GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO 2024
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Taurianova cittadina calabrese, antico insediamento della Magna Grecia, pronta a vivere concretamente ii titolo ambito e indiscutibilmente meritato a fronte di un progetto audace di rilevante contatto culturale. Parteciperà alla apertura ufficiale Pierfranco Bruni presidente Commissione Capitale Italiana del Libro 2024. Programma: Taurianova Legge. Riapertura Biblioteca comunale “Antonio Renda”. Convegno, un concerto e una mostra

15 Maggio 2024 di Annalisa Crupi

Taurianova, la città calabrese premiata dal Cepell e dal Ministero della Cultura per le potenzialità di sviluppo socio-culturale del territorio è pronta a vivere concretamente il titolo di Capitale italiana del Libro 2024.

Giovedì 16 maggio, alle 16.00, la cerimonia di inaugurazione nel segno solenne di una svolta epocale per Nuova Taurianum, antico insediamento della Magna Grecia, attuale comune della provincia di Reggio Calabria.  Un aspetto storico fortemente avvertito dalla cittadina vincitrice di un titolo ambito e indiscutibilmente meritato a fronte di un progetto audace di rilevante contatto culturale particolarmente rivolto ai giovani.

Una proposta animata dal forte desiderio di riscatto e rilancio del territorio, selezionata dalla Commissione esaminatrice nominata dal Ministero italiano della Cultura (Mic) presieduta dal noto saggista e antropologo Pierfranco Bruni che, interverrà al momento cruciale della inaugurazione ufficiale di Taurianova Capitale Italiana del Libro 2024. In simultanea il taglio del nastro per l’apertura della rassegna  “Taurianova Legge” darà giovedì immediata e piena attuazione al titolo conquistato dalla cittadina di origine greca, in prossimità peraltro della riapertura della Biblioteca comunale. Rinnovata sul piano strutturale la Biblioteca “Antonio Renda” riapre a sette anni dalla chiusura, nella nuova location dell’ex palazzo comunale di Radicena, antica denominazione della località elevata a Luogo nel Governo di Casal Nuovo dall’ordinamento francese del 1807. In seguito  Radicena col suo villaggio di San Martino fu aggregata a Jatrinoli nel 1841. Dalla loro fusione nel 1926 nacque  il comune di Taurianova.

Il pregevole edificio di quel che fu il palazzo del Comune di Radicena, restituirà alla città un prezioso patrimonio culturale attraverso la  custodia di circa 20mila volumi tra i testi di medicina e diritto risalenti al ‘500 appartenenti all’archivio del filosofo Antonio Renda, (Radicena, oggi Taurianova, 28 settembre 1875 – Roma, 17 aprile 1959)cui la sede bibliotecaria trae il nome.

Dunque un brillante esordio   per Taurianova Capitale del libro 2024 che, con  determinazione, volontà e intenti, ha saputo cogliere   una sfida importante connettendo le proprie potenzialità con la storia della Cultura italiana.

 Alla cerimonia, tra i partecipanti saranno presenti, Rocco Biasi Sindaco di Taurianova, il Senatore Roberto Marti Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica, Giuseppina Princi Vicepresidente della Regione Calabria,  Filippo Quartuccio Consigliere Metropolitano con delega alla cultura.

All’insegna della motivazione premiale riservata a Taurianova, dal Presidente Commissione Capitale del Libro Pierfranco Bruni, basata sulla necessità di combattere il rischio di marginalizzazione sociale dei giovani attraverso la formazione alla lettura,  uno spazio di riflessione sul contrasto alla povertà educativa sarà al centro della serata di apertura. A moderare il convegno, il giornalista Piero Muscari.

Alle 18.00, l’Orchestra Saverio Arlia Wind Orchestra del Conservatorio P.I. Tchaicovsky in concerto. Dirigerà il Maestro Cettina Nicolosi. Chiuderà la serata il vernissage della mostra dell’artista Maria Morgante dalla intensa creatività. In esposizione opere d’arte tridimensionali da pagine dei libri.

Il Comune di Taurianova

Il Comune di Taurianova

Il programma degli eventi

Il programma degli eventi

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MESSINALa Prof.ssa Nunziacarla Spanò, Professore Ordinario di Ecologia e Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed Ambientali dell’Ateneo messinese è stata nominata Presidente del prossimo Congresso della CIESM (Commissioninternationale pour l’explorationscientifique de la merMéditerranée), il piu’ importante incontro di esperti del Mar Mediterraneo e del Mar Nero.

Alla riunione del Comitato organizzatore che si è tenuta a Montecarlo, hanno partecipato tra gli altri, la dott.ssa Laura Giuliano, Direttore Generale della Commissione e l’ambasciatore italiano a Monaco S.E. Giulio Alaimo. La sede del Congresso sarà Palermo, presso Palazzo Sclafani e Palazzo dei Normanni e si terrà dal 14 al 18 ottobre c.a. Del Comitato organizzatore faranno parte anche la Stazione Zoologica Anton Dorhn di Napoli, l’Università di Palermo e l’Università di Catania.

La CIESM avente base a Monaco è stata fondata da 8 nazioni ed oggi include 23 Stati Membri e supporta un network di diverse migliaia di ricercatori marini che monitorano e proteggono il Mare Mediterraneo, un ambiente fortemente impattato e soggetto a repentine modificazioni.
La Commissione integra un ampio spettro di discipline marine, che includono i processi geofisici, chimici e biologici, unitamente con una mappatura ad alta risoluzione del fondale marino; registra e valuta le modificazioni che interessano su larga scala il bacino del Mediterraneo, dall’impatto del global warming sui mari alle modificazioni nella biodiversità marina; dalle alterazioni morfologiche delle coste all’accumulo di residui indesiderati nella catena alimentare marina. La Commissioninternationale pour l’explorationscientifique de la merMéditerranée favorisce lo scambio di standard e idee scientifiche, mantenendo un dialogo costruttivo e pacifico tra popolazioni divise per troppo tempo da conflitti storici.

La Prof. Nunziacarla Spanò

La Prof. Nunziacarla Spanò

 

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Articolo a cura del Dott. Rosario Messina

Giardini Naxos (ME) – Continua a sorprendere tutti il giovane barbershop-hair stylist di Giardini Naxos Carmelo Giufrè che tra il 2023 e il 2024 ha collezionato premi ed incarichi importanti nell’ambito dei contest di acconciatura e, già pluripremiato ai “Campionati Mondiali Accademico Professionisti” del CAT (Confederazione Artistica e Tecnica della Coiffure) a Paestum (Salerno).

Facciamo una sintesi degli incarichi e dei premi che il giovane Giufrè ha ottenuto nell’ultimo biennio sempre importanti, sempre prestigiosi.

Nel 2024 in occasione del terzo trofeo Mr Hair Artist Award svoltosi a Capaccio-Paestum il 25 e 26 febbraio Giufrè è stato chiamato a partecipare come giudice mondiale tuttavia,  visto il suo palmares e le sue conoscenze nel settore gli è stato assegnato il compito di presidente della Commissione di pedana, cioè a gestire tutto l’evento e tutte le gare.

Ma facciamo un passo indietro iniziando dal 2023 e vediamo le cariche e i podi conquistati dal giovane Giuffrè.

Nel 2023 Giuffrè è stato giudice al “mondiale di acconciatura” di Luigi Serrone insieme a Francesco  Benvegna e Giuseppe Inferrera commissari di pedana.

