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Il 28 agosto a Giardini Naxos la mostra sulla vita e le opere del poeta irlandese William Yeats premio Nobel

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Giardini Naxos (Me) – Il 28 agosto 2016 in occasione del centenario della Rivoluzione irlandese contro la Gran Bretagna, l’associazione scientifico culturale Mea Lux presieduta da Angela Lombardo e l’associazione culturale Mediterraneo presieduta da Giovanni Saglimbeni, organizzano con il patrocinio del Comune di Giardini Naxos, la mostra itinerante dedicata alla vita e le opere dello scrittore irlandese premio nobel (nel 1923) per la letteratura William B. Yeats. Per l’occasione saranno esposti 13 pannelli sulla sua vita e le sue opere. La manifestazione di apertura si svolgerà domenica 28 agosto all‘Hotel Hilton di Giardini Naxos alle ore 19,00. Interverrà per l’occasione il giornalista prof. Enzo Farinella direttore di Casa Italia Cultural Centr di Dublino.

La locandina

La locandina

LA RIVOLUZIONE IRLANDESE

Cento anni  fa’ (1916-2016) un pugno di irlandesi iniziarono la rivoluzione contro l’Impero Britannico. La visione dell’Irlanda post-rivoluzione di Yeats fu mitica, romantica, veramente eroica e bella, disse Bob Geldof, il leader dei Boomtown Rats e del Band Aid del 1986.

L’Irlanda celebra quest’anno i suoi 100 dalla Rivoluzione, quando e’ iniziato il suo lungo cammino verso il Libero Stato Irlandese, coronato con la proclamazione della Repubblica d’Irlanda nel 1936.     “A terrible beauty was born” – “una terrificante/selvaggia bellezza e’ nata” – ha scritto in tale occasione William B. Yeats dall’Inghilterra, dove si trovava in quel periodo, da assertore e pomotore dell’indipendenza della sua patria. La rivoluzione e’durata solo sei giorni, ma quella settimana di Pasqua “ha cambiato tutto e una straordinaria bellezza ne e’ nata”. La bellezza di immaginare e la liberta’ di andare dove l’immaginazione porta.

Il 1916, eroico in se stesso, anche se destinato a fallire, ci ha permesso di sognare di nuovo e di immaginare, nelle parole di George Bernard Shaw – un altro irlandese, insignito del Premio Nobel per la Letteratura -, “cose mai esistite e chiederci perche’ no?” Voi vedete cose e dite ‘Perche?’ Ma io sogno cose mai esistite e dico “Perche’ no?” George Bernard ShawBack to Methuselah, atto I, Selected Plays with Prefaces, vol. 2, p. 7 (1949), dove il serpente dice queste parole a Eva.

Il Presidente John F. Kennedy ha citato queste stesse parole quando ha parlato al Parlamento irlandese a Dublino, il 28 giugno 1963, pochi mesi prima della sua tragica scomparsa. Suo fratello Robert uso’ una simile espressione come tema della campagna elettorale del 1968 per la sua nomina presidenziale: “alcuni vedono cose come sono e si chiedono ‘perche’; Io sogno cose mai viste e dico, perche’ no”?

Quel Lunedi’ di Pasqua del 1916 e’ stato il primo tentativo concredo verso l’indipendenza dell’Irlanda, pur se soffocato in una scia di sangue, con 17 dei suoi leaders, giustiziati sommariamente.

Secondo Bob Geldof, Yeats merita un posto nella storia prima dei martiri del 1916, perche’ piuttosto di sacrificare la sua vita per l’Irlanda, egli e’ rimasto vivo per battersi per un’Irlanda secolare, giusta e pluralistica. Lo ha dichiarato il cantante irlandese in un programma “Un cuore fanatico o vanesio” trasmesso dalla radio televisione irlandese e inglese.

Comunque il 1916 fu un “rendevous con il destino”. Gia nei moti rivoluzionari irlandesi del 1798, anch’essi andati in fallimento, si vide un nuovo modo di essere della societa’, un modo che promise un maggiore rispetto e una piu’ giusta considerazione per la dignita’ e la liberta’ della persona umana.

Dai due fallimenti militari, 1978 e 1916, l’Irlanda ha ricevuto un nuovo impeto. L’ex Primo Ministro irlandese, Garrett Fitzgerald, riflettendo sul cinquantenario della Rivolta 1916 scrisse che “e’ stata pianificata da uomini i quali temevano che senza un drammatico gesto di tale natura il senso dell’identita’ nazionale che era sopravvisuto alle vicissitudini di secoli – 800 per l’esatezza – sarebbe scomparso ignominiosamente durante la loro generazione, abbandonando l’Irlanda psicologicamente e legalmente come parte integrante del Regno Unito”.

I sei giorni del 1916 invece hanno “cambiato tutto e ua nuova bellezza ne e’ nata”, per dirla con le parole di Yeats, producendo un fenomeno di enorme potenza emotiva.

I rivoluzionari del 1916 sognarono un nuovo ordine sociale, posto sotto la protezione di “Dio Onnipotente”, come essi proclamarono. Loro sono stati immolati, ma la loro memoria, il loro amore per la patria, la liberta’ e la loro fede nell’ideale di una nuova Irlanda sono vivi ancora oggi.

Il 1916 si e’ rivelato un anno di trasformazione e ispirzione: ha cambiato la patria, ha cambiato gli irlandesi.

La Settimana di Pasqua del 1916 ha immesso il popolo irlandese su un nuovo cammino, su un rendezvous con il destino, da uomini liberi, dopo circa 800 anni di dominazione e oppressione da parte dei loro vicini, che, crudelta’ della storia, secoli prima, avevano ricevuto cultura e valori dagli stessi irlandesi.

100 anni dopo la Rivoluzione, il popolo irlandese scrive ancora la propria storia e cerca di conquistare le promesse e il sogno del 1916, battendosi per il benessere e prosperita’ di tutta la nazione.

William Butler Yeats, Premio Nobel per la Letteratura nel 1923, – “per la sua poesia sempre ispirata, che in una forma altamente artistica da’ espressione all’intera nazione irlandese” – esploro’ il mondo dell’era d’oro dell’Irlanda, mondo esaminato e descritto anche dal siciliano, Enzo Farinella, nei suoi libri: Sulle Strade del MondoMonaci irlandesi in Europa e in Italia e Dall’Atlantico al MediterraneoSanti e Studiosi irlandesi alle Origini della Storia Europea, 2015, presentati a Roccalumera, all’Hotel Baia Taormina e a Giardini Naxos,  in occasione della mostra sul Poeta e Premio Nobel irlandese.

Enzo.farinella@gmail.com

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