GENNAIO 2021
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Sicilia

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Giardini Naxos (Me) –  Natale all’insegna della cultura popolare grazie alla ricerca dei suoni, delle atmosfere e delle emozioni evocate dalla rivisitazione delle antiche tradizioni di quella che era e rimane la festa principale dell’anno. Il maestro Nino Buda con il suo Gruppo Folk Naxos è riuscito a far rivivere tutto ciò con l’atteso concerto natalizio tenuto, rispettando le più severe regole anticovid, nella chiesa madre S. Maria Raccomandata sotto l’egida del Comune naxiota.   Un piacevole appuntamento che ha coinvolto lo storico Canzoniere di Naxos, i piccoli Canterini e i ragazzi dell’Azione Cattolica locale in una suggestiva carrellata di novene, nenie, filastrocche, canti di questua appartenenti alla tradizione del Natale siciliano. “E’ stato un Natale diverso da quello di oggi, ormai sempre più votato al consumismo,  meno carico di luci e scintillii ma più ricco di semplicità, di amore e di poesia”  ha spiegato Nino Buda  nel corso della presentazione della serata.  Sono canti raccolti dallo storico Gruppo Folk Naxos in oltre mezzo secolo di attività con un paziente lavoro di ricerca effettuato sul campo registrando dalla viva voce “ nannareddi” e “nuvineddari” o attraverso vecchi testi etnomusicologici . In apertura della serata Sergio Visconti, con il solito garbo, ha dato il benvenuto al Gruppo musicale sottolineando il valore etnologico dell’evento culturale.  Il maestro Buda ha quindi ringraziato l’amministrazione comunale nella persona del sindaco di Giardini  per credere nel valore della cultura popolare e l’assessore alla cultura Ariana Talio per essere intervenuta alla serata e per aver elogiato il lavoro svolto dal Gruppo in tutti questi anni. Il numeroso e attento pubblico ha seguito con interesse le varie fasi dello spettacolo applaudendo i valenti interpreti del Canzoniere, autentici artisti che hanno confermato l’alto livello di bravura raggiunto: Francesco Egitto (fisarmonica) Concetto Stracuzzi (voce e tamburo), Marcello Cacciola (chitarra mandola e organetto), Maria Raneri (voce solista e nacchere), lo stesso direttore Nino Buda (voce narrante e tamorra) e la giovane Giordana Arce che ha declamato con temperamento le poesie che aprivano le varie sequenze musicali. Il  pubblico è andato in visibilio quando sono apparsi i pulcini appartenenti alla ACR della Parrocchia e i Piccoli canterini di Naxos organizzati da Roberta Buda, (fra cui ce ne erano di appena tre anni).I giovani interpreti guidati e diretti dall’infaticabile Carla Buda, hanno cantato le antiche novene natalizie, commovendo il numeroso (fisarmonica), Carmelo Maieli (Chitarra, flauto traverso e “friscalettu”), Gaetano D’Angi (tamburo) nati nel Gruppo Naxos con il giovane chitarrista Damiano Gualtieri, si sono ritrovati ad accompagnare i più piccoli, tra cui molti erano figli e nipoti, in una sorta di aggregazione generazionale di grande impatto emotivo.

I musicanti del Gruppo Folk Naxos con il Maestro Nino Buda

Gli interpreti del Canzoniere del Gruppo Folk Naxos con il Maestro Nino Buda

I piccoli interpreti del Canzoniere

I piccoli canterini di Naxos

 

DIETA MEDITERRANEA DA INTEGRARE COL DIGIUNO INTERMITTENTE COME NUOVA FRONTIERA DEL BENESSERE

 

Relatori

Relatori

Roccalumera (Me) – Alquanto partecipato, al Main Palace Hotel, nel rispetto della normativa anticovid , il convegno su : “ il Cibo: una emozione fra anima e corpo” promosso dall’associazione A.D.A.M.O. ( Associazione disturbi alimentari metabolismo obesità) presieduta dal dott. Giuseppe Turiano endocrinologo messinese in pensione impegnato in campagne ed iniziative legate alle problematiche dell’alimentazione.

L’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Roccalumera, dell’Accademia peloritana dei Pericolanti, dell’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Messina, dell’associazione Medici endocrinologi, di cittadinanzAttiva Sicilia, dell’Avis Alì Terme.

Dopo i saluti del sindaco di Pagliara avv. Sebastiano Antonio Gugliotta  e del prof. Cosimo Inferrera dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti,  ha preso la parola il dott. Fabrizio Sottile tesoriere dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Messina che ha affermato come oggi parlare di alimentazione sia particolarmente importante.

Ad intervenire in rappresentanza del dott. Antonio Burgio referente regionale associazione medici endocrinologi , il dott. Vincenzo De Geronimo che ha messo in evidenza il collegamento del programma del convegno con tutta una serie di iniziative che riguardano la gestione e l’integrazione della patologia endocrino- metabolica .

La prima sessione dei lavori congressuali moderata dai dott.ri Roberto Motta psichiatra , psicoterapeuta consulente in psicopatologia e criminologia forensi,  Luciana Lombardo cardiologo responsabile laboratorio di ecocardiografia e scompenso cardiaco dell’ ospedale S. Vincenzo di Taormina e da Armando Elio Lo Schiavo cardiologo responsabile U.O.S. Unità Terapia Intensiva Coronarica Ospedale S. VIncenzo di Taormina, si è aperta con una prolusione su Alimentazione e Salute del dott. Francesco Berenato che partendo da uno escursus storico su cio’ di cui gli antenati si cibavano passando ad una cucina vintage con nuove pietanze che mixavano il dolce e il salato ha concluso con  alcuni cenni alla dieta mediterranea alla cui base si trovano cereali e vegetali .Le terre bagnate dal Mare Nostrum ha concluso, offrono delizie impareggiabili nel sapore , nel profumo, nei colori che rendono l’alimentazione di grande aiuto nel prevenire le malattie cardiovascolari ed alcuni tipi di tumore.