E’ stato ospite d’onore al trofeo del Mediterraneo a Villa ricca (Napoli). Presidente dell’evento Peppe Barba una dei personaggi più di spicco insieme ai fratelli Testa nel mondo della barberia in Italia e delle vere istituzioni a Napoli.

La locandina del Vesuvian hair show

La locandina del Vesuvian hair show

Sempre nel 2023 ha ottenuto un podio  classificandosi terzo nella quarta edizione del Festival Nazionale dell’acconciatura e dell’estetica “ Pettine D’Oro” svoltosi a Paestum.

In occasione dell’Hair Style World  Contest  il presidente del CAT  Italia Luigi Bilancio figlio di Antonio Bilancio presidente mondiale  CAT che appartiene all’CMC : ( confederazione mondiale della coiffeur ) ha espresso il suo plauso attraverso i social per il lavoro svolto da Carmelo Giuffrè, Francesco Benvegna e Giuseppe Inferrera.

Nei contest in cui ha partecipato Giufrè hanno partecipato anche  Francesco Benvegna pluri premiato a livello mondiale CAT e Giuseppe Inferrera il quale  oltre a essere anche lui pluri premiato a livello mondiale, si è laureato campione del mondo  nel 2022  sempre nel mondiale CAT  ( CMC).

Sempre nel 2023 Carmelo Giufrè è stato  giudice al  Vesuvian Barber a Nola ( Napoli). Assieme a lui ha partecipato  come Commissario di pedana   Francesco Benvegna.  Il Commissario di pedana è colui che aiuta nello svolgimento delle gare (controlla che non ci siano tagli già fatti, controlla che si usino gli attrezzi consentiti per quella competizione e,  assiste i partecipanti  nello svolgimento delle gare).

All’evento Hair Stile Worl Contest  di acconciatura  di Luigi Serrone del 25 e 26 febbraio 2024 svoltosi a Paestum all’hotel Ariston vi è stata la collaborazione del CAT  visto il successo ottenuto nella scorsa edizione. L’evento comprendeva oltre alle gare anche lo show delle nazionali con acconciature spettacolari. La manifestazione ha fatto registrare un alto numero di partecipanti maschili e femminili provenienti da varie nazioni. Anche in questo mondiale la giuria è stata autorevole con componenti di livello internazionale che lavorano in TV come truccatori e parrucchieri. In questa edizione vi è stata anche la partecipazione straordinaria dei fratelli Testa. Un plauso per il successo dell’evento và, oltre all’organizzatore Luigi Serrone, anche a suo figlio Alessandro Serrone, a sua figlia Tonia Serrone e a suo fratello Matteo Serrone.

La locandina dell'evento di Paestum

La locandina dell’evento di Paestum

Alla manifestazione era presente style TV un importante tv regionale della Campania.

A conclusione possiamo dire che l’hair stilist  Giuffrè ha meritatamente guadagnato ogni traguardo raggiunto perché ha lavorato con caparbietà e spirito di abnegazione ed i risultati si stanno vedendo.  Ha  collezionato prestigiosi traguardi  nel mondo  della coiffeur  come stilista a livello regionale, italiano e mondiale ed è andato oltre essendo stato nominato anche giudice e addirittura presidente di pedana.

Quando Carmelo Giufrè è stato chiamato nella giuria come Presidente di pedana della prestigiosa manifestazione ha espresso grande soddisfazione con queste parole: “E’ stata un esperienza importante e di grande valore. Non avrei mai pensato di arrivare a essere giudice e addirittura presidente di pedana: cioè gestire un mondiale ovvero intervistare presidenti mondiali, organizzare pedane e concerti per tutte le categorie.  Vorrei ringraziare gli organizzatori per avermi offerto questa opportunità. Fino a questo momento ero stato dalla parte dei concorrenti adesso mi sono ritrovato dall’altra parte, tra i componenti della giuria e perfino avere la responsabilità di organizzare. Inizialmente quando sono stato solo giudice  mi sono reso conto che non è facile assegnare i punteggi perchè i partecipanti sono bravissimi professionisti. Questi ultimi due anni sono stati importanti perché ho acquisito una preziosa esperienza che ha arricchito il mio bagaglio professionale e culturale“.

 Una bella soddisfazione per il giovane hair stylist  che in varie gare ha conquistato tanti prestigiosi trofei. Nelle competizioni in cui ha partecipato si è reso spesso protagonista nell’effettuare un taglio di capelli, riuscendo ad ottenere grandi consensi dalle varie giurie che hanno premiato il suo lavoro caratterizzato dalla bravura nel saper rappresentare le tradizioni della moda maschile con la ricerca di dettagli e particolari dettati dalle varie mode. Adesso è stato ulteriormente premiato perché oltre ai titoli ha maturato grande esperienza come componente di giuria e perfino presidente.

Un fiore all’occhiello per la nostra terra, un esempio da seguire per tanti giovani talentuosi che aspirano a diventare hair stilist. E noi facciamo tanti Auguri a Carmelo Giufrè  affinche raggiunga in futuro altri importanti traguardi perché il suo talento merita di essere premiato.

                                                                                                         DOTT.  ROSARIO MESSINA

La locandina del Contest 2024

La locandina del Contest 2024

Da sin. Carmelo Giuffrè, Rossella Pisaturo, Francesco Benvegna e Luigi Serrone

Da sin. Carmelo Giuffrè, Rossella Pisaturo, Francesco Benvegna e Luigi Serrone

Componenti della giuria

Componenti della giuria

La foto di gruppo

Al centro della foto Antonio Bilancio Presidente mondiale CAT

Un momento della manifestazione di Paestum

Un momento della manifestazione di Paestum

Le targhe per Carmelo Giuffrè

Le targhe per Carmelo Giuffrè

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Un premiato

Un premiato

Da sin. Giuseppe Inferrera, Carmelo Giufrè, Luigi Bilancio e Francesco Benvegna

Da sin. Giuseppe Inferrera, Carmelo Giufrè, Luigi Bilancio e Francesco Benvegna

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Tricase (Lecce) – Grande successo l’11 aprile presso il Cinema Moderno di Tricase (Le) per la seconda proiezione del docu-filmIl frutto dei Sogni”, con la regia di Giuseppe Fersini, che narra la vita dell’imprenditore Antonio Ciullo, 80 anni, capitano d’impresa, di Castro, in provincia di Lecce, paese di mare di cui è memoria storica vivente. La pellicola racconta il percorso umano che ruota attorno alla pregiata e nota in tutta Italia cozza castrense. Un appuntamento con la memoria, con la storia e le radici, che ha visto la partecipazione di autorità, collaboratori e clienti. Dapprima una lunga e piacevole intervista ad Antonio Ciullo da parte della presentatrice Monia Palmieri, che ha condotto brillantemente la serata. Successivamente sono intervenuti il Sindaco di Tricase Antonio De Donno ed il Presidente della Camera di Commercio di Lecce Mario Vadrucci che, dopo la proiezione, ha consegnato ad Antonio Ciullo una targa, voluta dai familiari dell’imprenditore, dalla moglie Graziella Panarese, dal figlio Vincenzo Ciullo con la moglie Marika Maschio, dalla figlia Lorella Ciullo e dai nipoti. Particolarmente toccante il testo inciso.

