SETTEMBRE 2019
Home Tags Posts tagged with "sebastiano tusa"

sebastiano tusa

0 246

La prematura e tragica scomparsa del Prof. Sebastiano Tusa nell’incidente aereo dell’Ethiopian Airlines in Etiopia ci ha lasciato tutti sconvolti. Personalmente conoscevo l’emerito archeologo fin da quando diede vita al GIAS (Gruppo Intervento di Archeologia Subacquea). Mi ricordo una sua visita al Comune di Giardini Naxos per presentare il Gruppo di Intervento. Di li a poco fu creata, in Sicilia, la prima Soprintendenza del Mare e lui nominato Soprintendente (il primo). Ha fatto tanto per l’archeologia subacquea della nostra terra che ora piange uno dei suoi figli eccellenti che ha dato lustro alla Sicilia e ai suoi tesori sottomarini. Un grave lutto per tutta la famiglia ed una grave perdita per la cultura siciliana e italiana. Persona perbene e gentile che ricorderemo sempre con tanto affetto e stima. Per tutti noi e per la nostra Isola un lutto incomprensibile ed un vuoto incolmabile.

Il Direttore di Sicilia Felix

 La Redazione di Sicilia Felix esprime le più sentite condoglianze alla famiglia del Prof. Tusa e riporta di seguito alcune delle tante esternazioni di cordoglio che sono state espresse a seguito della tragica notizia:    

 

 

Il Prof. Tusa in un recente convegno al Museo Archeologico di Naxos

Il Prof. Tusa in un recente convegno al Museo Archeologico di Naxos

SOPRINTENDENZA DEL MARE – Regione Siciliana

 Scomparsa di Sebastiano Tusa

Abbiamo appreso con sgomento la morte di Sebastiano Tusa, da circa un anno Assessore regionale ai Beni Culturali. Ma al di là della carica politica per noi è rimasto il Soprintendente del mare, struttura da lui creata dopo aver dato vita al GIAS (Gruppo Intervento Archeologia Subacquea) e successsivamento allo SCRAS (Servizio di Coordinamento Ricerca archeologia Sottomarina). A Sebastiano ci legano ricordi bellissimi, un lungo impegno quasi ad inseguire, tra mille difficoltà, il sogno di una Sicilia diversa e bellissima. Per lui che aveva il cuore rivolto al passato ma la mente proiettata al futuro, il lavoro era una forma di impegno civile, totale e totatilizante, a cui si dedicava interamente senza mai fermarsi o abbattersi. Con un entusiasmo che non cessava mai di colpirti e di coinvolgerti.

Sebastiano Tusa ci lascia il 10 marzo, il giorno che la storia ricorda come la data della celebre Battaglia della Egadi, che tra tutte le scoperte della sua lunga carriera, era quella di cui andava più orgoglioso: avere ricostruito con precisione lo svolgersi della giornata e il luogo preciso dove avvenne lo scontro, fino ad allora ancora incerto.

Ma molti lo hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria”, scritto quando aveva appena trent’anni. Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell’Isola, la sua visione innovativa dell’evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l’ultimo grande maestro della preistoria siciliana.

Per noi è imprescindibile ricordare il suo tratto umano, il suo sorriso, la sua leggiadra ironia. In lui non trovavi mai un ostacolo alle proposte, spesso anche innovative, ma anzi stimoli ed incoraggiamenti ad andare avanti, consigli su come procedere. Generoso e di grande umiltà era disponibile con chiunque, senza guardare cariche o titoli di studio, pronto all’ascolto al dialogo con tutti, a raccogliere e fare proprie idee e progetti e a riconoscere e valorizzare il lavoro altrui.

Con lui scompare uno studioso di fama internazionale che dava prestigio alla Sicila, e rappresentava l’anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l’orgoglio delle sue radici pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo.

Da oggi la Sicilia perde una dei suoi uomini migliori di cui si sentirà la mancanza man mano che passeranno i giorni e gli anni.

Per noi è stato un grande onore, conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco. Con lui se ne va anche una parte di noi. A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante, a noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro avendo insieme nel cuore una speranza in una Sicilia più bella e più giusta.

L’auspicio è che si possa far tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiamo, della sua umiltà: un modello da seguire ed imitare. Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile.

