LUGLIO 2020
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Taormina

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3 Giuseppe Santoro

Giuseppe Santoro

Potremmo parlare di ingegnosità ai tempi del coronavirus che vede protagonisti due ristoratori siciliani uno di Giardini Naxos e l’altro di Fiumefreddo di Sicilia i quali, per arginare la crisi dovuta all’emergenza cov19  che sta mettendo in ginocchio l’economia ed in particolare  il comparto della ristorazione hanno varato una serie di progetti culinari per ridare tono alle loro attività di ristorazione. A raccontarci i particolari di questa storia è  Giuseppe Santoro, ristoratore giardinese il quale  ha attivato, con l’aiuto del collega pizzaiolo Alessandro De Natale di Fiumefreddo di Sicilia, un laboratorio di ricerca e sviluppo per una serie di progetti riguardanti la Pizza e non solo.

 Una prima ricetta, frutto di una rivisitazione di passate esperienze culinarie, è la “Pizza Ikea”. La ricetta fa parte di un progetto ben definito e, a breve,  potrà’ essere degustata  comodamente a casa propria, perché la si potrà ricevere con un corriere apposito e, “montarla a casa”.

La “Pizza Ikea” fa parte del progetto di Giuseppe Santoro denominato “Cucina a Modo mio. A tal proposito Santoro ha attivato un LAB dove si occupa di formazione. Nei prossimi mesi è in programma la collaborazione con vari chef tutti siciliani per un buon 70% e, altri, provenienti da tutta la penisola che realizzeranno delle master class dedicate non solo ai professionisti ma anche dilettanti. Il progetto prevede corsi dedicati a chi ha voglia di riqualificarsi, dalla pizza al gelato, alla pasticceria e non solo, ma anche pane, pasta e anche beverage.

Nel contempo Santoro, che non e nuovo a queste iniziative, in attesa che il progetto si perfezioni, continua con la passione che lo contraddistingue a ricevere premi. L’ultimo è stato quello dell’associazione AOCRI  (Associazione Operatori e Consumatori della Ristorazione Italiana) consegnato nel mese di Ottobre, per la valorizzazione dell’arte Culinaria e Gastronomica Italiana nel Mondo.

 La nuova ricetta di “Pizza Ikea” oltre ad essere stata registrata sul Sito Mysocialrecipe con un codice che riporta la certificazione di autenticità Infocert, ente autorizzato dal Governo Italiano, sarà anche pubblicata in un libro dedicato al Sale che uscirà nei primi mesi del 2021, realizzato e scritto da un noto Chef Italiano.

Non è la prima volta che Santoro si adopera nella promozione del Made in Italy. A tal proposito, nel 2018, aveva ricevuto un premio dal Consorzio Parmigiano Reggiano, per aver creato una ricetta con diverse stagionature di Parmigiano. In quella occasione, uno degli ambasciatori più celebri del famoso prodotto, Massimo Bottura, aveva inviato una mail alla serata di consegna, congratulandosi con Santoro per la promozione dei prodotti Italiani all’estero e l’utilizzo degli stessi.

Dopo aver lavorato qualche anno all’estero, Santoro oggi è ritornato in Sicilia dove ha ripreso ad insegnare In un alberghiero professionale  di Giardini Naxos e anche a Randazzo su un’altro alberghiero dove anche li tramanda la sua passione e amore per la  gastronomia Italiana e non solo.

La gustosa pizza di Santoro

La gustosa pizza di Santoro

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Alessandro De Natale

Giuseppe Santoro

Giuseppe Santoro

 

 

In merito al progetto Santoro ha detto: “il Covid ha cambiato le nostre abitudini e costumi il mio obiettivo e’ promuovere oltre il Made in italy, la nostra Isola, e quale miglior modo se non l’utilizzo dei prodotti nostrani, rielaborando studiando e valorizzando le nostre materie prime, questa sara una delle tante, l’obiettivo è farne ancora non solo con la pizza, ma con la pasta, i dolci della tradizione e altro ancora, per conoscere i prodotti e i nostri corsi, basta seguirci sul nostro portale cucinamodomio.com Infine eccovi la nostra ricetta, che troverete anche sul Portale Mysocialrecipe, con gli ingredienti e le dosi.”

 

 

 

 

 

 

