GENNAIO 2019
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Taormina

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La voglia di ritrovarsi è stata forte e così, a distanza di cinquant’anni, alcuni ex studenti della Scuola media “Caio Domenico Gallo” sono riusciti a rivedersi e trascorrere una serata in compagnia in un noto locale del centro cittadino. Gli allievi della classe I D dell’Istituto messinese di via Natoli hanno avuto modo di ricordare  aneddoti e curiosità legati ai tre anni vissuti a  stretto contatto di gomito dal lontano Anno scolastico 1967-1968.

Con qualche filo di capelli bianchi in più sulla testa, ognuno di loro ha anche avuto modo di “raccontarsi”, di condividere, con gli ex “compagnetti”, i momenti più importanti delle loro vite e delle singole carriere professionali.

Certo, ritrovarsi allo “Chez Toi” dopo mezzo secolo non è stato facile, ma il gruppo di ex studenti (alcuni dei quali hanno continuato insieme l’iter scolastico anche alle Superiori) conta di diventare in futuro ancora più corposo. Le “ricerche” di “nuovi” (si fa per dire visti i piccoli acciacchi “confessati”) compagni continuano e si prospetta già un ulteriore “rendez-vous”.

All’appello hanno risposto “presente”: Margherita Bambino, Filippo Bonaccorso, Antonella Cardia, Francesco Cristaudo, Salvatore Foti, Filippo Gensabella, Cesare Giorgianni e Vincenzo Provenzano.

Gli ex compagni di classe

Gli ex compagni di classe

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Assegnata al giornalista Domenico Interdonato presidente dell’Ucsi Sicilia, la Targa “Salvo Nibali”, giunta alla V edizione e inserita nell’ambito della XXX edizione del Premio Nazionale di Poesia sul Natale, città di Tremestieri Etneo.

Nel ricevere il premio il presidente Interdonato ha salutato i numerosi partecipanti, e gli ospiti a cominciare dall’Arcivescovo di Catania,  SE. mons. Salvatore  Gristina, il sindaco di Tremestieri, Santi Ranno e il parroco don Salvo Scuderi, inoltre ha ricordato le tante iniziative prodotte dall’Ucsi regionale, che  aggrega figure di spicco del giornalismo siciliano, i quali operano  con spirito di servizio, coerenza,  fedeltà ai valori cristiani e rispettosi della dignità della persona umana. Il presidente Interdonato, ha dedicato il premio ai giornalisti siciliani “grandi testimoni della verità”, uccisi dalla mafia.

Il giornalista Salvo Nibali, prematuramente scomparso il 27 dicembre 2005, è stato direttore e animatore del settimanale dell’Arcidiocesi di Catania “Prospettive”. La targa è stata consegnata al presidente Interdonato, da Giuseppe Adernò, presidente dell’Ucsi di Catania e  componente storico della giuria del Premio, in occasione del 60° anniversario della nascita dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, sessant’anni di presenza e di servizio alla Chiesa e alla società.

L’evento promosso dalla Parrocchia S Maria della Pace, è stato presentato dal dott. Vincenzo Caruso, anima del Premio e figura di spicco nel panorama culturale dell’area etnea. Sin dalla prima edizione il settimanale “Prospettive” è stato la voce del  concorso poetico nazionale, ideato con amore e dinamismo dal sac. Salvatore Consoli.

Ospite d’onore del Premio è stato il fotoreporter Antonio Parrinello, il quale ha presentato una “poesia speciale”, scritta con le immagini e senza parole, ma fortemente incisiva ed eloquente, presentando il dramma degli immigrati al loro arrivo sulle coste siciliane. Volti di bambini,  di giovani, di mamme e  di papà che chiedono aiuto, sguardi smarriti intrecciati ad  affettuosi gesti di attenzione delle crocerossine, dei militari  portuali e delle Forze di Polizia, impegnate nel servizio di accoglienza.

