SETTEMBRE 2019
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sebastiano gesù

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ROMA - Si è svolta a Roma nel pomeriggio di sabato 27 aprile la seconda edizione delle “Conversazioni sul Cinema” organizzate dal Centro Studi Cinematografici, dedicate quest’anno al tema “Dire i luoghi col Cinema – Dialoghi e visioni sul placetelling”.

Coordinate da Massimo Causo, le Conversazioni hanno proposto una riflessione a più voci sulla relazione tra il Cinema e i luoghi in cui i film sono realizzati (prodotti, girati, ambientati). Un rapporto da sempre proficuo e problematico, portatore di valore aggiunto (non solo economico) al territorio e recettore di valori culturali, sociali, ambientali. Lo sviluppo delle Film Commission territoriali ha determinato una diffusione delle pratiche produttive in territori prima solo occasionalmente praticati dal cinema e oggi si discute ormai attorno al concetto di “placetelling” inteso come narrazione cinematografica che si colloca nei luoghi ed è capace produrre senso in essi.

Partendo da queste considerazioni e senza dimenticare che sul rapporto storico e culturale tra territori e cinema il Centro Studi Cinematografici è stato tra i primi a soffermarsi grazie alle ricerche di figure come Sebastiano Gesù e Elio Girlanda, le “Conversazoni sul Cinema” 2019 si sono aperte con Emiliano Dante, filmmaker aquilano autore di una trilogia sulla vita post-sisma all’Aquila, che ha conversato con Silvio Grasselli sulla possibilità di filmare l’identità dei luoghi e delle persone tra le macerie di una terra scossa dal sisma e dalle vicende della ricostruzione. Alla proiezione di  Habitat – Note personali (che insieme a Into the Blue e Appennino costituisce la trilogia dell’autore) è seguita una conversazione in cui Dante e Grasselli hanno parlato del cinema dell’autore e della possibilità di definire una biografia filmata dei luoghi e delle persone che in essi vivono.

La seconda conversazione ha visto protagonista Giancarlo Zappoli, che oltre ad essere il Presidente del Centro Studi Cinematografici è direttore di MyMovies e insegna Cinema e Architettura: a lui è stata affidata una riflessione sull’immagine di Milano negli anni ’80 attraverso un parallelo tra il celebre film di Ermanno Olmi Milano ’83 e l’immagine quasi distopica della città che emergeva dal film coevo di Maurizio Nichetti Domani si balla, di recente edito in DVD dal Centro Studi Cinematografici con la label Shockproof.

Infine le Conversazioni sul Cinema 2019 hanno dedicato un omaggio alla figura di Sebastiano Gesù, il noto storico e critico del cinema siciliano recentemente scomparso, da sempre vicino al Centro Studi Cinematografici e tra i primi ad  aver riflettuto concretamente in Italia sul rapporto tra l’identità di una terra come la Sicilia e la sua definizione attraverso il cinema. Vero e proprio cultore e custode della memoria cinematografica siciliana, Sebastiano Gesù è stato un  punto di riferimento per gli autori siciliani, una figura con cui confrontarsi attivamente. A raccontarne e ricordarne la figura sono stati, nel corso delle Conversazioni, il regista e scrittore Nello Correale, amico di Sebastiano Gesù col quale nel 2000 ha ideato a Marzamemi il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, Rosa Parisi, moglie di Sebastiano Gesù ora attiva nell’istituzione di un Fondo in cui raccogliere l’ingente e importante archivio dello studioso, e il Presidente del Centro Studi Cinematografici della Sicilia Ignazio Vasta. Nell’occasione è stato anche presentato l’ultimo libro scritto da Sebastiano Gesù, “La Magnifica Visione – Il paesaggio siciliano nel Cinema”, edito da 40due Edizioni col contributo del Centro Studi Cinematografici, che ripercorre il rapporto tra Sicilia e Cinema attraverso la storia di un’arte capace di inventare “un nuovo spazio-scenario, un concerto di vicende e paesaggi, mai creato prima né dalla pittura né dalle altre forme artistiche”. In queste pagine, introdotte da Ignazio Vasta, Elena Russo e Sebastiano Pennisi, emerge tutta la sapienza dell’analisi e la ricchezza iconografica della narrazione portata avanti nel corso della sua vita da Sebastiano Gesù, andando dalle origini del cinema italiano sino ad autori come Visconti, Germi, Rosi, Pasolini, i fratelli Taviani, Tornatore e Scimeca.

