la Prof.ssa Fulvia Toscano.

L'Assessore Fulvia Toscano

L’Assessore Fulvia Toscano 

Daniele Macris

Daniele Macris

L'archeologa Maria Costanza Lentini

L’archeologa Maria Costanza Lentini

Da sin. Orlando Russo Presidente Unione Comuni Naxos Taormina, il Sindaco di Lentini Rosario Lo Faro e il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio

Da sin. Orlando Russo Presidente Unione Comuni Naxos Taormina, il Sindaco di Lentini Rosario Lo Faro e il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio

La foto di gruppo con gli Amministratori

La foto di gruppo con gli Amministratori

Foto di gruppo con gli Archeologi

Foto di gruppo con gli Archeologi

Evento pomeridiano del 16 Marzo:

Nel pomeriggio del 16 marzo i lavori sono proseguiti  altri tre appuntamenti svoltesi al bistrot del Lido di Naxos:

Alle 15,30 l‘incontro intitolato:Antiche vie dei vini – Coltivare la vite, produrre il vino archeologia sperimentale nella chòra di Naxos” 

Alle 16,30 l’incontro intitolato: “Antichi vitigni, nuove sfide. Le vie del Tauromenitanum

Alle 17,30 l’incontro intitolato: “Primavere mediterranee. Naxos di Sicilia incontra Cipro, l’isola della Dea

La giornata si è conclusa con “Storie di musica greca” a cura del duo Verona – Pozzoni.

 

 

Eventi del 17 marzo:

 

Alle ore 10,30 Visita guidata al Parco Archeologico di Naxos

Alle ore 12,30 presso la Parrocchia S. Pancrazio, la conferenza “Pancrazio; un santo orientale venuto dal mare”

Sono intervenuti:

Padre Gianluca Monte, Parroco della Chiesa S. Pancrazio

Padre Nilo Neotheristino  Archimandrita ortodosso del Monastero nuovo di S. Giovanni il Mietitore di Stilo.

Daniele Macris Presidente della Comunità ellenica dello Stretto

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Un’inedita prospettiva sulla separazione delle carriere in magistratura. L’iniziativa organizzata dall’ Unms e dall’ordine degli avvocati.

 

Sarà presentato il 5 dicembre, alle ore 18, a Torino, presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito, il libro “Meglio separateUn’inedita prospettiva sulla separazione delle carriere in magistratura” scritto dal magistrato Gaetano Bono, Sostituto procuratore generale presso la Procura Generale di Caltanissetta. Con l’autore interverranno l’avvocato Maurizio Basile (vicepresidente della Camera penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte e della Valle d’Aosta) e il magistrato Davide Pretti, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torino. Previsti, inoltre, i saluti del presidente nazionale dell’Unms (Unione Nazionale Mutilati per Servizio) Antonino Mondello, della professoressa Antonella Grassi (presidente provinciale dell’Unms di Torino)e del generale di corpo d’armata Stefano Mannino (comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito Italiano). Modererà l’incontro il giornalista e inviato Mediaset Vincenzo Rubano.La presentazione del libro è stata organizzata dall’ Unms con la collaborazione dell’Ordine degli avvocati di Torino e della Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte occidentale e Valle d’Aosta.

IL LIBRO

Il magistrato siciliano Gaetano Bono, attualmente il più giovane sostituto procuratore generale in servizio, nel libro “Meglio separate”, edito dalla casa editrice “Le Lettere” affronta senza pregiudizi la questione, mostrando i punti di forza e le criticità delle contrapposte tesi che, da almeno trent’anni, si fronteggiano, e che pongono la magistratura da sempre in posizione di unanime contrasto, quantomeno nel pubblico dibattito. Il libro non si limita a parlare della separazione delle carriere, ma funge da spunto per offrire uno spaccato sulla situazione della giustizia italiana, sulle ragioni della sua crisi e sulle possibili soluzioni (non solo nel settore penale). Bono, dal dicembre 2022, svolge funzioni requirenti di secondo grado presso la Procura Generale di Caltanissetta dove, tra le altre cose, segue processi in materia di criminalità organizzata di stampo mafioso a carico di appartenenti a Cosa nostra.

L'autore del libro il Magistrato Gaetano Bono

L’autore del libro il Magistrato Gaetano Bono

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A cura di ROSARIO MESSINA

Giardini Naxos (Me): Sul progetto riguardante il Ponte di Messina non si contano più i pareri, a volte contrastanti a volte concordanti, i SI i  NO, i progetti avveniristici e quelli approvati, un elenco troppo lungo e variopinto, impossibile da elencare.  In questi giorni però un cittadino giardinese che in passato ha collaborato con l’Ufficio Turismo del Comune di Giardini Naxos nell’organizzazione di importanti eventi, prima che si trasferisse in Cina per lavoro agli inizi del terzo millennio, tornato a Giardini Naxos dopo l’esperienza cinese, forte della sua esperienza lavorativa nella città di Shangai dove ha abitato per diversi anni, ha voluto lanciare un idea riguardante il Ponte di Messina che ci è parsa originale e meritoria di essere portata a conoscenza dei nostri lettori e di chiunque sia appassionato a questa vicenda dal futuro e dalla realizzazione ancora incerta. 

