GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO 2024
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TAORMINA (ME)- I Templari dell’Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani ritornano in Sicilia per celebrare il Capitolo Nazionale 2022 che si svolgerà dal 22 al 25 aprile . L’evento organizzato dal Gran Priorato Generale D’Italia e dal Priorato Magistrale delle Terre Sicule sarà caratterizzato dalla presenza dei Cavalieri dell’Ordine provenienti da tutta Italia che soggiorneranno a  Taormina, prestigiosa  capitale del turismo Siciliano. Il Programma del Capitolo è stato presentato dal Priore Cavaliere Gran Croce Nicola Scibilia che ha curato assieme ai suoi collaboratori le varie tappe dell’evento. Il primo appuntamento è previsto per venerdì 22 aprile con una visita al reparto di Cardiochirurgia Pediatrico dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina per donare un contributo del Gran Priorato Generale d’Italia.

Sabato 23 aprile l’evento si sposterà al Santuario di Santa Maria della Vena a Piedimonte Etneo (Ct) dove sarà celebrata la Santa Messa e la Cerimonia d’Investitura Templare dei Postulanti che l’hanno richiesta. Nello stesso giorno, in serata, si terrà la riunione dei membri della Giunta Esecutiva degli Enti appartenenti al Gran Priorato Generale d’Italia.

Domenica 24 aprile i cavalieri templari parteciperanno ad un tour che li porterà al Santuario della Madonna di Tindari per partecipare alla Santa Messa poi si sposteranno nel Comune di Roccavaldina dove saranno accolti nella sala del Consiglio Comunale, dal Sindaco Visalli Salvatore per firmare il trattato di mutuo riconoscimento tra il Comune di Roccavaldina e Gran Priorato Generale d’Italia OSMTH  Parigi. A seguire la visita alla “Farmacia Antica” e al castello Medievale.

Lunedì 25 aprile, prima della conclusione del Capitolo è previsto un altro tour in pullman a Piazza Armerina a “La Villa del Casale” e, di seguito,  al Museo Regionale di Aidone dove si trova la Venere di Morgantina. Per la celebrazione del Capitolo Nazionale in Sicilia così si è espresso il Priore Cav. Gr. Cr. Nicola Scibilia: “Siamo onorati di poter ospitare nella nostra Terra questo importante Capitolo. In particolare,  la visita al Santuario di Vena da parte dei Templari del Gran Priorato d’Italia sarà  l’occasione per svolgere una cerimonia di investitura di alcuni postulanti, a nuovi cavalieri. La cerimonia sarà caratterizzata da una atmosfera epica e suggestiva che di sicuro affascinerà i visitatori e i turisti presenti a Vena per assistere all’evento. Al loro arrivo i  cavalieri delle delegazioni  indosseranno i tradizionali mantelli con apposta la doppia croce rossa e le decorazioni dell’Ordine. Concludo ricordando il nostro motto: Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam“.

      Dott.   ROSARIO MESSINA

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

La locandina del Capitolo Nazionale 2022

L'ingresso in chiesa del GC Nicola Scibilia

Il Priore Cav. Gr. Cr.  Nicola Scibilia

Cavalieri dell'Ordine

Cavalieri dell’Ordine

Il Priore Cav. Gr. Cr. Nicola Scibilia

Il Priore Cav. Gr. Cr. Nicola Scibilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VARIE  ATTIVITA’

Carissimi Confratelli e Consorelle, vi invio alcune foto delle manifestazioni che si sono svolte il 2 giugno a Roma. Durante la mattinata siamo stati nel cortile San Damasco del Vaticano per partecipare all’udienza con Papa Francesco. Vi invio le foto Del Nostro Gran Maestro Internazionale S. E. Gerard Willery mentre omaggia il Santo Padre con un quadro, con la presenza del Nostro Gran Priore Generale d’Italia S. E. CGC Vittorio Spaccapietra, il Cappellano Generale Internazionale Monsignor Gino di Ciocco e i Confratelli e le Consorelle di tutta Italia. Nel pomeriggio siamo stati nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, il Nostro Cappellano ha Celebrato la Santa Messa in una Cappella molto gradita al Santo Padre perché spesso egli si raccoglie lì in Preghiera. Ringrazio Tutti i Confratelli e le Consorelle del Priorato Magistrale delle Terrae Siculae che con la loro presenza hanno contribuito alla visibilità del Priorato. Vi informo che il prossimo evento del Nostro Glorioso Ordine è il Capitolo Internazionale dal 3 al 5 settembre 2021 che si svolgerà a Trani in Puglia speriamo di poter essere un buon numero come sempre. Un affettuoso abbraccio, il Priore Nicola Scibilia

Trittico

Il quadro consegnato al Papa

S.E. Gerard Willery con Papa Francesco

S.E. Gerard Willery con Papa Francesco

Nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore

Nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore

La foto di gruppo nella Basilica di Santa Maria Maggiore

La foto di gruppo nella Basilica di Santa Maria Maggiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione ufficiale della mostra relativa alla scultura del confr Sergio Rodella eseguita secondo gli studi sulla Sacra Sindone, in collaborazione con l’Univesita d Padova, alla Real Collegiata di San Isidro (già cattedrale di Madrid)

