AGOSTO 2019
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PALERMO

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Palermo – A breve farà tappa in Sicilia una mostra dedicata al grande poeta irlandese William Butler Yeats (1865-1939).Il ritorno di Yeats in Sicilia“, questo il titolo della mostra che verra’ inaugurata a Villa Niscemi (Palermo) dal Sindaco Leoluca Orlando, in occasione del 150.mo della sua nasciata e della presentazione degli ultimi due volumi di Enzo Farinella (un siciliano che ha fatto dell’Irlanda la sua seconda patria): Sulle Strade del MondoMonaci irlandesi in Europa e in Italia, 2015, gia citato, e Dall’Atlantico al Mediterraneo – Santi e Studiosi irlandesi alle origini della Storia d’Europa.

William Butler Yeats (1865-1939), Premio Nobel per la letteratura nel 1923, nacque a Sligo in Irlanda.
Due anni dopo aver ricevuto il Premio Nobel venne in Sicilia per riostabilirsi da una lunga malattia che allora dominaca in Irlanda: la TBC.
Con la Sicilia e l’Italia il poeta irlandese ebbe una particolare relazione. Convinto che non poteva esistere una grande letteratura senza nazionalità e una grande nazionalità senza letteratura, si ispirò in modo particolare alla storia e leggenda irlandese e cercò di esplorare ed esprimere lo spirito intimo dell’irlandesità e, quindi, della stessa nazione irlandese, divenendo un vero pilastro della nuova rinascita culturale irlandese.
I Santi e gli studiosi irlandesi, che in Europa e in Italia avevano riportato cultura e valori dopo la caduta dell’Impero Ronmano, figurarono anche in questa sua visione di grande nazionalità e grande letteratura, che al nascere della nuova nazione irlandese, dopo secoli di oppressione e dominazione, hanno riservato alla piccola Irlanda ben quattro Premi Nobel per la letteratura, con Beckett Shaw e piu’ tardi Heaney, aggiunti al suo. In Italia Yeats venne la prima volta nel 1907, dietro invito di Lady Gregory e del figlio Robert, visitando Rapallo, Urbino, Rimini, Milano, Venezia, Firenze e Ferrara, tutte località con importanti associazioni rinascimentali . I mosaici di Ravenna svegliarono in lui un grande interesse per la cultura e la storia bizantina, mentr i poemi To a wealthy man e The people si riferiscono a questa visita. Nel 1925 fu in Sicilia, dove ammirò le glorie classiche e la bellezza dell’isola e da dove si ispirò alle monete greco-sicule del Museo Archeologico di Siracusa per coniare i nuovi soldi spiccioli del Libero Stato Irlandese. Da lì andò a Napoli, visitando Capri, prima di terminare con un soggiorno di una settimana a Roma. Da marzo 1928 a giugno 1933 Yeats visse con la sua famiglia a Rapallo in via Americhe, dove annotò una prima stesura di poesie e articoli, apparsi, insieme a un saggio su Rapallo, nel libro A Packet for Erza Pound.
Certamente William Butler Yeats è stato influenzato da Dante, che, a sua volta, ha attinto abbondantemente per la sua Divina Commedia dalle visioni di monaci conterranei quali S. Fursey del settimo secolo e Marcus. Yeats ha letto Dante nelle traduzioni di Dante Gabriel Rossetti, come lo stesso poeta irlandese ammetterà: “I am no Dante scholar, and I but read him in Shadwell or in Dante Rossetti, but I am always persuaded that he celebrated the most pure lady poet ever sung and the Divine Justice…
In The Savoy del luglio 1896, Yeats riproduce i raggiri degli amanti, Francesca e Paolo del Canto V dell’Inferno in un articolo intitolato: “William Blake and his illustrations to the Divine Comedy”.
