AGOSTO 2019
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GIARDINI NAXOS – 9/15 OTTOBRE 2017 Emergence Festival - Festival Internazionale di Interventi Urbani – giunto ormai alla sua sesta edizione a Giardini Naxos è organizzato dell’Associazione Culturale Emergence, Patrocinato dal Comune di Giardini Naxos ed inserito dalla Regione Siciliana tra i Grandi Eventi della Regione Sicilia.

Il Festival è curato da Giuseppe Stagnitta e ha tra gli obiettivi principali la volontà di far diventare Giardini Naxos un Museo all’aperto capace di sorprendere, emozionare e comunicare chi si ferma nelle sue piazze e percorre le sue vie. Inoltre, al puro valore artistico si aggiungono gli effetti riqualificanti delle aree urbane coinvolte e le nuove opportunità occupazionali, agevolate dalla scelta di programmare la manifestazione in un periodo che estende la stagione turistica.

Nell’edizione del 2017 il Festival decide di sviluppare una programmazione che tende a riavvicinarsi a quella che era l’idea iniziale della street art più autentica: usare i murales come media per attivare un processo di sensibilizzazione di problematiche importanti. In questo caso tratteremo il tema della migrazione con Bucchi, della transculturalità derivante dalla mobilità dei popoli con Atoche e la lotta all’oppressione delle donne con l’artista afgana Malina Suliman.

Dal 9 al 15 ottobre e parteciperanno gli artisti: Carlos Atoche (Perù), Danilo Bucchi (Italia), Sabrina Dan (Finlandia), Koctel (Spagna), Malina Suliman (Afganistan) e il siciliano Salvo Mauro.

Ci saranno nella settimana del Festival degli eventi collaterali: giovedì 12 ottobre inaugura la mostra personale dell’artista Carlos Atoche e il 13 ottobre incontro con l’artista afgana Malina Suliman, che ci racconterà la sua lotta con gli spray contro la disuguaglianza e l’oppressione vissuta dalle donne, negli spazi del Sottosopra e la festa conclusiva del Festival sabato 14 ottobre al Taitù in collaborazione con With  Love.

Per informazioni

www.emergencefestival.com

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PRESS RELEASE

EMERGENCE FESTIVAL 2017

GIARDINI NAXOS, 9/15 OTTOBRE 2017 – Emergence Festival – The International Festival of urban interventions – now at its sixth edition at Giardini Naxos is organized by the Cultural Emergence Association, sponsored by the Municipality of Giardini Naxos and inserted by the Sicilian Region among the Grand Events of the Region of Sicily.

The Festival is curated by Giuseppe Stagnitta and has among the main goals the desire to make Giardini Naxos an outdoor Museum able to surprise, excite and communicate who stops in its squares and runs its streets. In addition to the pure artistic value, the qualifying effects of the  urban areas involved and the new employment opportunities are added, facilitated by the choice of planning the event in  a period that extends the tourist season.

In the 2017 edition, the Festival decides to develop a programming that tends to get closer to what was the initial idea of the most authentic street art: to use murals as media to trigger a process of awareness raising of important issues. In this case, we will discuss the issue of migration with Bucchi, transculturality resulting from the mobility of peoples with Athoce and the fight against women’s oppression with Afghan  artist Malina Suliman.

The 2017 edition will take place from 9 to 15 October and will be attended by Carlos Atoche (Peru), Danilo Bucchi (Italy), Sabrina Dan (Finland), Koctel (Spain), Malina

Suliman (Afghanistan) and sicilian Salvo Mauro.

There will be in the week of the Collateral Event Festival: on Thursday, October 12, the

personal exhibition of Carlos Atoche and meeting with the Afghan artist Malina

Suliman, who will tell us his fight with the spray against inequality and the oppression lived by women, will be inaugurated in the Sottosopra exhibition space, and the closing party of the Festival on Saturday 14 October at Taitù in collaboration with WITH  LOVE.

For information

www.emergencefestival.com

BIOGRAFIA DEGLI ARTISTI

MALINA  SULIMAN

 La street artist afgana Malina Suliman (26 anni) è la prima ad aver impresso il proprio segno distintivo sui muri di Kandahar: donne dal volto scheletrico coperte dal burqua. Attraverso le sue opere denuncia i problemi d’identità delle giovani generazioni, la disuguaglianza e l’oppressione vissuta dalle donne, ribadendo l’importanza di lottare per conquistare i diritti negati. Accompagnata dal cognato, scopre l’arte per la prima volta nella Galleria nazionale di Kabul. Nel 2011 fonda la Kandahar Fine Arts Association ed espone alla prima mostra allestita nel sud dell’Afghanistan, dopo trent’anni di regime talebano. E questo in un Paese dove, fino al 2001, gli artisti erano puniti con la pena di morte e dove tutt’ora sono esposti a rischi e trovano poca accettazione e sostegno. “A quell’esibizione ha partecipato una sola donna”, ricorda. La street art, invece, le consente di comunicare direttamente con la gente. “Le persone sono costrette ad ascoltarti, a vederti. Anche se non sanno né leggere né scrivere”, spiega. Dal 2013 vive in Olanda e lavora al Vanabbe Museum di Eindhowen, dedicato ai rifugiati. A maggio parteciperà alla Biennale d’arte di Venezia 2017, mentre a giugno sarà al Festival Crack, che si terrà a Roma presso il c.s.o.a. Forte Prenestino.

