GENNAIO 2021
Home Tags Posts tagged with "Taormina"

Taormina

0 93

Peter Burke scrive:

Le riflessioni estremamente interessanti di Carlo Ruta sul futuro degli studi storici combinano un richiamo all’innovazione nella disciplina con una discussione sulla sua vicenda nel XX secolo e l’auspicio di una maggiore interazione tra le «due culture» (come il chimico-romanziere inglese C. P. Snow li chiamò nel 1959), ovvero tra le scienze umane e le scienze naturali. Condivido l’attenzione fervida di Ruta per gli storici francesi associati alle Annales, da Bloch e Febvre a Chartier e Boucheron, quindi mi concentrerò qui di seguito sui punti da lui trattati, l’innovazione e l’interazione.

  1. Abbiamo bisogno di una maggiore innovazione nella nostra disciplina? Credo che mentre il presente scorre, scorgiamo il passato da nuove angolazioni. Ogni generazione di storici ha bisogno quindi di riscrivere la storia, ponendo nuove domande, integrando nuove ricerche e utilizzando nuovi metodi laddove sia opportuno. In effetti, negli ultimi 20 o 30 anni abbiamo assistito a numerose innovazioni, all’ascesa di numerose sotto-discipline: la storia dei sensi e delle emozioni, ad esempio (ispirata a Febvre ma ben più avanti); la «storia non umana», riguardante la «co-evoluzione» degli esseri umani e di altri esseri viventi, dai microbi ai mammiferi; la storia digitale, che attinge ai big data (oggetto di The History Manifesto di Jo Guldi e David Armitage); la «storia delle cose» (o «cultura materiale»); e la storia della conoscenza (ormai prossima ad emanciparsi dalla storia della scienza e a includere l’opposto che le è complementare: la storia dell’ignoranza).

Dovremmo certamente tenere la mente e gli occhi aperti per avviare ulteriori innovazioni, ma un compito più immediato è quello di assimilare bene le nuove innovazioni, in altre parole scoprire i metodi di ricerca più appropriati a questi nuovi temi e le loro implicazioni per la disciplina nel suo insieme.

  1. Queste innovazioni relativamente recenti illustrano l’indebolimento del modello delle due culture. Carlo Ruta ha indicato l’esempio degli archeologi, che si sono avvicinati agli scienziati naturali nell’ultima generazione. La geografia si divide tra geografia fisica, scienza naturale e geografia culturale, che è difficile distinguere dalla storia culturale. Lévi-Strauss ha posto il contrasto tra «natura» e «cultura» al centro delle tante opposizioni binarie con cui soleva lavorare, ma il suo ex allievo Philippe Descola ora sostiene che è necessario dissolverlo o andare oltre. Alcuni storici si stanno muovendo nella stessa direzione. Se gli storici della mia generazione hanno trovato ispirazione per la loro storia socioculturale nella sociologia e nell’antropologia culturale, i giovani storici dell’ambiente trovano che la geologia, la botanica, la climatologia e altre scienze naturali siano essenziali per il loro pensiero e la loro ricerca. Gli storici delle emozioni sono divisi tra gli antropologi storici, secondo cui ogni cultura ha un proprio fondamento emotivo, e i neuro-storici, secondo cui le emozioni di base sono universali. I «biostorici» stanno costruendo un ponte tra storia e biologia.

Quello che stiamo vivendo è un momento entusiasmante ma anche sconcertante per uno storico, che si trova ad assistere alla messa in discussione della saggezza convenzionale della professione e alla proliferazione di nuovi paradigmi. È certamente giunto il momento di parlare, come Ruta, di «pluralità». Se è anche opportuno parlare di «crisi» è perché la pluralità, anzi il moltiplicarsi di nuovi ambiti disciplinari, non solo allarga l’idea di storia totale ma rende anche tale traguardo estremamente difficile da raggiungere.

Peter Burke, storico britannico, sostenitore della dimensione culturale della storia (New Cultural History), ha focalizzato in modo paradigmatico la storia sociale della comunicazione e la storia sociale della lingua. Ha fortemente rivalutato inoltre il significato storico delle immagini. Ha insegnato a lungo a Cambridge. Ha tenuto corsi e seminari all’Institute for Advanced Study di Princeton, all’Humanities Research Centre dell’Australian National University di Canberra, all’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, al Wissenschaftskolleg di Berlino, all’Instituto para Estudos Avançados dell’Università di São Paulo del Brasile, al P. Getty Research Institute di Los Angeles, al Netherlands Institute of Advanced Study. Ha tenuto lezioni inoltre nelle università di Nijmega, Groningen, Heidelberg, Bruxelles e Princeton. È socio della British Academy, dell’Accademia Europea, della American Association for the Advancement of Science, dell’American Sociological Association e della Sociological Research Association. Ha tenuto conferenze in molti Paesi del mondo tra cui la Repubblica Popolare Cinese, Taiwan, l’India, il Giappone, gli Stati Uniti d’America, il Brasile, l’Argentina, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda. Ha pubblicato diverse centinaia di opere, tra monografie, tradotte in oltre 30 lingue, articoli e saggi su riviste di tutti i continenti.

Peter Burke

Peter Burke

0 146

“Merì (Sicily) – Timeless Immortal Art”, la rivoluzione del piccolo comune che diventa un museo eterno a cielo aperto, donando l’immortalità a 60 artisti provenienti da tutte le nazioni del mondo. Un messaggio per il futuro, contagia tutti i paesi del mondo.

Un progetto unico nel suo genere sta per cambiare il modo di concepire l’Arte all’interno di un contesto urbano, e lo farà dalla Sicilia alla Cina, esaltando la bellezza. Il progetto prevede innanzitutto, l’installazione di mattonelle in terracotta, dipinte da artisti provenienti da tutto il mondo, nel piccolo borgo di Merì (Me). Non ci saranno più targhe sui muri ad indicare le vie e le piazze della città, ma sessanta opere che la trasformeranno in un museo eterno a cielo aperto. Ogni artista diventerà testimonial di una via della città, e avrà il dono dell’immortalità, perché il suo nome ricorderà una via o una piazza. Un forte campo energetico positivo fatto di arte allo stato puro, dalla Sicilia alla Cina e presto in altri paesi del mondo. Attraverso un approccio multi culturale si darà alle città non solo un aspetto nuovo, rilanciandone l’immagine territoriale a livello estetico, ma un diverso respiro dal punto di vista culturale, con risvolti economici e sociali e con attenzione agli aspetti ambientali.
La posa della prima opera sarà accompagnata dal canto di un Ave Maria del soprano Ekaterina Adamova“ Sessanta artisti internazionali per un rivoluzionario progetto artistico destinato a rilanciare il piccolo comune di Merì a “capitale” dell’arte. Un progetto che sarà realizzato anche in Cina con lo stesso team di artisti: una pattuglia diventata esercito, che armato di pennelli trasformerà in realtà il “sogno” degli amministratori di queste città. Il Sindaco Filippo Bonansinga, l’assessore alla cultura Carmelo Arcoraci, supportati dal Patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, insieme al pittore Lorenzo Chinnici ed il figlio Francesco Chinnici a fare da trait union con gli artisti di tutto il mondo, Emma XingYi Wang partner per il progetto Cinese.

