FEBBRAIO 2020
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PALERMO

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PALERMO – Presso l’Assessorato regionale dell’Economia, in occasione del quarantennale dell’assassinio di Piersanti Mattarella ed a ricordo della sua presenza quale Assessore con delega al bilancio per sette anni, è stato collocato un grande quadro raffigurante “Il muro del mare per l’autonomia” del Maestro Piero Guccione ed una targa commemorativa.

Piersanti Mattarella ricoprì la carica di Assessore nella sede di via Notarbartolo, dall’agosto 1971 al marzo 1978, rendendosi artefice di importanti riforme finanziarie e contabili, della riqualificazione del bilancio e dell’approvazione dei rendiconti arretrati, dell’introduzione della programmazione pluriennale, del rafforzamento del controllo sul sistema delle banche.

Un’azione politico-amministrativa di modernizzazione e trasparenza volta al superamento del divario economico-sociale ed al rilancio del ruolo della Sicilia nel Sud, in cui egli da regionalista e meridionalista convinto credeva fortemente, che poi proseguì, da Presidente della Regione, sino al 6 gennaio 1980 quando fu barbaramente ucciso dalla mafia per i cui interessi ormai costituiva un ostacolo insopportabile.

Ai primi di febbraio, presso l’Assessorato dell’Economia, si terrà un seminario di studi su quell’esperienza di riforma e buona amministrazione nel quale saranno ripercorsi gli assi principali dell’azione innovativa di Mattarella ed al quale parteciperanno, oltre a studiosi e politici, anche i suoi principali collaboratori del tempo.

Targa Commemorativa a Mattarella

Targa Commemorativa a Piersanti Mattarella

Il Quadro di Guccione

Il Quadro di Guccione

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L'Assessore Bernardette Grasso

L’Assessore Bernardette Grasso

Le attività di informazione e comunicazione, purché esercitate da specialisti e professionisti, anche mediante apposita formazione di dipendenti interni all’Ente, rappresentano per i comuni una possibilità da utilizzare, sia per far fronte ad esigenze di legge quali la trasparenza, che come leva di promozione del territorio e dell’azione amministrativa”. E’ quanto sostiene l’assessore alla Autonomie Locali e Funzione Pubblica della Regione Siciliana, Bernardette Grasso intervenuta al convegno “Le PA Social hanno una marcia in più. Uso e diffusione dei social media pubblici” organizzato dall’associazione nazionale PA Social, con il patrocinio della Regione Siciliana, dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, dell’Assostampa e di Anci Sicilia Giovani.

L’assessore Grasso ha annunciato che per agevolare i collegamenti in rete dei Comuni, alcuni dei quali ancora oggi non in grado di poter sfruttare le attuali tecnologie, è in fase di realizzazione l’estensione della banda larga sul territorio regionale.

L’Assessore Grasso si è resa disponibile ad incontrare nei prossimi mesi il coordinamento regionale di PA Social per verificare la possibilità di dare il via ad una collaborazione mirata alla formazione e ad indirizzare i Comuni siciliani al corretto utilizzo dei social network, avviando buone pratiche ed una campagna di promozione per la diffusione di professionisti dell’informazione e della comunicazione nei Comuni.

Bisogna fare una campagna di promozione e questo spetta a voi» dice l’assessore rivolgendosi ai referenti di Pa Social. Mi auguro” – ha concluso l’assessore regionale – “che queste iniziative e momenti formativi vengano proposti anche nei singoli Comuni, a livello locale. I Comuni possono organizzarsi con Anci e sforzarsi per prevedere risorse destinate alla Comunicazione perché sono risorse ben spese che promuovono gli Enti dandogli visibilità. E’ un nuovo modo di fare amministrazione e di rapportarsi al cittadino. Ritenetemi a vostra disposizione“, ha concluso Grasso.

A palazzo D’Orleans era presente il presidente nazionale di PA Social, Francesco Di Costanzo che dopo aver presentato le varie attività di PA Social: eventi, convegni, formazione, ricerca con l’Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale, la PA Social Academy, il tour con Linkedin, i percorsi formativi con Anci nazionale, ha puntualizzato: “Non bisogna più parlare di nuova comunicazione istituzionale in quanto le attività sui social rappresentano una realtà della nostra vita quotidiana già da diversi anni. E’ necessario superare l’ostacolo dell’attuale approccio culturale; i social sono straordinari strumenti di utilità e di servizio pubblico con un impatto immediato verso i cittadini; occorre avere un approccio di comunicazione più esterno che interno per arrivare ad un prodotto finale al cittadino efficace, efficiente, rapido, al passo coi tempi”.

Di Costanzo ha annunciato la data dell’assemblea nazionale di PA Social il prossimo 14 novembre e Gli Stati generali della Nuova Comunicazione previsti a Torino l’11 ottobre prossimo.

L’80% dei cittadini vogliono essere informati ed avere servizi mediante social network, chat ed altri strumenti di comunicazione social. Il Web ha superato di gran lunga la carta stampata ed è vicino a prendere il primo posto dopo i TG” – dice Di Costanzo – “risulta dai dati del nostro Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale creato da PA Social con l’istituto Piepoli”.

Di Costanzo conclude il suo intervento sottolineando la forza di PA Social, prima associazione a puntare sui temi della nuova comunicazione, riconosciuto anche dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e lanciando l’appello ad ospitare gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica in Sicilia nel 2021. Ha poi concluso evidenziando il lavoro che sta portando avanti l’associazione per la scrittura della cosidetta “Legge 151” che ri-organizzi le attività di informazione e comunicazione previste dalla Legge 150/2000 alla luce delle innovazioni della comunicazione, prevedendo negli enti un apposito servizio formato da giornalisti, comunicatori e social media manager in un’ottica organizzativa da redazione unica.

Il presidente di PA Social ha raccontato l’attività del comitato scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale di PA Social, di cui fa parte anche il sociologo Francesco Pira, professore di comunicazione all’Università degli Studi di Messina.