A lanciare questa originale idea che ovviamente esprime il desiderio che il Ponte sullo Stretto si faccia è Andrea Franceschetti il quale immagina così come è accaduto a Shangai con un altra opera che il Ponte possa diventare non solo un “collegamento tra il Continente e la Sicilia” ma anche una sorta di Monumento Nazionale in grado di attirare turisti e quindi con un cospicuo ritorno economico.

Ma leggiamo di seguito l’idea di Andrea Franceschetti:

La Oriental Pearl Tower, da me visitata più volte, si trova a Shanghai nel distretto moderno di Pudong progettata dall’Arch. Jia Huan Cheng e completata nel 1995. Una torre per le telecomunicazioni alta 468 mt. diventata il simbolo della città per la sua particolare caratteristica architettonica. Una struttura in cemento con diverse sfere di diverse misure di cui le tre principali sono poste verticalmente a differenti altezze .  La torre ha 3 livelli di osservazione ricavati all’interno di queste 3 sfere dotate di pareti interamente in vetro di cui la più alta è situata ad una quota di 351 mtQuella sottostante a 263 mt. è costruita su due piani, in quello superiore ospita un ristorante panoramico rotante che impiega 1h per compiere un giro completo di 360 gradi.  Nel piano sottostante è possibile osservare il panorama attraverso un vertiginoso pavimento trasparente. La torre è dotata di 6 ascensori di cui uno a due piani con una capienza per 50 persone e di un’ascensore super veloce che raggiunge la vetta alla velocità di 7 mt al secondo. La torre per la sua struttura originale e soprattutto per le suggestive piattaforme panoramiche che offrono una vista mozzafiato di Shanghai è diventata una delle principali attrazioni della città con tre milioni di visitatori paganti ogni annoUna progetto geniale per la sua architettura e la duplice funzione di torre per le telecomunicazioni e torre panoramica.

La Oriental Pearl Tawer

La Oriental Pearl Tower

Tornando in Sicilia dopo anni di lontananza e venendo a conoscenza dell’imminente costruzione del ponte sullo stretto, mi sono chiesto perchè non fargli svolgere ad anch’esso la doppia funzione di sostegno e di torre panoramica come la Oriental Pearl Tower di Shanghai ?

            Certamente come prima cosa mi sono chiesto se questa idea possa essere tecnicamente realizzabile su una struttura progettata per sostenere un ponte di queste proporzioni in una zona altamente sismica,  così non essendo ne un ingegnere ne un architetto la pubblico su questo sito per ricevere ogni tipo di commento.

            Lasciando da parte questi dubbi, immaginiamo di salire su una delle torri del “futuro ponte sullo stretto” ad oltre 300 mt. di altezza e vedere le coste siciliane a nord-ovest, le isole Eolie e pian piano a giro le coste della Calabria in direzione nord, lo stretto con il gioco delle correnti (il mito di Scilla e Cariddi), poi le coste calabresi e siciliane che si specchiano e così via. Sicuramente un impatto visivo straordinario su un luogo iconico del Mediterraneo unico per bellezza, storia e mitologia.

            Questa idea per molti aspetti controversa, nasce anche da quelle voci contro di associazioni o persone che si oppongono alla costruzione del ponte per motivi ambientalisti e di altra natura.

È fuori dubbio che l’imponente costruzione modifichi radicalmente una area geografica con contenuti paesaggistici e storici unici nel Mediterraneo.

Una mastodontica cementificazione andrebbe ad occupare grandi superfici di terra ed un tratto di mare un tempo attraversato da eroi mitologici, luoghi divenuti parte integrante della nostra cultura.

Secondo il mio modesto parere, creando delle piattaforme panoramiche sui giganteschi pilastri si potrebbe rendere più accettabile e sostenibile l’intero progetto in quanto queste enormi strutture, oltre a sostenere il ponte potrebbero diventare un punto di osservazione straordinario per contemplare quelle aree che la mitologia ha reso famose

Inoltre, migliorando l’aspetto estetico delle strutture a terra con interventi di restyle sulle basi dei pilastri e sugli ancoraggi con un progetto architettonico che li renda doppiamente funzionali, come nella Oriental Pearl Tower di Shanghai.