“Un museo a cielo aperto ma anche una vera e propria rigenerazione urbana attraverso l’arte – un modello di rinascita culturale grazie ad un progetto di riqualificazione che può contare su centinaia di artisti internazionali”. Con la donazione delle opere degli artisti realizzate su mattonelle in terracotta, la città decorerà vie e piazze creando un percorso culturale, una mostra senza tempo, che farà sì che il nome e l’opera dell’artista siano conservati, preservati ed esposti per sempre nelle vie e piazze della città, epicentro di micro monumenti dedicati agli artisti.

Progetti simili a quello di Merì avverranno in Cina, con lo stesso gruppo di artisti. Sino-Italy Ningbo Ecological Park, insieme a Sino-Italy Tus-Investment (Zhejiang) Co.Ltd., Huangshan City, TsungDao Lee Center of Sciences and Arts of the University of Chinese Academy of Sciences sono tra il primo gruppo di organizzazioni che hanno forti interessi per ospitare questo progetto. Grazie all’intermediazione di Emma XingYi Wang, presidente della G&Y Cultural Exchange Association di Shanghai e Firenze.

A Kiev si preparano per ospitare questo progetto integrato a dei progetti Culturali per la Città.

Ecco il cast internazionale degli artisti: Lorenzo Chinnici (Italia),  Zheng XiaoTong (Cina), Craig Warwick (Inghilterra), Farida Saba (Arabia Saudita), Patrick Smith (Stati Uniti D’America), Alisa Byteva (Russia), Dorina Nicoleta Crisu (Romania), Christine Bleny (Francia), Ildo Domingos (Brasile), Jacqueline Scheffer (SudAfrica), Agnieszka Wioletta Meler (Polonia), Giuseppe Gorga (Italia), Ingrid G.G. Pegge (Olanda), Bojan Jevtic (Serbia), Isabella Young (Nuova Zelanda), Giovanni Gargano (Italia), Uliana Storozhylova (Ucraina), Lu Mei (Cina), Alberto Urbano Moreno Monturque (Spagna),  Adriana Antidin (Argentina), Francesca Maio (Italia), Luna Smith (Scozia), Bruce Chidovori (Zimbabwe), Neven Zoricic (Croazia), Salvatore Cusimano (Italia), Mirit Ben-Nun (Israele), Pawel Mendrek (Austria), Nicole Musser (Canada), Nicoló Garrasi (Italia), Lilivet Pena Echemendía (Cuba), Osama Imam El-Laithy (Egitto), Agatino Furnari (Italia), Brian Jenninngs (Irlanda), Giuseppe Messina (Italia), Aidas Rytis Vasiliauskas (Lituania), David Kent (Inghilterra), Dimitri Salonia (Italia), A.Tinne Vereeck (Belgio), Linda Schipani (Italia), Rui Manuel de Sousa Lourenco (Portogallo), Shadi Abou Sada (Siria), Anne Gry Andersen (Danimarca), Du Shusheng (Cina), Lucy Lago (Russia), Pino Morena (Italia), Helen Mortimer (Australia), Salvatore Imbesi (Italia), Tara Vahab (Canada), Vincenzo Campo (Italia), Olena Rudnieva (Ucraina), Francesca Licari (Italia), Adil Es-Safi (Marocco), Gianmaria Lafranconi (Italia), Zhang Jigang (Cina), Michela Velardita (Italia), Joe Cooper (Galles), Mel Alexenberg (Israele), Roberto Di Costanzo (Italia) e la nostra mascotte il giovanissimo Kenta Leon Hayashi (Giappone).

Chebolle (Lago Maggiore, Lago di Como e di Garda) per i prossimi vernissage internazionali Enoculturali, presenterà inoltre questo progetto in collaborazione con il Mondo in un Bicchiere emblema dell’anima dei vini Siciliani. La GEИTILE Exclusive Jewelry Dubai per l’occasione sta realizzando delle mattonelle con incastonate con delle vere pietre lunari e di marte, simbolo di immortalità, da donare ai paesi ospitanti il progetto. Le Mattonelle in Cotto Siciliano di La Fauci, utilizzate per immortalare le opere degli artisti. La fashion art designer Gisella Scibona dedicherà una linea di 60 abiti personalizzati, rifacendosi alle singole opere degli artisti.

 

Il manifesto dell'evento culturale

Il manifesto dell’evento culturale

Gli organizzatori

Gli organizzatori

0 354

Non ha tregua la creatività del poliedrico artista romano Luigi Centra che, di recente, ha pubblicato il suo nuovo libro intitolatoLe fortezze del Lazio meridionale, un testo che segue la pubblicazione, avvenuta anni fà di un altro volume dedicato ai castelli del Lazio. L’ultima fatica letteraria del pittore-scrittore nato a Carpineto Romano è il frutto di una ricerca certosina e rigorosa sull’affascinante storia e origini dei castelli, manieri e, delle fortezze del Lazio meridionale che è riuscito a descrivere in maniera dettagliata ed esaustiva nel libro appena pubblicato. Il testo così come ha sottolineato l’imprenditrice Luisa Magnante, che ha curato la presentazione del libro, “ha una lettura attenta e ragionata, una duplice funzione, la prima è quella di avere cristallizzato le peculiarità storico-architettoniche del nostro prezioso territorio, dove tutto il periodo medievale che emerge è il principale protagonista. La seconda è quella di provare a trasmettere, sensibilizzando le future generazioni, di riappropriarsi delle radici storiche, consci del fatto che solo conoscendo il proprio passato, si possono affrontare le sfide future che un globalismo sempre più ascetico e distopico tende ad affermarsi”.

L’opera è composta da 520 pagine arricchite da numerose fotografie, fascicoli illustrativi e tre appendici territoriali . E’ un testo che potremmo dire enciclopedico utile soprattutto per gli studenti che possono conoscere il proprio territorio e per gli appassionati di storia.  Il Maestro Luigi Centra è uno degli ultimi esponenti della Pop Art. Fa parte della corrente artistica che ha rivalutato e, reinterpretato in Italia l’arte “populaire” americana. La sua poliedricità però lo ha portato ad esplorare anche altri mondi dell’arte come la poesia, la narrativa ed anche la saggistica come testimonia questa ultima sua fatica letteraria che sta riscuotendo un discreto successo. Ha scritto numerose opere letterarie molte delle quali dedicate alla Sicilia che lui considera la sua seconda patria.