E di  dieta mediterranea ha parlato in modo completo il dott. Vincenzo De Geronimo responsabile del Servizio endocrinologia Morgagni CCD di Catania che ha affermato come essa rimane oggi un riferimento fondamentale per la prescrizione di stili di vita sani in tutti gli ambiti della prevenzione e del trattamento delle cronicità stante i suoi  effetti benefici sulla salute metabolica, cardiovascolare, oncologica e dell’osso. Anche nel confronto con altri strumenti dietetici, ha aggiunto Geronimo, sebbene i risultati nel breve termine possano essere, a volte, meno eclatanti nella gestione di specifici endpoint, la forza del costume alimentare incarnato nella dieta mediterranea é quella di poter essere adattato nel lungo periodo a tutte le sfide che il mantenimento di una condizione di buona salute pone sul piano nutrizionale. La dieta mediterranea ha concluso può essere integrata al digiuno intermittente e rappresentare l’epilogo di un percorso dietetico che, in un momento iniziale, preveda una fase chetogenica. La dieta mediterranea nelle sue declinazioni culturali rappresenta “un modello di vita che allunga la vita”.

A seguire è intervenuto il prof. Sergio Todesco antropologo che ha delineato i tratti di una antropologia del digiuno evidenziando la valenza culturale dell’alimentazione e conseguentemente del suo naturale opposto, il digiuno praticato per scelta e non per necessità. Richiamati dal prof. Todesco alcuni usi e costumi relativi alla pratica del digiuno presso alcune religioni e in alcune pratiche mistiche. Di peculiare interesse la sua considerazione finale rivolta a quella forma estrema e patologica di digiuno, l’anoressia, che a causa dei perversi meccanismi imitativi dei social ha sortito l’insorgere di nuove , grottesche tipologie di culto. Sul digiuno intermittente quale nuove frontiera del benessere si è soffermato il dott. Giuseppe Turiano che ha spiegato come esso consiste nel mangiare in particolari orari della giornata non essendo scientificamente corretto fare spuntini continui . Si digiuna non completamente ma assumendo tisane, liquidi non calorici .

Interesse ha suscitato la lettura magistrale del prof. Dario Giuffrida direttore dell’oncologia medica dell’istituto oncologico del mediterraneo di Viagrande che ha affermato come l’alimentazione rientra nell’ambito della prevenzione primaria e terziaria dei tumori. Infatti una corretta alimentazione e una riduzione dell’obesità comporta una riduzione dell’incidenza dei tumori e può essere supporto alle terapie oncologiche migliorandone i risultati di efficacia. Una corretta alimentazione, come prevenzione primaria, può comportare una riduzione dell’incidenza dei tumori fra il 20 e il 50 % (utero, prostata, colon, stomaco, fegato, mammella). L’obesità ha aggiunto,  aumenta il rischio di tumori del 40%. Alla base di questo c’è un meccanismo di stimolazione della crescita e della proliferazione cellulare legata agli ormoni sessuali (estrogeni e testosterone), insulina, ormone della crescita e IGF1. Inoltre l’obesità agisce anche riducendo la risposta immunitaria. E’ importante, ha concluso,  che una corretta alimentazione comprenda una riduzione degli zuccheri e delle proteine animali, preferendo quelle vegetali; che ci sia un apporto di legumi, semi e frutta secca, verdura e frutta, pesce ed è fondamentale che ci sia una valutazione nutrizionale del paziente fatta in collaborazione fra oncologo, nutrizionista e biologo.

Nella sessione pomeridiana moderata dal neurologo dott. Giuseppe Mento e dal dott. Stella è intervenuta la dott.ssa Agata Patrizia Quartarone dirigente medico dell’ Azienda Papardo al servizio di gastroenterologia ed endoscopia digestiva che ha sostenuto come l’intestino sia un potente complesso neuro-immuno-endocrino che, oltre alle normali funzioni digestive, svolge numerosi ruoli di fondamentale importanza per la salute dell’uomo. E’ sede del Sistema Nervoso Enterico, una complessa rete di neuroni che gli conferiscono i poteri di un cervello funzionante autonomamente  ma sempre in sincronia col Sistema Nervoso Centrale. All’interno ospita un Cervello Microbiologico formato da una popolazione microscopica che condiziona metabolismo, immunità, genetica e salute dell’ospite, contribuendo in  maniera attiva a tutti i processi intestinali. La vita moderna ci ha colto impreparati  ai bruschi cambiamenti ambientali e la barriera intestinale spesso perde questa capacità di barriera diventando permeabile a tutto ciò che ingeriamo. La disbiosi intestinale ha aggiunto, rappresenta un fattore ulteriore di rischio per attivare un’infiammazione locale che, persistendo, può diventare cronica e generalizzata di tutto l’organismo, colpendo altri organi e apparati.  La comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello comporta reciproci condizionamenti, con scambi di messaggi anche malsani , alla base di polipatologie. Dieta e stile di vita sono a questo punto cardini fondamentali per la salute dei tre cervelli collegati.

A seguire ha preso la parola la dott.ssa Jenny Gioffrè psicoterapeuta presso Unità operativa Disturbi dell’alimentazione e della Nutrizione Asp Messina che dopo una breve riflessione sull’influenza della pandemia nei disturbi dell’alimentazione, ha illustrato attraverso dei frammenti di casi clinici, la complessità e variabilità dei disturbi dell’alimentazione e la valenza della guarigione. Interesse hanno suscitato le relazioni sui principali disturbi del comportamento alimentare e le loro complicanze del dott. Salerno, nonché sulla dieta chetogenica a cui è stata dedicata la terza sessione moderata dai dott.ri Foscolo, Petrone Puliafito con interventi dei relatori Bombara, Autunno, Sciacca e  Di Benedetto che ha sostenuto come vi sia molta attenzione da parte della comunità scientifica ai principi della dieta chetogenica nell’obesità e del diabete di tipo 2 anche se le evidenze a sostegno dell’utilizzo sono attualmente limitate.

