AGOSTO 2019
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Fratelli Napoli

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Giardini Naxos (Me)Acqua, cielo, terra, fuoco. Lo scontro si fa duro. Ma Apollo Archegétes se la sarebbe goduta, divertendosi ad osservare dall’alto i figli di due colonie della Mεσαλε ξλλας (Magna Graecia) mentre gareggiavano nelle moderne “olimpiadi televisive” al tempo dei social. E’ quanto accaduto lo scorso fine settimana a Giardini Naxos in diretta dal Lungomare Calcide Eubea con la bellissima Miss Italia 2006 Claudia Andreatti e la regista della squadra esterna Rai Patrizia Colaci per la nuove puntate dello show di RaiDue Mezzogiorno in Famiglia dove la squadra locale ha affrontato i concorrenti di Conversano (Bari) nelle gare: Cogli la prima mela!, lo Stendipanni (sabato 07) e nella gara dei Tiri liberi al contrario (domenica 08).

Per l’occasione sono state messe in risalto le origini elleniche del nostro territorio e lo show si è aperto con una spettacolare “rievocazione storica” del Mito di Naxos, a cura del regista Giovanni Bucolo. Una rievocazione in cui attori, musicisti e figuranti in costumi rigorosamente d’epoca hanno proposto al pubblico nazionale lo sbarco, avvenuto nel 734 a.C., dei primi coloni provenienti da Calcide Eubea e da Naxos giunti sin qui per fondare la nuova Naxos sotto i buoni auspici di Apollo Archegétes, protettore delle colonie. Tutto perfettamente aderente alla realtà storica del tempo con la sfilata dei vari personaggi di rilievo che, al rullo di tamburi e squilli di tromba, hanno animato la vita della comunità calcidese fino al 403 a.C., e cioè l’ecista Teocle, il campione olimpico Tysandros, la ninfa Nausicaa sua compagna, le sacerdotesse di Apollo, il dio Iperione, ecc.. Proprio la “cartolina” speciale che attendevamo!

E dopo le gare Cogli la prima mela! e lo Stendipanni, ad appannaggio della squadra locale, ancora grande spazio all’autentica sicilianità con l’immancabile Opera dei Pupi Siciliani della famiglia Napoli di Catania. Una tradizione che dura da un secolo, ci spiega Fiorenzo Napoli che, insieme al figlio Davide, ne è attualmente il depositario. Una tradizione che mantiene inalterati nel tempo i suoi aspetti culturali, teatrali e artigianali, infatti oltre ai ruoli assegnati al “parraturi” (la voce narrante delle vicende cavalleresche), ai due “armeri” (i manovratori che muovono i due paladini che combattono di destra e di manca) e alla figura della maschera Peppe Nino, vi è l’elemento storico-culturale della creazione dei costumi e delle armature dei vari Pupi, oltre alla scenografia che deve essere il più possibile aderente alle vicende storiche. Senza contare, poi, il ruolo del “marranzanista” nella persona di Turi Costa, un’artista completo che esegue una musica ritmica ed ipnotica utilizzando uno strumento molto conosciuto anche in altre culture e tribù (particolarmente in Siberia ed in India). Artisti a tutto tondo insomma che, non senza tradire un po’ di commozione, annunciano orgogliosi l’imminente apertura del primo teatro stabile dell’opera dei pupi alle Ciminiere di Catania, finalmente dopo diversi decenni di attesa.

E sempre per restare fedeli all’artigianato locale più “artistico” del nostro territorio, il maestro Michele Patanè ha presentato la tecnica della lavorazione del papiro tramite la quale, ci spiega,  vengono disposti i listelli del fusto del papiro  a dieci a dieci in orizzontale ed in verticale. Tenuti a bagno con acqua di mare per cinque-sette giorni, il tempo della macerazione che causa il loro incollamento. In seguito vengono messi ad asciugare con dei panni su una pressa per sette giorni. In questo modo si ottengono dei fogli che sono pronti per essere dipinti e decorati. Patanè ha presentato la sua opera “La creazione della Sicilia”, sulla falsariga della Creazione di Michelangelo ma con l’aggiunta dei limoni e delle arance di Sicilia.

