NOVEMBRE 2019
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UCSI

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PalermoCelebrati i 60 anni di fondazione dell’Unione Cattolica Stampa Italiana in Sicilia. Un evento di grande rilevanza promosso dall’Ucsi regionale, presieduta da Domenico Interdonato e tenutosi nella sala “Mattarella” di Palazzo dei Normanni. Sessant’anni di impegno e dedizione ricordati nel corso di un partecipato convegno scandito dall’evento formativo “Raccontare le città” organizzato con il patrocinio dell’Odg Sicilia, dell’Assostampa, dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II.

In qualità di rappresentanti dell’Ucsi sono intervenuti la vicepresidente nazionale Donatella Trotta che ha porto i saluti della presidente Vania De Luca; il presidente del Collegio Nazionale dei Garanti Salvatore Catanese; il presidente regionale Interdonato; il consigliere regionale dell’Odg Sicilia Maria Pia Farinella e per l’Assostampa Sicilia Giancarlo Macaluso. Nel corso dell’incontro – moderato dalla vicepresidente dell’Ucsi di Palermo  Sandra Pizzurro –, il giornalista Crisostomo Lo Presti ha ricevuto la medaglia d’oro per i 50 anni di iscrizione  all’Ordine. A consegnargliela la giornalista Maria Pia Farinella dopo le lettura del curriculum di Lo Presti affidato alla consigliera regionale Laura Simoncini. Presente una folta delegazione di studenti del Liceo “G. Garibaldi” di Palermo guidati dalla prof. Laura Bisso, ai quali è stato consegnato un attestato di partecipazione.

Ad introdurre i lavori il direttore generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso, seguita dall’intervento del consigliere nazionale dell’Ucsi  Gaetano Rizzo il quale ha ricordato il lavoro svolto in questi anni dall’Unione cattolica stampa italiana. I saluti di benvenuto ai relatori, autorità e a tutti gli intervenuti, sono stati portati da Michelangelo Nasca presidente Ucsi di Palermo. Il prof. Salvatore Catanese dopo essersi soffermato sull’importante funzione del Collegio dei garanti e dell’azione svolta durante i sessant’anni di attività ha ringraziato l’on. Francesco De Domenico dell’Ucsi  di Messina per il sostegno dato all’organizzazione. <<Il giornalismo cattolicoha detto il presidente Interdonato ha contribuito a far crescere la qualità dell’informazione volta a difendere i valori cristiani, la democrazia e a consolidare la nostra società. L’impegno che deve essere assunto da tutti è quello di aprirsi agli altri ricordando che il nostro non è solo un mestiere, ma una missione al servizio della società>>. <<L’Italia è oggi unita dai comunicatori socialiha affermato Donatella Trottae dal loro delicato ruolo di raccontare ogni giorno le città in cui vivono. Città che non sono solo luoghi di case e di pietre ma soprattutto spazi con un’anima che dobbiamo fare emergere perché nutrite da relazioni di persone, ciascuna con le proprie storie. La verità è alla base del nostro lavoro e al trionfo esasperato dell’ego dobbiamo contrapporre quel noi che fa la differenza>>. A raccontare una parte della sua vita professionale all’estero è stata Maria Pia Farinella. <<Tra le esperienze che mi hanno più colpita ha spiegatoil dramma vissuto dai bambini, figli delle guerre e dei sistemi>>. L’evento si è concluso con la relazione di Giancarlo Macaluso del “Giornale di Sicilia” il quale ha ribadito che <<il lavoro del giornalista è anche quello di raccontare la bella notizia, capace di aprire spazi culturali che per anni, soprattutto a Palermo, sono stati soffocati dalla cronaca nera>>.