LA RICETTA DI SANTORO:  LA PIZZA AL SALE

2 fotoSi tratta di Una ricetta rivisitata che utilizza l’antica tradizione dell’Arte Bianca Mediterranea, la quale vuole che alla fine di ogni impasto e preparazione dei pani, questi venivano cotti in un forno a legna, alimentato con i rami di ulivo, arancio, mandarino, e limone, raccolti durante la potatura, e accatastati per l’utilizzo e la preparazione del pane o la pizza durante tutto l’anno; usualmente veniva prodotto 1/2 volte la settimana, una parte di questo impasto veniva lasciato a parte per fare le famose cuzzole che potevano essere dolci o salate. Un’altra parte di questo impasto veniva messo in delle teglie tonde chiamate anche padellini ben oliate con olio o della sugna e spianate a mo’ di focaccia, venivano infine ricoperte di sale grosso marino delle saline trapanesi IGP, che oltre a non farle asciugare formavano una crosta naturale che gli trasmetteva degli odori particolari, e sembra di sentir la brina di mare quando leggermente agitato. Rimaneva così anche per giorni a seconda di quando il forno veniva riacceso. La maturazione e lievitazione al sale era lenta e avveniva in una zona asciutta ma areata, il più delle volte in cantina o nella zona dispensa dove si trovava ogni ben di Dio dei vari raccolti. Da qui la rivisitazione della mia Pizza al Sale. Veniva farcita in diversi gusti, con pomodoro e aglio e origano, con farcitura di salsiccia e verdure dei campi cotte e condite con olio e limone, con le acciughe sott’olio, e prodotti poveri del territorio, delle volte la trovavi in sostituzione del pane e veniva messa al centro della tavola ancora calda, anche come Puccia a mo’ di pane, con rosmarino e origano, o solo dei pomodorini pigiati sopra. In questo caso ne abbiamo fatta una pizza focaccia gourmet se così vogliamo definirla, da utilizzare come apristomaco o stuzzichino per l’aperitivo. Abbiamo deciso di condirla con prodotti del territorio che vengono utilizzati, visto il loro processo di conservazione, tutto l’anno. GLi Ingredienti della nostra Pizza al Sale: stracciatella di bufala e scorza di limone siciliano, pomodorino ciliegino di pachino candito, acciughe sott’olio dei presidi sciacchitani, uvetta passa di Passopisciaro alle pendici dell’Etna, mandorle tostate di Castelmola zona sopra Taormina, polvere di finocchietto selvatico raccolto alle pendici dell’Etna disidratata e resa in polvere, per una conservazione più lunga, senza alterarne gli odori e sapori, e per finire olio evo siciliano di oliva Nocellara dell’Etna selezionato da uno chef stellato.”

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2 Panchina rossa

La panchina rossa dedicata alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La ricorrenza istituita è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare in quel giorno attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne.

La data della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne segna anche l’inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women’s Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.

In molti paesi, come l’Italia, il colore esibito in questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio. L’idea è nata da un’installazione dell’artista messicana Elina Chauvet, Zapatos Rojos, realizzata nel 2009 in una piazza di Ciudad Juarez, e ispirata all’omicidio della sorella per mano del marito e alle centinaia di donne rapite, stuprate e assassinate in questa città di frontiera nel nord del Messico, nodo del mercato della droga e degli esseri umani. L’installazione è stata replicata successivamente in moltissimi paesi del mondo, fra cui Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada, Spagna e Italia.

Nella risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 è stato precisato che si intende per violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”. La violenza contro le donne è ritenuta una manifestazione delle “relazioni di potere storicamente ineguali” fra i sessi, uno dei “meccanismi sociali cruciali” di dominio e discriminazione con cui le donne vengono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini per impedirne il loro avanzamento.

Richiamando quanto deliberato nella Terza e nella Quarta Conferenze mondiali sulle donne svoltesi a Nairobi nel 1985[e a Pechino nel 1995 con la partecipazione di rappresentanti di 140 nazioni, la risoluzione inserisce questo tema nella più ampia questione dei diritti umani, sottolineando come la violenza contro le donne sia un ostacolo al raggiungimento dell’uguaglianza, dello sviluppo e della pace, e come si renda necessaria l’adozione di misure volte a prevenire ed eliminare tutte le forme di discriminazione, specie per le donne maggiormente vulnerabili (appartenenti a gruppi minoritari, indigeni, donne rifugiate, donne migranti, donne che vivono in comunità rurali o remote, donne indigenti, anziane, con disabilità, e donne che si trovano in situazioni di conflitto armato).

ll 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana furono uccise le tre sorelle Mirabal Patria Mirabal, Minerva Mirabal e Maria Teresa Mirabal, attiviste politiche, per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961). Quel giorno le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Nel 1981, nel primo incontro femminista latinoamericano e caraibico svoltosi a Bogotà, in Colombia, venne deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata internazionale della violenza contro le donne, in memoria delle sorelle Mirabal.

Nel 1991 il Center for Global Leadership of Women (CWGL) avviò la Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, proponendo attività dal 25 novembre al 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani.

Nel 1993 l’ Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne ufficializzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane.

1 Stop violenza sulle donne

Stop alla violenza sulle donne

Violenza sulle donne. Dati a livello globale

La prima grande rilevazione globale, con dati provenienti da tutti il mondo, è stata promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e pubblicata nel 2013, con l’obbiettivo di rilevare dati su due distinte forme di violenza contro le donne – quella compiuta da un partner e quella compiuta da un diverso soggetto (amici, conoscenti, estranei, altri membri della famiglia) – e di documentarne gli effetti sulla salute psicofisica delle donne vittime di violenza.[Il risultato ha messo in luce un dato sorprendente: nel mondo mediamente il 35,6% delle donne aveva subito violenza fisica e/o sessuale da parte del proprio partner, o violenza sessuale da parte di un non partner. In particolare, il 38% degli omicidi a danno di donne erano stati compiuti da loro partner. I dati hanno anche messo in luce la portata endemica del fenomeno, pervasivo a livello globale, pur nella diversa gradazione delle percentuali locali e regionali, dal 37,7% delle regioni del sud est asiatico, al 24,6% delle regioni del Pacifico occidentale. A livello di conseguenze sulla salute, l’inchiesta ha stabilito che le donne vittima di violenza, rispetto alle altre donne, hanno il doppio di probabilità di soffrire di depressione, più del doppio di avere problemi mentali o di soffrire di alcolismo; sono più soggette a malattie virali e maggiormente esposte a tentativi di suicidio.

