MAGGIO 2020
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PALERMO

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Palermo – Duecento ragazzi, membri della Chiesa Cristiana “Parola Della Grazia” di Palermo, hanno invaso le strade di Palermo. Cinque piazze, luogo di ritrovo per pernottamenti di clochard e bisognosi, sono stati raggiunti con amore materiale e morale. La stazione centrale, la stazione Notarbartolo, piazzale Ungheria, Piazza XIII vittime ed il dormitorio comunale di via Messina Marine, sono diventati luoghi festosi, con musica, danze e preghiere.

E’ stata una giornata memorabile nella quale i giovani, ascoltando le loro storie, più che dare, hanno ricevuto – commenta il fondatore della missione “PDG Outside”, Pietro Garonna -. E’ bello vedere centinaia di ragazzi, senza nessun desiderio di tornaconto e spinti soltanto dall’amore, scendere nelle strade per donare qualcosa di proprio, una giacca, un cappello, un jeans o dividere con i più bisognosi un thé caldo con dei biscotti”.

Su proposta dei pastori della Chiesa, Joe e Laura Porrello, i giovani della Chiesa si uniranno altre volte alla missione “Pdg Outside”, che già da dieci anni lavora nel segreto per aiutare chi è ritenuto invisibile dalla società, per condividere altre volte un messaggio di speranza a chi forse ormai non ne ha più.

Noi sappiamo di non fare molto per i clochardcontinua Garonna -, sappiamo che poi torniamo a casa, andiamo a fare la doccia e loro rimangono senza un tetto. Ma il messaggio che noi vogliamo lasciare loro è che non sono invisibili, noi li vediamo”.

Un momento della Giornata dell'Amore

Un momento della Giornata dell’Amore

I giovani volontari partecipanti alla manifestazione

I giovani volontari partecipanti alla manifestazione

I Volontari assieme ai Clocard

I Volontari assieme ai Clochard

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Troppe querele per i giornalisti, oltre 400 ogni anno in Sicilia, secondo gli ultimi dati di Ossigeno per l’informazione, di cui l’87 per cento si conclude con il proscioglimento dopo processi che durano anni e che sfiancano, psicologicamente e finanziariamente chi li subisce. Per questa ragione l’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha deciso di aprire, ripristinando un’analoga iniziativa del 2014, uno sportello legale gratuito per i colleghi che si dovessero trovare alle prese con querele o richieste di risarcimento civile. L’Ordine si avvarrà della collaborazione di due esperti in materia, gli avvocati Marcello Montalbano e Salvatore Ferrara, che forniranno attività di consulenza e assistenza e che «ringraziamo sentitamentedice il presidente dell’Odg Sicilia, Giulio Francese – per avere accettato di mettere al servizio dei colleghi la propria competenza».
Per contattare lo sportello-querele dell’Ordine, basterà telefonare dalle ore 15 alle 17 del primo martedì e del terzo giovedì del mese al seguente numero: 091-7745914. La segnalazione verrà smistata ai legali che contatteranno gli interessati. «Abbiamo voluto accogliere - dice ancora il presidente dell’Ordine - il grido di allarme di molti colleghi stufi di essere bersagliati da querele temerarie e richieste di risarcimento che sono diventati strumenti di intimidazione di massa, come dimostra l’alto numero di proscioglimenti. In ogni caso le querele, quando arrivano, ti tolgono il sonno e ti costringono a spendere molti soldi per poterti difendere. Soldi che tante volte i colleghi non hanno, perché precari o pagati quattro soldi ad articolo. Non potevamo ignorare questa richiesta di aiuto, specialmente in un momento così difficile per la categoria, un momento in cui siamo chiamati a dare segnali di compattezza e di solidarietà».

LOGO ODG

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Si sono astenuti dal lavoro per tre  giorni in segno di protesta per chiedere la stabilizzazione.  Stiamo parlano dei cinquemila lavoratori Asu siciliani che hanno proclamato la prima azione di sciopero generale regionale il 26, 27 e 28 febbraio. Numerosi  sindaci hanno sostenuto la protesta. Tra i socialmente utili c’è chi non riceve l’assegno da ottobre. In sintesi, le motivazioni della protesta sono quelle elencate in occasione dell’indizione dello stato d’agitazione lo scorso 26 gennaio, a partire dai sistemi di pagamento degli assegni di utilizzazione insicuri e non puntuali da parte dell’assessorato al Lavoro. E poi la mancata applicazione delle norme vigenti da parte dello stesso assessorato e la mancata stabilizzazione, come prevista dalle norme vigenti.

Alcuni scioperanti Asu del Comune di Giardini Naxos assieme (al centro) il Presidente del Consiglio Danilo Bevacqua

Alcuni scioperanti Asu del Comune di Giardini Naxos assieme (al centro) il Presidente del Consiglio Danilo Bevacqua

 

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Gli allievi del laboratorio teatrale di relazione DanisinniLab portano in scena la tragica storia del ‘naufragio fantasma’ della F174, nel Natale 1996, in cui morirono 283 persone. La storia fu a lungo trattata come una ‘leggenda di pescatori’ e quel cimitero in fondo al Mediterraneo cancellato, finché quei corpi non reclamarono la propria storia, quella che qualcuno ebbe il coraggio di raccontare.

Mercoledì 6 febbraio alle ore 17:30, con replica domenica 10 febbraio alle 17:30, all’interno dello Chapiteau Danisinni, piazza Danisinni a Palermo, prima prova aperta del neonato DanisinniLab, laboratorio di teatro diretto da Gigi Borruso con la collaborazione di Stefania Blandeburgo, nato da un’idea del Museo Sociale Danisinni e del Teatro Biondo di Palermo

Per la prima volta dalla sua formazione, il teatro di relazione nato nell’antico rione palermitano si apre al pubblico con una breve messinscena del testo ‘F174 – Nel mare di nessuno’. La drammaturgia, a cura di Gigi Borruso, ricostruisce in chiave poetica uno dei più grandi naufragi di migranti avvenuto nel Canale di Sicilia, a poche miglia dalle coste italiane. Sul palco 20 attrici e attori non professionisti, allievi formati nel corso di questi tre mesi. Scene e costumi sono stati curati da Giulia Costumati e Alessandra Guagliardito, studentesse del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, guidate dalla docente Valentina Console. I disegni usati per la grafica e per le proiezioni sono stati realizzati dal maestro Enzo Patti, pittore asemico tra i fondatori del Museo Sociale Danisinni. Si ringrazia il Comune di Palermo per il patrocinio.

Nel corso dei due eventi sarà presentato il programma del secondo modulo del laboratorio teatrale; saranno inoltre riaperte le iscrizioni (previa selezione attitudinale). Mercoledì 6 febbraio sarà presente all’evento il sindaco Leoluca Orlando.