Templari

Templari

La scultura

La scultura

La scultura del Cristo

La scultura del Cristo

La scultura

La scultura. A destra Roberto Giacobbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle scorse settimane una troupe del programma Freedom  e il suo conduttore Roberto Giacobbo, hanno registrato, un bel servizio sugli studi sulla Sindone del Confratello Sergio Rodella. Con piacere Vi informo che la visione è programmata per la puntata che andrà in onda, lunedì 7 febbraio alle ore 21.15 circa,  canale Italia1. Un particolare ringraziamento al nostro Sergio e a coloro che hanno lavorato per il raggiungimento di questo straordinario traguardo. Un fraterno abbraccio. Vincenzo

La foto assieme a Giacobbo

La foto assieme a Giacobbo

Assieme a Giacobbo

Assieme a Giacobbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carissimi Confratelli e Consorelle del Priorato Magistrale delle Terrae Siculae, il 19 Marzo a Parigi si è svolta la Cerimonia di Commemorazione del Gran Maestro Jacques de Molay e la Cerimonia di Investitura, a rappresentare l’Italia oltre il Gran Priore Generale S. E. Vittorio Spaccapietra C. G. C., il Delegato Magistrale Internazionale S. E. Paolo Smagliato C. G. C. Il Priore del Priorato Magistrale delle Terrae Siculae C. G. C. Nicola Scibilia, il Cavaliere Valerio De Pretto della Commanderia Beato Rinaldo e naturalmente il  Nostro Cappellano Internazionale dell’Ordine Templare Monsignor Don Gino di Ciocco. Il Gran Maestro S. E. Gerard Willery ci ha riservato
un’ accoglienza cordiale e calorosa. Con la speranza di vederci al più presto in occasione del Capitolo Nazionale di Taormina, vi invio alcune foto della bellissima giornata. Un abbraccio, il Priore Nicola Scibilia

Il Priore Scibilia nella commemorazione svoltasi a Parigi

Il Priore Scibilia nella commemorazione svoltasi a Parigi

Un momento della Cerimonia a Parigi

Un momento della Cerimonia a Parigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I TEMPLARI del Gran Priorato d’Italia una storia che parte da lontano

La tradizione Templare è Cavalleresca e militare. L’Ordine dei Templari fu fondato nel 118 a Gerusalemme, all’epoca delle Crociate, da un gruppo di nove cavalieri francesi provenienti dalla Champagne e dalla Borgogna, guidati da Ugo di Payens, nobile francese originario di Pagani (Salerno), vassallo del Conte di Champagne. L’ordine monastico, di stretta osservanza cistercense (benedettina), univa ai tre voti di povertà, castità e obbedienza, anche il giuramento di impygnare la spada per difendere i pellegrini, i luoghi e le strade della Palestina dagli infedeli. Gli statuti severissimi furono compilati da S. Bernardo di Chiaravalle parente del Conte di Champagne, nel 1128, ratificati poi nel Sinodo di Troyers da Onorio II e nel 1139 Papa Innocente II ne confermò la regola, dove veniva spiegata la missione dell’ordine e concessa loro l’esenzione dal potere vescovile, dipendendo essi direttamente dal Papa. Fu proprio questa loro autonomia che diede l’avvio alla loro futura potenza economica.

A Gerusalemme ebbero l’appoggio di Re Baldovino II, che li alloggio in una parte della sua reggia, che era prossima al luogo dove un tempo sorgeva il tempio di Re Salomone. Quella parte si chiamava Templum Dimini; da qui deriva il nome di “Templari”, i custodi del Tempio di Gerusalemme.

Per tutto il periodo delle crociate (quasi 200 anni), i cavalieri furono presenti nei luoghi conquistati e si coprirono sempre di gloria in difesa dei pellegrini e negli attacchi contro i musulmani. Gradualmente aumentarono la loro potenza ed il loro prestigio, grazie anche ad altri privilegi di natura fiscale e beni di proprietà e lasciti vari che seppero ben amministrare. Man mano che i luoghi santi cadevano in mano agli infedeli, i cavalieri si ritiravano nelle fortezze, prima a S. Giovanni d’Acri, poi a Cipro, infine la maggior parte di loro ritornò in Europa disseminandosi nelle varie sedi dell’Ordine. La casa madre era il Tempio di Parigi.

Furono grandi maestri nel campo dell’architettura, della medicina, nell’attività bancaria, abili anche nell’amministrare il tesoro della monarchia francese. Tanta ricchezza provocò l’invidia dei potenti, specie del Re di Francia, Filippo il Bello, con la complicità passiva del Papa Clemente V, Bertrand de Ghot, già arcivescovo di Bordeaux (periodo della “cattività avignonese” dei Papi). Furono accusati di eresia e di immoralità, imprigionati e torturati atrocemente. Giudicati dal potere laico  e non religioso, il Papa soppresse l’ordine “per via amministrativa”, nel 1312 al Concilio di Vienne, “con amarezza  e senza prove” incalzato dal re e dopo che il vescovo Sens aveva fatto bruciare 54 templari.

L’ultimo Gran Maestro dell’ordine fu Jaques de Molay, arrestato nel 1307 con altri 139 cavalieri. Dopo un lungo processo ed una lunga prigionia, fu arso vivo il 18 marzo del 1314 sul sagrato di Notre Dame a Parigi con altri cavalieri. Al momento del martirio il Gran Maestro volle essere rivolto verso Notre Dame e grido: “L’ordine è puro e santo, le accuse assurde, le confessioni menzognere”.

Purtroppo, dopo la fine ufficiale dell”ordine, noi brancoliamo nel buio, nella leggenda. I cavalieri si dispersero, rientrarono tra i cistercensi in Spagna, negli ordini di Calatrava e Montesa e in Portogallo dove re Dinis creò il “Nuovo Ordine dei Cavalieri di Cristo”.