Uno studio globale sugli omicidi di donne correlati al genere (o “femminicidi”, laddove le legislazioni nazionali prevedano questo termine) pubblicato nel 2019 dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODOC) sulla base delle statistiche degli omicidi fornite dalle diverse nazioni, comprensive della segnalazione dei rapporti tra la vittima e l’autore del reato e/o il movente, ha rilevato che nel 2017 sono morte nel mondo ogni giorno 137 donne per mano del partner o di un familiare: circa 50.000 (58%), ossia circa 6 donne su dieci, su un totale di 87.000 uccise intenzionalmente, percentuale in crescita dell’11% rispetto alla rilevazione 2012.A livello globale le vittime degli omicidi compiuti all’interno della famiglia sono per il 64% di sesso femminile; l’82% se a compiere l’omicidio è il partner.

IN  ITALIA

L’indagine ISTAT del 2014 ha rilevato che il 31,5% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Un rapporto del 2018 relativo alle molestie sul luogo di lavoro ha messo in luce che nel corso della loro vita, 1 milione e 100 mila donne (pari al 7,5% delle lavoratrici) ha subito ricatti sessuali per ottenere un lavoro, per mantenerlo o per ottenere progressioni nella carriera.

Confrontando gli omicidi volontari di donne nel 2018 (133 omicidi, pari allo 0,43 per 100.000 donne), l’ISTAT ha collocato l’Italia fra i paesi europei con una più bassa percentuale, dietro solo a Grecia e Cipro; ai primi posti Lettonia e Lituania. È stato tuttavia evidenziato come mentre la serie storica rilevi un notevole calo degli omicidi di uomini nel corso di 25 anni (da 4,0 per 100.000 maschi nel 1992 a 0,8 nel 2016), il numero di donne uccise registrate nello stesso periodo (da 0,6 a 0,4 per 100.000 femmine) rimanga perlopiù stabile.

Nell’opuscolo pubblicato dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a sostegno della campagna “…questo NON E’ AMORE” per aiutare le vittime di violenza a vincere la paura di denunciare, i dati parlano di un aumento delle vittime di sesso femminile dal 2016 (68%) al 2019 (71%). Sia le vittime che gli autori di questi reati sono in alta percentuale di nazionalità italiana: nel 2018 erano italiani il 73% dei soggetti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, nel 2019 il dato è salito al 74%. Nel 2018-2019 tra le donne straniere sono le romene a denunciare più di altre di aver subito maltrattamenti in famiglia, percosse, violenze sessuali e atti persecutori. Nel 2018 l’82% degli autori di omicidi femminili è un familiare.

Secondo il Rapporto EURES sul femminicidio in Italia, tra il 2000 e il 31 ottobre 2020 sono 3.344 le donne uccise in Italia, pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari complessivamente censiti. Nel 2019 sono state uccise 99 donne, 85 in ambito familiare. Nei primi 10 mesi del 2020 le vittime registrate sono 91, con un leggero calo nella percentuale di donne straniere. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, viene rilevata una flessione del numero di femminicidi al centro-sud e un aumento al nord: in Lombardia e Piemonte si concentra il 36% dei casi nazionali.

La rilevazione ISTAT sul numero delle chiamate al numero verde 1522 contro la violenza e lo stalking durante periodo di emergenza COVID-19 ha evidenziato che la quantità delle chiamate è più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+119,6%). Le vittime che hanno chiesto aiuto nel periodo 1. marzo-16 aprile sono state 2.013 (+59%).

La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha confermato come durante il lockdown. – secondo quanto evidenziato dai dati forniti dal Ministero dell’Interno- a fronte di un calo complessivo dei reati contro la persona, la violenza di genere sia aumentata in forma sommersa a causa delle maggiori difficoltà delle donne a denunciare: l’ISTAT ha riportato un calo del 43,6% delle denunce per maltrattamenti in famiglia nel periodo marzo-aprile 2020. Dai dati forniti dall’Associazione Nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza che riunisce più di 80 associazioni che gestiscono centri antiviolenza e case rifugio su tutto il territorio italiano, il numero delle donne che si sono rivolte a un Centro antiviolenza della rete della Rete D.i.Re per chiedere sostegno nel periodo 6 aprile – 3 maggio 2020 risulta aumentato del 79,9% rispetto all’anno 2018.

