LUGLIO 2020
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Sicilia

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Sigonella (Catania) – “Anche nel corso di questa emergenza sanitaria avete garantito lo svolgimento dei vostri compiti principali. Il contrasto della minaccia subacquea e navale, il servizio di ricerca e soccorso in mare a lungo raggio, il controllo del traffico mercantile nell’ambito delle operazioni contro il terrorismo internazionale e il controllo dello spazio aereo civile e militare della Sicilia orientale sono tutte attività che avete svolto e continuate a svolgere con competenza e professionalità, senza risparmio di energie. A tutti voi va il sentito ringraziamento delle Istituzioni e dei cittadini” – ha detto il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, nel corso di una visita presso il 41° Stormo dell’Aeronautica Militare di Sigonella.

 “Questo Stormo si distingue dagli altri Enti dell’Aeronautica Militare per alcune peculiarità ed in particolare rappresenta un esempio di forte sinergia e cooperazione interforze ben collaudata ed efficiente fin dal 1965, in netto anticipo rispetto all’attuale forte sviluppo interforze dello strumento militare. Infatti, voi mantenete una veste tipicamente interforze attraverso un connubio tra le due componenti Aeronautica e Marina che vede gli equipaggi del vostro principale sistema P-72A formati da Ufficiali piloti e Sottufficiali operatori di bordo appartenenti alle due Forze Armate.

Questa base militare rappresenta, altresì, un esempio concreto di una sinergica collaborazione a livello internazionale, che vede la componente militare italiana garantire il supporto tecnico, logistico e operativo ai colleghi di altri Paesi della UE che operano presso questo aeroporto nell’ambito della missione EUNAVFORMED, così come il sostegno che assicurate agli americani della Naval Air station e ai colleghi dei 15 Paesi NATO coinvolti nel Programma AGS Force, di cui l’Italia è il terzo Paese contributore in termini finanziari. Un programma, quest’ultimo, che ho avuto modo di inaugurare lo scorso 17 gennaio con la consegna del secondo velivolo Global Hawk, alla presenza del Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg. Sono certo che continuerete a svolgere i vostri compiti con dedizione e passione, valori che hanno sempre contraddistinto gli uomini e le donne di questo prestigioso Stormo” – ha concluso Calvisi.

Il Sottosegretario assieme al comandante della Base di Sigonella

Il Sottosegretario assieme al comandante della Base di Sigonella

A bordo di un aereo T72

A bordo di un aereo T72

Il Sottosegretario in visita

Il Sottosegretario in visita

di Pino Blasone (storico e critico culturale)

 

Prima ancora che «proposta di un manifesto», la manifestazione di un’esigenza e di un intento innovativi. Espressione, peraltro, di qualche motivata inquietudine, suggerita dai tempi che tutti noi attraversiamo probabilmente non senza ricorrenti perplessità o giustificabili apprensioni. Nell’uso corrente contemporaneo, il verbo «manifestare» è venuto ad assumere il significato di rendere pubblica un’opinione, un’idea, ma pure un sentimento. Di solito, si manifesta a favore di o contro qualcosa o qualcuno. Tuttavia si può anche farlo, lasciando a noi un margine di scelta nell’individuare quel qualcosa o qualcuno, se a favore o piuttosto contro, oppure in una posizione di riflessiva e propedeutica messa in discussione.

Tale è l’impressione che chi qui scrive ha ricavato dalla lettura dello scritto «La storia cambi passo. Proposta di un manifesto per l’innovazione di una scienza» di Carlo Ruta, anche grazie a una ormai assidua consuetudine, e a volte proficua collaborazione, con lo storico in questione. La sua opera pregressa si articola in un quadro interdisciplinare, che spazia dalle scienze sociali all’archeologia, nonché alla filosofia. Essendo quest’ultima il mio campo formativo, possibilmente accompagnato con la critica culturale applicata e la storia comparata delle civiltà, comincio qui volentieri a commentare col citare una menzione che non ritengo accidentale di Hannah Arendt, pensatrice a me cara per più di un aspetto.

Afferma Ruta, infatti, in un capitoletto non a caso intitolato «Superando il confine»: «Riprendendo, in qualche misura, il filo intuitivo di autori come Walter Lippmann e, soprattutto, di Hannah Arendt che si concentrò sul totalitarismo e l’antisemitismo, la ricerca storica potrebbe assumersi il compito, fino ad oggi largamente eluso dalle scienze sociali, di spiegare il quando, il come e il perché il sospetto verso il differente, il distante e l’“alterità” possa tradursi in un pericoloso bisogno comune, conclamato e stratificato.» In effetti la Arendt, pensatrice tedesca di estrazione ebraica, specialmente in «L’umanità in tempi bui», libro storico-biografico del 1968, estendeva il suo discorso ben al di là dell’argomento antisemitismo.

Una difficoltà o incapacità di superare i confini mentali, una volta che il processo globalizzante abbia reso relativamente più facile il superamento di quelli fisici, nell’ambito sia commerciale sia della comunicazione o della migrazione. Questo è il problema attuale, che impedisce all’evoluzione tecnologica di convertirsi in progresso civile effettivo, che può prospettare la falsa soluzione di un ripiegamento su se stessi, anziché l’impegnativa elaborazione di un’apertura culturale adeguata. Un problema, che non può non investire la critica storica, orientandola verso nuovi orizzonti, in quanto basamento di quella ineludibile soggettività la quale presiede alla pur indispensabile ricerca e cernita documentaria. Un doveroso “cambio di passo” nel metodo di indagine, contro ogni pretesa, unilaterale e pietrificata oggettività.

Altrove, nel breve capitolo «Contemporaneità e storia», Ruta stigmatizza una tendenza degenerativa, nel già preconizzato – a suo tempo, dal sociologo canadese Marshall McLuhan – ‘villaggio globale’: «Il mondo della comunicazione, sempre più condizionato dal digitale e dai social, produce inoltre fenomenologie di vario segno, con effetti ancora contraddittori, di orizzontalità attive da un lato, che nei primi anni di questo secolo hanno fatto immaginare una crescita delle buone pratiche di democrazia, e di condotte manipolatorie dall’altro, che rischiano di disorientare le opinioni pubbliche, ostacolandone il travaglio critico, con l’esito anche di rendere più difficili i percorsi conoscitivi, attraverso la fabbricazione del falso».

Tali pratiche manipolatorie, tese all’occultamento della verità ovvero alla «fabbricazione del falso», sono ciò contro cui uno storico aggiornato e accorto dovrebbe mettere in guardia. Operazione non sempre facile, dal momento che quelle condotte mirano a compiacere diffuse pulsioni regressive, o ad approfittare di paure sovente irrazionali. In questi casi, la lezione memoriale storica viene spesso alterata, o semplicemente rimossa e negata. Non di rado quel camuffamento, che è invalso l’uso approssimativo di chiamare «negazionismo», viene spacciato a sua volta per storicismo tutt’al più ipercritico. Lo storico critico si trova, pertanto, a doversi misurare con chi pretende di usare le sue stesse armi, in maniera tendenziosa e simulata. Nel migliore dei casi, lo scopo perseguito è un omologante nichilismo.

Le insidie dell’informazione sono comunque un terreno su cui lo storico dovrebbe aver imparato a destreggiarsi da tempo, ivi inclusi il giornalismo televisivo o la stampa periodica a carattere sensazionalista. La conclamata bidirezionalità del messaggio tramite Internet non fa grande eccezione, poiché anche la disinformazione intenzionale ha appreso tecniche calibrate in base alla mutata realtà. Quindi, lo storico dovrebbe essere fornito di pari o maggiore scaltrezza, beninteso «astuzia della ragione» di hegeliana memoria. E di un minimo di immaginazione, che differenzi la storia dalle altre scienze, per le quali in linea di massima l’oggettività può fare a meno della componente umana inevitabilmente, talora imprevedibilmente soggettiva.

