SETTEMBRE 2019
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Catania

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Sabato 13 Giugno ore 18:00

AMORE E FOLLIA
DI ORLANDO
Copione elaborato da Alessandro e Fiorenzo Napoli
sulla base dell’Orlando Furioso e dei canovacci di tradizione

nell’ambito della Rassegna di Opera dei Pupi di scuola catanese 2015

presso

TEATRO MUSEO MARIONETTISTICA F.LLI NAPOLI
Centro Commerciale PORTE DI CATANIA
Stradale Gelso Bianco (CT)

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Info: 347/0954526; 347/3034600; 095/7513076

SINOSSI
Ben note sono le vicende di Orlando che diventa pazzo e furioso per amore di Angelica e del coraggiosissimo Astolfo che a cavallo dell’Ippogrifo si reca sulla luna per recuperare il senno perduto dal cugino. Nella tradizione catanese dell’Opera dei Pupi, il legame che univa strettamente le sorti dei due cugini veniva fatto risalire indietro ad un’avventura che essi avevano vissuto da giovinetti. Astolfo era stato rapito nell’incanto della voluttuosa maga Voltiera. Orlando riusciva a liberare il cugino dall’incanto, rimproverandolo di aver trascurato per amore i suoi doveri di cavaliere. Alla maga Voltiera, che si vedeva privata del suo bell’Astolfo, non restava che proferire una terribile profezia e operare un incantesimo: “Orlando, tu che tanto disprezzi l’amore di donna, un giorno t’innamorerai, andrai ramingo per il mondo e pazzo sarai per una donna saracena! A te, o Astolfo, tolgo la forza e ti resta il coraggio!”. La vicenda ariostesca di Orlando ed Astolfo diventava all’Opra catanese lo sviluppo di quell’episodio della loro giovinezza. Nel copione che abbiamo elaborato con Fiorenzo Napoli, intendiamo recuperare questo gioco di corrispondenze incrociate. Rispetto all’originale trama ariostesca, l’altra grande differenza che l’Opera dei Pupi catanese proponeva era la seguente: Orlando non impazziva all’improvviso quando vedeva incisi sui tronchi degli alberi i segni palesi dell’amore di Angelica e Medoro, ma già da prima dava intermittenti segni di squilibrio, scambiando l’identità di cose e persone e immaginando ancora vivi e presenti cavalieri da lui precedentemente uccisi. Accompagnava il paladino il famiglio Peppininu, la maschera tradizionale dell’Opra catanese, che come Sancio Panza con Don Chisciotte cercava di far ragionare Orlando o ne mitigava i pericolosi furori. Proprio nel contrappunto di un Orlando sublimemente folle per amore e di un Peppininu umanissimo affezionato al suo “principale” consiste la poesia della rappresentazione della pazzia di Orlando all’Opra catanese, che tutta intera vogliamo riproporre al pubblico di oggi. Dopo che Astolfo recupera sulla luna il senno di Orlando, solo grazie a Peppininu i paladini trovano il modo di far annusare l’ampolla al furiosissimo conte. Peppininu escogita la giusta maniera di immobilizzare Orlando e si mette d’accordo con Rinaldo, che i pupari catanesi, a differenza del poema ariostesco, vollero presente al momento del rinsavimento. Lo spettacolo recupera gli spunti di riflessione e le complessità scenotecniche della messinscena tradizionale, suggerendo per bocca di Peppininu il dubbio che trapela dalle ottave di Ariosto: ma la furia guerriera di Orlando non è forse una follia più pericolosa di quella d’amore? (Alessandro Napoli)