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO'

DA SIN. CARUSO, INTERDONATO E ADERNO’

I partecipanti alla manifestazione

I partecipanti alla manifestazione

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Giarre (Ct) – “Ancora un’altra vita” è il titolo del libro che verrà presentato al Palazzo della Cultura sala R. Romeo di Giarre giovedì 17 gennaio alle ore 16,30. Il testo, edito da “Il Convivio Editore” è l’opera d’esordio della scrittrice Filippa Coco.

L’incontro organizzato dall’Università delle Tre Età  UNITRE sede di Giarre sarà condotto dalla scrittrice Maria Pia Basso e dall’editore del Convivio prof. Angelo Manitta.

L’ingresso è libero.

Riportiamo di seguito un passo del testo:   

Quante volte le sere, di giorni vuoti senza confi ne, sono andata a letto senza speranza nel domani, notti insonni e poi… la luce del primo mat- tino, l’alba meravigliosa, sublime accordo di color i incantevoli! Divino prodigio, nel fi rmamento, d’un connubio essenziale, per tutti e per ogni cosa! Ritornava la fede in me, lieve, ogni volta, a ssopitasi nel buio infi nito della lunga notte del cuore. Alzavo gli occhi, in a lto, contemporaneamente all’innalzarsi del sole nascente, fi n lassù, nella immensità del cielo azzurro, ed ogni volta era la vita! Ancora un’altra v ita, anche per me!”

Dicono di lei:

“Nel testo sembra coesistano due voci, due spiriti e quindi due stili: quello di una bambina, Filippina, che è la forza di un’innocenza, talvolta delusa e forse sospesa… dall’altro lato vi è lo spirito adulto, provato, che si interroga sul proprio percorso, sulle proprie sensazioni quasi una resa dei conti con se stessi e mette in discussione la propria vita e l a propria formazione».

Filippa Coco nasce a Giarre, provincia di Catania, nel 1958. Dopo alcuni anni dalla scuola dell’obbligo, consegue il diploma di sarta per donna. La vita poi la mette alla prova del do- lore più grande: la perdita di un fi glio. Nell’anno 1994-1995, dopo un lunghissimo periodo di emozioni intense, comincia a frequentare dei corsi formativi, alcuni attinenti alla psicologia, per il grande desiderio di migliorarsi come persona. Nel 2000, dopo aver già intrapreso il cammino della consapevolezza del proprio sé si avvia ad un ulteriore lungo e faticoso percorso introspettivo che l’ha guidata al rispetto ed alla comprensione di sé e degli al- tri. Nell’anno 2008 consegue il diploma di Maturità Socio Psico Pedagogica.

L'autrice del libro Filippa Coco

L’autrice del libro Filippa Coco

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento

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Il 28 dicembre è scomparsa una delle voci più importanti della letteratura mondiale, Amos Oz, che ci ha lasciati oggi all’età di 79 anni.

Per l’ottava edizione del Taormina Book Festival lo scrittore israeliano ha tenuto una lectio magistralis a  Taormina, durante la quale ha approfondito proprio il ruolo di un intellettuale a difesa del libero pensiero quando tutti sembrano brancolare nel buio. Nelle sue idee politiche come nel lavoro letterario, Amos Oz si considerava un Evoluzionista più che un Rivoluzionario, nonostante molti nel suo Paese lo reputassero un radicale.

Si tratta dell’ultima apparizione pubblica di Amos Oz, che a Taobuk è stato premiato con il Taobuk Award for Literary Excellence per la sua capacità di intrecciare, nella scrittura, vita personale e rivoluzioni, rivestendo vicende private di un valore assoluto e universale.

“Io credo fortemente che raccontare storie apra la mente dei lettori e li aiuti a empatizzare con gli altri. Mettere se stessi nella pelle di altre persone ti porta a immaginare ‘Cosa farei se fossi lui? O se fossi lei? Questo è il regalo della letteratura.”

“Oz” in ebraico vuol dire “Forza“, una forza che è ravvisabile nella scrittura dell’autore, e che viene tratta dalla storia tormentata della sua terra d’origine. Attento e sensibile soprattutto alla materia umana, lo scrittore mostra nelle sue opere fragilità e straordinaria varietà.

