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Il 22 Aprile si celebra in Sicilia il Capitolo Nazionale 2022 dei Templari dell’Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani

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TAORMINA (ME)- I Templari dell’Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani ritornano in Sicilia per celebrare il Capitolo Nazionale 2022 che si svolgerà dal 22 al 25 aprile . L’evento organizzato dal Gran Priorato Generale D’Italia e dal Priorato Magistrale delle Terre Sicule sarà caratterizzato dalla presenza dei Cavalieri dell’Ordine provenienti da tutta Italia che soggiorneranno a  Taormina, prestigiosa  capitale del turismo Siciliano. Il Programma del Capitolo è stato presentato dal Priore Cavaliere Gran Croce Nicola Scibilia che ha curato assieme ai suoi collaboratori le varie tappe dell’evento. Il primo appuntamento è previsto per venerdì 22 aprile con una visita al reparto di Cardiochirurgia Pediatrico dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina per donare un contributo del Gran Priorato Generale d’Italia.

Sabato 23 aprile l’evento si sposterà al Santuario di Santa Maria della Vena a Piedimonte Etneo (Ct) dove sarà celebrata la Santa Messa e la Cerimonia d’Investitura Templare dei Postulanti che l’hanno richiesta. Nello stesso giorno, in serata, si terrà la riunione dei membri della Giunta Esecutiva degli Enti appartenenti al Gran Priorato Generale d’Italia.

Domenica 24 aprile i cavalieri templari parteciperanno ad un tour che li porterà al Santuario della Madonna di Tindari per partecipare alla Santa Messa poi si sposteranno nel Comune di Roccavaldina dove saranno accolti nella sala del Consiglio Comunale, dal Sindaco Visalli Salvatore per firmare il trattato di mutuo riconoscimento tra il Comune di Roccavaldina e Gran Priorato Generale d’Italia OSMTH  Parigi. A seguire la visita alla “Farmacia Antica” e al castello Medievale.

Lunedì 25 aprile, prima della conclusione del Capitolo è previsto un altro tour in pullman a Piazza Armerina a “La Villa del Casale” e, di seguito,  al Museo Regionale di Aidone dove si trova la Venere di Morgantina. Per la celebrazione del Capitolo Nazionale in Sicilia così si è espresso il Priore Cav. Gr. Cr. Nicola Scibilia: “Siamo onorati di poter ospitare nella nostra Terra questo importante Capitolo. In particolare,  la visita al Santuario di Vena da parte dei Templari del Gran Priorato d’Italia sarà  l’occasione per svolgere una cerimonia di investitura di alcuni postulanti, a nuovi cavalieri. La cerimonia sarà caratterizzata da una atmosfera epica e suggestiva che di sicuro affascinerà i visitatori e i turisti presenti a Vena per assistere all’evento. Al loro arrivo i  cavalieri delle delegazioni  indosseranno i tradizionali mantelli con apposta la doppia croce rossa e le decorazioni dell’Ordine. Concludo ricordando il nostro motto: Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam“.

      Dott.   ROSARIO MESSINA

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

L'ingresso in chiesa del GC Nicola Scibilia

Il Priore Cav. Gr. Cr.  Nicola Scibilia

Cavalieri dell'Ordine

Cavalieri dell’Ordine

Il Priore Cav. Gr. Cr. Nicola Scibilia

Il Priore Cav. Gr. Cr. Nicola Scibilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VARIE  ATTIVITA’