Afghan street artist Malina Suliman (26) is the first to have her own distinctive sign on the walls of Kandahar: skeletal women covered by burqa. Through his works he denounces the problems of identity of younger generations, the inequality and oppression experienced by women, reiterating the importance of struggling to overcome denied rights. Accompanied by her brother-in-law, she finds art for the first time in Kabul’s National Gallery. In 2011 he founded the Kandahar Fine Arts Association and exhibited at the first exhibition held in southern Afghanistan after thirty years of Taliban regime. And this is in a country where, until 2001, artists were punished with death punishment and are still exposed to risks and have little acceptance and support. “There was only one woman in that show,” he remembers. Street art, on the other hand, allows you to communicate directly with people. “People are forced to listen to you, to see you, even if they do not know or read or write,” he explains. From 2013 he lives in Holland and works at the Vanabbe Museum in Eindhowen, dedicated to refugees. In May he will participate at the Biennale d’arte di Venezia 2017, while in June will be at the Crack Festival, to be held in Rome at c.s.o.a. Forte prenestino.

 

DANILO  BUCCHI

Danilo Bucchi (Roma,1978) compie i suoi studi a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti concentrandosi sulle tecniche del disegno, della pittura e della fotografia. Il talento di Danilo Bucchi è probabilmente il tratto dominante del suo profilo artistico, costituito da una severa determinazione nel radicarsi in un universo di segni che rimanda alla tradizione dell’astrazione europea delle prime avanguardie, con l’ausilio di tecniche e supporti fortemente tecnologici. Comincia ad esporre nel 2003, partecipando a mostre internazionali in città come Singapore (2012), New York (2010), Pechino e Il Cairo (2008), Parigi (2007), Buenos Aires (2005), Baku (2004) e Amsterdam (2003).
Tra le principali mostre personali: The Dolls (2008) Contemporary Art Society_Tema Sacro (2011) Museo del Risorgimento_Danilo Bucchi (2011) Palazzo Collicola Arti Visive_Signs.The black line (2011) MLAC_Monochrome (2015) Galleria Poggiali e Forconi_ #danilobucchi (2016) Galleria Il Ponte Contemporanea. Tra il 2014 e il 2015 Danilo Bucchi è invitato a realizzare tre grandi progetti di riqualificazione urbana: Il paese dei balocchi (2014) l’opera permanente presente al MAAM_Assolo (2015) per Big City Life con il quale partecipa alla Biennale di Venezia (15° Mostra di Architettura Padiglione Italia)_ Minotauro (2015) per Emergenze Festival. Il 2017 è segnato dalla mostra personale Lunar Black al MACRO di Roma, a cura di Achille Bonito Oliva.

Danilo Bucchi (born in Rome,1978) completed his studies in Rome, where he attended the Accademia di Belle Arti focusing on the techniques of drawing, painting and photography. Danilo Bucchi’s talent is the dominant feature of his artistic profile constitued by a real determination of rooting himself in a universe of signs, that refers to the tradition of European abstraction of avant-gardes with the aid of techniques and supports that are strongly technological. He began to exhibit in 2003, participating in international exhibitions in cities such as Singapore (2012), New York (2010), Beijing and Cairo (2008), Paris (2007), Buenos Aires (2005), Baku (2004) and Amsterdam (2003).
Among his major solo exhibitions are: The Dolls (2008), Contemporary Art Society; Tema Sacro (2011), Museo del Risorgimento; Danilo Bucchi (2011), Palazzo Collicola – Arti Visive; Signs. The black line (2011), MLAC; Monochrome (2015), Galleria Poggiali e Forconi; #danilobucchi (2016), Galleria Il Ponte Contemporanea. Between 2014 and 2015, Danilo Bucchi was invited to create three large urban regeneration projects: Il paese dei balocchi (2014), a permanent installation at the MAAM; Assolo (2015) for Big City Life, with which he participated at the Venice Biennial (15th Architecture Exhibition, Italian Pavilion); Minotauro (2015) for Emergenze Festival. The year 2017 marks his solo exhibition Lunar Black at the MACRO in Rome, curated by Achille Bonito Oliva.

 

 KOCTEL

 Fernando Hernández Arboleda

(Granada, Spain, 1989)

Il lavoro di Koctel vuole trasportarci in un’atmosfera tropicale dove i frutti acquistano umanità e diventano i personaggi principali. Questo universo rinfrescante si basa sull’idea di ” Fruitlism ” movimento creato dall’autore, dove troviamo una sorta di stato di vacanza permanente , dove troviamo

la gioia colorata, la freschezza e la celebrazione dei frutti.