Peculiare attenzione è stata rivolta all’intervento del dott. Damiano Gullo dell’endocrinologia dell’ospedale Garibaldi -Nesina di Catania che ha spiegato come il corpo umano per funzionare ha bisogno di energia, la quale viene ricavata dagli alimenti di cui ci nutriamo durante il giorno. Normalmente, i carboidrati sono la principale fonte di energia. Nella dieta chetogenica, i lipidi prendono il sopravvento sul glucosio come combustibile in quasi tutti gli organi, eccetto il cervello. In caso di importante restrizione dei carboidrati, come nella dieta chetogenica, il cervello deve quindi ricorrere a una fonte alternativa di energia chiamata “corpi chetonici”. Si tratta di una dieta a contenuto calorico molto basso (<800 kcal) il cui programma viene strutturato in varie fasi che prevedono, infine, la graduale reintroduzione di tutti gli alimenti. Queste diete necessitano di una adeguata supervisione del medico e del nutrizionista. Il termine “dieta chetogenica” ha precisato, si riferisce ai corpi chetonici, che vengono, pertanto, prodotti quando il corpo è privato dei carboidrati e non li utilizza più come principale fonte di energia. Secondo gli studi, il contenuto di carboidrati può variare tra 20 e 50 g al giorno. Questo è il livello a cui si osserva la produzione di corpi chetonici . Durante i primi giorni di una dieta chetogenica, il corpo reagisce ricavando l’energia dalle riserve di glucosio immagazzinate nel fegato e nei muscoli. Una volta esaurite le riserve di glucosio, il fegato utilizza lipidi e proteine per fornire energia. La degradazione dei lipidi da parte del fegato genera corpi chetonici che vengono utilizzati principalmente per alimentare il cervello. Parte dei corpi chetonici vengono eliminati dalla respirazione, il che spiega il respiro “fruttato” presente nelle persone che seguono questa dieta. Oltre a questo alito sgradevole, ha concluso Gullo, alcuni effetti collaterali di solito si verificano durante le prime settimane dall’inizio della dieta chetogenica. I più frequentemente riportati sono affaticamento, mal di testa, vertigini, nausea e crampi muscolari. L’ipoglicemia può verificarsi anche in alcune persone con diabete, secondo i farmaci che assumono. La stitichezza si instaura rapidamente e persiste a causa della mancanza di fibre. Questo problema è accentuato in presenza di un’idratazione insufficiente. Questi sintomi sono dovuti a fenomeni adattativi da parte dell’organismo e si attenuano in genere dopo le prime settimane dall’inizio della dieta chetogenica.

La foto con i partecipanti

La foto con i partecipanti

i partecipanti

i partecipanti

Uno degli interventi

Uno degli interventi

Un caso clinico

Un caso clinico

10 relatori

Un momento del convegno

2 relatrice

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Francesco Reitano

Francesco Reitano

Chitarra elettrica, batteria, ritmo tirato di 145 bpm. Il talentuoso cantautore siciliano sfoggia un’inedita veste rock e canta d’amore. Dopo lo straordinario successo di “Nuvole negli occhi” e “Portami al mare”, Francesco Reitano ci stupisce con “VORREI”:  un’esortazione a godersi l’un l’altra, in pienezza; un brano che parla d’amore, del prendersi adesso. Un’urgenza artistica che nasce dalla consapevolezza che non si può prevedere il domani, “perché un conto le cose è dirle, ma il futuro poi che ne sa”.

Beat alla Jackson e riff alla Gilmour, “VORREI” prende già primo ascolto. Pur rimanendo molto melodica, la canzone gioca con il rock anni Settanta, quello di Battisti, Finardi, Fossati, con richiami ad autori più recenti come Carmen Consoli e Max Gazzè, strizzando l’occhio a Colapesce e Dimartino.

«Per me “Vorrei” ha rappresentato una sfida molto interessante» racconta Francesco «perché, per la prima volta, ho provato a scommettermi in una veste insolita, da rocker, pur rimanendo me stesso. Lavorando al brano in sala di registrazione, abbiamo trovato una definizione molto calzante; una definizione che veste perfettamente il mio modo di essere, di cantare, portato in quel mondo: “un rock in giacca e cravatta”.»

Abito elegante e chitarra al collo, il versatile autore etneo estrae dal cilindro magico un “rock d’essai” intimo e vitale; una carica di energia che fa esplodere tutta la sua vis poetica. Interamente scritto e composto da Francesco Reitano, “VORREI” è un progetto artistico orgogliosamente made in Sicily, che fa parte dell’Ep “Nuvole negli occhi” di prossima pubblicazione, registrato presso lo studio L.a.m. di Catania. Arrangiato da Mario Pappalardo al piano e alle tastiere, il brano vede la partecipazione di musicisti del calibro di Enzo Di Vita alla batteria, Antonio Moscato al basso e Giuseppe Minutolo alla chitarra.

Graziano Piazza firma la regia del videoclip di “VORREI”. Ironico, grottesco, sferzante, prende di mira il mondo dei talent  per raccontare una realtà televisiva spesso fatta di roboanti appellativi ma di scarsi contenuti. Un ringraziamento particolare va a Pandi, Mario, Giuseppe e Marilena e allo spirito con il quale si sono messi in gioco partecipando alla messa in scena di questa gustosa satira disponibile al seguente link: https://youtu.be/p5QAIk9hqGQ.