Le scarpe rosse

Le scarpe rosse

La panchina rossa

La panchina rossa

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CataniaMartedì 24 novembre alle ore 17:00 si terrà live sul canale YouTube del MAUC – Museo di Archeologia dell’Università di Catania il primo appuntamento con “I dialoghi del MAUC”.
Dalla collezione alla digitalizzazione: la storia e il futuro del MAUC” sarà il tema del primo incontro che vedrà protagonista del dialogo il professore Edoardo Tortorici (Università degli Studi di Catania) che si confronterà con il professore Nicola Laneri (Responsabile scientifico del MAUC – Università degli Studi di Catania) e il dott. Francesco Mannino (presidente di Officine Culturali). Il dialogo sarà preceduto dai saluti del Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania, professoressa Marina Paino, e dal Delegato del Rettore per il sistema museale d’Ateneo, professoressa Germana Barone.
L’appuntamento di martedì 24 novembre alle ore 17:00 inaugurerà il calendario di incontri online con il Museo di Archeologia dell’Università di Catania che si svolgeranno fino al prossimo aprile. “I Dialoghi del MAUC”, iniziativa ideata dal professore Nicola Laneri, vedrà studiosi e professionisti confrontarsi sulle tematiche contemporanee del panorama archeologico nazionale e internazionale.

Il Museo di Archeologia Unict

Il Museo di Archeologia Unict

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FRANCAVILLA DI SICILIA (Me), 29 ottobre – A Francavilla di Sicilia, dal 1° novembre orario continuato e prolungato al MAFRA, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. A una settimana dall’apertura del nuovo Museo Archeologico di Francavilla di Sicilia, e incoraggiati dagli entusiastici commenti dei numerosi visitatori, il Parco Naxos Taormina e il Comune di Francavilla hanno concordato di prolungare l’orario delle visite che, a partire da domenica 1 novembre, sarà continuato: dalle 10 del mattino e fino alle 18 del pomeriggio, mentre ogni mercoledì l’archeologa del Parco, Maria Grazia Vanarìa, sarà a disposizione ogni ora per visite guidate gratuite.

Una formula, quella dell’orario continuato e prolungato, che assimila il MAFRA di Francavilla agli altri siti gestiti dal Parco: il Teatro Antico di Taormina, Isola Bella e Museo e Area Archeologica di Naxos.

La decisione di rimodulare gli orari è stata presa di comune accordo dalla Direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano, insieme con il sindaco Vincenzo Pulizzi, rimodulando i turni del proprio personale.

“Confortati dal riscontro e dal gradimento dei visitatori – spiega la Tigano – abbiamo riprogrammato i turni dei nostri custodi che coprono il servizio della domenica e che già prima dell’inaugurazione avevano dato la disponibilità a lavorare nella sede di Francavilla. Mentre l’amministrazione comunale ha riorganizzato gli orari del proprio personale, prolungando la presenza nei turni infrasettimanali di loro competenza. Siamo molto orgogliosi del successo che questo museo ha riscosso già dai primi giorni dall’apertura, grazie alla sua innovativa impaginazione e al linguaggio semplice con cui si accosta al grande pubblico. Come Parco, grazie alla proficua sinergia con il Comune, manteniamo l’impegno a sostenere lo sviluppo in chiave turistica di Francavilla e della Valle dell’Alcantara”.

Fino al 6 gennaio 2021 l’ingresso al MAFRA sarà gratuito. Tutte le sale sono accessibili dai visitatori a mobilità ridotta. Per prenotare la visita e la visita guidata con l’archeologa del mercoledì è gradita la prenotazione al numero 0942-388.028. Lunedì chiuso.

 

M.A.FRA. notizie

Aperto al pubblico il 20 ottobre 2020, il M.A.FRA, Museo Archeologico di Francavilla di Sicilia (Messina), è stato realizzato nello storico Palazzo Cagnone (XVI sec.) dal Parco Archeologico Naxos Taormina in collaborazione con il Comune per dare uno spazio definitivo, con un rigoroso impianto scientifico, alla preziosa raccolta di reperti che documenta il passato greco della città: nella collezione figurano statuette e seducenti volti femminili riconducibili ai culti delle divinità indigene, Dèmetra e Kore, ma anche frammenti di ceramica attica figurata, monete e i delicatissimi pìnakes figurati a rilievo, tavolette votive in terracotta che riproducono scene degli antichi culti. Il percorso museale del M.A.FRA, che segue un criterio cronologico e topografico, si snoda attraverso cinque sale, tre delle quali ospitano oltre 200: 35 pezzi giungono dal Museo Paolo Orsi di Siracusa, gli altri dal Museo di Naxos e dall’Antiquarium della città. E’ qui che dal 2010 sono stati riuniti i reperti frutto di campagne di scavo successive al primo casuale ritrovamento del 1979. Aprono e chiudono il percorso museale del MAFRA due sale con contenuti multimediali fra cui la Sala immersiva per un viaggio virtuale e a volo d’uccello nel paesaggio della Valle dell’Alcantara di ieri e di oggi.

 

Parco Archeologico Naxos – Taormina

Il Parco archeologico, oggi denominato di Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 il Parco ha la gestione di alcuni tra i più importanti siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo e l’area archeologica di Naxos; il Teatro Antico e l’Odèon di Taormina; Villa Caronia (sede direzionale del Parco); il Museo naturalistico di Isolabella, le aree archeologiche di Francavilla e il M.A.FRA il nuovo museo archeologico della città, inaugurato nell’ottobre 2020. Dal 2019 sono gestiti dal Parco, Palazzo Ciampoli (Taormina), il Monastero e la Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo) e si attesta all’Ente anche Castel Tauro. Dal giugno 2019 il Parco è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi – figurano il G7 nel maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2019 i siti del Parco Naxos Taormina hanno toccato per la prima volta lo storico record di 1.033.656 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).