Tra le opere più note il romanzo autobiografico Una storia di amore e di tenebra, nel quale Oz ha raccontato, attraverso la storia della sua famiglia, le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico. Nella vita dello scrittore è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni. L’elaborazione del dolore si sviluppa ben presto in un contrasto con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica. Il contrasto padre-figlio portò alla decisione del ragazzo di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome “Klausner” in “Oz”.

Antonella Ferarra direttore artistico di Taobuk e Oz

Antonella Ferarra direttore artistico di Taobuk con Amos Oz

Amos Oz

Amos Oz

 

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La Pro Loco di Giarre, presieduta da Salvo Zappalà, da Gennaio 2019 vuole condividere con i soci e tutti i cittadini giarresi la realizzazione del “Gonfalone”, stendardo ufficiale con il quale si vuole simboleggiare e rappresentare il sodalizio turistico durante le attività istituzionali. Il gonfalone, retto da un’asticella placcata in oro, riporta in un tessuto ad uncinetto, realizzato da alcune socie dell’Ente, lo stemma della Pro Loco giarrese. Rifinito con dei drappeggi in oro su una stola lucida blu, questo “regalo” costituisce un grande onore per la Pro Loco giarrese, impegnata da sempre per la realizzazione di eventi che possano coinvolgere appassionatamente tutti, dimostrando ancora una volta con questa partecipazione quanto l’ente sia presente e attivo sul territorio.
Il nuovo Gonfalone

Il nuovo Gonfalone

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Si terrà giorno 7 gennaio alle ore 10:00, alla presenza delle Autorità religiose, civili e militari, in occasione della Giornata Nazionale del Tricolore,  al Salone delle Bandiere del Comune di Messina, la tavola rotonda sul tema:la nascita della Bandiera Italiana. Viaggio tra i valori ed i simboli della Repubblica. L’evento è promosso dall’Associazione Nazionale Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana sezione territoriale di Messina,  col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Messina, dell’ A. I. O. C. (Associazione Insigniti Ordini Cavallereschi), del Museo Storico Forte Cavalli, dell’Associazione Culturale peloritana Castanea, della Società Cooperativa Castanea e del Museo Etnoantropologico “I ferri du misteri” A moderare l’incontro il Cav. Avv. Silvana Paratore. Tra i relatori il prof. Luigi D’Andrea dell’Università degli Studi di Messina che si soffermera ‘sul Tricolore simbolo dell’ Unità Repubblicana ed il prof. Corrado Savasta dell’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria che darà indicazioni sulla lettura dell’Emblema. La giornata Nazionale della Bandiera (Festa del Tricolore) è stata istituita con legge 671 del 31.12.1996. Tra gli interventi in programma quello del Sindaco di Messina, dell’Assessore alla Cultura prof. Vincenzo Trimarchi, del Vice Delegato Regionale ANCRI Cav. Giovanni Rezoagli , del Presidente ANCRI Messina e Responsabile Relazioni Istituzionali ANCRI Sicilia Cav. Pietro Bongiovanni e del Direttore del Museo di Castanea Cav. Geom. Mimmo Gerbasi .
1 locandina Bandiera

 