F174 – Nel mare di nessunoè un lavoro corale che mette a nudo le ipocrisie contemporanee e si interroga sui paradossi della nostra società come il mancato esercizio di memoria e la pericolosa ritualizzazione del passato. La drammaturgia di Gigi Borruso rievoca, attraverso articoli e dichiarazioni pubblicati in questi anni, la tragedia della Yohan, la nave proveniente dal Cairo che la notte del 25 dicembre del 1996 nel mare in burrasca trasbordò sul barcone maltese F174 più di trecento migranti di varie nazionalità che naufragarono pochi minuti dopo, a circa 20 miglia da Portopalo di Capo Passero (Siracusa). Un cimitero sottomarino, una gabbia della dimenticanza che tratteneva nella sua pancia 283 corpi. Si cercò di cancellare quell’orrore, di ignorare gli avvenimenti, e di far passare quella tragedia per ‘leggenda di pescatori’, nonostante il mare avesse iniziato a rigurgitare frammenti di vite impigliati nelle paranze dei pescherecci: come la carta di identità plastificata di Anpalagan Ganeshu, 17 anni, che aveva resistito ben quattro anni alle erosioni del mare per lasciarsi ritrovare da un pescatore che ebbe poi il coraggio di denunciare tutta la storia.

 «Per anni di questo naufragio nessuno seppe niente – spiega Gigi Borruso -, tranne i pescatori di Portopalo che, battuta dopo battuta, pescavano in quelle acque i corpi, gli indumenti e le ossa dei migranti annegati. Nessuno denunciò i ritrovamenti, nonostante le voci corressero a Portopalo: i pescatori per paura di vedersi sequestrati i pescherecci, le autorità del luogo per colpevole indolenza. Finché nel 2001, grazie all’impegno del giornalista di Repubblica Giovanni Maria Bellu e al coraggio di un pescatore, Salvatore Lupo, la vicenda fu nota. Con il finanziamento di Repubblica e L’Espresso, Bellu noleggiò un sottomarino a comando remoto (ROV) per filmare il relitto. Le immagini del fondo melmoso di quel tratto di mare, rivelarono al mondo i resti del barcone F174 e le spoglie dei quasi trecento annegati». Già nel 1997, poco dopo quei tragici avvenimenti, il Manifesto insieme all’associazione ‘Senza confine’ di Dino Frisullo avevano denunciato la tragedia (I fantasmi del Mediterraneo, il Manifesto, 5 gennaio 1997), con successive inchieste curate da altri giornalisti.

DanisinniLAB, teatro di relazione nel quartiere Danisinni all’interno dell’antico rione palermitano, impegnato nel proprio riscatto sociale, è nato nel settembre scorso DanisinniLab, ideato e promosso dal Museo Sociale Danisinni e dal Teatro Biondo di Palermo. Sugli esiti e sul senso del lavoro fin qui svolto dice il direttore Gigi Borruso: «Abbiamo immaginato DanisinniLab come spazio di creazione, comunità di ricerca artistica che lavora per una comunità più ampia, quella del quartiere e della città. Luogo di incontro, d’immaginazione, di memorie condivise. Nel nostro laboratorio lavoriamo sui meccanismi profondi della rappresentazione, insistiamo perché sia il corpo dell’attore, nella sua essenzialità e nella sua rielaborazione fantastica a dare al teatro la sua forza simbolica, evocativa. Questo processo magico – così ovvio nella dinamica del teatro d’ogni tempo – è intrinsecamente correlato agli intenti sociali del progetto di DanisinniLab e al tema stesso di questo primo saggio. Danisinni, infatti, è un luogo che cerca, insieme alla città tutta, un nuovo riconoscimento, un nuovo ruolo. Una coscienza teatrale sa aprirsi a quest’ascolto, ci aiuta a guardare in faccia i nostri limiti e le possibilità di rinascita che ci attendono. E ciò sembra a noi tanto più urgente nel clima culturale e politico che va prepotentemente affermandosi, che vorrebbe farci credere d’essere una cosa sola: esclusivamente bianchi, o neri, occidentali, orientali… ma gli esseri umani sanno anche inventare la propria storia, costruire la propria identità. Il nostro futuro, così come il riscatto di un quartiere o di una città dipendono dai legami, dalle relazioni, dal desiderio. Il teatro lo insegna. La nostra storia lo dimostra».

La locandina

La locandina

F 174 – NEL MARE DI NESSUNO

direzione del laboratorio e drammaturgia Gigi Borruso

insegnante del laboratorio Stefania Blandeburgo

con

Dino Bentivegna, Fabio Bonaccorso, Emanuela Cannella, Giuseppe Cento, Salvo Ceraulo, Nadia Conti, Michelangelo Correnti, Luigi D’Aleo, Marcella Fiumanò, Alessandra Guagliardito, Giuseppe La Licata, Giusy Mannino, Francesca Paola Minasola, Giusy Mortillaro, Caterina Pasqualino, Dorotea Passantino, Martina Peritore, Anna Staropoli, Tamara Trovato

Progetto scenografico e Costumi Giulia Costumati e Alessandra Guagliardito, studentesse corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, professoressa Valentina Console

Proiezioni e luci  Vincenzo Cannioto

Disegni  Enzo Patti

Assistente alla regia  Alessandra Guagliardito

Collaboratrice  Irene Scuderi

Produzione  DanisinniLab // Museo Sociale Danisinni

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info pagina fb: DanisinniLab e Museo Sociale Danisinni

Con il patrocinio di – Comune di Palermo

 

Con il supporto di – Accademia di Belle Arti di Palermo, Rambla Papireto, Circ’All, Insieme per Danisinni, Parrocchia Sant’Agnese ai Danisinni

Pride 2016 Palermo

Pride 2016 Palermo

Pride 2016 Palermo

Pride 2016 Palermo

Pride 2016 Palermo

Pride 2016 Palermo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«[…] nelle settimane dopo il naufragio, i pescatori di Portopalo nelle loro reti trovavano i cadaveri ancora intatti e li ributtavano in mare per evitare di perder tempo con la capitaneria di Porto»

Giovanni Maria Bellu, La Repubblica, 15 giugno 2001

 

 

Mercoledì 6 febbraio alle ore 17:30, con replica domenica 10 febbraio alle 17:30, all’interno dello Chapiteau Danisinni, piazza Danisinni a Palermo, prima prova aperta del neonato DanisinniLab, laboratorio di teatro diretto da Gigi Borruso con la collaborazione di Stefania Blandeburgo, nato da un’idea del Museo Sociale Danisinni e del Teatro Biondo di Palermo

Per la prima volta dalla sua formazione, il teatro di relazione nato nell’antico rione palermitano si apre al pubblico con una breve messinscena del testo ‘F174 – Nel mare di nessuno’. La drammaturgia, a cura di Gigi Borruso, ricostruisce in chiave poetica uno dei più grandi naufragi di migranti avvenuto nel Canale di Sicilia, a poche miglia dalle coste italiane. Sul palco 20 attrici e attori non professionisti, allievi formati nel corso di questi tre mesi. Scene e costumi sono stati curati da Giulia Costumati e Alessandra Guagliardito, studentesse del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, guidate dalla docente Valentina Console. I disegni usati per la grafica e per le proiezioni sono stati realizzati dal maestro Enzo Patti, pittore asemico tra i fondatori del Museo Sociale Danisinni. Si ringrazia il Comune di Palermo per il patrocinio.