da sin. Catanese Trotta, Pizzurro, Interdonato, Farinella e Monterosso

da sin. Catanese Trotta, Pizzurro, Interdonato, Farinella e Monterosso

Da sin. Trotta, Lo Presti, Farinella e Interdonato

Da sin. Trotta, Lo Presti, Farinella e Interdonato

I partecipanti dell'UCSI Sicilia all'incontro di Palermo

I partecipanti dell’UCSI Sicilia all’incontro di Palermo

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Sono stati sette gli appuntamenti in Sicilia dedicati a San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, l’Ucsi ha realizzato eventi a Siracusa, Catania, Acireale, Patti, Noto e Trapani, i lavori si sono conclusi a Floridia con un incontro, che ha coinvolto la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Floridia. Gli appuntamenti sono stati promossi dall’Ucsi Sicilia e dalle sezioni provinciali e diocesane in collaborazione con gli Uffici per le Comunicazioni sociali delle Arcidiocesi di Siracusa, Catania e le Diocesi di Trapani, Noto, Acireale e Patti, in sinergia con l’Assostampa di Siracusa e i settimanali diocesani di Siracusa, Noto e Acireale. Siracusa i giornalisti hanno celebrato la festa con una Messa, presieduta da Mons. Sebastiano Amenta, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, e concelebrata da don Giorgio Zucchelli, già presidente nazionale della Fisc e presidente dell’Uspi. L’appuntamento è servito ad inaugurare una via cittadina dedicata a mons. Alfio Inserra, fondatore dell’Ucsi di Siracusa, vice presidente nazionale della Fisc, componente del Cda di Avvenire e direttore del settimanale “Cammino”. L’evento si è svolto alla presenza del presidente provinciale Ucsi Salvatore Di Salvo, del direttore del settimanale “Cammino”, del Consulente Ecclesiastico Ucsi Siracusa, del Delegato Regionale Fisc Sicilia don Giuseppe Lombardo, dell’ex presidente nazionale della Fisc don Giorgio Zucchelli, del segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, del consigliere nazionale della Fisc Giuseppe Malandrino, del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del sindaco di Francofonte Daniele Lentini, dei parroci della chiesa SS. Salvatore don Luigi Gorciullo, dei nipoti, e delle autorità civili e religiose della provincia. “Lo ricordo con profonda stima e gratitudine – ha detto l’ex presidente della Fisc Giorgio Zucchelli al termine della celebrazione eucaristica – per le sue doti umane e professionali. Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato, il quale ha ringraziato il Sindaco Italia: “dedicare una via a mons. Inserra, signor Sindaco è stato un atto di grande sensibilità apprezzato da tutti”. Grazie alla sua geniale intuizione di istituire i seminari estivi, molti di noi hanno potuto conoscere e apprezzare la Sicilia. Ritengo -ha concluso- di potere interpretare i sentimenti di gratitudine di tutti gli appartenenti alla Fisc che hanno avuto in Padre Inserra un punto di riferimento”.  Ad Acireale nella chiesa Sacro Cuore di Acireale, si è svolto un incontro organizzato dall’Ufficio Comunicazioni sociali, diretto da don Arturo Grasso e dall’Unione Cattolica stampa italiana, sul tema della 53 Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. C’è stato l’intervento del Vescovo di Acireale e vice presidente della Cei, monsignor Antonino Raspanti, e del direttore del quotidiano “La Sicilia”, Antonello Piraneo, moderato dal consigliere nazionale dell’Ucsi Gaetano Rizzo. “Costituire solamente una community virtuale non crea il senso di appartenenza ad una comunità – ha detto il vescovo Raspanti – nelle grandi città anglo-americane, per esempio, c’è la voglia di fare community, ovvero di conoscersi dal vivo, mettere insieme le proprie