 ~$itarra elettrica @Francesco Reitano - Vorrei COVER

BIOGRAFIA

Nato ad Acicastello (CT) il 29/12/1965, Francesco Reitano impara a suonare la chitarra a dodici anni e canta. Ha sempre cantato fin da piccolissimo. La forte passione per la musica cresce via via, con l’urgenza di diventare qualcosa di più che un piacevole hobby. Gli ascolti dei Beatles, degli Eagles, Stevie Wonder, Otis Redding, Battisti, Dalla, De André e il cantautorato italiano anni Settanta/Ottanta formano il suo background, con una vera predilezione per Pino Daniele. Si esibisce con band giovanili fino ai venti, poi la decisione di interrompere le esibizioni in pubblico. Invece che scontrarsi con la realtà preferisce piuttosto adeguarsi. E, forse per sopravvivere allo strappo così forte con la propria anima artistica, si trasforma sempre più nel personaggio che avrebbe dovuto interpretare per essere accettato dagli altri: l’irreprensibile lavoratore, il bravo marito, il buon padre.

Ma è proprio l’arrivo del fiocco rosa in casa Reitano, che scuote fortemente la vita di Francesco. L’uragano Ornella è un’autentica rivoluzione in atto, che esplode prepotente e che si può tentare di contenere e canalizzare solo attraverso la musica. Dopo aver appeso la chitarra al chiodo per oltre

trent’anni, Francesco Reitano riprende a suonare e si perfeziona studiando canto e musicoterapia. Nel frattempo, il mondo intorno era cambiato. E il mondo musicale ancora di più. Anche la sua voce era diversa, sporca, graffiata. Forgiata dalle esperienze vissute e come riempita di crepe dal tempo passato a non curarsene. Ma con tutta la personalità che ora lo contraddistingue. Alla soglia dei cinquant’anni, non riesce più a resistere al richiamo della musica e sceglie il nuovo sé stesso. Contro tutti e tutto.

È finalista al concorso Luci delle stelle 2015 e sul podio, lo stesso anno, alla finalissima di A voice for Music su Tv Gold. Seguendo la grande passione per Pino Daniele, fonda i Man in Blues, con cui esordisce nel 2017 a Risuoni, l’official tribute band contest più importante in Italia. La voce velata e le sfumature blues/soul della sua timbrica si sposano perfettamente con le canzoni del geniale cantautore partenopeo. Il pubblico apprezza molto le numerose performance live che continuano a crescere. Insieme a Marco Corbino, tra i migliori chitarristi catanesi, fonda gli FM Funky Radio, un duo voce e chitarra che porta in giro un repertorio di classici della musica italiana e internazionale interamente rivisitato in chiave funky. Nel 2019 Francesco Reitano pubblica il suo primo inedito dal titolo “Non è vero”, poi è la volta di “Canterò” (scritto da Cesare Grillo). Progredendo negli studi di armonia e dello strumento, affina la sua ispirazione: ora le emozioni fluiscono libere, inarrestabili.

Nell’estate 2021 approda su tutte le piattaforme digitali “Portami al mare”. Ad ottobre dello stesso anno è la volta di “Nuvole negli occhi”, che ottiene uno straordinario successo. Il 15 dicembre Francesco Reitano pubblica “Vorrei”, singolo che farà parte anch’esso dell’Ep di prossima uscita. Per il cantautore siciliano si tratta di una nuova evoluzione di quel modo del tutto personale che ha di raccontarsi e raccontare la sua musica.

Si terrà giorno 11 dicembre con inizio alle ore 9:00 al Main Palace Hotel di Roccalumera il convegno su “ Il cibo: un’emozione fra Anima e Corpo” .

L’evento è promosso da A.D.A.M.O.  associazione disturbi alimentari metabolici e obesità presieduta dal dott. Giuseppe Turiano endocrinologo messinese da anni impegnato nella divulgazione scientifica di tutte le problematiche legate all’alimentazione e gode del patrocinio del Comune di Roccalumera, dell’Accademia peloritana dei Pericolanti, dell’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Messina, dell’associazione Medici endocrinologi, di cittadinanzAttiva Sicilia, dell’Avis Alì Terme

Scopo del convegno che è aperto a medici internisti, professionisti, dietologi e nutrizionisti ed a quanti si approcciano alla gestione nutrizionale dei soggetti con malattie metaboliche e non solo, è quello di porre in evidenza l’aumento esponenziale dei disturbi del comportamento alimentare soprattutto nei giovani nel periodo di lockdown.

Nel corso dell’evento la lettura magistrale su Alimentazione del Tumore , cerchiamo di fare chiarezza, del prof. Dario Giuffrida Direttore dell’ oncologia medica dell’Istituto oncologico del mediterraneo Viagrande di Catania.