Una domenica scoppiettante si è aperta poi con una nuova gara della squadra locale in alternanza con le gare di danza, canto, giochi vari e quiz di cultura generale svolte dai concorrenti in studio a Roma, mentre qui veniva proposta una scenografica esposizione delle opere d’arte in pietra lavica della famiglia Stracuzzi di Gaggi (Me) che, con Marianna Leonardi, hanno spiegato al pubblico nazionale come nascono le lavorazioni in pietra lavica decorate artisticamente da Giacomo Porcelli di Caltagirone che ha spiegato la differenza tra la decorazione più marcatamente caltagironese (legata ai motivi floreali bizantini e arabi) e la variante della valle Alcantara con l’utilizzo di colori caldi e di soggetti legati alla tradizione sicula (il vulcano, la lava, il carretto, gli agrumi).

Per concludere questo sbarco trionfale sulla nostra meravigliosa isola, certamente non poteva mancare la presentazione, condotta dal sempre dinamico Maurizio Caruso, delle prelibatezze dello chef Gianfranco Messina che ha proposto la “passeggiata sullo stretto”: una tartare di gamberi di Ragusa e tonno di Mazara condita con ciliegino e peperoncino di Sicilia. Insieme ai tipici involtini di pesce spada. Una vera ghiottoneria! Insieme agli chef Alfio e Giovanni Parisi, primi classificati nella settima edizione del Trofeo Città dello Stretto per la “pizza alla messinese” ovvero con pomodoro, acciughe e scalora, una verdura riccia dal gusto agrodolce. Unica.

Nel frattempo a Roma si vinceva e, siccome Olimpia chiama Olimpia, la puntata si è chiusa col “botto”, infatti ospite d’eccezione per i saluti finali l’atleta olimpico delle Fiamme Gialle Giulio Dressino, classe 1993, classificatosi ben sesto nella canoa K 2 alle olimpiadi di Rio De Janeiro. Vincendo ancora a Giardini il primo campionato siciliano di canoa surfski sprint 500 mt., una variante marittima della canoa con seduta sit-on-top e prua più lunga e bombata, organizzato dallo storico Circolo Nautico Teocle nella persona del presidente Maurizio Spina. Che ci ricorda che la baia di Giardini Naxos è meta privilegiata dei campionati regionali, nazionali ed internazionali degli sport acquatici come nuoto, sci d’acqua e canoa, singola e a squadre. Infatti, tanto per fare un esempio, appena tre settimane fa la FIN ha svolto qui le qualificazioni regionali di nuoto.

Un popolo, una città, un’amministrazione e una comunità in festa dunque. Per la gioia di tutti. E così, mentre ascoltiamo l’ultimo potentissimo singolo dei Foo Fighters, tratto dall’album “definitivo” Concrete and Gold, salutiamo i campioni Alessandro M., Antonio, Carmelo, Carmen, Danilo, Giorgio, Giuliana, Luca G., Martina, Mirko R., Paolo B., Alessandro, Andrea, Antonino, Christian, Doriana, Giada, Luca L., Maria, Maria Rosaria, Marzia, Santi e Sonia che gareggeranno il prossimo fine settimana contro Monte Urano (Fermo) e invitiamo i concittadini a votare le gare di danza e canto chiamando il numero 894433 oppure inviando un SMS al numero 4784784 e digitando il codice 01. Avanti ragazzi, WE RUN!

Sergio Denaro

La rievocazione Storica della fondazione di Naxos

La rievocazione Storica della fondazione di Naxos

Lavori artigianali in pietra lavica

Lavori artigianali in pietra lavica

Il tavolo dei prodotti culinari

Il tavolo dei prodotti culinari

I fratelli Napoli ed i loro suggestivi Pupi

I fratelli Napoli ed i loro suggestivi Pupi

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 Catania – Monastero dei Benedettini: Martedì 16 giugno, alle ore 17:00, una nuova avventura ludico-didattica al Monastero dei Benedettini dedicata ai giovani visitatori, con il laboratorio “La leggenda dei giganti”. I bambini scopriranno la leggenda del valoroso cavaliere Uzeta che sconfisse i giganti Ursini, attraverso un laboratorio che prende spunto dalla mostra “La guerra… io dico la Guerra. Metafore belliche nei cartelli della Marionettistica fratelli Napoli (1839-1915)” organizzata dal Dipartimento di Scienze Umanistiche, in collaborazione con i fratelli Napoli, famosi pupari catanesi. Dopo una breve visita alla mostra, ospitata all’interno delle cucine settecentesche del monastero, i giovani partecipanti potranno realizzare un piccolo teatro da portarsi a casa e per poter raccontare anche loro la leggenda scoperta durante il laboratorio, ma anche tante altre storie, frutto della loro fantasia.
Il laboratorio, dedicato ai bambini di età compresa dai 7 ai 12 anni, verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Per aderire è necessaria la prenotazione ai numeri 0957102767 | 3349242464. È possibile contattare l’InfoPoint di Officine Culturali dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 17:00.