          ROSARIO MESSINA     

L'artista Luigi Centra

L’artista Luigi Centra

Centra firma una copia del suo libro

Centra firma una copia del suo libro

Luisa Magnante

Luisa Magnante

La presentazione del libro

La presentazione del libro

Un acquirente del libro

Luigi Centra con Luisa Magnante

0 95
San Francesco Di Sales

San Francesco Di Sales

Molto ricco il calendario di appuntamenti che l’’Ucsi Sicilia in occasione della solennità liturgica di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, che si festeggia domenica 24 gennaio, ha organizzato una serie di eventi culturali e religiosi, che inizieranno ad Acireale il 22 gennaio e si concluderanno a Messina nella prima decade di febbraio.

L’Ucsi Sicilia ha organizzato due eventi regionali: un corso di formazione in webinar per i giornalisti e un incontro con tutti i soci. Il corso si svolgerà  mercoledì 27 gennaio 2021, con inizio alle 16.00 fino alle 18,15,  dal titolo: Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono”  Tema del Messaggio di Papa Francesco per la 55^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali”. Relatori: Vania De Luca, presidente nazionale Ucsi, Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei, S.E. Mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa e Delegato Episcopale per le Comunicazioni Sociali e Cultura della Conferenza Episcopale Siciliana,  don Paolo Buttiglieri, Consulente Ecclesiastico Ucsi Sicilia, Alessandro Ricupero, vice direttore dell’Ufficio Comunicazioni dell’Arcidiocesi di Siracusa e  Gaetano Rizzo, consigliere nazionale Ucsi, Modera: Salvatore Di Salvo, giornalista, componente della Giunta Nazionale Ucsi. Il corso, con tre crediti formativi, è stato promosso dall’Ucsi Sicilia è organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia dal Cong,  dall’Assostampa e dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della CeSi.

A seguire si svolgerà l’assemblea regionale dell’Ucsi Sicilia, in webnair, aperta a tutti i soci alla quale parteciperanno: la presidente Nazionale Ucsi Vania De Luca e il Delegato Episcopale per le Comunicazioni sociali e la Cultura della CeSi S.E. Mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa.

“Abbiamo scelto la giornata dedicata a San Francesco di Sales  – ha detto il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Intedonato – per affrontare con grande speranza, questo difficile momento che stiamo attraversando. Il nostro Santo patrono  ci darà la forza per ripartire e  continuare a sperare in una rinascita culturale e spirituale. Pur vivendo in un momento particolare e con le restrizioni anti contagio al Covid19 abbiamo pensato di programmare solamente la Celebrazione Eucaristica in ogni sezione provinciale e diocesana.”.

Gli eventi organizzati dalle vari sezioni dell’isola:

Acireale, venerdì 22 gennaio 2021, dalle 17 alle 20,  si svolgerà  un corso di formazione in webinar dedicato ai giornalisti e organizzato dalla sezione diocesana dell’Ucsi, in collaborazione con la Diocesi di Acireale, l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Cultura,  l’Odg Sicilia e l’Assostampa, dal titolo ““La Chiesa (social) al tempo del Covid-19”. Riflessioni sulla codificazione etica e deontologica giornalistica”.  Relatori: S.E. mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vicepresidente della Cei, Alberto Cicero, presidente regionale Assostampa Sicilia, Giuseppe Vecchio, Delegato Regionale Fisc Sicilia, già consigliere nazionale e regionale dell’Odg già presidente del Consiglio di Disciplina dell’Odg Sicilia e già presidente dell’Ucsi Sicilia, Salvatore Di Salvo, componente della Giunta Nazionale Ucsi, don Arturo Grasso, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Acireale, Antonio Carreca, già consigliere provinciale Ussi.

A Patti, sabato 23 gennaio 2021, ore 17,30, la sezione diocesana, guidata da Domenico Pantaleo,  in sinergia con la Diocesi organizzerà una Santa Messa nella chiesa “Sacro Cuore” di Corso Matteotti. La celebrazione Eucaristica sarà presieduta da S.E. mons. Guglielmo Giombanco,  vescovo della Diocesi di Patti, alla funzione religiosa parteciperà Santino Franchina Consigliere Nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

A Siracusa domenica 24 gennaio 2021, alle ore 12.00, nel Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, si svolgerà la Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa e concelebrata da don Aurelio Russo, Rettore del Santuario Madonna delle Lacrime e Consulente Ecclesiastico Ucsi Siracusa. La festa di San Francesco di Sales sin dal 1996 è organizzata dall’Ucsi Siracusa, dal settimanale diocesano “Cammino” con la collaborazione dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Siracusa e l’Assostampa Siracusa. Alla Messa parteciperanno il direttore del Settimanale diocesano “Cammino” Orazio Mezzio, il segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, il consigliere regionale dell’Odg Sicilia Santo Gallo e il vice direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali Alessandro Ricupero e il presidente Ucsi Siracusa Salvatore Di Salvo.   Al termine della Messa  i  giornalisti rinnoveranno l’affidamento alla Madonnina delle Lacrime.

 A Caltanissetta, domenica 24 gennaio 2021, alle 11,  la sezione Ucsi, guidata dalla presidente Fiorella Falci,  in sinergia con l’Assostampa e la diocesi ha organizzato una funzione religiosa che si svolgerà nella Cappella Maggiore del Seminario Vescovile, presieduta da S.E. Mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta.

A Catania, domenica 24 gennaio 2021, alle 11.00, l’Ucsi, guidata da Giuseppe Adernò,  ha organizzato una Santa Messa,  presso la Chiesa dell’Istituto Salesiano “San Francesco di Sales” sita nel quartiere Cibali, la funzione religiosa sarà officiata dal direttore don Giuseppe Troina.

A Trapani, il vescovo S.E.  mons. Pietro Maria Fragnelli, invierà un messaggio a tutti i giornalisti e agli operatori della comunicazione della diocesi.

A Palermogiovedì 28 gennaio 2021, alle 17.00, l’Ucsi di Palermo, presieduta da Michelangelo Nasca, celebrerà  la giornata del San Francesco di Sales in collaborazione con l’Arcidiocesi, con una riunione in webinar alla quale  parteciperanno l’arcivescovo S.E. mons. Corrado Lorefice e alcuni giornalisti palermitani.

