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Maria Russell alla ricerca delle proprie origini fa rivivere Rosa Balistreri con “Diu Mi Fici”

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1X NAVE GRECA con la statua della Nike - disegno di Rosa Florio a cura di ROSARIO MESSINA

E’ in Sicilia che si trova la chiave del tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambiezza delle tinte. L’unità armonica del cielo con il mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta li possiederà per tutta la vita“. Parole scritte nel suo libro di memorie dal poeta tedesco Wolfang Goethe, uno dei grandi viaggiatori del Grand Tour del periodo storico che va tra il 700 e l’800. Di quella Sicilia felix “chiave del tutto”  che in epoche remote richiamò i più grandi artisti dell’epoca oggi forse rimane ben poco. La Terra del Sole non ha perso i suoi colori, i suoi sapori, le sue testimonianze storiche e arcaiche ma  ha perso quello smalto di un tempo,  mortificata da quegli stereotipi con i quali spesso è identificata (mafia, malaffare, arretratezza culturale, sperperi, disoccupazione e ora anche terra di frontiera e di approdo di quei poveri disperati di quel catastrofico esodo del quale ci danno notizia le cronache quotidiane).

La Sicilia ha perso quella poesia di un tempo, eppure i suoi colori, le sue bellezze paesaggistiche, il Mongibello fucina di Marte, il mare azzurro che lambisce le sue coste come un grande abbraccio materno, le tue testimonianze storiche, artistiche, archeologiche e mitologiche che l’hanno resa famosa sono sempre sotto i nostri occhi. Una ricchezza così variegata che tutto il mondo ci invidia, paradossalmente offuscata dai suoi stessi figli che hanno perso l’orgoglio di un tempo trascinando lentamente l’Isola, mortificandone l’immagine, verso orizzonti non certo in sintonia con le belle tradizioni isolane.

La Sicilia ha bisogno di scrollarsi da dosso stereotipi e malaffari, perché è stata crocevia di culture, terra illustre e generosa. Occorre tornare ad amarla come merita perché è una gemma unica agli occhi del mondo. C’è bisogno di un recupero sociale, politico e soprattutto culturale per ridarle lo splendore di un tempo. La cultura, specie quella tramandata dalle tradizioni, ha un importanza rilevante perchè tiene viva l’anima nostre radici ed è un passaggio obbligato se si vuole riaffermare il prestigio di un tempo. Le tradizioni non riguardano solo il nostro passato ma servono a salvaguardare il tessuto connettivo di un popolo come quello siciliano chè è stato forgiato dalle più grandi civiltà passate europee e mediterranee. Una miscela di linguaggi, tradizioni, culture, esperienze artistiche, miti e tradizioni culinarie ereditate da mezzo mondo che fanno di questa terra un laboratorio culturale unico al mondo che deve essere conosciuto dalle nuove generazioni. Questo è il vero volto della Sicilia, terra felix posta al centro del Mediterraneo, che un tempo veniva attraversata in lungo e in largo da artisti, santi, poeti, condottieri, eserciti e conquistatori ognuno dei quali ha lasciato un segno tangibile.

Chi non conosce il proprio passato non ha futuro recita un famoso aforisma.  A tenere ancora alto il ricordo delle nostre tradizioni per fortuna oggi vi sono poeti, scrittori, artisti e cantastorie che, con tanto amore per le nostre tradizioni, continuano a cantare e raccontare i miti e le tradizioni culturali di un tempo. Impresa ardua questa se non altro perché i ritmi ed i tempi moderni hanno fatto perdere tante tradizioni. Artisti del calibro di Rosa Balestrieri, cantautrice di razza o, di cantastorie come Orazio Strano che nelle piazze di Sicilia cantava le gesta, le tradizioni e gli amori del popolo siculo hanno di fatto contribuito a tenere in vita il ricordo delle nostre tradizioni facendole conoscere alle future generazioni. Ancora oggi, per fortuna c’è ancora qualcuno che non ha smesso di amare questa terra ed ha raccolto il testimone di queste icone del passato, dedicando amore, voce e progettualità per tenere in vita la cultura popolare della terra del sole. Sono giovani artisti, cantastorie e cantanti folk che ripropongono miti della tradizione isolana, che scrivono nuove canzoni o recuperano e ripropongono nenie e canti del passato. Un drappello di generosi ed ingegnosi artisti che tengono viva l’anima del nostro passato esibendosi con concerti e recite nelle piazze e nelle scuole per la gioia di grandi e dei bambini. Artisti  che crescono di giorno in giorno con nomi e volti nuovi; una vera benedizione perché grazie al loro contributo si può sperare in un riscatto di questa terra.