 Tra i relatori del convegno il dott. Francesco Berenato responsabile servizio di medicina presso centro medico polifunzionale New Delta (Sicilia e Calabria); il dott. Vincenzo De Geronimo responsabile Servizio endocrinologia Morgagni CCD di Catania; Sergio Todesco antropologo già dirigente superiore Dip. Reg. BB.CC. e I.S.; la dott.ssa Agata Patrizia Quartarone dirigente medico Azienda Papardo, servizio di gastroenterologia ed endoscopia digestiva; la dott.ssa Jenny Gioffrè psicoterapeuta presso Unità operativa Disturbi dell’alimentazione e della Nutrizione Asp Messina; il dott. Salvatore Salerno responsabile servizio di Dietologia e day hospital per il DCA in età adulta, Azienda universitaria ospedaliera Policlinico G. Rodolico di San Marco Catania; dott. Damiano Gullo dell’endocrinologia dell’ospedale Garibaldi -Nesina di Catania; dott.ssa Arianna Bombara biologa nutrizionista presso Sian-Asp di Catania esperta di Dieta chetogenica;il dott. M di Benedetto; il neurologo e psichiatra Massimo Autunno  responsabile del centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi delle Cefalee AOU G.Martino di Messina; la prof.ssa Laura Sciacca associata di endocrinologia Università degli studi di Catania; Roberto Motta psichiatra , psicoterapeuta consulente in psicopatologia e criminologia forensi; Luciana Lombardo cardiologo responsabile laboratorio di ecocardiografia e scompenso cardiaco ospedale S. Vincenzo di Taormina; Armando Elio Lo Schiavo cardiologo responsabile U.O.S. Unità Terapia Intensiva Coronarica Ospedale S. VIncenzo di Taormina; Vincenzo Pezzino già prof. ordinario di endocrinologia presso l’Università di Catania; Giuseppe Mento neurologo A.O.U. di Messina e Presidente dell’osservatorio di antropologia cognitiva ed evoluzionistica Archetipi e Territorio; L. Stella; Sebastiano Foscolo dir. medico U.O. Malattie infettive P.O. Barcellona Cutroni Zodda; M. Petrone; Puliafito Mariangela biologa nutrizionista libero professionista a Barcellona P.Gotto.

Locandina

Locandina

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La più importante raccolta pubblica di documenti per la storia istituzionale, politica, economica, sociale e culturale della comunità locale lungo quattro secoli (dal 1542 al 1979) apre per la prima volta alla consultazione e alla fruizione pubblica. E tra i faldoni spunta anche un “misterioso” fondo antico.

Gabella per lo bestiame (1818)

Gabella per lo bestiame (1818)

Novara di Sicilia, antico borgo arroccato tra i monti Nebrodi e i Peloritani, apre al pubblico il suo Archivio storico comunale e restituisce alla collettività un prezioso scrigno di documenti per ricostruire l’identità e la memoria. Con una storia lunga 400 anni.

L’Archivio storico comunale sarà inaugurato sabato 18 dicembre alle ore 10,30 nei locali del plesso scolastico di via Michelangelo, ove ha sede. Interverranno il sindaco Girolamo Bertolami, il presidente del Consiglio comunale Girolamo Sofia, la direttrice della Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo Ester Rossino e il responsabile dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma, Leandro Ventura.

A seguire, al Teatro Casalaina (via Bellini 64) si terrà la presentazione dei lavori di riordino dell’Archivio storico comunale, con gli interventi di Elena Montagno, funzionaria responsabile per procedimento di interesse culturale della Soprintendenza Archivistica, Angela Puglisi responsabile dell’Archivio storico comunale e Giovanna Giallongo, archivista, che nel settembre 2019 ha iniziato e portato a termine nel giro di due anni il complesso lavoro di riordino e inventariazione dell’Archivio, avviato da altri nel 1990 e interrotto a più riprese.  Il riordino è stato fatto con il contributo finanziario del Ministero della Cultura. I locali che ospitano l’Archivio storico sono stati sistemati con nuovi arredi e armadi ed è stata allestita un’ampia sala per la consultazione con impianto wi-fi.

L’Archivio storico comunale comprende 3200 pezzi tra buste, registri, liste e volumi che coprono l’arco di tempo dal 1542 al 1979. I fondi sono denominati “Ufficio del conciliatore”, “Monte Frumentario” (istituzione che distribuiva ai contadini poveri il grano per la semina), “Congregazione di Carità”, “Patronato Scolastico”, “Ente Comunale Assistenza”.

È stata proprio la Giallongo a scoprire il “Fondo Antico”, di cui finora non si conosceva l’esistenza. Si tratta di 63 volumi con le coperte di cuoio o di pergamena riguardanti gli atti di Introito ed Esito dell’Universitas di Novara (1600-1800) e 40 carte sciolte (1542-1615). Tra queste, le trascrizioni delle pergamene degli anni 1364, 1369, 1399, i cui originali furono depositati nel 1843 nell’Archivio provinciale, oggi di Stato, di Messina. Si tratta di documenti che consentono agli studiosi di conoscere i passaggi di proprietà dei feudi intorno Novara. Le pergamene contengono i privilegi che assegnarono l’antica terra di Noarìa al principe Vinciguerra di Aragona (1364), alcune giurisdizioni alla terra novarese (1369) e la concessione della terra di Noarìa al barone Bartolomeo Gioeni (1399).

Interessanti sono anche le informazioni sulle antiche chiese del luogo e sul primo monastero dei Cistercensi fondato in Sicilia, sotto il regno di Ruggero II, proprio nella terra di Novara dal monaco Ugo di Francia, che in seguito diventerà santo patrono del borgo. Il casuale ritrovamento di questo fondo, nascosto dietro alcuni faldoni, cela un piccolo mistero: i volumi non erano mai stati classificati negli inventari e nelle catalogazioni effettuate nell’Ottocento e nel Novecento. Né esiste un verbale di epoca successiva che attesti la donazione da parte di una delle famiglie notabili del luogo, che avrebbe potuto eventualmente custodire la documentazione. Davvero inspiegabile come per oltre due secoli i 63 volumi siano rimasti invisibili agli occhi di archivisti e catalogatori.

Attraverso l’archivio si può leggere non solo la storia medioevale e della prima età moderna, ma anche quella più recente, fatta di piccole e grandi gesta: dalla partecipazione ai moti risorgimentali – che, per punizione, costò al borgo la perdita di importanti terre – alle due guerre mondiali, dalla rivolta delle donne nel 1944 contro le forti imposizioni fiscali del Comune, alla progressiva emigrazione, iniziata sul finire dell’Ottocento e che ridusse la popolazione dai quasi 12 mila agli attuali 1193 abitanti.