Da tanti anni parliamo di comunicazione istituzionale eppure ancora non si riesce a comprendere perché cittadini ed istituzioni non parlano tra loro” – ha detto Pira – “E’ necessario uscire fuori dall’equivoco che i social network sono dei giochetti e non validi strumenti da usare. È impossibile pensare ad un reale cambiamento della PA senza usare le tecnologie che il mercato ci offre e senza puntare sulla formazione, sulle buone prassi e sui processi di lavoro. Pensate che l’unico vademecum che esiste per l’uso e gestione della comunicazione social” – sottolinea Pira –  “è un vademecum realizzato dal Formez nel lontano 2011, quanto è cambiato da allora!“.

Al convegno erano presenti anche Tony Siino, social media strategist della Regione Siciliana, nuovo socio di PA Social, che ha illustrato il modo di comunicare social della Regione Siciliana, Sara la Rosa, componente PA social Sicilia, assessore al Comune di Capo D’Orlando, che ha illustrato ai presenti quale è la reputazione della PA tra comunicazione, formazione e social.

Ha messo in evidenza pro e contro, rischi ed opportunità dell’uso dei social, dal Datagate al GDPR, Marco La Diega – DPO e Consulente per la transizione al digitale di diversi Comuni siciliani, il punto di vista dei giornalisti tra “informazione, social e autocontrollo”, è stato offerto da Giovanni Villino, giornalista del gruppo GdS ed esperto dei temi legati all’innovazione digitale, Alessandro Lombardi, responsabile dell’Ufficio Rapporti con la Cittadinanza attraverso il web e i social network del Comune di Palermo ha illustrato le prospettive di sviluppo per Social media, Cittadini e amministrazioni sottolineando anche come procedere ad analizzarne il corretto uso.

Come si comunica il rischio anche attraverso i social è l’argomento affrontato da Gino Morabito, funzionario del dipartimento di Protezione civile della Regione Sicilia. A coordinare il convegno la giornalista Marina Mancini, vice presidente GUS Sicilia e coordinatrice regionale di PA Social insieme a Rosario Gullotta.

La foto di gruppo con gli organizzatori del convegno di Palermo

La foto di gruppo con gli organizzatori del convegno di Palermo

Francesco Di Costanzo

Francesco Di Costanzo

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INTERVENTO di  GAETANO  ARMAO  Vicepresidente ed Assessore all’economia della Regione siciliana

-“Ex alunno dell’Istituto ‘Gonzaga’ e dell’Istituto ‘Pedro Arrupe’ di Palermo. Quel che vorrei ricordare dell’insegnamento di Padre Pintacuda, della cifra del suo impegno di uomo di cultura e di fede, é la costante attenzione alla formazione ed alla crescita spirituale e professionale, ma anche il rigore verso le derive delle istituzioni. Soprattutto in un tempo nel quale va affermato che il crescente divario nel Paese – recentemente sottolineato nei rapporti della SVIMEZ e della Banca d’Italia -, va affrontato con politiche pubbliche incisive che attivino un impiego massiccio di risorse pubbliche, cominciando dalla revisione delle politiche U.E. sull’austerità e da un aumento della capacità di spesa delle amministrazioni pubbliche. E qui torna l’attualità dell’impegno di Pintacuda in un dibattito che per troppo tempo ha posto ai margini la questione delle amministrazioni del Sud. Ovvero, che per progettare e realizzare politiche pubbliche all’altezza della pesante crisi in atto è assolutamente necessario che le amministrazioni pubbliche siano dotate delle professionalità necessarie. Lui che oltre che studioso e docente, era anche dipendente pubblico. 2È necessaria una scelta strategica, una decisione istituzionale di fondo per mettere in campo politiche pubbliche che sappiano investire sulle capacità, sui talenti sulle energie. La preminenza delle decisioni finanziarie ha fatto sin troppi danni cui occorre riparare proprio seguendo quell’insegnamento che individuava in un’amministrazione competente ed innovativa la leva per garantire sviluppo e progresso attraverso il buon funzionamento istituzionale. Senza questo approccio, come ricordato per troppo tempo sacrificato con effetti depressivi dell’efficienza dell’amministrazione e delle strutture burocratiche, anche risorse ingenti – e comunque il Sud e la Sicilia ne hanno ricevuto meno del dovuto come addirittura contestato all’Italia dalla Commissione UE – non possono essere impiegate in modo efficiente e tempestivo. L’impegno nella formazione amministrativa e politica di Padre Pintacuda dal Gonzaga, all’Istituto di scienze amministrative, diretto da padre Giuseppe Noto, al Centro “Studi sociali”, che poi ospiterà l’Istituto di formazione politica “Pedro Arrupe”, diretto da padre a Bartolomeo a Sorge, alla Libera Università della Politica sino al CERISDI offre la cifra della Sua personalità, consentendo di tracciare una traiettoria che è ancora oggi di riferimento per una Sicilia che cerca il proprio riscatto, liberandosi da malaffare, inefficienze ed abusi della politica clientelare.”

Relazione al Convegno commemorativo, Memorial Pintacuda, tenutosi all’Assemblea Regionale Siciliana, Sala 1 Mattarella, Palermo, Venerdì 15 Novembre 2019. In tal senso si ricordino i sui scritti in materia pubblicati dalla Rivista Aggiornamenti sociali: Pubblica 2 Amministrazione: tentativi di riforma: 2/1967, 101 e ss., Efficienza e retribuzioni nella Pubblica Amministrazione, 6/1967; 455 e ss.; Efficienza e controllo nella Pubblica Amministrazione, 11/1967; 601 e ss. ma anche più recenti interventi come quello tenuto alla 1a Giornata della Formazione Manageriale ASFOR a Milano, l’11 Dicembre 2002, nel quale osservò “credo che noi dobbiamo tornare, più che alla formazione di management a quella, più complessiva e strategica, di classe diri-gente; la formazione di una classe dirigente che comporta una varia segmentazione nel sistema che è quello sociale, economico e politico”, https://www.asfor.it/aree-attivita/pubblicazioni-asfor/lettera-asfor/download-lettera-asfor/ 106-rassegna-stampa-2013/download/1035_543600acf8f493e27a784809864d271b, 26. 1