 La proiezione, di circa 1 ora e un quarto, è stata emozionante, educativa, scorrevole ed ha riscosso consensi ed apprezzamenti.

Il docu-film, un dono che Antonio ha voluto fare alla sua famiglia ed alla città di Castro, è ricco di immagini inedite, all’interno il racconto del protagonista che parla della sua vita con emozione arrivando al cuore di tutti. Ma non solo, la pellicola contiene anche le parole della moglie e dei figli e tante interviste tra cui anche quelle del Sindaco di Castro Luigi Fersini e degli ex sindaci di Castro Luigi Carrozzo e Pasquale Ciriolo. La pellicola è ricca di numerose immagini della bella cittadina di Castro, ne evidenzia la bellezza e la storia.

Monia Palmieri e Imprenditore premiato

Monia Palmieri e Antonio Ciullo

Monia Palmieri presenta la manifestazione

Monia Palmieri presenta l’imprenditore e la sua famiglia

 

Antonio Ciullo, che nel 2022 ha ricevuto il prestigioso premio “Castrum Minervae”, è un uomo che ha scelto di restare nella sua terra per fare ricerca, migliorare ed allargare l’attività, alla ristorazione ed alla ricettività, con le 3 bellissime strutture: Hotel Panoramico, Friggitoria Isola Del Sole e 365 tutte situate a Castro. Un’attività quella di Antonio svolta sempre con semplicità, umiltà e voglia di lavorare senza sosta. Ancora oggi è presente a cucinare proprio quei mitili prelibati, il frutto del sogno, un ingrediente povero ma prezioso e identitario, attorno al quale ruota la storia di una famiglia, un paese, un pezzo di Salento autentico. Ancora oggi è lì, nel suo universo vivo, come il nome “MareVivo” che riporta al magazzino in cui tuttora apre le cozze nere, pregiate e “coltivate” nelle acque di Castro, tanto da essere considerato un luogo di eccellenza.E’ un uomo dalle straordinarie doti umane e dalle grandi capacità imprenditoriali, un orgoglio tutto italiano, un sognatore che ha realizzato i suoi sogni … e che continua a sognare.

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Giardini Naxos (Me) – A quasi venticinque anni dal gemellaggio della prima colonia greca di Sicilia con Naxos delle Cicladi (nel 2000) la Città di Giardini Naxos torna ad essere protagonista di un altro importante progetto realizzato in sinergia con la “Comunità Ellenica dello Stretto” che mira a rinsaldare i rapporti con le città greche che fondarono Naxos (Siceliota) ovvero Chalkida e Naxos delle Cicladi, e nel contempo  dare vita ad una “Rete Regionale delle Città Calcidesi di Sicilia”.

Un obiettivo mai realizzato fino ad oggi finalizzato a creare una rete turistico-culturale tra le colonie sorelle calcidesi di Sicilia e le città greche della “madrepatria”. Giardini Naxos non è nuova a questo genere di iniziative. A tal proposito ricordiamo i due importanti gemellaggi con le città di provenienza dei primi coloni greci, quello del 1966 con la Città di Chalkida e quello del 2000 con la Città di Naxos delle Cicladi.

L’idea di rinsaldare i rapporti con le Grecia coinvolgendo anche le altre comunità siciliane di origine calcidese è nata, come spiega l’Assessore alla Cultura e Turismo Prof.ssa Fulvia Toscano dalla “volontà di rispendere l’interlocuzione con le città greche della madrepatria calcidese. Per questo abbiamo riavviato i contatti con le amministrazioni di Naxos e Chalkida coinvolgendo anche le altre colonie sorelle che vantano le stesse nostre origini”. In parole povere un progetto per favorire sinergie e progettualità di varia natura (culturale, turistica, economica ecc.) tra le città della “Rete” legate da rapporti di natura storica e culturale.

         L’iniziativa promossa dal Comune di Giardini Naxos è maturata nell’ambito di alcune importanti iniziative varate in questi ultimi anni dall’attuale Amministrazione Comunale capitanata dal Sindaco Giorgio Stracuzzi come l’Istituzione, nel 2021, di una giornata dedicata alla fondazione di Naxos che avrà luogo ogni anno il 30 di maggio e l’”Osservatorio permanente delle relazioni tra Naxos di Sicilia e la Grecia” nel 2023.

Il 21 febbraio 2024 un altro passo importante: la Giunta Comunale di Giardini Naxos, approva la proposta di istituire nel proprio territorio, il 16 marzo di ogni anno, la “Giornata delle Primavere Ellenichee, la “Rete delle città calcidesi di Siciliatra i Comuni di Giardini Naxos (Naxos), Messina (Zankle), Catania (Katane) e Lentini-Carlentini (Leontinoi).

La proposta di creare una rete delle città di origine greca-calcidese riveste una notevole importanza, sia sul piano culturale che sul piano turistico, al fine ad esempio di promuovere sinergie tra territori che possano elaborare progetti comuni in grado di instaurare interlocuzioni di rango internazionale. La “Rete” che il Comune intende istituire mira alla realizzazione di comuni strategie delle comunità di origine greca-calcidese che, nel tempo, possono diventare fruttuose e concrete progettualità capaci “sia di consolidare un comune perimetro storico e identitario, sia di attrarre un segmento importante di turismo culturale”.

Altrettanto importante e strategica l’idea di istituire la giornata delle “Primavere Elleniche” stabilita per il 16 marzo di ogni anno nell’ambito della quale saranno organizzati eventi culturali ed invitati, per celebrare la giornata, i Direttori dei Parchi delle Città coinvolte, i Soprintendenti per i Beni Culturali insieme a studiosi ed Archeologi.

               Il 16 marzo 2024 è stata inaugurata la prima edizione della suddetta giornata. All’evento hanno partecipato anche i rappresentanti dei Comuni di Messina, Catania, Lentini e Carlentini. Presenti anche gli amministratori delle città greche di Naxos delle Cicladi e di Chalkida, i direttori dei Parchi archeologici di Naxos e Leontinoi, il Presidente della Società Ellenica dello Stretto e vari archeologi.  Nel corso della manifestazione è stata proposta la sottoscrizione di un apposito accordo di collaborazione tra le Città della Sicilia orientale che condividono un origine “Calcidese” ovvero, Naxos, Zankle, Katane e Leontinoi e quelle della madre patria greca: Kalkis e Naxos di Grecia delle Isole Cicladi. Tutto questo per rinsaldare le relazioni culturali e istituire l’apposita “Rete delle Città Calcidesi”.

La manifestazione, articolata in due giornate, quella del 16 e quella del 17 marzo, ha avuto il suo momento clou nella mattinata della prima giornata al Comune di Giardini Naxos dove, nella sala consiliare,  si è svolta la cerimonia della istituzione della “Rete delle Città Calcidesi di Siciliaconclusasi con la firma “simbolica”, da parte dei Sindaci presenti all’incontro, del Protocollo di intesa che, successivamente sarà firmato congiuntamente quando tutte le amministrazioni coinvolte lo approveranno formalmente.