Dopo le esperienze diffuse vissute durante i suoi viaggi, Koctel, disegna il proprio mondo ispirato dai luoghi che ha visitato, facendo uno studio strettamente legato agli odori ed ai sapori presenta in essi, questo da quel senso di freschezza al suo lavoro.

Esiste una lunga varietà di artisti che lo aiutano a creare il suo stile, alcuni di loro: Keith Haring, Salvador Dalì o  Ad esempio, El Bosco (the Bosch).

Con sede a Madrid (Spagna) dopo i suoi studi artistici, lavora da diversi anni come decoratore e illustratore freelance. Attualmente si occupa di mostre, spettacoli e festival di arte di strada in tutto il mondo.

 

Fernando Hernández Arboleda

(Granada, Spain, 1989)

Koctel´s job wants to transport us to a tropical atmosphere where fruits acquire humanity and become the main characters. This refreshing universe is based in the idea of ‘’Fruitlism’’ movement created by the author, where we found a permanent holiday state across the colorful joy, freshness and celebration presents in fruits.

After the di­erent experiences lived during his travels, Koctel, designs his own world inspired by the places where he was staying, doing a strictly studying of the ‑avors, smells and colors presents in them and giving that feeling of coolness to his work. Exist a long variety of artist in‑uences who help him to create his style, some of them: Keith Haring, Salvador Dali or El Bosco (the Bosch), for example.

Based in Madrid (Spain) after nish his artistic studies, he has been working several years as decorator and freelance illustrator. Currently he is focused on exhibitions, shows and street art festivals around the world.

 

SABRINA  DAN

 Sabrina Dan, di origini finnico-venezuelane, nasce nel 1987 a Roma. Dimostrando fin da giovanissima una forte propensione al mondo artistico, dedica gli anni dell’’adolescenza alla scrittura e alla musica. Nel 2009, incuriosita dalle arti visive, entra come apprendista nello studio di pittura e scultura di Bruno Melappioni, e si avvicina alla pittura ad olio su tela, che resta la sua tecnica di produzione preferita a lungo. Nel 2011 si avvicina al Pop Surrealismo, traendo grande ispirazione da artisti del calibro di Ray Caesar, Joe Sorren, Nicoletta Ceccoli e Dilka Bear, mentre nel 2012 inizia a lavorare come assistente personale di Danilo Bucchi. Questo passaggio segna fortemente la sua maturità artistica, che si arricchisce di tecniche nuove più vicine al disegno, oltre che di una sensibilità più affine all’’arte contemporanea.

 Sabrina Dan, of Finnish- Venezuelan origins, was born in 1987 in Rome. Demonstrating from a very strong young age to the artistic world, he dedicates the years of adolescence to writing and music. In 2009, curious about the visual arts, he entered as an apprentice in Bruno Melappioni’s painting and sculpture studio and approaches oil painting on canvas, which remains his favorite production technique for a long time. In 2011 she is approaching Pop Surrealism, drawing great inspiration from artists such as Ray Caesar, Joe Sorren, Nicoletta Ceccoli and Dilka Bear, while in 2012 she starts working as a personal assistant to Danilo Bucchi. This passage strongly marks its artistic maturity, enriched with new techniques closer to the design, as well as a more sensitive sensibility of contemporary art.

 

CARLOS  ATHOCE 

Carlos Atoche Un melting pot di culture scorre nel sangue di Carlos Atoche, artista classe 1984, nato da madre argentina e padre peruviano. Il suo approccio con l’arte risale al periodo dell’infanzia. Raggiunta la maggiore età si dirige oltreoceano e qui la sua visone artistica incrocia le bellezze del vecchio continente. Rimane subito impressionato dalle meraviglie pittoriche e architettoniche italiane, tanto da trasferirsi a Roma poco dopo, città dove consegue il diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti. Proprio nella capitale cresce vertiginosamente il desiderio di esprimere il suo talento artistico, le reminiscenze legate al disegno e alla scultura lo aiutano a definire e a circoscrivere in modo più chiaro gli elementi nello spazio bidimensionale della pittura. Negli anni della frequentazione dell’accademia comincia ad appassionarsi alla street art, movimento ancora poco in auge, e la sua vena creativa si trasferisce sui muri e qui troverà superfici fertili su cui esprimersi. Dipingere in strada cambia totalmente la sua percezione, la connessione che si instaura tra l’arte e il luogo in cui si realizza è indissolubile così come il rapporto tra artista e passanti. La sua tavolozza raccoglie uno zibaldone di culture ed esperienze che gli permette di dare vita a veri e propri capolavori open air. La sua ricerca intimistica si traduce in pensieri quotidiani e interrogativi travestiti da elementi figurativi. Le influenze che possiamo scovare nella sua pittura sono molteplici: dai tratti inconfondibili delle civiltà classiche, alle concezioni spaziali dei grandi maestri italiani, dallo stile distintivo delle antiche culture sudamericane fino alle interpretazioni concettuali più contemporanee.