MAFRA, l'archeologa Maria Grazia Vanarìa durante una visita guidata al museo

MAFRA, l’archeologa Maria Grazia Vanarìa durante una visita guidata al museo

MAFRA: visitatori

MAFRA: visitatori

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Sul documento dello studioso italiano per l’innovazione della conoscenza storica prendono posizione i massimi protagonisti della storia e della cultura mondiale, dal britannico Peter Burke, fondatore della «New cultural history», alla statunitense Pamela Kyle Crossley, capofila e teorica della «Globlal History»   

Quella di Carlo Ruta, storico che non ha mai smesso di documentare il ruolo strategico della conoscenza storica nella vita delle società civili contemporanee, è stata un’impresa davvero difficile, tanto più nel pieno delle attuali contingenze pandemiche. Ma con la forza dei suoi argomenti, paradigmatici, lo studioso è riuscito ad aprire varchi importanti di discussione, che hanno superato di gran lunga i confini italiani. Diramato nella prima metà dello scorso settembre, il suo Manifesto, intitolato in maniera esortativa La storia cambi passo, ha richiamato e coinvolto studiosi tra i più eminenti a livello globale, in campo storico, antropologico, archeologico sociologico, filosofico e di altre discipline.

Adesso questa discussione, dipanatasi per un mese e mezzo quasi in sordina, diventa pubblica e fruibile con pienezza perché raccolta in un libro di 220 pagine, intitolato Dibattito sulla storia. Il manifesto di Carlo Ruta e il dibattito in Europa e oltre, appena pubblicato dalle Edizioni di storia e studi sociali. Solo adesso emergono perciò, in maniera sorprendente, le misure di un dibattito intenso, che di certo finirà per accenderne altri, per il valore aggiunto culturale e scientifico, per certi versi perfino spiazzante, che riesce a fornire.

Da vari Paesi e da ambienti di profilo altissimo si è deciso di interagire in sostanza con le argomentazioni del Manifesto, con condivisioni nodali, laddove lo storico italiano parla, ad esempio, di «fenomenologie del pregiudizio» di «mobilità del punto di vista», di «dimensione dell’incerto», di «chiusure iper-identitarie» di nuovi patti tra scienze sociali e naturali e di nuovi incontri tra società e storia. Evidentemente, non scorre in rassegna una storia «calibrata», cattedratica, rinserrata nei gusci ma una storia audace, progressiva, utile e spendibile sul piano civile, come viene sottolineato ampiamente da Carlo  Ruta e da altri studiosi intervenuti.

Alcuni nomi, allora, per dare un’idea concreta sul tipo di risonanze che ha avuto il Manifesto dello studioso italiano. Tra i partecipanti al dibattito troviamo Peter Burke, storico della Cambridge University e fondatore della «New cultural history», che, con quella annalistica francese, ha segnato una delle maggiori svolte storiografiche del Novecento. Troviamo Pamela Kyle Crossley, storica statunitense della Cina e dell’Asia, oggi capofila e teorica della «Global History»: altra vicenda epica in campo storico, che ha aggiornato alcune mappe delle Annales francesi, aggiungendone di nuove. Troviamo Carlo Sini, tra i massimi filosofi italiani viventi, che ha segnato un punto di confluenza tra fenomenologia, ontologia ed ermeneutica. Troviamo Jean Guilaine, paletnologo francese i cui studi sul Neolitico e sulla Protostoria da decenni fanno scuola in tutti i continenti. Troviamo, ancora, Clemente Marconi, docente della New York University e dell’Università Statale di Milano, archeologo post-processualista tra i più brillanti oggi a livello internazionale, e che ancora oggi gli States americani contendono all’Italia.

Ed ecco i nomi degli altri partecipanti: Michael F. Feldkamp, storico tedesco di Berlino, esperto di storia delle relazioni fra Santa Sede e Germania e tra i massimi rappresentanti del cattolicesimo in Germania; Sébastien Nadot, storico, esperto di reti sociali e politico francese, dal 2017 deputato all’Assemblea Nazionale, Parigi; Vincenzo Guarrasi, geografo, direttore dell’Istituto di Scienze antropologiche e geografiche e docente di Geografia all’Università degli Studi di Palermo; Giuseppe Varnier, epistemologo italiano, docente di Epistemologia e Philosophy of Mind all’Università di Siena; Alberto Cazzella, paletnologo, docente di Paletnologia e direttore della Scuola di Dottorato in Archeologia della Sapienza Università di Roma; Giorgio Manzi, biologo, docente di Evoluzione umana e Storia naturale dei primati della Sapienza Università di Roma; Giorgio Chinnici, fisico e scrittore hoepliano; Sandra Origone, storica, docente di Storia medievale e di Storia del Mediterraneo medievale e dell’Oriente bizantino all’Università di Genova; Luigi Loreto, storico, docente di Storia Romana presso la Seconda Università degli Studi di Napoli; Roberto Cipriani, sociologo, docente di Sociologia presso l’Università Roma Tre; Simona Marchesini, linguista, archeologa ed etruscologa italiana; Liborio Dibattista, storico della scienza, docente di Storia della medicina e Filosofia della scienza all’Università degli studi di Bari; Salvatore Perri, economista, docente di Politica economica all’Università della Magna Graecia di Catanzaro e stretto collaboratore dell’analista economico statunitense John Komlos; infine, François Dosse, storico francese proveniente dall’esperienza delle Annales, tra i più acuti interpreti di Foucault, docente emerito Università di Parigi 12 e docente di storia moderna presso l’Institut Universitaire de Formation des Maîtres a Créteil.