A Messinafebbraio 2021, l’Ucsi, guidata da Laura Simoncini, organizzerà l’incontro di San Francesco di Sales, nella prima decade di Febbraio. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Cultura dell’Arcidiocesi di Messina e Assostampa Messina. All’incontro parteciperà S.E. mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.

Manifesto UCSI Sicilia

Manifesto UCSI Sicilia

0 136

Il 28 Dicembre 2020  si è riunito in modalità Google Meet  il Consiglio Direttivo Regionale ANPE Sicilia per ridistribuire le cariche dopo le dimissioni del dott. Massimo Sidoti, il quale per motivi di impegni lavorativi si è dovuto trasferire in Regione  Veneto, viene dunque convocato il C.D.R. Sicilia  dal Segretario Regionale e membro del Direttivo Nazionale dott. Corrado Cavarra  il quale ha coordinato i lavori di cooptazione del nuovo membro la dott.ssa Lorena Galesi e iniziare le consultazioni per la ridristribuzione delle cariche sociali ANPE Sicilia.  L’impegno avuto negli anni all’interno del Consiglio Direttivo Regionale della dott.ssa Maria Luisa Pino ha senza alcun dubbio inciso sulla scelta, la quale viene votata e nominata PresidenteANPE Regionale Sicilia.

Noi tutti membri del C.D.R. riteniamo che l’esperienza, la competenza e Il pregevole lavoro e espresso negli anni con impegno e professionalità fanno della dott.ssa Maria Luisa Pino la guida ideale per i Pedagogisti Siciliani.

Dopo la ridistribuzione delle cariche Il nuovo C.D.R. è quindi composto nel seguente modo:

Presidente Regionale ANPE Sicilia la dott.ssa Maria Luisa Pino di Villafranca Tirrena (ME),  ha inoltre esperienze ai vertici associativi anche in passato, infatti la stessa ha svolto il ruolo di Presidente della FIDAPA sez. Venetico,  Presidente del Soroptimist Spadafora Gallo-Niceto, Vicepresidente dell’Osservatorio per i minori Luca Natoli, componente della Consulta delle organizzazioni per l’area tematica famiglia, giovani e minori del Comune di Messina, Pedagogista presso l’asilo nido di Saponara (ME);

Vicepresidente il dott. Loris Vasile di Siracusa, Presidente della Società  Cooperativa LAB.E.FO.R.M; Responsabile Spazio neutro presso alcuni comuni del Distretto 46 di Siracusa, Mediatore Familiare e Responsabile Centro Famiglie presso il Comune di Canicattini.

Vicepresidente la Dott.ssa Lorena Galesi di Niscemi (CL) Docente MIUR- Pedagogista Libero professionista, Componente Direttivo Nazionale Osservatorio per il monitoraggio e il contrasto della violenza contro le donne, giovani e bambini- IHRC,  Componente osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità -Regione Siciliana, Formatore agli Enti Locali, Progettista servizi educativi e sociali, Pedagogista -CDA- Consultorio Familiare d’ Ispirazione Cristiana -Vittoria, Componente Comitato scientifico ELIEA Istituto Italiano di ricerca e studi criminologico-forensi Pedagogista Team del  Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza -Comune di Comiso ,Tutore minori stranieri non accompagnati- Tribunale dei Minori di Catania.                                                            Tesoriere la dott.ssa Giovanna Scillufo di Santa Flavia (PA), Responsabile del CAMPUS estivo “Centro San Marco” di Santa Flavia e Operatore Educativo per il progetto PON per i Servizi Sociali presso il Comune di Termini Imerese e Trabia.

Segretario il dott. Corrado Cavarra di Rosolini (SR), membro del Consiglio Direttivo Nazionale ANPE, Giudice Minorile presso la Corte D’Appello sez. famiglia e minori del  Tribunale di Catania e impiegato presso il Comune di Rosolini.

A tutti gli eletti i complimenti del Consiglio Direttivo Nazionale.

La Presidente dott.ssa Maria Luisa Pino subito dopo essere stata eletta dichiara il suo compiacimento e ringrazia tutti i presenti e sottolinea le linee guida ed il programma del nuovo Direttivo Regionale, sottolineando che questo Direttivo si pone diversi obiettivi da raggiungere a breve e lungo termine, il primo è sicuramente quello di attivare iniziative e seminari formativi indirizzati a docenti e Pedagogisti, per cui sono state avviate già le procedure per il coinvolgimento di diversi Istituti Scolastici nella realizzazione di dette attività formative, nonché la creazione di uno sportello Pedagogico on line in ambito Regionale che possa sostenere da subito le famiglie, i  minori e gli anziani del territorio siciliano in questo periodo difficilissimo a causa dell’emergenza da Covid 19.

Non manca  di ribadire la continuità e l’attenzione verso gli impegni di collaborazione già avviati in precedenza che si prefiggono di individuare interventi, azioni e idee progettuali volte a migliorare le tutele dei diritti dei minori nonché avviare rapporti di collaborazione in progetti ed attività che prevedono la presenza dei pedagogisti ANPE all’interno dei Servizi Minorili della Giustizia in Sicilia.

Oggi più che mai necessitano interventi più efficaci e mirati di contrasto delle povertà educative, alla devianza e alla criminalità giovanile, afferma la Presidente Maria Luisa Pino , bisogna quindi attivare al più presto progetti di rete a carattere innovativo per incidere adeguatamente sui minori a rischio di devianza o sottoposti a provvedimenti penali dell’Autorità Giudiziaria minorile per aver commesso reati. Resta inteso che l’intervento più importante rimane ad oggi quello della prevenzione, intervenire ai primi segnali di disagio che i giovani manifestano, ma che spesso non vengono colti o vengono percepiti quando già essi si sono evoluti in devianza, per questo motivo oggi è fondamentale la ricerca e l’uso di strumenti innovativi nell’ambito della promozione della cittadinanza attiva, educando i giovani alla legalità e all’Intercultura aggiunge la dott.ssa Pino.

I Pedagogisti oggi rappresentano il riferimento principale per le famiglie e i minori, per tale motivo si ritiene necessario, pertanto, che ritorni al centro dell’attenzione di tutti gli interventi la interrelazione significativa dei ruoli, caratterizzata da una responsabilità reciproca tra Istituzioni, scuola, famiglie ed agenzie del territorio, indispensabile per costruire l’unità dell’atto educativo e per tale motivo rivolge un appello alle Istituzioni affinché si arrivi subito al riconoscimento di questa importantissima figura e alla costituzione di un Ordine Professionale

La dott.ssa Maria Luisa Pino evidenzia che se si vuole arrivare ad ottenere dei risultati importanti l’interrelazione tra le famiglie e le Istituzioni deve essere mediata e sostenuta da quelle figure specialistiche che posseggono una mentalità di servizio pedagogico coerente con la natura dell’intervento pedagogico–educativo, e pone tale servizio come  obiettivo inderogabile per la tutela della dignità dell’uomo.