 

La manifestazione inaugurale delle Primavere Elleniche è stata articolata in tre momenti importanti e suggestivi così denominate:

Philia e Xenia. La Città di Giardini Naxos incontra Kalkida e Naxos dove sono intervenuti: 

Il Sindaco Giorgio Stracuzzi per i saluti istituzionali e l’Assessore alla Cultura Prof.ssa Fulvia Toscano, Elena Vaka Sindaco di Chalkida, Joannis Vassiliakis Presidente del Consiglio di Naxos, Arturo Bizzaro Console onorario di Grecia a Catania, Daniele Macris Presidente della Comunità ellenica dello Stretto, Stella Kalisperatou Presidente Società ellenica Relazioni Culturali,  

 

Città Calcidesi di Sicilia. Grecia di Occidente dove sono intervenuti:

Gabriella Tigano Direttrice del Parco Archeologico Naxos-Taormina, Maria Costanza Lentini già direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, Massimo Cultraro Dirigente CNR Catania e Università di Palermo, Massimo Frasca dell’Università di Catania. Moderatrice Isabella Di Bartolo giornalista di Repubblica.

 

Proposta di creazione del Circuito  delle Città calcidesi di Sicilia dove sono intervenuti:

Il Sindaco di Giardini Naxos Giorgio Stracuzzi,  l’Assessore alla Cultura del Comune di Messina Vincenzo Caruso, il Direttore  alla Cultura del Comune di Catania Paolo Di Caro, il Sindaco del Comune di Lentini Rosario Lo Faro, 

l’Assessore alla Cultura del Comune di Lentini Rossana Fangano, il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, Giuseppe D’Urso Direttore del Parco Archeologico di Catania e Valle del’Aci, Carla Mancuso Direttrice del Parco Archeologico di Leontinoi e Megara. Coordina la Prof.ssa Fulvia Toscano.

L'Assessore Fulvia Toscano

L’Assessore Fulvia Toscano 

Daniele Macris

Daniele Macris

L'archeologa Maria Costanza Lentini

L’archeologa Maria Costanza Lentini

Da sin. Orlando Russo Presidente Unione Comuni Naxos Taormina, il Sindaco di Lentini Rosario Lo Faro e il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio

Da sin. Orlando Russo Presidente Unione Comuni Naxos Taormina, il Sindaco di Lentini Rosario Lo Faro e il Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio

La foto di gruppo con gli Amministratori

La foto di gruppo con gli Amministratori

Foto di gruppo con gli Archeologi

Foto di gruppo con gli Archeologi

Evento pomeridiano del 16 Marzo:

Nel pomeriggio del 16 marzo i lavori sono proseguiti  altri tre appuntamenti svoltesi al bistrot del Lido di Naxos:

Alle 15,30 l‘incontro intitolato:Antiche vie dei vini – Coltivare la vite, produrre il vino archeologia sperimentale nella chòra di Naxos” 

Alle 16,30 l’incontro intitolato: “Antichi vitigni, nuove sfide. Le vie del Tauromenitanum

Alle 17,30 l’incontro intitolato: “Primavere mediterranee. Naxos di Sicilia incontra Cipro, l’isola della Dea

La giornata si è conclusa con “Storie di musica greca” a cura del duo Verona – Pozzoni.

 

 

Eventi del 17 marzo:

 

Alle ore 10,30 Visita guidata al Parco Archeologico di Naxos

Alle ore 12,30 presso la Parrocchia S. Pancrazio, la conferenza “Pancrazio; un santo orientale venuto dal mare”

Sono intervenuti:

Padre Gianluca Monte, Parroco della Chiesa S. Pancrazio

Padre Nilo Neotheristino  Archimandrita ortodosso del Monastero nuovo di S. Giovanni il Mietitore di Stilo.

Daniele Macris Presidente della Comunità ellenica dello Stretto

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In pochi versi si enuclea una filosofia di vita. Franco Califano. Un riferimento nella canzone che è dentro il linguaggio poetico…Le sue poesie segnate da “attimi” toccano l’anima in un vissuto tra sguardi antichi e ferite di una vita sul filo della disarmonia e delle scoperte armonie…In rappresentanza della cultura italiana, parlerò di Franco Califano a Tunisi il 26 aprile prossimo alla Fiera internazionale del Libro dove l’Italia è ospite d’onore. Califano e De André. Una poetica dei linguaggi musicali Mediterranei

 a cura di Pierfranco Bruni – presidente Commissione italiana del Libro 2024 (Ministero della Cultura)

Franco Califano. Un riferimento nella canzone «alta» che è dentro il linguaggio poetico. Era il 30 marzo del 2013. Ci lasciava il Califfo. Il maestro e resta tale nell’intreccio tra i linguaggi della parola e i linguaggi musicali.
Nato in aereo nei cieli di Libia nel 1938, o meglio nel cielo di Tripoli. Un destino contrassegnato da nostalgie, avventure, malinconie e del resto che è noia. Franco Califano è nel ricordo del suo sorriso che ha lontananze, distacchi e canti che hanno le nenie dei cori mediterranei.

Parlerò di Franco Califano a Tunisi il 26 aprile prossimo in occasione della Fiera internazionale del Libro dove l’Italia è ospite d’onore. Califano e De André. Una poetica dei linguaggi musicali Mediterranei. In rappresentanza della cultura italiana.
Un poeta diventato cantautore, ma la sua parola ribelle, e appartenente alla famiglia dei poeti maledetti, è parola di marinai che conoscono il sale dei mari, dei porti toccati e lasciati alle prime luci dell’alba, delle notti vissute nei viaggi delle dimenticanze.

 Si ascoltano le sue poesie segnate da “attimi” che toccano l’anima attraverso “appunti” che portano immagini e immaginari e il tutto, però, è un vissuto tra sguardi antichi e ferite che provengono da una vita scontata quotidianamente sul filo della disarmonia e delle scoperte armonie. Tutto ciò e altro ho sottolineato dieci anni fa nel mio libro dedicato proprio a Califano: «Franco Califano: Sulla punta della matita non sono passati secoli» (il Coscile).

Franco Califano è il cantautore più marcatamente poeta, un poeta di una eleganza che porta all’estasi, la cui lezione proviene da strazi e squarci mai perduti e sempre accantonati tra le pieghe del cuore e le rughe delle mani. La sua amicizia e il suo legame “letterario” con Luigi Tenco restano un appuntamento importante.
La maledizione dei poeti è anche nella bellezza della parola che succhia l’anima e restituisce le memorie con gli scavi delle emozioni. Le emozioni che fanno i passi degli uomini nel coraggio delle scelte e nella coerenza delle idee. Califano aveva il coraggio della coerenza. Anche quando parlava di politica.

Pierfranco Bruni a casa di Franco Califano

Pierfranco Bruni a casa di Franco Califano

Guardai le tele con aria ironica/E mi giocai i ricordi provando il rischio/Poi di rinascere sotto le stelle/Dimenticai di colpo un passato folle/In un tempo piccolo” (da “Un tempo piccolo”).
Questo tempo piccolo di Califano conosce quelle memorie sommerse che invadono tutta la sua dimensione linguistica, il cui senso è dato dalla “filosofia” della parola. Forse anche per questo gli è stata conferita la laurea honoris causa proprio in filosofia, e le motivazioni pongono all’attenzione il testo “Tutto il resto è noia”. In pochi versi si enuclea una filosofia di vita.
Ma tutto il percorso di Califano è un articolarsi di elementi esistenziali che trovano una loro presenza nelle parole e nelle parole che hanno la magia di una trasmissione straordinariamente efficace sul piano emotivo, lessicale, umano.
Si d’accordo il primo anno/ma l’entusiasmo che ti resta ancora/è brutta copia di quello che era/cominciano i silenzi della sera/inventi feste e inviti gente in casa/così non pensi almeno fai qualcosa/si, d’accordo ma poi…/Tutto il resto è noia,/no, non ho detto gioia,ma noia,noia,noia/maledetta noia” (da “Tutto il resto è noia”).