difficoltà, i propri bisogni, le proprie aspirazioni. E, soprattutto nelle metropoli, si cerca di riappropriarsi del proprio quartiere e portare avanti da una parte le esigenze dello stesso verso istanze superiori, dall’altra sviluppare all’interno di quel territorio tutte le potenzialità che lì si possono esprimere. Il rischio che si corre con la community digitale è che diventi solo un luogo dove sfogarsi, dove ci si può mascherare, un luogo di diffusione delle fake news. Se però ci si aggancia fortemente alla realtà territoriale molti di questi rischi potrebbero essere superati. Paradossalmente la semplice community digitale finisce con l’allontanare: sembra creata per farti sentire vicino al mondo intero, ma non è così”. A Catania, nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere, si è svolto invece un incontro sul tema: “La festa di S Agata come la vorrei –Tradizione e innovazioni social”. Relatori: Don Paolo Buttiglieri, consulente ecclesiastico Ucsi Sicilia, Francesco Carbonaro, presidente del Comitato dei Festeggiamenti Agatini, Fabio Adernò, Avvocato Tribunale Apostolico della Rota Romana, Giuseppe Claudio Carbonaro, Presidente Amici del Rosario, Adelaide Barbagallo, giornalista, Rossella Jannello, Giornalista e Vice Presidente Regionale Ucsi. Ha coordinato i lavori Giuseppe Adernò, Presidente sezione Ucsi Catania. A Patti la sezione diocesana presieduta da Domenico Pantaleo, ha organizzato la celebrazione della Messa presieduta da vescovo Guglielmo Giombanco ha presieduto la celebrazione della messa. “Dio dialoga con gli uomini e la Parola si è fatta carne per intraprendere una relazione con gli uomini. Fissare lo sguardo su Gesù – ha detto il vescovo – significa decidere l’orientamento della propria vita, fondandola sui veri valori. San Francesco di Sales comprese pienamente il segreto di una comunicazione educativa, vissuta con la tensione all’unità. Il suo messaggio è di estrema attualità, in un tempo in cui ci sono false notizie, in un tempo in cui le notizie creano distanze e barriere tra le comunità e tra le persone. Occorre essere costruttori di unità nella verità, liberi dai compromessi, per annunciare ciò che è giusto e promuove l’uomo, in una storia che si evolve non solo attraverso eventi raccontati, ma anche attraverso idee che concorrano al bene di tutti”. Noto c’è stato un incontro a cui hanno partecipato il vescovo Antonio Staglianò e don Fortunato Di Noto, vice direttore dell’Ufficio Comunicazione, fondatore e presidente di Meter e vicario episcopale per le ‘fragilità’. L’incontro si è aperto con i saluti del direttore dell’ufficio comunicazioni Alessandro Paolino ed è stato moderato dal consigliere nazionale Fisc Giuseppe Malandrino. Un incontro-confronto sulla velocità con cui girano le notizie e sulla difficoltà nel riuscire a raccontare il giusto. Non inteso come “corretto” (quello dovrebbe essere scontato) ma come “bastevole”, ovvero quello che basta a raccontare la notizia. Non bisogna andare oltre, non bisognerebbe aggiungere cose che non servono. Andrebbe aggiunta una spiegazione, secondo don Fortunato. “Non raccontateci soltanto gli eventi – ha detto il fondatore di Meter – ma spiegateci perché amare ancora l’uomo. Non raccontate soltanto dei fatti, magari senza conoscere le persone, le loro storie, le passioni, i fallimenti e le conquiste. Spiegateci chi siamo e dove andiamo. Siate gli amici dei bambini, dei deboli, degli scartati del mondo, dei poveri, dei senza voce, dei neonati abusati e dei dimenticati. Spiegate il dolore e la sofferenza: la comunicazione ha il potere, un grande potere, di formare o disorientare le coscienze, i percorsi di una storia liberante”.