 L’Anpe ribadisce e sostiene la funzione imprescindibile del Pedagogista e della formazione rilevando che il pedagogista è l’ESPERTO DEI PROCESSI EDUCATIVI E FORMATIVI, così come sostiene l’Unità di Pedagogia e Psicologia scolastica nell’Ottica della multiprofessionalità.

Questa funzione in diverse realtà scolastiche territoriali Italiane con il servizio CIC adempie ottimamente proprio perché ha assunto forti connotazioni educativo-formative, grazie alla presenza di professionisti deputati, oggi anche questa certezza è messa in discussione dalle vigenti normative alla Camera e auspichiamo che ci si adoperi onde evitare il pericolo di ulteriore messa in opera del processo di medicalizzazione già in atto e che responsabilmente si assumano decisioni e indirizzi nell’autentico interesse delle persone, nella reale tutela e garanzia dei loro diritti, superando il criterio degli interessi di categoria, nell’ottica della valorizzazione e della necessità etica della multiprofessionalità.
Se viviamo una fase storica così accidentata , conclude la  Presidente ANPE Sicilia dott.ssa Maria Luisa Pino  lo si deve proprio all’assenza Istituzionale di Educazione e Formazione PEDAGOGICA.

Maria Luisa Pino

La dott.ssa Maria Luisa Pino

Comunicato stampa anpe sicilia

0 1048
La lievitazione del pane di casa

La lievitazione del pane di casa

Giardini Naxos (ME) – Ha da poco festeggiato l’ennesimo premio alla carriera, “Pizzarte” di Firenze, Giuseppe Santoro, di Giardini Naxos, Presidente nazionale della FIP (Federazione Nazionale Pizzaiolo). Qualche giorno per smaltire l’euforia del premio ed è già sui nastri di partenza per promuovere un nuovo progetto culinario nato a ottobre 2019 denominato Dacci il nostro Pane quotidiano”. Si tratta di un altra originale idea che, a sua detta “Non avrà fine”  perchè la nostra cultura enogastronomica italiana ed in particolare quella siciliana è così vasta che una sola vita non basterebbe per raccontarla.

Per comprendere il progetto abbiamo sentito lo stesso Santoro il quale spiega:In un momento delicato come quello vissuto nel 2020, una cosa e’ sicura, abbiamo riscoperto momenti dimenticati nel tempo. In questo momento di pausa generale, ho rispolverato alcuni ricordi di vita quotidiana del passato, che spesso riaffiorano, come momenti indelebili nelle nostre memorie, tradizioni che hanno fatto la storia della nostra cultura. Cosicché ho riunito un gruppo di chef e pizzaioli, con i quali ho cercato di riprodurre un alimento molto caro a noi, il pane quotidiano. Abbiamo iniziato a lavorare per portare avanti questo originale progettoQuesta volta siamo andati su per la Valle del Chiodaro, nei pressi della fonte del torrente Letoyanni, il quale nella parte superiore prende il nome di Mongi, da qui l’origine della denominazione di Mogiuffi. Questo perché, nelle montagne attorno a Mongiuffi si coltivava grano. I miei nonni in quella zona seminavano grano. Non raccoglievano grosse quantità di quel grano, ma bastava per produrre per un certo periodo dell’anno il pane. Le ricerche sono ancora in corso e per questo rendiamo pubblico il progetto. Faccio un appello se qualcuno volesse collaborare con noi con foto, ricordi e racconti d’epoca, può scriverci alla nostra email: info@cucinamodomio.com . Riteniamo importante collaborare a questo progetto per riportare in vita antiche ricette. A questo progetto sta collaborando anche Roberto Abbate esperto del settore culinario.

In merito al progetto Abbate ritiene che i principi di slow food devono essere:Buono, Pulito e Giusto” per questo è importante riscoprire le tradizioni perdute per  salvaguardarne usi e costumi come quelle del pane casareccio.

In questo originale progetto Giuseppe Santoro ha coinvolto diverse professionalità di amici e colleghi di vecchia data formando un team di esperti culinari di grande esperienza. Tra i componenti vi sono lo chef Giovanni Cannavo esperto della Storia e della cultura gastronomica siciliana autore di pubblicazioni importanti. Al momento sta lavorando su un libro dedicato al mare. Poi abbiamo  Marco Parisi il quale, avvicinatosi da qualche anno al mondo pizza e dell’arte bianca, oggi e un pizzaiolo ben noto nella vallata coinvolto in questa ricerca e rivisitazione di momenti vissuti.

Abbiamo anche Gianluca Sozubir pizzaiolo e maestro dell’arte bianca che opera su Giardini Naxos, proprietario di un noto locale dove si potrà presto, DCPM permettendo, gustare la “Vastedda Cunzata”.

Un altro componente del team è Carlo Bucceri giovane taorminese anche  lui ha aderito al progetto perché vuole ripercorrere tradizioni e ricordi del tempo dei nonni e i bisnonni. E’  questa la sfida del gruppo !

In merito  al progetto Santoro aggiunge:Soprattutto in un momento come questo bisogna essere sempre più legati alle tradizioni che ci hanno lasciato i nostri antenati. Noi cerchiamo di farlo riprendendo antiche ricette, utilizzando grani  siciliani , prodotti naturali e biologici a km 0 ed impastando a mano nella vecchia maidda.”

LA  VASTEDDA  MICIUFFOTA

Scopriamo a questo punto di che “pasta” è fatta a vastedda miciuffota (della vallata di Mongiuffi Melia).

Giuseppe  Santoro spiega  che la vastedda miciuffota, non ha nulla a vedere ad esempio  con quella di Enna se non per il nome vastedda che altro non e che  la definizione di  “pane fatto in casa”. Enna infatti è una delle località dove si produce il pane di casa, anche se in realtà, viene fatto in maniera diversa dalla quella muciuffota. Quest’ultima infatti  ha una forma rotonda e un  buco in mezzo ed un peso che varia dai tra i 400 gr e i 500 gr. Non è  molto alta, circa 5/6cm  con una circonferenza di circa 20 cm.