Alfonso Lo Cascio Tel. 335.7957310

 

VITTORIO SGARBI 

Il prof. Sebastiano Tusa era stato nominato assessore dal Presidente Musumeci nel mese di aprile del 2018 a seguito delle dimissioni del critico d’arte Vittorio Sgarbi il quale nell’apprende la tragica notizia ha detto:“Resta il suo pensiero, l’intelligenza, la disponibilità ad ascoltare, la gentilezza, e tanti studi, tante ricerche sospese, tanti sospiri di conoscenza”. In pochi casi l’archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo. Potevano risorgere sculture, rinascere kouroi, uscire Venere dall’acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine”.

 

Deputato Danilo Lo Giudice

“Una notizia tragica che lascia senza parole. La Sicilia e l’Italia
intera perdono un uomo di grandissimo spessore culturale che aveva
messo a servizio della collettività la sua competenza e
professionalità.
Un professionista ed accademico che nonostante la fama mondiale nel
suo settore, mantenuto forti le radici e il legame con la Sicilia, al
cui patrimonio ha dedicato la propria vita.”

Lo ha dichiarato il Presidente del Gruppo Misto all’Assemblea
Regionale Siciliana Danilo Lo Giudice.

 

Deputato Claudio Fava

“Una notizia drammatica. In pochi mesi abbiamo imparato ad apprezzare
la capacità dell’Assessore Tusa di imprimere un taglio di
straordinaria professionalità alla gestione dei beni culturali della
Sicilia. Un’opera in continuità con il suo infaticabile lavoro di
studio e di ricerca. Per tutti noi una perdita grave.”

Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Parlamentare
Antimafia Regionale, Claudio Fava

 

Deputato Tony Rizzotto

“A nome mio personale e della Lega per Salvini Premier esprimo alla
famiglia il più profondo cordoglio per la scomparsa di Sebastiano
Tusa. Un professionista ed uomo di cultura di spessore internazionale
che aveva scelto di dedicare alla Sicilia la propria passione e le
proprie competenze.”

Lo ha dichiarato Tony Rizzotto, deputato della Lega all’Assemblea
Regionale Siciliana

 

Il Sindaco Pancrazio Lo Turco   e il Presidente del Consiglio Danilo Bevacqua del Comune di Giardini Naxos (Me)

A seguito dell’incidente aereo avvenuto in Etiopia dove ha perso la vita anche l’archeologo di fama internazionale Prof.  Sebastiano Tusa il Sindaco Pancrazio Lo Turco assieme al Presidente del Consiglio Danilo Bevacqua del Comune di Giardini Naxos apprendendo la notizia nel manifestare il loro cordoglio e quello dell’amministrazione hanno detto: “La Città di Giardini Naxos e noi tutti abbiamo appreso con costernazione ed incredulità la notizia dell’enorme tragedia in cui ha perso la vita, tra gli altri, il Prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, attuale Assessore Regionale ai Beni Culturali. A nome di tutti i Giardinesi e dell’amministrazione comunale ci uniamo al dolore dei familiari del compianto Prof. Tusa, esternando il più sincero sentimento di gratitudine. Persona perbene e grande amico tra gli assessori regionali. Amico anche di Giardini Naxos, non a caso quest’anno avremmo dovuto organizzare una rassegna di archeologia sottomarina di livello mondiale”.

Il Prof. Tusa al Parco Archeologico di Naxos

Il Prof. Tusa al Parco Archeologico di Naxos

 

Mario Bolognari Sindaco del Comune di Taormina

Viene a mancare un autorità a livello internazionale del mondo dell’archeologia ed in particolare dell’archeologia subacquea. Era una persona amabile e perbene che tutti ricorderanno con rispetto e dolore. Sono personalmente colpito da questa brutta notizia e rivolgo un abbraccio sentito alla moglie Valeria e a tutti i familiari. In qualità di assessore regionale ha dimostrato amicizia e simpatia per la nostra Taormina, interessandosi delle sorti del Teatro Antico e del Palazzo Ciampoli. La Città intera si inchina di fronte al politico, allo studioso, all’uomo.”

 

 

0 332

SiracusaIl 20 maggio, alle ore 11.30, nella suggestiva cornice dell’Ipogeo di piazza Duomo a Siracusa, è programmata la cerimonia di presentazione della III edizione del premio “Custodi della Bellezza“, intitolato al grande archeologo siriano Khaled Al-Asaad, trucidato dall’ISIS.

Il premio, ideato da Fulvia Toscanodirettore artistico di Naxoslegge e Nostos Festival del viaggio e dei viaggiatori, intende tributare un riconoscimento a quanti, a vario titolo, si spendono per la tutela e difesa della bellezza, proprio nel nome di chi, come Al Asaad ha sacrificato la vita stessa contro la barbarie iconoclasta dei fondamentalisti.