La noia è un “elemento” essenziale che si intreccia con le malinconie e l’arcano del sublime che imprigiona in una solitudine che è scelta. Si ha il coraggio di scegliere la solitudine abitandola come l’unica isola possibile per ritrovare e dare un nome ai cammini che ci aspettano, ai cammini trascorsi e ai cammini violati.
“Un vecchio pescatore nun po’ più/portà la barca a remi fin laggiù,/se guarda er mare suo co’ nostalgia,/poi spegne la lampara e così sia./Cammina ma nun c’ha ‘na meta sua,/o’ ‘n’ ombra che je tiene compagnia,/’na vita dedicata tutta ar mare,/ch’è stato er primo e l’urtimo suo amore./È la malinconia… è la malinconia… è la malinconia” (da “E’ la malinconia”.
Questo pescatore si porta dietro ricordi e memorie di mare, di una pescatore forse di coralli, di collanine e di sguardi orientali che hanno gli occhi tra la ricerca delle lingue per dare un segno a quella comunicazione che è conversazione. La poesia di Califano è una conversazione con se stesso e partecipando se stesso agli altri offre pezzi di vita. Forse rischiando un po’. Ma il rischio è nella vita del pescatore, dei marinai, degli uomini provati dal sale, dagli uomini che hanno righe di fascino nell’avventura dei destini.
Un poeta. Dunque. “D’ora in poi/sarà più facile/Una donna così come te diventa improbabile/poi mi specchio e non vedo di là un irresistibile/sento il tempo che senza pietà/ha graffiato il mio fascino” (da “D’ora in poi”).
Versi che hanno delle componenti fortemente ricche di un lirismo pregno di un rapporto infiammante tra eros e distacco. La noia, la malinconia, l’eros. Tre vie per i maestri che suonano i tamburi del tempo piccolo per restare nel vivo che è tutto probabile e nulla è escludibile. Tre vie per i suonatori dei quartieri mai dimenticati. Tre vie per conoscere le donne e l’amore.
Nell’eros ci sono quelle “gambe di fuoco” che hanno la fiamma del sogno e della “passione nei secoli” e le “promesse” e le “molte finzioni” sono la ricchezza del tutto e del nulla nell’infrangibile specchio che vorrebbe portare il pescatore nelle àncore del porto, ma il pescatore non si lascia sedurre dai porti e pur cantando e recitando la malinconia e la noia continua nel suo viaggio in mare aperto. Forse alla ricerca di un vento nell’altura delle maree o di un cielo che possa riportarlo alle radici in quella visione di una Tripoli nella Libia dei Mediterranei vissuti.

Franco Califano

Franco Califano

 

Franco Califano è stato imprevedibile, ironico, istrione, “poeta maledetto” nella vita che ha lo stile del rischio e il fascino degli indefinibili misteri. Come la vera poesia in Califano non c’è la storia ma la poesia delle emozioni. Attimi graffianti per una vita intera. Quella vita raccontata recitata vissuta tra poesia e musica. Proprio intorno a questi temi si svilupperà il mio percorso. Franco Califano resta sulla punta della matita che scolpisce parole. Con Califano discuterò della grandezza di De André al quale ho dedicato diversi libri e saggi e sul quale ritornerò a parlare prossimamente.

Pierfranco Bruni è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“.

Il Prof. Pierfranco Bruni

Il Prof. Pierfranco Bruni

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CATANIA (Passopisciaro – Palmento Costanzo)- Si accendono i riflettori sul progetto denominato Vinoin Volcano – Sicilia & Merano Wine Festival” “Un ponte tra le Eccellenze Enogastronomiche Italiane“, di cui si era già fatto cenno l’estate scorsa nell’ambito dell’Evento Formativo organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia il 9 settembre 2023 presso il Museo della Musica di Piedimonte Etneo riguardante il tema de “La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e agroalimentari  e delle risorse ambientali della Valle dell’Etna attraverso una informazione di qualità”. 

In quell’occasione  vi fu, nel corso dei lavori, un collegamento con Helmuth Koecher (Patron del prestigioso Merano Wine Festival) il quale nel rispondere all’invito del promotore dell’iniziativa, Gianfranco Cinardi, manifestava la convinta intenzione di vedere concretizzato un progetto mirato a convolgere le istituzioni, gli enti ed i soggetti preposti alla formazione e all’accoglienza dei turisti enogastronomici ed econaturalistici interessati anche a  scoprire le risorse ambientali, naturali, paesaggistiche, monumentali della Sicilia tutta ed in particolarmodo del territorio etneo.

Presto fatto, il 22 marzo a Passopisciaro (Ct)  presso l’Agriturismo Costanzo ha avuto luogo  l’attesa presentazione ufficiale del Progetto VinoinVolcano – Sicilia&Merano Wine Festival “Un Ponte tra le Eccellenze Enogastronomiche Italiane” alla presenza di un qualificato ed interessato ed attento pubblico presente nell’accogliente Sala Eventi della rinomata Azienda.
L’incontro ha primariamente fatto emergere  l’importanza dell’iniziativa che, una volta concretizzata con lo svolgimento della prima edizione siciliana, sarà utile a far meglio conoscere ed apprezzare i vini e le eccellenze enogastronomiche e turistiche della nostra Isola, incoraggiandone lo sviluppo socio-economico collettivo.
Il festival wine di Merano  ideato da Helmuth Köcher (Patron del Merano Wine Festival) – circa dieci anni fa – assieme a Gianfranco Cinardi, potrà finalmente concretizzarsi grazie al loro impegno e alla  determinazione, nonché al sostegno collaborativo che in tanti hanno inteso rivolgere, fin da subito, alla pregevole iniziativa.
Una vera e propria opportunità di crescita sociale e di sviluppo collettivo, in particolare per il settore vitivinicolo, turistico ed enogastronomico, culla naturale di tante eccellenze siciliane, con in testa le ormai riconosciute ed apprezzate unicità che solo i terroir dell’Etna – per le loro innate tipicità – possono offrire.
Così a seguito del convegno del 22 marzo,  Helmuth Köcher ha effettuato un tour di tre giorni in Sicilia accompagnato nell’occasione dall’amico Mario Coin, esperto assaggiatore e veterano di Commissione del Merano Wine Festival.

Per l’occasione state organizzate delle propedeutiche visite guidate presso alcune cantine dell’Etna che hanno fatto conoscere allo stimato ospite i vitigni autoctoni ed esclusivi terroir di talune zone emblematiche dell’apprezzato comprensorio di produzione dei Vini DOC del Vulcano.
Al termine della sua permanenza in Sicilia, il meglio conosciuto Wine Hunter  Helmuth Köcher, entusiasta e riconoscente per la cordiale e gradita accoglienza ricevuta, nel confermare la propria disponibilità al dialogo per la migliore riuscita del prossimo incontro con gli operatori della Stampa e di tutte le altre componenti attive del Progetto si è detto disponibile a partecipare a Taormina questa estate (in occasione del quale saranno pure comunicate le date di svolgimento della Prima Edizione del  VinoinVolcano – Sicilia&Merano Wine Festival “Un Ponte tra le Eccellenze Enogastronomiche Italiane”) ad un altro evento enogastronomico. Al termine del soggiorno Helmuth Kocher ha manifestato la propria soddisfazione per la proficua permanenza  dichiarando che: “La Sicilia è ormai proiettata a vivere da protagonista attiva l’evoluzione positiva del comparto enoico, tenuto conto dell’alto ed indiscusso valore dei suoi prodotti e dell’ottima qualità singolare dei vini dell’Etna, ormai da anni amati in tutto il Mondo”.