Ecco, dunque, perché Carlo Ruta così conclude, non senza qualche azzardo funzionale a suscitare un dibattito: «la storia può costituire allora una utile sponda orientativa, di tipo anche morale. Si dirà che già la poesia, la prosa letteraria, la musica, il cinema, il teatro e tutte le altre arti assolvono un tale compito, ma, diversamente da tali espressioni della creatività umana, la storia condivide con le altre discipline sociali e con le scienze naturali la ricerca delle cause, un accostamento alle cose e, ancora, delle logiche di fondo che possono convergere su un coeso orizzonte di scambi e interazioni, senza pregiudizio per le diversità e l’autonomia dei saperi».

In altri termini, già nel 1966 in «Le parole e le cose. Un’archeologia delle scienze umane», il filosofo francese Michel Foucault rilevava come difficilmente la storia, convenzionalmente intesa come prevalente narrazione «événementielle», possa prescindere dal contesto della storia della cultura in cui essa si è sviluppata e con cui ha interagito. Dialetticamente, le strutture materiali possono sì determinare quelle ideali in seno a una società, ma è pur vero che in genere queste ultime «sovrastrutture» esercitano un effetto retroattivo sulle prime, tornando a condizionarle e modificarle. Nessun vecchio idealismo in senso hegeliano, insomma, ma nemmeno materialismo meccanicistico o, in particolare al giorno d’oggi, economicistico.

La filosofa Hannah Arendt

La filosofa Hannah Arendt

Lo storico delle civilizzazioni Carlo Ruta

Lo storico delle civilizzazioni Carlo Ruta

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Luigi Di Pino

Luigi Di Pino

Giardini Naxos (25.9.2020)Si inaugura oggi pomeriggio alle ore 18,00 presso la biblioteca comunale del Comune di Giardini Naxos la mostra itinerante dedicata ai cantastorie siciliani. L’originale mostra, suddivisa in tre eventi, è stata organizzata dall’associazione etnea “Il Cantastorie” con il patrocinio dell’Assessorato Regionale al Turismo Sport e Spettacolo e dei comuni di Giarre, Giardini Naxos e Piazza Armerina. Il primo dei tre eventi è stato inaugurato il 18 settembre a Giarre (Ct) nei locali dell’ex pescheria ed ha visto la partecipazione di un folto pubblico che ha potuto ammirare oltre 400 cimeli storici: fogli e libretti che raccontano le storie “cuntate”, foto d’epoca, chitarre usate dagli artisti, dischi in vinile con le voci dei cantastorie incise e tante altre curiosità del mondo dei “Cuntastorie”. Ma soprattutto è possibile ammirare le famose tele dipinte a mano dove sono “illustrate” le storie e fatti di cronaca narrati dai cantastorie come il mitico Orazio Strano e da tanti altri cantori epici fino ad arrivare ai cantastorie odierni come Luigi Di Pino patron ed ideatore della suggestiva mostra.

La mostra itinerante, dopo la prima tappa di Giarre, è stata allestita anche a  Giardini Naxos e verrà inaugurata questa sera alle ore 18,00 presso la biblioteca comunale. Rimarrà aperta fino a domenica 27 settembre poi, si sposterà a Piazza Armerina presso la biblioteca comunale dove sarà visibile dal 4 all’11 ottobre.

La serata inaugurale di Giardini Naxos, dal sapore antico e quasi mitologico,  sarà preceduta da una conferenza sul tema “L’importanza sulla memoria storica nella valorizzazione della tradizione e dell’identità siciliana”. Interverranno il Prof. Sergio Bonanzinga (Università di Palermo), Nino Vadalà (Curatore Archivio Storico del Comune di Giardini Naxos) e il Cantastorie Luigi Di Pino che allieterà il pubblico con una sua esibizione.

   ROSARIO MESSINA   

La biblioteca di Giardini Naxos allestita per l'inaugurazione

La biblioteca di Giardini Naxos allestita per l’inaugurazione

Luigi Di Pino nella mostra di Giarre

Luigi Di Pino nella mostra di Giarre

L'ex pescheria di Giarre con i cimeli esposti della mostra

L’ex pescheria di Giarre con i cimeli esposti della mostra

La locandina

La locandina

Una teca con vari cimeli dei cuntastorie

Una teca con vari cimeli dei cuntastorie

Luigi Di Pino con un ospite

Luigi Di Pino con un ospite

Il Cantastorie Luigi Di Pino

Il Cantastorie Luigi Di Pino

Il cantastorie Orazio Strano

Il cantastorie Orazio Strano

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Giardini Naxos (Me) - Il Comprensorio taorminese è in lutto per la morte del dott. Giuseppe Mario Scalisi  ex Senatore della Repubblica e primario del reparto di ginecologia dell’Ospedale S. Vincenzo di Taormina. Tanti i messaggi di cordoglio poichè il dott. Scalisi, stimato e apprezzato medico,  era alquanto conosciuto in tutto il comprensorio ed oltre. Tra i tanti messaggi che sono stati pubblicati  attraverso i social vi anche quello di “Riva Destra” la quale ha partecipato commossa al dolore dei familiari per la scomparsa dell’ex senatore, parlamentare emerito della Repubblica Italiana.  Massimo Romagnolo coordinatore regionale di Riva Destra Sicilia, Giuseppe Sottile coordinatore per la provincia di Messina e Massimo Adonia coordinatore della sezione di Giardini Naxos, oltre a ricordarne il grande impegno politico, hanno sottolineato che non dimenticheranno mai le sue qualità morali, culturali e di carattere. “Scompare un grande uomo” hanno detto coralmente i tre rappresentanti di Riva Destra Sicilia. Al cordoglio si sono associati anche tutti i coordinatori provinciali e locali di Riva Destra Sicilia.

Il dott. Giuseppe Scalisi

Il dott. Giuseppe Scalisi

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Il Vescovo Raspanti

Il Vescovo Raspanti

Acireale (Ct)-  Il 26 settembre al Palazzo Vescovile di Acireale ci sarà la Convention “Quale futuro per la nostra Città” organizzata dal Vescovo Raspanti. Pubblichiamo di seguito la Road Map che precede l’incontro.

ROAD MAP verso la CONVENTION:
In un contesto di crisi, sfiducia e frammentazione, la chiesa intende porsi in funzione di ascolto di tutte le categorie cittadine per farsi collante di unità, nel tentativo di generare soluzioni comunitarie di prospettiva. Non serviranno contributi posti a colpevolizzazioni e lamentele, ma solo interventi “generativi” in un’ottica di costruttività a medio-lungo termine. In quest’ottica, per iniziativa del vescovo Raspanti in favore della città di Acireale, inviamo alle seguenti categorie tre domande specifiche

STEP 1: INVIARE LE SEGUENTI DOMANDE SPECIFICHE ALLE SEGUENTI CATEGORIE (non in ordine di importanza)
- Imprenditori
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce investimenti e sviluppo generativo per l’impresa locale?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e a investire per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Artigiani/commercianti – Confcommercio
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce un lavoro sereno ed uno sviluppo generativo del tuo settore di commercio?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e a investire per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Carristi
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce un lavoro generativo per questa tradizione identitaria della città?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e a innovare per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Sindacati
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che denunciate nell’ambito del vostro servizio per sviluppare un lavoro generativo?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa siete disposti a cambiare e a innovare per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni? Ad esempio, come tutelare la dignità del lavoro e ma al contempo eliminare malcostumi e inefficienze di lavori garantiti che frenano e impediscono gravemente lavori necessari per lo sviluppo della comunità?

- Volontariato/Caritas
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo del tuo settore di volontariato?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare per liberare opportunità di sviluppo del volontariato in città, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?
– GIOVANI: consulta giovanile, rappresentanti di associazioni giovanili, società sportive, azione Cattolica e Scout
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo delle vostre aspirazioni giovanili?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni
3) Cosa siete disposti a cambiare per liberare opportunità di sviluppo per la città che vorreste abitare?