Le enormi basi dei pilastri ingentilite da una architettura possibilmente in armonia con il territorio per ospitare una “stazione” dotata di ascensori per il trasporto di persone sulle piattaforme ad alta quota. Con lo stesso principio di restyle intervenendo anche sulla struttura degli ancoraggi.

            Oltre a migliorare i punti critici di cui sopra, questa opzione consentirebbe a questa area di diventare un importante sito turistico apportando benefici all’economia locale in quanto diventerebbe luogo di forte attrazione per migliaia di visitatori.

Sempre secondo il mio modesto parere, non penso che in quelle aree progettate sotto il ponte si possono verificare vantaggi economici solo perchè sulle teste delle persone vi è la campata unica piu lunga del mondo. Senza la creazione di una attività attrattiva che ne garantisca il successo, c’è il rischio di rendere quegli spazi non ricettivi e quasi certamente vederli includere nella lunga lista delle “cattedrali nel deserto”.

 

 Il Rendering concept del Ponte di Messina come lo immagina Andrea Franceschetti

Il Rendering concept del Ponte di Messina come lo immagina Andrea Franceschetti

Il concept, come illustrato nel rendering prevede di dotare le gigantesche torri di entrambe le coste dello stretto di 2 piattaforme panoramiche posizionate a diverse altezze.

            Sia sulle torri situate in Calabria, sia su quelle in Sicilia per offrire ai visitatori angoli diversi di osservazione e di pari opportunità di impresa per entrambi i territori.

            Inoltre, le torri potrebbero essere dotate di impianti fotovoltaici per fornire elettricità alle piattaforme panoramiche e per illuminare le torri stesse.

            Nella Oriental Pearl Tower le piattaforme sono delle costruzioni di forma sferica ispirate ad un poema della dinastia Tang e probabilmente quelle geometrie per sopportare i fortissimi venti provocati da tifoni che si verificano in quella zona.

Per questa location sullo stretto mi sono preso la licenza di immaginare le piattaforme con una forma discoide (vedere rendering), come dei grandi occhi (con riferimento al mito dei ciclopi) o ai capitelli delle colonne greche.

            Questo tipo di strutture, che permettono visioni panoramiche ad alta quota, sono i monumenti più visitati al mondo. La torre Eiffel che detiene questo record, registra 7 milioni di visitatori ogni anno con un giro di affari di 434 milioni di euro.

Difficile raggiungere questi traguardi economici, ma sono certo che si poterebbero realizzare numeri importanti.

            Un’idea per dare al ponte, oltre alla sua funzione primaria un valore culturale aggiunto con la creazione sullo stesso di punti di osservazione ad alta quota poco impattanti sulla struttura.

Il ponte sullo stretto, una opera di alta ingegneria per rivoluzionare il sistema logistico del Mediterraneo ma anche un monunento nazionale con la prospettiva di diventare una delle più importanti attrazioni turistiche del nostro paese. Ho letto che in questi anni sono state presentate diverse proposte di varianti sul progetto del ponte tra cui  “Abitare il ponte”, dove sono previste delle strutture integrate ai pilastri di sostegno per ospitare alberghi, uffici, abitazioni, etc., pertanto, cambiando totalmente l’architettura del progetto originale.  Questa idea invece, per dare al ponte un valore aggiunto rispettando il progetto originale con un intervento minimalista.”

Orient.Pearl Tower

Orient.Pearl Tower

 

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Francesco Saverio De Sanctis è l’intellettuale delle contraddizioni nella coerenza delle visioni. Il primo storico della letteratura, o il primo critico che applica al testo la militanza e non l’accademismo, che sfugge allo storicismo e propone l’interpretazione estetica filtrata, Hegel certamente..Una estetica, la sua, che ha sempre fatto i conti con i linguaggi di una estasi che si è spalmata nel raccontare la letteratura e la vita nella letteratura. Stringendo il cerchio intorno a un fattore fenomelogico che riporta a Hegel. Una chiarificazione vibrante nel pensare la filosofa come atto oltre il metafisico

 27 Novembre 2023 di Pierfranco Bruni – Antropologo e saggista

 

Il legame tra filosofia e letteratura trova in Francesco De Sanctis una comparazione estetica in Leopardi e un esito ermeneutico in Schopenhauer. De Sanctis è una personalità che ha aperto la letteratura al moderno del pensiero filosofico e la cultura alla militanza. Nato a Morra Irpina il 28 marzo 1817 e morto a Napoli il 29 dicembre 1883. Non cito altro in termini biografici. Mi interessano la parola, i linguaggi, i vissuti letterari, i processi filosofici. Tutto ciò che nasce dal pensiero che diventa silenzio e parola come nei suoi studi si legge: “La parola è potentissima quando viene dall’anima e mette in moto tutte le facoltà dell’anima ne’ suoi lettori, ma, quando il di dentro è vuoto e la parola non esprime che se stessa, riesce insipida e noiosa”.