Tra i tanti che conosciamo abbiamo scelto di raccontare la storia di uno di questi artisti emergenti, Maria Russell di Vercelli, la quale vanta origini siciliane poichè i propri genitori erano di Licata lo stesso paese dal quale proveniva Rosa Balistreri.  Storia esemplare quella della Russell poichè pur nascendo e vivendo in un’altra terra, il Piemonte, ad un certo punto della sua vita sentendo forte il richiamo delle sue origini  ha deciso di dare voce allopria terra cantando quel grande repertorio di canti che appartiene alla tradizione della musica folk siciliana.

Maria Russell

Maria Russell

Il viaggio nella Terra del mito di “Maria Russell”

Maria Russell cuore generoso e animo poeticamente sensibile, inizia il suo percorso artistico di all’età di 18 anni come speaker radiofonica. Successivamente dirige una sua emittente, “Radio Orizzonte”, nella città di Avigliana (TO). Negli anni ’80 inizia a studiare dizione fonetica, recitazione e canto. Parte in tournèe nel 1986 con un gruppo spalla dei Dik Dik. Sempre in quell’anno si esibisce nella città di Rieti con Dario Baldan Bembo. Maria sceglie poi di dedicarsi alla propria famiglia e rallenta la corsa verso la carriera artistica, pur non rinunciando ad alcune performance in occasione di feste o manifestazioni nei vari comuni del Piemonte. Il 21 Giugno del 2006 è una data importante poichè segna il suo debutto al Teatro Alfieri di Torino con il concerto “Le Canzoni più Belle del Mondo”, concerto di pianoforte e voce. Il 18 dicembre del 2006 sempre al Teatro Alfieri e a grande richiesta, si ripropone lo stesso concerto con un’affluenza di 1450 persone a Teatro.

Nel 2008 perfeziona la sua voce al Centro Jazz di Torino, ed inizia a studiare pianoforte con il Maestro Raf Cristiano. Dopo varie esperienze artistiche, Maria scopre per caso la canzone siciliana di cui si appassiona fino al punto di rimettersi artisticamente in discussione. Iniziano così le sue ricerche e scopre il suo vero mondo artistico. Le canzoni interpretate da Rosa Balistreri, le origini da cui provengono , i poeti conosciuti e sconosciuti che hanno scritto e cantato la Sicilia, fanno nascere in Maria il desiderio di far conoscere quel mondo che le ha rapito l’anima, il cuore e che le ha cambiato la voce.

Nel 2014 partecipa al premio Lunezia Sezione “Nuove Proposte – Musicare i Poeti” con il brano “La sera non è più la tua canzone” del poeta Mario Luzi, con la suggestiva composizione musicale di Gae Capitano. Il brano, a giudizio di Paolo Talanca, è stato ad un passo dalla vittoria.
A Natale 2014 esce il suo primo CD dedicato alla sua terra d’origine:Sicilia! Terra del Sole, Fuoco del Cuore,” inciso al Punto Rec di Torino, con il prezioso aiuto dell’amico Gae Capitano, in vendita anche sui Tunes.

Maria Russell ha intitolato uno dei suoi ultimi progetti “Mariù”, vezzeggiativo con la quale veniva chiamata dai suoi genitori quando era piccola.  Il progetto, dedicato all’amore universale, è stato messo in scena di recente al Teatro Fassino di Avigliana (To) con un cast d’eccezione.