- Scuola e cultura/ circolo universitario/ accademia zelantea
1)) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo degli studi e della cultura in città?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare per liberare opportunità di sviluppo della scuola o del tuo settore culturale in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Club service
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo del vostro settore d’impegno?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa siete disposti a cambiare o a investire, in termini di tempo o risorse, per liberare opportunità di sviluppo soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Agricoltura/Coldiretti
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo delle nestre terre, campagne e dei loro indotti?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa siete disposti a cambiare o a investire, in termini di tempo o risorse, per liberare opportunità di sviluppo soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Pesca e settore marittimo
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo dell’indotto legato al nostro mare?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare per liberare opportunità di sviluppo soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Parroci e consigli pastorali
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo della nostra missione pastorale?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa siete disposti a cambiare, in parrocchia o nella missione pastorale, per favorire soprattutto uno sviluppo umano integrale nella città delle giovani generazioni?

- Banche e istituti finanziari
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo dell’essere e fare banca sul nostro territorio acese?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa siete disposto a cambiare e investire per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Segreterio comunale/dirigenti comunali
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo dell’attività della pubblica amministrazione, servizi pubblici e macchina burocratica, sul nostro territorio acese?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa siete disposti a cambiare e investire per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Albergatori e b&b
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo della tua categoria?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?
– Ordini professionali: architetti, avvocati, commercialisti, ingegneri
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo della tua categoria professionale?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e/o investire, per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Handicap e garante diritti disabilità
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che incontri in città? E’ una città inclusiva per te?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare o fare soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Salute e Tribunale del malato
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che incontri nella missione fondamentale del prendersi cura?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare o investire per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Vivaisti, Ristoratori e settore Food
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo della tua categoria professionale?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e/o investire, per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Operatori della comunicazione-Informatici
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo e funzionale rispetto al servizio offerto dalla tua categoria professionale?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e/o investire, per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Operatori dello spettacolo e artisti
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo della tua categoria professionale?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e/o investire, per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

- Ambiente e legalità (anti-usura)
1) Qual è il disagio principale e quello secondario che impedisce uno sviluppo generativo in chiave ecosostenibile del nostro territorio e degli stili di vita di chi lo abita?
2) Quali soluzioni o contributi pensate di offrire alla città che vorreste, nell’immediato e nei prossimi 3-4 anni?
3) Cosa sei disposto a cambiare e/o investire, per liberare opportunità di sviluppo in città soprattutto nei confronti delle giovani generazioni?

STEP 2: individuazione dei rappresentanti delle categorie e di chi, eventualmente, non ha rappresentanza
– tempo di risposta fissato in 4 settimane dalla ricezione dell’email

STEP 3: raccolte delle risposte per iscritto: fissare audizioni specifiche per gruppi di categoria -

STEP 4: CONVENTION
Una grande convention pubblica, in piazza, dove per 6-7 minuti parlerà ogni categoria in base al sunto dell’audizione specifica dello step 3.
I rappresentanti delle formazioni politiche locali, anche non rappresentate in consiglio (che avranno intanto ricevuto alcune settimane prima le bozze sintetiche concluse con le audizioni specifiche, parteciperanno e raccoglieranno i risultati) per dare in prospettiva la loro proposta di sintesi e visione.

La presentazione dell'evento

La presentazione dell’evento

La sala dell'evento

La sala dell’evento

Il pubblico presente

Il pubblico presente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSEMBLEA   DIOCESANA 

“Il contagio del Vangelo: per una Chiesa in missione”: questo è il tema dell’incontro che si è svolto giorno 24 settembre 2020 nella Cattedrale di Acireale. L’assemblea diocesana, convocata e moderata dal nostro vescovo Antonino Raspanti per dare inizio al nuovo anno pastorale, ha discusso della crisi dei fedeli dovuta forse non solo alla pandemia, che invece di avvicinarci ancora di più a Cristo ci ha fatti allontanare, e di conseguenza, nasce l’inquietudine tra i sacerdoti su come sostenere e guidare le comunità che Dio ha voluto affidare loro.
L’incontro ha visto come protagonisti, o meglio come portavoce della Parola di Dio, due grandi uomini di fede: don Luigi Verdi e padre Ermes Ronchi. Due personalità con carismi molto diversi ma accomunate dall’amore per Gesù Cristo e per i fratelli.

Don Luigi Verdi, fondatore e coordinatore della Fraternità di Romena, ha risposto alle domande del nostro vescovo su come riuscire a superare questa crisi, sostenendo che: “dobbiamo avere il coraggio del cambiamento, avere fame di Cristo ed essere innamorati di Lui, non spetta a noi dare un senso alla vita ma è tutta la vita che ha un senso – e continua – rompiamo gli schemi e ritroviamo l’essenza delle cose semplici e naturali per incontrare Dio”. Don Luigi ci consiglia di guardare al futuro senza avere ruoli e progetti ma compiti da svolgere, perchè lungo la strada della vita si incontrano i fratelli e non puoi calpestarli per arrivare alla meta. Infine prendendo esempio dal brano del vangelo dei discepoli di Emmaus dove Gesù cammina con la gente senza farsi riconoscere, conclude – “Condividiamo il dolore dei discepoli lungo la via per Emmaus; Gesù fa finta di andare via lasciandoli liberi ma solo alla fine spezza il pane, si fa riconoscere e fa nascere in loro il desiderio della relazione con Lui”. Dobbiamo ribaltare tutto e camminare insieme: “Non bisogna partire dall’Eucarestia, perchè è l’ultima tappa, bisogna invece fare come Gesù che è stato con la gente e solo alla fine si è dato.”

Padre Ermes Ronchi, presbitero e teologo dell’Ordine dei Servi di Maria, in questo tempo di pandemia ha imparato a diventare “amico del tempo e a prendersi cura dei più fragili” perché è così che la debolezza si trasforma in forza per affrontare ciò che stiamo vivendo: “la salute dei più deboli salva la salute dei più forti”. Padre Ermes parla anche dell’importanza della fede “che non è ciò che diciamo di Cristo ma ciò che viviamo di Cristo”, e la si può comunicare anche attraverso lo sguardo, “noi possiamo trasmettere Cristo con gli occhi”. Continua “Casa di Dio siete voi se custodite libertà e speranza (Eb 3.6). Noi saremo autentici testimoni di Cristo se sapremo diffondere soprattutto ai giovani non la dottrina ma la speranza, che è corda verso il futuro”. E conclude: “i cristiani operino con creatività, trovino nuovi linguaggi e modi per comunicare il Vangelo”
Con la speranza nel cuore, siamo fiduciosi nell’operato dei nostri vescovi e parroci che ogni giorno pregano per noi e per l’umanità intera.

 

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La regione del Tanga

La regione del Tanga

Giardini Naxos – Il Comune di Giardini Naxos ha aderito all’avviso pubblico per la concessione di un contributo da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) del Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale in tema di Partenariati Territoriali ed implementazione territoriale che fanno capo all’Agenda 2030.

L’avviso pubblico intitolato “Il decentramento amministrativo per lo sviluppo, sostenibile, agricolo, Turistico. La valorizzazione delle risorse naturalistiche”  riguarda la realizzazione di un progetto da realizzare nel Continente Africano in Tanzania nella regione di Tanga. Attualmente il progetto presentato è in fase di esame da parte delle autorità statali e, se verrà finanziato,  avrà una durata di 36 mesi ed un costo totale di € 1.400.000,00, ricavato da un cofinaziamento monetario di € 1.120.000,00 da parte dell’AICS, pari all’80 % del totale ed un contributo erogato da parte dell’Ente capofila che è Giardini Naxos e dei suoi patner di € 280.000,00 pari al 20 % del costo totale.