 

Carlos Atoche, a 1984 class-born Argentine mother and Peruvian father. His approach to art dates back to his childhood. When he reaches the age he goes overseas and here his artistic mink crosses the beauties of the old continent. He was immediately impressed by the Italian pictorial and architectural wonders, so that he moved to Rome shortly thereafter, a town where he obtained his diploma in painting at the Academy of Fine Arts. In his capital, his desire to express his artistic talent is growing, the reminiscences associated with drawing and sculpture help him to define and circumscribe more clearly the elements in the two-dimensional space of painting. In the years of the Academy’s attendance, he began to be passionate about street art, a movement still unobtrusive, and his creative vein moved to the walls and here he will find fertile surfaces to express himself on. Dipping into the street completely changes his perception, the connection that it is established between art and the place where it is realized is indissoluble as well as the relationship between artist and passers-by. His palette brings together a zibaldone of cultures and experiences that allows him to create real open air masterpieces. His intimate research translates into daily thoughts and questions disguised as figurative elements. The influences that we can find in his painting are many: from the unmistakable traits of classical civilizations, to the spatial conceptions of the great Italian masters, from the distinctive style of the ancient South American cultures to the more contemporaneous contemporary

 

 

 

 

 

 

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La baia di Naxos e l'Etna

La baia di Naxos e l’Etna

CHI HA PAURA DELLA POP ART?

Sta per concludersi la quinta edizione del Festival Internazionale di Open-Air Art: Giardini si apre alla bellezza e la Sicilia diventa protagonista

Si è aperta, in diretta connessione temporale con la mostra Popism, ancora presente in Sicilia a Capo D’Orlando e poi a Palermo,  l’edizione 2016 dell’Emergence Festival 2016, curata da Giuseppe Stagnitta. Questo museo di arte cpntemporanea a cielo aperto è stato inaugurato mercoledì 15 settembre con la performance dell’artista Marco Mangioni, in arte Gue, in via Erice dove ha eseguito un acrilico su muro dal titolo “Osservatorium”, una figurazione che confina con l’astratto verso la rappresentazione di uno spazio flessibile, un dialogo aperto con l’architettura e l’ambiente circostanti. Seguito dal duo greco Blaqk, al secolo Chris Tzaferos e Greg Papagrigoriu il 19 settembre al molo del porto con la poderosa opera “Unbalanced” terminata il 23 settembre: 200 metri di opera murale bicolore che richiama decisamente la dualità degli opposti, i due neri (il colore bianco ed un non-colore) ed i pattern geometrici tipici della loro arte contraddistinta dalla tecnica del lettering: un generoso benvenuto, persino storicamente coerente, offerto alla città e ai crocieristi, eseguito con l’aiuto degli studenti Andie e Francesco Pecoraio. Il 28 settembre, poi,  è stata la volta dello statunitense Momo in via On. Pancrazio  De Pasquale. L’artista più importante della manifestazione ci propone un acrilico e smalti su muro senza titolo, affidandone la forza espressiva ai colori per mezzo delle sue consuete tecniche di draft design che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Coadiuvato dai valenti collaboratori Angelo Milano (curatore del primo festival di street art in Italia, svoltosi a Grottaglie, Brindisi), Dan Bortz e Lynnea Holland-Weiss, lo abbiamo incontrato volentieri per un’intervista. A seguire, mercoledì 5 ottobre, è stata la volta di Moneyless, al secolo Teo Pirisi, artista toscano fra i maggiori nel panorama internazionale, che ha eseguito al civico 539 di via Vittorio Emanuele un acrilico su muro intitolato “Giardini Naxos 001” ovvero opera prima eseguita a Giardini, un grande murale astratto che consegna tutta la sua forza espressiva al segno grafico, una porzione di cerchio, e all’ accostamento, estetico e percettivo, dei colori. Una testimonianza onesta e sincera di un artista d’eccellenza presente in tutti i cataloghi che ci ha regalato un’opera che suscita l’emozione dell’osservatore nella più importante piazza della città. Immediatamente successivo, giovedì 6 ottobre, l’inizio dell’opera di Nespoon, giovane artista polacca, appena eseguita sulla facciata fronte mare dell’hotel Palladio, sempre a San Giovanni. Qui la magia dell’opera, realizzata con la tecnica dello stencil in negativo, risiede nell’elemento decorativo dato dal merletto, non tanto una decorazione in verità, come precisato dalll’artista stessa, ma un simbolo antropologico di armonia che si riscontra in tutte le culture dell’umanità.

