AGOSTO 2019
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Pupi Siciliani

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 CataniaSi comincia alle ore 16 di domenica 9 luglio con un incontro su Cantastorie e pupari nell’era digitale”, al quale seguirà lo spettacolo Orlando e la fata Morgana” a cura della Compagnia d’opra dei pupi “I Viola”. Infine, andrà in scena lo spettacolo “ ‘A Sicilia e l’omini so” di e con il cantastorie Luigi Di Pino accompagnato dai musicisti Orazio Gallo (al basso), Marco Crisafulli (fisarmonica) e Alessio Cannata (tamburello e percussioni) ”.

L’iniziativa, di carattere turistico culturale, nasce da una partnership tra Regione Siciliana (Assessorato Regionale al Turismo e ai Beni Culturali), Associazione Il Cantastorie, Unione del Cantastorie, Comuni Amici e Catania Cruise Terminal e ha lo scopo di offrire ai visitatori un assaggio delle più genuine tradizioni culturali della nostra Sicilia, anche grazie al consueto supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale.

In particolare, assisteranno agli spettacoli gli oltre duemila passeggeri della nave da crociera Celebrity Constellation, che domenica farà tappa al porto di Catania. Dopo le escursioni della giornata, sulla via del ritorno verso la nave i crocieristi troveranno, nel piazzale antistante il terminal crociere sullo sporgente centrale del porto, questa bella sorpresa in perfetto stile siciliano. E siamo sicuri che ripartiranno con molta voglia di tornare in Sicilia per conoscere più a fondo la storia e le tradizioni della nostra terra!

L’evento è aperto anche a tutti i catanesi che vorranno partecipare e scoprire un nuovo modo di vivere il porto.

Il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, altro emblema della Sicilia, farà degustare a crocieristi e catanesi una rinfrescante spremuta.

Mascotte dell’evento sarà il Gogol, l’Oscar del Sorriso, che dal cuore della Sicilia è ormai diventato un simbolo di positività e ottimismo in Italia e all’estero.

Il Cantastorie Luigi Di Pino

Il Cantastorie Luigi Di Pino

Luigi Di Pino – Cantastorie del XXI° secolo

Luigi Di Pino è un artista intrigante e persuasivo con esperienze in campo figurativo, teatrale, poetico e musicale. Compositore nonché autore, è iscritto alla SIAE con più di 100 brani all’attivo.

La sua più matura espressione artistica è il Cantastorie, figura legata alla tradizione siciliana su cui convergono tutte le principali forme di comunicazione artistica: pittura, poesia, musica e teatro.

Si è  molto esibito dal vivo portando la tradizione siciliana tra i conterranei del Nord Italia e all’estero, principalmente in Australia. Annovera apparizioni sulle principali reti nazionali ed è stato membro del Tavolo Nazionale per la musica popolare, istituito con decreto del Ministero dei Beni e Attività Culturali.

Associazione Il Cantastorie

L’Associazione “Il Cantastorie” nasce dalla passione di riscoprire, tutelare e divulgare il Patrimonio Culturale tipicamente Siciliano, nonché dall’idea che non è bene dimenticare da dove veniamo.

Nell’attualità di un mondo che viaggia veloce verso la globalizzazione, l’Associazione ha come finalità primaria la riscoperta, la salvaguardia nonché la divulgazione delle più genuine tradizioni della nostra Sicilia, con particolare riguardo alla figura del Cantastorie.

In principio furono gli Aedi, che narravano le vicende degli dei e degli uomini perché ne restasse memoria, e i Rapsodi, coloro che cucivano i loro racconti e quelli di altri poeti.

Femio, il cantore che era ospitato nella casa di Ulisse e che si era macchiato delle medesime colpe dei Proci, ebbe tuttavia salva la vita perché nell’ora della vendetta ricordò all’eroe che le sue gesta non avrebbero più avuto memoria. Cantori c’erano ai banchetti della Roma antica. I generali e i governatori romani si facevano accompagnare da poeti amici, nella speranza che le loro imprese avrebbero avuto la memoria d’un canto.