In questo senso appare emblematica la dura critica che Pintacuda rivolse alla pratica, diffusa quanto deteriore, del voto segreto all’Assemblea regionale siciliana, che stigmatizzò sempre come fenomeno di “malcostume” e di degenerazione del dibattito politico , applicato alle più disparate decisioni legislative, a partire da 3 quelle di bilancio. Pratica che allora come oggi – e le cronache regionali degli ultimi giorni lo dimostrano – agita il confronto politico, istituto che se garantito nella sua attuale ed indiscriminata utilizzazione (che giova ricordare non ha eguali in assemblee legislative regionali) persegue soltanto l’obiettivo di alimentare l’instabilità politica, l’esercizio delle scelte clientelari e la negoziazione continua con ogni singolo parlamentare. 2. In questo senso la Sua figura si collega a quella di un altro straordinario gesuita, Papà Francesco per il quale “Di fronte alla cultura della illegalità, della corruzione e dello scontro, voi siete chiamati a dedicarvi al bene comune, anche mediante quel servizio alle gente che si identifica nella politica. Essa, come affermava il beato Paolo VI, ‘è la forma più alta ed esigente della carità’. Se i cristiani si disimpegnassero dall’impegno diretto nella politica, sarebbe tradire la missione dei fedeli laici, chiamati ad essere sale e luce nel mondo anche attraverso questa modalità di presenza” (Papa Francesco, Discorso alle CVX, 30 aprile 2015). Questo pensiero costituisce la sintesi del loro pensiero religioso, sociale e politologico. Il messaggio di una fede che si misura con le contraddizioni e le provocazioni dei tempi, espresso con quella ‘dolcezza sovversiva’ che, per che ha avuto la fortuna di essergli vicino, egli manifestava nei colloqui personali, ben al di là del tratto severo che ne delineavano giornalisti e politici, spesso alle strette con un uomo che non amava giri di parole. E vorrei ricordarne la figura, oltre la presenza in importanti vicende di vita, rievocando i momenti di sintonia e quelli di confronto serrato che vissi con Lui e per l’insegnamento che ancora porto dentro di me. Lo incontrai per la prima volta tra i banchi di scuola del Gonzaga alla fine degli anni ’70. Svolgeva compiti di assistenza spirituale ed era attento alle speranze dei giovani per una Palermo diversa, innovativa, che voleva voltare le spalle a quella mafia che aveva spadroneggiato anche grazie alle sponde che le istituzioni offrivano ai poteri criminali. Giunse come un fulmine l’omicidio del Presidente Mattarella e divenne per tanti di noi quasi inevitabile affiancare all’impegno nell’associazionismo cattolico quello sociale e politico. Mentre la Chiesa palermitana, guidata dal Card Pappalardo, ma con la spinta di tanti sacerdoti e laici, segnava un profondo cambio di passo nella reazione ai poteri criminali ed alle pratiche spartitorie. Nasceva in quegli anni, artefici i Padri Rizzo e Pintacuda, nel solco dell’intuizione di G.Lazzati, “Università per l’Uomo” movimento nel quale tanti si impegnarono nella vita universitaria e poi, alle elezioni per i Consigli di quartiere a Palermo, “Città per l’Uomo”. Lo ricordo così agli incontri con il ‘Gruppo Politica Giovani‘ che fondammo agli inizi degli anni ’80, con Luca Orlando e Sergio Mattarella, con l’indimenticabile Alessandra Siragusa, Manlio Mele, Steni Di Piazza, Vincenzo Morgante, Angelo Cuva, Antonio Piraino, Giovanni Maniscalco, Giuseppe Cicero, Sergio Russo e tant (E. Pintacuda, Elezioni e Governo regionale in Sicilia, in Aggiornamenti sociali, 11/1967, 561 3)  altri colmi di entusiasmo, ribelli ad una società ancora troppo vischiosa ed indifferente ed ad una politica schiacciata dalla partitocrazia e dal clientelismo. Parole come rinnovamento, discontinuità, rottura delle appartenenze, acquisivano un valore nuovo per una Sicilia nella quale la mafia, per consolidare il proprio potere, passava per le armi servitori dello Stato, politici, sindacalisti, imprenditori, sacerdoti come don Puglisi e la voce di condanna di Padre Ennio si levava nitida contro il “comitato di affari trasversale” che favoriva quei misfatti. Subito dopo nasce l’esperienza dell’Istituto ‘Pedro Arrupe‘, che prendeva il nome dal Generale della Compagnia di Gesù che guidò l’ordine dopo il Concilio Vaticano II reinterpretandone la missione come servizio della fede e promozione della giustizia, la cui “sorte fu quella del profeta: essere non solo annunciatore dei tempi nuovi dello Spirito, ma anche “segno di contraddizione”» (cfr SORGE B., Padre Arrupe, testimone profetico dei tempi nuovi, in Agg. Sociali,2001, 285). Frequentai il primo corso di formazione politica promosso da Padre Sorge nel quale Padre Pintacuda, che ne fu l’altro ispiratore, insegnava sociologia e da quella esperienza Egli trasse la consapevolezza di quanto un percorso di consolidamento cultuale e valoriale fosse necessario per irrobustire la (ancora) troppo debole società civile siciliana. L’idea che anche all’interno della democrazia e non contro di essa dovessero trovarsi gli strumenti per nuove sintesi, per costruire una società libera, non poteva che trovare nella formazione dei giovani la sua leva essenziale. L’impegno sociale, quello culturale e poi quello politico crescevano, da discente divenni docente, e Lui c’era sempre a dare consigli, a stimolare nuovi percorsi di ricerca, a suscitare uno spirito comune di riscossa per Palermo e la Sicilia, per affrancarla da quella che egli definiva una “classe dirigente di nani“. Poi arrivarono gli anni del movimento della “Rete“. Un’esperienza che, da cattolico-liberale non potei seguire ritenendola personalistica ed estremistica, una fuga in avanti che avrebbe sfilacciato un grande movimento di cambiamento che doveva puntare, al contrario, a tenere coesi i suoi protagonisti e non a dividerli. Così come purtroppo accadde e come dovette constatare, con grande amarezza, anche Padre Pintacuda che se ne distaccò successivamente senza lesinare critiche e constatare fallimenti che irreversibili erano ed irreversibili restano. Pur di fronte a quella scelta non mancarono mai gli inviti a partecipare da relatore alla straordinaria esperienza della Libera Università della Politica a Filaga che fecero di quel piccolo luogo ameno un centro vibrante di idee e di confronto, e dal quale partiva un messaggio di rinnovamento e di speranza per la nostra Terra. Ne seguì l’apertura dell’impegno di Pintacuda verso i rinnovati valori del meridionalismo, dell’autonomismo e del federalismo sturziano con l’intento di rilanciare la Sicilia delle ‘carte in regola’ di Mattarella e Nicoletti, di ridarle un sussulto di rinnovamento, liberandola dagli ascari. Messaggio che di fronte alla “palude” – termine che Egli spesso evocava – in cui si trovano ancor più oggi il Sud e la Regione siciliana appare sempre attuale. Ci ritrovammo alla metà degli anni ’90, quelli dell’avvento del centro-destra. Pur senza parlarne avevamo maturato l’idea che piuttosto che lo schieramento andasse privilegiato il rapporto con le persone che la Sicilia intendevano modernizzare indipendentemente dalla collocazione partitica. Videro così la luce – con la Sua consueta determinazione – le prime iniziative istituzionali di contrasto all’usura con la Provincia di Palermo, allora presieduta da F. Musotto. 3 Insegnavo già all’Università ed al CERISDI e fu di grande conforto vederlo guidare quella Scuola nell’ultima stagione di motivazione culturale, poi soppressa dall’insipienza della politica nel 2016. Mi piace ricordare un convegno al Castello Utveggio, da Lui aperto nel 2001, sulla finanza di progetto al quale parteciparono studiosi ed imprenditori italiani e che offriva le linee per far partire, proprio dalla Sicilia, un nuovo modello di sviluppo delle infrastrutture. E poi lo sguardo rivolto all’Euro-mediterraneo, alla Sicilia più cerniera che frontiera, con il varo di programmi formativi che alla Sua morte sono stati progressivamente abbandonati per prediligere un formazione di risulta, spesso più utile ai formatori che ai formati. Sino a quella mattina di quasi quindici anni fa nella quale giunse la telefonata di Pierluigi Matta che mi comunicava della Sua scomparsa. 3. Resta il ricordo di un sacerdote libero, di un siciliano coraggioso, di un attento studioso. Nell’omelia per le sue esequie Padre Beneduce, suo confratello ed amico, ne ha ricordato così il legato: “l’eredità che lascia a tutti noi nella misura in cui l’abbiamo avuto confratello, parente, amico, conoscente, collaboratore: è indiscutibilmente, la sua passione per la politica, per la polis…questo impegno del padre Ennio non era, come dire, un suo interesse che ha sviluppato da solo, ma sicuramente ha la sua radice nella Parola, nella tradizione cattolica, e più in particolare nel suo essere gesuita.”. Quel lascito si salda, ed oggi è possibile scorgere questa trama, con l’insegnamento di un grande confratello gesuita, divenuto Papa Francesco.