Nel corso dei due eventi sarà presentato il programma del secondo modulo del laboratorio teatrale; saranno inoltre riaperte le iscrizioni (previa selezione attitudinale). Mercoledì 6 febbraio sarà presente all’evento il sindaco Leoluca Orlando.

 

 

 

 

F174 – Nel mare di nessunoè un lavoro corale

che mette a nudo le ipocrisie contemporanee e si interroga sui paradossi della nostra società come il mancato esercizio di memoria e la pericolosa ritualizzazione del passato. La drammaturgia di Gigi Borruso rievoca, attraverso articoli e dichiarazioni pubblicati in questi anni, la tragedia della Yohan, la nave proveniente dal Cairo che la notte del 25 dicembre del 1996 nel mare in burrasca trasbordò sul barcone maltese F174 più di trecento migranti di varie nazionalità che naufragarono pochi minuti dopo, a circa 20 miglia da Portopalo di Capo Passero (Siracusa). Un cimitero sottomarino, una gabbia della dimenticanza che tratteneva nella sua pancia 283 corpi. Si cercò di cancellare quell’orrore, di ignorare gli avvenimenti, e di far passare quella tragedia per ‘leggenda di pescatori’, nonostante il mare avesse iniziato a rigurgitare frammenti di vite impigliati nelle paranze dei pescherecci: come la carta di identità plastificata di Anpalagan Ganeshu, 17 anni, che aveva resistito ben quattro anni alle erosioni del mare per lasciarsi ritrovare da un pescatore che ebbe poi il coraggio di denunciare tutta la storia.

«Per anni di questo naufragio nessuno seppe niente – spiega Gigi Borruso -, tranne i pescatori di Portopalo che, battuta dopo battuta, pescavano in quelle acque i corpi, gli indumenti e le ossa dei migranti annegati. Nessuno denunciò i ritrovamenti, nonostante le voci corressero a Portopalo: i pescatori per paura di vedersi sequestrati i pescherecci, le autorità del luogo per colpevole indolenza. Finché nel 2001, grazie all’impegno del giornalista di Repubblica Giovanni Maria Bellu e al coraggio di un pescatore, Salvatore Lupo, la vicenda fu nota. Con il finanziamento di Repubblica e L’Espresso, Bellu noleggiò un sottomarino a comando remoto (ROV) per filmare il relitto. Le immagini del fondo melmoso di quel tratto di mare, rivelarono al mondo i resti del barcone F174 e le spoglie dei quasi trecento annegati». Già nel 1997, poco dopo quei tragici avvenimenti, il Manifesto insieme all’associazione ‘Senza confine’ di Dino Frisullo avevano denunciato la tragedia (I fantasmi del Mediterraneo, il Manifesto, 5 gennaio 1997), con successive inchieste curate da altri giornalisti.

 

 

 

DanisinniLAB, teatro di relazione nel quartiere Danisinni

all’interno dell’antico rione palermitano, impegnato nel proprio riscatto sociale, è nato nel settembre scorso DanisinniLab, ideato e promosso dal Museo Sociale Danisinni e dal Teatro Biondo di Palermo. Sugli esiti e sul senso del lavoro fin qui svolto dice il direttore Gigi Borruso: «Abbiamo immaginato DanisinniLab come spazio di creazione, comunità di ricerca artistica che lavora per una comunità più ampia, quella del quartiere e della città. Luogo di incontro, d’immaginazione, di memorie condivise. Nel nostro laboratorio lavoriamo sui meccanismi profondi della rappresentazione, insistiamo perché sia il corpo dell’attore, nella sua essenzialità e nella sua rielaborazione fantastica a dare al teatro la sua forza simbolica, evocativa. Questo processo magico – così ovvio nella dinamica del teatro d’ogni tempo – è intrinsecamente correlato agli intenti sociali del progetto di DanisinniLab e al tema stesso di questo primo saggio. Danisinni, infatti, è un luogo che cerca, insieme alla città tutta, un nuovo riconoscimento, un nuovo ruolo. Una coscienza teatrale sa aprirsi a quest’ascolto, ci aiuta a guardare in faccia i nostri limiti e le possibilità di rinascita che ci attendono. E ciò sembra a noi tanto più urgente nel clima culturale e politico che va prepotentemente affermandosi, che vorrebbe farci credere d’essere una cosa sola: esclusivamente bianchi, o neri, occidentali, orientali… ma gli esseri umani sanno anche inventare la propria storia, costruire la propria identità. Il nostro futuro, così come il riscatto di un quartiere o di una città dipendono dai legami, dalle relazioni, dal desiderio. Il teatro lo insegna. La nostra storia lo dimostra».

 

 

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F 174 – NEL MARE DI NESSUNO

direzione del laboratorio e drammaturgia Gigi Borruso

insegnante del laboratorio Stefania Blandeburgo

 

con

Dino Bentivegna, Fabio Bonaccorso, Emanuela Cannella, Giuseppe Cento, Salvo Ceraulo, Nadia Conti, Michelangelo Correnti, Luigi D’Aleo, Marcella Fiumanò, Alessandra Guagliardito, Giuseppe La Licata, Giusy Mannino, Francesca Paola Minasola, Giusy Mortillaro, Caterina Pasqualino, Dorotea Passantino, Martina Peritore, Anna Staropoli, Tamara Trovato

Progetto scenografico e Costumi Giulia Costumati e Alessandra Guagliardito, studentesse corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, professoressa Valentina Console

Proiezioni e luci  Vincenzo Cannioto

Disegni  Enzo Patti

Assistente alla regia  Alessandra Guagliardito

Collaboratrice  Irene Scuderi

Produzione  DanisinniLab // Museo Sociale Danisinni

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info pagina fb: DanisinniLab e Museo Sociale Danisinni

Con il patrocinio di – Comune di Palermo

 

Con il supporto di – Accademia di Belle Arti di Palermo, Rambla Papireto, Circ’All, Insieme per Danisinni, Parrocchia Sant’Agnese ai Danisinni

 

Responsabile Ufficio stampa e Comunicazione

Rossella Puccio

rossellapuccio@gmail.com | cell.: 391.7933646

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«[…] nelle settimane dopo il naufragio, i pescatori di Portopalo nelle loro reti trovavano i cadaveri ancora intatti e li ributtavano in mare per evitare di perder tempo con la capitaneria di Porto»

Giovanni Maria Bellu, La Repubblica, 15 giugno 2001

 

 

Mercoledì 6 febbraio alle ore 17:30, con replica domenica 10 febbraio alle 17:30, all’interno dello Chapiteau Danisinni, piazza Danisinni a Palermo, prima prova aperta del neonato DanisinniLab, laboratorio di teatro diretto da Gigi Borruso con la collaborazione di Stefania Blandeburgo, nato da un’idea del Museo Sociale Danisinni e del Teatro Biondo di Palermo

Per la prima volta dalla sua formazione, il teatro di relazione nato nell’antico rione palermitano si apre al pubblico con una breve messinscena del testo ‘F174 – Nel mare di nessuno’. La drammaturgia, a cura di Gigi Borruso, ricostruisce in chiave poetica uno dei più grandi naufragi di migranti avvenuto nel Canale di Sicilia, a poche miglia dalle coste italiane. Sul palco 20 attrici e attori non professionisti, allievi formati nel corso di questi tre mesi. Scene e costumi sono stati curati da Giulia Costumati e Alessandra Guagliardito, studentesse del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, guidate dalla docente Valentina Console. I disegni usati per la grafica e per le proiezioni sono stati realizzati dal maestro Enzo Patti, pittore asemico tra i fondatori del Museo Sociale Danisinni. Si ringrazia il Comune di Palermo per il patrocinio.