La street art nasce come frangia radicale e di contestazione della pop art (la cui visionaria lucidità del suo principale esponente, Andy Warhol,  ha consentito di prevedere ciò che sarebbe avvenuto in futuro e cioè che la pop art sarebbe divenuta arte prevalente nel duemila e addirittura fenomeno sociale e di costume) di cui infatti non condivide l’evoluzione pro-sistema e l’esaltazione, per esempio, della pubblicità. Essa si trasforma oggi in arte pubblica con una vera committenza proposta, in primo luogo, dagli amministratori delle città. Ma gli artisti ci mettono in guardia da un rischio e cioè che l’aspetto e la ricerca estetica vengano sviliti e sottovalutati a favore, ancora una volta, di interessi altri che nulla hanno a che vedere con la diretta volontà di suscitare il benessere degli abitanti di un quartiere o di una periferia degradata.

Gli ultimi giorni del festival hanno visto la partecipazione e la collaborazione dei diversi artisti tra di loro come hanno fatto Moneyless e Salvo Ligama, quest’ultimo autore dell’interessante murale eseguito nel giugno scorso in via delle Rimembranze e intitolato “Liberatutti”. Prima opera del Festival 2016, si tratta di un acrilico su muro che si sviluppa su due livelli:. uno iperrealista ed uno virtuale digitale (da leggersi con l’aiuto di uno smartphone). Forse la più pop di tutte, rivela un forte desiderio di sperimentazione su di un tema decisamente realista e tradizionale come quello dei giochi dei bambini svolti un tempo nei vicoli protetti e sicuri delle città.

E allora, popolo di Giardini, lasciamoci coinvolgere da questa atmosfera raffinata e creativa, questo festival ci consegna proprio la possibilità di ammirare da vicino i nuovissimi lavori degli artisti e di poter fruire di una pausa per un’emozione, in contrasto con la routine e con tutto il brutto di cui siamo bombardati (pubblicità, carta, violenza televisiva, ecc.). Naxos diventa così un contenitore artistico a cielo aperto perché ha in sé la bellezza necessaria per poter comprendere anche questo, un museo a cielo aperto in un luogo bello per definizione e per scelta (degli antichi greci) che si appresta a diventare definitivamente un laboratorio permanente di arte contemporanea, e la Sicilia diventa protagonista.

   Sergio Denaro

 

Le foto di Momo e del suo Murale  e, quelle del Murale di Nespoon sono di Rosario Messina

L'artista MOMO

L’artista MOMO

Il Murales di Momo in via di allestimento

Il Murales di Momo in via di allestimento

Il Murale realizzato da Momo

Il Murale realizzato da Momo

Un artista a lavoro

Salvo Ligama

Una via di Giardini Naxos

Il murale di Via Lombardo di Salvo Ligama

Il murale di  Nespoon

Il murale di Moneyless

Murale della polacca Nespoon

Murale di Moneyless

Il Murale di Nespoon

Il Murale di Nespoon

Il Murale della polacca Nespoon

Il Murale della polacca Nespoon

Il Murale di Blaqk  nel molo di Naxos

Il Murale di Blaqk nel molo di Naxos

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Momo (nome d'arte) ha realizzato il suo murale in Via On. Pancrazio De Pasquale nel rione di San Giovanni a Giardini Naxos

Il Murale realizzato da Momo

Il Murale realizzato da Momo

BIOGRAFIA: MOMO è un’artista che opera in spazi pubblici con attrezzi di prima mano. I suoi interessi risiedono in un’ampia gamma di tecniche murarie per abbozzare, disegnare e dipingere murali. Nato a San Francisco nel 1974, MOMO ha viaggiato moltissimo, ha vissuto a New York per sei anni e attualmente ha uno studio a New Orleans.

Nel 2008 Rojo ha pubblicato le prima monografia “3AM – 6AM”; nel 2012 Studio Cromie ha pubblicato la seconda, “In 74 Pieces”. Nel 2013 la Galleria May ha ospitato la sue prima installazione “Butt Joints” a New Orleans; Studio Cromie ha prodotto un tour caraibico ed una mostra nel sud d’Italia; e la New York DOT ha commissionato un murale di 200 piedi (50 metri ca.) tra i ponti di Brooklyn e Manhattan a Dumbo, Brooklyn. Nel 2015 MOMO ha creato un enorme murale di 250 piedi (60 metri ca.) per la loggia della John Hancock Tower di Boston, un murale di 250 piedi (60 metri ca.) nel centro di Philadelphia e un murale double-face con cinque storie in vinile stampato a Manhattan, prodotto da Art Production Fund, New York. Nel 2016 lui ed i suoi amici Maya Hayuk, Swoon e Faile hanno inaugurato il nuovo Museo d’Arte Iconoclasta del Millennio a Bruxelles, con installazioni su cinque piani.