Padre Pintacuda con Armao

Padre Pintacuda con Armao

Ass. Gaetano Armao

Ass. Gaetano Armao

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PALERMO– “Tempi di transizione. Sostenere le transizioni del bambino e dell’adolescente in condizioni pediatriche” è il titolo del secondo congresso internazionale della Società italiana di psicologia pediatrica che si terrà a Palermo dal 7  al 9 novembre presso la sede dell’Ordine dei Medici a Villa Magnisi.

Organizzato dalla S.I.P.Ped. e dall’Ordine degli psicologi della Sicilia in collaborazione con l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione della Regione Siciliana e Formez PA nell’ambito del PO FSE 2014-2020, l’evento intende aprire una riflessione sui percorsi intrapresi negli ultimi anni dai professionisti che operano nel settore e approfondire i cambiamenti evolutivi dei bambini.

Si tratta infatti di una kermesse di promozione scientifica, culturale e gestionale, che affronta, in termini di prevenzione e di supporto, le difficoltà della crescita che sorgono durante una patologia e ha l’obiettivo di portare all’attenzione degli operatori del settore (psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, ginecologi, infermieri, ecc.) come tali problematiche possano iscriversi tra i fattori di rischio dell’infanzia e dell’adolescenza che hanno, poi, ricadute sociali preoccupanti come instabilità, depressione, problemi scolastici e difficoltà nell’inserimento del mondo del lavoro.

“La tematica analizzata – afferma l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla – pone una complessità di variabili che il congresso, attraverso le scelte fatte in termini di presenze, di sessioni di lavoro e d’individuazione dell’utenza, esamina a livello biologico, neuropsicologico, sanitario, educativo e sociale. Un incontro che costituisce, quindi, l’occasione di ripensare e ridefinire anche alcuni aspetti della formazione nel settore”.

Per Giovanna Perricone, presidente della Società italiana di psicologia pediatrica, “è sempre più necessaria la presenza degli psicologi in sanità, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Basti pensare che oltre il 10% dei minori di età compresa tra 0 e 14 anni in Italia soffre di almeno una malattia cronica. E ci colpiscono per esempio i circa 10.000 bambini che ogni anno si ammalano di una malattia reumatica, o i 20.000 bambini e adolescenti con nefropatia. E ancora appaiono particolarmente preoccupanti i dati relativi alla percentuale di coloro che ogni anno nascono con una patologia rara (circa il 70% dei malati in Italia), così come la rilevazione che su 1000 nati vivi tra i 6 e gli 8 nascono con una cardiopatia congenita, spesso peraltro una delle principali cause di mortalità infantile, o le cifre sull’incidenza delle patologtumorali in età pediatrica: ogni anno oltre 160 nuove diagnosi in minori tra i 0 e i 14 anni. A tutto ciò, come ci suggeriscono diversi studi del settore, si aggiunge la considerazione della crescente associazione tra malattie croniche o severe in età pediatrica e la presenza di sintomi psicopatologici, in particolare di ansia e depressione. Per queste, e per altre ragioni – conclude Perricone –, durante il congresso discuteremo anche sui metodi da adottare per sostenere il cammino di crescita di ogni bambino e di ogni adolescente che deve affrontare una malattia”.