Nel corso dei due eventi sarà presentato il programma del secondo modulo del laboratorio teatrale; saranno inoltre riaperte le iscrizioni (previa selezione attitudinale). Mercoledì 6 febbraio sarà presente all’evento il sindaco Leoluca Orlando.

 

 

 

 

F174 – Nel mare di nessunoè un lavoro corale

che mette a nudo le ipocrisie contemporanee e si interroga sui paradossi della nostra società come il mancato esercizio di memoria e la pericolosa ritualizzazione del passato. La drammaturgia di Gigi Borruso rievoca, attraverso articoli e dichiarazioni pubblicati in questi anni, la tragedia della Yohan, la nave proveniente dal Cairo che la notte del 25 dicembre del 1996 nel mare in burrasca trasbordò sul barcone maltese F174 più di trecento migranti di varie nazionalità che naufragarono pochi minuti dopo, a circa 20 miglia da Portopalo di Capo Passero (Siracusa). Un cimitero sottomarino, una gabbia della dimenticanza che tratteneva nella sua pancia 283 corpi. Si cercò di cancellare quell’orrore, di ignorare gli avvenimenti, e di far passare quella tragedia per ‘leggenda di pescatori’, nonostante il mare avesse iniziato a rigurgitare frammenti di vite impigliati nelle paranze dei pescherecci: come la carta di identità plastificata di Anpalagan Ganeshu, 17 anni, che aveva resistito ben quattro anni alle erosioni del mare per lasciarsi ritrovare da un pescatore che ebbe poi il coraggio di denunciare tutta la storia.

«Per anni di questo naufragio nessuno seppe niente – spiega Gigi Borruso -, tranne i pescatori di Portopalo che, battuta dopo battuta, pescavano in quelle acque i corpi, gli indumenti e le ossa dei migranti annegati. Nessuno denunciò i ritrovamenti, nonostante le voci corressero a Portopalo: i pescatori per paura di vedersi sequestrati i pescherecci, le autorità del luogo per colpevole indolenza. Finché nel 2001, grazie all’impegno del giornalista di Repubblica Giovanni Maria Bellu e al coraggio di un pescatore, Salvatore Lupo, la vicenda fu nota. Con il finanziamento di Repubblica e L’Espresso, Bellu noleggiò un sottomarino a comando remoto (ROV) per filmare il relitto. Le immagini del fondo melmoso di quel tratto di mare, rivelarono al mondo i resti del barcone F174 e le spoglie dei quasi trecento annegati». Già nel 1997, poco dopo quei tragici avvenimenti, il Manifesto insieme all’associazione ‘Senza confine’ di Dino Frisullo avevano denunciato la tragedia (I fantasmi del Mediterraneo, il Manifesto, 5 gennaio 1997), con successive inchieste curate da altri giornalisti.

 

 

 

DanisinniLAB, teatro di relazione nel quartiere Danisinni

all’interno dell’antico rione palermitano, impegnato nel proprio riscatto sociale, è nato nel settembre scorso DanisinniLab, ideato e promosso dal Museo Sociale Danisinni e dal Teatro Biondo di Palermo. Sugli esiti e sul senso del lavoro fin qui svolto dice il direttore Gigi Borruso: «Abbiamo immaginato DanisinniLab come spazio di creazione, comunità di ricerca artistica che lavora per una comunità più ampia, quella del quartiere e della città. Luogo di incontro, d’immaginazione, di memorie condivise. Nel nostro laboratorio lavoriamo sui meccanismi profondi della rappresentazione, insistiamo perché sia il corpo dell’attore, nella sua essenzialità e nella sua rielaborazione fantastica a dare al teatro la sua forza simbolica, evocativa. Questo processo magico – così ovvio nella dinamica del teatro d’ogni tempo – è intrinsecamente correlato agli intenti sociali del progetto di DanisinniLab e al tema stesso di questo primo saggio. Danisinni, infatti, è un luogo che cerca, insieme alla città tutta, un nuovo riconoscimento, un nuovo ruolo. Una coscienza teatrale sa aprirsi a quest’ascolto, ci aiuta a guardare in faccia i nostri limiti e le possibilità di rinascita che ci attendono. E ciò sembra a noi tanto più urgente nel clima culturale e politico che va prepotentemente affermandosi, che vorrebbe farci credere d’essere una cosa sola: esclusivamente bianchi, o neri, occidentali, orientali… ma gli esseri umani sanno anche inventare la propria storia, costruire la propria identità. Il nostro futuro, così come il riscatto di un quartiere o di una città dipendono dai legami, dalle relazioni, dal desiderio. Il teatro lo insegna. La nostra storia lo dimostra».

 

 

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F 174 – NEL MARE DI NESSUNO

direzione del laboratorio e drammaturgia Gigi Borruso

insegnante del laboratorio Stefania Blandeburgo

 

con

Dino Bentivegna, Fabio Bonaccorso, Emanuela Cannella, Giuseppe Cento, Salvo Ceraulo, Nadia Conti, Michelangelo Correnti, Luigi D’Aleo, Marcella Fiumanò, Alessandra Guagliardito, Giuseppe La Licata, Giusy Mannino, Francesca Paola Minasola, Giusy Mortillaro, Caterina Pasqualino, Dorotea Passantino, Martina Peritore, Anna Staropoli, Tamara Trovato

Progetto scenografico e Costumi Giulia Costumati e Alessandra Guagliardito, studentesse corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, professoressa Valentina Console

Proiezioni e luci  Vincenzo Cannioto

Disegni  Enzo Patti

Assistente alla regia  Alessandra Guagliardito

Collaboratrice  Irene Scuderi

Produzione  DanisinniLab // Museo Sociale Danisinni

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info pagina fb: DanisinniLab e Museo Sociale Danisinni

Con il patrocinio di – Comune di Palermo

 

Con il supporto di – Accademia di Belle Arti di Palermo, Rambla Papireto, Circ’All, Insieme per Danisinni, Parrocchia Sant’Agnese ai Danisinni

 

Responsabile Ufficio stampa e Comunicazione

Rossella Puccio

rossellapuccio@gmail.com | cell.: 391.7933646

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Palermo- Oltre cento barber shop provenienti da tutta Italia comprese alcune donne hanno partecipato a Palermo all’originale manifestazione del “Barber Ring” per addetti ai lavori svoltasi il 18 e il 19 novembre  alla Fiera del Mediterraneo. Tra i protagonisti dell’originale evento il pluri premiato barber shop campione del mondo Carmelo Giuffrè che è intervenuto in qualità di Commissario di Pedana. Oltre seicento spettatori hanno assistito alla manifestazione che, per la sua importanza, è stata ripresa da TV nazionali (di Mediaset) e regionali come Telecolor e, riportata anche nelle pagine di importanti testate giornalistiche come La Sicilia, il Giornale di Sicilia e la Gazzetta del Sud.

