OTTOBRE 2019
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Siracusa

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Sabato 6 febbraio 2016, alle ore 18,30, il Comune di Buccheri – Assessorato alla Cultura presenta presso l’Aula Consiliare G. Arminio, verrà presentato  il libro “Archeologia degli Iblei” firmato dal prof. Massimo Frasca, docente di Archeologia della Magna Grecia presso l’Università degli Studi di Catania, per le Edizioni di Storia e Studi Sociali. Dialogano con l’autore: il dott. Alessandro Caiazzo, sindaco del Comune di Buccheri; il prof. Francesco Interlandi, assessore alla Cultura; il prof. Marco Camera, assegnista all’Università di Catania. Modera il dibattito la dott.ssa Daria Di Giovanni, archeologa.
In questa opera, attraverso la documentazione archeologica, Massimo Frasca esamina i processi di trasformazione che si colgono nella società indigena tra la prima e la seconda età del Ferro (VIII-VI secolo a.C.) nell’area geograficamente e culturalmente ben delineata dell’altipiano ibleo che, grazie anche alle indagini effettuate tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento da Paolo Orsi, costituisce uno dei territori meglio indagati della Sicilia.
L’arrivo dei Greci, che a partire 733 a.C., data di fondazione di Siracusa, si insediano lungo le coste orientali e meridionali della Sicilia, innesca profondi mutamenti nell’assetto sociale, politico, economico e territoriale delle comunità indigene della prima età del Ferro (facies di Pantalica Sud), che vivevano in piccoli villaggi sparsi su alture naturalmente difese, come Monte Alveria, Avola Antica, Pantalica e Monte Finocchito.
La rassegna particolareggiata dei dati archeologici restituiti soprattutto dalle necropoli e in parte anche dagli abitati di Monte Finocchito, Modica-Via Polara, Ragusa, Monte Casasia e Castiglione, consente all’autore di delineare il processo innescato dalla presenza greca sulla costa (fondazioni di Siracusa, Eloro, Maestro e Camarina) e nell’interno (colonie siracusane di Acre e Casmene), che determina, tra la fine dell’VIII e il VII secolo a.C., l’abbandono dei piccoli villaggi sparsi nel territorio e la formazione di centri emergenti, ubicati sulle alture dominanti il corso dei grandi fiumi, Marcellino, Tellaro, Irminio, Dirillo e Ippari, che costituiscono le principali vie di comunicazione tra la costa e l’entroterra.

Massimo Frasca si è laureato in Lettere Classiche, con una tesi sulla necropoli di Monte Finocchito, e specializzato in Archeologia Classica presso l’Università di Catania. Ha vinto una delle borse di Perfezionamento bandite dalla Scuola Archeologica di Atene e ha seguito le attività della Scuola in Grecia e in Turchia, partecipando allo scavo di Iasos. Ricercatore confermato dal 1981 al 2000, ha insegnato presso l’Università della Calabria e di Agrigento. Attualmente professore di Archeologia della Magna Grecia e Sicilia presso l’Università di Catania, ha conseguito l’abilitazione a professore ordinario di Archeologia Classica. Dal 2005 è direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica (ora Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici) dell’Università di Catania. Ha diretto numerosi scavi in Sicilia e in Italia meridionale ed è stato componente delle missioni archeologiche di Prinias (Grecia) e Iasos (Turchia). Dal 1987 fa parte della Missione archeologica italiana che opera a Kyme Eolica (Turchia), dove dirige gli scavi sulla Collina Sud. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Tra i principali temi di ricerca è lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche e delle loro relazioni con le popolazioni indigene.

