AGOSTO 2019
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MessinaCelebrata al Centro Diurno Camelot la Giornata della Memoria. Dopo i saluti del Direttore del Camelot dott. Matteo Allone che ha esordito affermando che da una catastrofe si può sempre rinascere, ha preso la parola il Direttore dell’Istituto italiano di Micropsicoanalisi dott. Luigi Baldari che ha tracciato il profilo dell’antropologo ed archeologo Emmanuel Anati conosciuto in occasione delle giornate siciliane di formazione micropsicoanalitica. Shalom in italiano si traduce con “pace”. È una parola sacra per gli ebrei, saluto e augurio allo stesso tempo: “Che tu possa trovare la pace”. È questo il proposito che spinge tre anziani fratelli ebrei a ritornare in Toscana dopo settant’anni di assenza alla ricerca della casa di pietra che è stata il loro rifugio durante le persecuzioni naziste. I tre fratelli sono stati,  ha dichiarato Baldari, degli hidden children, bambini nascosti durante una persecuzione, di cui la psicoanalisi clinica ha riconosciuto le specifiche dinamiche psichiche. Il film mostra la loro resilienza ossia la capacità di affrontare e superare l’evento traumatico. Una disamina delle leggi razziali è stata resa dall’avv. Silvana Paratore che ha affermato come ad 80 anni dalla loro emanazione ricordare significa negare i concetti di razza inferiore. L’obiettivo delle leggi razziali era stabilire l’esistenza della razza italiana e della sua appartenenza al gruppo di quelle che venivano definite razze ariane, sulla base di ideologie che senza successo, a lungo, cercarono anche di darsi un fondamento scientifico. Con l’entrata in vigore della Costituzione il punto di riferimento della Società diventano le pari dignità di ciascuno. Magistrale l’interpretazione del racconto emozionante intitolato “ Sulla solitudine” letto dall’attrice e cultrice delle discipline dell’anima e del corpo Daniela Conti. “Un percorso umano per ritrovare sé stessi” è stato definito Shalom Italia.Sentimenti e storia raccontati in 70 minuti, con la delicatezza della regista, sceneggiatrice e produttrice Tamar Tal Anati. “Un film che richiama anche i nostri giorni ha affermato la psicologa e psicoterapeuta Maria Grazia Saia perché come si dice nel documentario “il presente consiste nei ricordi, siamo fatti di memoria”. La dott.ssa Saia in particolare si è soffermata sull’importanza della memoria emotiva e di quella collettiva che sono in reciproca risonanza e che determinano il senso che si dà al viaggio della propria vita. Interesse ha altresì suscitato l’intervento della dott. ssa Tosi Siragusa direttrice della Biblioteca Regionale di Messina che si è soffermata sul testo di Emmanuel  Anati: nello specifico su alcuni passaggi, come quello in cui l’adolescente si percepisce come “fuori legge”, e quelli ove nei suoi incubi la maestra, gregaria esecutrice della normativa che impediva ai figli degli ebrei di frequentare scuole pubbliche, appare con una grande bocca vuota e priva di braccia e gambe … Da li la razionale rivalsa, che porta Emmanuel molto in alto, plurilaureato, autore di moltissimi saggi, etc, a dimostrazione che le catastrofi, in sé immobilizzanti, possono generare nuove prospettive, con organizzazioni e a mezzo di resilienza e adeguate reazioni. Ha poi messo in luce le connessioni fra  il saggio e il docufilm “Shalom Italia”, di Tamar Tal Anati (nipote acquisita di Emmanuel e fratelli)un intenso viaggio nella memoria,un percorso di ricerca al confine fra storia e mito che assume connotati reali: è narrato il viaggio di Andrea, Bubi e Meme, di caratteri differenti, ma il cui reciproco legame emerge dai nomignoli, con cui, da ultra anziani qual sono, ancora si appellano, con l’espressione “mio”, che precede il nome. La grotta- tugurio che consentì a quella famiglia la salvezza sarà rintracciata dopo 70 anni, tra escursioni nei paesaggi toscani e buon cibo, il tutto condito da un sano umorismo yiddish. Tamal Tal Anati, ha precisato la Tosi Siragusa, ha anche diretto il precedente docufilm, uscito in Israele nel 2011, “Life in stills”, su Miriam Wessenstein, che a 96 anni, con l’ausilio del nipote Ben, riesce a salvare i negativi sulla storia di Israele e le memorie familiari, a seguito della annunciata demolizione del negozio di fotografie di famiglia. La dott.ssa Siragusa ha elencato poi, da critica cinematografica, alcuni lungometraggi a tema, consigliandone la visione da “Schindler’s list” a “La vita è bella”, fino a quelli un pò meno conosciuti, come “Il labirinto del silenzio”, “Arrivederci ragazzi”, “Lo stato contro Friz Bauer” “Il bambino nella valigia”, etc.