2  OrlandoX   1 Orlando dei F.lli NapoliX

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       Catania.Sapienza e conoscenza tra Oriente ed Occidente” è il titolo dell’incontro culturale svoltosi presso il Centro “Herbolarium Museum” di Catania. L’incontro è stato condotto dialetticamente dai due relatori, la prof.ssa Pia Vacante e Leandro Gullino, ed è stato arricchito dalle immagini artistiche curate da Vincenzo Bonaccorso e dalla musica di Marco Scandurra, musicista dell’orchestra giovanile nazionale. Nel corso della serata è stata analizzata la visione filosofica arcaica in Oriente ed in Occidente allo scopo di evidenziarne i punti di contatto.
Secondo un certo filone di studi, la matrice linguistica e culturale indoeuropea si diversificò in base ai diversi stanziamenti territoriali delle popolazioni ariane, fondendosi appunto con le lingue e le tradizioni locali.
Soffermiamoci su India e Grecia.
       Nel 2200 a. C. circa, gli indoeuropei penetrarono nell’India del nord dando origine ad una produzione filosofico – mistica che trovò espressione nei Veda, summa del pensiero induista arcaico e nel Vedanta (ultima parte dei Veda), le cosiddette Upanishad, che fiorirono tra il 700 e il 300 a. C. Nel 2000 a.C. circa cominciò la migrazione anche nella penisola balcanica, dove di lì a poco ebbe inizio la cosiddetta età del mito. Nel 600 a.C. in Grecia nasceva la Filosofia con i Presocratici, il cui Pensiero verrà poi sistematizzato ed amplificato da Platone, massimo interprete e sintetizzatore dell’antica cultura indoeuropea. Entrambe le realtà culturali, la greca e l’induista, pur nell’apparente diversità, conservano una medesima visione della realtà: la struttura cosmogonica, il problema dell’Uno e del Molteplice, il tema della Conoscenza, il mito della Biga Alata, che viene formulato da Platone ma si ritrova identico nella Katha Upanishad, la Reincarnazione, la simbologia del Cuore e del Sole. L’argomento trattato, ha sicuramente ampliato le conoscenze “comuni”, infatti difficilmente viene sottolineata questa interdipendenza culturale nello studio della filosofia antica effettuato nei licei. La particolare conoscenza della prof. ssa Vacante è dovuta anche dal fatto che, da parecchi anni, si dedica alla traduzione di testi antichi scritti in sanscrito, l’antica lingua degli indoariani, può così comparare gli scritti dei filosofi greci e quelli filosofici (upanishad) delle tradizioni indiane dal punto di vista filologico e simbolico. Al confronto dialettico tra i due relatori è seguito un intenso dibattito col pubblico presente in sala.

                 Liliana Cosentino

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La Base Aerea ospita alcuni assetti stranieri per le attività di Triton legate ai flussi migratori