Oltre i confini di una critica che muore di noia. Oggi come a metà dell’Ottocento. Oltre questi confini ci sono i confronti, le accettazioni di posizioni filosofiche e ideologiche e le non accettazioni di una letteratura senza un posizionamento critico – storico – ideologico. Da una visione realista completamente superata dall’estetica che nasce all’interno dei processi filosofici ad una assenza di metafisica sulla quale prende il sopravvento non il positivismo ma la ragione del testo. Francesco Saverio De Sanctis è da considerare come il primo storico della letteratura, o il primo critico che applica al testo la militanza e non l’accademismo, che sfugge allo storicismo e propone l’interpretazione estetica.

Una interpretazione estetica filtrata Hegel certamente, ma inserita non in un pretesto bensì in una illuminazione in cui il concetto di bellezza comincia ad essere importante. Nei suoi scritti, si pensi complessivamente alla sua Storia della letteratura, il tracciato estetico campeggia creando, a volte, una contraddizione con il processo metafisico dei linguaggi che viene letto attraverso una condizione tra Forma – Vivente e Contenuto. Infatti proprio in termini hegeliani contrappone l’estetica di Hegel a quella estetica vissuta come vera e propria forma. Infatti il suo saggio – dialogo comparativo tra Leopardi e Schopenhauer (1858) è una pagina che pone a confronto il così definito “materialismo” di Leopardi (sul quale io presento molte riserve) e lo spiritualismo schopenhaueriano.

De Sanctis è l’intellettuale delle contraddizioni nella coerenza delle visioni. Non può esserci realismo in questo concetto: “Il suicidio fu l’ultima virtù degli antichi. Nel pieno disfacimento d’ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi”. Piuttosto estetica dell’esistenzialismo anticipando l’esistenzialismo stesso. Estetica del decadente? Una profezia per ciò che accadrà nel secolo successivo al suo.

Si legge ancora:Chiamo poeta colui che sente confusamente agitarsi dentro di sé tutto un mondo di forme e d’immagini: forme dapprima fluttuanti, senza determinazioni precise, raggi di luce non ancora riflessa, non ancora graduata ne’ brillanti colori dell’iride, suoni sparsi che non rendono ancora armonia”. Un anticipatore tra gli opposti.

Infatti De Sanctis si muove tra gli opposti perché conosce il valore delle interpretazioni e pone come sigillo il dialogare tra gli opposti. Si pensi al suo lavoro su Guicciardini del 1869. la contrapposizione tra un Machiavelli considerato come un iniziatore della cultura del nazionalismo moderno e il Guicciardini che non accetta il vincolo sia religioso sia morale sia politico. Quel “fine giustifica i mezzi”, mai scritto e mai pronunciato da Machiavelli, trova in De Sanctis l’artefice della frase per specificare e “spiegare” in una battuta il percorso politico di Machiavelli.

Da questo punto di vista inserisce anche il concetto di metafora all’interno del legame tra letteratura e cultura tout court. Uomo politico, uomo delle istituzioni, “rivoluzionario” per molti aspetti, ministro e attento conoscitore di una società in transizione De Sanctis traccia un profilo innovativo di Dante grazie ai suoi saggi del 1869 dedicati a personaggi emblematici come: Francesca da Rimini, Farinata, Ugolino. Ma nonostante non accetti la metafisica, De Sanctis non accoglie la visione di Luigi Settembrini e sempre nel 1869 definisce la critica di Settembrini come limite per il suo contenutismo radicale.

Comunque il materialismo hegeliano non soddisfa De Sanctis e cerca nella interdisciplinarità la vera lezione della letteratura. Qui innova completamente la lettura della letteratura. Lo fa nei suoi Saggi critici e lo fa con acutezza nella sua Storia della letteratura italiana. Lo fa rileggendo Manzoni o soprattutto nel testo autobiografico del 1889 La giovinezza. La sua fu, inizialmente, una vita errante.

Una vita che gli costò molte fatiche ma lo arricchì in termini esistenziali. Visse la prigione e vagò da Napoli a Zurigo, da Malta alla Calabria. La fase calabrese fu molto intensa di riflessioni. In Calabria concepì due testi che hanno lasciato un segno indelebile. Mi riferisco a Introduzione all’Epistolario di G. Leopardi e a Sulle opere drammatiche di F. Schiller. Dall’individualismo ad una cultura più vicina ad uno scavo umanistico. In Calabria iniziò anche il suo lavoro su Torquato Tasso e le sue riflessioni più che strettamente letterarie furono intellettuali. Nel critico letterario non si perde l’intellettuale. Anzi vivono in sintonia. Questo è stato sempre un grande pregio per uno storico della letteratura che ha saputo superare l’accademismo.