Nel volgere dei secoli la gioia del narrare in canto rimase: trovatori e menestrelli avrebbero dato materia agli scrittori dei poemi cavallereschi. Il racconto recitativo accompagnato da brevi toni di musica scese tra il popolo. Le storie furono il dono di poeti girovaghi alla gente raccolta nella piazza del borgo nei giorni di festa. In Sicilia, già intorno alla fine dell’ottocento non vi era angolo sperduto che i Cantastorie non avessero raggiunto, non vi era piazza in cui non si fossero esibiti, accompagnandosi con le loro chitarre e affidando la rappresentazione visiva della storia ai cartelloni dipinti a mano.

I cantastorie avevano la funzione di far circolare storie, notizie e fatti, ma la valenza teatrale e spettacolare, l’enfatizzazione del dramma, i commenti e le sottolineature, le manipolazioni e i travisamenti, la ricerca dei principi morali e degli insegnamenti andavano ben al di là di una mera funzione informativa, ed erano volti ad assicurare il consenso del pubblico intorno a certe interpretazioni dei fatti, a certe ideologie proprie del comune sentire popolare.

Esiste una peculiarità siciliana del Cantastorie nel quadro nazionale, una specifica tradizione etno-musicale per la presenza di importanti capiscuola che si sono imposti come modelli di riferimento, creando un sistema emulativo. Perciò il Cantastorie siciliano è un istituto culturale che, attraverso prestiti e ricambi, mantiene e rinnova la tradizione orale.

Luigi Di Pino

Luigi Di Pino

La location eventi al Porto di Catania

La location eventi al Porto di Catania

Spettacolo di Pupi Siciliani

Spettacolo di Pupi Siciliani

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Aci Sant’Antonio (Ct). Sarà ricordato come uno dei personaggi più rappresentativi della storia di Sicilia,  per aver fatto conoscere a tutto il mondo una delle creazioni artistiche più amate della nostra tradizione culturale, quella delle raffigurazioni epiche dipinte sui carretti siciliani. Nel 2015 Di Mauro, per i meriti conseguiti, era stato iscritto nel “Registro delle eredità immateriali” della Regione Siciliana. Assieme a lui vennero iscritti anche altri cinque artisti di carretti siciliani: Venera Chiarenza (pittrice e decoratrice di carretti siciliani), Antonio Zappalà (pittore e decoratore), Rosario D’Agata (scultore), Paolo Rapisarda (maestro del ferro battuto), Salvatore Chiarenza.