La “Gentlemen’s Competition” di Palermo è stata un trionfo di entusiasmanti sfide, dimostrazioni, “tagli” e “barbe” alla moda, hair show, lanci moda e riconoscimenti. Gran parte del merito per lo strepitoso successo dell’evento va agli ideatori per l’impeccabile organizzazione tra i quali ricordiamo il famoso stilista di moda per capelli e formatore Cosimo Campagna. Una marcia in più l’hanno data anche Alfio Gravagno, Luca Geraci, Mario Cacciatore e Cosimo Campagna organizzatori della gara Nazionale di barberia. Lo stilista Campagna questa estate ha fatto tappa a Giardini Naxos onorando con la sua presenza il barber shop dove lavora Carmelo Giuffrè sul lungomare del centro storico dove ha effettuato alcune dimostrazioni di tagli alla moda.

Al Barber Ring di Palermo il successo è stato assicurato da un organizzazione impeccabile orchestrata dal direttore artistico Pasquale De Luca che ha avuto un grande impatto mediatico.  Nel corso delle due giornate De Luca ha allettato il pubblico con delle anteprima di Lanci Moda che a breve saranno presentati anche in altre manifestazioni organizzate in altri Paesi dell’Unione Europea.

L’evento palermitano è stato realizzato al Padiglione 22 della Fiera del Mediterraneo anche con il placet della Confesercenti e della Camera di Commercio di Palermo e Enna  rappresentata per l’occasione dal vicepresidente Nunzio Reina.

Brillante e briosa la conduzione della manifestazione affidata a Sara Priolo ex tronista del programma di Maria De Filippi “Uomini e Donne”.

I cento concorrenti hanno gareggiato con bravura e professionalità. A controllare la regolarità delle performance dei concorrenti, un team di prestigiosi esperti formato dai Commissari di Pedana Carmelo Giuffrè, Vito Fiorenza, Vincenzo Maniscalco, Giuseppe Patania, Giovanni Verde, Orazio Romeo, Angelo Miceli.

A selezionare i migliori concorrenti in gara assegnando loro i meritati premi un team di esperti giudici, imparziali e rigorosi formato da Luciano Della Volpe, Simona Fabbri Giuseppe De Luca, Alessandro Ligorio, Giorgio Iacob e Giuseppe Masella.

A conti fatti la kermesse di Palermo ha fatto registrare un bilancio più che positivo per la partecipazione di così tanti professionisti e per la numerosa platea di pubblico che ha assistito alla manifestazione. Tanti giovani hanno avuto la possibilità di far conoscere agli esperti del settore la loro bravura e i loro originali tagli e questo non è cosa da poco. L’evento, trampolino di lancio per tanti talenti del settore dei barber shop è in crescita e, il prossimo anno, si prospetta ancora più partecipato. Al rientro a Giardini Naxos Carmelo Giuffrè ha commentato: “E’ stata un esperienza interessante. Nel nostro mestiere non si finisce mai di imparare. Congratulazioni anche agli organizzatori che hanno saputo rendere interessante e divertente questa edizione. Le sfide tra i concorrenti in un evento di tale portata servono anche a dare quegli stimoli per prepararsi bene e lavorare parecchio per creare tagli sempre nuovi e alla moda. Spero di poter ripetere questa esperienza. Grazie a tutti. ”  Ben vengano iniziative come questa manifestazione perchè sono un esempio positivo per tanti giovani che in questo contesto possono misurare il proprio talento. Partecipare a un tale evento è un esperienza utile perche serve a stimolare la passione e la creatività di chi fa questo mestiere. A questo punto non ci resta che darci appuntamento al prossimo anno con tante novità e nuovi talenti da conoscere.

       ROSARIO   MESSINA    

Carmelo Giuffrè al Barber Ring

Carmelo Giuffrè al Barber Ring

Il podio di campione del Mondo conquistato di recente da Carmelo Giuffè

Il podio di campione del Mondo conquistato di recente da Carmelo Giuffè

Gli organizzatori

Gli organizzatori della gara nazionale di barberia

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Palermo chiama Etiopia. Ed Etiopia risponde. In nome della collaborazione, della conoscenza reciproca e dello sviluppo degli scambi commerciali internazionali presenti e futuri. Ha il fine di lanciare un occhio verso l’Africa e la sua economia più sviluppata “Ethiopia at the crossroads between past and future challenges”, l’incontro che coinvolgerà gli studenti dell’Università degli studi di Palermo, con particolare riguardo a quelli iscritti alla laurea magistrale interamente in lingua inglese di International. L’evento, organizzato dal professore Salvatore Casabona, docente di Diritto comparato e scambi internazionali dell’Università di Palermo, vedrà intervenire numerose personalità che porteranno un tema legato al mondo economico etiope. Così, il professore Yonas Birmeta Adinew dean of School of Law  University of Addis Ababa parlerà di “Salient Features of Ethiopian Legal System”. Eyasu Gizaw Wolde, lecturer of Department of Political Science and International Relations University of Addis Ababa, porterà una relazione sul tema “Ethiopia: the challenges to political reform and stability”. Sisay Regassa, associate Dean for Graduate Programs of the College of Business and Economics  University of Addis Ababa, tratterà di “Special economic zones (Industrial Parks), investment opportunities,  and policies in Ethiopia”. Con loro anche Salvatore Mancuso, Honorary professor of African law, Xiangtan University, su “The new Ethiopian-Eritrean relations: perspectives and challenges in the legal field”.

«Questo incontrodice il professore Salvatore Casabonaavvia una importante stagione di mobilità internazionale e ricerca, grazie alla quale gli studenti del corso di laurea internazionale in “International Trade” avranno la possibilità di svolgere tirocini formativi in importanti player economici in Etiopia e di integrare il loro percorso di studi con conoscenze specialistiche relative al continente africano».

La partecipazione all’incontro è aperto al pubblico.

Manifesto

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Palermo – Si è insediata oggi la “Commissione del coordinamento dei sistemi informativi regionali” che coordinerà la spesa e le attività del programma dell’Agenda digitale siciliana.

Una cabina di regia – istituita con decreto del vicepresidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao – che avrà il compito di monitorare il programma dell’Agenda digitale, con l’obiettivo di colmare il ritardo che separa la Sicilia dal resto del Paese, sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi per la pubblica amministrazione, imprese e cittadini.

“Il programma digitale è prioritario per lo sviluppo della Sicilia – ha detto il vicepresidente -.  L’Agenda digitale rappresenta un’occasione di riscatto per la nostra terra e di opportunità di lavoro per tanti giovani siciliani preparati e innovativi”.

Il vicepresidente, poi, ha comunicato al Comitato per l’Agenda digitale che “la giunta regionale ha approvato la delibera che prevede la destinazione dell’ex Asi di Brancaccio al Data center regionale che diventerà sede della più grande struttura informatica dell’Europa mediterranea – ed elemento essenziale per il riconoscimento della Sicilia come Polo strategico nazionale – nel quale saranno investiti oltre 12 milioni di euro provenienti dal Pon legalità e dal programma di Agenda digitale, con l’obiettivo di rendere sicuri i dati dell’amministrazione regionale, dei siciliani e di gestire i big data”.