        Base Aerea di Sigonella (Ct).   Mercoledì 27 maggio 2015, il Direttore della Commissione Europea per la Migrazione e la Protezione, Mr. Laurent Muschel, è stato in visita all’Aeroporto e al 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare di Sigonella, nell’ambito della propria visita istituzionale in Italia per conoscere da vicino tutte quelle attività dell’Agenzia dell’Unione Europea “Frontex” e “Triton” legate alle operazioni di pattugliamento e alla gestione dei flussi migratori verso l’Europa.
“Frontex”, operativa dal 03/10/2005, ha lo scopo di coordinare il pattugliamento delle frontiere degli Stati membri e di favorire gli accordi per rimpatriare i migranti respinti. Le proprie operazioni attive nel Mediterraneo sono “Hermes” e “Aeneas” alle quali si sono aggiunte, dal 02/12/2013, “Eurosur” e, dal 01/11/2014, “Frontex Plus” o “Triton”. Quest’ultima, potendo contare su maggiori risorse tecniche ed umane oltre a un più elevato numero di Stati partecipanti, di fatto ha rimpiazzato e potenziato “Hermes” e Aeneas” a seguito della richiesta da parte dell’Italia perché l’Unione Europea si mobilitasse in suo aiuto per contenere lo straordinario flusso migratorio e – nel frattempo – il budget mensile impiegato nell’operazione “Mare Nostrum”.
Mr. Muschel, con il proprio seguito, all’arrivo è stato ricevuto dal Comandante della Base Aerea Siciliana, Colonnello Pilota Vincenzo Sicuso, che ha illustrato agli ospiti il ruolo e le attività del 41° Stormo. Nel corso della visita, sono state affrontate ed approfondite le questioni connesse con la presenza di assetti stranieri sull’Aeroporto ed impiegati nelle operazioni congiunte di pattugliamento marittimo sotto l’egidia Frontex. A seguire, sono state visitate alcune infrastrutture della Base compreso l’assetto Islandese rischierato a Sigonella per le operazioni Triton e sul quale relativo velivolo Mr. Muschel si è imbarcato per una dimostrazione pratica dell’attività svolta nel Mediterraneo.
Prima di lasciare Sigonella, il Mr. Muschel ha firmato l’albo d’onore del 41° Stormo dove – a futura memoria – ha lasciato note di apprezzamento e ringraziamento per le attività di concorso e supporto fornite da tutta l’Aeronautica Militare nell’ambito dei flussi migratori.
Dal mese di settembre 2013 in modo continuativo e prima ancora in modo saltuario, la Base Aerea di Sigonella ha fornito e continua a fornire il proprio supporto ai diversi assetti stranieri che si sono avvicendati nell’ambito delle attività Frontex. Dopo il supporto e l’ospitalità forniti, generalmente con cadenza mensile, ad assetti provenienti tra gli altri da Grecia, Portogallo, Islanda, Spagna, Svezia e Olanda, attualmente a Sigonella – oltre al rischieramento Islandese – è dislocato quello composto da personale e da tre elicotteri della Royal Navy Britannica che integrano l’unità navale inglese dislocata nel mediterraneo nelle operazioni Triton.
Il 41° Stormo Antisom di Sigonella è dotato di velivoli “Breguet 1150 Atlantic” con i quali garantisce la propria missione primaria consistente nel contrastare la minaccia subacquea e navale e nel fornire il servizio di ricerca e soccorso in mare a lungo raggio mantenendo sotto controllo, a protezione delle principali vie marittime, le unità navali subacquee e di superficie potenzialmente ostili. Inoltre, assicura il controllo del traffico mercantile, nell’ambito delle operazioni contro il terrorismo internazionale, ed il supporto alle attività volte al controllo dei flussi d’immigrazione clandestina dai quadranti meridionali del mediterraneo, garantendo giornalmente – a mezzo del “Atlantic” che è in grado di condurre autonomamente ricerche sistematiche su tutto il Mediterraneo – la copertura delle ampie zone di mare d’interesse, consentendo la tempestiva localizzazione dei profughi in mare e l’allertamento degli organi preposti e garantendo al contempo un costante e pronto intervento SAR (search and rescue: ricerca e soccorso) in caso di sinistro marittimo e naufragio degli stessi.