La tradizione vuole che Jaques de Molay prima di morire, affidasse le reliquie, una parte del tesoro e i segreti dell’ordine al nipote conte di Beauyeu che riunì le fila e fu eletto Gran Maestro. Il suo successore si sarebbe rifugiato in Scozia perpetuando il magistero dell’Ordine che sarebbe poi confluito nella massoneria di rito scozzese.

Un altra versione invece narra che J. De Molay nel 1313 avrebbe designato il proprio successore nella persona di Giovanni Marco Larmenius.

Jacques De Molay

Gli storici o meglio i cronisti di allora, troppo presi da grandi eventi dimenticarono le vicende Templari e, da quel momento in poi l’ordine sarebbe vissuto nascostamente fino alla fine del “600”, quando in Francia venne alla luce un movimento di ispirazione templare, secondo un documento, la cosiddetta “Charta  Larmenius”.

Nel 1705 Filippo D’Orleans, nipote di Luigi XIV, assunse il titolo di Maestro e, a tal proposito convocò un Capitolo generale dell’ordine. Seguirono varie vicende e scissioni ed altri Gran Maestri si avvicendarono tra questi ricordiamo: il principe Louis Auguste de Bourbon Duca de Mine (1724-1736), il Principe Louis Henry de Bourbon  (1737 – 1741), il Principe Louis Francois de Bourbon de Conty 1741-1776) e così via. Dopo anni di vicende varie caratterizzate da tutto il male ed il bene dlel’epoca ivi comprese varie dissidenze, la riunificazione dell’Ordine si ebbe attraverso i buoni uffici del luogotenente magistrale Jean-Marie Raoul, le cui proposte vennero accettate il 18 marzo 1841 e ratificate nell’assemblea generale del 21 maggio dello stesso anno. I seguaci dell’ordine continuavano ad appartenere alle discendenze della più antica aristocrazia di Francia e d’Europa. Nel 1848 la Francia era di nuovo in subbuglio e l’Assemblea Costituente con la legge del 28 luglio vietò l’attività di tutto gli Ordini e di ogni associazione prevedendo ammende e pene detentive. Cosicchè la Casa madre di Parigì cessò ogni attività il 4 febbraio del 1850. A  Jean-Marie Raoul subentrò con incarico di luogotenente magistrale Narcisse de Valleray che mantenne attivi alcuni balivati provinciali nonchè i contatti con le grandi precettorie d’Europa ed Americane. Dopo la rivoluzione e la proclamazione di Napoleone III ad Imperatore dei francesi, l’Ordine riprese la sua attività ed acquistò nuovo prestigio. Con un decreto del 13 giugno 1853 Napoleone III autorizzò tutti gli insigniti a portare in pubblico le decorazioni dell’Ordine. Nel 1857 il reggente Narcisse de Valleray ripristinò quale insegna ufficiale dell’Ordine l’antica croce patriarcale. Nello stesso anno venne eletto Gran Maestro Giorgio V re di Hannover. Seguirono altri reggenti.

Nel 1894 a seguito di un convegno a Bruxelles venne costituita una Segreteria internazionale dei templari (nel 1934 invece venne creato un Consiglio di Reggenti).

Facciamo un passo indietro nel 1873 quando la storia dell’Ordine dei Cavalieri Templari si separa dalla Francia, trasferendosi in altri Paesi. Nel 1873 infatti, la carica Magistrale fu affidata al principe Alberto Edoardo (futuro Re Edoardo VII) della dinastia Coburgo Hannover, figlio della regina Vittoria e del principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo (1873-1910). Rivestì il ruolo di Gran Maestro dal 1873 fino alla sua morte nel 1910 quale re d’Inghilterra e Imperatore delle Indie.

Il Supremo Consiglio dell’Ordine, riunitosi alla morte di Edoardo VII, re d’Inghilterra ed Imperatore delle Indie, e Gran Maestro dell’Ordine dal 1873, nominò quale suo successore, Guglielmo II imperatore di Germania che rimase in carica dal 1910 al 1915 in quanto l’inizio delle ostilità della Prima Guerra Mondiale consigliarono al Gran Maestro di rassegnare le sue dimissioni dall’Ordine.

  Nel 1920 venne eletto un “Consiglio di Reggenza” (1920-1935) con sede in Belgio il quale nel 1935 elevò alla carica di Reggente il Cavaliere di Gran Croce, Thèodoro Covias (1935- 1938, incaricato di intraprendere contatto con le varie Precettorie al fine di concordare unitariamente la candidatura di un nuovo Gran Maestro.

Nel 1938 a Theodoro Covias successe, nel Governo dell’Ordine il cavaliere Gustave Joseph Jonckbloedt de Juge, membro del “Consiglio di Reggenza del Belgio” (1938-1940).

 

Il Gran Priorato di Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale l’archivio fu portato in Portogallo al Gran Priore della Provincia Lusitana, don Antonio Campello Pinto de Susa Fontes. Nel 1942 egli fu nominato Reggente e Guardiano dell’Ordine che assunse il nome di “Sovrano Ordine Militare del Tempio di Gerusalemme”. Alla sua morte nel 1960 la  maestranza è stata assunta dal figlio don Ferdinando de Sousa Fontes, attuale Gran Maestro e Capo dell’Obbedienza, la più importante obbiedienza templare nel mondo, con adepti in tutta Europa, Canada, Stati Uniti e America del Sud.