Carissimi Confratelli e Consorelle, vi invio alcune foto delle manifestazioni che si sono svolte il 2 giugno a Roma. Durante la mattinata siamo stati nel cortile San Damasco del Vaticano per partecipare all’udienza con Papa Francesco. Vi invio le foto Del Nostro Gran Maestro Internazionale S. E. Gerard Willery mentre omaggia il Santo Padre con un quadro, con la presenza del Nostro Gran Priore Generale d’Italia S. E. CGC Vittorio Spaccapietra, il Cappellano Generale Internazionale Monsignor Gino di Ciocco e i Confratelli e le Consorelle di tutta Italia. Nel pomeriggio siamo stati nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, il Nostro Cappellano ha Celebrato la Santa Messa in una Cappella molto gradita al Santo Padre perché spesso egli si raccoglie lì in Preghiera. Ringrazio Tutti i Confratelli e le Consorelle del Priorato Magistrale delle Terrae Siculae che con la loro presenza hanno contribuito alla visibilità del Priorato. Vi informo che il prossimo evento del Nostro Glorioso Ordine è il Capitolo Internazionale dal 3 al 5 settembre 2021 che si svolgerà a Trani in Puglia speriamo di poter essere un buon numero come sempre. Un affettuoso abbraccio, il Priore Nicola Scibilia

Trittico

Il quadro consegnato al Papa

S.E. Gerard Willery con Papa Francesco

S.E. Gerard Willery con Papa Francesco

Nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore

Nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore

La foto di gruppo nella Basilica di Santa Maria Maggiore

La foto di gruppo nella Basilica di Santa Maria Maggiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione ufficiale della mostra relativa alla scultura del confr Sergio Rodella eseguita secondo gli studi sulla Sacra Sindone, in collaborazione con l’Univesita d Padova, alla Real Collegiata di San Isidro (già cattedrale di Madrid)

Templari

Templari

La scultura

La scultura

La scultura del Cristo

La scultura del Cristo

La scultura

La scultura. A destra Roberto Giacobbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle scorse settimane una troupe del programma Freedom  e il suo conduttore Roberto Giacobbo, hanno registrato, un bel servizio sugli studi sulla Sindone del Confratello Sergio Rodella. Con piacere Vi informo che la visione è programmata per la puntata che andrà in onda, lunedì 7 febbraio alle ore 21.15 circa,  canale Italia1. Un particolare ringraziamento al nostro Sergio e a coloro che hanno lavorato per il raggiungimento di questo straordinario traguardo. Un fraterno abbraccio. Vincenzo

La foto assieme a Giacobbo

La foto assieme a Giacobbo

Assieme a Giacobbo

Assieme a Giacobbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carissimi Confratelli e Consorelle del Priorato Magistrale delle Terrae Siculae, il 19 Marzo a Parigi si è svolta la Cerimonia di Commemorazione del Gran Maestro Jacques de Molay e la Cerimonia di Investitura, a rappresentare l’Italia oltre il Gran Priore Generale S. E. Vittorio Spaccapietra C. G. C., il Delegato Magistrale Internazionale S. E. Paolo Smagliato C. G. C. Il Priore del Priorato Magistrale delle Terrae Siculae C. G. C. Nicola Scibilia, il Cavaliere Valerio De Pretto della Commanderia Beato Rinaldo e naturalmente il  Nostro Cappellano Internazionale dell’Ordine Templare Monsignor Don Gino di Ciocco. Il Gran Maestro S. E. Gerard Willery ci ha riservato
un’ accoglienza cordiale e calorosa. Con la speranza di vederci al più presto in occasione del Capitolo Nazionale di Taormina, vi invio alcune foto della bellissima giornata. Un abbraccio, il Priore Nicola Scibilia

Il Priore Scibilia nella commemorazione svoltasi a Parigi

Il Priore Scibilia nella commemorazione svoltasi a Parigi

Un momento della Cerimonia a Parigi

Un momento della Cerimonia a Parigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I TEMPLARI del Gran Priorato d’Italia una storia che parte da lontano

La tradizione Templare è Cavalleresca e militare. L’Ordine dei Templari fu fondato nel 118 a Gerusalemme, all’epoca delle Crociate, da un gruppo di nove cavalieri francesi provenienti dalla Champagne e dalla Borgogna, guidati da Ugo di Payens, nobile francese originario di Pagani (Salerno), vassallo del Conte di Champagne. L’ordine monastico, di stretta osservanza cistercense (benedettina), univa ai tre voti di povertà, castità e obbedienza, anche il giuramento di impygnare la spada per difendere i pellegrini, i luoghi e le strade della Palestina dagli infedeli. Gli statuti severissimi furono compilati da S. Bernardo di Chiaravalle parente del Conte di Champagne, nel 1128, ratificati poi nel Sinodo di Troyers da Onorio II e nel 1139 Papa Innocente II ne confermò la regola, dove veniva spiegata la missione dell’ordine e concessa loro l’esenzione dal potere vescovile, dipendendo essi direttamente dal Papa. Fu proprio questa loro autonomia che diede l’avvio alla loro futura potenza economica.