“Minicu”, come veniva affettuosamente chiamato il pittore di carretti siciliani di Aci S. Antonio (Ct) era nato nel 1913 a Guardia Mangano (una frazione di Acireale) e tra qualche giorno (il 4 aprile), avrebbe compiuto 103 anni.  All’età di 11 anni, dopo aver conseguito la licenza elementare, si  trasferì ad Aci Sant’Antonio dove comincia a lavorare nella bottega dello  zio Vincenzo (fratello del padre), pittore e decoratore di carretti siciliani già affermato. In quegli anni il comune etneo era tra i più importanti della Sicilia Orientale per quel che riguarda le decorazioni dei carretti siciliani. Il piccolo Domenico nella bottega d’arte dello zio Vincenzo apprende i trucchi del mestiere e, motivato da una grande passione per la pittura diventa in poco tempo un abile disegnatore di scene epiche. Di li a qualche anno Minicu iniziò a lavorare in proprio  intraprendendo una carriera luminosa ricca di soddisfazioni e riconoscimenti artistici. Inizia così a riprodurre sulle fiancate (“sponde”) dei carretti siciliani le gesta epiche dei Paladini di Francia, le leggende dei Ciclopi e di Aci e Galatea,  le scene della “Cavalleria Rusticana” e quelle della “Gerusalemme Liberata” e tanti altri racconti. Agli inizi della sua attività iniziò a lavorare collaborando con altri maestri d’arte del messinese (S. Teresa di Riva e Furci) e di Scordia. Poi, nel 1928, ritorna ad Aci Sant’Antonio dove apre una piccola bottega d’arte, divenuta nel tempo famosa.  Tante le personalità che, ammirate dalla sua bravura e dalla sua fama, lo vanno a trovare nella sua bottega artigiana. Tra i nomi più celebri ricordiamo la visita, nel 1963, di re Gustavo di Svezia, i quale, accompagnato da un imponente corteo di auto fece tappa nella bottega per conoscere l’artista ed acquistare alcune sue opere. Il Maestro Di Mauro ebbe modo di incontrare anche tanti altri nomi celebri, tra questi ricordiamo Salvatore Quasimodo, Carlo Levi, Pierpaolo Pasolini, Salvatore Fiume, Vincenzo Consolo.  Sono tantissime le mostre ed eventi vari dedicati al maestro. Diverse  sue opere sono state esposte nei luoghi d’arte più prestigiosi d’Italia e del mondo, tra cui alla Rassegna Internazionale dell’Artigianato di Firenze; nel 1981 alla Fete de l’Humanitè di Parigi rappresenta la Sicilia nel padiglione “Tourisme et Travail”. Un anno dopo alcune sue opere vengono esposte al Musèe de l’Homme di Parigi uno dei più prestigiosi musei etnologici del mondo.Suoi lavori sono esposti anche alla Casa Bianca, al Circolo della Cultura di Mosca, al museo di Tokyo, in Vaticano ed al Quirinale. Nel 1991 il presidente Cossiga gli conferisce l’onorificenza di “Cavaliere” della Repubblica Italiana. Anche la sua terra lo ha insignito di riconoscimenti, tra questi ricordiamo la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Catania e il “Trofeo del Maestro” nell’ambito della manifestazione internazionale “Etna D’Oro” del 1983. Nel corso della sua vita oltre la passione per la sua professione Di Mauro affiancò quella per la politica. Militò nel Partito Socialista e, nel 1944 venne eletto sindaco di Aci Sant’Antonio, carica che rivestirà per due anni. Tra i suoi impegni politici anche quello di consigliere comunale. Per il primo secolo di vita, nel 2014, il Maestro Di Mauro venne festeggiato dall’amministrazione comunale di Aci Sant’Antonio e, successivamente anche a Giardini Naxos dal Fotoclub Naxos presieduto dal Angelo Savoca con il quale Di Mauro era legato da una particolare amicizia. Alla festa, oltre ai parenti, agli amici e soci del fotoclub intervennero anche artisti e operatori culturali, tra questi la prof.ssa Angela Vecchio, Saro Bellingheri (cultore delle antiche tradizioni) e il giovane fisarmonicista Salverico Cutuli. In quell’occasione l’artista centenario con grande lucidità allietò gli intervenuti raccontando la sua esaltante carriera. Un solo rammarico, che un arte così bella e affascinante non sia più praticata  dalle giovani generazioni.

    ROSARIO MESSINA

Il Maestro Di Mauro a Giardini Naxos in occasione della Fiera del 1 Aprile di qualche anno fà

Il Maestro Di Mauro a Giardini Naxos in occasione della Fiera del 1 Aprile di qualche anno fà

Il Comune di Aci Sant'Antonio festeggia i 100 anni di Domenico Di Mauro

Il Comune di Aci Sant’Antonio festeggia i 100 anni di Domenico Di Mauro

Al centro della foto Angelo Savoca e Di Mauro alla Taverna di Naxos

Al centro della foto Angelo Savoca e Di Mauro alla Taverna di Naxos

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 Catania – Monastero dei Benedettini: Martedì 16 giugno, alle ore 17:00, una nuova avventura ludico-didattica al Monastero dei Benedettini dedicata ai giovani visitatori, con il laboratorio “La leggenda dei giganti”. I bambini scopriranno la leggenda del valoroso cavaliere Uzeta che sconfisse i giganti Ursini, attraverso un laboratorio che prende spunto dalla mostra “La guerra… io dico la Guerra. Metafore belliche nei cartelli della Marionettistica fratelli Napoli (1839-1915)” organizzata dal Dipartimento di Scienze Umanistiche, in collaborazione con i fratelli Napoli, famosi pupari catanesi. Dopo una breve visita alla mostra, ospitata all’interno delle cucine settecentesche del monastero, i giovani partecipanti potranno realizzare un piccolo teatro da portarsi a casa e per poter raccontare anche loro la leggenda scoperta durante il laboratorio, ma anche tante altre storie, frutto della loro fantasia.
Il laboratorio, dedicato ai bambini di età compresa dai 7 ai 12 anni, verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Per aderire è necessaria la prenotazione ai numeri 0957102767 | 3349242464. È possibile contattare l’InfoPoint di Officine Culturali dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 17:00.