1 UCSI Catania

Incontro UCSI a Catania

Foto con alcuni partecipanti

Foto con alcuni partecipanti

L'incontro UCSI di Noto

L’incontro UCSI di Noto

L'incontro UCSI di Acireale

L’incontro UCSI di Acireale

L'incontro UCSI di Patti

L’incontro UCSI di Patti

L'inconhtro UCSI di Trapani

L’inconhtro UCSI di Trapani

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I killer dei giudici Falcone, Borsellino e Livatino parlano per la prima volta in un libro-inchiesta che mette a confronto le loro voci con quelle dei parenti delle vittime. “Vuoti a perdere” il cui silenzio è un frastuono che va ascoltato, perché nessuno possa più dire “non sapevo che la mafia fosse un male”. I primi sono i “mostri” da prima pagina. I killer della mafia. Sei quelli che, dal 41 bis del carcere di Sulmona, il cosiddetto “carcere dei suicidi”, per la prima volta si raccontano alla giornalista della Rai Abruzzo Angela Trentini nel libro “La speranza oltre le sbarre” scritto insieme al teologo sistematico Maurizio Gronchi che sarà spunto di riflessione, il 29 maggio a Palermo a partire dalle ore 10:00, in occasione dell’incontro formativo “La Carta di Milano: il linguaggio dei media. La Speranza oltre le Sbarre” che si terrà presso la sede dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Ad organizzarlo l’Ucsi che siederà al tavolo, insieme a Maria Falcone e la tesoriera dell’Odg Maria Pia Farinella, con il consigliere nazionale Salvatore Di Salvo e il presidente Ucsi Sicilia Domenico Interdonato. “Parte dalla Sicilia – sottolinea Interdonato – il messaggio dei giornalisti credenti e non  quello di un cambiamento culturale profondo che sappia guardare con occhi diversi il crimine e l’uomo criminale. Dopo essere andati dietro le sbarre, in occasione del convegno tenutosi all’interno del carcere di massima sicurezza di Brucoli insieme al gesuita Francesco Occhetta, domani andremo ‘oltre le sbarre’ e anche oltre i confini siciliani. L’appuntamento con questo libro-inchiesta, infatti, parte da qui ma farà tappa in tutta Italia. Lo scopo è universale: aiutare la società a compiere questo importante cambiamento”. Un libro uscito non a caso il 10 maggio. Il giorno successivo alla pubblicazione della lettera dei Vescovi di Sicilia che, 25 anni dopo, ha voluto ricordare quel “Convertitevi” urlato da Papa Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento. Una lettera in cui si ricordano, tra l’altro, le sue parole pronunciate due anni dopo: “la mafia – affermò il 22 giugno 1995 – è generata da una società spiritualmente incapace di riconoscere la ricchezza della quale il popolo siciliano è portatore”. Un vero e proprio deficit culturale, scrivono i vescovi, che va affrontato, dunque, con l’educazione alla giustizia e la misericordia. Un passaggio, questo, in cui il libro si inserisce perfettamente. Nessuno scoop né perdonismo,  ma un’approfondita analisi introspettiva dei condannati che scava a fondo in quelle problematicità che possono essere risolte solo e soltanto attraverso un profondo cambiamento culturale. Una visione che Fiammetta Borsellino ha voluto vivere in prima persona incontrando in carcere due dei killer di suo padre: Filippo e Giuseppe Graviano: “un percorso che intendo continuare – ha affermato – perché è importante sia per me che per loro”.Ecco perché nell’incontro di Palermo ci sarà anche Maria Falcone da sempre in prima linea nella formazione e l’educazione dei giovanissimi cui da anni si rivolge con parole ed iniziative perché nessuno di loro possa più dire “non sapevo che la mafia fosse un male”. In mano un registratore e un libricino di Papa Francesco: è iniziata dunque così l’inchiesta divenuta li libro che mette a confronto le voci di chi ha ucciso e di chi sconta ancora il dolore di quella perdita: i parenti delle vittime. Sei assassini, tra cui proprio quelli dei giudici Falcone, Borsellino e Livatino; sei “vuoti a perdere”, come li ha definiti il coautore del libro, il teologo sistematico Maurizio Gronchi, verso cui “ogni forma di pietismo – come sottolinea Gronchi – sarebbe soltanto inutile, senza contare che si farebbe un torto anche alle vittime delle loro azioni e il dolore delle vittime è da tenere sempre ben presente”. “Non un’inchiesta tra chi è stato ai vertici di organizzazioni criminali che hanno segnato il corso del nostro Paese – precisa la Trentini -. Piuttosto il resoconto di un incontro, un vero e proprio contatto con l’Uomo-Criminale: lo si guarda in faccia e si ascoltano le sue parole, lo si aiuta a riconoscere la sua coscienza ma senza idealizzare, senza sottintendere alcuna indulgenza”. Allora perché dargli voce? Perché come ricorda Nando dalla Chiesa, si faccia proprio il monito dell’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ai funerali del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa affermò: “la mafia vuole il silenzio, la mafia uccide anche grazie al silenzio”. Il silenzio di vite in qualche modo “segnate”, come quella di Domenico Ganci, figlio del boss Raffaele Ganci che proprio degli omicidi di Falcone e Borsellino fu uno dei mandanti che senza cercare comprensione si racconta come un uomo convinto delle scelte fatte perché le uniche scelte possibili: “giudico la mia coscienza ‘pulita’ – afferma – perché ho inseguito tutto ciò che ho visto fare dai miei genitori. Ciò che per loro era giusto lo era e lo è ancora per me”. Una sorta di percorso obbligato da una storia già scritta che deve poter essere invece riscritta per quei ragazzi che non sembrano avere altra via d’uscita. Tra le testimonianze raccolte dalla Trentini anche quelle di due degli assassini del giovanissimo Rosario Livatino, freddato mentre andava a lavoro il 21 settembre del 1990 e per cui è oggi in corso il processo di beatificazione. All’epoca 38enne, il “giudice ragazzino” privo di scorta perché non voleva mettere in pericolo la vita di padri di famiglia, rivive anche attraverso le voci di chi, per lui, non ebbe alcuna pietà. Accade con Domenico Pace e la lettera olografa scritta a Papa Francesco e consegnata ad Angela Trentini “per raccontare chi ero e chi penso di essere oggi”; anche anche con  Gaetano Puzzangaro, “a Musca”, esecutore materiale del brutale assassino che racconta le sue “sciagure scelte” affermando di avere “il dovere morale di espormi come esempio fallimentare per tutti quei giovani che pensano di trovare nella criminalità organizzata eroismo, successo, soldi facili, rispetto”.