A Gerusalemme ebbero l’appoggio di Re Baldovino II, che li alloggio in una parte della sua reggia, che era prossima al luogo dove un tempo sorgeva il tempio di Re Salomone. Quella parte si chiamava Templum Dimini; da qui deriva il nome di “Templari”, i custodi del Tempio di Gerusalemme.

Per tutto il periodo delle crociate (quasi 200 anni), i cavalieri furono presenti nei luoghi conquistati e si coprirono sempre di gloria in difesa dei pellegrini e negli attacchi contro i musulmani. Gradualmente aumentarono la loro potenza ed il loro prestigio, grazie anche ad altri privilegi di natura fiscale e beni di proprietà e lasciti vari che seppero ben amministrare. Man mano che i luoghi santi cadevano in mano agli infedeli, i cavalieri si ritiravano nelle fortezze, prima a S. Giovanni d’Acri, poi a Cipro, infine la maggior parte di loro ritornò in Europa disseminandosi nelle varie sedi dell’Ordine. La casa madre era il Tempio di Parigi.

Furono grandi maestri nel campo dell’architettura, della medicina, nell’attività bancaria, abili anche nell’amministrare il tesoro della monarchia francese. Tanta ricchezza provocò l’invidia dei potenti, specie del Re di Francia, Filippo il Bello, con la complicità passiva del Papa Clemente V, Bertrand de Ghot, già arcivescovo di Bordeaux (periodo della “cattività avignonese” dei Papi). Furono accusati di eresia e di immoralità, imprigionati e torturati atrocemente. Giudicati dal potere laico  e non religioso, il Papa soppresse l’ordine “per via amministrativa”, nel 1312 al Concilio di Vienne, “con amarezza  e senza prove” incalzato dal re e dopo che il vescovo Sens aveva fatto bruciare 54 templari.

L’ultimo Gran Maestro dell’ordine fu Jaques de Molay, arrestato nel 1307 con altri 139 cavalieri. Dopo un lungo processo ed una lunga prigionia, fu arso vivo il 18 marzo del 1314 sul sagrato di Notre Dame a Parigi con altri cavalieri. Al momento del martirio il Gran Maestro volle essere rivolto verso Notre Dame e grido: “L’ordine è puro e santo, le accuse assurde, le confessioni menzognere”.

Purtroppo, dopo la fine ufficiale dell”ordine, noi brancoliamo nel buio, nella leggenda. I cavalieri si dispersero, rientrarono tra i cistercensi in Spagna, negli ordini di Calatrava e Montesa e in Portogallo dove re Dinis creò il “Nuovo Ordine dei Cavalieri di Cristo”.

La tradizione vuole che Jaques de Molay prima di morire, affidasse le reliquie, una parte del tesoro e i segreti dell’ordine al nipote conte di Beauyeu che riunì le fila e fu eletto Gran Maestro. Il suo successore si sarebbe rifugiato in Scozia perpetuando il magistero dell’Ordine che sarebbe poi confluito nella massoneria di rito scozzese.

Un altra versione invece narra che J. De Molay nel 1313 avrebbe designato il proprio successore nella persona di Giovanni Marco Larmenius.

Jacques De Molay

Gli storici o meglio i cronisti di allora, troppo presi da grandi eventi dimenticarono le vicende Templari e, da quel momento in poi l’ordine sarebbe vissuto nascostamente fino alla fine del “600”, quando in Francia venne alla luce un movimento di ispirazione templare, secondo un documento, la cosiddetta “Charta  Larmenius”.