La sua estetica la si legge già in una meditazione scritta nel 1874:I critici pedanti si contentano d’una semplice esposizione e si ostinano sulle frasi, sui concetti, sulle allegorie, su questo e su quel particolare come uccelli di rapina su un cadavere… Essi si accostano ad una poesia con idee preconcette: chi di essi pensa ad Aristotele e chi ad Hegel. Prima di contemplare il mondo poetico lo hanno giudicato: gl’impongono le loro leggi in luogo di studiar quelle che il poeta gli ha date… Critica perfetta è quella in cui i diversi momenti (per i quali è passata l’anima del poeta) si conciliano in una sintesi di armonia. Il critico deve presentare il mondo poetico rifatto ed illuminato da lui con piena coscienza, di modo che la scienza vi presti, sì, la sua forma dottrinale, ma sia però come l’occhio che vede gli oggetti senza però vedere se stesso. La scienza, come scienza, è, forse, filosofia, ma non è critica”.

Si nota l’importanza di una osservazione sulla critica sottolineata non da un accademico ma da un intellettuale. È un dato importante perché in tali “semplificazioni” emerge l’intellettuale errante che ha saputo viaggiare tra i mari dei linguaggi ed ha costruito ciò che ha definito: “Il gusto è il genio del critico”. Una potenza del sogno o della magia. L’intellettuale che conosce il vissuto della parola è De Sanctis e non l’analista del testo. Altrimenti non avrebbe ragione questa chiosa: “Gli artisti sono grandi maghi che rendono gli oggetti laggieri come ombre, e se li appropriano, e li fanno creature della loro immaginazione e della loro impressione”.

Ma De Sanctis non ha mai smesso di essere intellettuale e narratore in una autobiografia che ha dato voce alla sua storia e a tutto ciò che è dentro la memoria della sua vita: “Ho sessantaquattro anni, e mi ricordo mia nonna come morta pur ieri. Me la ricordo in cucina, vicino al foco, con le mani stese a scaldarsi, accostando un po’ lo scanno, sul quale era seduta. Spesso pregava e diceva il rosario. Aveva quattro figli, due preti e due casati. Uno era in Napoli, teneva scuola di lettere e si chiamava Carlo; gli altri due stavano a Roma esiliati per le faccende del 21, ed erano zio Peppe e zio Pietro, il quarto era papà, che stava a casa e si chiamava Alessandro. Mia nonna era il capo della casa, e teneva la bilancia uguale tra le due famiglie e si faceva ubbidire”.

Così lo storico della letteratura ha spesso abbandonato l’analisi del testo, come critico, ed è entrato nei vissuti dei poeti e degli scrittori. Una estetica, la sua, che ha sempre fatto i conti con i linguaggi di una estasi che si è spalmata nel raccontare la letteratura e la vita nella letteratura. Ma nel suo legare Leopardi a Scopenhauer si stringe il cerchio intorno a un fattore fenomelogico che riporta appunto a Hegel. Una chiarificazione nel merito storico ma che vibra nel pensare la filosofa come atto oltre il metafisico.

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Il Prof. Bruni

 

Pierfranco Bruni, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha approfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.@riproduzione riservata

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MESSINA – Il 24 NOVEMBRE 2023 ore 16:30 Sala Lettura via I Settembre,117-Palazzo Arcivescovile

Venerdì 24 novembre 2023, alle ore 16:30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, si terrà la Conferenza-Tavola Rotonda Micologia. Una Scienza per pochi, un mondo sconosciuto per molti. Una affascinante narrazione e una ricca rassegna del posseduto, per carpire l’attenzione degli astanti, proiettandoli verso una visione più consapevole dello straordinario mondo dei funghi. L’iniziativa culturale si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca Regionale Avv. Tommasa Siragusa, che fungerà poi da Moderatrice. Seguiranno i contributi del Micologo Vincenzo Visalli, Tecnico della Prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro, Presidente Associazione Centro di Cultura Micologica di Messina; del Prof. Angelo Miceli, già Dirigente Scolastico, Presidente ADSeT e Studioso di Micologia e del Micologo Francesco Mondello, Vicepresidente Associazione Centro Cultura Micologica di Messina.