I promotori-patner del progetto sono, il Comune di Giardini Naxos (Ente Capofila), il Comune di Montalbano Elicona, il Comune di Roccella Valdemone ed il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania.

Il Sindaco del Comune  capofila ha nominato un responsabile delegato  per il progetto nella persona di Alessandro Maria Veroux il quale ritiene che, il progetto, si propone in futuro di coinvolgere anche altri comuni dell’area Jonico-Etnea e della Valle dell’Alcantara per una migliore efficacia.

Volendo fare una descrizione sintetica dell’iniziativa possiamo dire che, buona parte  del finanziamento servirà per la realizzazione di un’azienda agricola pilota H120 nella regione di Tanga (Tanzania), municipalità di Tanga. L’iniziativa dovrà servire alla diffusione dell’agricoltura tradizionale africana in zone difficilmente raggiungibili dall’azione di governo. Per questo motivo è stata scelta, in accordo con il Ministero dell’Agricoltura tanzano, l’area geografica di Tanga, in quanto al centro del nord-est Tanzano, facilmente raggiungibile dai diversi soggetti che saranno coinvolti (Governo, centri di ricerca in agricoltura ecc.).

         L’area scelta si trova in una posizione strategica poichè non solo è limitrofa ad aree turistiche conosciute in tutto Mondo come il Parco Nazionale del Kilimangiaro e l’Arcipelago di Zanzibar ma, darà la possibilità di coinvolgere attraverso seminari ed incontri anche l’università dell’east-Africa (Kenya, Uganda, Tanzania) che effettua ricerche avanzate in ambito di agricoltura tradizionale attraverso operatori professionali che possono, a loro volta, beneficiare di un significativo punto di riferimento  nelle strutture territoriali, come ad esempio, nell’ospedale di Tanga il quale ha un padiglione dedicato alla preparazione, informazione e vendita di preparati di medicina tradizionale.

Il progetto servirà anche alla formazione ed informazione di piccoli contadini. Inoltre, attraverso il finanziamento, si cercherà di recuperare vaste aree sottraendoli all’abbandono ed alla desertificazione ad esempio, ricostruendo il sistema forestale in funzione agricola.

L’idea principale del progetto, è quella di avviare anche un turismo rurale, in quanto l’azienda agricola che verrà realizzata è al centro di un area geografica tra le più interessanti da un punto di vista naturalistico costellata da una miriade di parchi e di risorse naturalistiche come la rifty-valley compresa tra, le falde del Kilimangiaro e l’arcipelago di Zanzibar nella quale si trova Stone Town che è un antico centro di commerci con moschee e vicoli virtuosi.

I benefici prospettati nel progetto non ricadranno solo sullo Stato africano ma anche sui patner italiani promotori del progetto. Infatti, di riflesso, come si legge nelle motivazioni elencate nella relazione progettuale, “tutto ciò fa si che una tale cooperazione crea una sinergia tra l’area coinvolta del continente africano e il territorio della zona ionico-etnea promotore del progetto”.

         In parole povere l’idea progettuale è potenzialmente strategica perchè può diventare un volano non solo per il turismo di entrambe le aree coinvolte (Tanzania e l’area Jonico Etnea) ma anche per uno sviluppo agricolo sostenibile e, perfino, per un confronto legislativo (ad esempio la legislazione che regola il funzionamento dei parchi in Tanzania che è molto avanzata può essere un aiuto per il nostro legislatore quando deve regolamentare i nostri parchi, mentre viceversa la Tanzania può avere un concreto aiuto prendendo spunto dalla nostra legislazione per la regolamentazione del turismo rurale).

         Il progetto, in primo luogo, ha una sua importanza per il patner africano perchè creare un azienda pilota risponde all’esigenza di creare nel territorio un luogo dove rendere operative le soluzioni individuate dagli attori coinvolti nel progetto. Nelle previsioni progettuali i beneficiari diretti saranno circa 100 addetti da impiegare nell’azienda che saranno scelti dai patner tanzaniani.  Inoltre sarà impiegato anche un professionista per la costruzione di moduli abitativi (secondo gli standard dello bioarchitettura) per il personale dell’azienda. Sono previsti anche spazi per il ricovero di animali e spazi per la produzione apiaria che sarà una delle attività di punta dell’azienda rurale.

         I lavoratori impegnati nel progetto saranno presi dalla popolazione locale nel raggio massimo di 10 km, prevalentemente tra gli abitanti di Tanga e Dar es Salaam mentre l’azienda potrà beneficiare dei turisti provenienti da note località limitrofe come l’isola di Zanzibar.

Visto che abbiamo accennato all’attività di apicoltura possiamo dire che, per quanto riguarda la produzione di miele,  questa, potrà dare ottimi risultati di vendita visto che l’azienda si trova vicino a centri importanti turistici come l’arcipelago di Zanzibar (a mezzora di navigazione dall’azienda). In questo caso specifico, i patner europei dell’area siciliana etnea (stakeholders) potranno essere anch’essi protagonisti perchè, nella produzione-vendita di miele dell’azienda in Tanzania, potranno avere una funzione tecnica importante. Aziende etnee storiche come ad esempio la Cooperativa Agrijonica di Giarre diretta dal responsabile Nino Pistorio che ha un allevamento apistico, potranno essere coinvolte per la produzione di miele in quei processi che non potranno essere realizzati nell’azienda africana per motivi tecnici o per mancanza di apicoltori e che serviranno a produrre cera, pappa reale, mettendo a disposizione anche le proprie attrezzature.

         In parole povere questi sono i termini della cooperazione che, prevalentemente servirà a creare un azienda di lavoro in una area a rischio dell’Africa ma di riflesso, il progetto servirà anche a promuovere  le aziende locali dei patner europei, nel nostro caso i paesi aderenti della fascia jonico-etnea.

Nei prossimi giorni intanto è prevista una visita nei territori della fascia Jonico-etnea dell’Ambasciatore di Tanzania George K. Mafada.

Prima di concludere vediamo un breve commento di Alessandro Maria Veroux sul progetto in questione il quale ha detto:E’ un progetto strategico al quale crediamo molto poichè coinvolge due aree, quella siciliana Jonico-etnea e quella africana tanzaniana molto conosciuta del Kilimangiaro e dell’arcipelago di Zanzibar che possono cooperare alla grande per lo sviluppo dei loro territori sia dal punto di vista turistico sia dal punto di vista  economico-agricolo perchè hanno molti punti di forza in comune. Per entrambi i territori il turismo è un volano per sviluppare l’agricoltura. Con questo progetto si intende valorizzare le risorse del territorio sia naturalistiche che storico artistiche, migliorare l’agricoltura in senso ambientale attraverso la produzione di prodotti tradizionali di questa regione africana ma anche far conoscere i nostri prodotti unici, frutto di un agricoltura biologica che, attraverso questa cooperazione potranno essere apprezzati anche dai flussi turistici attraverso le attività  dell’azienda che si andrà a realizzare nella regione del Tanga.

Ad esempio il maiale tipico dei Nebrodi, il finocchietto selvatico, la verdura tipica, il fico d’india eccetera. Di sicuro la cooperazione con l’azienda tanzaniana di riflesso consentirà di far conoscere anche i nostri prodotti e non solo ma anche le nostre bellezze naturalistiche pilastri e gioielli di questo territorio come ad esempio la   baia di Giardini-Naxos-Taormina, l’Etna, la Valle dell’Alcantara. Penso ancora al triangolo che si chiude nei Nebrodi che trova la punta estrema a Montalbano Elicona conosciuta nel mondo per i megaliti dell’altopiano dell’Argimusco dal fascino quasi esoterico oltre al quale è possibile ammirare anche un altro panorama mozzafiato quello delle Isole Eolie.