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                E’ tornata ad essere fruibile un area del centro storico di Catania scenario di un antica leggenda catanese che ha come protagonista Gammazita, una fanciulla vissuta nel periodo della dominazione angioina che sacrificò la propria vita gettandosi dentro un pozzo, che da allora prese il suo nome, piuttosto che cedere alle voglie di un soldato francese. Questo racconto che non è mai stato storicamente provato, rappresenta il dramma delle donne predate da un invasore, dal ratto delle Sabine operato dagli uomini della Roma nascente, al grido di “mamma! Li Turchi!” delle invasioni arabe che lasciano nella nostra cultura, segni come le teste – cachepot, tanto frequenti nelle ville che rappresentano il moro e la donna di pelle chiara. O la festa dei giganti Mata e Grifone (il moro) a Messina.
              Il pozzo di Gammazita si trova nel centro storico di Catania, nei pressi di piazza Federico di Svevia, su via S. Calogero: ai piedi di una scala vi è un lavatoio secentesco che riceve acqua da uno dei rivoli del fiume Amenano, il tutto appoggiato ad una parte delle “Mura di Carlo V °. Questo luogo abitato da sempre, è circondato da palazzi di fine ottocento. Era il centro commerciale della città. Abbandonato dagli abitanti negli ultimi cinquanta anni, come la maggior parte dei centri storici delle città italiane, ha subito un degrado socioculturale che ha rischiato di far perdere per sempre memorie storiche e luoghi di grande suggestione.
Ad opera di “Italia nostra” negli anni ottanta il sito fu liberato da cumuli di spazzatura gettata lì come in una discarica ed un abitante del cortile (adesso deceduto), mise a sue spese un cancello che impediva a malintenzionati di servirsi in modo improprio del luogo, assumendosi l’onere di fare da guida.
Nel tempo, il ritorno dei cittadini che apprezzano questi luoghi, i ricordi dei padri, dei nonni, i sapori di cucine casalinghe, hanno generato un’inversione di tendenza: riprendersi ciò che appartiene alle nostre radici, accettare il concetto che senza radici, non cresce alcuna pianta o progetto nel futuro.
All’inizio del 2000, un giovanissimo architetto: Michele Capobianco, acquistò un appartamento in uno dei palazzi storici costruito su botteghe del settecento. Divenne da subito capo condomino e direttore dei lavori per quanto riguarda gli interventi di messa in sicurezza e ripristino delle parti pericolanti, avvalendosi dei ricordi dell’ultima erede del proprietario originario del palazzo. Questi lavori, eseguiti negli anni 2006 ed ancora nel 2015, hanno ridato dignità e fruibilità al sito. La sua vena creativa e visionaria, gli ha fatto mettere in atto un progetto al quale lavorava da tempo: utilizzare una porzione del palazzo che possiede due ingressi, uno dei quali adiacente al pozzo, come galleria d’arte, luogo di incontri culturali di vario genere, rivolto ad un’utenza colta e rispettosa dei luoghi.
Nasce così il progetto che ha fatto rivivere il luogo dell’antica leggenda, denominato “GammaZ Officina del riciclo”, caratterizzato da un susseguirsi di mostre pittoriche, fotografiche, di installazioni a tema, di artisti già quotati sul territorio, con il concorso di un gruppo di amici, artisti – sostenitori, che hanno creduto nel progetto di una rivalorizzazione e riqualificazione del posto. Come volontari, inoltre, hanno ripulito con pale e scope il pozzo ed il lavatoio antico da almeno 150 chili di scorie che si erano accumulate negli anni. Così, anche quel rivolo del fiume Amenano, ha ricominciato a scorrere.
L’evento più esaltante è stato quello del tre maggio scorso, in occasione della manifestazione “Castello liberato” organizzata dalle associazioni che si occupano del centro storico.
E’ stata una domenica piena di sole, in cui, piazza Federico di Svevia e le strade limitrofe sono diventate zona pedonale ed i siti aperti: anche il “pozzo di Gammazita”. Michele Capobianco ed il suo gruppo, hanno organizzato una mostra all’aperto: sessanta metri fra pittura e fotografia ed all’interno della “bottega” installazioni e sculture. I cittadini hanno percorso la via S. Calogero addobbata con teli colorati ed opere d’arte, entravano dal civico 29, visitavano le suggestive stanze con l’affaccio sul pozzo ed uscivano dalla porta in cortile Gammazita n°14 per scendere le scale antiche poggiate sulle mura di Carlo V°. Complessivamente sono transitate circa quattromila persone (considerando che l’intero evento ne ha richiamato circa quindicimila) dalle 10 del mattino alla mezzanotte. Tra i visitatori anche il Sindaco Bianco e l’Assessore alla Cultura che hanno espresso complimenti per l’impegno profuso e l’originalità della “messa in scena” così suggestiva.
Hanno promesso che si sarebbero subito attivati per far sì che questo luogo così particolare, venga dichiarato sito storico e così essere gestito dal Comune di Catania.
Gli artisti che hanno esposto sono stati:
Fotografia: Antonio Aiello, Francesca Consoli, Rosaria Forcisi, Lucio Lanza,Tony Leone, Annalisa Mancuso, Maria Rossella Maugeri, Liborio Pellitteri, GianLuigi Primaverile, Renato Ventura
Pittura: Caterina Aidala, Davide Aricò, Cristiana Cardillo, Francesco Caristia, Dora Crisafulli, Fabio Nicola Grosso, Hypnos, Giovanni Lombardo, Giovanna Mancuso, Enzo Platania, Dabora Pluchino , Ornella Rapisardi , Maria Sarafianos, Alice Valenti
Installazioni e sculture: Michele Capobianco (installazioni), Antonio Corselli (cyberbugs), Giovanni Gugliotta (art design), Filippo Monaco (assemblaggio scultoreo), Antonio Moschetto (scultura).