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Helmuth Kocher

In primo piano il giornalista Isidoro Raciti che ha presentato l'evento ed introdotto i relatori

In primo piano il giornalista Isidoro Raciti che ha presentato l’evento ed introdotto i relatori

L'intervento del giornalista dott. Domenico Interdonato  Presidente Regionale dell'UCSI

L’intervento del giornalista dott. Domenico Interdonato Presidente Regionale dell’UCSI

La foto dei relatori

La foto dei relatori

Da sx Helmuth Kocher, Giandranco Cinardi e Mario Coin in visita in una delle cantine

Da sx Helmuth Kocher, Gianfranco Cinardi e Mario Coin in visita in una delle cantine



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Merano Wine Festival

Persegue il suo obiettivo di esaltare le eccellenze del settore enogastronomico nazionale ed internazionale, lanciando sempre uno sguardo verso il futuro…
L’evento che raggruppa in sé produttori, visitatori, stampa ed operatori del settore di tutto il mondo, in un convivio fatto di attualità, storia, confronti e bellezza.
Unico per eleganza, è l’evento simbolo per il settore enogastronomico.

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Relatori  dell’incontro :
– Gianfranco Cinardi (Event Manager Sicilia e coideatore del Progetto)
– Helmuth  Köcher,  (The Wine Hunter) Patron “Merano Wine Festival”
- Mario Coin (Componente Commissione d’Assaggio Wine Hunter – MWF)
– Filippo Romeo (Segretario Provinciale ASSOSTAMPA – Catania)
– Dott. Lunetta (Dir. Consorzio Vini DOC dell’Etna)
– Dott. Vito Bentivegna (Pres. Enoteca Regionale – Sicilia Orientale)
– Gina Russo (Presidente Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna)
Altri interventi Ospiti presenti:
– Domenico Interdonato (Presidente UCSI – Sicilia)
– Renato Maugeri (CONFAGRICOLTURA – Catania))
– Emanuele Di Gregorio (EAT Made in Italy – Palermo)

Le Cantine invitate a collaborare:
PALMENTO  COSTANZO – Passopisciaro
AZIENDA AGRICOLA FRANK CORNELISSEN CANTINA- Passopisciaro
BARONE di VILLAGRANDE – Milo
CANTINE  NICOSIA – Trecastagni
GAMBINO VINI – Linguaglossa
PIETRADOLCE- Solicchiata
VINI  FRANCHETTI  Contrada Guardiola – Passopisciaro

Aziende Partner:
CANTINA LA CONTEA – Mascali
AZIENDA ZOOTECNICA MONTE MOJO – Mojo Alcantara (Flavia Scalisi)
BOTTEGA REALE CIANCIO – Tortorici (Isabella Catalano)
RUSSO DISTILLERIA – Santa Venerina

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Nascita e morte di Manlio Sgalambro. 1924. 2014. Un viaggio tra l’invito baudelairiano e il mondo pessimo “nicciano” che si incastona tra le griglie di Cioran. Variazioni per una metafisica. Sarebbe il titolo dello sconforto per una morte che naviga tra il vuoto e la noia. Credo che ogni tempo in ogni epoca abbia avuto il suo divergente pensare o pensiero. “Che io debba essere governato: ecco da dove inizia lo scandalo della politica. La politica è la tutela dei minorati”…

8 Marzo 2024 di Pierfranco Bruni – saggista, antropologo *

Decennale e centenario. Nascita e morte di Manlio Sgalambro. 1924. 2014. Una filosofia imperfetta per un filosofo che ha radici nelle alchimie del Sole e eredità tra la “caverna” e la pace imperpetua. Il suo Kant non ha nulla da dividere con Hegel. Schopenhauer e Nietzsche sono la grecità perfettibile. Su questo lavoreremo per un bel po’. Il mondo pessimo è nella consolazione del tempo immortale nella mortalità degli uomini e non dell’uomo.
Credo che ogni tempo in ogni epoca abbia avuto il suo divergente pensare o pensiero. “Che io debba essere governato: ecco da dove inizia lo scandalo della politica. La politica è la tutela dei minorati”. Ci ricorda, oltre Platone, Manlio Sgalambro. Sono un infedele, ma coerentemente vero nella verità incongrua di uno stillicidio di parole insensate. Mi appartengo e mi confesso. Tutto mi scivola tra la luna e il serpente che cerca di penetrare ogni bifora del nostro esistere da morenti. L’uomo è cattivo. L’uomo è feroce. L’uomo è un sottosuolo. L’uomo non esiste. Esiste la tragedia della inesistenza dell’uomo. Bisogna sempre conoscere il peggio per capire l’inesistenza dell’uomo. “Che non ci sia niente di peggiore del mondo, non si deve dimostrare”. Soltanto l’uomo dell’isola, ovvero l’uomo solo può creare l’invisibile. “L’Idea è raggiungibile solo in uno stato di misantropia. Il misantropo non vede più l’uomo, la cui carne detesta, ma l’Idea dell’uomo”. In una antropologia dell’idea insiste l’antropologia del non pensiero.

Manlio Sgalambro. Un viaggio tra l’invito baudelairiano e il mondo pessimo “nicciano” che si incastona tra le griglie di Cioran. Variazioni per una metafisica. Sarebbe il titolo dello sconforto per una morte che naviga tra il vuoto e la noia. Quando l’ho incontrato il suo sguardo mi ha raccontato la contemplazione, il silenzio e attraversare la noia, la “pesantezza” nella bellezza della ricerca. L’uomo è mortale come tutto è mortale. Persino gli dei immortali. Bisogna essere unici e soli per essere veri. Io e Sgalambro siamo finiti. Non eterni. L’eternità è per chi si confonde nelle uguaglianze.

Noi siamo ferocemente destino o nulla. Io sono mortale. Dio è finito. Le religioni non esistono perché sono illusioni. Io non credo nelle religioni. Dio è mortale. Tutto muore perché tutto nasce. Nonostante si sforzino di inventarsi una teologia pubblica. Una farsa per illuderci. Sto con Manlio:

Qui vi è il tentativo di costruire una teologia pubblica ‐ anzi, se ci è concesso di mutuare uno stilema a una grande memoria, una teologia pubblica europea. Se l’epoca della teologia appare conclusa, o se ne trascina appena l’ombra, ciò è avvenuto perché gli stinti intelletti che se ne sono occupati (a parte alcune eccezioni) portano in loro il tarlo che aveva roso la disciplina. Come se questa avesse dovuto seguire le sorti della religione a cui la legava la subalternanza. La stessa caduta della religione, ormai solo oggetto di fede e di speranza ‐ squallidi sostegni del nostro incerto destino ‐, doveva favorirla e sbarazzare il campo da ogni equivoco. Che Dio esista è solo un fatterello sinistro. Niente di più. (Dato come vanno le cose, bisognava aspettarselo).