Numerosi saranno i temi dai risvolti scientifici e sociali che saranno affrontati da relatori autorevoli. Dopo l’incontro di inaugurazione, previsto per domani alle ore 15 con i saluti istituzionali degli assessori regionali alla Salute e all’Istruzione, Ruggero Razza e Roberto Lagalla, del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e del rettore dell’Università del capoluogo, Fabrizio Micari, nel corso del congresso interverranno Giuseppe Masera, pediatra di fama internazionale e padre dell’onco-ematologia pediatrica, già direttore della UOC dell’ospedale San Gerardo di Monza; Massimo Ammaniti, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo dell’Università La Sapienza di Roma e Massimiliano Oliveri, ordinario di Neuroscienze cognitive dell’Università di Palermo e con loro tanti altri docenti di atenei italiani, europei e americani.

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Il Progetto C.A.O. apre a Palermo  un Centro di primo Ascolto e Orientamento di utilità socio-economica  Sabato 26 ottobre 2019 alle ore 17:30 a Palermo in via Noce n. 81/A s’inaugura la  sede provinciale del Centro di primo Ascolto e Orientamento C.A.O.

Un sistema innovativo che ingloba soluzioni nell’immediato per attenuare e/o  risolvere  i disagi dei cittadini, problematiche imprenditoriali e familiari.

Innumerevoli sono le azioni di  sostegno sociale ed economico che un Centro di  primo Ascolto e Orientamento offre ai suoi utenti con un’attenzione alla persona e al  diritto costituzionale sulinclusione lavorativa, un punto di riferimento socio-assistenziale concreto ed esaustivo, attraverso la professionale conoscenza, esperienza e capacità.

“Riteniamo -spiega il  direttore nazionale dei Centri C.A.O. Mariano Gitto  – che  una realtà di pluriservizi, rappresentati e garantiti a livello nazionale da un unico  marchio, riesca ad essere più efficace sul territorio dove si sviluppa, potenziandone notevolmente il sistema d’integrazione pubblico-privato ; una nuova linfa che offre interessanti e in gran parte inesplorate, risposte alle molteplici necessità del quotidiano sociale ed economico”.

Il C.A.O. è un Centro di primo Ascolto e Orientamento, nato a Roma ed in  espansione in tutta Italia, un progetto di utilità socio-economica che presta  un reale sostegno alle famiglie, alle imprese, ai soggetti svantaggiati, ai giovani, e a tutte quelle  persone che ne fanno richiesta.

Il centro rappresenta il primo filtro di orientamento dei servizi offerti dall’Associazione di Promozione Sociale “Progetto CAO” e dall’azienda partner “Eurosystems Network Management S.r.l.”,

uno spazio inclusivo rivolto a coloro che   hanno necessità di un sostegno sociale e/o economico, con la possibilità di accedere  al servizio convenzionato che ingloba  professionisti e aziende di comprovate competenze e qualità.

Presso i Centri C.A.O. è possibile ricevere aiuto per affrontare le difficoltà del vivere quotidiano, risollevare o progettare impresa,

individuare risorse e soluzioni anche occupazionali.

Plurimi sono i servizi offerti: si spazia dal segretariato sociale al supporto e sostegno a minori e famiglie, dall’assistenza ad anziani e disabili, dal Caf al patronato. I centri forniscono anche attività laboratoriali, di formazione e    counseling.

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Roma, 16/10/2019Il 50° congresso nazionale della Società italiana di chirurgia pediatrica avrà luogo dal 22 al 24 ottobre a Palermo presso Palazzo Chiaromonte Steri.

Organizzato dalla SICP con la partecipazione dell’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana nell’ambito del POR FSE, la kermesse intende aprire una riflessione sui percorsi intrapresi negli ultimi anni dai professionisti che operano nel settore della chirurgia pediatrica e approfondire la sua costante evoluzione.

“Dopo 25 anni il congresso torna finalmente a Palermo – afferma l’assessore regionale  all’Istruzione Roberto Lagalla –. Sarà un’occasione di confronto su tutti gli aspetti della chirurgia pediatrica e in particolare un prezioso momento formativo per i giovani chirurghi pediatri e specializzandi della nostra regione”.

I lavori dell’assise saranno infatti incentrati su tutti i campi scientifici di interesse chirurgico pediatrico, con un programma serrato di incontri e tavole rotonde su temi predefiniti che ospitano gli esperti italiani del settore. Sessioni di comunicazioni dedicate e a tema libero completeranno il quadro scientifico dell’evento, dove vi saranno anche seminari organizzati dalle sezioni affiliate alla Società come l’oncologia, l’urologia, la chirurgia mininvasiva e robotica e la recente sezione giovani.

Previsto inoltre un corso di aggiornamento precongressuale gratuito su tecniche di chirurgia laparoscopica e aperta sperimentale, realizzato in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico di Palermo e dedicato a giovani chirurghi pediatri e specializzandi iscritti al congresso e/o alla Società italiana di chirurgia pediatrica.

Alla cerimonia di inaugurazione, prevista per martedì 22 ottobre alle ore 18 nella Sala delle Capriate di Palazzo Chiaromonte Steri, interverranno tra gli altri Mario Lima, presidente della Società italiana di chirurgia pediatrica; gli assessori regionali alla Salute e all’Istruzione, Ruggero Razza e Roberto Lagalla; Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo e Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Palermo. Apriranno il congresso i presidenti della kermesse Marcello Cimador e Gloria Pelizzo.