                              Liliana Cosentino

Il Pozzo Gammazita in un disegni del Desprez

Il Pozzo Gammazita in un disegni del Desprez

1XX  Cancello Pozzo di Gammazita

Il cancello per l’acceeo al pozzo

 

Lapide apposta da Italia Nostra

Lapide apposta da Italia Nostra

2 Accesso al Pozzo

Le scale che portano al pozzo

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Determinante il supporto dei Controllori dell’Aeroporto Militare di Sigonella al traffico aereo civile di Fontanarossa durante l’ultima eruzione dell’etna

Spettacolare Eruzione dell'Etna

Spettacolare Eruzione dell’Etna

            “….uno straordinario senso di squadra che è condizione essenziale per sviluppare quella energia che consente ad un sistema di decollare….”. Con queste parole il Sindaco di Catania Enzo Bianco ha lodato fortemente il ruolo insostituibile dell’Aeronautica Militare sottolineandone lo spirito con cui opera giornalmente il proprio personale. Il plauso è avvenuto il 18 maggio 2015, durante un seminario organizzato nella città etnea dalla società che gestisce l’aeroporto catanese. Proseguendo nel discorso, il Sindaco ha anche ringraziato pubblicamente il Colonnello Pilota Vincenzo Sicuso, Comandante della Base Aerea di Sigonella, e tutto il proprio personale dipendente per la quotidiana fornitura alle Istituzioni e alla Collettività tutta del servizio di controllo del traffico aereo.
Le parole del Sindaco Bianco scaturiscono dal fatto che, nel periodo dalla serata del 12 alla mattinata del 15 maggio 2015, la normale attività di volo dell’aeroporto civile di Catania Fontanarossa ha rischiato di essere seriamente compromessa per la chiusura di alcuni settori dello spazio aereo della Sicilia Orientale a causa dell’emissione nell’atmosfera di cenere vulcanica dell’etna.
Nella fattispecie, il personale dell’Aeronautica Militare di Sigonella, responsabile della fornitura dei servizi del traffico aereo all’interno della zona di controllo denominata “Catania CTR”, ha continuato a gestire tutti i traffici – sia civili che militari – dell’area di responsabilità e ha evitato grossi disagi ai passeggeri e disservizi alle compagnie aeree ivi operanti, scongiurando che la situazione si aggravasse con ritardi e possibili diversioni di aeromobili verso gli aeroporti alternati. Il tutto con la limitazione dei settori chiusi e nel pieno rispetto delle procedure per assicurare il massimo livello di sicurezza del volo.
Il Comando Aeroporto/41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare di Sigonella, oltre a fornire il supporto tecnico-logistico-amministrativo-operativo agli Enti ivi rischierati ed in transito (compresi i servizi necessari per il sicuro ed efficace svolgimento delle attività di volo), è istituzionalmente responsabile della fornitura dei servizi del traffico aereo all’interno della zona di controllo denominata “Catania CTR”, che comprende i cieli della Sicilia orientale e dei mari adiacenti, ivi compresi gli Aeroporti civili di Catania-Fontanarossa e Comiso e quello militare di Sigonella. Nello specifico, i controllori militari del traffico aereo (Air Traffic Controllers – ATC) prevengono i rischi di collisione e rendono spedito ed ordinato il flusso del traffico aereo, sia attraverso l’applicazione di opportune procedure che tramite l’utilizzo di sistemi di comunicazione e di radar. In particolare, viene gestito – a vista – il traffico sull’area di manovra dell’Aeroporto di Sigonella e gli aeromobili in volo nelle immediate vicinanze ad esso, mentre – mediante l’utilizzo del sistema radar – vengono guidati gli aeromobili dalla fase di navigazione fino all’ultima fase dell’avvicinamento e – subito dopo la partenza – sino a quando gli stessi non si sono stabilizzati in aerovia.
La Categoria ATC si acquisisce in Aeronautica Militare a seguito di selezioni effettuate nelle fasi iniziali del percorso professionale degli ufficiali e sottufficiali (durante, cioè, i corsi di formazione che seguono il reclutamento); a queste, seguono i corsi di qualifica e specializzazione presso il Reparto Addestrativo Controllo Spazio Aereo di Pratica di Mare e gli iter addestrativi presso i Reparti Operativi per il conseguimento delle abilitazioni richieste negli Enti di assegnazione.