Fu nel 1948 che Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes (1887-1960) designa a succedergli come Gran Maestro il figlio Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes, designazione contestata dai critici di quest’ultimo, che replica esibendo documenti registrati presso le autorità portoghesi. Alla morte di Antonio, il 15 febbraio 1960 a Porto, Fernando assume il titolo di “Principe Reggente”. Peraltro, diverse branche nazionali avevano un’esistenza autonoma, non avendo riconosciuto l’autorità di Antonio. Altre branche nazionali si separano in occasione della successione di Fernando, dichiarandosi indipendenti. Nel 1970, a Parigi, alcuni dei Gran Priorati che non accettano l’autorità di Antonio Sousa Fontes si riuniscono a Parigi e nominano Gran Maestro il maresciallo polacco Antoine Zdrojewski (1900-1989).

Da questo momento esistono tre principali filiazioni internazionali: una di obbedienza Sousa Fontes; una di obbedienza Zdrojewski; e una che riunisce coloro che non riconoscono Sousa Fontes ma diffidano di Zdrojewski e delle voci che lo collegano al sottobosco dei servizi segreti francesi. Rendendo il quadro estremamente complicato, tutte le filiazioni usano sia la sigla latina OSMTH (Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani) sia quella francese OSMTJ (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem). Nascono pure una dozzina di altre organizzazioni e numerosi priorati nazionali “indipendenti”. Più tardi si formano varie federazioni internazionali, alcune peraltro di esistenza effimera. Gli scismi sono stati complicati negli ultimi anni dal desiderio – e dalla necessità – per tutti i gruppi neo-templari di prendere le distanze da una scheggia impazzita del loro movimento, l’Ordine del Tempio Solare, protagonista dei suicidi-omicidi del 1994-1997.

I  Priorati d’Italia

Le vicende italiane risentono di quelle internazionali e non sono meno complesse. Il Gran Priorato italiano, come si è accennato, nel 1815 si dissocia da Fabré-Palaprat e dalle sue credenze “gioannite”. L’autonomia è ribadita al Capitolo tenuto a Venezia nel 1867, e “sia pure con non molti membri”  il Gran Priorato continua la sua esistenza fino al 1945, quando il suo ultimo Reggente, Alessandro Vettori di San Marco e Valdorica (1888-1945), in carica dal 1925 e di idee politiche fasciste, è ucciso dai partigiani a Bologna.   Negli anni a seguire vi è una proliferazione di ordini e priorati dai quali scaturisce una dialettica fra due polarità, una cattolica e una laico-massonica: fra chi sogna di ricostruire l’Ordine del Tempio nell’ambito della Chiesa cattolica e chi è di solito contemporaneamente neo-templare, martinista e massone regolare o “di frangia”.

Diverse organizzazioni di obbedienza Sousa Fontes si costituiscono negli anni 1980. In data 19 febbraio 2005 lo stesso Sousa Fontes, impegnato in un tentativo di riorganizzazione mondiale dell’Ordine e con apposito decreto, istituisce una Gran Precettoria della Lingua d’Italia con giurisdizione su tutto il territorio italiano, nominando Gran Priore d’Italia la professoressa Leda Paola Tonon di Padova, in passato responsabile di un OSMTH – Gran Priorato Lombardo Veneto. A partire da questa data quindi, in linea di principio i Priorati e le numerose precettorie italiane di obbedienza Sousa Fontes, sono tutte riunite in un unico Gran Priorato d’Italia.

                    Dott. ROSARIO  MESSINA

 

 

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Questi siamo noi” è una canzone dedicata all’emergenza coronavirus che cerca di raccontare come tutti noi stiamo vivendo questo periodo di lockdown. Il brano è stato scritto da Riccardo D’Avino ed è stato arrangiato dal cantautore assieme a Gae Capitano (autore del testo de “Il dio delle piccole cose” di Fabi Silvestri Gazzè, che vanta inoltre collaborazioni con Mogol, Maurizio Fabrizio, Bungaro e molti altri) e Daniel Bestonzo (arrangiatore e session-man per Eros Ramazzotti, Red Canzian, Levante, WIllie Peyote e molti altri).
Il videoclip” spiega Riccardo D’Avino include numerosi spezzoni video realizzati da me, dai miei fans, da amici e parenti, che mostrano ciò che facciamo tutti  nel quotidiano, allo scopo di lanciare un grido di speranza e di positività in un momento difficile.
La canzone è collegata ad una raccolta fondi in favore della Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale del Piemonte per far fronte all’emergenza Cov”id-19 in tutta la regione.
Link alla donazione: https://www.produzionidalbasso.com/project/questisiamo-noi-una-canzone-per-aiutare-la-cri-nell-emergenza-covid-19/
Tutti i proventi raccolti in questo crowdfunding saranno devoluti alla CRI piemontese e potranno essere utilizzati immediatamente per qualsiasi tip0o di necessità.

IL VIDEO della CANZONE

Riccardo D'Avino

Riccardo D’Avino

Riccardo D'Avino

Riccardo D’Avino

Riccardo D'Avino

Riccardo D’Avino

La copertina del singolo

La copertina del singolo

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TaorminaNell’ambito del programma di valorizzazione dell’Isolabella, si è concluso il workshop di progettazione organizzato dal Parco Archeologico Naxos Taormina e in collaborazione con il Politecnico di Torino. Il corso è stato tenuto  dalla prof.ssa Valeria Minucciani, titolare dell’Atelier di Architettura degli interni e Museografia, dal prof. Emanuele Romeo , docente di Restauro e coordinatore del dottorato in beni Architettonici e paesaggistici del Politecnico di Torino,  dalla prof.ssa Anna Pellegrino, titolare del corso di Illuminotecnica, e dai tutor arch. Riccardo Rudiero, e arch. Lodovica Valetti.  Il workshop ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con l’unicum naturale e paesaggistica e architettonico di Isolabella e con il tema complesso della sua conservazione e valorizzazione in un contesto a vocazione spiccatamente turistica.