Anche Dio è mortale. Più degli dei. “Vera disciplina nelle cose dell’intelletto è una spietata intransigenza contro lo spirito di discussione. Ogni concessione fatta in nome della reciproca eguaglianza è un tradimento della verità su cui si fa prevalere la cortesia. Pensare divide”. Così ci dice Sgalambro. Perché l’uomo è cattivo? Perché un “Uomo giusto è chi sa questo: che egli deve annullare Dio quotidianamente affinché la misura dell’eterna giustizia quotidianamente si compia”.

Un filosofo nel tempo non della storia ma della metafisica della storia e dell’ontologia di un’anima in costante frammento di un’esistenza in cui l’io non diventa mai noi. Ma c’è l’attualismo che non è quello gentiliano. Neppure la crociana estetica ha appigli e frammentazioni lungo il pellegrinaggio degli attimi. L’antropologia degli attimi è l’antropologia della polvere che abita il nostro essere nel non esserci in altri.

Quel mondo pessimo è una variazione nella metafisica del tempo. Ce lo ha insegnato Sgalambro. Manlio Sgalambro era nato a Lentini il 9 dicembre del 1924. Morì a Catania il 6 marzo del 2014. In uno dei suoi ultimi libri il gioco degli aforismi è l’aforismo di una vita spesa nell’attesa. Il suo avvicinarsi ai linguaggi immersi nel quotidiano o i linguaggi della canzone che ricostruiscono la visione di una poetica tutta graffiata sulle pareti della coscienza. Non esistenza una antropologia della conoscenza. Esiste una antropologia dell’essenza.

In “La porta dello spavento supremo/Il sogno”, testo di Manlio Sgalambro e Carlotta Wieck si legge: “Quello che c’è / ciò che verrà / ciò che siamo stati / e comunque andrà /tutto si dissolverà…Sulle scogliere fissavo il mare / che biancheggiava nell’oscurità / tutto si dissolverà”. Appunto nella sua teoria della canzone si avverte la metafisica della parola nel comunicante sogno di completare e contemplare la morte nel (e del) tempo. Ma il tempo muore? Non cito titoli. Ma resto legato a quella sua disperante esistenza di un linguaggio in cui il mondo pessimo è creazione ed essendo creazione è impalcatura del nostro cuore.

Ci invita al viaggio. Come la poesia maledetta ci ha indicato nel suo pensare il verso come l’esistente. E i suoi allievi hanno focalizzato questa attenzione. Credo che da Battiato a Califano abbia inciso un essere dell’uomo tra il contemplante sguardo di un Oriente tutto interiorizzato da Battiato alla fragilità dell’amore di Califano. Ma siamo nella teoria del linguaggio. Non esiste un linguaggio debole o robusto. Bisogna recuperarsi oltre la leggerezza. Sgalambro: “Un alleggerimento che considero doveroso. Dobbiamo sgravare la gente dal peso del vivere, invece che dare pane e brioches. Questa volta, mi sono sgravato anch’io. E poi, la musica leggera ha questo di bello, che in tre minuti si può dire quanto in un libro di 400 pagine o in un’opera completa a teatro”.

Esiste il linguaggio ed esiste la metafisica del linguaggio che si fa creazione. Sgalambro l’ho incontrato nel corso del mio peregrinare tra culture e sguardi nella filosofia e in quella letteratura che è poesia della filosofia. Come Maria Zambrano. Il Cioran del nichilismo nella tradizione del Tempio della Vita che è il Tempio del Cielo.

Leopardiano sino a distruggerlo nel Pessimismo:Colui che è stato educato al pessimismo e ne è divenuto il discepolo, e per giunta, in qualità di epigono, intende trasportarlo nel proprio tempo, vede in esso un tema classico, un tema eterno. Sa bene quello che il pessimismo esige e quello che si esige da esso. Egli è il pessimista della verità, se così si può chiamare costui. Il pessimismo onora la verità: questa la tesi generale. Questo pessimista ha seguito il retto cammino dell’onore. Egli ha onorato la verità. Questo è il pessimismo che vogliamo con tutte le nostre forze, egli dice: percorrere il cammino che percorre ogni uomo che si sia accostato alla verità sino al suo nucleo più crudele, là dove essa non è più con lui. Perché la verità è il tutto contro la parte, il tutto contro di te”.

Ma il suo mondo ciceroniano si include in quella della morte del tempo che esulta nella brevità della vita di Seneca. Sgalambro supera Agostino per restare nel cerchio delle fantasie che giocano intorno alle farfalle del mistero che sono quelle gozzaniane ma sono anche le farfalle che lacerano il fiore appena nato.

Sgalambro:Definisco il pensare come l’attenzione per tutto ciò che non è se stessi o l’attenzione per se stessi ma come se non lo si fosse. Per gli equivoci che causa, sono propenso a usare invece di “pensare”, “essere attento” e al posto di “pensiero”, “attenzione”. Uno dei benefici sarebbe quello di lasciare “pensiero” all’uso corrente. L’idea di sforzo connessa vi sarebbe ben spiegata dal concetto di attenzione che è implicito in essa. Definisco, poi, idea lo scarto tra noi e le cose. Allibisco quando sento dire che le idee e le cose sono identiche. È il potere di questo scarto che definisce la capacità di pensare”.

Tutto finisce e tutto ha un seguito. Tutto si chiude nelle stanze ovattate proustiane, ma tutto ha una sua eredità. Ci sono gli orizzonti che non bisogna mai toccare perché sono loro che camminano intorno alle nostre tristezze. Non amava Croce e Gentile era enigmatico. Di loro dirà: “Erano loro che occupavano tutto lo spazio culturale, ma io non mi ritrovavo affatto in quei sistemi complessi e completi, dove ogni cosa era già stata incasellata. Per me pensare era una destructio piuttosto che una costructio: ero uno che notava le rovine, piuttosto che la bellezza. Questo era un po’ scomodo, e non certamente accademico”.

Finalmente uno scrittore che attraversa i linguaggi della modernità e rende la parola un sentiero della filosofia oltre il concetto melodrammatico della leggerezza. Sono i futili e i deboli che si chiudono nella spiegazione della leggerezza. Noi abbiamo bisogno di penetrare le pareti della fortezza e del pesante nel capire il grimaldello che apre le esistenze. O le chiude!

Certo, Cioran è il principio di uno scavo “nicciano”. Ma non c’è tristezza. C’è la consapevolezza che il sogno radicato tra le pareti dei labirinti debba diventare non la nebbia della tragedia ma la tragedia dell’onirico. Forse Ionesco. Ma l’assurdo è altro. La filosofia dell’attesa si decifra nella filosofia di questo mondo pessimo che non ci tocca vivere perché ci tocca abitare. L’antropologia della morte investe coloro che credono viventi.

Due concetti forti e diversi. Vivere e abitare. Ma Sgalambro anche con la sua dipartita non fa altro che invitarci al Viaggio. Una poesia della ripetizione nella vita che non sgombra il terreno al senso dell’ascolto e delle conoscenze. Saremo isole. Siamo sempre isole. La teoria di Sgalambro sull’isola è molto precisa: ”Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza. Un’isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio”. Un filosofo oltre le accademie e le scienze cercate. La filosofia resta il pensiero dei folli. Come la poesia. Come i linguaggi della rarefazione che sono dentro il nostro non assentarci mai. L’antropologia dell’assente invita a morire.