Vorrei concludere ricordando che in Sicilia grazie al cambiamento climatico si sta sviluppando una produzione agricola tropicale sempre di più di prodotti tipici africani come il Mango, i Kiwy, la Papaya, banane e tanto altro possibile. Una consulenza dei ricercatori africani in questo senso attraverso la cooperazione dovuta a questo progetto non potrà che essere di grande beneficio per le nostre aziende locali della fascia Jonico etnea che producono questi frutti esotici. In buona sostanza ci sono vantaggi per entrambi i patner.”

          ROSARIO  MESSINA  

Mappa Tanga Zanzibar

L’area del Tanga dove verrà realizzata l’azienda agricola

1 Mappa Zanzibar Tanga

L’area turistica dell’arcipelago di Zanzibar

Parco Nazionale del Kilimangiaro

Parco Nazionale del Kilimangiaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’AGENDA 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

 

I   17 OBIETTIVI

Il programma su cui sviluppare dei progetti dell’Agenda 2030 è suddiviso in 17 obiettivi che sono:

OBIETTIVO 1

SCONFIGGERE LA POVERTA': Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

 

OBIETTIVO 2

SCONFIGGERE LA FAME: Raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura.

 

OBIETTIVO 3

SALUTE E BENESSERE: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

 

OBIETTIVO 4

ISTRUZIONE DI QUALITA': Fornire un educazione di qualità ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti

 

OBIETTIVO 5:

PARITA’ di GENERE: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

 

OBIETTIVO 6:

ACQUA PULITA  e SERVIZI: Garantire a tutti la disponibilità e gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie

 

OBIETTIVO 7:

ENERGIA PULITA ACCESSIBILE: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

 

OBIETTIVO 8:

LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, pari occupazione piena e produttiva ad un lavoro dignitoso per tutti

 

OBIETTIVO 9:

IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE:  Poichè gli investimenti in infrastrutture, trasporti, energia e tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono cruciali per realizzare lo sviluppo sostenibile e per rafforzare le capacità delle Comunità di molti paesi , l’Obiettivo n. 9  è quello di costruire un infrastruttura resilente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

 

OBIETTIVO 10:

RIDURRE LE DISEGUAGLIANZE: L’obiettivo mira a ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

 

OBIETTIVO 11:

CITTA’ e COMUNITA’ SOSTENIBILI: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

 

OBIETTIVO 12:

CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI: Garantire modelli sostenibili di Produzione e di Consumo

 

OBIETTIVO 13:

LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico

 

OBIETTIVO 14:

LA VITA SOTT’ACQUA: Conservare ed utilizzare in modo durevole gli Oceani, i Mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

 

OBIETTIVO 15:

LA VITA SULLA TERRA: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

 

OBIETTIVO 16:

PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE: L’obiettivo n. 16 tra gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile è dedicato alla promozione di società pacifiche ed intensive ai fini dello sviluppo sostenibile e si propone inoltre di fornire l’accesso universale alla Giustizia e costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli

 

OBIETTIVO 17:  

PARTNERSHIP  PER GLI OBIETTIVI: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

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Giuseppe Russo

Giuseppe Russo

Il Segretario Territoriale Provinciale UGL/FNA di Messina Dr. Giovanni Panebianco  ha nominato dirigente sindacale, coordinatore provinciale UGL/FNA  il responsabile della sezione locale di Giardini Naxos Giuseppe Russo. La notizia è stata appresa da una nota trasmessa allo stesso Russo dal Segretario Territoriale.  

Appresa la notizia Russo ha dichiarato:“Ho accettato l’incarico con spirito di servizio e di appartenenza e per questo ringrazio di cuore il nostro Segretario Provinciale Dr. Panebianco per la fiducia che mi ha accordato. Ho sempre creduto nel nostro sindacato e nella difesa dei lavoratori e, da oggi, lavorerò ancora di più per rendere ancora più forte il nostro sindacato e venire incontro con progetti concreti alle problematiche dei nostri lavoratori. Tra gli impegni che mi prefigo vi è quello di indirizzare gli iscritti agli sportelli più confacenti alle loro esigenze, accorciando i tempi di attesa e naturalmente di dare risposte concrete alle loro legittime richieste. Noi siamo al servizio dei lavoratori e degli iscritti tutti perchè loro sono la nostra forza e, in quanto lavoratori, meritano di lavorare in ambienti sicuri e dignitosi. Bisogna lavorare sodo per alzare continuamente l’asticella per migliorare le condizioni di lavoro e quelle salariali dei nostri lavoratori che spesso vengono calpestati dai datori di lavoro. Io mi impegnerò affinchè la nostra azione sindacale si fondi su principi etici di grande spessore. La nostra azione nel territorio e, tra i lavoratori, deve mirare non solo alla loro difesa ma, nel contempo, deve servire a promuovere  un orizzonte di valori etici che possano caratterizzare la nostra struttura organizzativa ed il nostro modo di operare. Nella mia nuova veste che mi onoro di accettare,  lavorerò affinchè  la nostra struttura organizzativa possa incidere  sulla qualità della democra-zia e della partecipazione alla  vita associativa interna dei nostri iscritti e, per una maggiore efficacia della nostra azione nel mondo lavoro. Credo che la nostra sia una missione e che ci sono momenti in cui, nella vita del sindacato e dei sindacalisti, è ancora più importante tornare ai valori fondamentali e, ai  comportamenti che caratterizzano il rapporto di coerenza con i principi che stanno alla base del nostro sodalizio. A questo io mi ispiro perchè credo che occorre ragionare in questi termini quando si svolge la funzione, o meglio, la «missione» di dirigente sindacale. Spesso il nostro lavoro richiede coraggio, una profonda creatività di analisi ed anche inventiva organizzativa. Io farò di tutto affinchè  la mia missione sia tale e affinchè i nostri valori identitari di giustizia sociale, eguaglianza, solidarietà, democrazia partecipativa,  mantengono intatta la loro carica etica e sindacale e, la loro capacità di incidere nel mondo del lavoro.”

                       ROSARIO MESSINA

 

BREVE  CURRICULUM    POLITICO-SINDACALE

Dopo aver visto il pensiero di Giuseppe Russo che, sicuramente, rappresenta una marcia in più nel mondo del sindacato visti i propositi che intende perseguire, vediamo brevemente il suo curriculm politico-sindacale per conoscere meglio la sua azione in politica e nel  sindacato.

 

Dal 1991 è Presidente dell’Associazione Culturale “Tradizione, Ambiente e Turismo” con sede a Giardini Naxos con la quale ha organizzato numerosi convegni di caratura nazionale.

Dal 1975 ad oggi è responsabile dell’E.N.A.S. di Messina

Dal 1970 al 1986 è stato componente del Consorzio della Valle Alcantara  come responsabile dell’M.S.I.

dal 1970 al 1986 componente del Consorzio dello Jonio come rappresentante dell’M.S.I.

Nel 2008 componente del Consiglio Provinciale U.G.L.  – Messina

Dal 1988 al 1996 è stato Consigliere Comunale dell’M.S.I. di Giardini Naxos

Nel 1989 Diploma di Benemerenza artigianale- Confartigianato di Messina

Dal 1970 al 1986  è stato Consigliere Comunale M.S.I. (Capogruppo) del Comune di Graniti

Nel 1997 Premio Alleanza Nazionale M.S.I. “Una vita per il Partito”

Nel 1999 Premio Artistico Letterario  “Città dello Stretto”

Dal 1998 al 2003 è stato componente della Commissione Appalti CIAPI – Palermo

Dal 2000 al 2002 è stato assessore (Istruzione, Commercio, Nettezza Urbana) del Comune di Graniti

Dal 2002 al 2003 Azione di sensibilizzazione della P.A. Progetto Efficienza, Produttività e Flessibilità” del Comune di Graniti

dal 2003 al 2004 Componente della Consulta per il Personale del Comune di Giardini Naxos

Nel 2003 viene nominato esperto per le problematiche previdenziali dei lavoratori agro-alimentari UILA (Unione Lavoratori Agroalimentari) – Messina