Nel 1705 Filippo D’Orleans, nipote di Luigi XIV, assunse il titolo di Maestro e, a tal proposito convocò un Capitolo generale dell’ordine. Seguirono varie vicende e scissioni ed altri Gran Maestri si avvicendarono tra questi ricordiamo: il principe Louis Auguste de Bourbon Duca de Mine (1724-1736), il Principe Louis Henry de Bourbon  (1737 – 1741), il Principe Louis Francois de Bourbon de Conty 1741-1776) e così via. Dopo anni di vicende varie caratterizzate da tutto il male ed il bene dlel’epoca ivi comprese varie dissidenze, la riunificazione dell’Ordine si ebbe attraverso i buoni uffici del luogotenente magistrale Jean-Marie Raoul, le cui proposte vennero accettate il 18 marzo 1841 e ratificate nell’assemblea generale del 21 maggio dello stesso anno. I seguaci dell’ordine continuavano ad appartenere alle discendenze della più antica aristocrazia di Francia e d’Europa. Nel 1848 la Francia era di nuovo in subbuglio e l’Assemblea Costituente con la legge del 28 luglio vietò l’attività di tutto gli Ordini e di ogni associazione prevedendo ammende e pene detentive. Cosicchè la Casa madre di Parigì cessò ogni attività il 4 febbraio del 1850. A  Jean-Marie Raoul subentrò con incarico di luogotenente magistrale Narcisse de Valleray che mantenne attivi alcuni balivati provinciali nonchè i contatti con le grandi precettorie d’Europa ed Americane. Dopo la rivoluzione e la proclamazione di Napoleone III ad Imperatore dei francesi, l’Ordine riprese la sua attività ed acquistò nuovo prestigio. Con un decreto del 13 giugno 1853 Napoleone III autorizzò tutti gli insigniti a portare in pubblico le decorazioni dell’Ordine. Nel 1857 il reggente Narcisse de Valleray ripristinò quale insegna ufficiale dell’Ordine l’antica croce patriarcale. Nello stesso anno venne eletto Gran Maestro Giorgio V re di Hannover. Seguirono altri reggenti.

Nel 1894 a seguito di un convegno a Bruxelles venne costituita una Segreteria internazionale dei templari (nel 1934 invece venne creato un Consiglio di Reggenti).

Facciamo un passo indietro nel 1873 quando la storia dell’Ordine dei Cavalieri Templari si separa dalla Francia, trasferendosi in altri Paesi. Nel 1873 infatti, la carica Magistrale fu affidata al principe Alberto Edoardo (futuro Re Edoardo VII) della dinastia Coburgo Hannover, figlio della regina Vittoria e del principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo (1873-1910). Rivestì il ruolo di Gran Maestro dal 1873 fino alla sua morte nel 1910 quale re d’Inghilterra e Imperatore delle Indie.

Il Supremo Consiglio dell’Ordine, riunitosi alla morte di Edoardo VII, re d’Inghilterra ed Imperatore delle Indie, e Gran Maestro dell’Ordine dal 1873, nominò quale suo successore, Guglielmo II imperatore di Germania che rimase in carica dal 1910 al 1915 in quanto l’inizio delle ostilità della Prima Guerra Mondiale consigliarono al Gran Maestro di rassegnare le sue dimissioni dall’Ordine.

  Nel 1920 venne eletto un “Consiglio di Reggenza” (1920-1935) con sede in Belgio il quale nel 1935 elevò alla carica di Reggente il Cavaliere di Gran Croce, Thèodoro Covias (1935- 1938, incaricato di intraprendere contatto con le varie Precettorie al fine di concordare unitariamente la candidatura di un nuovo Gran Maestro.

Nel 1938 a Theodoro Covias successe, nel Governo dell’Ordine il cavaliere Gustave Joseph Jonckbloedt de Juge, membro del “Consiglio di Reggenza del Belgio” (1938-1940).