Radar e l'Etna in lontananza

Radar e l’Etna in lontananza

Cenere vulcanica durante l'eruzione dell'Etna

Cenere vulcanica durante l’eruzione dell’Etna

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WESAK 2015

Festa Universale di Luce e Benedizione.
Lunedì 4 Maggio ore 19.00 presso La Terra di Bo’

 Via Garibaldi 298,    Viagrande (CT)
INGRESSO LIBERO

Il Wesak è una festività orientale molto antica che appartiene alla tradizione Buddhista, da alcuni anni si sta diffondendo anche in occidente ed ha acquisito una nota universale, proprio perché i tempi sono maturi
per cercare di unificare Oriente e Occidente, Buddha con Cristo, cuore e mente, superando tutte le barriere culturali, etniche, religiose e filosofiche. Perciò riguarda l’intera umanità ! Vi aspettiamo per
celebrare, in unità e amore fraterno, un rito antichissimo per la Nuova Era dell’Acquarius. Costruiremo il Mandala del Pentagramma di Luce.
Danzeremo con il gruppo della Sorellanza dell’Arcobaleno Rotante e verranno onorati i quattro elementi di base della vita: Fuoco, Acqua, Aria e Terra. Faremo la meditazione del Plenilunio di Riconciliazione e di
Fraternità Mondiale. Riceveremo la Benedizione dei Maestri Ascesi e ci purificheremo con il rito dell’Acqua Consacrata. Reciteremo canti, preghiere e mantra universali.

NOI  SIAMO  NEL  TUTTO  E  IL TUTTO E’ ’ IN  NOI

Si suggerisce di vestire con qualcosa di bianco (o molto chiaro) e di portare con sé una bottiglietta d’acqua ed anche un solo fiore, preferibilmente un iris viola, o qualunque tipo di fiore purché sia privo
di spine.
Al termine della cerimonia, ciascuno dei partecipanti prenderà un fiore a caso. Ognuno riceverà l’energia d’amore che un altro essere ha ri-posto proprio in quel fiore e la porterà con sé nella propria casa dove esso emanerà per lungo tempo (fino al Wesak successivo) la sua effusione di luce. Terminata la cerimonia sacra condivideremo insieme del cibo, che ciascun partecipante deciderà di portare.

Organizzatori dell’’evento:
Gruppo della Sorellanza dell’Arcobaleno Rotante e Giovanni Aloisi del
Centro D.K. della Società Teosofica

Info: gioaloisi@tiscali.it

1 Wesak

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