La mostra “La guerra… io dico la Guerra. Metafore belliche nei cartelli della Marionettistica fratelli Napoli (1839-1915)” sarà visitabile fino al 25 luglio presso le Cucine settecentesche del Monastero dei Benedettini con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, il sabato solo la mattina

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Sabato 13 Giugno ore 18:00

AMORE E FOLLIA
DI ORLANDO
Copione elaborato da Alessandro e Fiorenzo Napoli
sulla base dell’Orlando Furioso e dei canovacci di tradizione

nell’ambito della Rassegna di Opera dei Pupi di scuola catanese 2015

presso

TEATRO MUSEO MARIONETTISTICA F.LLI NAPOLI
Centro Commerciale PORTE DI CATANIA
Stradale Gelso Bianco (CT)

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Info: 347/0954526; 347/3034600; 095/7513076

SINOSSI
Ben note sono le vicende di Orlando che diventa pazzo e furioso per amore di Angelica e del coraggiosissimo Astolfo che a cavallo dell’Ippogrifo si reca sulla luna per recuperare il senno perduto dal cugino. Nella tradizione catanese dell’Opera dei Pupi, il legame che univa strettamente le sorti dei due cugini veniva fatto risalire indietro ad un’avventura che essi avevano vissuto da giovinetti. Astolfo era stato rapito nell’incanto della voluttuosa maga Voltiera. Orlando riusciva a liberare il cugino dall’incanto, rimproverandolo di aver trascurato per amore i suoi doveri di cavaliere. Alla maga Voltiera, che si vedeva privata del suo bell’Astolfo, non restava che proferire una terribile profezia e operare un incantesimo: “Orlando, tu che tanto disprezzi l’amore di donna, un giorno t’innamorerai, andrai ramingo per il mondo e pazzo sarai per una donna saracena! A te, o Astolfo, tolgo la forza e ti resta il coraggio!”. La vicenda ariostesca di Orlando ed Astolfo diventava all’Opra catanese lo sviluppo di quell’episodio della loro giovinezza. Nel copione che abbiamo elaborato con Fiorenzo Napoli, intendiamo recuperare questo gioco di corrispondenze incrociate. Rispetto all’originale trama ariostesca, l’altra grande differenza che l’Opera dei Pupi catanese proponeva era la seguente: Orlando non impazziva all’improvviso quando vedeva incisi sui tronchi degli alberi i segni palesi dell’amore di Angelica e Medoro, ma già da prima dava intermittenti segni di squilibrio, scambiando l’identità di cose e persone e immaginando ancora vivi e presenti cavalieri da lui precedentemente uccisi. Accompagnava il paladino il famiglio Peppininu, la maschera tradizionale dell’Opra catanese, che come Sancio Panza con Don Chisciotte cercava di far ragionare Orlando o ne mitigava i pericolosi furori. Proprio nel contrappunto di un Orlando sublimemente folle per amore e di un Peppininu umanissimo affezionato al suo “principale” consiste la poesia della rappresentazione della pazzia di Orlando all’Opra catanese, che tutta intera vogliamo riproporre al pubblico di oggi. Dopo che Astolfo recupera sulla luna il senno di Orlando, solo grazie a Peppininu i paladini trovano il modo di far annusare l’ampolla al furiosissimo conte. Peppininu escogita la giusta maniera di immobilizzare Orlando e si mette d’accordo con Rinaldo, che i pupari catanesi, a differenza del poema ariostesco, vollero presente al momento del rinsavimento. Lo spettacolo recupera gli spunti di riflessione e le complessità scenotecniche della messinscena tradizionale, suggerendo per bocca di Peppininu il dubbio che trapela dalle ottave di Ariosto: ma la furia guerriera di Orlando non è forse una follia più pericolosa di quella d’amore? (Alessandro Napoli)

2  OrlandoX   1 Orlando dei F.lli NapoliX

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