Mentre quella Ennese prodotta da una cooperativa fondata nel 1976 dal professore Antonino Tusa, pesa  circa un chilo e sempre anche essa di forma tonda di circa 20 cm e, 7 cm l’altezza cotta anche essa nel forno a legna.  ( Cit e Fonti Dal Libro “L’Italia del Pane” Editore Slow Food )

Quella di cui ci parla Santoro  è una ricetta ricca di storia e usanze della valle del Chiodaro.  Dopo aver impastato il pane, pulito il forno, si infornavano le vasteduzze e si lasciava una piccola fiamma dinnanzi la bocca del forno. Dopo pochi minuti potevano essere tolte dal forno e, come da tradizione, venivano “cunzate” (condite)  con olio, sale, origano, pomodori secchi raccolti durante la stagione e poi messi a essiccare sopra le “cimaghie”  e, per finire, una bella spolverata di pecorino.

 La tradizione vedeva i pastori omaggiare i proprietari terreni locali con le loro vastedde, come segno di ricompensa, per averne usufruito del pascolo per il loro gregge.

Per riprendere questa tradizione delle vastedde e del pane di casa Santoro spiega che sta utilizzando il lievito madre che ha preparato con le proprie mani.  Lo ha prodotto già prima del   lockdown da una base di miele, prodotto nella vallata nella zona detta Mancusi, molto ricca di Castagneti.

Il profumo che ne scaturisce e veramente particolare ed intenso” afferma Santoro il quale aggiunge “Ci è stato donato da un apicoltore locale e non e’ l’unico prodotto in zona poiché si trova anche un millefiori, sempre raccolto nella vallata che di fiori di montagna erbe e spezie e molto ricca.  L’acqua che utilizziamo proviene da una sorgente naturale situata a Mongiuffi Melia in Contrada Vena. Le farine che utilizzo sono grano duro integrale  e farina bianca 0, tutti  Siciliani. Anche nella vallata, dal dopo guerra si coltiva grano, per lo piu’ come utilizzo proprio. Per la macinazione, veniva utilizzato un mulino ad acqua ubicato in un’altra vallata. Qualcuno ricorda che nel dopoguerra, nei dintorni ci fossero circa setta molini ad acqua, ma non abbiamo riscontri scritti, anche se la nostra ricerca continua, con riscontri fotografici e racconti dei locali, siamo alla ricerca di qualche foto, e informazioni.

Continueremo ancora nella nostra ricerca, l’intento e quello di fare rivivere momenti belli della nostra infanzia e far conoscere a coloro che hanno voglia di tramandare queste usanze locali.  Occorre valorizzare la cultura locale.

Stiamo lavorando per questo. Grazie all’aiuto di Marco di Carlo e dello Chef Giovanni Cannavò stiamo lavorando nella casa di campagna di Marco dove cerchiamo di migliorare la tecnica ed il prodotto, riproducendo fedelmente gesti e ricette trascritte da testimonianze raccolte dai locali.

 

In primo piano Giuseppe Santoro con i suoi collaboratori

In primo piano Giuseppe Santoro con i suoi collaboratori

Il torrente Leto

Il torrente Leto

Pane antico

Pane antico

Forno a legna

Forno a legna

LA  RICETTA

.Farina di grano duro integrale  Che puo essere sostituita con una TIPO 1

.farina 0

.Lievito madre al 35% in questo caso Abbiamo usato un lievito il cui Start e stato il miele

.H2O al 60% a un max 70%

.pezzature pane o CUDDURA da 900/1000

.pezzature vastedde da  400/500

 

 

0 61

Un castello denso di storia capace di raccontarsi attraverso il suo secolare bagaglio, fatto di incredibili vicende e fantasmi di illustri personaggi

Un forziere ricolmo di tesori, un monumentale palinsesto capace di raccontare secoli di trame, intrighi, battaglie e grandi casati che in successione ne hanno forgiato le fattezze: questo e molto altro ancora è il castello di Caccamo – il maniero feudale più grande della Sicilia – svelato attraverso il documentario “IL RESPIRO DEL TEMPO. Alla scoperta del Castello di Caccamo” realizzato da Esperienzasicilia.it e pubblicato sul proprio sito web e sul relativo canale YouTube, a partire dal 31 Dicembre 2020.

Grande attesa e curiosità hanno fatto da quinta durante le fasi di produzione di questa narrazione – condotta in collaborazione con l’associazione Rodoarte ONLUS e Impronta Magazine, con il patrocinio gratuito del Comune di Caccamo – curata da Lorenzo Mercurio, coadiuvato da Alessandra Gioè  per le riprese di backstage e arricchito dalle superbe riprese aeree di Massimiliano Vella, voci narranti e interviste d’eccezione come quella a Rodo Santoro – colui che ha condotto i lavori di restauro di questa antica fabbrica – i ragazzi de “La Fianna” con le loro rievocazioni storiche, Mimmo Rizzo per la reinterpretazione di uno dei passi de “Libro del Regno di Sicilia” del cronista Ugo Falcando (contemporaneo dei fatti narrati) e la sua lettura da parte di Luca Rubino, la poesia di Anna Cordone (letta da Alessandra Gioè).

E non è tutto. Leggende e presenze fantasmatiche che abiterebbero il castello, impreziosiscono l’intrigante sequela di scene del documentario, dove ogni singola pietra riesce a raccontare incredibili sfaccettature di un territorio denso di storia, resiliente, continuamente capace di inneschi di desiderio di riscoperta, sorvegliato da questo gigante architettonico appollaiato da secoli su una rupe rocciosa che domina la sottostante vallata.

Le eteree figure di Matteo Bonello e la cosiddetta “Monaca di Caccamo” rivivono nel racconto di Rita Lo Bello – una delle guide del castello – e, ancora, nella presunta apparizione della “Monaca” illustrate da Rosario Ribbene – nella doppia veste di addetto stampa di Esperienzasicilia.it e di studioso dei fantasmi dei castelli siciliani – tasselli peculiari di vicende lontane da noi, ma che forse ancora accadono dentro le mura di questo maniero.

Classe 1978, Lorenzo Mercurio è antropologo e documentarista. Ha fondato EsperienzaSicilia.it per raccontare la Sicilia con brevi documentari esperienziali e attraverso le sue eccellenze territoriali. Grande amante della Sicilia, si è specializzato nella lettura simbolica del triskelés e nella storia medievale, moderna e contemporanea della sua terra. Lo affascinano le storie di mare e quelle legate in genere alla natura e alla storia della Sicilia. Le sue letture preferite riguardano autori come Luigi Natoli, Johann Wolfgang von Goethe, JuriJ Rytcheu, Herman Mellville, Ernest Hemingway, Robert Louis Stevenson, Jule Verne, Maxence Fermine. Ha scritto e pubblicato il romanzo “Una strada tra le onde”, edito dalla Wordmage nel 2016.

EsperienzaSicilia.it intende realizzare un archivio documentaristico sui beni culturali in Sicilia, attraverso dei racconti video che ne illustrino l’interesse scientifico.