Dal 2005 al 2006 Consigliere del Ministro Agricoltura e Foreste per la Provincia di Messina On. Gianni Alemanno

Dal 2001 al 2006 Componente del Comitato Tecnico Progetto INFOA – CIAPI sede di Messina, Ragusa, Caltanissetta

Nel 2008 Esperto del Sindaco di Giardini Naxos per le Politiche Sindacali

Dal 2008 al 2010 Consigliere Comunale di Giardini Naxos

Dal 2000 al 2013 è stato componente UGL della Commissione Conciliazione del Comune di Giardini Naxos

Dal 2011 al 2015 è stato esperto del Sindaco per il personale comunale del Comune di Giardini Naxos

Nel 2016 Ufficiale dell’Ordine dell’Aquila Romana “Per meriti acquisiti con il proprio impegno instancabile nel campo sociale, culturale e civile per il progresso della Comunità”

Nel 2017 Vice Presidente del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci della R.S.I. – Movimento politico culturale R.S.I. – Continuità ideale

Nel 2018 è stato nominato esperto del sindaco di Giardini Naxos per le problematiche  sindacali del personale comunale e del lavoro e per le problematiche agricole

 

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Mandanici (Me) -9 premio Roaul Innumerevoli spunti di riflessione ha suscitato la seconda giornata di lavori congressuali a Mandanici . La tavola rotonda ha registrato gli interventi del micropsicoanalista dott. Luigi Baldari che ha posto l’accento sul pensiero scientifico e pensiero mistico tra corpo, anima e Mente. A seguire il pedagogista musicale dott. Nicola Schepis che ha parlato della coscienza e della musica, degli stati della mente nei processi di integrazione psicologica attraverso l’ascolto e l’empatia nei vissuti dell’anima.Interesse ha riscosso la prolusione di Angela Salafia Galatá  pittrice, poetessa e docente di lettere che ha affermato come la nostra epoca ha l’opportunità d’ integrare la comprensione scientifica dell’universo con le più antiche intuizioni sul senso e il destino dell’uomo. Un mutamento nella visione del cosmo richiede una rivoluzione interiore, una conversione del cuore, ove l’ego si apre alla luce del Se, per raggiungere l’armonia, scissa dalla visione cartesiana, tra corpo mente e spirito.A seguire l’antropologa Graziella Milazzo che ha sostenuto come l’influenza dell’astrologia sulle conoscenze e pratiche mediche dell’antichità (soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento) siano tutt’oggi un campo d’indagine poco conosciuto.  Gli antichi, ha aggiunto, consideravano l’essere umano come un microcosmo, la malattia concepita come la rottura di un equilibrio psichico/fisico. In un mondo in cui la cura è sempre più necessità di prevenzione, è plausibile immaginare una medicina che tenga conto degli aspetti emotivi (umorali) dell’uomo contemporaneo. L’uomo ha concluso, della complessità non ha ancora rinunciato all’intima necessità di un approccio meta-fisico e sacro anche con il proprio corpo.Il prof. Sergio Piraro docente di Lingua e Traduzione Francese presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina ha invece analizzato il percorso migratorio nel Canada francofono del secondo dopoguerra, seguendo il quale vengono esplorati i temi della memoria, dell’identità, dell’emigrazione e del nostos. A seguire il contributo del prof. Cesare Natoli docente di Filosofia e Storia presso il Liceo “Emilio Ainis” di Messina che ha affermato come cercare la rigenerazione e la prospettiva positiva in una situazione drammatica come la pandemia e il lockdown è una delle tante follie che per il filosofo francese Bernard-Henri Lévy hanno trovato spazio in questa situazione inedita di crisi. L’inferno non sono gli altri ma sei tu, ha detto, spiega ancora Lévy in Il virus che rende folli, e per questo nell’isolamento e nel distanziamento imposto dall’epidemia che ha colpito il mondo, e non è ancora arrivata alla sua fase finale, non c’è nulla di buono. Un mondo e una fase complessa nella quale, sottolinea il filosofo, ci siamo persi persino in definizioni bizantine, come quella di ”congiunti” o ”affetto stabile” in Italia, autocertificazioni e ricerca del senso più profondo dell’alterità. Un mondo in cui non erano stati fatti calcoli sulle conseguenze di quello che stava accadendo e tantomeno delle decisioni che via via sono state prese. Uno stato confusionale insomma, nel quale ricorda Lévy sono state chiamate in causa anche motivazioni apocalittiche, si è parlato persino di ”un avvertimento della natura’, mentre gli stessi medici con le loro versioni contraddittorie, spiega, hanno mostrato la loro fragilità.

Nella sessione pomeridiana, degni di nota gli interventi del prof. Maurizio Ballistreri docente di   diritto   del   lavoro   nel   Dipartimento   di   Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina che ha affermato come lo storico appello alla “lotta per il diritto” si declina, oggi, come lotta per “i diritti“: e dinanzi ai processi di integrazione globale del mercato e della comunicazione è riemersa la riflessione sui diritti fondamentali nelle democrazie pluraliste, tradizionale oggetto di studio per filosofi del diritto e costituzionalisti. Siamo in presenza, ha aggiunto,  di un progressivo abbandono del Welfare State e dell’intervento pubblico regolatore sul mercato come strumento di redistribuzione della ricchezza (e del potere), elementi costitutivi di quella democrazia sociale” teorizzata nella Costituzione di Weimar, con la promozione solo dei diritti civili, definendo così la disuguaglianza non in termini di classe, ma sulla basse di genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità”. Interesse hanno suscitato inoltre gli interventi di Don Rocco Zappia, Roberto Motta, Padre Alessio e del dott. Giuseppe Turiano endocrinologo e Presidente dell’Associazione A. D. A. M. O. che ha posto l’accento sui diritti individuali e sui riti funebri in tempo di Covid che hanno inciso tragicamente sulla coscienza collettiva nazionale .

Consegnato in un clima di grandi emozioni, in una cerimonia presentata sempre dall’avv. Silvana Paratore che ha ricordato la figura del prof. Raoul Di Perri, uomo dal libero pensiero,   il Premio RAOUL DI PERRI 2020 per l’arte, la scienza e la cultura alla prof.ssa Giusy Furnari Luvarà docente di filosofia presso l’Università degli Studi di Messina. A procedere alla consegna il Direttore del Dipartimento di neuroscienze del Policlinico di Messina prof. Giuseppe Vita con il dott. Giuseppe Mento. A Seguire la lectio magistrale della docente Furnari che nel ringraziare per il riconoscimento ricevuto ha in relazione al tema del Congresso, affermato come  la Pandemia ci abbia portato a fare riferimento ad uno spazio temporale che è il nostro. Il Covid 19, ha aggiunto la docente, ha posto sotto i riflettori la vulnerabilita’ e la fragilità dei corpi e della vita cui tutti siamo ugualmente partecipi. 

La foto con i relatori

La foto con i relatori

Lo staff organizzativo

Lo staff organizzativo

La sala del convegno

La sala del convegno

Un artista

Un artista

La sala

La sala

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Cittadinanzattiva

Cittadinanzattiva

Giardini Naxos (Me) – A Giardini Naxos la campagna elettorale, dopo la presentazione ufficiale delle liste, è entrata nel vivo. La prima iniziativa pubblica che ha visto protagonisti i sei candidati è stato un confronto promosso da Cittadinanzattiva nella persona di Agata Polonia coordinatrice dell’assemblea territoriale di cittadinanzattiva di Giardini Naxos-Taormina, nominata di recente Cavaliere OMRI (ordine al merito della Repubblica Italiana). Tutti i sindaci in lista hanno aderito all’invito partecipando al talk show elettorale che si è svolto nella sala consiliare del Comune di Giardini Naxos. All’appuntamento sono intervenuti Sebastiano Cavallaro (Lista “Naxos 2020”); Antonio Veroux (Lista “Ritorna in superficie Giardini Naxos-Veroux Sindaco”), Agatino Salvatore Bosco (Lista “Giardini Naxos Bene Comune”), Lilly Labonia (Lista “Agorà”), Giorgio Stracuzzi (Lista “Giorgio Stracuzzi Sindaco”), Nino Falanga (Lista “Insieme per Giardini Naxos 2.0).