A conclusione della giornata la Direttrice della Biblioteca Regionale ha donato al dott. Matteo Allone un elenco bibliografico della Biblioteca “Giacomo Longo” su testi posseduti in materia, e consigliatone altri, sia di Primo Levi, che di recente pubblicazione. Ha infine tratteggiato l’evento realizzato nell’Istituto in collaborazione con una classe dell’Istituto “Archimede”: “Di razza ebraica” con sottotitolo “Uno era il 174517”, 6 cifre, una combinazione soltanto, nell’interminabile serie di marchi di fabbrica nazisti… Primo era il suo nome:  studio, letture, installazioni, performance e video tematici, dal 21 al 27/1/2018. Incisivo il suo monito volto a  ribadire come “di razza umana” siamo tutti e come non sia logicamente sostenibile, né eticamente accettabile, né emotivamente non riprovevole, alcun primato. La storia dolorosa di sterminio non va taciuta, ma raccontata, per sorvegliare con consapevolezza i pericoli delle derive del presente. Siamo portatori sani di razzismo,ha concluso:  siamo divenuti razzisti per interventi normativi e il termine razza ,che in sé rimanda solo a diversità fra i diversi tipi di “homo sapiens”, a diverse latitudini, da esaltare, riportato all’art 3 della Carta Costituzionale, va conservato per ricordare la discriminazione razziale intercorsa vigilando sulla nostra uguaglianza cagionevole, che potrebbe scivolare verso un nuovo crepuscolo. Solo con condizioni ambientali favorevoli e apertura mentale, molta drammaticità si può sciogliere, se gli aiuti alla comprensione mancano, affiora il sentimento pre-culturale della paura del diverso.

Nella fot da sin. Tosi Siragusa, Daniela Conti, Luigi Baldari, Silvana Paratore, Matteo Allone, Maria Grazia Saia

Nella fot da sin. Tosi Siragusa, Daniela Conti, Luigi Baldari, Silvana Paratore, Matteo Allone, Maria Grazia Saia

L'intervento di Allone

L’intervento di Matteo Allone

L'intervento dell'Avv. Silvana Paratore

L’intervento dell’Avv. Silvana Paratore

Il pubblico intervenuto

Il pubblico intervenuto

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Appuntamento venerdì 27 gennaio, alle ore 10.00, con interventi e proiezioni sulla tragedia dell’Olocausto

In occasione della Giornata della Memoria, venerdì 27 gennaio 2017, alle ore 10.00 nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, la Città Metropolitana di Messina, in collaborazione con gli istituti comprensivi “Giuseppe Mazzini”, “Boer-Verona Trento” e la scuola media “Paino” dell’istituto comprensivo “Gravitelli”, organizzerà un incontro sulla “Shoah e la Memoria” in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta nel 1945 da parte delle truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania.
Il meeting si articolerà in due momenti significativi: un dibattito, che vedrà l’intervento della giornalista Elisabetta Raffa, componente del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e la proiezione del film “Memoria” di Ruggero Gabbai, a cura della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
La pellicola costituisce una toccante documentazione imperniata su alcune interviste di Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto a Shlomo Venezia, Romeo Salmonì, Nedo Fiano, Ida Marcheria e Leone Sabatello, ebrei italiani sopravvissuti ad Auschwitz.
La sequenza dei visi, le espressioni, le emozioni, la rabbia e l’ironia racchiudono la tragedia di vicende umane dolorose: l’esclusione dalla scuola, gli amici che improvvisamente si allontanano, il carcere, il viaggio in treno verso il campo di concentramento di Auschwitz, fino ad arrivare alla struggente testimonianza dell’uccisione delle persone più care.
Il film “Memoria”, realizzato nel 1997 e selezionato al Festival del Cinema di Berlino, è ambientato ad Auschwitz, fra i vicoli del ghetto di Roma, nelle calli di Venezia e nelle carceri di San Vittore e Regina Coeli.
Nella diffusione dell’opera cinematografica di Gabbai importante è risultato il ruolo della Fondazione CDEC, istituto italiano di ricerca sulla Shoah che, sin dagli anni  sessanta, per primo iniziò a studiare approfonditamente il fenomeno delle leggi razziali e della deportazione dall’Italia ed a ricostruire nomi, famiglie e storie degli oltre ottomila deportati ebrei italiani.

La Shoah e la memoria 2017 locandina

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Giardini Naxos. la sezione locale della FIDAPA di Giardini Naxos, presieduta dalla professoressa Rossella Siciliano, continua l’impegno sociale facendo memoria per non dimenticare il 27 gennaio la Shoah, anche questa cerimonia è stata celebrata in aula consiliare del palazzo dei Naxioti. La presidente ha ribadito ancora una volta la collaborazione attenta e sensibile alle tematiche informative e altamente civili e morali da parte dell amministrazione comunale con la concessione e l’utilizzo dell’aula all’associazione. Ha dato avvio alla cerimonia ricordando l’importanza e la riflessione necessaria per trasmettere specialmente alle nuove generazioni la memoria individuale su questa terribile ferita inferta all’umanità, e sul valore che essa assume per la memoria collettiva. La Shoah è unadelle pagina più tristi che la storia ricordi. La presidente ha poi presentato una conferenziera d’eccezione, la scrittrice Lia Levi, una simpatica e minuta signora romana, che ha raccontato al pubblico presente la sua storia di scampata alla Shoah, forte l’impatto con la sua esperienza ancora oggi viva nei ricordi dell’anziana signora, che grazie al rifugio trovato sotto mentite spoglie in un convento romano ha avuto salva la vita. Forti e significativi gli interventi da parte di tutti i rappresentanti dell’amministrazione comunale, l’assessore Sandra Sanfilippo la consigliera Dangelo Martina delegata dal presidente del consiglio Danilo Bevaqua che per motivi istituzionali non è potuto essere presente, il consigliere Mario Amoroso e la consigliera Valentina Sofia profusi nei saluti programmati. La cerimonia si e conclusa con un forte impatto emotivo e l’intervento finale da parte della presidente che ha riaffermato che oggi piu che mai il predominio della ragione, della cultura e dell’educazione civile e morale sono i reali antidoti alla violenza e al terrore di cui purtroppo ancora oggi abbiamo fortemente bisogno in un panorama mondiale devastato dall’onnipotenza di potere e dal delirio di onnipotenza.

Lia Levi e Rossella Siciliano

Lia Levi e Rossella Siciliano

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