Anche quando non ci saremo più. E allora non sarà più un problema. Almeno per noi. Quando noi non ci saremo, Plotino sa, resteremo sempre a raccontare l’assenza sino a che le macerie diventeranno polvere nel vento e poi ci sarà il vento… perché “… i miei pensieri sono i miei unici averi. Tutto ciò che posseggo”. Eraclito era nel suo pensare e nel suo linguaggio. Citandolo ripercorreva i suoi frammenti: “La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli mutando son questi”.

Ci crediamo “viventi”. Siamo soltanto dei “morenti”. Sempre più sono convinto con Sgalambro che “Se dovessimo porci il problema dell’utilità e del danno del pessimismo per la vita, non ci sarebbe che una sola risposta da dare: la verità o la vita”. Cerchiamo di non rendere memoria la conoscenza del peggio. È perenne nella quotidiana mortalità. L’antropologia della mortalità è nella vacanza di esistenza. Ma possono esistere variazioni nel viaggio? Forse sì. Soltanto se il viaggio diventa un invito. Ecco perché Baudelaire non è solo un poeta e Sgalambro non è solo un filosofo.

MANLIO SGALAMBRO

MANLIO SGALAMBRO

Pierfranco Bruni è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, è direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. @riproduzione riservata

Il Prof. Pierfranco Bruni

Il Prof. Pierfranco Bruni

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Giardini Naxos (ME) –  La Consulta Giovanile del Comune di Giardini Naxos capitanata dal Presidente dott. Davide Amoroso continua le attività sociali con un nuovo appuntamento questa volta sportivo. L’idea nasce dallo stesso presidente Amoroso il quale ha  organizzato per il giorno 16 marzo  il torneo di ping pong 2024. La competizione si svolgerà a partire dalle 15,30 alla “Città dei Saperi” di Via Porticato in località Pallio (di fronte al Centro Commerciale “I Gabbiani).

Il regolamento prevede che ogni partecipante deve iscriversi contattando la Consulta Giovanile entro giorno 13 Marzo. Come spiega lo stesso presidente della Consulta Davide Amoroso: “La finalità del torneo è quella di promuove sportività, lealtà agonistica e divertimento nel ping pong amatoriale. Per tale motivo si richiede un comportamento esemplare e corretto sia in campo che all’esterno durante tutto il torneo. L’incontro inizia con il servizio, quando la pallina lascia la mano del giocatore. Il match viene vinto da chi raggiunge per primo 21 punti. La pallina è considerata “in gioco” quando lascia la mano del giocatore che effettua il  servizio, che, dopo la scelta del primo battitore tramite lancio della moneta, verrà alternato tra i giocatori ogni due battute. Riguardo il punteggio possiamo dire che si ottiene un punto nei seguenti casi:

- l’avversario effettua un servizio sbagliato o manca di effettuarlo dopo che ha messo in gioco la pallina

- l’avversario manca o sbaglia un rinvio

Ricordo che il torneo si svolgerà il 16 Marzo presso il Centro Giovanile Polifunzionale a partire dalle ore 15:30. Vorrei raccomandare a tutti i partecipanti di rispettare le regole e divertirsi durante il torneo.”

A questo punto non ci resta che aggiungere alle parole del Presidente della Consulta che il regolamento chiarisce anche altri aspetti del torneo, ad esempio i “falli”. stabilendo che, un fallo è commesso nei seguenti casi:

– la pallina rimbalza due o più volte nel proprio campo

– la pallina è colpita senza che essa abbia rimbalzato una volta nel proprio campo (colpo al volo)

– la pallina viene colpita o toccata con qualcosa di diverso della racchetta di gioco o dalla mano che la tiene

– la pallina è colpita due volte consecutivamente

– il giocatore (racchetta compresa) tocca la rete

– il giocatore sposta il tavolo di gioco.

La finale si giocherà al meglio dei 3 match. Chi vince più match vince la competizione mentre gli  arbitri saranno i membri della Consulta Giovanile, le decisioni degli arbitri saranno inappellabili.

Bene, non ci resta che augurare Buona Fortuna a tutti i concorrenti.

 

ROSARIO MESSINA

 

La locandina del torneo

La locandina del torneo

Il dott. Amoroso Davide Presidente della Consulta giovanile

Il dott. Amoroso Davide Presidente della Consulta giovanile

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Intervento di Domenico Interdonato

Intervento di Domenico Interdonato

L’evento culturale organizzato da Assoarma

 “La storia è scuola di vita e bisogna conoscerla, per darle il giusto valore” questo è stato il messaggio iniziale del generale di corpo d’armata Angelo Maurizio Scardino, comandante militare dell’Esercito in Sicilia, che ha rivolto agli studenti del quinto anno del Liceo Scientifico “Benedetto Croce” di Palermo, durante l’inizio lavori dedicati alla presentazione del libro “Il Valore del Ricordo Capitano Umberto Masotto”.  Il generale di corpo d’armata Scardino ha concluso ricordando il difficile contesto storico, nel quale ha vissuto l’eroe Masotto, ha ringraziando il presidente Assoarma di Palermo generale Agostino Santini, per aver promosso e organizzato l’evento. Infine ha salutato gli intervenuti e si è complimentato con l’autore Domenico Interdonato. L’evento culturale è stato ospitato dal Comando Militare Esercito Sicilia nell’accogliente salone – cineteatro della Caserma Ruggero Settimo di Palermo sede del Circolo dell’Esercito e di varie Associazioni d’Arma.

Il generale Santini ha salutato le autorità, i giovani liceali, i tanti rappresentati dell’Esercito e delle Associazioni d’Arma e dopo aver accennato al curriculum vita dell’autore del libro il giornalista Domenico Interdonato, Presidente Regionale UCSI, lo ha invitato ad iniziare la sua esposizione dedicata all’eroe artigliere da montagna Masotto.

Il ricordo delle guerre serve a fortificare la pace, non bisogna avere paura della storia, ma la dobbiamo conoscere per evitare di ripetere orrori come le guerre”, ha esordito così Interdonato che ha continuato: “oggi ho avuto il piacere di presentare l’opera a Palermo, perché qui con il 22° Reggimento di artiglieria è iniziata l’avventura dell’eroe vicentino Masotto e dei sui artiglieri siciliani, poi aggregati a Messina per preparare la missione coloniale che li ha portati nel Corno d’Africa, fino all’infausta battaglia di Adua del 1° marzo 1896”.

Dopo l’applaudita presentazione del libro l’appuntamento con la storia è continuato, con una visita guidata ai preziosi affreschi seicenteschi scoperti di recente durante i lavori di restauro e alle tre sale dell’area museale della Caserma. Gli ospiti hanno potuto ammirare il restauro del soffitto del teatro della caserma Ruggero Settimo, ex refettorio dell’antico convento di San Francesco di Paola sita nell’omonima piazza, che è l’ultimo dei lavori avviati per valorizzare lo storico complesso del XVI secolo che continua a riservare piacevoli sorprese.

Il Generale Santini con l'autore del libro Domenico Interdonato

Il Generale Santini con l’autore del libro Domenico Interdonato

Il pubblico presente alla presentazione del libro

Il pubblico presente alla presentazione del libro

La sala dove è stato presentato il libro

La sala dove è stato presentato il libro

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