Rosa Balistreri

Rosa Balistreri

 

Alla ricerca delle sue radici

L’amore per la Sicilia, continua ad essere al centro della sua poliedrica attività artistica. Ad un certo punto della sua vita Maria Russell ha deciso di intraprendere un “viaggio” nelle profondità delle memorie dei grandi artisti e poeti siciliani del passato e del presente per realizzare un progetto artistico dedicato alla sua terra d’origine della quale sente forte il richiamo. Inizia così a scrivere una serie di canzoni inedite proposte in spettacoli virtuosi e poetici che cominciano a tracciare un nuovo solco per un impegno artistico dedicato alla sua terra d’origine.  Questa nuova esperienza per la Russell è un punto d’arrivo ma anche di partenza nella continua ricerca della tradizione che numerose volte l’hanno vista protagonista dei grandi palcoscenici italiani – dal Memorial dedicato alla cantautrice Rosa Balistreri a Licata, al Premio Lunezia (Festival della Luna) di Carrara, fino allo spettacolo “EcoDeicanti”, inserito nel prestigioso programma del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, nel 2015.

“Eco dei Canti”

L'”Eco dei Canti” è un percorso emozionante con il quale la Russell propone  un filone musicale che va dai capolavori della musica d’autore italiana  alle canzoni di una Sicilia antica. E’ un concerto di canzoni e poesie della tradizione isolana: canti d’amore, di carcere, di ribellione e lavoro, dolci ninna nanna  e strepitose tarantelle che invitano alla danza e poesie di grandi poeti di ieri e di oggi. Tra i brani principali del repertorio ricordiamo: Mi vòtu e mi rivòtu, ‘A Curuna, Cù tì lù dìssi, Quàntu basilcò, Chì tèmpu fa àllu paìsi, ‘A siminzìna,’U cunigghiu, Piràti a Palèrmu, E vùi durmìti ancòra, A Sicìlia àvi un patrùni, Malaràzza.

Maria Russell

Maria Russell

 

Lo spettatore, coinvolto emotivamente in una magica e nostalgica atmosfera, intraprende un viaggio con la cantautrice nelle profondità della memoria dei grandi poeti siciliani che illuminano il passato e il presente. Poesie scritte in epoche lontane, tratte dalla raccolta del Favara, di Giuseppe Pitrè, di Lionardo Vigo e che per opera del popolo dal 1500 fino ai giorni nostri e grazie a Rosa Balistreri e altri grandi artisti, sono diventate delle opere d’arte recitate e cantate.  Eco dei Canti è uno spettacolo pregevole ed originale  ricco di musica, cultura, danza e poesia che si avvale del contributo artistico dei racconti di uno degli ultimi “cuntastorie” siciliani, Mel Vizzi che da tempo collabora con la Russell. A dare una marcia in più allo spettacolo, lo ricordiamo, sono le coreografie di Naomi Messina, un’orchestra di musicisti professionisti e gli arrangiamenti di Gae Capitano, unico autore italiano ad aver collaborato ad disco d’Oro e di Platino, finalista del premio Tenco “Il Padrone della Festa” di Nicolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazzè.

Altre tappe prestigiose:

 “Eco dei canti è solo una delle prime, importanti  tappe di questo “Grand Tour musicale” in terra di Sicilia  Altri eventi top hanno visto protagonista Maria Russell a cominciare da quello del  29 agosto 2015 dove ha partecipato come ospite alla XV edizione del Memorial di Rosa Balistreri al Teatro Re Grillo di Licata. Al termine dello spettacolo gli è stata consegnata una targa quale “grande interprete” del repertorio di Rosa Balistreri.

Il 30 agosto 2015 è ancora a Licata davanti alla “Putia”con la Compagnia del cuntastorie Mel Vizzi, protagonista ancora una volta di uno straordinario spettacolo in strada che ha visto la partecipazione commossa e attenta di centinaia di persone.