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TaorminaLo chef taorminese, Giovanni Cannavò, che ha anche servito, San Giovanni Paolo II, nel corso di un evento che si è svolto, anni fa, a Messina, ha svelato le sue “segrete” ricette. Lo ha fatto nell’ambito di un incontro che si è tenuto nella splendida cornice del “Palazzo dei Duchi di Santo Stefano”. Ad organizzare l’evento è stata l’associazione “Aiace” e la “Pro Loco” di Taormina. “Cucina di ieri e di oggi con i prodotti del territorio” è stato il titolo di questa singolare iniziativa, realizzata, in collaborazione del Comune. Nel corso dell’evento che, finalmente, ha riempito le sale dell’antico edificio, sede della Fondazione Mazzullo, di tanta gente desiderosa di partecipare, è stato presentato, da parte di Cannavò, il suo libro dal titolo “Nonno Giovanni, l’ultimo carbonaio di Taormina”. A sorpresa, lo chef ha anche mostrato cucchiaio, coltello e tovagliolo adoperati da papa Wojtyla nel corso del pranzo da lui organizzato nella “città dello stretto”. Oggetti questi custoditi come una sorta di preziosa reliquia. Assolutamente di spessore è stato l’intervento del sindaco, Mario Bolognari, che nelle vesti di sociologo, ha effettuato un’analisi del mondo enogastronomico isolano che, a suo parere, deve raggiungere uno standard medio elevato. Particolarmente intensa è stata la spiegazione della graziosa, Gloria Calabrese, che ha fatto gli onori di casa, visto che il momento enogastronomico è stato ospitato dalla mostra dei quadri “Ponti svelati” della pittrice persiana, Rasta, organizzata da “Beniamin Art”. Aiace e Pro Loco hanno, inoltre, apprezzato la disponibilità dell’assessore alla Cultura, Francesca Gullotta, che si è personalmente prodigata per la riuscita della manifestazione. Il momento è stato voluto, inoltre, dall’assessore al Turismo, Andrea Carpita. Tra i tanti presenti in sala anche il dirigente dell’Istituto “Pugliatti”, Luigi Napoli, che ha ricordato l’impegno della scuola a preparare professionisti del mondo dell’ospitalità.  Non a caso proprio l’istituto taorminese ha di recente organizzato un orto dal quale cogliere i prodotti da portare sulle tavole. Di grande livello la presentazione delle ricette dolciarie di Cannavò a cura dell’esperta, Angela Amoroso. Si sono registrati, infine, gli interventi di Gaetano Caliri, presidente della Pro Loco Taormina (instancabile artefice dell’iniziativa), Franz Buda, Alberto Maugeri e Giuseppe Spartà, rispettivamente, presidente, vice presidente e segretario nazionale di Aiace. Ha moderato l’incontro il giornalista  Mauro Romano.

In primo piano l’Avv. Franz Buda, il Preside dell’Itc Luigi Napoli, il Sindaco di Taormina Mario Bolognari, lo chef Giovanni Cannavò e Gloria Calabrese

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Taormina (Me) – Proprio così. Con l’emozionante e suggestiva novena di Natale eseguita dal Gruppo Folk Taormina nella magnifica cornice della Chiesa Madre di San Nicola domenica 23 dicembre, davanti ad un folto pubblico entusiasta. Introdotto dal suono delle zampogne e dai declami del cantastorie (“vogghiu cantari cu lu cori in manu l’antica e vera storia di Natali”), lo spettacolo “A novena di Natali” si è aperto col brano “A la notti di Natali”, una antica novena che descrive il richiamo ai pastori (“susi pasturi non dormiri chiu, lu vidi chi è natu u bambinu Gesù”).

Prologo del primo di quattro episodi che hanno rievocato l’avvento della buona novella: l’annunciazione, col brano “L’annunciazioni” (“vergini e casta fusti Maria, li megghiu sogni fusti di  già”).  Il secondo episodio ha presentato il viaggio di Giuseppe e Maria a Betlemme con il brano“L’editto”. Il terzo episodio ha presentato la nascita di Gesù, un evento che ha letteralmente fatto impazzire di gioia tutte le genti vicine, qui rappresentato con ben sei canti: “Nasciu lu bambineddu” (“nasciu lu bambineddu in menzu a un boi e all’asineddu”), una tarantella pastorale condita dall’allegria del fischietto siciliano. Seguita da “Palummedda”, una bellissima ninna nanna cantata da Cesare Ponturo. Ritorna la zampogna, strumento tradizionale di pelle di pecora, protagonista di un’altra ninna nanna pastorale dal titolo “A ciaramedda”, cantata da Felice Curro’.

Poi il canto “Bambineddu beddu beddu” interpretato da Carmelo Pellitteri e accompagnato dalla coreografia delle ballerine Francesca, Giusy, Mariella, Mariella, Paola e Rosanna, esibitesi in una vivace tarantella eseguita coi tradizionali cesti intrecciati recanti doni per il bambinello.