In A Vision, ponendo Dante nella Fase 17, lo vede come l’uomo “Dimonic”, avendo raggiunto l’”Unità dell’Essere” o “Unity of Being” come poeta.
Tutta l’ispirazione visionaria dantesca comunque dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso si rifa’ a quella dei grandi monaci irlandesi, come si legge nel libro: Sulle Strade del Mondo – Monaci irlandesi in Europa e in Italia, 2015.
Yeats ammirò anche altri letterati italiani. Baldassarre Castiglione, soprattutto lo affascino’ per il suo concetto di “sprezzatura” come appare in Il Cortegiano; Michelangelo Buonarotti in “Long-legged Fly”, Giambattista Vico – “Vico was the first modern philosopher to discover in his own mind, and in the European past, all human destiny” (On the boiler) -, Benedetto Croce e Giovanni Gentile di cui possedeva nella sua biblioteca La teoria della mente come atto puro e La riforma dell’istruzione, il ilosofo Mario Manlio Rossi, di cui divenne amico -; nel 1932 Rossi pubblicò Viaggio in Irlanda in cui descrive la sua amicizia con Yeats e Lady Gregory -; Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello – “Pirandello, l’unico dei drammatisti viventi che possiede materiale importante e inesauribile, descrive la transizione dall’individualismo alla plasticità universale” (Letters). Yeats ebbe anche un’infatuazione per il Duce, Benito Mussolini, ma la sua, a detta di Seamus Heaney, fu proprio un’’infatuazione’ più che un’’affiliazione’.
Il poeta irlandese venne anche tradotto in italiano. Le sue Tragedie irlandesi appaiono nel 1914, tradotte da Carlo Linati; Sergio Solmi nel 1977 tradusse The scholars e The rose of the world, apparsi su Quaderno di traduzioni; Giovanni Giudici, cinque anni dopo, presentò Among school children, Sailing to Bysantium e The road at my door; Giuseppe Conte, nel 1990, tradusse Leda and the swan e Montale, anche lui Premio Nobel per la Letteratura nel 1975, mostrò grande ammirazione verso Yeats, traducendo varie delle sue poesie come The Indian to his love, When you are old, After long silence, Sailing to Bysantium… Yeats collaborò anche con il triestino Nicolò Vidacovich nella traduzione del 1° atto di The Countess Catheleen.
Nell’interscambio tra autori italiani e l’illustre poeta irlandese, dobbiamo ricordare lo studio di Giuseppe Toamasi di Lampedusa: W.B.Yeats e il risorgimento irlandese, apparso in Le opere e i giorni e l’interesse condiviso in tematiche mistico-esoteriche tra Lucio Piccolo e Yeats.
A Siracusa, Yeats, Senatore del Libero Stato Irlandese, rimase particolarmente colpito dalle monete greco-sicule. Quando venne il momento di presentare i nuovi disegni per le monete in Irlanda, Yeats, allora Senatore del Libero Stato Irlandese, diede ai coniatori le monete siciliane come tema da riprodurre con un animale da una parte e il valore della moneta dall’altra. Tali monete sono state nelle tasche degli irlandesi dal 1927 fino all’avvento dell’Euro.
Durante il suo soggiorno siciliano, Lucio Piccolo ebbe il grande onore di fare non solo da guida al Premio Nobel irlandese, ma anche di condividere con lui la passione per la poesia mistica. Cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore di Il gattopardo, Piccolo intrattenne un’intensa corrispondenza con Yeats, già pubblicata da Natale Tedesco. E’ stato lui che con la sua cultura alchemica e misterica ha introdotto il cugino Giuseppe nel mondo di Yeats e fu lui che guidò Yeats ed Ezra Pound durante la loro  visita in Sicilia.