 L’appuntamento è sul canale YouTube di EsperienzaSicilia.it.

Locandina_Il respiro del tempo_Castello di Caccamo_Tavola disegno 1

Locandina_Il respiro del tempo_Castello di Caccamo_Tavola disegno 1

Il Castello

Il Castello

Una statua del Castello

Una statua del Castello

Un disegno

Un disegno

Lorenzo Mercurio

Lorenzo Mercurio

0 88

GIARDINI NAXOS (Me) 31 dicembre 2020 – Tra cantieri di recupero di edifici monumentali – come il Castello di Schisò a Naxos, Villa Bosurgi a Isola Bella e il Monastero basiliano di Casalvecchio Siculo – e campagne di scavo aperte al pubblico dove poter seguire “in diretta” il lavoro degli archeologi, l’anno che verrà per il Parco Archeologico Naxos Taormina sarà denso di impegni in tutti i siti. Alcuni nel segno dell’inclusione sociale, come al Teatro Antico di Taormina dove la ristrutturazione dell’edificio ex Semaforo e la realizzazione di nuovi servizi, oltre ad aumentare gli standard qualitativi del sito finalmente commisurati agli imponenti flussi di turisti, apriranno la fruizione del Belvedere anche ai disabili, sinora esclusi dalla visita di quest’area panoramica.

 Archiviato lo storico record 2019 con oltre 1 milione di visitatori (1.033.656) e ingoiato il boccone amaro del 2020 nel segno della pandemia che ha drammaticamente ridotto le presenze del 70%, il Parco Naxos Taormina è già proiettato nel 2021. “Abbiamo in cantiere numerosi interventi – spiega la direttrice, l’archeologa Gabriella Tigano – pensati per valorizzare e migliorare la fruizione dei siti, aprendola in alcuni casi anche a categorie fragili come i disabili. La forzata chiusura di questi mesi non ci ha mai fermato: chi in smart working chi fisicamente nei siti, abbiamo continuato a lavorare tutti e, in linea con la nostra mission di studiosi, conservatori e custodi di beni archeologici e monumentali, principale attrattore turistico e motore economico del comprensorio, abbiamo anche avviato nuovi programmi scientifici di ricerca e restauro, senza trascurare il patrimonio paesaggistico, cornice naturale dei siti”.

 Si parte a gennaio da Naxos, con i primi lavori di recupero delle coperture del Castello Schisò dove in primavera, nel solco assai popolare e graditissimo della cosiddetta “archeologia pubblica”, i visitatori potranno seguire dal vivo gli archeologi alle prese con la campagna di scavo che precede il recupero dell’edificio, futuro Museo archeologico e spazio polifunzionale; cantieri aperti anche per il restauro di tre àncore di ferro, d’epoca romana, provenienti dalla baia di Naxos e destinate alla sezione di archeologia subacquea. All’interno del sito sono previsti alcuni interventi tecnici per perfezionare la fruizione della nuova tribunetta e l’apertura al pubblico della zona demaniale sul mare (Spiaggia dei Greci); mentre una ditta specializzata provvederà a trattare le palme aggredite dal punteruolo rosso, primo intervento di un programma più ambizioso di riqualificazione del patrimonio arboreo, polmone verde della moderna Giardini Naxos.

Interventi di risanamento, restauro e consolidamento interesseranno a Isola Bella alcuni padiglioni della storica Villa Bosurgi: ambienti fortemente esposti, creati all’interno di ingrottamenti e quindi molto danneggiati dalla salsedine. “Lo scopo – spiega la Tigano – è di ampliare i percorsi di visita. Seguirà un progetto di musealizzazione con itinerari inediti e molto ambiti dai visitatori più curiosi di conoscere la storia segreta di questo sito che, dopo il Teatro, è tappa obbligata per chi viene a Taormina”.

 

Al Teatro Antico di Taormina dalla primavera sul Belvedere saranno in funzione undici servizi igienici, che includono anche quelli per i disabili, in aggiunta a quelli già esistenti a valle.  “Un intervento doveroso – sottolinea la Tigano – e soprattutto etico ed inclusivo: oltre ad accrescere il livello qualitativo del sito, garantiamo pari dignità ai diversamente abili, categoria sinora purtroppo esclusa dalla zona più panoramica del sito archeologico allineandoci alle nuove normative nazionali (Mibact) e internazionali”.

Sempre sul Belvedere in arrivo nello storico edificio “Ex Semaforo” la piccola caffetteria dedicata ai soli visitatori, per una pausa di ristoro dal lungo percorso di visita del complesso monumentale. In programma anche mostre di arte contemporanea sia nel giardino del Teatro che a Palazzo Ciampoli dove a seguire sarà allestita anche una esposizione di reperti archeologici dell’antica Tauromenium. A Casalvecchio Siculo sono già in corso alcuni interventi di manutenzione straordinaria, elaborati dai tecnici del Parco e propedeutici alla musealizzazione, nel Monastero annesso alla basilica dei SS. Pietro e Paolo. Mentre a Francavilla di Sicilia, dove a fine ottobre è stato inaugurato il museo archeologico M.A.FRA, il Parco Naxos Taormina sta progettando una sala didattica con postazioni multimediali per giochi interattivi e quiz a tema archeologico dedicati ai piccoli visitatori e alle scolaresche.

 

 

Parco Archeologico Naxos – Taormina

Il Parco archeologico, oggi denominato di Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 il Parco ha la gestione di alcuni tra i più importanti siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo e l’area archeologica di Naxos; il Teatro Antico e l’Odèon di Taormina; Villa Caronia (sede direzionale del Parco); il Museo naturalistico di Isolabella, le aree archeologiche di Francavilla e il M.A.FRA il nuovo museo archeologico della città, inaugurato nell’ottobre 2020. Dal 2019 sono gestiti dal Parco, Palazzo Ciampoli (Taormina), il Monastero e la Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo) e si attesta all’Ente anche Castel Tauro. Dal giugno 2019 il Parco è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi – figurano il G7 nel maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2019 i siti del Parco Naxos Taormina hanno toccato per la prima volta lo storico record di 1.033.656 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).

Da sx Gabriella Tigano con Maria Costanza Lentini

Da sx Gabriella Tigano con Maria Costanza Lentini (ph. Melamedia)

5 reperti (ph. Melamedia)

5 reperti (ph. Melamedia)

ISOLA BELLA, una terrazza di Villa Bosurgi mimetizzata nella roccia

ISOLA BELLA, una terrazza di Villa Bosurgi mimetizzata nella roccia

Il teatro Greco di Taormina

Il teatro Greco di Taormina

Segnaletica Castello Schisò

Segnaletica Castello Schisò

0 106
Caffe Talmone

Caffe Talmone

Ci sono luoghi, edifici, angoli di verde che in ognuno di noi come d’incanto nel rivederli ti riportano indietro nel Tempo. Beh… è successo proprio due giorni fa, quando per puro caso passai con la mia autovettura in Viale Tenente Lena…a Ragusa.