Il 25 ottobre 2015 si esibisce al Porto Turistico Marina di Cala del Sole Licata ( AG)

L’8 Marzo 2016 interviene all’Università degli studi di Torino (Dipartimento Lingue e letterature straniere e culture moderne del Dipartimento di V. Verdi 10) dove prende parte al Convegno di studi : “Uomini e donne di che genere“)

Il 20 e 21 Marzo 2016  canta al Teatro Re Grillo di Licata con la “Cumpagnia del Cuntastorie” di Mel Vizzi con lo spettacolo dal titolo : “ I Tri culonni da Sicilia”.

18 Agosto 2016 canta a Bisacquino (PA) in Piazza Triona in occsione della “Prima Rassegna Regionale della Canzone Siciliana d’autore“.

Maria Russell

Maria Russell

U Cuntastorie Mel Vizzi

U Cuntastorie Mel Vizzi

 

 

Maria Russell e Mel Vizzi

Maria Russell e Mel Vizzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’incontro con il cantautore di Giardini Naxos Rosario Todaro

Domenica 26 marzo al Teatro Re Grillo di Licata (Ag)  alle 18,30 Maria Russell sarà nuovamente in Sicilia, protagonista di un nuovo spettacolo  intitolato “Rosa, nuova Rosa di Primavera” concepito per celebrare i 90 anni della nascita di Rosa Balistreri. Ad animare lo spettacolo, un cast di comprovata bravura: Mel Vizzi il noto cantastorie che ha già collaborato con la Russell in vari spettacoli, il violinista Angelo Spadafora, Amedeo Maniglia (alle percussioni) e, il noto cantautore giardinese Rosario Todaro vincitore negli anni 80 del Festival della canzone siciliana con il brano “I Malavoglia“. Con Rosario Todaro la Russell ha iniziato un percorso artistico di collaborazione per la realizzazione di progettualità canore riguardanti il nostro repertorio tradizionale.

A raccontare come i due artisti si sono conosciuti è la stessa Russell la quale spiega:  Ho conosciuto  Rosario Todaro due anni fa al Teatro Re Grillo di Licata, come spesso capita, confrontandoci, ci siamo accorti di condividere la stessa passione per le canzoni popolari d’autore siciliane. Così abbiamo deciso di formare un duo artistico per proseguire insieme questo bellissimo viaggio. Abbiamo scelto di far conoscere al pubblico le nostre canzoni inedite che sono permeate dei colori e dei profumi della nostra bellissima Sicilia, frutto di anni di ricerca e passione per quelle melodie che solo la nostra terra possiede.  Inoltre le nostre voci insieme assumono un carattere davvero particolare di grande patos… Non mancheranno nel nostro repertorio i canti tradizionali, ovviamente arrangiati da Rosario e da me.  Il 26 marzo debutteremo insieme per la prima volta con il cuntastorie Mel Vizzi esattamente dove ci siamo conosciuti,  al Teatro Re Grillo di Licata con un progetto dedicato a Rosa Balistreri. Ovviamente quando si parla di Rosa non si può che farlo a testa bassa, con rispetto e senza presunzione. Proprio per questo la canteremo e la racconteremo con i versi di Mel vizzi, con rispetto, amore e semplicità…”

Queste le parole cariche di amore ed entusiasmo di Maria Russell per questa nuova progettualità che vede due figli di questa terra unire le proprie forze e la loro genialità per cantare e far conoscere quelle tradizioni che hanno reso quest’Isola un mito. Siamo certi che sarà uno spettacolo di successo che scriverà una pagina indelebile nella mente di chi assisterà allo spettacolo perchè questa terra tanto dissacrata non è quella degli stereotipi che tutti conosciamo ma la patria di Archimede, Pirandello, Giovanni Verga, Ignazio Buttitta, Falcone e Borsellino e di tanti altri geni, santi, condottieri, uomini di spettacolo  e studiosi illustri protagonisti eccellenti della nostra storia umana.