Ed ancora, la visita dei pastori con il brano “Sutta un pedi di lumia” (“e susi pasturi, nun dormiri chiu’, lu vidi chi è natu u bambinu Gesù”), cantato da Felice Curro’. Per i siciliani Gesù nasce proprio sutta un pedi di lumia, quasi a rimarcare l’identità geografica dell’evento. L’episodio della Natività’ si è quindi chiuso con un brano d’atmosfera, una ballata originale scritta e cantata da Carmelo Pellitteri dal sapone decisamente cantautoriale, intitolata “ Un cantu divinu”.

Il quarto episodio ha presentato l’arrivo dei Magi lungo la rotta indicata dalla stella cometa, con la danza veloce dal gusto orientale “I re Magi” (“arrivaru nta’ na rutta unni c’era lu bambinu”). Seguita dal brano più emozionante della serata: l’antica ballata in re maggiore “Maria lavava”, una ballata dolce e ammaliante mirabilmente interpretata dalla vibrante voce di Mariella Ponturo.

Maria e Giuseppe diventano così, nell’immaginario popolare siciliano, autentici protagonisti dell’Avvento, compagni della vita di tutti i giorni, in tutte le case, una compagnia di cui non si può fare a meno.

Infine, Felice Curro’ ha cantato un’antica filastrocca siciliana “La madunnuzza quannu iu a la fera”, accompagnata da una tarantella pastorale dei bastoni, coreografata dai ballerini Alessandro, Carlo, Carmelo, Federico e Salvatore.

Lo spettacolo si è concluso con un brano originale, scritto e cantato da Carmelo Pellitteri, dal titolo “Buon Natali e buon anno”. Così, fra gli applausi e la gioia dei presenti, l’ensemble coreutico-musicale Gruppo Folk Taormina (Carmelo Pellitteri, chitarra, fischietto e voce; Cesare Ponturo, tamburello e voce, Christine Perrotta, violino; Felice Curro’, zampogna e voce; Nuccio Perrotta, tamburo; Paolo Buemi, fisarmonica; ed i ballerini Alessandra Tadduni, Francesca Siracusano, Giusy Ruberto, Loredana Catalano, Mariella Ponturo, Mariella Mandracchia, Paola Mobilia, Rosanna Lo Iacono, Alessandro Calcagno, Carlo Annetta, Carmelo Calcagno, Federico Santoro e Salvatore Mandracchia) si è congedato dal pubblico chiudendo il concerto nel migliore dei modi, in modo augurale. E regalandoci quell’emozione speciale e quell’allegria tipica dei suoni del Natale, quei suoni che ti scaldano il cuore e che ci fanno raccogliere tutti attorno alla famiglia di Betlemme, a testimoniare che facciamo parte di un’unica grande famiglia: la famiglia umana.

Sergio Denaro

Il Duomo di Taormina

Il Duomo di Taormina

L'esecuzione del brano "A la notti di Natali"

L’esecuzione del brano “A la notti di Natali”

La tarantella  "A lu bambinu"

La tarantella “A lu bambinu”

Momento del terzo episodio: tarantella  "A lu bambinu"

Momento del terzo episodio: tarantella “A lu bambinu”

Le ballerine eseguono la tarantella sul brano "Bambineddu beddu beddu"

Le ballerine eseguono la tarantella sul brano “Bambineddu beddu beddu”

I ballerini eseguono la tarantella pastorale dei bastoni sul brano  "La Madunnuzza quannu iu a la fera"

I ballerini eseguono la tarantella pastorale dei bastoni sul brano “La Madunnuzza quannu iu a la fera”

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Il Maestro d’arte Turi Azzolina (e la sua bottega), attuale custode del retaggio culturale del nostro territorio che si manifesta nei suoi capolavori sabato 28 dicembre inaugura nel suo atelier in via Nazionale – Villagonia Taormina alle ore 18,00 un interessante mostra dedicata al Natale. Tante le opere che sarà possibile ammirare in un atmosfera d’altri tempi nel suggestivo atelier  che si affaccia sull’incantevole baia di Naxos dove lo scultore giardinese concepisce i suoi raffinati ed originali capolavori.