  • Da dove trai ispirazione per il tuo lavoro?
  • Viene dalla curiosità, per tutto. Sono interessato alla luce naturale ma tutta la mia opera è astratta, più astratta dell’astratto. Come questo lavoro, che non è una bottiglia deformata. In questa pittura sto facendo in modo che alcuni colori siano particolarmente forti, come se tentassi di esplorare l’ignoto: non si sa come andrà sviluppandosi, qualche volta il muro vince ed io, ora come ora, sono così fiero di questo rosa veramente brutto. Questo murale non ha un nome, di solito non attribuisco mai dei nomi alle mie pitture, forse qualche volta il nome della strada o chissà…
  • Quale tecnica utilizzi?
  • Adesso sto utilizzando del nastro adesivo, muovo il nastro così da poter spostare le linee pittoriche. Inoltre, ascolto i suggerimenti che provengono dalla gente attorno a me. Parto da un bozzetto e poi cambio mentre vado avanti, sono impressioni che fotografo una dopo l’altra finchè non riesco a realizzare una buona composizione, come una canzone. Mi piace questo, adesso sto giocando coi nastri e l’eventuale effetto tridimensionale non è intenzionale. Il movimento della linea pittorica spesso si contraddice con altri movimenti. Altro elemento importante è lo studio del colore, si tratta di un mix tra “intenzione” ed “improvvisazione”, come fa un musicista tra “armonia” ed “improvvisazione”.

Questo muro è abbastanza adatto perché non è molto ruvido: il nastri si attacca e i colori prendono bene. Quando i muri sono troppo ruvidi i colori non prendono bene.

  • Al giorno d’oggi si parla di interventi urbani in termini di risanamento. Cosa rimane nell’attuale arte di strada del suo originario radicalismo?
  • Penso che stai parlando di un qualcosa che richiede una grande indagine giornalistica. Il mio radicalismo sta nel fatto di scoprire le cose e lavorare in nuovi campi, solo dipingere. Gli strumenti del sistema si stanno avvantaggiando di questa opportunità ma nel mio caso io sono solo interessato a dipingere. Ho detto di no a venti festival negli anni scorsi, ed ogni anno lavoro solo con pochi festivals. Non voglio essere coinvolto in questo business. Trascorro la maggior parte del mio tempo per i miei progetti in maniera indipendente.
  • Che ne pensi di Naxos come luogo in cui realizzare interventi urbani d’arte?
  • Non credo si tratti di street art, il mio è semplicemente un murale. Infatti, non uso il termine “street art” da circa otto anni. Per il resto, Naxos è una bellissima città e ci stanno offrendo la massima ospitalità, sono straordinari. La mia prossima tappa sarà ancora in Sicilia, un posto che adoro.
  • Puoi dirci chi sono i tuoi collaboratori?
  • Certo, loro sono Angelo Milano, Dan Bortz e Lynnea Holland-Weiss.
  • Ed il tuo vero nome?
  • No, è un segreto.

Sergio Denaro

 

Le foto di Momo sono del direttore Rosario Messina

Momo a lavoro su un muro di Via On. Pancrazio De Pasquale a Giardini Naxos

Momo a lavoro su un muro di Via On. Pancrazio De Pasquale a Giardini Naxos

L'artista Momo

L’artista Momo

Momo durante la realizzazione della sua opera

Momo durante la realizzazione della sua opera

Il Murales di Momo in via di allestimento

Il Murales di Momo in via di allestimento

2 MOMO

Momo a Giardini Naxos

BIOGRAPHY: MOMO is an artist working in public spaces with homemade tools. His current interests lie with an evolving range of adapted masonry techniques to draft, design, and organize wall murals. Born in San Francisco in 1974, MOMO has travelled most of his life, lived in New York for six years and currently keeps a studio in New Orleans.

In 2008 Rojo published his first monograph “3AM – 6AM”;  in 2012 Studio Cromie published his second, “In 74 Pieces”. In 2013 May Gallery hosted his first immersive installation show “Butt Joints” in New Orleans; Studio Cromie produced a Caribbean painting tour and exhibition in Southern Italy; and the New York DOT commissioned a 200-foot-long mural between the Brooklyn and Manhattan Bridges in Dumbo, Brooklyn. In 2015 MOMO created a 250 ft wide lobby mural for the John Hancock Tower in Boston, a 250 foot tall mural in downtown Philadelphia, and a double-facade 5 story printed vinyl mural in Manhattan, produced by Art Production Fund NY. In 2016 he and friends Maya Hayuk, Swoon, and Faile inaugurated the new Millennium Iconoclast Museum of Art in Brussels, with installations on five floors.

  • Where does your inspiration come from?
  • It comes from curiosity, often from everything. I am interested in natural light but everything is abstract, more abstract than abstract. Like this painting, which is not a curved bottle. In this painting I’m trying to make some colors to deliver some force, like exploring the unknown: you don’t know how it is going to develop, sometimes the wall wins and I am very proud of this ugly ugly pink. This painting hasn’t got a name, I usually never make a name for my paintings, sometimes the name of the street or whatever.

 

  • Which technique do you use most?
  • Many techniques, now I’m using tape, I move the tape and I can move the line usually. Also I listen to what people around me suggests. From a sketch I’m changing as we go, impressions to photograph again and again and develop on top of that, until it is a good composition like a song. I’m interested in that, we are playing with tapes and the 3-D effect is not my intention. The gesture of paintline is something contradictive with other gestures. In fact, with other elements we have other gestures. It is very important the research on the colors, it’s a mixture happening during the creation between “intention” and “improvisation”, like a musician does between “harmony” and “improvisation”.