Il Cutgana, Ente gestore della Riserva ha partecipato con grande interesse, apportando il suo qualificato contributo  per gli aspetti naturalistici che caratterizzano la Riserva Naturale Isola Bella.

La collaborazione tra Parco Archeologico Naxos Taormina, Politecnico di Torino e Università di Catania  ha voluto così offrire un qualificatissimo contributo per il costituendo museo di Isolabella.

 Nei 5 giorni di workshop, svoltosi dal 19 al 23 novembre, quindici ragazzi, scelti in base ad una preselezione qualitativa effettuata dal gruppo docenti, si sono  “immersi” nella realtà dei luoghi, e hanno proposto, divisi in gruppi, diverse soluzioni progettuali inerenti gli spazi interni e quelli esterni di Isolabella, volti a comunicare ad un pubblico vasto non solo la storia dei luoghi ma anche le soluzioni architettoniche che, non alterando la naturalità dell’isola, ne hanno aumentato il fascino e determinato la peculiarità.

Il workshop proseguirà nei mesi successivi presso le sedi del Politecnico di Torino per perfezionare quanto prodotto  nella settimana svoltasi a Taormina.

Isolabella

Isolabella

Gli studenti del workshop

Gli studenti del workshop

I partecipanti al Workshop di Taormina

I partecipanti al Workshop di Taormina

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Omaggio a Mauro Staccioli

Omaggio a Mauro Staccioli

Taormina – Il 21 marzo 2010, equinozio di primavera, si inaugurava a Motta D’Affermo (Messina) la Piramide 38° parallelo progettata dall’artista Mauro Staccioli scomparso recentemente, fortemente voluta dal mecenate Antonio Presti per la sua storica fondazione Fiumara d’Arte.

            L’imponente Piramide deve il nome, 38° parallelo, alla sua collocazione su un’altura nel territorio di Motta d’Affermo che guarda il mare e le isole Eolie e sullo sfondo gli scavi archeologici dell’antica città di Halaesa.

Alta 30 metri, la Piramide 38° parallelo ha base triangolare poiché il «triangolo – secondo un affermazione fatta a suo tempo da Staccioli – è l’immagine a tre punte di cui immagino che i vertici siano Arte, Religione e Filosofia. E’ la Sicilia … Mi interessava creare un luogo al tempo stesso universale e particolare dove l’uomo potesse soffermarsi a pensare per riflettere sul senso dell’esistenza: quesito senza risposta, forse, ma tangibile, un luogo laico di riflessione sull’essere e lo stare nel mondo di oggi».

            Il 15 Ottobre prossimo verrà inaugurato a Taormina un prestigioso evento culturale per ricordare l’artista scomparso.  L’evento di Taormina che fa parte di un progetto didattico più ampio ideato dai docenti Elviro Langella e Antonio Balestra  che vede coinvolti anche istituti scolastici di Torino, Napoli e Castellamonte  è stato promosso d’intesa dall’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Taormina diretto dalla prof.ssa Carla Santoro, l’Associazione “Annalisa Durante” di Napoli, il Liceo Artistico “Felice Faccio” di Castellamonte, i Proff. Elviro Langella e Antonio Balestra, dirigente del Liceo Artistico “Renato Cottini” di Torino.

Per l’occasione sarà allestita una mostra didattica. “Ho pensatospiega il prof. Elviro Langella  “che sarebbe risultata utile ai colleghi soprattutto di materie artistiche, una illustrazione sintetica delle tavole. Questa guida cartacea alla mostra è estratta dal nostro libro “Solstizio d’Estate a Piazza Forcella” che riassume l’intero progetto didattico da me curato assieme ad Antonio Balestra, dirigente del Liceo Artistico “Renato Cottini” di Torino. La mostra all’Istituto Comprensivo di Taormina intende segnare una tappa fondamentale del Progetto “la Meridiana dell’Incontro” varato quest’anno d’intesa con Antonio Balestra, con il Liceo Art. “Felice Faccio” di Castellamonte e la Biblioteca a porte aperte “Annalisa Durante” di Napoli.  Ho tentato di fornire una descrizione semplice per quanto mi è possibile, finalizzata a facilitare, l’accostamento dei giovani studenti a Taormina alla conoscenza di questo artista recentemente scomparso – il 1° gennaio 2018 – e delle forme di espressione dell’Arte contemporanea non sempre accessibili senza un’adeguata preparazione. Le stesse didascalie a corredo delle tavole aiuteranno a comprendere meglio i riferimenti a opere e tematiche poco familiari ai ragazzi delle medie, in quanto non ancora contemplate dal programma di studio.

            Saranno ospiti della manifestazione all’Istituto Comprensivo di Taormina, il presidente dell’Associazione “Annalisa Durante”, Giuseppe Perna, accompagnato da Salvatore Avallone in rappresentanza del volontariato che collabora attivamente al nostro progetto.

            Desidero ringraziare di cuore la dirigente Carla Santoro assieme alle Proff.sse Elsa Muscolino, Gemma Romeo e tutti i colleghi dell’Istituto che hanno attivamente collaborato e coordinato l’incontro preliminare con i giovani, sensibili allievi nelle sedi di Taormina e Trappitello”.