1X   Frasca Buccheri

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TAORMINA (Me)Si tinge di giallo il secondo appuntamento del “Caffè Letterario” in versione autunnale di “SPAZIO al SUD”. Ospite dell’elegante Sala “Le Naumachie” dell’Hotel Isabella di Taormina, sabato 24 ottobre, alle ore 18:30, la vetrina di scrittori emergenti e piccole case editrici del programma organizzato dall’associazione “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta dalla giornalista MariaTeresa Papale, propone il siracusano Daniele Zito ed il suo originalissimo esordio narrativo “La Solitudine di un riporto” (Hacca edizioni, 2013). A presentare il romanzo agli intervenuti, la maggior parte dei quali dei veri aficionados della manifestazione, come sempre la giornalista Milena Privitera che, traendo spunto da fatti e personaggi descritti nel libro, approfondirà insieme all’autore le tematiche che caratterizzano l’opera, mettendo in rilievo con sapienza e minuzia i passaggi del testo più indicativi.
Zito, ingegnere informatico, ricercatore precario all’Università di Catania, autore di articoli di carattere scientifico per riviste internazionali, creatore e curatore del blog quotidiano “seicose.blogspot.com”, sorta di diario letterario, collaboratore di “Indice dei Libri del Mese”, con “La Solitudine di un riporto” ha dato vita ad un giallo dai risvolti terroristici-criminali e dalle trovate che si rivelano geniali. Il romanzo, percorso da continui, sottili, omaggi alla grande letteratura europea, da Flaubert a Tolstoj, con ironiche strizzatine d’occhio a Pirandello, Sciascia, Borges, narra di un libraio brutto, paranoico misogino e “bombarolo” dall’infanzia disastrata e piena di misteri, con una zia, “Santa” di nome e di fatto, protettrice e dispensatrice di opportuni miracoli ed un vecchio telefono in bachelite nera in collegamento con la madre morta ed il fratello scomparso. Prigioniero di se stesso e della sua dolorosa solitudine, usato dalla malavita e braccato dalla polizia, Antonio Torrecamonica, non accettando come molti la realtà, cerca di nascondere la calvizie con un orripilante “riporto”, e, da libraio sui generis, odia i lettori avventuratisi nel suo negozio e, soprattutto, i libri. Che non legge mai. Ma è lo stesso Antonio Torrecamonica, dallo sguardo di bimbo, che, proprio grazie alla suggestione scaturita da una frase di Garcia Marquez nel primo libro preso nelle mani dopo vent’anni, scopre l’amore e la forza per cambiare vita e lo stato delle cose.
Ironico e graffiante, con un impianto narrativo magistrale e dialoghi divertenti e scorrevoli, “La Solitudine di un riporto” scivola via pagina dopo pagina come un perfetto meccanismo raccontando con una prosa ricchissima di citazioni, rimandi e riferimenti colti, una storia spassosa ed originale in cui quasi niente è ciò che sembra
L’evento, aperto gratuitamente al pubblico oltre che alla clientela dell’albergo, è sponsorizzato dall’Associazione Albergatori di Taormina ed ha il patrocinio del Comune di Taormina, Taormina Arte, Club Unesco di Taormina – Valli dell’Alcantara e d’Agrò, la partnership di servizio del “Gais Hotels Group” e la collaborazione dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì.

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Siracusa. Venerdì 4 settembre alle ore 19, la Casa del Libro Mascali di Siracusa e la Casa Editrice Edizioni di Storia e studi Sociali presentano presso la Sala Borsellino di Palazzo Vermexio il nuovo libro di Sebastiano Tusa, Sicilia Archeologica, che focalizza, da una serie di prospettive, i caratteri dell’isola dal Paleolitico all’Età del Bronzo, nei contesti del Mediterraneo.
L’archeologo introduce gli argomenti trattati con tre scritti: un saggio autobiografico che evidenzia le radici di una scelta professionale maturata non senza problematiche esistenziali; un testo sulla storia dell’evoluzione epistemologica del pensiero scientifico inerente l’identità italica, tanto dibattuta soprattutto nel periodo tra le due guerre, da un inquadramento storico-filosofico-archeologico sul Mediterraneo; un saggio su Paolo Orsi, doveroso tributo trattando di preistoria e protostoria siciliane.
Di particolare interesse sono i saggi dedicati allo spinoso tema della religiosità dei popoli primitivi della Sicilia che ha appassionato e diviso generazioni di studiosi non soltanto in Sicilia. Argomento talvolta evitato talvolta abusato per spiegare ciò che l’archeologia didascalica e descrittiva non riesce a comprendere con le armi della comparazione etno-antropologica.
L’autore tratta inoltre dell’insorgenza agro-pastorale in Sicilia, ossia della transizione tra le società di cacciatori e raccoglitori e quelle di agricoltori e pastori. Il centro della ricerca è dedicato alla costa orientale della penisola di San Vito lo Capo, dove si trova la gigantesca Grotta dell’Uzzo.
Nel saggio conclusivo l’archeologo propone delle spiegazioni sulle reali radici etniche del popolo siciliano, convinto però che il carattere più distintivo della Sicilia sia quello del sincretismo antropologico, data la notevole ricchezza di strati, sostrati e parastrati popolazionali che questa terra di spiccata accoglienza ha nei millenni accumulato, dimostrando di non essere soltanto un’isola, ma un arcipelago di culture, religioni, popoli e tradizioni.
Alla presentazione, che sarà coordinata da Elena Flavia Castagnino (archeologa presso la Soprintendenza BB CC. AA.), sono presenti, con Sebastiano Tusa (soprintendente al Mare della Regione Sicilia), Beatrice Basile (soprintendente ai BB.CC.AA. della provincia di Siracusa), Fabio Granata (coordinatore nazionale di Green Italia), Carlo Ruta (saggista e direttore di Edizioni di Storia).