Come si spiega allora questo grande ed esteso interesse suscitato? «Credospiega Carlo Ruta di aver interpretato un’esigenza comune, una avvertita necessità di cambiamento. Servono nuove concettualizzazioni e ho cercato di fornire dei contributi in questa direzione, che, evidentemente, non sono caduti nel vuoto, tutt’altro. Avvertivo peraltro già da prima questo interesse, che spero sia il ‘sintomo’ di un mutamento di prospettiva. Le società vivono forti crisi d’identità, rischiano di rifluire nei nichilismi, nelle chiusure iper-identitarie, che hanno infestato un’epoca e che diventano sempre più aggressive. E di certo un nuovo modo di produrre conoscenza storica può avere effetti importanti, direi dirompenti, sulla contemporaneità. Si tratta di ricercare allora nuovi paradigmi, nuovi parametri, nuovi accostamenti alle cose». «Ma continua lo storicotutto ciò è possibile a condizione che i saperi storici e sociali siano pronti a ‘rinegoziare’ il rapporto con le società attraverso un ‘patto’ che ne elevi la funzione, in cambio di un rinnovato impegno a mettersi e a mettere in discussione, che porti ad una erogazione più sostenuta sul piano scientifico, ad una ridefinizione dei compiti, che dovrebbe coinvolgere anche le scienze naturali, in una logica di aperture e dialoghi a tutto campo». E aggiunge: «Credo non sia inutile ricordare che nella dimensione discorsiva, di un dialogo incalzante e serrato tra saperi scientifici, si aprivano, con l’esperienza galileiana in modo particolare, gli orizzonti scientifici e culturali della modernità».

Il Prof. Carlo Ruta

Il Prof. Carlo Ruta

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Capaci (Pa)Il corteo delle anime sante sfila – online – in abiti del 1920 fra le vie del paese di Capaci. I Teatranti Instabili hanno deciso di proseguire per il terzo anno di fila  La Notte Delle Anime Sante (R). Come? Grazie ad un sapiente studio degli scenari e ad una attenta realizzazione a cura di Maria Ansaldi (direttrice artistica della compagnia). Attenendosi a tutte le norme previste dal nuovo decreto il pubblico potrà assistere all’evento solo online tramite la pagina dell’associazione su facebook in première, dalle 23,58 dell’1 novembre.

2020 non più 2020, così direbbe, parafrasando la sua più famosa terzina, Nostradamus, nei confronti de I Teatranti Instabili che, portano in scena per il terzo anno di fila La Notte Delle Anime Sante (R), rievocando la pandemia non ancora lontana denominata “La Spagnola”, che colpì l’intero mondo dal 1918 al 1920. Proprio per questo centenario, in concomitanza alla pandemia in corso, il corteo sfilerà in abiti del 1920 fra le vie del paese di Capaci. Il corteo seguirà ad un cortometraggio, realizzato per mantenere viva la tradizione, che ha al suo interno un messaggio di sensibilizzazione all’uso delle mascherine e al mantenimento delle distanze di sicurezza, intitolato “L’armuzzi santi” (le anime sante), interpretato da Mattia Grimaldi e Grazia Bruno nei panni di nipotino e nonna (testo Maria Ansaldi, regia Ansaldi&Davì).

A sfilare saranno I Teatranti Instabili Senior e Junior. A chiudere questa performance artistica durante il delicato periodo che stiamo vivendo, il presidente dell’associazione, Giuseppe Costanzo, che interpreterà una composizione del drammaturgo Franco Scaldati dal titolo “L’omino dei sogni”, che farà da tappeto sonoro  all’installazione delle foto di Ornella Mazzola.

La Notte delle anime Sante

La Notte delle anime Sante

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Si è tenuto a Palermo l’incontro l’Assessorato regionale all’economia, IRFIS-Finsicilia e Cassa Depositi e Prestiti-Venture Capital per un’intesa sui fondi per l’innovazione destinati alle imprese.

CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione – lavora per fare del sistema di finanziamento in Conto Capitale un asse portante dello sviluppo economico e dell’innovazione del Paese, fornendo all’ecosistema finanziario del mondo dell’Impresa gli strumenti per una crescita complessiva e sostenibile.

Durante l’incontro sono stati presentati i fondi per gli investimenti diretti e indiretti, già a disposizione degli imprenditori, e sono state approfondite le politiche di gestione dei fondi esistenti, che stanno favorendo la nascita di nuovi gestori a supporto delle startup, in tutte le fasi del ciclo di vita dell’impresa.

In Sicilia la «community» imprenditoriale sta crescendo e si stanno moltiplicando i momenti di condivisione e generazione di nuove opportunità, attraverso il coinvolgimento di aziende, investitori, startupper e PA.