Non un libro sull’indulgenza, ma sulla conoscenza degli uomini e dei fenomeni che li hanno resi “mostri” da prima pagina.  Parafrasando Primo Levi “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Ancora una volta un forte legame con la lettera dei Vescovi Siciliani del 9 maggio che ricorda, tra le altre, le parole di uno dei preti vittime della mafia Pino Puglisi. Fu lui, il 20 agosto del 1993, a rivolgersi proprio a chi lo minacciava: “parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscere i motivi che vi spingono ad ostacolare chi cerca di educare i vostri figli ai valori della cultura e la convivenza civile”. Voce cui si aggiunge, in occasione dell’incontro palermitano, quella del consigliere nazionale dell’Ucsi Salvatore Di Salvo: “vogliamo focalizzare l’attenzione sul dibattito riguardo pena e riconciliazione proprio partendo da questa terra martoriata dalla criminalità: la Sicilia”.

Le voci di cui parlava Pino Puglisi, ne “La Speranza Oltre le Sbarre”, parlano dunque per la prima volta e si confrontano con di chi porta dentro un dolore incancellabili, i partenti delle vittime. Si rompe così il silenzio di quei “vuoti a perdere – sottolinea Gronchicondannati a vivere lo stesso giorno all’infinito, ad abitare e a condividere una dimensione in cui drammi e miserie collettive, convivono con desideri e speranze individuali di riscatto”. Un riscatto che non è solo il loro, ma che “riguarda ognuno di noi”.

