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L’ex Sindaco di Calatabiano, Ragonese, propone la sua formula tecnica per arginare l’evasione fiscale e risanare il debito pubblico

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Il dott. Gianfranco Ragonese

Gianfranco Ragonese

Mai come ora la pesante crisi economica dovuta all’emergenza coronavirus impone una riflessione su come risanare i conti pubblici e risollevare l’economia. Da anni l’Italia è sofferente per gravi difficoltà economiche a causa di un debito pubblico sempre crescente aggravato oggi dalla recente pandemia. In questo momento di grave crisi ed emergenza economica, ha voluto dire la sua Gianfranco Ragonese già Sindaco del Comune di Calatabiano (Ct) il quale ritiene che, per dare una boccata di ossigeno al debito pubblico occorre una soluzione tecnica che punta su nuove strategie per arginare l’evasione fiscale. Ragonese, classe 1946, oltre che primo cittadino, è stato il fondatore e primo presidente della Banca S. Marco di Calatabiano, già vice presidente della Confcommercio della provincia di Catania e vice presidente dell’INPS di Catania. L’esperienza accumulata in questi anni in ambito lavorativo lo ha spinto a formulare una sua personale teoria che illustriamo di seguito.

Ragonese ritiene che, malgrado la crisi economica sia galoppante, non s’intravvedono seri e fattivi provvedimenti per una sua vera risoluzione.

Esiste invece una soluzione choc economicaspiega Ragonesedella crisi senza elemosina aiuti all’Europa senza indebitarsi ancora  sul piano internazionale che ci costerebbe ancora di più, molto di più. Si tratta di una soluzione tecnica   fattibile che il popolo non pagherà con lacrime e sangue.E’ sufficiente riflettere in merito. Ogni utente per ogni cessione di beni o di servizi unitamente al suo corrispettivo incamera l’IVA relativa e con una periodicità da uno a tre mesi versa all’erario la differenza tra quanto incassato meno quanto ha già pagato.Questo modus operandi manipolato dall’utente produce una evasione da 100 a 300 miliardi per anno per egoismo, furbizia o difficoltà economica degli evasori. Lo stato non ha nessuno che lo difenda efficacemente al contrario gli evasori possono disporre sempre di bravi commercialisti, di avvocati che sanno districarsi tra le pieghe opache delle leggi e qualche volta s’intromette anche la corruzione o la prescrizione.

Può essere possibile un rimedio efficace e indolore senza modificare l’essenza della legge corrente. Ecco la proposta: con l’avvento della fatturazione fiscale e dei registratori di cassa collegati con l’ufficio delle entrate nell’istante di ogni transazione commerciale ogni utente incasserà solamente il suo corrispettivo mentre lo stato incamererà sull’istante la parte dell’IVA predisponendo all’uopo un accorgimento tecnico. Allor quando l’utente ha pagato di più può richiedere il rimborso della differenza a suo favore in tempi convenuti che possono essere anche brevi. Gli utenti sono parecchi milioni e detengono nell’arco da uno a tre mesi un grande tesoro in quanto frantumato e pertanto inerte. Messo insieme in mano allo stato questo predetto capitale che verosimilmente può oscillare da 500 a 1000 miliardi di Euro si potrebbe intervenire autonomamente su tutto ciò che necessita. Da questa realistica e possente disponibilità potrebbe rinascere un’Italia dai rinnovati storici fasti. Tutto questo espresso è solo una sintesi, una base di partenza il progetto si estende ben oltre; sviluppo della prima industria quale appunto l’edilizia correzioni  sull’I.N.P.S. e  sull’IRPEF deterrenza alla corruzione (ipotesi non carceraria) e anche sulla comunicazione e altro.”

Iva

Chi ha interesse può farne richiesta formale e gli sarà inoltrato per email.

Ragonese Gianfranco 3478162862

 

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