This wall is good enough because it is not very rough: the tape stitches and the colors stitch well. If the wall is too much rough the colors don’t stitch well.

 

  • Today-an-age we talk about urban actions as regeneration. In today’s street art what remains of its original “radicalism”?
  • I think you are describing something for a big journalism article. My radicalism was only to discover things and work in new areas, just painting. The tools of the system are taking advantage of this opportunity but in my case I’m just interested in painting. I said “no” to twenty festivals every year, every year I work with very few festivals. It’s not my goal to be involved in this business. I spend most of my time in my kinds of projects independently.

 

 

  • What do you think about this place, Naxos, as a site for a urban art action?
  • I don’t think it is street art, it is just a mural. In fact, I don’t use this name for eight years or something. Anyway, Naxos is a beautiful city and they are giving the maximum hospitality, they are really amazing. My next step will be elsewhere in Sicily which I love.
  • Can you tell us the name of your assistants?
  • Of course, they are Angelo Milano, Dan Bortz and Lynnea Holland-Weiss.
  • And your real name?
  • No, it’s a secret.

 

 

 

 

 

 

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Giardini Naxos (Me) – Inaugurato il Festival Internazionale di Interventi Urbani – giunto ormai alla sua quinta edizione a Giardini Naxos (Emergence Inside) è organizzato dell’Associazione Culturale Emergence, Patrocinato dal Comune di Giardini Naxos ed inserito dalla Regione Siciliana tra i Grandi Eventi della Regione Sicilia. Anche quest’anno il Circolo di Legambiente Taormina /Alcantara sponsorizza il Festival all’interno delle tante iniziative intraprese da Salvalarte Sicilia.
Partner di Google, il progetto è inserito all’interno della piattaforma dell’Istituto di Cultura di Google, che offre grazie alla tecnologia in Street View la possibilità di visitare Musei e Opere Urbane a distanza attraverso computer, tablet e cellulari.

Il Festival è curato da Giuseppe Stagnitta e ha tra gli obiettivi principali far diventare Giardini Naxos un Museo all’aperto capace di sorprendere, emozionare e comunicare chi si ferma nelle sue piazze e percorre le sue vie. Al puro valore artistico si aggiungono gli effetti riqualificanti delle aree urbane coinvolte e le nuove opportunità occupazionali, agevolate dalla scelta di programmare la manifestazione in un periodo che estende la stagione turistica.

Nell’edizione del 2016 il Festival ha una fitta programmazione dal 12 settembre al 10 ottobre con gli artisti:

GUE (Italia), facciata palazzo Teocle 14/17 sett;
BLAQK (Grecia), Porto di Giardini Naxos 15/24 sett;
MONEYLESS (Italia), piazza Kalkis 1/7 ott;
MOMO (USA), via delle Rimembranze 28/30 sett;
SALVO LIGAMA (Italia), opera murale in via delle Rimembranze (opera già realizzata);
NESPOON (Polonia), facciata palazzo zona porto 3/10 ott;
MASSIMO PAGANINI (Italia), via Calcide Eubea 4/12 ott;

Per soggiorni a Giardini Naxos durante il periodo del Festival sono previste convenzioni con l’Hotel Palladio (www.hotelpalladiogiardini.com).

English version:

Interventions of International Urban Festival – now in its fifth edition in Giardini Naxos is organized by the Cultural Emergence, Sponsored by the City of Giardini Naxos and incorporated by the Region of Sicily between the Great Events of the Sicilian Region. This year the Legambiente Circolo Taormina / Alcantara sponsors the Festival inside the many initiatives undertaken by Salvalarte Sicily.

Google partners, the project is included in the platform of the Institute of Culture Google, offering thanks to technology in Street View the opportunity to visit museums and Works Urbane remotely via computers, tablets and mobile phones.

The Festival is organized by Giuseppe Stagnitta and has among its main objectives to become an open-air museum Giardini Naxos able to surprise, excite and inform those who stay in the streets and along its streets. The pure artistic value are added the effects of re-qualifying urban areas involved and new employment opportunities, facilitated by the decision to schedule the event for a period that extends the tourist season.