Il premio, giunto alla III edizione, è stato assegnato, negli anni passati a Moncef Ben Moussa, direttore del Museo Bardo di Tunisi e, alla memoria, a Enzo Maiorca.

Per questa terza edizione, il comitato scientifico, costituito tra gli altri da Marinella Fiume e Giuseppe Nuccio Iacono, che saranno presenti alla cerimonia del 20 maggio, del premio sarà insignito il professore Sebastiano Tusa. A consegnare il premio sarà Fabio Granata, anche a nome dell’Archeoclub d Siracusa, partner della terza edizione del premio.

Il premio consiste in un pregiato manufatto artistico, opera del maestro Luigi Camarilla, artista di fama internazionale.

Molteplici le motivazioni del riconoscimento al professore Sebastiano Tusa, tra cui, come evidenzia Fulvia Toscano, di certo “l’instancabile attività di ricerca, che lo vede autore di più di 700 pubblicazioni, cui si associa la altrettanto infaticabile attività di tutela e promozione del patrimonio archeologico e culturale della nostra isola, con particolare riferimento a quello del mare, alla cui valorizzazione si è dedicato anche nella qualità di Soprintendente del Mare della nostra regione, facendosi strenuo portavoce, interprete e protagonista  di progetti internazionali e azioni di valorizzazione e  comunicazione dei patrimoni sottomarini, connotati di una straordinaria valenza innovativa.

“Non a caso, sottolinea ancora Fulvia Toscano, “il premio ai Custodi della bellezza  verrà tributato al professore Sebastiano Tusa il 20 maggio, giornata internazionale del Mare e di Gea, proprio a sottolineare la specifica finalità del riconoscimento, a quanti si battono, con passione e competenza, per la custodia del nostro ambiente naturale e antropico e culturale”.

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento

 

0 582

Venerdì 22 luglio, alle ore 19,00, nell’ambito del 16° Trofeo del Mare e a cura della Libreria Parnaso,  si tiene al Lungomare Raganzino di Pozzallo la conversazione di Carlo Ruta e Sebastiano Tusa sul Mediterraneo, mare di tutti, tra passato e presente.

I due studiosi negli ultimi loro saggi s’interrogano sulle relazioni e i processi etnici e culturali che hanno fatto la lunga storia del Mediterraneo. Le prospettive sono differenti e tuttavia complementari: quella di Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare della Regione Siciliana, focalizza la vita, i costumi e l’ethos del Mediterraneo antico; quella di Carlo Ruta sposta l’attenzione sui viaggi materiali e immateriali che hanno interessato la Sicilia dalla tarda antichità cristiana all’età moderna. L’analisi di Tusa si destreggia tra i saperi tecnici, gli archetipi e i tòpoi che hanno reso grande questo mare fisicamente piccolo. L’analisi di Ruta scandaglia l’immaginario, lo scindersi della rappresentazione della più grande isola del Mediterraneo in vari elementi, con la sedimentazione lungo la storia di due tradizioni fondate su due visioni estreme e contrapposte: da un lato quella della solarità affascinata, dall’altro quella che indulge alla problematicità e al tenebroso. Dalla complementarità dei due testi nasce allora l’idea di questa conversazione, che, nella cornice del 16° Trofeo del Mare che si tiene a Pozzallo, vuole essere anche dialogo aperto su problematiche storiche resistenti e sui destini del Mediterraneo e della Sicilia.

Locandina

Locandina

Ruta e Tusa

Ruta e Tusa

0 685

Palermo. Il Museo regionale d’Arte moderna e contemporanea di Palermo martedì 28 giugno 2016 alle ore 18 presenta «Il Mediterraneo tra viaggi e storia. Carlo Ruta – Sebastiano Tusa». Al centro della conversazione, che si tiene presso la sede del Museo, Palazzo Belmonte Riso, Corso Vittorio Emanuele, Palermo, sono la Storia del viaggio in Sicilia dalla tarda antichità all’età moderna di Carlo Ruta e Primo Mediterraneo di Sebastiano Tusa. Dialogano con gli autori Stefano Vassallo, dirigente della Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo, e Mario Zito, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

 