Ed è proprio l’ampio repertorio di lettere e cartoline inviate dagli emigranti e conservate nell’archivio, che ci fa conoscere non solo i flussi di emigrazione e le rotte dei viaggi (Canada, Brasile, Messico, Francia, Spagna, Germania, Svizzera) ma ci trasporta in un mondo di speranze, nostalgie e disillusioni, dal forte coinvolgimento emotivo.

Tra i personaggi che popolano le carte, è possibile studiare le figure di importanti figli del borgo: dal medico Salvatore Furnari, famoso chirurgo oftalmologo e membro di numerose accademie scientifiche in Francia e in Italia, vissuto nella Parigi dell’Ottocento, allo scultore Salvatore Buemi, che operò a Roma tra il 1890 e il 1916 e le cui opere sono presenti in diversi musei italiani e stranieri.

Emergono anche le radici storiche del presente. Ad esempio, la produzione del Maiorchino, il tipico formaggio della zona, oggi al centro di un torneo (il lancio del Maiorchino) che ogni anno attira un numeroso pubblico di visitatori e turisti tra le stradine medievali, è attestata già nelle carte del Settecento.

Importante nella vita sociale della comunità è il ruolo del teatro comunale Casalaina e della banda musicale, presenti sin dai primi anni dell’Ottocento, e della contradanza, il tipico ballo siciliano, che qui è ancora in uso nelle feste più importanti dell’anno. A far da corredo alle informazioni storiche è, infine, la rappresentazione topografica del territorio, che è possibile studiare relativamente agli ultimi due secoli con le numerose mappe conservate nell’Archivio storico.

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming dal seguente link:
https://www.youtube.com/channel/UCXYY1oeCv_IKZ6dNQyTYZsw/live
oppure da https://8×8.vc/pointservice/archiviostoriconavara

Archivio Storico

Archivio Storico

L'archivista Giovanna Giallongo durante il riordino dell'archivio

L’archivista Giovanna Giallongo durante il riordino dell’archivio

Modello di uniforme per la banda musicale (1876)

Modello di uniforme per la banda musicale (1876)

Federico d'Aragona (1544)

Federico d’Aragona (1544)

Novara di Sicilia

Novara di Sicilia

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VIDEO PROMO SANTUARI DELL’ETNA

Docufilm “La Vergine ed il Vulcano:

le eruzioni laviche nel culto mariano delle comunità etnee”

La giornalista Mari Cortese in collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi

I giorni in cui i cattolici attendono con trepidazione la venuta di Gesù Cristo sono segnati da un sentimento di gioia radicato e profondo che, fortunatamente in non pochi casi, va oltre la bellezza “commerciale” delle festività natalizie. Tuttavia, seppur il periodo dell’avvento richieda qualche momento di meditazione, non succede spesso che si riesca a staccare con forza la spina alle nostre frenesie di ogni giorno, per godere di un momento di bellezza consapevole e di preghiera in più. Ma, a dirla tutta, anche chi non fosse cattolico troverebbe la voglia di pregare, se solo varcasse i cancelli dei bellissimi santuari sulle pendici del vulcano Etna dedicati alla Vergine Maria, che giusto lo scorso 8 Dicembre riceveva una inaspettata visita da parte dell’Arcangelo Gabriele nella sua casa di Nazareth (Lc 1,26-38).

In particolare sui santuari mariani dell’Etna si focalizza il documentario prodotto da Freepressonline in collaborazione con la Diocesi di Acireale, che verrà pubblicato dopo le feste natalizie: un racconto breve che cerca di ripercorrere alcune fra le numerose tappe di pellegrinaggio, particolarmente rappresentative per il culto dedicato alla Vergine Maria nelle comunità che vivono sulle pendici del vulcano, dove le eruzioni laviche (ma anche altri elementi naturali) hanno tracciato, nei secoli, la storia di costruzione e sopravvivenza del rito stesso.

“Il santuario mariano diventa per i pellegrini una meta particolare: per arrivare a Gesù bisogna parlare con Maria, portare a Maria le proprie fragilità. Lei è la mamma celeste che ci guarda, ci consola, ci aiuta, ci accompagna”, queste le parole di don Arturo Grasso, vicario parrocchiale della Basilica di Aci San Filippo e direttore delle comunicazioni per la Diocesi acese, a sottolineare la natura benevola della Madonna dal presbiterio del Santuario di Loreto, sulla collina della barocca Acireale.  Il viaggio continua verso la medievale Randazzo, dove scopriamo insieme a don Domenico Massimino la simbologia della lotta fra il bene e male, ben rappresentata dai materiali di costruzione della Basilica di Santa Maria: pietra vulcanica e pietra bianca di Siracusa.

Scendiamo leggermente in auto per dirigerci verso Vena, caratteristico borgo di Piedimonte Etneo a 735 metri sul livello del mare, dove il fuoco e l’acqua sono gli elementi essenziali della manifestazione divina. Presso il Santuario della Madonna della Vena, guidato dal sacerdote don Carmelo La Rosa, si recano ciclisti e pellegrini a ogni ora del giorno per attingere dalla sacra fonte di Maria, dove miracoli si sono manifestati in seguito all’aspersione con l’acqua sacra.

A Mompilieri, nella frazione di Massannunziata, la colata lavica del 1537 si arrestò davanti ai veli della Madonna e di Sant’Agata portati in processione. Qui, ormai da anni, numerosi vulcanologi si recano per studiare l’intrusione lavica cinquecentesca nella grotta del ritrovamento della Statua della Madonna delle Grazie, conosciuta come Madonna della Sciara, in riferimento alla lava dell’Etna. Ad illustrarci questa storia incredibile attraverso i racconti, don Alfio Privitera e Laura Varoncelli, una tra le guide del Santuario.