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Vincenzo Consolo

Vincenzo Consolo

 

E’ stata pubblicata dall’editore palermitano Sellerio, un’interessante raccolta di articoli di Vincenzo Consolo, scritti per “ L’Ora “ di Palermo dal 1968 al 1975 (Vincenzo Consolo, Esercizi di cronaca, Sellerio Palermo 2013 pp. 243). Curatore della raccolta è Salvatore Grassia che ripercorre nelle sue “Cronachistiche peregrinazioni “, poste a chiusa del libro, le tappe della collaborazione prolungata ma discontinua di Consolo con il quotidiano diretto, per un ventennio, dal “leggendario” Vittorio Nisticò. Funge da prefazione “L’Ora di Consolo” di Salvatore Silvano Nigro, un’approfondita trattazione delle motivazioni ideologico-letterarie dello scrittore. Il 4 Febbraio 1964, Consolo inaugura la sua collaborazione al giornale con una recensione al nuovo Menabò ( rivista-collana di Vittorini e Calvino) stigmatizzando la crisi della letteratura prodotta e della cultura in genere prodotta, a suo parere, dell’avanguardismo moderno definito immobile e non organico. Successivamente dal 1968, cura una rubrica di asciutte e accorate cronache “fuori casa “ di montaliana memoria, inviate a Palermo dall’esilio milanese, dalla Città Opulenta che contiene in sé “tante vite deportate, disfatte e dimenticate”. Gli articoli riprendono paesaggi della città brumosa, incontri, come quello con Sciascia presso la libreria Einaudi oppure macchiette, come quella del”folkronista”( una sorta di cantastorie al passo con i tempi) ma anche fatti di costume come la mania dell’astrologia dei Milanesi, tanto contrastante con la loro solidità. “Com’è possibile che in una città dura, concreta, squadrata e precisa come un cubo di cemento armato, in una città dove la cultura diventa industria culturale e le manifestazioni d’arte, mercato d’arte … vi sia una fuga massiccia, giornaliera verso l’irrazionale, il magico, il metafisico? “ . Nel 1972, sempre da Milano, intensifica la sua collaborazione con “ L’Ora “; si occupa di cronaca nera e scrive l’articolo “ A sangue freddo “ sul giallo di Piazzale Lotto. Si tratta di un delitto spietato, quello di un poveraccio meridionale, impiegato presso un distributore di benzina, ucciso a bruciapelo a scopo di rapina. False piste, falsi colpevoli deviano il corso delle indagini ma quando il caso sembra concluso, la riapertura del processo, voluta dal pubblico ministero Gerardo D’Ambrosio, ripristinerà la giustizia. Consolo comincia a elaborare, allora, la riflessione sulla verità processuale,nella costante dialettica tra verità storica e menzogna legalmente autorizzata, destinata a arrovellarlo nel processo Vinci. Nel 1975 è mandato dal giornale a Trapani per seguire il processo al “mostro di Marsala “ Michele Vinci, imputato dell’omicidio di Antonella Valenti, Ninfa e Virginia Marchese. Il Reportage, nelle intenzioni dello scrittore, dovrà essere antiromanzesco, facendo coincidere i fatti con le parole poiché il valore etico del messaggio non può essere contaminato dalla convenzionalità della letteratura. Consolo non vuole edulcorare la realtà ma demistificarla e denunciarla, attraverso la parola che diventa pietra e colpisce la coscienza del lettore. Tuttavia nello scritto, egli non riesce a prescindere dalla formazione letteraria che gli deriva, soprattutto, dai grandi “Siciliani”: Verga, Pirandello, Vittorini, Tomasi di Lampedusa, Sciascia. E’ evidente la “ doppia visione “ in cui realtà e letteratura s’intersecano: la sovrapposizione dei due piani consente allo scrittore di dar corpo alla finzione letteraria e di sfumare la realtà. Il riferimento al labirinto, metafora per indicare il groviglio inestricabile del processo Vinci, è cifra di lettura della psiche umana in cui ambiguità, verità e menzogna si stratificano in un pirandelliano gioco di specchi. La difesa della verità, invece, è affidata all’ “illuminista “ Giangiacomo Ciaccio Montalto per cui la donna velata pirandelliana “Io son colei che mi si crede “ può esistere solo nell’arte ma non nel contesto giuridico in cui verità e realtà devono sempre coincidere. Montalto non cerca un colpevole ma vuole trovare il colpevole o i colpevoli. Vinci è condannato ma i dubbi restano : ”il sonno della ragione genera mostri “(Goya). Un anno dopo Consolo pubblica il suo capolavoroIl sorriso dell’ignoto marinaio “ in cui è evidente il vibrante impegno civile e politico e la consapevolezza che “ la scrittura non cambia il mondo ma è una difesa contro la ferita dell’impotenza “( S.S. Nigro ). Otto anni dopo nel 1983 ,il giudice illuminato, a solo quarant’anni, cade sotto le raffiche di mitra della mafia e di lui, Consolo scolpisce un imperituro epitaffio:Era un siciliano giusto che sapeva combattere contro le barbarie,contro le selvagge forze che sempre hanno devastato quell’isola,rischiando la vita giorno dopo giorno “ .

                      Pina D’Alatri

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CONFERENZA  STAMPA

 

presentazione del progetto
OSSERVATORIO DELLE ARTI E DELLA SCRITTURA IN SICILIA
Un viaggio nella cultura siciliana contemporanea

Mercoledì 1 luglio, ore 11.00

Cantieri Culturali alla Zisa

Centro Sperimentale di Cinematografia, Sala Bianca

Via Paolo Gili 4, Palermo

Saluti:
Ivan Scinardo, Direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia
Roberto Andò, Direttore Didattico del Centro Sperimentale di Cinematografia
Alessandro Rais, Dirigente dell’Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo, Dipartimento
Regionale Turismo, Sport e Spettacolo

Interverranno:
Antonio Purpura, Assessore Regionale dei Beni Culturali e Identità Siciliana
Gaetano Pennino, Dirigente Generale Dipartimento dei Beni Culturali e Identità Siciliana
Marco Salerno, Direttore del Cricd
Orietta Sorgi, Dirigente Unità valorizzazione e musealizzazione dei fondi, archivi e teche
del Cricd
Salvo Cuccia, regista e curatore del progetto
Nel corso della conferenza stampa sarà presentato il web archive del progetto e anticipati i temi
narrati nel video “Un’idea della Sicilia” che verrà proiettato al pubblico giovedì 2 luglio alle ore 21.00
al Cinema De Seta. Si invitano tutti gli organi di informazione a partecipare all’iniziativa.

 

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