Due studiosi e due libri s’interrogano sulle relazioni e i processi etnici e culturali che hanno fatto la lunga storia del Mediterraneo. Le prospettive sono differenti e tuttavia complementari: quella di Sebastiano Tusa focalizza la vita, i costumi e l’ethos del Mediterraneo antico; quella di Carlo Ruta sposta l’attenzione sui viaggi materiali e immateriali che hanno interessato la Sicilia dalla tarda antichità cristiana all’età moderna. L’analisi di Tusa si destreggia tra i saperi tecnici, gli archetipi e i tòpoi che hanno reso grande questo mare fisicamente piccolo. L’analisi di Ruta scandaglia l’immaginario, lo scindersi della rappresentazione della più grande isola del Mediterraneo in vari elementi, con la sedimentazione lungo la storia di due tradizioni fondate su due visioni estreme e contrapposte: da un lato quella della solarità affascinata, dall’altro quella che indulge alla problematicità e al tenebroso. Dalla complementarità dei due testi nasce allora l’idea di una discussione in progress, che vuole essere anche dialogo aperto su problematiche storiche resistenti, del Mediterraneo e della Sicilia, alla ricerca di nuovi spunti interpretativi

 

Copertina Libro

Copertina Libro

2 Libro Tusa

Libro Tusa

Libro Ruta

Libro Ruta

0 887

Catania.Giovedì 17 dicembre 2015, alle ore 19,30, la Libreria Fenice, via Garibaldi 133 Catania, presenta il libro “Cristiani e musulmani nella Sicilia normanna“, firmato da Ferdinando Raffaele, componente del gruppo di ricerca ARTESIA (Archivio Testuale del Siciliano Antico), Carlo Ruta, saggista e studioso del mondo mediterraneo, e dall’archeologo Sebastiano Tusa, soprintendente al Mare di Sicilia. Parleranno del libro gli autori Raffaele e Ruta.
È un libro di storia, che riporta al Medioevo e precisamente al Regnum Siciliae fondato e retto per quasi tutto il XII secolo dagli Altavilla. Ma il suo messaggio è attualissimo. Si tratta di Cristiani e musulmani nella Sicilia normanna, appena uscito per le Edizioni di Storia e Studi Sociali. Si compone di tre saggi, brevi ma esaurienti, sui rapporti complessi che intercorsero tra cristiani e musulmani nel Regnum Siciliae degli Altavilla. Le prospettive prescelte sono essenzialmente tre: quella storico-linguistica, esaminata da Raffaele, quella etnico-religiosa, analizzata da Ruta, e quella tecnico-scientifica, presa in esame da Tusa.

Interventi a commento:

Raffaele, dopo un breve excursus storico, fa il quadro delle contaminazioni e dei «prestiti» linguistici e lessicali dall’arabo nella lingua siciliana, soffermandosi sull’ampio vocabolario di queste contaminazioni e illustrando l’entità del debito che l’idioma siciliano ha contratto con la lingua parlata dai musulmani di Sicilia, che soprattutto nelle fasce medio alte fu l’arabo classico. Spiega quindi il peso che queste contaminazioni hanno avuto nell’evoluzione sociale della lingua parlata siciliana, con effetti di interculturalità che finirono con l’arricchirne la struttura. L’idioma dell’isola godette infatti di non poca considerazione nell’esperimento di volgare illustre condotto nella prima metà del XIII secolo dalla scuola poetica siciliana.

Ruta traccia un quadro dei problemi che sul piano storiografico restano aperti, mettendo in rilievo una serie di elementi che collidono con l’immagine di una Sicilia normanna interamente pacificata e interculturale. Spiega che lo sfondo del secolo era quello delle crociate e che l’ideologia della guerra santa ebbe effetti anche nell’isola, coltivata in particolare da alcuni ambienti facoltosi dell’aristocrazia, di provenienza nord-italiana. Argomenta quindi sui modi in cui progredì il paradigma violento, e sui modi in cui i poteri ufficiali del tempo contribuirono a indebolire l’etnia arabo-berbera di Sicilia, esponendola a un destino tragico, che si compì definitivamente in periodo svevo, con gli stermini e le deportazioni di Federico II.