CLICCA QUI – VIDEO PROMO https://youtu.be/M4DwXTUkJ64

Santuari dell'Etna

Santuari dell’Etna

Facebook: copertina Santuari dell'Etna

Facebook: copertina Santuari dell’Etna

Il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” di Gela in collaborazione con l’associazione  Betania OdV ha pubblicato il bando di partecipazione alla XXII^ edizione  del Premio Nazionale di Poesia “La Gorgone d’Oro”

BANDO DI PARTECIPAZIONE

Premio nazionale di Poesia

“La Gorgone d’oro”

XXII EDIZIONE

Art. 1 – IL CONCORSO

Il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” di Gela con il patrocinio culturale di “WikiPoesia. Enciclopedia poetica” indice ed organizza la 22esima

edizione del Premio nazionale di Poesia “La Gorgone d’Oro”.

 

Art. 2 – LE SEZIONI

  1. Poesia religiosa e/o poesia a tema libero in lingua italiana;
  2. Poesia religiosa e/o a tema libero nei vari dialetti regionali italiani;
  3. Libro di poesia edito a partire dal 2013 in lingua Italiana e nei vari dialetti regionali italiani anche nella modalità haiku;

 

  1. Poesie haiku in lingua italiana.

Sezioni A e B: possono partecipare tutti gli autori residenti in Italia e all’estero che dovranno inviare da una a tre composizioni (max 40 versi ciascuna), in sette copie dattiloscritte,

mai premiate e pubblicate;

Sezione C: si può partecipare con una o più opere in cinque copie edite a partire dal 2013;

Sezione D: possono partecipare tutti gli autori residenti in Italia e all’estero che dovranno inviare da uno a cinque componimenti, in sette copie dattiloscritte, mai premiate o

pubblicate.

 

Art. 3 – I PREMI

Premi sezione A

1° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 500,00;

2° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 300,00;

3° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 200,00.

 

Premi sezione B

1° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 400,00;

2° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 300,00;

3° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e diploma di merito.

 

Premi sezione C

1° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 500,00;

2° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 300,00;

3° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e diploma di merito.

 

Premi sezione D

1° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 300,00;

2° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e assegno di Euro 200,00;

3° Classificato Trofeo “Gorgone d’Oro” e diploma di merito.

L’organizzazione si riserva di assegnare altri premi messi a disposizione per poeti segnalati dalla giuria. I tre finalisti di ciascuna sezione (che saranno preventivamente avvertiti) conosceranno l’esito delle giurie nel corso della cerimonia di premiazione.

 

I poeti che non partecipano alla manifestazione perderanno di diritto il premio in denaro.

 

Art. 4 – PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 16 luglio 2022 a Gela nel giardino dell’Hotel Villa Peretti. Eventuali cambiamenti saranno comunicati in tempo utile.

 

Art. 5 – SCADENZA

Tutte le opere concorrenti dovranno pervenire presso il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo”, via Cammarata, 4 – 93012 Gela (CL);

Tel./fax 0933 93 74 74 oppure 339 26 26 015 (Emanuele Zuppardo) – 331 80 89 712 (Andrea Cassisi) entro e non oltre il 31 gennaio 2022.

 

Art. 6 – GIURIE

Le giurie di esperti (una per ciascuna sezione) – il cui giudizio è insindacabile e inappellabile – esamineranno i lavori e formuleranno le relative classifiche;

I nominativi dei componenti delle giurie verranno resi noti all’atto della premiazione;

Le giurie hanno la facoltà di non assegnare premi qualora gli elaborati pervenuti non fossero ritenuti adeguati;

Le opere concorrenti non saranno restituite.

 

Art. 7 – ANTOLOGIA

Il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” curerà la pubblicazione di un’antologia contenente le poesie vincitrici di tutte le sezioni e le poesie segnalate

dalle giurie.

 

Art. 8 – CLAUSOLA

I poeti classificati al primo posto nelle rispettive sezioni della 22esima edizione del premio non potranno partecipare all’edizione successiva, ma faranno parte di diritto – qualora

lo volessero – della giuria del concorso.

 

Art. 9 – DIRITTI DI SEGRETERIA

Quale contributo per spese di segreteria è dovuta la quota di € 20,00 per ciascuna sezione per la quale si intende partecipare. L’importo è da versare per mezzo di assegno bancario

o postale per il tramite del conto corrente postale n. 19894930 o bonifico:

IBAN IT23H0760116700000019894930 entrambi intestati all’Associazione Centro di Cultura e

Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo”. Copia del versamento va allegata nella busta chiusa (vedi art. 2).

 

Il Presidente

                                                                                    Prof. Andrea Cassisi

 

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Le Regioni e la Conferenza sul futuro dell’Europa

Il Vicepresidente Armao e gli alunni dell’Istituto Superiore “Almanza” da Pantelleria con le scuole italiane per la Conferenza sul Futuro dell’Europa

 

PALERMO, 19 Novembre 2021 - Nell’ambito delle iniziative delle Regioni italiane sulla “Conferenza sul Futuro dell’Europa”, il 19 novembre si è tenuto  a Palermo un “dialogo strutturato” che ha visto la partecipazione, in videoconferenza, di diversi Istituti scolastici, di tutta Italia (dalla Sicilia alla Valle D’Aosta ed al Friuli-Venezia Giulia, passando per il Molise l’Emilia-Romagna).