Il logo di UCSI

Il logo di UCSI

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L’Ucsi Sicilia Unione Cattolica Stampa Italiana apprese le gravi minacce, fatte da un gruppo malavitoso di Pachino al collega giornalista Paolo Borrometi, direttore del giornale online “La Spia” e collaboratore dell’Agenzia Agi, si associa al coro unanime della solidarietà umana e professionale.

Il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato, ha dichiarato: “I giornalisti cattolici di Sicilia sostengono e sono solidali con il collega Borrometi, inoltre esprimono un sentito ringraziamento alle forze di Polizia, che con la loro costante presenza sul territorio siciliano riescono a prevenire  e reprimere. Infine formulano un accorato appello alle istituzioni e ai cittadini, perché si operi insieme per un giornalismo libero, in uno Stato libero. Negli ultimi cinquant’anni i giornalisti  in Italia e in Sicilia in particolare, hanno pagato  un   conto salatissimo, che non siamo più disposti a pagare”.  La solidarietà a Paolo Borrometi è stata manifestata anche dai due consiglieri nazionali Ucsi Gaetano Rizzo e Salvatore Di Salvo, che è anche presidente della sezione Ucsi Siracusa.

 Messina, 10 aprile 2018

Il giornalista Paolo Borrometi

Il giornalista Paolo Borrometi

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PALERMO – “Siamo operai dell’informazione sociale, che provano a dare voce a chi non ha voce, e nello stesso tempo a costruire una rete di relazioni”. Lo hanno  detto Serena Termini, redattrice dell’agenzia nazionale “Redattore Sociale” e responsabile della redazione di Palermo e Gabriella Virgillito, direttore responsabile di TelestradaPress, il primo giornale siciliano in cui i redattori sono uomini e donne senza dimora di Catania e Palermo ai giornalisti che hanno partecipato al corso di formazione per giornalisti che si è tenuto, sabato 24 febbraio, nella sede dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia di Palermo.

Il seminario dal titolo”Giornali di Strada: Storia, identità, racconti e orizzonti futuri di queste straordinarie esperienze editoriali e sociali” è stato promosso dall’Ucsi Sicilia Unione Cattolica Stampa Italiana, con il patrocinio dell’Odg Sicilia e dal Cnog. Dopo i saluti iniziali il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato e il consigliere nazionale dell’Ucsi Salvatore Di Salvo,  hanno donato al vicepresidente dell’Ordine Salvatore Li Castri l’ultima copia della rivista trimestrale “Desk”, edita dall’Ucsi nazionale.

Il seminario, moderato dal giornalista Michelangelo Nasca, presidente sezione Ucsi di Palermo, ha affrontato i “Giornali di Strada”, realtà editoriali poco conosciute con gli interventi del direttore di TelestradaPress Gabriella Virgillito e della redattrice dell’agenzia di stampa Redattore Sociale Serena Termini e l’intervento di don Paolo Buttiglieri, giornalista e  Consulente Ecclesiastico Ucsi Sicilia,  che ha parlato del  linguaggio dei media in relazione alle fragilità: qual è e quale dovrebbe essere?”. Poi gli interventi del giornalista Salvatore Di Salvo, consigliere nazionale Ucsi e presidente provinciale di Siracusa e Domenico Interdonato, presidente Ucsi Sicilia. “TeleStradaPress” – ha detto Gabriella Virgillito – è una meravigliosa avventura e entrare in relazione con la persona rispettandone la dignità”.

A testimoniare il lavoro giornalistico di TelestradaPress è stato Vincenzo – una persona che ha vissuto per alcuni anni senza dimora, oggi componente la redazione di “TeleStradaPress” a Palermo – che ha testimoniato con semplicità l’attività partendo dall’esperienza personale.