            Quella di Taormina è soltanto una delle tappe di questo prestigioso progetto partito da lontano. A tal proposito ricordiamo la manifestazione di Napoli svoltasi il 21 giugno scorso (Solstizio d’Estate a Piazza Forcella), un’altra tappa del progetto che è servita a riaccendere una volta ancora i riflettori sul disagio dei quartieri  di frontiera come Forcella.

Il prof. Elviro Langella con Giuseppe Perna e Renato Palmieri

Il prof. Elviro Langella con Giuseppe Perna e Renato Palmieri

Pino Perna e Elviro Langella

Pino Perna e Elviro Langella

 Pino Perna e Giovanni Durante

Pino Perna e Giovanni Durante

Nino Daniele e il preside Istituto Marconi Napoli

Nino Daniele e il preside Istituto Marconi Napoli

Sfilata a Forcella offerta dall'Istituto Marconi

Sfilata a Forcella offerta dall’Istituto Marconi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA

ore 9,30

Saluto della dirigente Carla Santoro

cenni alla proposta di gemellaggio tra Taormina e Napoli con un evento musicale congiunto dell’Orchestra sinfonica “Città di Taormina” dell’Istituto Comprensivo 1 e la “Baby Song” del Rione Forcella.

 

  1° intermezzo musicale degli allievi dell’Orchestra “Città di Taormina” dell’Istituto Comprensivo di Taormina 1

Giuseppe Perna, presidente dell’Associazione “Annalisa Durante” di Napoli illustrerà il progetto educativo promosso dall’associazione a Napoli e in Piemonte d’intesa con il Liceo Artistico “Felice Faccio” di Castellamonte

2° intermezzo musicale Orchestra giovanile “Città di Taormina”

       Il prof.  Elviro Langella illustrerà l’opera dell’artista recentemente scomparso e guiderà la visita alla mostra dei ragazzi del liceo di Castellamonte la presentazione multimediale sarà curata da Salvatore Avallone, volontario della Biblioteca a porte aperte “Annalisa Durante”

 

LINK  UTILI

“Omaggio a MAURO STACCIOLI” – Istituto Comprensivo 1 TAORMINA

I disegni in mostra degli allievi delle prime classi

del Liceo Artistico “Felice Faccio” di Castellamonte (Torino)

LINK alla Galleria fotografica

http://www.elvirolangella.com/news/faccio/galleria-fotografica-1.php

 

Momenti della manifestazione a “Piazza Forcella”

 

LINK alla Galleria fotografica

http://www.liceofaccio.it/la-meridiana-dellincontro/

http://www.elvirolangella.com/news/faccio/galleria-fotografica-forcella-1.php

 

LINK ai Video

_ “ ‘A festa d’‘o Sole ” di Carlo FAIELLO cantata da Fiorenza CALOGERO

https://www.youtube.com/watch?v=MaSjPzNTaBI&feature=youtu.be

 

_ Sfilata di moda a Forcella dei costumi creati dalle allieve dell’Istituto “Guglielmo Marconi” di Giugliano in Campania

https://www.youtube.com/watch?v=a56PLWW3Mxc&feature=youtu.be

 

_ “ Melodie ancestrali ” . Concerto per Gong e Campane tibetane di Antonella NOTTURNO

https://www.youtube.com/watch?v=R7yoPC2k68A&feature=youtu.be

 

Mostra degli allievi a Castellamonte

LINK alla Galleria fotografica

http://www.elvirolangella.com/news/faccio/galleria-fotografica-castellamonte.php

LINK all’articolo sul “CANAVESE”

https://ilcanavese.it/economia/la-meridiana-dellincontro-liceo-faccio/

 

 

          La Mostra

  1. Le tavole fotografiche riguardano, le opere di Mauro Staccioli con particolare riferimento alla sua Piramide 38° parallelo eretta nel Parco della Fiumara d’Arte realizzato da Antonio Presti (località Motta d’Affermo, Messina), teatro del “Rito della Luce” che si tiene ogni solstizio d’estate animato da artisti provenienti da molti paesi europei.

Tra le tavole troviamo anche riferimenti ad alcune creazioni dell’artista che mettono in risalto il rapporto tra le ricorrenti linee geometriche del triangolo e della piramide nel contesto della Natura come ad esempio, salta evidente nelle opere alla Fortezza Medicea di Volterra (1973), a Santomato di Pistoia (1982), ai  Giardini pubblici di Cagliari, all’Universidad de Puerto Rico ecc.

Particolare attenzione merita la monumentale installazione al Parco olimpico di Seoul per la XXIV Olimpiade ospitata nel 1988 dalla Corea del Sud.

         La mostra si compone inoltre, di una galleria di immagini divise tra foto e disegni (60 x 80 cm) dipinti a tempera dagli allievi delle prime classi del Liceo artistico “Felice Faccio” di Castellamonte (Torino), ognuno accompagnato dalla relazione dei rispettivi autori, tranne quelli eseguiti da ragazzi affetti da disturbi (quali ad esempio, l’autismo) per i quali è stato l’insegnate di sostegno a redigere la scheda di presentazione.

  1. b. Tra i lavori, la documentazione di una grande scultura modellata nella terra rossa di Castellamonte da un gruppo di allieve sempre delle prime classi.