Il Vicepresidente della Regione Siciliana e Coordinatore della Commissione Affari europei e internazionali della Conferenza delle Regioni e province autonome che ha promosso l’iniziativa. Gaetano Armao, ha introdotto  l’iniziativa in collegamento dalla Sala Informatica dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore di II grado “Vincenzo Almanza” di Pantelleria, le cui quinte classi hanno portato la testimonianza degli studenti siciliani ai lavori della “Conferenza sul Futuro dell’Europa” dall’estremo confine dell’Unione. I lavori si sono conclusi con l’intervento di Elly Schlein, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.

Il Dialogo strutturato ha inteso raccogliere istanze e diffondere la conoscenza dei temi europeo tra i cittadini. I protagonisti sono stati gli studenti delle scuole (ultime classi di liceo) che hanno partecipato al Dialogo sulla Conferenza sul Futuro dell’Europa acquisendo piena consapevolezza dell’essere europei e contribuendo con idee a costruire un’Europa più vicina ai cittadini.

Tutti gli studenti hanno risposto a due domande: Vi sentite europei? Cosa vi fa o potrebbe farvi sentire europei? Cosa pensate che faccia l’Unione Europea per voi? Il punto di vista di ogni classe partecipante sarà oggetto di discussione a margine del Dialogo Strutturato, dove i relatori forniranno risposte alle sollecitazioni dei giovani partecipanti

Il Dialogo strutturato si è svolto nell’ambito del Progetto “#madebycitizen4cohesion” finanziato dalla DG REGIO della Commissione europea, di cui è beneficiario il Cinsedo. Al progetto, per questo dialogo hanno aderito: l’AdG POR FESR della Regione Campania; l’AdG POR FESR della Regione Emilia – Romagna; l’AdG POR FSE della Regione Friuli Venezia Giulia; l’AdG FESR della Regione Siciliana, l’AdG FESR FSE della Regione Molise; l’AdG FESR della Regione Val D’Aosta.

 

Ass. Gaetano Armao

Ass. Gaetano Armao

Gaetano ARMAO

Gaetano ARMAO

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Giardini Naxos – L’assemblea dei soci dell’Associazione Guide Turistiche di Taormina e della Provincia di Messina (AGTTM) riunitasi il 27 novembre in un noto lido di Giardini Naxos ha eletto il nuovo direttivo del sodalizio. Eletto anche il nuovo presidente, Martine Fender  che prende il posto di Marta Bucceri, presidente uscente la quale a fine assemblea ha ringraziato l’ex direttivo  e augurato buon lavoro alla nuova presidente.

Il nuovo Consiglio Direttivo dell’AGTTM che rimarrà in carica per il biennio 2022/2023 risulta così formato: Presidente Martine Fender (53 voti), vicepresidente Sandro Privitera (40 voti), Tesoriere Beate Lemp (44 voti), Consigliere Cinzia Ciavirella (33 voti), Segretario Giovanni Arena (14 voti). Componenti di riserva del Consiglio Direttivo, Daniela Villari (12 voti)  e Ugo Incardone (9 voti).

La presidente Fender nel ringraziare l’assemblea ed il nuovo direttivo per la nomina, ha detto che si impegnerà sin da subito assieme ai componenti del direttivo ad essere parte attiva nella sfera dei diritti di categoria e nella organizzazione di eventi formativi che possano accrescere il bagaglio culturale di tutto il sodalizio. A tale proposito, a conclusione del suo intervento, ha invitato tutti gli associati ad essere partecipi e a proporre tutte le iniziative che ritengono valide a questo scopo. Concludendo ha aggiunto:La nostra associazione ha fiducia nel futuro e ci auguriamo di tornare presso alla normalità perché c’è tanto bisogno di rilanciare la nostra economia pesantemente condizionata dall’emergenza Covid.”  

     ROSARIO MESSINA

Martine Fender assieme a Melania Trump al G7 di Taormina

Martine Fender assieme a Melania Trump al G7 di Taormina

Martine Fender con Marta Bucceri

Martine Fender con Marta Bucceri

Il nuovo direttivo

Il nuovo direttivo

La Fender con un gruppo di turisti a Taormina

La Fender con un gruppo di turisti a Taormina

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Venerdì 5 novembre 2021 si è tenuto ad Acireale un primo incontro organizzativo con alcuni componenti della rappresentanza diocesana dell’Osservatorio socio-politico nato in seno alla Commissione dell’Ufficio regionale per i Problemi Sociali, il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato della C.E.Si. (Conferenza Episcopale Siciliana).

L’Avv. Salvo Emanuele Leottadelegato per la diocesi di Acireale e segretario dell’Osservatorio regionale, con il coordinamento mira a coinvolgere gradualmente vari attori sociali sul territorio quali Fondazione Migrantes, Pastorale Giovanile, Caritas, PSL -Pastorale Sociale e del Lavoro, CRAL – Consulta Regionale Aggregazioni laicali e Progetto Policoro. In maniera coordinata rispetto al Cammino Sinodale, i componenti cureranno analisi, ricerche, mappature e la redazione di un “report” annuale da consegnare ai Vescovi su temi di interesse sociale, politico ed economico alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, teso all’elaborazione di proposte concrete per la soluzione di criticità e problemi individuati sul territorio.

La riflessione, quest’anno, sarà incentrata particolarmente sul tema delle migrazioni, sia nella prospettiva dell’accoglienza di chi arriva, sia sui tanti (specialmente giovani) che lasciano la Sicilia.

 “Auspichiamo – dichiara l’avv. Leotta – che, partendo dall’approfondimento e dall’analisi di macro-temi, da declinare in concreto nei contesti locali, l’Osservatorio possa diventare strumento efficace di coordinamento e di dialogo tra strutture locali, istituzioni e buone prassi presenti sul territorio, anche al fine di avviarne o rafforzarne la comunicazione e la cooperazione”.

I partecipanti  del tavolo tecnico dell'Osservatorio

I partecipanti del tavolo tecnico dell’Osservatorio

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