Tusa spiega che le conoscenze tecniche già patrimonio degli arabi ebbero in Sicilia effetti notevolissimi, che, lungi dall’esaurirsi nei due secoli in cui i musulmani amministrarono e colonizzarono la Sicilia, riversarono i loro benefici nel Regnum Siciliae cristiano degli Altavilla. Anche i commerci e le attività produttive dei musulmani divennero di fatto un patrimonio irrinunciabile per i nuovi signori della Sicilia. L’archeologo chiarisce poi i modi in cui la cultura materiale e artistica araba si sedimentò nel regno, in primo luogo a livello architettonico, con l’adozione di stilemi arabo-islamici nella edificazione di chiese e palazzi, che contribuirono non poco alla rappresentazione sincretica e scenografica che gli Altavilla predilessero.
Per tutto questo, come si diceva, si tratta di un testo di strettissima attualità, il cui significato è sintetizzato, nella premessa editoriale, in queste parole: «Si può discutere quanto la storia, anche la più remota, sia in fin dei conti, come sosteneva Benedetto Croce, storia contemporanea, o quanto tenda almeno ad esserlo. Intesa come studio consapevole e approfondito del passato, essa costituisce comunque uno strumento importante per orientarsi. E in questo senso può aiutare non poco a comprendere le complessità di questo tempo, che sono in grado di disorientare e di indurre a forme strategiche di dimenticanza.»

0 930

Siracusa. Venerdì 4 settembre alle ore 19, la Casa del Libro Mascali di Siracusa e la Casa Editrice Edizioni di Storia e studi Sociali presentano presso la Sala Borsellino di Palazzo Vermexio il nuovo libro di Sebastiano Tusa, Sicilia Archeologica, che focalizza, da una serie di prospettive, i caratteri dell’isola dal Paleolitico all’Età del Bronzo, nei contesti del Mediterraneo.
L’archeologo introduce gli argomenti trattati con tre scritti: un saggio autobiografico che evidenzia le radici di una scelta professionale maturata non senza problematiche esistenziali; un testo sulla storia dell’evoluzione epistemologica del pensiero scientifico inerente l’identità italica, tanto dibattuta soprattutto nel periodo tra le due guerre, da un inquadramento storico-filosofico-archeologico sul Mediterraneo; un saggio su Paolo Orsi, doveroso tributo trattando di preistoria e protostoria siciliane.
Di particolare interesse sono i saggi dedicati allo spinoso tema della religiosità dei popoli primitivi della Sicilia che ha appassionato e diviso generazioni di studiosi non soltanto in Sicilia. Argomento talvolta evitato talvolta abusato per spiegare ciò che l’archeologia didascalica e descrittiva non riesce a comprendere con le armi della comparazione etno-antropologica.
L’autore tratta inoltre dell’insorgenza agro-pastorale in Sicilia, ossia della transizione tra le società di cacciatori e raccoglitori e quelle di agricoltori e pastori. Il centro della ricerca è dedicato alla costa orientale della penisola di San Vito lo Capo, dove si trova la gigantesca Grotta dell’Uzzo.
Nel saggio conclusivo l’archeologo propone delle spiegazioni sulle reali radici etniche del popolo siciliano, convinto però che il carattere più distintivo della Sicilia sia quello del sincretismo antropologico, data la notevole ricchezza di strati, sostrati e parastrati popolazionali che questa terra di spiccata accoglienza ha nei millenni accumulato, dimostrando di non essere soltanto un’isola, ma un arcipelago di culture, religioni, popoli e tradizioni.
Alla presentazione, che sarà coordinata da Elena Flavia Castagnino (archeologa presso la Soprintendenza BB CC. AA.), sono presenti, con Sebastiano Tusa (soprintendente al Mare della Regione Sicilia), Beatrice Basile (soprintendente ai BB.CC.AA. della provincia di Siracusa), Fabio Granata (coordinatore nazionale di Green Italia), Carlo Ruta (saggista e direttore di Edizioni di Storia).

Sebastiano Tusa. Laureato in lettere con tesi in paletnologia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1975. Perfezionato in Archeologia orientale presso La Sapienza di Roma nel 1985. Idoneo nel 2000 al concorso per professore ordinario della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cagliari, settore L01Y, Preistoria e protostoria. Docente di Paletnologia presso il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dal 2000. Docente di Archeologia Subacquea presso il Corso di Laurea in Archeologia Navale dell’Università degli Studi di Bologna, sede staccata di Trapani, dal 2001 al 2012. Direttore del Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani (2000-2004). Soprintendente del Mare della Regione Siciliana dal 2004 al 2010 e dal 2012. Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani dal 2010 al 2012. Direttore della rivista «Sicilia Archeologica». Dal 1972 ha partecipato e/o diretto missioni e ricerche archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan, e Turchia. È attualmente direttore delle Missioni Archeologiche in Sicilia, Libia e Giappone. Ha condotto numerosi scavi archeologici in Sicilia, Lazio e Campania. Autore di circa 600 opere, tra monografie e saggi scientifici e divulgativi.