L’opera ad altorilievo intitolata “la Meridiana dell’Incontro” sarà donata il prossimo 21 dicembre – a 2500 anni dalla fondazione di Napoli risalente al Solstizio d’Inverno del 472 a. C. – alla Biblioteca a porte aperte “Annalisa Durante” sorta a Forcella, nello sfortunato quartiere napoletano dove la piccola Annalisa finì per tragica fatalità, vittima di uno scontro tra camorristi. E proprio lì, nel luogo esatto della tragedia, il centro polifunzionale “Piazza Forcella” fortemente voluto da Giovanni Durante (padre di Annalisa), da oltre un decennio rappresenta con l’offerta formativa a tempo pieno,  delle più varie attività creative, un punto di riferimento vitale per tentare di restituire fiducia in una dignitosa alternativa ai giovani di un quartiere di frontiera così ad alto rischio qual è Forcella.

 Nella ricorrenza dell’imminente anniversario della scomparsa di Mauro Staccioli, la mostra didattica itinerante sarà riproposta a Napoli, al Liceo Artistico “Renato Cottini” di Torino, al Liceo Classico “E. Q. Visconti” di Roma, il più antico della capitale.

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La Danza dei Fili

REGIA a cura di

Alessandra Silvia De Simone

Il prof. Elviro Langella apprezzato Critico e Storico dell’Arte già docente al Liceo Scientifico C. Caminiti di Giardini Naxos, sarà protagonista il 6 Maggio a Torino in occasione della inaugurazione  di una interessante mostra d’Arte di Alessandra Silvia De Simone che si svolgerà al Teatro Concordia di Venaria Reale di Torino. Il prof. Langella, autorevole esperto d’arte,  presenterà la mostra. A seguire il famoso spettacolo itinerante di fama internazionale “La Danza dei Fili” che vedrà tra i protagonisti anche Virginia Di Carlo  la famosa ballerina-insegnate di ballo spastica che ha commosso il mondo per la sua straordinaria storia umana e professionale.

 

Alessandra Silvia De Simone

Alessandra Silvia De Simone

Alessandra Silvia De Simone

Alessandra Silvia De Simone

 

 

5 Elviro Langella

Il prof. Elviro Langella

 

Alessandra, Sergio Chiamparino,Virginia e Stefania Ressia

Alessandra, Sergio Chiamparino,Virginia e Stefania Ressia

La Locandina dell'Evento

La Locandina dell’Evento

 

Spettacolo Teatrale – Teatro CONCORDIA di VENARIA REALE Torino
Con Inaugurazione della Mostra d’Arte di Alessandra Silvia De Simone
Apertura alla Mostra d’Arte 6 Maggio ore 18.30 – Sede: Foyer del Teatro Concordia di Venaria Reale Torino –
Presentazione della Mostra ore 19.30 a cura di: Prof. Elviro Langella (Critico e Storico dell’Arte)
Inizio Spettacolo “La Danza dei Fili” ore 20.30 - Durata dello Spettacolo
100 minuti
Regia – Sceneggiatura, maschere, costumi, scelte musicali, video, coreografia di elementi e azioni
a cura di Alessandra Silvia De Simone

Collaborazioni Scelte per “La Danza dei Fili” a Torino:
• Eko Dance International Project /School – Pompea Santoro per la Sezione Danza
Neoclassica
• A.S.D. Enjoy Latin Dance Studio di Grugliasco – Stefania Ressia e Giorgio Bocca
Sezione Danze Caraibiche
• Associazione CEPIM – TORINO Centro Persone Down
• Valentina Tesio – Sezione Canto
• Sezione Costumi alati e alberi a cura di Mahogany Carnival Londra UK
• Associazione AACSD “Special Angels” Presidente Virginia Di Carlo – Sezione Danza
per persone con disabilità
• Liceo Cottini – Preside Antonio Balestra Sezione Teatro Direttrice Artistica gruppo Teatro
al Cottini Prof.ssa Nadia Cervellera – Regista del Teatro al Cottini Ettore Michele Lalli
• Coreografia della Farfalla Madre e degli Uccelli a cura di Alice Serra
Produzione a cura di: ENJOY LATIN DANCE STUDIO / GRUGLIASCO Torino
Partnership:
• SANES ONLUS San Camillo Roma
• Ladri di Carrozzelle – Roma
• MUSEO Ugo Guidi – Forte dei Marmi (Lu)
Serata dedicata a Virginia Di Carlo (campionessa Nazionale di Danza paralimpica e
Presidente dell’Associazione AACSD Special Angels Grugliasco – To)
Motivazione della Serata dedicata a Virginia Di Carlo:
Virginia è una ragazza di ventiquattro anni che è stata colpita da asfissia neonatale, paralisi cerebrale, tetraparesi
spastica a causa di un errore medico. I medici avevano detto che la sua vita sarebbe durata al massimo 18 anni.
Alessandra Silvia De Simone (regista) ha scelto la città di Torino come sede dello spettacolo 2017, perché ritiene
Virginia Di Carlo testimonianza viva della lotta del bene sul male, forza e rappresentazione del coraggio dell’audacia,
della fede, della dedizione, dell’amore verso il prossimo poiché, nonostante tutto, oggi Virginia insegna danza per
bambini e ragazzi affetti dalla sua stessa patologia con serietà, puntualità ed amore.