A fare da moderatore è stato il giornalista Domenico Interdonato, presidente regionale dell’ UCSI  (Unione Cattolica Stampa Italiana) che ha formulato ai candidati cinque domande. All’incontro sono intervenuti anche l’avv. Luca Stefano Gangemi e l’avv. Angela Maria Sciglio che hanno affiancato Agata Polonia e Domenico Interdonato. Ogni candidato ha avuto a disposizione per rispondere due minuti cronometrati. L’incontro si è svolto in un clima sereno ed i sei candidati hanno risposto in maniera pacata alle domande del coordinatore.

L’incontro è iniziato con i saluti di rito della Polonia che ha ringraziato i sei candidati per avere accettato l’invito. A seguire un breve intervento di Interdonato che ha spiegato quali sono le attività del sodalizio dicendo: “Cittadinanzattiva  è presente a Giardini e Taormina con una delegazione, molto attiva che cura gli interessi dei cittadini coordinata da Tina Polonia, L’organizzazione nazionale ha oltre quarant’anni di attività ed è stata  fondata nel 1978. Nasce per  promuovere l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni e il sostegno alle persone in condizioni di debolezza.  Cittadini di sana e robusta Costituzione. La missione di Cittadinanzattiva fa riferimento all’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione, proposto proprio da noi e recepito nella riforma costituzionale del 2001. L’articolo 118 riconosce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e, sulla base del principio di sussidiarietà, prevede per le istituzioni l’obbligo di favorire i cittadini attivi. La parola d’ordine di Cittadinanzattiva è “perché non accada ad altri”: il ruolo è quello di denunciare carenze, soprusi, inadempienze, e agire per prevenirne il ripetersi mediante il cambiamento della realtà, dei comportamenti, la promozione di nuove politiche, l’applicazione delle leggi e del diritto. Siamo convinti che “fare i cittadini sia il modo migliore di esserlo”, cioè che l’azione dei cittadini consapevoli dei propri poteri e delle proprie responsabilità sia un modo per far crescere la nostra democrazia, tutelare i diritti e promuovere la cura quotidiana dei beni comuni. Cittadinanzattiva si occupa di: Salute, con il Tribunale per i Diritti del Malato e il Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC). Politiche dei consumatori e servizi di pubblica utilità, con i Procuratori dei cittadini. Giustizia, con Giustizia per i diritti. Scuola, con la Scuola di cittadinanza attiva. Cittadinanza europea, con Active Citizenship Network. Valutazione della qualità dei servizi dal punto di vista dei cittadini, con l’Agenzia di valutazione civica, e anche, di riforma delle istituzioni, trasparenza delle amministrazioni, lotta alla corruzione e agli sprechi, salute e ambiente, vivibilità e decoro urbano, cittadinanza d’impresa”

Prima di iniziare è stato sorteggiato l’ordine di intervento dei candidati per le risposte. Le domande hanno riguardato varie problematiche e sostanzialmente possono essere cosi’ riassunte: 1) Perché ha deciso di candidarsi?”; 2) “Pensate di cambiare qualcosa nella comunicazione interna ed esterna?”; 3) “Quali strategie per pubblicizzare la città?”; 4) Quali sono gli interventi che ognuno vuole fare per venire incontro alle problematiche delle fasce più deboli ovvero  degli anziani, dei giovani e dei disabili?”; 5 “Come volete risolvere il problema del traffico?”.

A conclusione delle risposte è stato chiesto a ciascuno dei sei candidati un intervento riassuntivo. Nelle risposte ogni candidato ha detto la sua e qual è a suo modo di vedere la soluzione che prospetta per fronteggiare le varie problematiche che penalizzano la città. Su alcuni temi è emersa una visione pressoché simile come la necessità di una politica comprensoriale più incisiva, un miglioramento della viabilità con soluzioni adeguate per i parcheggi e il decongestionamento del centro storico che è causa di tanti disagi soprattutto dal punto di vista sanitario a causa dell’inquinamento acustico ed atmosferico. Un altro argomento sul quale i sei candidati si sono soffermati, la tutela delle fasce più deboli in particolare giovani, anziani e disabili, specie per gli effetti del coronavirus. Un altro tema delicato che è stato affrontato, prioritario per la ripresa economica della città fortemente compromessa dal covid, è il rilancio turistico per il quale ogni candidato ha illustrato le sue strategie.

Volendo sintetizzare gli interventi dei singoli candidati ecco i punti principali che reputano prioritari per il rilancio della città:

 

 

Nino Falanga: Il candidato Falanga ha sottolineato come le problematiche da affrontare sono tante ed in particolare occorre ridisegnare il territorio e migliorare la viabilità e i servizi. Occorre un Piano Regolatore Comprensoriale e realizzare una strada a monte con servizi di bus navetta per decongestionare il traffico. Importante la tutela dell’ambiente.  Prioritari anche le problematiche riguardanti i servizi di igiene e sanità e delle fasce più deboli. Il comprensorio è fondamentale perché si possano programmare infrastrutture comprensoriali ed un pacchetto turistico di ampio respiro.“Questo nostro paese” ha concluso Falanga “ha bisogno di cambiare passo dal punto di vista politico e di progettualità”.

Antonio Veroux: Per il candidato Veroux, la priorità assoluta è rimettere in moto il Comune e ridarlo ai cittadini attraverso un azione amministrativa che prenda possesso delle decisioni, togliendoli  a chi non è deputato a questo. La prima problematica da affrontare è il coinvolgimento di tutti i cittadini che oramai da tempo sono lontani dalle problematiche del paese, soprattutto le categorie commerciali, gli operatori turistici, gli anziani, i giovani, i diversamente abili. Vi sono interi quartieri che hanno perso la speranza e vivono un disagio sociale. E’ necessario che siano consultati  e coinvolti nei processi amministrativi. Non meno importanti sono i problemi che riguardano la sicurezza, il decoro e soprattutto la vivibilità della città primo fra tutti quello della viabilità per la quale, come ha ricordato Veroux nel 1986 si era riusciti ad ottenere dalla Regione la previsione in bilancio di un primo finanziamento per la realizzazione di una strada a monte. “Numerosi cittadini” ha concluso Veroux “ mi hanno chiesto di ritornare a rappresentare la città perché Giardini è all’anno zero. Provo ancora emozione parlando in pubblico e delle problematiche della città – ha continuato il candidato sindaco – e provare emozioni vuol dire essere ancora appassionati ad una causa, e questo mi ha convinto a scendere in campo spendendomi per Giardini Naxos, che  ha una storia millenaria e deve ritornare ad essere una delle principali capitali del turismo mondiale come era un tempo.

Lilly Labonia: Per la candidata Labonia  è fondamentale mettere al centro della politica il cittadino e quindi la comunicazione poiché una assenza di comunicazione allontana il cittadino dalle istituzioni. Occorre dare visibilità a tutte le categorie. Per la candidata è’ importante la messa in sicurezza del territorio  poiché non si può fare turismo senza sicurezza, ma sono altrettanto importanti il decoro e la legalità. Prioritaria rimane comunque la messa in  sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico considerato che il territorio è attraversato da torrenti che rappresentano ancora una minaccia. “Il mio sogno”  ha concluso la Labonia “è una città virtuale, come quella sperimentata in Finlandia nel 2009 dove i cittadini vengono preparati ad affrontare il mondo e sotto questo aspetto vorrei che fosse ripristinato il Baby Consiglio come quello che istituii io quando ero Presidente del Consiglio”.