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“Si tratta di un appuntamento importante per la società scientifica che raggruppa i chirurghi che si interessano del bambino, del lattante e del neonato che sono circa 500 in tutta Italia – sostiene Mario Lima –. Nelle giornate del congresso i rappresentanti dei circa 60 centri italiani del settore si confronteranno e discuteranno sulle più importanti tematiche scientifiche e sulle più moderne tecniche chirurgiche come la chirurgia mininvasiva pediatrica e neonatale e la chirurgia robotica pediatrica. Saranno inoltre dibattuti, in tavole rotonde, argomenti inerenti la chirurgia urologica, neonatale, oncologica e toracica. Rilevante è lo spazio riservato alle problematiche riguardanti la formazione post-laurea: a questo tema sono dedicati un incontro che vede protagonisti i medici specializzandi della chirurgia pediatrica italiana e un corso precongressuale sulla suture chirurgiche, laparoscopiche e robotiche indirizzato ai giovani. E il congresso sarà anche il momento, per il consiglio direttivo, di presentare importanti iniziative e obiettivi che la SICP persegue in questi anni come la creazione di linee guida sul trattamento delle patologie chirurgiche pediatriche, il lancio di un corso FAD indirizzato al completamento della formazione specialistica dei giovani chirurghi pediatri e la strutturazione della Società nelle sezioni territoriali (regionali e interregionali) e nelle sezioni scientifiche riguardanti i maggiori campi di patologia chirurgica pediatrica e neonatale”.

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A parte Facebook (305) su 390 comuni, tiene soltanto YouTube (sopra i 100) mentre gli altri sotto i 100.

Palermo, 04/10/2019 –   C’è ancora da lavorare in Sicilia per migliorare la presenza delle pubbliche amministrazioni sui social network, come emerge da un report di monitoraggio civico condotto dai giovani attivisti di Generazione Ypsilon.

L’organizzazione ha partecipato al convegno, organizzato dall’associazione nazione PA Social, dedicata allo sviluppo della nuova comunicazione portata avanti attraverso social network, chat e tutti gli strumenti innovativi, intitolato  “Le PA social hanno una marcia in più. Uso e diffusione dei social media pubblici” che si è svolto ieri, 3 ottobre, con il patrocinio di Regione Siciliana, Ordine dei giornalisti di Sicilia, Assostampa, e Anci Sicilia Giovani.

Presenti, tra gli altri, il presidente nazionale dell’associazione Francesco Di Costanzo e l’assessore alle Autonomie Locali e Funzione Pubblica Bernardette Grasso.

Il caso di studio di monitoraggio civico ha riguardato lo stato di diffusione dei social da parte dei 390 Comuni siciliani (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Linkedin ) mediante l’elaborazione di indicatori su numero di “mi piace”, “followers”, frequenza di pubblicazione.

La ricerca condotta da Generazione Y, presentata da Angelo Alù, PhD. membro Consiglio Internet Society Italia, è stata curata dai seguenti membri di GY (Valeria Cantarella, Federica Giaquinta, Salvo Giannitto, Vanessa Ingino, Rosalia Russo, Valentina Sapuppo).

Generazione Ypsilon ha come suo scopo la promozione e la divulgazione della cultura digitale mediante eventi divulgativi e l’elaborazione di ricerche in vari ambiti, tra cui Trasparenza, OpenGov, OpenData, Digital economy, Digital Innovation e Data Protection. l’Associazione ama definirsi dei “nativi digitali” impegnati in azioni concrete di sensibilizzazione della cultura digitale per migliorare la società grazie ai benefici delle tecnologie.

Nel corso del tempo, il team GY ha redatto specifiche proposte normative per formalizzare il diritto di accesso ad Internet nel Trattato europeo, nello Statuto della Regione Siciliana e negli Statuti comunali. Inoltre ha elaborato numerosi casi di studio in materia di Trasparenza, OpenGov, OpenData.

Il caso studiato evidenzia che a  parte Facebook (305) su 390 comuni, tiene soltanto YouTube (sopra i 100) mentre gli altri sotto i 100.

Nel merito, la maggiore criticità sembra l’interazione comunicativa e l’uso di linguaggi differenziati per i vari canali social.

Giovanissimi, i soci di Generazione Ypsilon, tutti volontari, hanno parametrato la presentazione al tempo disponibile. con torte grafiche statistiche sui dati e grafiche su principali usi, migliori performance e criticità.

Gli esiti statistici del caso di studio “I Comuni sono social?” in particolare hanno evidenziato che, dei 390 Comuni siciliani monitorati,  risultano attive 305 pagine Facebook, 131 canali YouTube, 59 profili Twitter, 55 account Instagram e 12 profili LinkedIn.

Un prossimo convegno che verrà organizzato a Catania, e di cui daremo notizia,  entrerà nel dettaglio dell’analisi.