Un risultato favorito dalle azioni del Governo regionale che, sin dal suo insediamento, ha erogato importanti risorse e fornito strumenti innovativi al «sistema delle nuove imprese» dell’isola, in particolare attraverso la creazione di sinergie con agenzie e istituzioni a supporto delle startup ed attivando collaborazioni con gli attori di riferimento a livello internazionale.

Presente all’incontro il Vicepresidente della Regione Siciliana ed Assessore per l’Economia Gaetano Armao ed il Direttore Generale del dipartimento Finanze Benedetto Mineo; per Cdp Venture Capital Sgr, l’Amministratore Delegato Enrico Resmini e per Irfis Fin Sicilia il Presidente Giacomo Gargano ed il Direttore Generale Giulio Guagliano.

Tavolo Tecnico

Tavolo Tecnico

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Pro Turismo ma anche per le attività sociali, a partire dalle azioni della Protezione civile, all’antincendio boschivo e non solo, svolte dagli aeroclub.

Questa l’iniziativa di Giorgio Assenza il quale deposita un ddl che, se approvato in Aula, favorirà lo sviluppo economico, didattico e culturale nel settore dell’aviazione civile non commerciale e della formazione aeronautica.

“Grande è la rilevanza del comparto anche e non solo nel campo del Turismo (pensiamo ai voli panoramici offerti sulle bellezze mozzafiato dei panorami della nostra Isola) ma che si allarga allo Sport e agli interventi sociali e di supporto alla Protezione civile – dice il presidente dei Questori in Ars, il quale prosegue specificando che – l’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo economico, didattico e culturale dell’aviazione civile non commerciale”.

“Rimarchiamo come di particolare rilievo – prosegue – sia l’attività che gli aeroclub possono svolgere a supporto delle operazioni di protezione civile: monitoraggio aereo del suolo in caso di rischio; trasporto di medicinali e beni di prima necessità; aiuto alla ricerca e recupero di persone disperse; ricognizione ambientale; aiuto all’avvistamento di incendi”.

La proposta di Assenza istituisce una Commissione di valutazione cui sottoporre le domande, composta dai dirigenti generali dei dipartimenti regionali del Turismo, dello Sport, della Protezione civile, della Formazione e delle Infrastrutture per la concessione dei contributi i quali non possono superare la metà delle spese sostenute e sono erogati dietro presentazione di idonea documentazione. Le richieste andranno presentate entro il 30 giugno di ogni anno.

Tra i più salienti dei requisiti richiesti, sede operativa in Sicilia da almeno cinque anni durante i quali siano state svolte attività con velivoli ad ala fissa, alianti o ultraleggeri; l’iscrizione all’Aero Club d’Italia e al registro Coni; il normale svolgimento di attività aviatorie anche a favore di non iscritti; istruttori certificati Enac nei propri ruoli e la comprovata perizia nel fornire supporto nelle operazioni di protezione civile.

               Il disegno di legge di Assenza prevede la copertura finanziaria di 500.000 euro annui, per il 2020 recuperati nell’ambito dei fondi regionali ed extraregionali per la promozione turistica e di quelli assegnati alla Protezione civile e alla Formazione professionale.

Aeroclub di Catania

Aeroclub di Catania

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GIARDINI NAXOS PROTAGONISTA DEL PASSAGGIO DEL SACRO FUOCO NEL 1960: Consegnate le targhe

Il Comitato di Messina, promotore delle celebrazioni dei 60 anni del passaggio della Fiaccola Olimpica dalla riviera Jonica, ha consegnato le targhe dell’evento ai tedofori giardinesi che il 19 agosto del 1960 hanno portato con la loro fiaccola il sacro fuoco di Olimpia da Atene a Roma (con la nave Amerigo Vespucci della Marina Militare). La cerimonia di consegna si è svolta nella biblioteca comunale alla presenza del nuovo Sindaco dott. Giorgio Stracuzzi.

Dopo i saluti di rito, il benvenuto al Comitato organizzativo e, un breve intervento del Sindaco, i rappresentanti del  Comitato Organizzativo assieme al primo cittadino hanno consegnato le targhe. Per il Comitato sono intervenuti: il Prof. Piero Chillè, il coordinatore dell’evento Avv. Carlo Lo Schiavo e il Prof. Umberto Savarese.

I tedofori giardinesi che hanno ricevuto la targa sono stati: Nino Cannizzaro, Teddo Cannizzaro (ritirata dalle figlie Imperia e Giovanna), Pippo Sangrigoli, Bruno Di Bernardo (che ha ritirato anche quella di Sangrigoli), Avv. Franz Buda (ritirata dal figlio Avv. Italo Buda),  il Prof. Nino Rigano, ritirata dai figli Carlo ed Elina, Franco La Macchia Maedaglia d’argento alle Olimpiadi di Roma del 1960 ritirata da Carlo Rigano.