 

Maria Russell si racconta:

 

“Cinque anni fa quando decisi di cantare le canzoni della mia terra d’origine, ho intrapreso un cammino che mi ha portata a conoscere un’artista che  non conoscevo, Rosa Balistreri.

Il mio mondo artistico era quello della canzone d’autore , ben lontana dalla canzone popolare.

Quando sentii la voce di Rosa, il brano che ascoltai per la prima volta era “Pirati a Palermu”, testo del grande Ignazio Buttitta…quella voce, mi trapassò il cuore. Il giorno dopo andai dal mio pianista e gli dissi testualmente:

d’ora in avanti canterò solo in siciliano le canzoni della mia terra”.

Chiaro lo stupore dei miei musicisti di allora ma la mia determinazione era tale che non ammetteva nessun commento!

Mi misi così a cercare altre canzoni, e scoprii un modo sconosciuto e conosciuto allo stesso tempo. Alcune erano le canzoni che sentivo cantare da mio padre.

Un dèja vu incredibile

Mi misi a cercare testi, poesie, poeti, scrittori, tutto ciò che poteva servirmi al fine di capire in che direzione andare. Cercai persone che potessero consigliarmi, conobbi poeti amici di Rosa e compositori.

Maria Russell

Maria Russell

 

 

Così presi un volo per Palermo e conobbi prima di tutti Francesco Giunta (cantautore palermitano negli anni settanta, oggi produttore delle edizioni musicali Teatro del Sole) che mi accolse a casa sua e mi aprì una porta di cultura , tradizione e innovazione della musica siciliana d’autore.

Seguendo i suoi preziosi consigli ho continuato le mie ricerche. Successivamente conobbi Nicolò La Perna autore del libro “Rusidda”… a licatisi”, gli scrissi e lui mi mandò il suo libro  che narra di  Rosa, una donna troppo avanti per quei tempi incompresa e maltrattata, la sua vita difficile.

Lessi quel libro soffermandomi spesso su alcuni momenti che descrivevano la vita di Rosa. Mi commuovevo fino alle lacrime.

La cosa davvero incredibile è che io sono di origine licatese, mia madre abitava in V. Martinez come la stessa Rosa; le immaginavo giocare insieme da piccole in quella piccola  vanèdda.

Mio padre era di Borgo San Paolo, stesso anno di nascita 1927 e anche lui povero come Rosa. Li immaginavo mentre raccoglievano le spighe rimaste dopo la raccolta del grano in mezzo ai campi, a raccogliere verdure, lumache.  Mio padre mi raccontava di tutto questo quando ero piccola ma davvero non potevo immaginare che leggendo la vita di Rosa ci fossero così tante coincidenze.

 

 

Leggendo il libro di Rusidda mi colpì  una poesia, a pag. 336. Ecco le parole:

DIU MI FICI I PEDI PI’ CAMINARI                                                    

QUANNU IDDU FICI L’OMI                                                              

SUPRA NA TERRA CHINA DI PETRI                                                   

LI SCARPI SPIRTUSATI E RUTTI                                                          

E ANCORA CAMINU                                                                    

DIU  MI FICI LI MANU                                                                                                                               

PI’ DARI NA CARIZZA A DIU                                                                

O A UN PICCIRIDDU SENZA PATRI                                                    

PIRCHI’ LI MANU MI SERVUNU                                                      

P’AMMAZZALLU  E ARRUBBARCI LU PANi

DIU MI DESI LA VUCI / E LA PAROLA

PI’ PRIDIACRI LI CUMANNAMENTI

E PI’ CUNTARI I CUNTI

A UN VICCHIAREDDU                                                                           

O PI’ VASSALLU  / O PI’ VASALLU  COMU GIUDA

DIU MI FICI L’OCCHI  / LUCENTI E NIURI

FORTI ESCURI  / DUCI E AMARI

MILL’ANNI  /  LI TEGNU / CHIUSI

P’UN VIDIRI / L’OMU… MENTRI  /  MORI….