Il vicepresidente ha precisato anche che “all’Agenda digitale siciliana sarà esteso il Protocollo d’intesa per la legalità e la sicurezza stipulato dal presidente della Regione, Nello Musumeci, con la Guardia di finanza che potrà così monitorare le attività del programma digitale”.

La Commissione del coordinamento dei sistemi informativi regionali è distinta in due sezioni (Regione digitale e Sanità digitale). Costituita dai dirigenti generali degli assessorati competenti, sarà coordinata da Maurizio Pirillo, dell’Autorità per l’innovazione e da Serafino Sorrenti, consulente per l’informatica del vicepresidente Armao.

La foto di gruppo del Consiglio

La foto di gruppo della Commissione

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PALERMO – Grande partecipazione di pubblico al “Digital day”, una giornata di dibattiti e tavole rotonde sull’Agenda digitale siciliana, organizzate a Palermo dal vicepresidente e assessore all’Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao, con i maggiori esponenti ed esperti del settore della digitalizzazione al fine di spingere sul pedale dell’innovazione. “Il Governo Musumeci ho individuato la priorità strategica dell’Agenda digitale per lo sviluppo della Sicilia, dei suoi territori e delle sue imprese – ha detto Armao -. Proseguiremo negli investimenti per recuperare il divario digitale e garantire la qualità dei servizi ai siciliani: da quelli amministrativi alla tutela della salute e offrire opportunità di lavoro ai giovani. Questo anno sono 106 i milioni impegnati, ovvero un terzo dell’intera agenda digitale, che ammonta a 342 milioni da impegnare entro il 2020.

Tanti gli interventi che si sono alternati a Villa Malfitano per illustrare i progetti: banda ultra larga, data center regionale, digitalizzazione dei musei, sportello digitale del cittadino, cartella clinica e fascicolo sanitario elettronico.

Priorità dell’Agenda digitale è la Banda ultra larga. La Sicilia è la prima regione a livello nazionale ad aver fatto partire i cantieri per un accesso a Internet veloce e superveloce e la realizzazione di una nuova infrastruttura in fibra ottica nelle aree bianche, zone, cioè, ancora sprovviste di connessione. Un maxi investimento che ammonta complessivamente a 265 milioni.

Ad occuparsene è Open Fiber (OF), società costituita da Enel e Cassa Depositi e Prestiti nel dicembre 2015 che si è aggiudicata la gara bandita da Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo Economico. Dall’inizio dell’anno sono stati aperti 62 cantieri per la posa della fibra ottica. Buone notizie vengono dal Catanese e dalla provincia di Messina: nel giro di pochissimi mesi, in 4 Comuni i lavori, iniziati tra aprile e giugno, sono già stati completati. Si tratta di Trecastagni (Ct), Floresta (Me), Tremestieri etneo e San Gregorio, in provincia di Catania. Il cronoprogramma prevede che entro la fine del 2018 i cantieri aperti saranno 88, solo a novembre progettisti al lavoro in 26 Comuni.

A rappresentare Open fiber sono stati Stefano Paggi e Andrea Falessi, rispettivamente responsabile Network & Operations Cluster C/D e direttore delle relazioni esterne. “In Sicilia abbiamo trovato un bel clima di collaborazione istituzionale, contesto che sta permettendo di gestire al meglio il complesso iter delle autorizzazioni”, ha detto Paggi. “A Palermo sono state già cablate poco meno di 219 mila unità immobiliari a fronte di un obiettivo target di 224 mila, con la conclusione dei lavori inizialmente prevista ad aprile del 2019. Risultato che fa il paio con Catania, dove l’obiettivo target di 110 mila unita’ immobiliari cablate e’ stato raggiunto con largo anticipo rispetto al cronoprogramma”, ha sottolineato Falessi.

Soddisfatta anche Bernadette Grasso, assessore regionale agli Enti locali: “La banda larga consentirà ai comuni di realizzare strategie di sviluppo territoriale. La Sicilia è fra le ultime regioni d’Italia per infrastrutture ma l’agenda digitale vuol dire connessione fra le pubbliche amministrazioni, Regione ed enti locali, e fra cittadini e pubbliche amministrazioni con la possibilità di servizi migliori”. E quanto ai ritardi autorizzativi l’assessore agli Enti locali tranquillizza. “L’assessorato all’economia emanerà una circolare per fissare i tempi per la realizzazione dei lavori nei Comuni, certamente se sarà necessario sollecitare i Comuni il mio assessorato interverrà per farlo”.

L’assessore alla Salute, Ruggero Razza ha ricordato gli interventi che riguardano il settore sanitario: “Il fascicolo sanitario elettronico aiuterà il cittadino ad accedere ai propri dati sanitari da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento; il Sovracup, Centro Unico di Prenotazione per le prestazioni sanitarie in tutta la Sicilia, sostituirà, i numeri verdi delle Asp”.

Il Garante per la protezione dei dati personali, Cosimo Comella, ha raccomandato “alla Regione siciliana che si avvia a intraprendere il processo di digitalizzazione di mantenere alto il livello di vigilanza sui trattamenti di tutti dati. La Regione si è mossa per tempo, ha messo in atto tutte le procedure e segnalato un responsabile per il trattamento dei dati entro i termini previsti, molte amministrazioni italiane invece sono in ritardo”.

Interessante anche l’intervento di Giuseppe Lo Re, docente al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo: “Per gestire la rivoluzione del digitale servono competenze e professionalità e queste professionalità sono i nostri giovani, molti laureandi che hanno già acquistato il biglietto per andare a lavorare a Milano, Roma o altrove, lasciando la Sicilia nel solito immobilismo. La politica deve fare in modo che questa emorragia di cervelli si blocchi: come tutti gli enti locali hanno uffici tecnici per qualsiasi necessità, ci devono essere uffici tecnici informatici in ogni comune siciliano per avviare la rivoluzione del digitale”.

I relatori

I relatori

Il pubblico presente al Digital Day

Il pubblico presente al Digital Day

Intervista all'Assessore Armao

Intervista all’Assessore Armao

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I DETTAGLI DEL PROGETTO dell’AGENDA DIGITALE SICILIANA

PALERMO – Banda ultra larga in Sicilia, data center regionale, digitalizzazione dei musei, sportello digitale del cittadino, cartella clinica e fascicolo sanitario elettronico. La Regione siciliana accelera sull’Agenda digitale siciliana, impegnando 106 milioni di euro già nel 2018, su un complesso di 342 milioni , fondi europei da impiegare entro il 2020.

Un piano ambizioso – che ha l’obiettivo di colmare il ritardo digitale che separa la Sicilia al resto del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi per la pubblica amministrazione, imprese e cittadini in genere – illustrato durante il Digital day, una giornata di dibattiti e tavole rotonde organizzate a Palermo dal vicepresidente e assessore all’Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao, con i maggiori esponenti ed esperti del settore della digitalizzazione al fine di spingere sul pedale dell’innovazione.