Un’ Immagine chiara e nitida… i tempi del Talmone! Era il 1965 quando mio zio Benito e mia zia Lucia intrapresero un percorso, lungo una vita intera, nella gestione di un Caffè che ha fatto storia in città.

Il Benito aveva lavorato sia al Caffè Trieste che al Caffè Italia e collaborato all’apertura del Mediterraneo nel 1955; dopo queste importanti esperienze lavorative prese in gestione le Torri d’argento, e io vi entrai (come nipote) ritrovandomi in un ambiente decisamente in stile Americano! Una struttura innovativa per quei tempi: la prima Piscina a Ragusa, il Mitico bagnino Carnemolla, una grande sala con camino, salotti, sala biliardo, il Ping Pong (tennis da Tavola) un campo da Tennis e di Pallacanestro ed il Bar… Il primo Toast della mia vita lo assaporai lì (Mi sentivo in America). In seguito, lo zio prese in gestione il ristorante Bellavista a Marina di Ragusa ma quando fu raso al suolo da un incendio vendette la licenza a Gino e Paolo, che vi fondarono l’omonimo bar; lo zio invece prese in gestione il Miramare. Quella fu davvero un’epoca mitica, si credeva in un futuro migliore… erano gli anni del boom economico.

Intanto il tempo passava e come si faceva a quei tempi, i ragazzini per le vacanze d’estate andavamo a fare i garzoni nelle botteghe o nei Bar. Quando lo zio Benito prese in gestione il Talmone nel centro della città nuova, che a quei tempi era il cuore pulsante della città, il bar era circondato da tante banche, assicurazioni, tantissimi uffici, senza contare negozi e cinema. Al cinema La Licata, ad esempio, si faceva la matinée, lo spettacolo domenicale a cui tante famiglie prendevano parte e viale Tenente Lena diventò il prolungamento della via Roma, affollatissimo di gente che faceva lo Struscio (la passeggiata).

Al Talmone si andava anche per vedere la Televisione… la maggioranza della cittadinanza che ne era sprovvista, si ritrovava in un’atmosfera da cinema neorealista.

Io portavo le ordinazioni con la” guantiera “(vassoio) di metallo nei vari uffici della zona… prendevo l’ascensore del palazzo La Licata (un’emozione indescrivibile…) e portavo agli impiegati di Alleanza Assicurazioni la colazione di granite, brioche, caffè etc, con una traballante mano da super principiante e se qualcosa fosse fuoriuscito dai bicchieri sarei stato benevolmente perdonato perché mi vedevano giovane ed educato.

Il Caffè raggiungeva il massimo della sua potenzialità per le festività: I cesti e le confezioni di regalo erano uno splendore… ogni azienda metteva in risalto il meglio della produzione in quei periodi… un piacere per gli occhi e per il palato. I clienti erano ben consci di essere parte dell’ambiente e andavano orgogliosi di essere annoverati come clienti del Talmone.

Ma il giorno più importante per la città e per il Talmone era la festa del Santo Patrono di Ragusa, San Giovanni Battista “senza Priculi ne Danni”; già da tempo i più esigenti clienti prenotavano il tavolo fuori dal bar per la serata della processione, si ci portava per l’occasione la famiglia vestita a festa, sfoggiando abiti nuovi  e acconciature  o parrucche per le  donne alla moda (le parrucche comprate da” Sarino” uno dei primi  parrucchieri di classe della città) e sì ordinava senza badare a spese la consumazione. La Pina (mia madre) anche Lei sfoggiò quell’anno, in cui ebbe inizio la mia esperienza lavorativa al Caffè Talmone, la sua parrucca bionda, destando incredulità e meraviglia nel fratello Benito… Al tavolo bisognava prendere la sofferta decisione… aspettata per tutto l’anno.” Scusi -si pronunciava il Capo Cameriere-desiderate Il Pezzo Duro o il Semifreddo?

Oggi, più che mai, sento che abbiamo perso la speranza e la voglia di fare qualcosa che possa soddisfare i nostri sogni e le nostre aspettative. Ma noi siamo sempre fiduciosi e aspettiamo giorni migliori e, come da manuale di storia, siamo sicuri di farcela … ad maiora!

Il Talmone

Il Talmone

Un concerto al Talmone

Un concerto al Talmone

Lo zio Benito ed il nipote Salvo Battaglia

Lo zio Benito ed il nipote Salvo Battaglia

0 140

Un live organizzato dal coordinamento siciliano dell’assocazione nazione PA Social con Marco La Diega e Marina Mancini spiegherà come pubblicare un libro in 50 giorni.

Palermo, 17.12.2020 – In occasione della pubblicazione del nuovo libro di Marco La Diega “Word Digital Stories” il coordinamento siciliano dell’associazione dedicata alla comunicazione digitale, social, web, intelligenza artificiale, PA Social, organizza un live “Pillole di self publishing” che si terrà sabato 19 dicembre 2020, dalle 10,00 alle 11,00.
Il live, gratuito, che potrà essere seguito sul gruppo facebook del coordinamento https://www.facebook.com/groups/PASocialSicilia e sulla pagina facebook di Marco La Diega oltre che sul canale youtube https://www.youtube.com/channel/UCdbSiQERdz0RUP7TiymGZdQ, è un momento formativo, in cui, in un botta e risposta tra l’autore del volume Marco La Diega la giornalista e coordinatrice regionale di PA Social Marina Mancini si affronterà un utile argomento per chiunque fosse interessato alla auto-edizione di un libro, offrendo skills, modalità di self publishing, strumenti di video scrittura, editing, piattaforme e anche utili informazioni su contrattualistica, politiche di pricing e promozione.

L’occasione rappresenta anche il primo lancio di “Word digital stories” il secondo volume di Marco La Diega, la cui prefazione è curata dal presidente di PA Social Francesco Di Costanzo, prossimamente disponibile in tutte le librerie e on line dal 22 dicembre prossimo.
Il ricavato di ogni copia venduta del libro dalla sua pubblicazione fino al 31 Dicembre 2021 sarà devoluto nell’acquisto di tablet e altri materiali per la DAD per tutti quei bambini le cui famiglie non possono permettersi tali acquisti.

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento

Francesco Di Costanzo

Francesco Di Costanzo

RIMANI IN CONTATTO