Di recente il Maestro Azzolina ha scritto una pagina memorabile della sua carriera artistica. L’occasione è stata la realizzazione di una scultura per la sede del Tribunale Amministrativo (TAR) di Catania  dove qualche giorno fa si è svolta la cerimonia di intitolazione di un aula giudiziaria al Gen.le C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa  trucidato barbaramente dalla mafia il 3 settembre del 1982 quando era Prefetto a Palermo. Nel corso della cerimonia inaugurale dell’aula è stato posto in opera un busto del Generale realizzato in terracotta patinata dal maestro scultore di Giardini Naxos Turi Azzolina che da oltre 50 anni opera nel Comprensorio di Taormina/Giardini Naxos. L’opera di fine manifattura è stata inaugurata alla presenza delle massime autorità Civili, Militari e Religiose della città Etnea tra le quali: il Presidente del TAR Catania Dott. Pancrazio Savasta, il Segretario Generale della Giustizia Amministrativa Dott. Gabriele Carlotti, il Prefetto di Catania Claudio Sammartino, il Sindaco Salvo Pogliese, il Presidente della Corte d’Appello di Catania Dott. Giuseppe Meliadò, il Rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, il Generale di Brigada Giovanni Cataldo, il Presidente di Sezione del TAR Catania Dott. Francesco Brugaletta.

Il busto del Generale Dalla Chiesa è l’ennesima raffinata opera che si aggiunge al lungo elenco di sculture realizzate dall’artista siciliano che è possibile ammirare in chiese, piazze e luoghi pubblici non solo dell’Isola ma anche in altre parti d’Italia e pure all’estero dove il maestro Azzolina ha realizzato numerose opere. L’ingresso è gratuito.

                   ROSARIO MESSINA

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento

Maestro Azzolina  con una della sue opere:  la statua di Papa Giovanni Paolo Secondo

Maestro Azzolina con una della sue opere: la statua di Papa Giovanni Paolo Secondo

Lo scultore Azzolna nel suo atelier

Lo scultore Azzolina nel suo atelier

Il Maestro Azzolina con una delle sue sculture

Il Maestro Azzolina con una delle sue sculture

Il Maestro Azzolina a lavoro

Il Maestro Azzolina a lavoro

Il Presidente del TAR Catania Pancrazio Savasta e il Maestro Turi Azzolina con il busto del Generale Dalla Chiesa

Il Presidente del TAR Catania Pancrazio Savasta e il Maestro Turi Azzolina con il busto del Generale Dalla Chiesa

 

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Taormina - “Cucina di ieri e di oggi con i prodotti del territorio” è il titolo di una singolare iniziativa, realizzata, in collaborazione del Comune, da parte dell’associazione “Aiace”, sodalizio che si occupa della difesa dei consumatori, e la Pro Loco di Taormina. Il momento è in programma al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, sabato, 29 dicembre 2018, a partire dalle ore 18.
Nel corso dell’evento sarà presentato il libro “Nonno Giovanni l’ultimo carbonaio di Taormina” di Giovanni Cannavò
Interverranno:
Mario Bolognari Sindaco di Taormina
Andrea Carpita Assessore al Turismo
Francesca Gullotta Assessore alla Cultura
Gaetano Caliri Presidente della Pro Loco Taormina
Franz Buda Presidente Aiace
Alberto Maugeri vice Presidente Aiace
Giovanni Cannavo’ Chef Onorario della Federazione Italiana Cuochi  e Maestro di Cucina
È annunciata la partecipazione straordinaria della giornalista, esperta del settore, Angela Amoroso.
Nel corso della manifestazione è prevista la proiezione del cortometraggio dal titolo, “Lassù dove volano le aquile il silenzio è assordante”. Modererà  l’incontro il giornalista, Mauro Romano

Lo Chef Giovanni Cannavò

Lo Chef Giovanni Cannavò

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