 “La strategia digitale costituisce una grande opportunità per la proiezione strategica della Sicilia, delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini – ha spiegato Armao -. Stiamo recuperando il divario digitale che ha isolato la Sicilia rispetto al resto del Paese. Le imprese per essere competitive devono poter conseguire competenze digitali ed utilizzare al meglio le infrastrutture realizzate da Agenda digitale”, ha sottolineato, precisando che “la Regione punta sul digitale per valorizzare la nuova centralità che riveste nel Mediterraneo quale snodo delle più importanti dorsali, le autostrade dei dati”.

Il vicepresidente ha ricordato l’impegno del governo Musumeci per lo sviluppo dell’Isola: “L’agenda digitale siciliana stanzia 342 milioni di investimenti, di cui 232 sulla Banda ultra larga. Trovata a zero la spesa di una versione di Agenda subito rivista ed ampliata, da quest’anno siamo Polo strategico nazionale, é iniziata la realizzazione di un grande Data center a Palermo e nel 2020 completeremo la rete divenendo l’area più digitalizzata del Mediterraneo, una grande opportunità per imprese, giovani ed anziani siciliani”.

A coordinare gli interventi e le missioni di Agenda digitale siciliana è l’Autorità regionale per l’Innovazione tecnologica, guidata da Maurizio Pirillo con la supervisione dell’esperto dell’assessore all’Economia in materia informatica, Serafino Sorrenti.

Dopo la prima accelerazione sulle infrastrutture digitali stiamo puntando sui servizi ai cittadini attraverso l’amministrazione digitale – ha detto Pirillo - entro pochi mesi saranno utilizzabili nuove piattaforme e portali per imprese e cittadini. Sarà compito dei siciliani utilizzare al meglio le opportunità che si prospettano grazie ad Agenda digitale”.

Ecco in dettaglio gli assi portanti della programmazione e degli investimenti:

 

Banda ultra Larga (Bul)

La Sicilia è la prima regione a livello nazionale ad aver fatto partire i cantieri per un accesso a Internet veloce e superveloce e la realizzazione di una nuova infrastruttura in fibra ottica nelle aree bianche, zone, cioè, ancora sprovviste di connessione.

Un maxi investimento che ammonta complessivamente a 265 milioni, di cui 232 sono fondi Fesr 2014/20, 13 milioni fondi Feasr 2014/20, altri 17 fondi Pon per imprese e competitività. Solo nel 2018 sono stati stanziati ben 86 milioni, tra la prima e la seconda fase di intervento.  Ad occuparsene è Open Fiber (OF), società costituita da Enel e Cassa Depositi e Prestiti nel dicembre 2015 che si è aggiudicata la gara bandita da Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo Economico, con l’obiettivo di realizzare l’installazione, la fornitura e l’esercizio di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica su tutto il territorio nazionale.

Dall’inizio dell’anno sono stati aperti 62 cantieri per la posa della fibra ottica. (Nella cartella stampa il dettaglio dei Comuni coinvolti). Buone notizie vengono dal Catanese e dalla provincia di Messina: nel giro di pochissimi mesi, in 4 Comuni i lavori, iniziati tra aprile e giugno, sono già stati completati. Si tratta di Trecastagni (Ct), Floresta (Me), Tremestieri etneo e San Gregorio, in provincia di Catania. Il cronoprogramma prevede che entro la fine del 2018 i cantieri aperti saranno 88, solo a novembre progettisti al lavoro in 26 Comuni.

Per accelerare i processi autorizzativi, l’assessorato ha pronta per l’invio una circolare alle amministrazioni comunali, perché la progettazione è completa ma i cantieri per partire devono essere celermente autorizzati dagli enti locali, che hanno sottoscritto le convenzioni con la Regione e Infratel.

Data center regionale

Al centro dell’operazione della digitalizzazione della Regione c’è la realizzazione di un Data center regionale per consolidare tutti i sistemi informativi nel Polo strategico nazionale, previsto dal progetto dell’Agenda digitale nazionale, in grado di ospitare l’infrastruttura di rete, i server degli assessorati regionali e di tutta la pubblica amministrazione siciliana, dai Comuni alle ex province, dagli enti alle aziende sanitarie, utilizzando anche le tecnologie in cloud che velocizzeranno questo processo.

Archiviata finalmente la vicenda dei dati dislocati in Val d’Aosta, la Regione mira alla razionalizzazione della spesa: anziché gestire tante piccole banche dati, tutti i dati multimediali verranno concentrati in un’unica grande struttura a servizio del territorio insieme ad un disaster recovery a Catania.

Il progetto è di 25 milioni di euro: 9 milioni del PO Fesr, 8 sono fondi regionali per l’adattamento infrastrutturale dell’immobile e altri 8 a valere sul Pon legalità per garantire la cyber security, la sicurezza dei dati informatici contenuti nelle varie banche dati, in collaborazione con le forze di polizia impegnate in questa nuova frontiera della sicurezza.  Il data center sorgerà nel centro direzionale (ex Asi) di Brancaccio acquisito al patrimonio regionale e di cui é stata avviata la ristrutturazione. La Regione prevede di realizzarlo in venti mesi, dal momento in cui l’Agid, Agenzia per l’Italia digitale, validerà la localizzazione del data-center nell’immobile regionale.

 

Sportello digitale del cittadino

Basta file negli uffici. Per snellire gli iter burocratici e facilitare la vita di imprese e famiglie, la Regione nel 2018 ha stanziato 1,5 milioni per la creazione dello “Sportello digitale del cittadino”. Anziché presentare le istanze nei vari assessorati regionali, tramite una piattaforma web si potrà chiedere il rilascio di migliaia di autorizzazioni, avere subito il protocollo e la posta certificata. Solo per fare qualche esempio: le autorizzazioni per gli impianti eolici e fotovoltaici, la concessione di un pozzo e quelle demaniali si potranno avere via web. L’Autorità regionale per l’innovazione tecnologica prevede di far partire il progetto entro il 2018 tramite la convenzione Consip per portali e interoperabilità.

 

Digitalizzazione del patrimonio museale

Ci sono opere d’arte magnifiche che a volte è complicato poter ammirare, capolavori che meriterebbero un vasto pubblico e sono invece alla portata di pochi. E’ per il desiderio di aprire le porte a tutti che la Regione ha stanziato 1,9 milioni di euro per digitalizzare le informazioni di tutti i musei siciliani e creare un nuovo sistema che permetterà di renderli visitabili virtualmente. Con un semplice “clic” si potranno visitare i templi di Agrigento e Selinunte o entrare al Museo Riso di Palermo, solo per fare qualche esempio.  Iniziato sei mesi fa, il progetto sarà realizzato entro il 2020.

 

Open data e Open Government

Anche la Regione siciliana preme l’acceleratore sul fronte della trasparenza e della pubblicazione online dei dati pubblici. Il nuovo portale “Sicilia Open data” vuole essere uno strumento in cui confluisce tutto il patrimonio informativo della pubblica amministrazione siciliana, in maniera tale da aiutare il cittadino a potere accedere in maniera telematica alle informazioni che gli servono.