Il PA SOCIAL  del 3  Ottobre  a Palermo

Il PA SOCIAL del 3 Ottobre a Palermo

La foto di gruppo con gli organizzatori del convegno di Palermo

La foto di gruppo con gli organizzatori del convegno di Palermo

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Il prossimo 3 ottobre, a Palermo, il primo evento di analisi e proposta operativa in Sicilia promosso da PA Social, l’Associazion e nazionale per la nuova comunicazione, e patrocinato da Regione Siciliana, Odg, Assostampa e Anci Sicilia Giovani.
Istituzioni, giornalisti, comunicatori pubblici, social media manager, esperti di digitale a confronto il prossimo giovedì 3 ottobre , a Palermo, nella sala Alessi di palazzo d’Orléans , sede istituzionale della Presidenza della Regione Sicilia, per una giornata dedicata all’uso e diffusione dei social media nella pubblica amministrazione.
“LE PA SOCIAL HANNO UNA MARCIA IN PIU’. USO E DIFFUSIONE DEI SOCIAL MEDIA PUBBLICI” è il titolo del convegno mattutino che verrà seguito da un’ulteriore sezione formativa nel pomeriggio con due workshop; uno dedicato a Facebook ed Instagram , l’altro su social e privacy.
Ricco il parterre di istituzioni, operatori, professionisti, studiosi della materia, testimonial, che nel corso dell’intera giornata offriranno importanti spunti di riflessione e strumenti operativi sull’utilizzo della nuova comunicazione a beneficio dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa pubblica e della trasparenza e comunicazione ed informazione pubblica attraverso i social. L’evento gode dei patrocini di Regione Siciliana, Ordine dei giornalisti, Assostampa, Anci Sicilia Giovani.
Nel corso della conferenza sarà presentato il caso di studio condotto dall’associazione Generazione Y “I Comuni siciliani sono social? Presentazione del caso di studio sullo stato di diffusione dei social network in Sicilia”.
L’utilizzo corretto e funzionale degli strumenti ‘social’ di comunicazione istituzionale, sotto i diversi punti di vista, deontologico, tecnologico, strategico, organizzativo, sarà il fil rouge su cui tutti i protagonisti dell’evento si muoveranno, partendo dall’analisi dello stato dell’arte, dall’attuale mappa di utilizzo della comunicazione istituzionale ‘social’ in Sicilia, per focalizzare le numerose e appropriate potenzialità degli strumenti innovativi di comunicazione della PA in tutte le sue forme, ponendo l’accento su casi virtuosi  da condividere e finire ai gap di formazione e dotazioni strumentali e organizzative su cui le amministrazioni pubbliche sono chiamate a riflettere, per compiere scelte di campo importanti a beneficio di quella qualità reale e totale della PA, che deve essere percepita e vissuta in modo istantaneo dai destinatari dell’azione pubblica: i cittadini, le imprese.
PA Social che si occupa di divulgazione, formazione, pubblicazioni, ricerche ed è la prima rete a livello mondiale nel suo genere con la partecipazione di numerosi professionisti, giornalisti, comunicatori, nuove professioni del digitale, amministratori, manager, enti e aziende pubbliche, associazioni, imprese, cittadini, si impegna da anni per lo sviluppo della comunicazione su web, social network, chat, intelligenza artificiale, quindi oltre che ai tradizionali siti internet anche alle pagine Facebook, agli account e ai canali Instagram, Youtube, Messenger, Twitter, LinkedIn, WhatsApp, Telegram, solo per citare alcuni dei social e chat più diffusi. Attraverso i social infatti le pubbliche amministrazioni sono più alla portata dei cittadini, e su questo assunto PA Social fonda le sue azioni come, tra le altre, i diversi partenariati che si sono avviati nei mesi scorsi con società e organizzazioni come LinkedIn, Facebook, ma anche Anci e le Università per proporre formazione agli enti.

Con questo proposito il gruppo professionale trasversale che oggi affonda le radici anche in Sicilia, sta programmando una serie di attività e incontri per condividere buone pratiche, analizzare i fenomeni, proporre best practice organizzative, garantire scambio e aggiornamento continuo tra i professionisti delle varie strutture di informazione e comunicazione. L’appuntamento è aperto alla partecipazione di tutti con iscrizione qui http://bit.ly/2l2n5Xn ed è anche inserito nella formazione continua dei giornalisti sulla piattaforma SIGEF https://sige odg.lansystems.it/Sigefodg/dettagliocorso/17581
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Un coreografo siciliano alla corte di John Turturro.

         Il popolare attore di numerosi film di Hollywood ha scelto il catanese Giuseppe Bonanno come coreografo del suo “Rigoletto” teatrale, che debutterà in Cina il 25 settembre, per poi essere esportato in Belgio e nel resto del mondo.

         Bonanno inizia lo studio della danza classica a Catania Patrizia Perrone, Maria Patti e successivamente con Salvo Di Mauro e si specializza come ballerino e coreografo. Vincitore di borsa di studio del Centro Internazionale Danza di Roma, studia con maestri di fama internazionale. Ha danzato al teatro Massimo Bellini di Catania, al teatro Regio di Torino, a Cannes, Macao in Cina, Torre del Lago e al teatro Donizetti di Bergamo. Dal 1995 ha lavorato costantemente con il Teatro Massimo e dal 2001 al 2019 è stato tersicoreo stabile del corpo di ballo, ricoprendo anche ruoli da solista e primo ballerino che spaziano dal repertorio classico a quello moderno, collaborando con coreografi, registi, cantanti, musicisti e danzatori di fama internazionale. Per il Massimo è stato anche ballerino, coreografo e maître de ballet.

         Giuseppe Bonanno, ricorda che il primo impatto con l’attore e regista è arrivato «durante la prima del “Rigoletto” dello stesso Turturro, messa in scena al teatro Massimo di Palermo nell’ottobre del 2018».

    Insieme, porteranno lo stessa opera il 25 settembre a Xi’an in Cina e in seguito a Liegi in Belgio e nel resto del mondo.

         Parlando delle sue coreografie del “Rigoletto” made in Turturro, Bonanno evidenzia che queste «si caratterizzano, dietro indicazione di Turturro, che come regista ha una visione a tutto tondo, nel valorizzare il ballo, che è presente in tutti e tre gli atti. Le ballerine, che rappresentano le cortiginane, e i danzatori, nella parte degli amici del duca di Mantova, saranno presenti a lungo in scena».

         Ma il rapporto tra Bonanno e Palermo non si interrompe qui. Il coreografo sarà infatti il 13 settembre responsabile delle coreografie al teatro Massimo in piazza Verdi de “La Traviata” con la regia di Massimo Pontiggia e guest teacher della scuola do danza Ensemble company 2.0 di Marcello Carini, che prossimamente si appresta ad aprire la nuova sede in via Filippo Basile 3/A.