Il prof. Ignazio Vasta

Il prof. Ignazio Vasta

Sebastiano Gesù

Sebastiano Gesù

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Nello Correale e Donatella Finocchiaro

Nello Correale e Donatella Finocchiaro

Marzamemi (Pachino). Si accendono i riflettori  sulla XV edizione del Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzameni.
L’ideatore e direttore artistico Nello Correale conferma il carattere internazionale della manifestazione e il suo spirito di grande Laboratorio aperto ad incontri con altri Festival. Tanti gli opiti in programma, compresi numerosi  autori provenienti da tutto il mondo che presenteranno i loro film. Il festival è un palcoscenico consolidato di  un cinema attento alle frontiere geografiche, artistiche e culturali. Cinema di Frontiera inteso nel suo valore simbolico, oltre che geografico , nell’accezione piu’ ampia del termine. Frontiere territoriali, culturali, ma anche dell’anima e dei linguaggi. Un cinema che si interroga, che guarda all’altro da se’ ,aperto al nuovo, che cerca i caratteri congiungenti tra i popoli piu’ che quelli divisori.

La piazza e i cortili del borgo marinaro di Marzamemi , situato a 75 miglia a Sud di Tunisi, per una settimana si trasformerà nella sala cinematografica a cielo aperto più grande e più a sud di Europa e il borgo anche se in modo virtuale sarà al centro del Mediterraneo, punto di incontro di tre continenti: Europa, Asia ed Africa.

Il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera quest’anno sarà presente a EXPO 2015 per la serata di chiusura del 26 luglio.

Programma: alle 19.30, al cortile di Villadorata, sarà presentata l’intera rassegna come preludio dell’inaugurazione delle 21.15 in piazza Regina Margherita. Ad aprire le danze saranno i “Maniwata Soru” con una perfomance di Tamburi Baga che anticipa la proiezione del primo film in concorso Timbuktu, del regista mauritano Abderrahmane Sissako, che ci scaraventa tra le dune del deserto malese in un villaggio ai confini di Timbuktu, dove la tranquillità di una famiglia di pastori viene sconvolta dall’arrivo dei jihadisti. A seguire, la presentazione della rassegna “Cinema e cibo”, con Thomas Struck direttore della Kulinarisches Kino-Berlinale; in chiusura un omaggio a Giuni Russo, all’insegna del suggestivo parallelo “Cinema e musica”, con la proiezione di Napoli che canta, di Roberto Roberti, pseudonimo di Vincenzo Leone, padre del celebre regista Sergio Leone. La pellicola del 1926, fu restaurata nel 2002 e presentata l’anno successivo alle Giornate del cinema muto di Sacile con l’esecuzione dal vivo di una suite musicale della tradizione partenopea interpretata da Giuni Russo; dall’evento nasce infatti l’album e il DVD “Napoli che canta”, una delle ultime fatiche discografiche della cantante scomparsa nel 2004.
La rassegna “Cinema e cibo” continua nell’incantevole location della Tonnara di Villadorata, dove verranno proiettati i film-documentari: Quando l’Italia mangiava in bianco e nero di Andrea Gropplero di Toppenburg, che ci propone un’ilare viaggio sulla tradizione culinaria della nostra nazione e The knights of the lagondi Walter Bencini, un racconto del sistema di pesca tradizionale dei pescatori orbetellani.
Alcortile di Villadorata, dalle 21.30, si aprirà la rassegna dei cortometraggi, selezionati dalla Filmoteca “Laboratorio 451” e sottoposti al giudizio di una giuria di prim’ordine, composta da Fabiola Banzi (casting director), Laura Silvia Battaglia (cine-giornalista) e Mario Serenellini (giornalista-critico La Repubblica). Nella serata inaugurale di domani, 20 luglio, verranno proiettati in anteprimatre pellicole fuori concorsoprodotte dal Centro sperimentale di Cinematografia di Palermo: Fiori di fuoco di Riccardo Cannella, Sull’Etna di Francesco Di Mauro, e La compagna solitudine del regista ennese Davide Vigore, il cui debutto ufficiale è previsto a Roma per questo autunno.
Al Palmento di Rudinì, dalle 16.30, si apre il CineForum/CineFrontiera con la proiezione di Los Angeles senza meta di Kaurismaki e, a seguire, La corazzata Potemkindi SergejEjzenštejn, pietra miliare della storia del cinema a mondiale.