Ogni anno la seconda domenica di ottobre si celebra la “Giornata Nazionale della Micologia” che vede le Associazioni di merito impegnarsi in iniziative volte alla conoscenza di una materia così avvincente ma, al contempo, così delicata. La Biblioteca “Giacomo Longo” desidera dare ai propri Utenti una speciale opportunità per accostarsi alla tematica sia attraverso le autorevoli disquisizioni degli Esperti che attraverso l’esposizione di alcune delle monografie scientifiche – emblematiche di quanto la Biblioteca possegga già sui funghi – tratte dalla ricca Bibliografia tematica d’Istituto, realizzata per l’occasione, e dai pregiati Fondi Antichi. Si devono al greco Teofrasto (370-287 a.C), discepolo di Aristotele, considerato il padre della Botanica, le prime definizioni riguardo ai funghi, considerati “piante imperfette, prive di radici, di foglie, di fiori e di frutti”. Da allora ad oggi, la loro storia è stata oggetto anche di numerose leggende, come quella tramandata dallo scrittore greco Pausania che dà origine alla città di Micene, proprio dal luogo nel quale l’eroe Perseo si abbeverò con l’acqua raccolta su un cappello di fungo.
Con risvolti nella Scienza in primis, nell’Arte e nella Letteratura, il lungo corso di conoscenza ha costellato lo svolgersi degli anni, con sempre nuove scoperte e applicazioni.

Innumerevoli gli studiosi che si sono succeduti, nelle varie epoche, con nuove definizioni e identificazioni di nuove specie fungine, rivoluzionando la concezione del tutto errata di Teofrasto. Gli scienziati pongono questi esseri fra le entità viventi che consentono di compiere il ciclo biologico che rende possibile la vita del Pianeta Terra. I funghi, in particolare i micromiceti utili, già presenti nella medicina tradizionale per la produzione di farmaci importanti come antibiotici o la ciclosporina, fondamentale per l’inibizione del rigetto nei trapianti, e i Penicillium, all’origine della Penicillina, allo stato attuale, forniscono inoltre un valido apporto alla medicina alternativa con la Micoterapia e le muffe e i lieviti ai quali si devono le fermentazioni, da cui si ottengono birra, vino, pane e panificati. I funghi, dunque, al di là del fattore commestibilità… Se l’andar per funghi è una tradizione consolidata per la leccornia che il fungo rappresenta, in gastronomia, nella preparazione di svariate ricette, non sempre i raccoglitori sono consapevoli e rispettosi delle pratiche corrette da mettere in atto, prova ne è che i casi di intossicazione sono molteplici e, sovente, con esito infausto. Le argomentazioni poste in Conferenza ci guideranno per avere le giuste informazioni e gli ulteriori approfodimenti tramite la lettura dei testi in rassegna, impreziositi da studi, monografie e periodici – donati dagli eccellenti Relatori alla Biblioteca, nei quali sono annoverati tra gli autori – per rendere immediatamente fruibile l’alta competenza in materia. In particolare il Micologo Vincenzo Visalli, che per la Sua esperienza cinquantennale è da considerarsi uno dei più anziani d’Italia, nonché uno dei più accreditati soci dell’Associazione Micologica Bresadola, ha fatto omaggio alla Biblioteca dei Suoi Studi dal 1985 al 2023, degli articoli sui periodici di settore pubblicati dal 1984 al 2010 e riguardanti la Sua figura o scritti dallo stesso Esperto, dei Codici di funzionalità dell’U.O.-Ufficio di “Vigilanza e Ispezioni” e di un sussidio didattico in cartaceo e su supporto digitale per corsi di formazione in micologia. Il Prof. Angelo Miceli, ancora, ha messo a disposizione della Biblioteca numerose riviste di Micologia (fra le quali alcuni Bollettini dell’Associazione Micologica Bresadola) nelle quali sono presenti i suoi articoli di grande interesse. Il Micologo Francesco Mondello, infine, ha donato articoli in italiano e in inglese tratti da alcune eminenti riviste in materia nelle quali sono pubblicate le scoperte di nuove specie fungine operate dallo stesso Micologo.

(a cura di Maria Rita Morgana)