John Turturro e Giuseppe Bonanno

John Turturro e Giuseppe Bonanno

John Turturro e Giuseppe Bonanno

John Turturro e Giuseppe Bonanno

Giuseppe Bonanno

Giuseppe Bonanno

Giuseppe Bonanno

Giuseppe Bonanno

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TRAPANI – Mentre è ancora accesa la polemica in merito alla storica tonnara di Favignana, costretta a chiudere dopo che le speranze degli scorsi mesi si sono infrante contro le misere quote assegnate (14 tonnellate di pescato di tonno, a fronte delle 100 richieste, il minimo necessario per la sostenibilità economica del progetto) è in uscita il 5 luglio per Bonfirraro editore il nuovo romanzo di Masssimiliano Scudeletti, dal titolo “L’ultimo rais di Favignana, Aiace alla spiaggia”. Sembra un caso che il protagonista del libro, Gioacchino Cataldo, scomparso il 21 luglio 2018, torni a far parlare di sé proprio in questo periodo d’incertezza per la sua Favignana di cui è stato memoria e ambasciatore mediatico. Non è un caso, eppure è come se fosse arrivato nel momento giusto per ricordare a tutta Favignana, la Sicilia e l’Italia, che la tonnara non può inabissarsi nel nulla con la sua storia ancestrale, che c’è ancora bisogno di un rais che ne cali le reti assieme alla sua ciurma com’è stato per secoli. Gioacchino Cataldo è una di quelle personalità difficili da raccontare: cerchi l’uomo e trovi il mito, affronti il mito e t’imbatti nel bambino e poi nel ragazzo che si allontana da Favignana per farvi ritorno dopo anni di emigrazione. «A noi il ritratto di rais che ci piace è quello che emerge dalle pagine di Massimiliano Scudeletti – afferma il giornalista Carlo Ottaviano nel mémoire dedicato proprio a Cataldo – che narra la storia di un uomo, di un eroe di vita, non di una macchietta o di una finzione. Impariamo quindi a coltivare la memoria (e proteggere il mare) evitando che tutto diventi un circo e perfino un monumento umano come l’ultimo rais venga trasformato in statua utile solo come sosta per gli uccelli migranti». È questa la percezione di chi ha vissuto e prova ancora a vivere gli anni della mattanza, che non solo era ed è un lavoro per tanti favignanesi, ma è storia, è tradizione. E il raissato è mito, proprio come lo è Gioacchino Cataldo. Massimiliano Scudeletti non ha voluto scrivere una biografia. Ha voluto fare di più: dare a Gioacchino Cataldo la possibilità di essere ancora un simbolo per quanti credevano e credono che la tonnara possa continuare a vivere. Parallelamente, e quasi come se fosse ancora una volta un segno del destino, Cataldo sembra voler tornare oggi a opporsi (così come fece nel 1997 quando tornò dopo un periodo di assenza da Favignana per assumersi l’onere e l’onore di essere rais) attraverso la penna di Scudeletti, per raccontare quanto la tonnara vive di tradizione e si fa tradizione, per raccontare quanta storia c’è in mezzo, per ricordare quanto valore ci sia nell’essere rais. Questa di Scudeletti, quindi, non vuole essere una biografia, ma il racconto di un inseguimento tra l’autore (voce e io narrante) e il protagonista amareggiato e deluso, che termina tra luci e ombre in una spiaggia siciliana dove si aggira un moderno Aiace. Ed è proprio tra queste luci e ombre che l’editore Salvo Bonfirraro dichiara «Abbiamo scommesso su un autore toscano che ha scritto della Sicilia, di Favignana e del rais Gioacchino Cataldo, e con questa pubblicazione vogliamo ancora una volta esprimere il forte legame alla nostra terra.  Noi vogliamo che le nostre tradizioni e attrazioni culturali come le tonnare, la mattanza di Favignana e le figure eroiche come quella di Gioacchino Cataldo possano essere un grande volano per l’economia, la cultura e la storia siciliana. Il nostro pensiero va, oltre che al grande Gioacchino Cataldo, a Sebastiano Tusa, un altro eroe che aveva a cuore l’isola e lo stabilimento Florio di Favignana, ammiratore delle gesta dell’ultimo rais e della tradizionale tonnara. A tal proposito voglio ricordare le sue parole, che dovrebbero arrivare ai principali attori culturali della nostra regione: “Gioacchino Cataldo, ultimo rais della tonnara di Favignana e grande affabulatore, ci ha allietato con i suoi affascinanti racconti di un’epopea siciliana ormai scomparsa. Un testimone di una delle attività marinare che oltre ad avere costituito il volano di una grande economia, ha prodotto una pagina indimenticabile di storia e cultura”».

Il libro verrà presentato per la prima volta in occasione della rassegna letteraria organizzata dal Centro studi Dino Grammatico a Custonaci (Tp) il 10 luglio alle ore 21.30 presso la sede dell’Associazione culturale Museo Vivente di Custonaci. È previsto un tour di presentazioni che vedranno l’autore impegnato in giro per la costa occidentale della Sicilia fra Trapani, Marsala, Favignana, Marettimo e Palermo. Di seguito tutti gli appuntamenti con l’autore: 11 luglio – Trapani: alle ore 19.00 presso la Lega Navale, dialogheranno con l’autore Noemi Genovese e il giornalista de La Repubblica Roberto Leone; 12 luglio – Marsala: alle ore 21.00 presso il Circolo Velico, dialogherà con l’autore il giornalista Giacomo Di Girolamo; 13 luglio – Favignana: alle ore 17.30 presso il Palazzo Florio, dialogherà con l’autore la giornalista Jana Cardinale; 14 luglio – Marettimo: alle ore 18.00 presso il Museo del Mare in occasione della rassegna letteraria “Marettimo al di qua e al di là del mare”, dialogheranno con l’autore Laura LoDico e lo scrittore Antonino Rallo; 16 luglio – Palermo: alle ore 18.00 presso la Libreria Zacco, dialogherà con l’autore il giornalista Daniele Ienna. AUTORE – Massimiliano Scudeletti Dopo gli studi si dedica alla realizzazione di documentari e spot televisivi prima come sceneggiatore, poi come regista. Nel passaggio tra analogico e digitale abbandona l’attività e si ritira a gestire un’agenzia assicurativa che opera prevalentemente nella comunità cinese. Continua a viaggiare nel Sud-Est asiatico. Compiuti i cinquant’anni, decide di lasciare il mondo assicurativo per dedicarsi completamente alla cultura tradizionale cinese e alla scolarizzazione di adulti immigrati. A febbraio 2018 pubblica il suo primo romanzo Little China Girl con protagonista Alessandro Onofri. Little China Girl ha vinto il premio Emotion al Premio letterario città di Cattolica 2019. È stato finalista al premio Tramate con noi di Rai Radio1. Nel giugno 2019 è uscito Dove erano le isole in collaborazione con Paolo Ciampi e Arnaldo Melloni. L’ultimo rais di Favignana, Aiace alla spiaggia è il suo ultimo romanzo.

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