0 1154

Catania. Mercoledì 10 giugno alle ore 17,30 al Monastero dei Benedettini  Officine Culturali e la Casa Editrice Edizioni di Storia e studi Sociali in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche e l’Istituto di Archeologia dell’Università degli Studi di Catania presenteranno il nuovo libro di Sebastiano Tusa, il noto archeologo oggi Soprintendente del Mare della Regione Sicilia. Sicilia Archeologica focalizza, da una serie di prospettive, i caratteri dell’isola dal Paleolitico all’Età del Bronzo, nei contesti del Mediterraneo. L’archeologo introduce gli argomenti trattati con tre scritti: un saggio autobiografico che evidenzia le radici di una scelta professionale maturata non senza problematiche esistenziali; un testo sulla storia dell’evoluzione epistemologica del pensiero scientifico inerente l’identità italica, tanto dibattuta soprattutto nel periodo tra le due guerre, da un inquadramento storico-filosofico-archeologico sul Mediterraneo; un saggio su Paolo Orsi, doveroso tributo trattando di preistoria e protostoria siciliane.
Di particolare interesse sono i saggi dedicati allo spinoso tema della religiosità dei popoli primitivi della Sicilia che ha appassionato e diviso generazioni di studiosi non soltanto in Sicilia. Argomento talvolta evitato talvolta abusato per spiegare ciò che l’archeologia didascalica e descrittiva non riesce a comprendere con le armi della comparazione etno-antropologica.
L’autore tratta inoltre dell’insorgenza agro-pastorale in Sicilia, ossia della transizione tra le società di cacciatori e raccoglitori e quelle di agricoltori e pastori. Il centro della ricerca è dedicato alla costa orientale della penisola di San Vito lo Capo, dove si trova la gigantesca Grotta dell’Uzzo.
Nel saggio conclusivo l’archeologo propone delle spiegazioni sulle reali radici etniche del popolo siciliano, convinto comunque che il carattere più distintivo della Sicilia sia quello del sincretismo antropologico, data la notevole ricchezza di strati, sostrati e parastrati popolazionali che questa terra di spiccata accoglienza ha nei millenni accumulato, dimostrando di non essere soltanto un’isola, ma un arcipelago di culture, religioni, popoli e tradizioni.
Alla presentazione, introdotta dal Direttore Magnano San Lio (Dipartimento di Scienze Umanistiche) e il dott. Francesco Mannino (Presidente di Officine Culturali), saranno presenti oltre all’autore Prof. Sebastiano Tusa (archeologo, Soprintendente del Mare, Regione Sicilia), il Prof. Edoardo Tortorici (docente di Topografia Antica), il Prof. Massimo Frasca (docente Archeologia Magna Grecia, direttore scuola di specializzazione di Archeologia), il Prof. Daniele Malfitana (direttore IBAM CNR), il Dott. Francesco Privitera (dirigente responsabile U. O. 1 Museo Regionale di Catania), il Prof. Massimo Cultraro (docente Archeologia Egea, Università Palermo) e il Dott. Carlo Ruta (direttore di Edizioni di Storia e Studi Sociali, saggista).

La presentazione si terrà al Coro di Notte del Monastero dei Benedettini di Catania alle ore 17:30.

Sebastiano Tusa. Laureato in lettere con tesi in paletnologia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1975. Perfezionato in Archeologia orientale presso La Sapienza di Roma nel 1985. Idoneo nel 2000 al concorso per professore ordinario della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cagliari, settore L01Y, Preistoria e protostoria. Docente a contratto di Paletnologia presso il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dal 2000. Docente a contratto di Archeologia Subacquea presso il Corso di Laurea in Archeologia Navale dell’Università degli Studi di Bologna, sede staccata di Trapani, dal 2001 al 2012. Direttore del Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani (2000-2004). Soprintendente del Mare della Regione Siciliana dal 2004 al 2010 e dal 2012. Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani dal 2010 al 2012. Direttore della rivista «Sicilia Archeologica». Dal 1972 ha partecipato e/o diretto missioni e ricerche archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan, e Turchia. È attualmente direttore delle Missioni Archeologiche in Sicilia, Libia e Giappone. Ha condotto numerosi scavi archeologici in Sicilia, Lazio e Campania. Autore di circa 600 opere, tra monografie e saggi scientifici e divulgativi.

Locandina Libro TusaXX

RIMANI IN CONTATTO