La  locandina dell'evento

La locandina dell’evento

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MESSINASi terrà sabato 25 novembre, alle ore 16:30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria “G. Longo” di Messina, la presentazione della silloge narrativa “Racconti vicino al vulcano” dello scrittore messinese Giorgio Infantino (Edizioni creativa, 2023). L’evento, si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca, Avv. Tommasa Siragusa, che fungerà poi da Coordinatrice. Seguirà, quindi, il contributo di valore della Prof.ssa Paola Radici Colace, già Ordinario di Filologia Classica Unime. Sarà presente l’Autore. Con l’occasione della presentazione del volume, che raccoglie tre racconti (Il rappresentante, Oltre, Il compleanno) ed è tributo all’Universo femmile, in cui la donna traspare fra le righe del narratore che pur parla attraverso i suoi protagonisti maschili, si celebrerà anche la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Scrittore prolifico, Giorgio Infantino, in questa raccolta intende omaggiare la donna, che è costante pungolo per innescare nell’uomo cambiamenti auspicabili, percorsi di arricchimento esistenziale e, dunque, sovente è guida autorevole e sprigiona energia assimilabile a quella vulcanica dell’intitolazione.
Pur nella poliedricità delle tematiche trattate… tutte con grande verosimiglianza, è innegabile l’introspezione dei personaggi, quale elemento di aggregazione delle storie, e anche dalla scelta delle citazioni che aprono ogni racconto si può evincere la natura di fondo dell’Autore, ribelle e poco incline al conformismo e alle regole imposte dall’alto, se non è in condizioni di introiettarle… è palmare l’inclinazione verso una esistenza autentica. Giorgio Infantino, laureato in Scienze Politiche alla Luiss di Roma, perfezionatosi alla Bocconi di Milano col titolo di COGER(Consulente e Gestore di Risparmio privato),è libero professionista nel settore finanziario e assicurativo. Già autore di tre romanzi gialli (Under Performance, La gabbia del gatto, Farmaci scaduti) e di una raccolta di novelle (Aquile e gabbiani), è stato selezionato al Salone del Libro di Torino tra 150 autori in self publishing per il giallo-noir “La gabbia del gatto”. Una raccolta di storie brevi, inoltre, è fruibile gratuitamente sul sito ilmiolibro.it (a cura di Maria Rita Morgana).

La locandina

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L'avv. Silvana Paratore e il Presidente di Ristoworld Italia Marcello Proietto Di Silvestro

L’avv. Silvana Paratore e il Presidente di Ristoworld Italia Marcello Proietto Di Silvestro

E’ stato conferito alla messinese avv. Silvana Paratore legale esperto di politiche sociali e già Cavaliere dell’ Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il Premio Ofelia 2023 : riconoscimento che ogni anno viene assegnato a personalità distintesi per meriti professionali, umani ed associativi.

La cerimonia di premiazione è stata condotta dal dott. Marcello Proietto di Silvestro, past president di Ristoworld Italia a Palazzo Salleo a Sinagra alla presenza dell’ Assessore comunale alla cultura Marzia Mancuso e della Presidente della pro loco di Sinagra Vincenza Mola.

Desidero ringraziare e congratularmi con l’avv. Paratore, ha dichiarato Proietto Di Silvestro, esprimendo un “grazie” per il suo impegno quotidiano nel sociale divenuto esempio di eccellenza e inventiva della Sicilia e dell’Italia».  Nella motivazione del Premio si legge: “Al Cavaliere Avv. Silvana Paratore per le altissime benemerenze acquisite nell’ espletamento di attività filantropiche, umanitarie e sociali con una instancabile attività solidale sul Territorio Nazionale”. La Presidente della Pro loco Enza Mola ha ricordato le doti professionali di competenze che si aggiungono alle qualità umane di affidabilità, bontà e cortesia dell’ avv. Paratore , che rendono lodevole l’attività da ella espletata con cui crea un clima di collaborazione, condivisione ed inclusione. L’ assessore Marzia Mancuso ha affermato  come nel conferimento del prestigioso riconoscimento alla Paratore molto nota sul territorio siciliano e nazionale si vuole sottolineare il valore della persona e della professionista impegnata concretamente al servizio della comunità affinché le esigenze e le aspettative della gente non restino inascoltate.

L'Avv. Silvana Paratore con l'Assessore Mancuso

L’Avv. Silvana Paratore con l’Assessore Marzia Mancuso

La Presidente della Pro loco di Sinagra  Enza Mola

La Presidente della Pro loco di Sinagra Enza Mola

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La spiritualità del personaggio manzoniano in “Alessandro Manzoni – La tradizione in viaggio” (Solfanelli Editore) solca lo Stretto. Giovedì, 9 novembre a Palazzo dei Leoni a Messina, celebrando Manzoni a 150 dalla morte. Il progetto scientifico ideato dal saggista antropologo Pierfranco Bruni interprete di una indagine ontologica comparata sul filo del pensiero, politico, estetico, epistemologico, storico, antropologico …