In the edition of 2016 the Festival has a full program from 12 September to 10 October with the artists:

GUE (Italy), facade Teocle Sept. 14/17;

Blaqk (Greece), Port of Giardini Naxos Sept. 15/24;

Moneyless (Italy), square Kalkis 1/7 October;

MOMO (USA), via delle Rimembranze 28/30 week;

EXCEPT LIGAMA (Italy), Mural work in via the Memorial (already realized work);

NESPOON (Poland), facade building area port 3/10 in October;

MASSIMO Paganini (Italy), via Halkida Evia 4/12 October;

 

Una via di Giardini Naxos

Una via di Giardini Naxos

Un artista a lavoro

Un artista a lavoro

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I fratelli Amedeo e Antonio Forlin assieme a Francesco Micalizio autori di un originale murales nella Kermesse Internazionale di Interventi Urbani realizzato con ceramiche e materiali di riciclo

Amedeo Forlin

Amedeo Forlin

GIARDINI NAXOS – Non finisce di stupire per l’originalità delle opere realizzare nell’ambito dell’Emergence Festival la kermesse Internazionale di Interventi Urbani  giunta alla sua quarta edizione a Giardini Naxos. L’evento  organizzato dall’Associazione Culturale Emergence, patrocinato dal Comune di Giardini Naxos ed inserito dalla Regione Siciliana tra i Grandi Eventi della Regione Sicilia si è appena concluso.  Il Festival è curato da Giuseppe Stagnitta e ha tra gli obiettivi principali la volontà di far diventare Giardini Naxos un Museo all’aperto capace di sorprendere, emozionare e comunicare chi si ferma nelle sue piazze e percorre le sue vie. Inoltre, al puro valore artistico si aggiungono gli effetti riqualificanti delle aree urbane coinvolte e le nuove opportunità occupazionali, agevolate dalla scelta di programmare la manifestazione in un periodo che estende la stagione turistica. Nell’edizione del 2015, che si è tenuta  dal 19 al 26 ottobre, il Festival ha aperto le sue porte all’Arte Contemporanea, che ha coinvolto il suggestivo contenitore naturale che è la baia di Giardini Naxos e la prima colonia greca di Sicilia la quale anche in questa edizione è stata abbellita con murales ed installazioni site specific di Land Artist di fama internazionale come l’italiano Massimo Paganini.

Un altra sezione inserita nell’evento è stata dedicata all’Arte Installativa con Geo Florenti, fondatore del movimento dell’arte necessaria, che presenterà una lampione per illuminazione cittadina senza effettivo consumo di energia. Tecnologia e arte si fondono per comunicare la disperata situazione che vive il pianeta e allo stesso tempo dando delle soluzioni reali al problema.

Per quanto riguarda la Street Art nello specifico sono stati invitati street artist internazionali del calibro di Lucamaleonte (Italia), Goddog (Francia), Blaqk (Grecia), Okuda (Spagna), Vlady Art (Italia). Ed ancora, il duo greco Blaqk che ha realizzato un’opera murale sui due punti biglietteria del Parco Archeologico di Naxos, dove si trovano i resti della prima colonia greca in Sicilia, riprendendo l’iconografia della Grecia Antica. Per la l’Arte Contemporanea è stato realizzato un esperimento con il maestro Enrico Manera, rappresentante importante della Pop Art Italiana nel mondo, che ha realizzato un’opera a quattro mani di arte urbana insieme a Cleonice Gioia.

Un nota di merito a parte va a tre giovani artisti giardinesi, Amedeo Forlin, il  fratello Antonio Forlin e Francesco Micalizio che hanno realizzato in un vicolo del centro storico, nei pressi  del Palazzo Municipale un originale Murales utilizzando una tecnica mai realizzata prima. L’installazione denominata “Com’è profondo il mare” sta suscitando curiosità e tanti consensi di turisti e cittadini giardinesi che si soffermano a guardare “l’affresco” tutto dedicato al mare e ai prodotti ittici della marineria locale. I muri del vicolo sono stati abbelliti con un grande murales raffigurante scene di vita marinara, pesci, frutti di mare, barche, pescatori, reti e quant’altro possa ricordare un borgo marinaro. Le scene di marineria non sono state dipinte ma realizzate con elementi tipici della tradizione siciliana come la ceramica e altro materiale di riciclo. Il prodotto finale è un orignale lavoro artistico con le pareti del vicolo abbellite con ceramiche colorate, pesci e reti di ceramica e tant’altro. A raccontarci della tecnica utilizzata è Amedeo Forlin il quale spiega:” E’ da qualche anno che adottiamo questa tecnica. Io sono ceramista e spesso ci capita di gettare via cocci e pezzi di ceramica difettosi. Un giorno mi è venuta l’idea di utilizzare tutto questo materiale per tappezzare un muro con il materiale di scarto che spesso abbiamo a disposizione. Ho portato avanti questa tecnica affinandola sempre più assieme a mio fratello e, avendo ricevuto incoraggianti riconoscimenti abbiano continuato. Ed eccoci qua, al festival di Emergence.Un lavoro  meritorio di un plauso per l’intuizione e la tecnica di questi giovani artisti che di un materiale di scarto hanno realizzato un originale  opera d’arte.

                   ROSARIO  MESSINA

Il murales e gli autori

Il murales e gli autori

I lavori del murales di Forlin

I lavori del murales di Forlin

Amedeo Forlin e Francesco Micalizio

Amedeo Forlin e Francesco Micalizio

Alcune persone ammirano il murales

Alcune persone ammirano il murales

Un particolare del murales

Un particolare del murales

I lavori

I lavori

Gli artisti e il murales

Gli artisti e il murales

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