Giorgio Stracuzzi: Per il candidato Stracuzzi il turismo è la prima priorità ed occorre riallacciare un rapporto con la Provincia Regionale, programmare una politica dei prezzi e accordi con i Tour Operator. Importante la programmazione di eventi culturali, fiere e sagre. Altrettanto prioritaria è la problematica della viabilità specie quella del centro storico che è causa di problemi di salute per l’inquinamento atmosferico ed acustico per i quali è necessaria una strada a monte. Stracuzzi ha poi sottolineato l’importanza di una collaborazione tra  le istituzioni e le aziende locali e l’attivazione di un Centro di assistenza per le persone che hanno bisogno. “Ho voluto candidarmi dopo tantissimi anni” ha concluso Stracuzzi “per mettere la mia persona al servizio dei giardinesi e soddisfare le loro aspirazioni”

Agatino Salvatore Bosco: Il candidato Bosco nell’intervento finale, dopo aver detto che Giardini Naxos deve riappropriarsi della sua identità storica e dopo aver illustrato i capisaldi del suo programma in materia di viabilità, turismo, recupero dei quartieri periferici, ha sottolineato che a causa dell’emergenza del coronavirus le priorità devono essere quelle di grande attenzione verso le fasce più deboli, anziani, disabili, giovani. Riguardo il problema economico che ne è scaturito Bosco ritiene che sarà affrontato dall’aggregazione che rappresenta, con determinazione, attraverso un programma che ritiene prioritario abbattere le distanze tra l’amministrazione e i cittadini. “Io sono vicino ai cittadini e lo sono sempre stato” ha concluso Bosco “ sia da amministratore sia da semplice cittadino, 365 giorni all’anno. Lo faccio con molto orgoglio, passione ed il piacere di farlo. Con questa candidatura abbiamo continuato il progetto elaborato nel 2014 ma purtroppo per tre preferenze non abbiamo governato”.

 

Sebastiano Cavallaro: Il candidato Cavallaro ha sottolineato tra le priorità quello della riprogrammazione del servizio di smaltimento dei rifiuti, la riattivazione dei parcheggi, la cura del verde pubblico. Tante anche per Cavallaro le problematiche da affrontare per risollevare le sorti del paese. Il turismo deve avere una priorità strategica perché è fonte di risorse economiche. A tal proposito occorre fare rete con gli imprenditori locali e del Comprensorio per promuovere strategie comuni. “Il motivo  della mia candidatura è semplice” ha concluso Cavallaro “io sono un imprenditore che fa impresa in un paese ridotto all’osso e quindi ritengo che la gestione della cosa pubblica deve essere una gestione manageriale e non di natura politica.”

 

A conclusione, Agata Polonia ha ringraziato gli intervenuti manifestando commozione per la riuscita dell’evento e sottolineando che Cittadinanzattiva è vicina ai cittadini ed agli amministratori.  

Domenico Interdonato a sua volta dopo aver espresso soddisfazione per la riuscita dell’evento ha detto: “Possiamo ritenerci soddisfatti poiché questo primo esperimento di Cittadinanzattiva in un contesto elettorale di provincia è riuscito abbastanza bene. La nostra associazione che ha 42 anni di attività ed è presente in tutta Italia, deve continuare a svolgere anche questo ruolo di stimolo per la politica per sensibilizzare i nostri amministratori per quanto riguarda i bisogni dei cittadini e, oggi, abbiamo avuto un esempio concreto.” Quindi prima di concludere ha ringraziato i candidati sindaci  sottolineando la galanteria e la serietà con la quale  hanno risposto alle domande. La parola adesso agli elettori.

          ROSARIO MESSINA

Lilly Labonia

Lilly Labonia

Giorgio Stracuzzi

Giorgio Stracuzzi

Nino Falanga

Nino Falanga

Sebastiano Cavallaro

Sebastiano Cavallaro

Antonio Veroux

Antonio Veroux

Agatino Salvatore Bosco

Agatino Salvatore Bosco

Agata Polonia

Agata Polonia

Domenico Interdonato

Domenico Interdonato

Agata Polonia e Domenico Interdonato

Agata Polonia e Domenico Interdonato

Il sorteggio per stabilire l'ordine di intervento dei candidati

Il sorteggio per stabilire l’ordine di intervento dei candidati

La sala consiliare con i candidati

La sala consiliare con i candidati

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I ritmi latini di Roy Paci e dei talentuosi musicisti dei Massimo Minutella & The Lab Orchestra hanno vibrato ieri sera in piazza Maggiore ad Aci Sant’Antonio, in occasione dell’ottava edizione del Premio Carretto Siciliano. Una serata, trasmessa in diretta su Etna Espresso Channel e sulla pagina Facebook del Comune di Aci Sant’Antonio, all’insegna della grande musica ma non solo. Sul palco dell’ormai consolidata manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale santantonese con la direzione artistica di Mario Russo, hanno sfilato artisti, imprenditori e rappresentanti del mondo del giornalismo e dello sport, davanti ad una piazza piena di gente ma distanziata e dotata di mascherine, nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19. “E’ stato un anno particolareha detto il sindaco di Aci Sant’Antonio, Santo CarusoPer questo motivo abbiamo voluto con forza quest’ottava edizione del Premio Carretto Siciliano. Era importante continuare, nonostante il momento. E stasera è bello vedere la nostra piazza gremita di gente, ma allo stesso tempo ordinata e rispettosa delle distanze. Da questo palco sono passate tantissime persone illustri ed è bello far sì che la nostra città, attraverso questa ruota del carretto siciliano, possa diventare un punto di riferimento”. L’amministrazione comunale santantonese ha avviato, con la collaborazione di Mimmo Targia, direttore del museo regionale del Carretto Siciliano Palazzo D’Aumale di Terrasini, presente durante la serata, il percorso per la candidatura ed il riconoscimento del carretto siciliano quale Patrimonio dell’Umanità. “Per noi è importante tramandare questa tradizione del carretto che ormai è diventato l’icona mondiale della sicilianità – ha dichiarato l’assessore al Turismo e allo Spettacolo, Antonio Scuderi – Noi quindi ci teniamo tantissimo. E proprio in questo momento difficile per tutti noi, essere presenti in questa bellissima piazza ci dà la forza e la speranza per andare avanti”.

 A condurre la serata, con i consueti garbo ed ironia, Maurizio Caruso, affiancato da Silvia Bella. Due i santantonesi doc premiati con la caratteristica miniatura di ruota di carretto siciliano su pietra lavica, realizzata e dipinta rispettivamente dai maestri Antonio Patanè e Salvo Nicolosi: l’artista Maria Pia Cristaldi e l’imprenditore Giuseppe Basile. Un altro concittadino, il giovanissimo Luca Di Stefano, cantante dallo straordinario timbro blues, ha ricevuto un riconoscimento per essersi distinto nel noto programma America’s Got Talent. Altri due riconoscimenti sono stati conferiti al ‘danzastorie’ Alosha e all’associazione sportiva Aci Sant’Antonio Calcio, neo promossa in Eccellenza. Ma ad infiammare la piazza è stato l’arrivo di Roy Paci, premiato per la straordinaria e lunga carriera. Il musicista, affiancato da uno scatenato Marco Minutella e dalla Lab Orchestra, ha eseguito storici brani come “Toda joia e toda beleza”, “Augusta”, Beautiful like the sunshine” e “Defendemos la alegria”. A chiudere in bellezza la manifestazione, l’ironia e la sagacia di Enrico Guarneri, tra i più apprezzati attori di teatro, e di Salvo La Rosa, storico conduttore e giornalista. La collaudata e amata coppia del piccolo schermo, acclamata dal pubblico in piazza, si è esibita in alcuni divertenti sketch.

Enrico Guarnieri

Enrico Guarnieri

Salvo La Rosa e Enrico Guarnieri

Salvo La Rosa e Enrico Guarnieri

Roy Paci

Roy Paci

Roy Paci

Roy Paci

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