7 Novembre 2023 a cura di Annalisa Crupi

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento

Messina, 7 novembre 2023 – Un intrepido e performante viaggio nella Tradizione della letteratura italiana attraversando le radici manzoniane per una rilettura interpretativa comparata e dialogante tra lingua, storia, letteratura, filosofia, religione.   150 anni fà la scomparsa di  Alessandro Manzoni.
Per l’anniversario della morte l’equipe di ricerca letteraria in capo al Professor Pierfranco Bruni, saggista antropologo ha puntato alla valorizzazione della metodologia d’indagine  sul pensiero dello scrittore lombardo a 150 anni dalla scomparsa. “Alessandro Manzoni – La tradizione in viaggio” per le stampe di Solfanelli Editore,   è un complesso Progetto letterario ideato e coordinato scientificamente da Pierfranco Bruni,  realizzato e diffuso nel corso del 2023 in numerose città italiane con la presentazione di un corposo volume caratterizzato  dalla ricerca storico-letteraria sul filo del pensiero filosofico, politico, estetico, epistemologico.
In un confronto tra studiosi e docenti il volume è dedicato particolarmente alla formazione delle giovani generazioni  alle quali offrire  una chiave di lettura diversamente innovativa rispetto agli schemi interpretativi attuali.

Manzoni il  trascinatore di una cultura illuministica che entra nel Novecento e porta sulla scena la spiritualità del personaggio. Se oggi si può discutere di una letteratura della tradizione nella spiritualità lo si deve a Alessandro Manzoni…” . Così Pierfranco Bruni nell’imminenza della partecipazione ad un evento a Messina,  decisamente voluto dal Sindaco Metropolitano dottor Federico Basile.
Sulle “rive dell’italico Bosforo”  giovedì, 9 marzo, ormeggerà Manzoni 150. La Città dello Stretto sarà al centro di una preziosa impresa culturale viaggiante per il Bel Paese,  plasticamente espressa nel saggio frutto del pensiero ontologico di Bruni, concettualmente interprete di un sistema letterario  profondamente comparativo dalla filosofia, alla storia, dalla teologia alle antropologie.

 L’evento, patrocinato dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Milano, sarà  ospitato dal Salone degli Specchi a Palazzo dei Leoni sede istituzionale della Città Metropolitana di Messina, nel cuore dell’antica Zancle.

A curare la promozione della manifestazione la I Direzione Servizio Cultura della Città Metropolitana di Messina- Dirigente Anna Maria Tripodo Responsabile d’Ufficio Eventi Culturali  Nuccia di Gennaro.

Pierfranco Bruni e la copertina del libro

Pierfranco Bruni e la copertina del libro

Il Sindaco di Messina Federico Basile

Il Sindaco di Messina Federico Basile

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

Saluti Istituzionali
Federico Basile Sindaco Metropolitano

Introduzione ai lavori
Anna Maria Tripodo

Interventi
Stefania Romito (curatrice del volume  A. Manzoni. La Tradizione in viaggio)

Nino Giordano, docente

Antonietta Micali (Direttore di Dipartimento Letteratura Accademia Tiberina Roma)

Lectio Magistralis
Pierfranco Bruni ( Ideatore Progetto scientifico “Manzoni 150”) in collegamento video conferenza

Parteciperanno gli studenti afferenti agli Istituti comprensivi e agli Istituti Superiori di secondo grado del Comune di Messina

Istituto Comprensivo A. Manzoni (Dirigente scolastica  Concetta Quattrocchi), Istituto Industriale Verona Trento – Majorana (Dirigente scolastica  Simonetta Di Prima), Liceo Classico La Farina (Dirigente scolastica Caterina Celesti), Liceo Classico F. Maurolico  (Dirigente  scolastica Giovanna De Francesco), Liceo Scientifico G. Seguenza (Dirigente  scolastica Lilia Leonardi), Istituto Commerciale Antonio Maria Jaci (Dirigente scolastica Maria Rosa Sgrò).
Prenderanno parte anche gli alunni dell’ Istituto Comprensivo Primo di Milazzo provincia di Messina  (Dirigente scolastica Elvira Rigoli).

Al volume “Alessandro Manzoni – La tradizione in viaggio” 320 pagine  Solfanelli Editore,  hanno contribuito gli studiosi: Annarita Miglietta, Roberta Mazzoni, Simona Giordano, Pasquale Guerra, Micol Bruni, Danilo Chiego, Arjan Kallço, Rita Fiordalisi, Alessandro Sebastiano Citro, Marilena Cavallo, Luana D’Aloja, Gianluigi Chiaserotti, Gioia Senesi, Maria Teresa Alfonso, Antonietta Micali, Luca Siniscalco, Mauro Mazza, Arianna Angeli, Rosaria Scialpi, Giuseppe Terone, Davide Foschi, Tonino Filomena, Patrizia Tocci, Franca De Santis, Stefano Vicentini, Felice Foresta, Cosimo Rodia, Pasquale Rineli, Ippolita Patera, Adriana Mastrangelo, Nino Giordano.

Il libro su Manzoni

Il libro su Manzoni

 

 

 

 

 

 

 

 

Pierfranco Bruni, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.

Il Prof. Pierfranco Bruni

Il Prof. Pierfranco Bruni

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