DIU… /   MORI … / DIU

La cantautrice al termine di un concerto

La cantautrice al termine di un concerto

 

Sembrava tutto un sogno che credevo finisse appena sveglia. Invece agli inizi di quest’anno arriva una telefonata dalla Sicilia: il 26 marzo a Teatro Re Grillo di Licata in occasione del 90° compleanno di Rosa vogliono ricordare l’evento con  uno spettacolo musicale. Mi invitano a realizzare  un concerto dedicato a lei. Non credo a quanto stava accadendo. Mi metto subito a lavoro e scrivo “Rosa nuova Rosa di Primavera”… con l’aiuto di Mel Vizzi e di Rosario Todaro.

Nel mese di febbraio, un sabato pomeriggio, mi sedetti davanti al piano e cominciai a suonare una melodia: “ Diu mi fici”.  Dalle tre del pomeriggio finii di comporre alle 22 circa.  Non mi accorsi di quante ore fossero passate. Registrai tutto con il telefono e mandai a Gae Capitano il pezzo appena composto.

Gae mi scrisse quella stessa sera : -“Il pezzo è bello, ha un’anima cantautorale e una tensione che ricordano Mia Martini-

 

A quel punto era tutto chiaro, il mio percorso artistico è servito a far nascere un brano  dall’anima cantautorale con le parole in siciliano scritte dalla grande  Rosa Balistreri… e la musica scritta da me… questo è un regalo che mi ha dato la vita e di cui oggi vado fiera…

Il 26 marzo a Teatro Re Grillo canto “Diu mi fici”, accompagnata da Rosario Todaro, Angelo Spadafora, Amedo Maniglia, Giovanni Todaro e Mel Vizzi che anticipa la canzone con un cunto strepitoso.

Torno a casa e grazie a Francesco Giunta mi metto in contatto con Angela Torregrossa, la figlia di Rosa Balistreri… e qui si compie la magia..Angela mi da l’autorizzazione di depositare in Siae il brano:parole di  Rosa Balistreri, musica di Maria Russell”.

Gli arrangiamenti di Gae Capitano hanno impreziosito la canzone come delle gemme di diamante… che hanno reso la canzone così bella da sembrare una colonna sonora di un film…

Quest’ estate gireremo a Licata il video della canzone “ Diu mi fici”e non riveliamo altro… lavori in corso…Al momento si potrà ascoltare solo durante i miei concerti…

 

Il nuovo progetto di Maria Russell e il Tour siciliano estate del 2017

Quello appena descritto è il nuovo progetto di Maria Russell che, da una poesia di Rosa Balistreri trovata sul libro di Nicolò La Perna Rusidda a licatisi”, ha scritto la musica affidando gli arrangiamenti al suo amico Gae Capitano, da cui è nato un brano di straordinaria bellezza dal titolo, “Diu mi fici”.

In accordo con la figlia di Rosa Balistreri Il brano è già stato depositato in Siae:  “Parole di Rosa Balistreri, Musica di Maria Russell“.

Rosario Sciangola , noto scrittore ha recensito il brano nel seguente modo:

Con enfasi sentita e ispirata Maria Russell ha tirato fuori l’ultimo alito, tormentato e silente, di Rosa Balistreri, quello che l’anima emette prima di ricongiungersi a Dio.

 

                        ROSARIO   MESSINA

 

Maria Russell

Maria Russell

La cantante

La cantante

Il cantautore Rosario Todaro in una foto di qualche anno fà

Il cantautore Rosario Todaro in una foto di qualche anno fà

Rosario Todaro

Rosario Todaro

Uno spettacolo di Maria Russell

Uno spettacolo di Maria Russell

Uno spettacolo

Uno spettacolo

Uno spettacolo di Maria Russell

Uno spettacolo di Maria Russell

Concerto di Maria Russell

Concerto di Maria Russell

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