Sebastiano Tusa. Laureato in lettere con tesi in paletnologia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1975. Perfezionato in Archeologia orientale presso La Sapienza di Roma nel 1985. Idoneo nel 2000 al concorso per professore ordinario della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cagliari, settore L01Y, Preistoria e protostoria. Docente di Paletnologia presso il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dal 2000. Docente di Archeologia Subacquea presso il Corso di Laurea in Archeologia Navale dell’Università degli Studi di Bologna, sede staccata di Trapani, dal 2001 al 2012. Direttore del Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani (2000-2004). Soprintendente del Mare della Regione Siciliana dal 2004 al 2010 e dal 2012. Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani dal 2010 al 2012. Direttore della rivista «Sicilia Archeologica». Dal 1972 ha partecipato e/o diretto missioni e ricerche archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan, e Turchia. È attualmente direttore delle Missioni Archeologiche in Sicilia, Libia e Giappone. Ha condotto numerosi scavi archeologici in Sicilia, Lazio e Campania. Autore di circa 600 opere, tra monografie e saggi scientifici e divulgativi.

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Buccheri (Sr). Giovedì 20 agosto alle ore 19, presso la sala consiliare del Comune di Buccheri si terrà il convegno “Cristiani e musulmani nella Sicilia normanna: quale rapporto”. Sempre più nella nostra epoca infuriano le intolleranze etniche e i conflitti di religione. Si tratta di fronteggiare perciò un’emergenza civile di carattere e epocale, e la storia, opportunamente investigata, può dire al riguardo non poche cose. Nella Sicilia normanna, presentata spesso come “terra senza crociate”, Islam e cristianità si trovarono a dover convivere in uno stesso spazio, nelle stesse città, nelle stesse contrade, ma i modi in cui questa coesistenza ebbe luogo non sono del tutto chiari, perché al riguardo la ricerca storica non ha dato risposte esaurienti e conclusive. Non pochi aspetti infatti restano in ombra. È allora utile che, tanto più in una fase storica come l’attuale, su questi aspetti del nostro passato storico si discuta.
Nella Sicilia normanna la coesistenza fu realmente pacifica o le cose andarono diversamente? È questa la domanda da cui parte il convegno organizzato dal Comune di Buccheri e a cui cercheranno di rispondere diversi studiosi, che sono: Ferdinando Maurici, archeologo e docente di storia medievale LUMSA; Ferdinando Raffaele, ricercatore di filologia e linguistica romanza all’Università di Catania; Carlo Ruta, saggista e studioso di storia della Sicilia e del Mediterraneo; Sebastiano Tusa, archeologo e soprintendente al Mare della Regione Sicilia. Il convegno, sarà aperto dagli interventi del sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo e dall’assessore alla Cultura Francesco Interlandi.

 

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SIRACUSA. Sabato 9 maggio 2015 al Palasport di Siracusa “Cittadella dello Sport” si è conclusa la stagione sportiva regionale della Federazione Italiana Danza Sportiva (fids). L’associazione “La Fisarmonica” annessa alla Scuola di danza “Butterfly” (sede sociale dove si svolgono le lezioni di danza), di Giardini Naxos (Me) e Francavilla di Sicilia (Me) ha vinto la “Coppa Sicilia Oro” 2015 per il comparto danze accademiche (danza classica modern-jazz e contemporanea).
Grazie alle performances dei propri giovani ballerini è stato conquistato il primo posto assoluto ed un meritato titolo di campioni regionali danze accademiche 2015. A questo va aggiunto anche un premio di 700 euro.
“La Coppa Sicilia” spiega Mariella Musso patron della Butterfly “è una particolare competizione che si svolge a più tappe ed a punteggio distribuita su tutto il territorio secondo un calendario regionale. Alla terza tappa si sommano tutti i punteggi conquistati durante l’anno. Voglio ringraziare le nostre allieve che hanno fatto tanti sacrifici per prepararsi e, grazie alle ottime posizioni in classifica ottenute durante la stagione, hanno conseguito ottime votazioni che ci hanno permesso di conquistare l’ambito titolo regionale“.
       Un plauso all’impegno profuso dai maestri di danza della Butterfly che sono riusciti a far salire sul podio i loro piccoli allievi. Promuovere l’educazione dei giovani attraverso i valori dello sport è una delle priorità che deve avere la nostra società e chi opera in tale settore. Lo sport inteso come un modello di vita è al tempo stesso, un autentico “campo di educazione”.

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