La mostra “La guerra… io dico la Guerra. Metafore belliche nei cartelli della Marionettistica fratelli Napoli (1839-1915)” sarà visitabile fino al 25 luglio presso le Cucine settecentesche del Monastero dei Benedettini con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, il sabato solo la mattina

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Sabato 13 Giugno ore 18:00

AMORE E FOLLIA
DI ORLANDO
Copione elaborato da Alessandro e Fiorenzo Napoli
sulla base dell’Orlando Furioso e dei canovacci di tradizione

nell’ambito della Rassegna di Opera dei Pupi di scuola catanese 2015

presso

TEATRO MUSEO MARIONETTISTICA F.LLI NAPOLI
Centro Commerciale PORTE DI CATANIA
Stradale Gelso Bianco (CT)

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Info: 347/0954526; 347/3034600; 095/7513076

SINOSSI
Ben note sono le vicende di Orlando che diventa pazzo e furioso per amore di Angelica e del coraggiosissimo Astolfo che a cavallo dell’Ippogrifo si reca sulla luna per recuperare il senno perduto dal cugino. Nella tradizione catanese dell’Opera dei Pupi, il legame che univa strettamente le sorti dei due cugini veniva fatto risalire indietro ad un’avventura che essi avevano vissuto da giovinetti. Astolfo era stato rapito nell’incanto della voluttuosa maga Voltiera. Orlando riusciva a liberare il cugino dall’incanto, rimproverandolo di aver trascurato per amore i suoi doveri di cavaliere. Alla maga Voltiera, che si vedeva privata del suo bell’Astolfo, non restava che proferire una terribile profezia e operare un incantesimo: “Orlando, tu che tanto disprezzi l’amore di donna, un giorno t’innamorerai, andrai ramingo per il mondo e pazzo sarai per una donna saracena! A te, o Astolfo, tolgo la forza e ti resta il coraggio!”. La vicenda ariostesca di Orlando ed Astolfo diventava all’Opra catanese lo sviluppo di quell’episodio della loro giovinezza. Nel copione che abbiamo elaborato con Fiorenzo Napoli, intendiamo recuperare questo gioco di corrispondenze incrociate. Rispetto all’originale trama ariostesca, l’altra grande differenza che l’Opera dei Pupi catanese proponeva era la seguente: Orlando non impazziva all’improvviso quando vedeva incisi sui tronchi degli alberi i segni palesi dell’amore di Angelica e Medoro, ma già da prima dava intermittenti segni di squilibrio, scambiando l’identità di cose e persone e immaginando ancora vivi e presenti cavalieri da lui precedentemente uccisi. Accompagnava il paladino il famiglio Peppininu, la maschera tradizionale dell’Opra catanese, che come Sancio Panza con Don Chisciotte cercava di far ragionare Orlando o ne mitigava i pericolosi furori. Proprio nel contrappunto di un Orlando sublimemente folle per amore e di un Peppininu umanissimo affezionato al suo “principale” consiste la poesia della rappresentazione della pazzia di Orlando all’Opra catanese, che tutta intera vogliamo riproporre al pubblico di oggi. Dopo che Astolfo recupera sulla luna il senno di Orlando, solo grazie a Peppininu i paladini trovano il modo di far annusare l’ampolla al furiosissimo conte. Peppininu escogita la giusta maniera di immobilizzare Orlando e si mette d’accordo con Rinaldo, che i pupari catanesi, a differenza del poema ariostesco, vollero presente al momento del rinsavimento. Lo spettacolo recupera gli spunti di riflessione e le complessità scenotecniche della messinscena tradizionale, suggerendo per bocca di Peppininu il dubbio che trapela dalle ottave di Ariosto: ma la furia guerriera di Orlando non è forse una follia più pericolosa di quella d’amore? (Alessandro Napoli)

2  OrlandoX   1 Orlando dei F.lli NapoliX

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