“Sono soddisfatto – dichiara  Domenico Interdonato, presidente Ucsi Sicilia – per la riuscita di questo momento formativo che, come Unione Cattolica Stampa Italiana, ci stiamo impegnando a far conoscere in Sicilia”. “Il giornalismo di strada – sottolinea  Salvatore Di Salvo, consigliere nazionale Ucsi – è un’esperienza particolarmente bella e umanizzante, una modalità evangelica per entrare in relazione con gli ultimi”. Dopo Catania, Siracusa e Palermo, il  corso di formazione farà tappa  sabato 10 marzo 2018 a Messina, nel salone della Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini, sita accanto alla chiesa della Madonna di Pompei di Viale Regina Margherita, 25 (Salita Via Delle Mura).

FURGONE DI TELESTRADA   PRESS

FURGONE DI TELESTRADA PRESS

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

Telestrada Press

Telestrada Press

I relatori dell'incontro

I relatori dell’incontro, in primo piano Domenico Interdonato presidente UCSI Sicilia

Foto di Gruppo dei relatori

Foto di Gruppo dei relatori

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AGIRA (En) –  Sarà Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018,  ad ospitare la Festa regionale dei giornalisti il 26 gennaio 2018 in occasione delle ricorrenza  di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Lo ha deciso il consiglio regionale dell’Ucsi Sicilia, presieduto da Domenico Interdonato, al termine della riunione che si è svolta sabato 11 novembre, nella sala conferenze di Sicilia Outlet Village di contrada Mandre Bianche di Agira concessa dalla direttrice Anna Resina. Il consiglio regionale è stato aperto con la riflessione del Consulente ecclesiastico regionale don Paolo Buttiglieri, il quale ha sottolineato che “l’Ucsi è in cammino” e le direttive da percorrere sono un” maggiore dialogo e una più intensa comprensione”.
Il presidente Interdonato nel suo intervento iniziale si è soffermato sulla necessità di fare rete, spronando i dirigenti regionali all’utilizzazione dei social, strumento indispensabile per la comunicazione interna dell’Ucsi e di apertura verso l’esterno, con la condivisione delle news: “I Social sono degli strumenti efficaci, che completano la comunicazione tradizionale e noi li dobbiamo utilizzare con razionalità ed efficacia“.
Al consiglio regionale hanno partecipato il vice presidente Rossella Iannello, il segretario Laura Simoncini, i due consiglieri nazionali, Gaetano Rizzo e Salvatore Di Salvo (quest’ultimo anche nella qualità di presidente provinciale di Siracusa), il presidente della Sezione di Palermo Michelangelo Nasca e il presidente della sezione di Patti Domenico Pantaleo. Il consiglio ha anche approvato le direttive per il tesseramento per il 2018,  discusso sulle attività delle singole sezioni provinciali e gli appuntamenti dedicate alla formazione professionale.
La festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti si festeggia ogni anno il 24 gennaio. “Quest’anno per la prima volta la festa regionale di San Francesco di Sales si svolgerà a Palermo – afferma il presidente regionale Domenico Interdonato – dove lo scorso anno è stata ricostituita la sezione provinciale. Sarà una festa per tutti i giornalisti che rifletteranno sulla comunicazione come dialogo e comprensione reciproca“.
Un ringraziamento, infine,  alla direttrice Anna Resina di Sicilia Outlet Village per la pregiata ospitalità ricevuta, all’agenzia I Press,  ad Assia La Rosa e Valentina Cinnirella per l’accoglienza”. Subito dopo il consiglio regionale si è svolta l’assemblea annuale dell’Ucsi. L’assemblea al Sicilia Outelt Village si è conclusa con la preghiera del giornalista.
da sin. Buttiglieri,   Jannello, Interdonato e Simoncini

da sin. Buttiglieri, Jannello, Interdonato e Simoncini

Foto di gruppo   finale

Foto di gruppo finale

UCSI SICILIA Foto durante i   lavori

UCSI SICILIA Foto durante i lavori

Resina e   Interdonato

Anna Resina e Domenico Interdonato

 

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