 

Il Gran Priorato di Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale l’archivio fu portato in Portogallo al Gran Priore della Provincia Lusitana, don Antonio Campello Pinto de Susa Fontes. Nel 1942 egli fu nominato Reggente e Guardiano dell’Ordine che assunse il nome di “Sovrano Ordine Militare del Tempio di Gerusalemme”. Alla sua morte nel 1960 la  maestranza è stata assunta dal figlio don Ferdinando de Sousa Fontes, attuale Gran Maestro e Capo dell’Obbedienza, la più importante obbiedienza templare nel mondo, con adepti in tutta Europa, Canada, Stati Uniti e America del Sud.

Fu nel 1948 che Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes (1887-1960) designa a succedergli come Gran Maestro il figlio Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes, designazione contestata dai critici di quest’ultimo, che replica esibendo documenti registrati presso le autorità portoghesi. Alla morte di Antonio, il 15 febbraio 1960 a Porto, Fernando assume il titolo di “Principe Reggente”. Peraltro, diverse branche nazionali avevano un’esistenza autonoma, non avendo riconosciuto l’autorità di Antonio. Altre branche nazionali si separano in occasione della successione di Fernando, dichiarandosi indipendenti. Nel 1970, a Parigi, alcuni dei Gran Priorati che non accettano l’autorità di Antonio Sousa Fontes si riuniscono a Parigi e nominano Gran Maestro il maresciallo polacco Antoine Zdrojewski (1900-1989).

Da questo momento esistono tre principali filiazioni internazionali: una di obbedienza Sousa Fontes; una di obbedienza Zdrojewski; e una che riunisce coloro che non riconoscono Sousa Fontes ma diffidano di Zdrojewski e delle voci che lo collegano al sottobosco dei servizi segreti francesi. Rendendo il quadro estremamente complicato, tutte le filiazioni usano sia la sigla latina OSMTH (Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani) sia quella francese OSMTJ (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem). Nascono pure una dozzina di altre organizzazioni e numerosi priorati nazionali “indipendenti”. Più tardi si formano varie federazioni internazionali, alcune peraltro di esistenza effimera. Gli scismi sono stati complicati negli ultimi anni dal desiderio – e dalla necessità – per tutti i gruppi neo-templari di prendere le distanze da una scheggia impazzita del loro movimento, l’Ordine del Tempio Solare, protagonista dei suicidi-omicidi del 1994-1997.

I  Priorati d’Italia

Le vicende italiane risentono di quelle internazionali e non sono meno complesse. Il Gran Priorato italiano, come si è accennato, nel 1815 si dissocia da Fabré-Palaprat e dalle sue credenze “gioannite”. L’autonomia è ribadita al Capitolo tenuto a Venezia nel 1867, e “sia pure con non molti membri”  il Gran Priorato continua la sua esistenza fino al 1945, quando il suo ultimo Reggente, Alessandro Vettori di San Marco e Valdorica (1888-1945), in carica dal 1925 e di idee politiche fasciste, è ucciso dai partigiani a Bologna.   Negli anni a seguire vi è una proliferazione di ordini e priorati dai quali scaturisce una dialettica fra due polarità, una cattolica e una laico-massonica: fra chi sogna di ricostruire l’Ordine del Tempio nell’ambito della Chiesa cattolica e chi è di solito contemporaneamente neo-templare, martinista e massone regolare o “di frangia”.

Diverse organizzazioni di obbedienza Sousa Fontes si costituiscono negli anni 1980. In data 19 febbraio 2005 lo stesso Sousa Fontes, impegnato in un tentativo di riorganizzazione mondiale dell’Ordine e con apposito decreto, istituisce una Gran Precettoria della Lingua d’Italia con giurisdizione su tutto il territorio italiano, nominando Gran Priore d’Italia la professoressa Leda Paola Tonon di Padova, in passato responsabile di un OSMTH – Gran Priorato Lombardo Veneto. A partire da questa data quindi, in linea di principio i Priorati e le numerose precettorie italiane di obbedienza Sousa Fontes, sono tutte riunite in un unico Gran Priorato d’Italia.

                    Dott. ROSARIO  MESSINA

 

 

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