Alcuni ospiti della edizione del 2014 (Foto tratte dal sito della manifestazione):

Sebastiano Gesù e Franco Battiato

Sebastiano Gesù e Franco Battiato

L'attrice catanese Tea Falco

L’attrice catanese Tea Falco

L'attrice Barbara Bobulova madrina della edizione 2014

L’attrice Barbara Bobulova madrina della edizione 2014

Nello Correale con alcuni ospiti

Nello Correale con alcuni ospiti

Al centro il regista Pasquale Scimeca

Al centro il regista Pasquale Scimeca

Il regista Pasquale Scimeca

Il regista Pasquale Scimeca

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Iniziati i preparativi della 15ma edizione del FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA di FRONTIERA che si svolgerà dal 20 al 26 luglio 2015 a Marzamemi (Sicilia) nell’antico borgo marinaro .

Il 18 ed il 19 giugno Catania ospita un “Anteprima” della rassegna del cinema di Marzameni a Villa San Saverio in collaborazione con la Scuola Superiore di Catania.

Programma:
Giovedì 18 giugno: alle ore 17 nell’aula magna dell’Università IL PRIMO APPUNTAMENTO CON “Sud: Rito e Magia- la Lucania di Levi e De Martino” sul documentarismo etnografico. Introducono Lina Scalisi e Sebastiano Gesù. Alle ore 18,30 omaggio a Manoel de Oliveira con Livio Marchese e Sebastiano Pennisi. Ore 20,30 Cinema e Cibo, quando l’Italia Mangiava in bianco e nero, filmati luce. Sicilianima: il gusto di Nello Correale. A seguire “anticipazioni di gusto” con vini delle cantine Paternò, pani di grani antichi dei fratelli Vescera e pomodorino di Pachino dop. Alle ore 21,40 “Las Patronas” di Javier Garcia e subito dopo discorsi su Cinema, Cibo e Territorio con Nello Correale, Carmelo Chiaramonte, Roberto Bruno.
Venerdì 19 giugno: alle ore 17, in ricordo di Pierpaolo Pasolini per i 40 anni della sua scomparsa. “La ricotta” con Orson Welles, “Pasolini e l’Etna”. Introducono Luciano Granozzi e Stefania Rimini. Ore 18,40 il cinedocumentario di Leonardo Sciascia, “Gela antica e nuova” di Giuseppe Ferrara (1964). “Radiografia della Miseria” di Piero Nelli (1967). Relatori Antonio Di Grado e Alessandro De Filippo. Alle ore 20,30Silcilanima: “ritratti siciliani di Nello Correale. Alle ore 21,30: “Ecuba” di Giuliana Berlinguer e Irene Papas. A seguire i discorsi sul Dramma antico di Sicilia con Moni Ovadia, Mario Incudine, Giuseppe Di Pasquale e Sebastiano Gesù (moderatore).

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