Il tedoforo Bruno Di Bernardo

Il tedoforo Bruno Di Bernardo

La targa

La targa

Bruno Di Bernardo

Bruno Di Bernardo

Tysandros

Bruno Di Bernardo porta la fiaccola al Tempietto Tysandros

LA STORIA

Giardini fu una delle principali protagoniste di quell’estate olimpionica del 1960, tanto che, per ricordare l’evento, visto che la fiaccola partì proprio dalla prima colonia greca di Sicilia, venne eretto il Tempietto “Tisandros” (per ricordare il pugile naxiota vincitore di quattro olimpiadi nell’arte della “pigmachia” l’odierno pugilato nel 572, 568, 564, 560 a.c.) dove si svolse la cerimonia dell’accensione del Tripode alla presenza del Sindaco di allora Lorino Mangano. I tedofori giardinesi che furono protagonisti di quell’evento nel 1960 furono: Antonino Cannizzaro, Antonino Rigano, Franz Buda, Pippo Sangricoli, Pancrazio Cannizzaro e Bruno Di Bernardo. Proprio quest’ultimo è stato protagonista della cerimonia inaugurale di Giardini Naxos.  La rievocazione del passaggio del sacro fuoco è iniziata il 19 agosto alle ore 10,30 nei pressi del tempietto Tysandros. Il tedoforo Bruno Di Bernardo storico campione di canoa, campione di karate e sollevamento pesi è arrivato al Tempietto Tysandros portando la fiaccola olimpica che ha consegnato al Sindaco di Giardini Naxos il quale, a sua volta, ha acceso con il sacro fuoco il braciere collocato nel tempietto. Dopo il breve intervento celebrativo il Sindaco ha riconsegnato a Di Bernardo la fiaccola olimpica che a sua volta l’ha consegnata a Giuseppe Vinciguerra e Pippo Rigano che attendevano su una imbarcazione. Il natante, scortato da una imbarcazione della Guardia Costiera, dopo un breve tragitto in mare, è approdato nelle spiagge di Naxos antistante la chiesa di San Pancrazio. Ad attendere la fiaccola c’era Salvatore Ferrara pluripremiato maratoneta, scalatore, di grattacieli (A New York, Roma, Milano e tanti altri). Ferrara, a sua volta, dopo un breve tragitto, ha consegnato la fiaccola olimpica ai figli del compianto prof. Rigano, Carlo e Evelina Rigano che a loro volta l’hanno consegnata ad altri giovani tedofori che si sono alternati fino al ponte della ferrovia che divide Giardini Naxos da Taormina. Tra un passaggio e l’altro, la fiaccola  è arrivata a Messina.

             ROSARIO  MESSINA

Atleti del C.N. Teocle sotto il tempietto Tisandros nel 1960: In alto l'allenatore federale di nazionalità rumena Kalman Bhaho e il Prof. Nino Rigano. In primo piano da sin. Teddu Cannizzaro, Nino Prestipino, Elina Rigano, Nino Cannizzaro e Bruno Di Bernardo

Atleti del C.N. Teocle sotto il tempietto Tisandros nel 1960: In alto l’allenatore federale di nazionalità rumena Kalman Bhaho e il Prof. Nino Rigano.
In primo piano da sin. Teddu Cannizzaro, Nino Prestipino, Elina Rigano, Nino Cannizzaro e Bruno Di Bernardo

Da sin. Nino Cannizzaro (K1), Bruno Di Bernardo e Pippo Galeano (K2), Teddu Cannizzaro (K1)

Da sin. Nino Cannizzaro (K1), Bruno Di Bernardo e Pippo Galeano (K2), Teddu Cannizzaro (K1)

Bruno Di Bernardo e Teddu Cannizzaro

Bruno Di Bernardo e Teddu Cannizzaro

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Catania, 02 Ottobre 2020 – Sabato 10 Ottobre 2020 il Banco Alimentare della Sicilia Onlus trasferisce ufficialmente il magazzino all’interno del MAAS (Mercati Agroalimentari della Sicilia) e lo farà con un’inaugurazione che inizierà alle ore 10:30 con i saluti dei due presidenti rispettivamente Pietro Maugeri ed Emanuele Zappia presidente del CdA del MAAS.

Dopo vent’anni, con la sede a Valcorrente, per il Banco Alimentare inizia una nuova era in cui potrà operare da Catania, nel cuore pulsante del mercato agroalimentare, con un nuovo polo logistico che per il presidente Pietro Maugeri è una nuova casa: “Dopo quattro anni abbiamo coronato il sogno di uno spazio, una casa in realtà, più grande e più funzionale che arriva proprio durante l’emergenza Covid-19 che è ben lontana dall’essere sopita. Questo nuovo magazzino è per noi un punto di partenza per aiutare le fasce di popolazione che hanno davvero bisogno di aiuto. Siamo coscienti del grande lavoro che ci aspetta ed è fondamentale la piena sinergia con tutti gli enti pubblici e privati, per poterlo realizzare al meglio”.

Questo nuovo polo logistico permetterà di recuperare in tempo reale le eccedenze alimentari disponibili e di distribuirle, agli enti caritativi convenzionati con noi, con la stessa celerità. Si attiva così un circolo virtuoso che consente di contenere gli sprechi, ridurre i conferimenti in discarica e rispondere alle richieste di aiuto di chi non ha da mangiare.

All’inaugurazione interverranno anche Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus; Mons Salvatore Genchi, Vicario Generale della Arcidiocesi  di Catania; Emanuele Zappia.

La partecipazione all’evento è possibile solo su invito da confermare e nel pieno rispetto delle misure anti-covid

La locandina  dell'evewnto

La locandina dell’evento

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