Un progetto poderoso per il quale sono stati stanziati 1,6 milioni nel 2018.

Sanità digitale

Per quanto riguarda il settore sanitario sono diversi gli interventi innovativi previsti da Agenda digitale. Il fascicolo sanitario elettronico aiuterà il cittadino ad accedere ai propri dati sanitari da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento; il Sovracup, Centro Unico di Prenotazione per le prestazioni sanitarie in tutta la Sicilia, sostituirà, i numeri verdi delle Asp e prevede un investimento di 2,7 milioni nel 2018. L’implementazione dell’attuale anagrafe digitale migliorerà la governance dell’assistenza sanitaria anche attraverso un fascicolo sanitario elettronico e la cartella clinica elettronica, con la possibilità di scegliere e revocare on line il medico di famiglia.

L’investimento sarà agganciato al Sistema Nazionale impostato da Sogei, partecipata del ministero delle Finanze che cura l’interoperabilità di tutti i sistemi sanitari regionali, tramite una convenzione con la Regione siciliana firmata recentemente dall’assessorato Sanità. Quelli già elencati costituiscono la fase 1 del piano di investimenti, a cui è stata assegnata priorità e per i quali si prevede un tempo massimo di realizzazione di 24 mesi, con una pianificazione che partirà già dal 2018 e un investimento calcolato in 15 milioni di euro a valere sul PoFesr.

Per l’intera realizzazione di tutti gli obiettivi del Piano Strategico per la Salute, che seguiranno a quelli della fase 1, l’investimento calcolato è invece di 50 milioni.

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E’ stata una grande festa all’insegna della musica la manifestazione “Artisti  siciliani per Papa Francesco”, organizzata a Piazza Armerina in occasione della visita del Santo Padre. Tra i tantissimi artisti che si sono esibiti sul palco
di Piazza Europa, davanti ad una immensa folla, c’era anche Luigi Di Pino. Un evento unico vissuto con grande emozione dal Cantastorie ripostese. “Avere il Papa a distanza così ravvicinata è stata un’esperienza irripetibile – commenta Luigi Di Pino – Quando è arrivato sulla Papamobile c’è stato un momento di grande euforia, la folla era in visibilio. Nell’aria si respirava davvero un’emozione incredibile. Non ho mai visto così tanta gente affollare le strade.
Sono arrivato prima dell’alba a Piazza Armerina e c’erano già tantissime persone in attesa”.
Al termine delle emozionanti parole del Papa, interrotte a più riprese da lunghi e scroscianti applausi, gli artisti hanno iniziato ad esibirsi. Il Cantastorie Luigi Di Pino ha proposto uno dei propri cavalli di battaglia, “Turiddu sicilianu”, riscuotendo grande consenso. “E’ stato incredibile esibirsi davanti a quella marea di gente sul palco del Papa – spiega l’artista ripostese – Avevo preparato sia la storia di S. Agata, sia la storia del miracolo di S. Andrea ed avevo portato anche i cartelli. Alla fine però ho deciso di esibirmi con “Turiddu siciliano”, un brano molto gioioso e coinvolgente. Ed il pubblico ha risposto, battendo le mani a tempo e scatenandosi”.
Ma la manifestazione è stata anche una grande occasione di incontro e di scambio tra gli artisti ospiti dell’evento. “Per me è motivo di grande orgoglio essere stato invitato insieme ad artisti di tale bravura, che apprezzo molto – conclude Luigi Di Pino – E’ stata una bella occasione di scambio e conoscenza. E’ stato un onore essere lì con loro”.

Luigi Di Pino si esibisce sul Palco del Papa

Luigi Di Pino si esibisce sul Palco del Papa

Luigi Di Pino

Il Cantastorie Luigi Di Pino

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PalermoLa Art & Communication, associazione no profit da 13 anni in sostegno dell’arte contemporanea, per Rebuilt Sicilia, con Valorizzazioni Culturali presenta il progetto internazionale NATURE IS VIRAL – Paradise Lost (artists support the green world) a cura di Sveva Manfredi Zavaglia, presso Palazzo Scavuzzo-Trigona riaperto nel cuore di Palermo dopo 50 anni.

La mostra celebra il lavoro di dieci artisti internazionali con opere “site specific”, in occasione di Palermo 2018 e Manifesta12, la Biennale nomade Europea di Art Contemporanea, che anima Palermo da giugno. Con il Patrocinio del Comune di Palermo, Palermo 2018, Federculture, Regione Sicilia, Ambasciata della Georgia, MCR HRD Institute of Telangana, India.

Palermo quest’anno, Capitale italiana della Cultura 2018, è la capitale della cultura artistica e delle altre culture, un progetto di visione che vede la cultura come “capitale” attorno al quale far crescere tutta la comunità. Cultura dunque a 360°, non solo cultura artistica ma anche culture della pace, dell’accoglienza, della legalità, d’impresa, dell’innovazione, dei giovani, ambientale, della solidarietà, della diversità.

Dal 15 settembre si inaugura la seconda parte del progetto, per concludersi il 4 novembre 2018 con: Hind Chaouat, fotografa (Marocco); Andrea Felice, pittore mix media (Italia); Natalia Trivino Lozano pittrice (Colombia); Shantanu Amin, fotografo (India); Andrea Samory, scultore (Italia/Giappone);  Mahonar Chiluveru, scultore (India); Insieme ai già presenti: Antonia Covarrubias Noé, pittrice (Cile); Silvia Caimi, pittrice (Italia); Loredana Salzano, scultrice (Italia); Sofo Berd (Sofia Berdzenishvili), pittrice (Georgia).

“Nature is Viral – Lost Paradise” è un progetto che ricorda il paradiso come giardino, così come era considerata dagli arabi la città di Palermo. La sua ambizione è di offrire un’ampia realizzazione visiva di artisti professionisti che coprono varie fasce d’età, con pitture, sculture, fotografie, installazioni di tecniche e materiali diversificati. Il tema è sulla sensibilità di ritrovare la natura in modo virale con opere e installazioni che propongono nuove composizioni artistiche di carattere, con grande armonia e ritmo, ispirate all’idea della tutela dell’ambiente. Arte diventa Virale quando inizia a conversare con la Natura – Gli artisti ci invitano a soffermarci sul rapporto uomo/natura per ritrovare quell’equilibrio perso. Il processo creativo dell’arte insieme alla natura può favorire cambiamento e maggior rispetto.

“C’est une triste chose de penser que la nature parle et que le genre humain n’écoute pas” – Victor Hugo -

Andrea Samory -I thought I could trust you-2018

Andrea Samory -I thought I could trust you-2018

Andrea_Felice_Le_Porte_dell_Oceano_2012

Andrea Felice Le Porte 2012

Un altro autore

Paesaggio di Hind Chaouat

 

Mahonar Chiluveru scultura 1,60 mt vetroresina e carta mix media

Mahonar Chiluveru scultura 1,60 mt vetroresina e carta mix media

Shantanu Amin, Evergreen, Drone photo, fine art 80x100 , 2018

Shantanu Amin, Evergreen, Drone photo, fine art 80×100 , 2018

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