 

LA DANZA  DEI FILI

Un progetto Teatrale che fonda le sue radici nella simbologia dell’Arte
Il Significato: La Danza dei Fili è una favola teatrale che nasce dall’idea di una connessione tra il mondo antico e la società
moderna, mediante rappresentazione scenica di un racconto avvolto simbolicamente da fili immaginari che collegano
l’intera umanità. I sentimenti umani raccontati attraverso i fili di connessione tra popoli, famiglie, amici, nemici, persone:
il dolore, la gioia, la rabbia, la speranza, il tormento o la passione. È un invito alla tolleranza, all’amore, alla pace,
all’uguaglianza, alla solidarietà e al rispetto del diverso e guarda ad una dimensione divina, spirituale che quasi non fa
più parte della nostra quotidianità.
La Sceneggiatura: La vita, la morte, l’amore, il sole in rapporto alla società contemporanea internazionale sono gli
elementi di base dell’intero spettacolo teatrale che concerne un dialogo tra forze divine: rappresentate da un angelo;
forze della natura: animali, fiori, farfalle, uccelli, scimmia, madre natura, lupi, che simboleggiano i capi di tutte le
religioni del mondo e forze cosmiche: stelle , pianeti, sole, luna, terra, universo, venere, in un continuo confronto con
l’intera umanità, rappresentata a sua volta da due figure: la marionetta (la società) e la bambola (la politica
internazionale).
La Danza dei Fili nel mondo è uno spettacolo itinerante scritto da Alessandra Silvia De Simone nel 2011 a Londra. Nel
2012 viene realizzato in Italia (SP), nel 2013 è a Firenze, San Terenzo/La Spezia e Forte dei Marmi/Lucca. Nel 2014 a
Portovenere (SP), Teatro Civico (SP). Il 21 dicembre 2015 viene promosso presso il Palazzo dell’UNESCO di Parigi. La
regista viene invitata a presentarne la sceneggiatura CID UNESCO di San Pietroburgo, Russia, Vancouver in Canada,
Miami/FL, USA. È proprio negli Stati Uniti d’America che lo spettacolo vede il coinvolgimento di ballerini di Italia, Brasile,
India, Ecuador, Argentina e USA. Il 28 aprile del 2016 la regista riceve un invito dal Governo Brasiliano e lo spettacolo
viene realizzato a San Paolo, in Brasile presso il Teatro Castro Mendes. Il 10 luglio 2016 La Danza dei Fili apre la serata
di gala della Coppa del Mondo della Danza a Montreal in Canada presso il Dance World Cup evento sponsorizzato dal
Cirque du Soleil. E oggi approda a Torino / Italia presso il Teatro Concordia di Venaria Reale.
Lo scopo: La Danza dei Fili ha lo scopo di diffondere un messaggio di pace, uguaglianza e solidarietà a livello
internazionale e divulgare la molteplicità di valori spirituali, morali, sociali dell’arte Italiana attraverso il coinvolgimento
di nuove generazioni di tutti gli angoli del mondo.
I ruoli: Marionetta, Bambola, Vita, Morte, Amore, Angelo, Sole, Luna, Stella di Sirio, Notte, Madre Natura, Cielo, la
piccola farfalla, la Farfalla madre, Universo, Venere, Pianeta Terra, Scimmietta, Pianeti, Stelle, Astri, Uccelli, e Lupi e
Alberi Sacri. Ci sono sedici ruoli solisti e diversi gruppi separati. Tutti i partecipanti provengono da varie realtà, condizioni
e paesi diversi.

Il regista: Alessandra Silvia De Simone nasce a Milano, ha studiato tra Napoli e Cremona e vive all’estero. Laureata
all’Università di Napoli, presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa in “Conservazione dei Beni Culturali”. All’età di 23 anni
si è specializzata in Restauro di Dipinti Murali e Doratura. Per anni ha collaborato con Ditte di Restauro per importanti
recuperi del patrimonio artistico nazionale come la Sala del Trono della Reggia di Caserta ed altri. Dopo un Master in
Marketing Settore Arte & Cultura nel 2002, ha vinto il Primo Posto come “Miglior idea di Impresa Culturale promosso
dalla Regione Toscana”. Dal 2011 è entrata nel Dipartimento di Educazione del British Museum di Londra per progetti
artistici-educativi. Collabora poi con musei internazionali come V&A , National Gallery e Estorick Collection of Modern
Italian Art di Londra. Ha scritto la sceneggiatura per La Danza dei Fili dopo oltre quaranta progetti educativi con lo scopo
di avvicinare le nuove generazioni ai valori dell’arte Italiana nel mondo. Ha curato varie pubblicazioni ed è oggi regista
teatrale e direttore artistico del suo spettacolo. Disegna e dipinge fin da bambina. È Membro del CID Unesco dal 2015.
Info su:
Alessandra Silvia De Simone, La Danza dei Fili
FB, Twitter, Instagram

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

1 XY Mummia

Il Museo Egizio di Torino ha rifatto il look confermandosi uno dei musei più prestigiosi al mondo, secondo solo a quello del Cairo, per importanza e numero di reperti provenienti dall’Egitto. Torino consolida così il suo primato di culla della cultura egiziana. Il Museo egizio, considerato una meraviglia mondiale, ha riaperto i battenti con un nuovo allestimento museale ricco di sorprese che proiettano il visitatore in un esperienza culturale di grande suggestione. Per realizzare gli interventi, molto di più di un semplice restyling, sono stati necessari quasi cinque anni di lavori (scanditi da una grande clessidra, alta tre metri, posizionata in Piazza San Carlo) ed un budget di 50 milioni di euro. Nel corso dei lavori, il museo è rimasto sempre aperto, nonostante ospitasse uno tra i cantieri più grandi d’Europa. Una grande sfida vinta con grande successo.
L’inaugurazione è avvenuta il primo aprile, strategicamente un mese prima dell’Expò di Milano, alla presenza del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini il quale ha definito il Museo “uno strepitoso successo mondiale con allestimenti moderni che interpretano magnificamente la nuova filosofia di concepire i musei i quali devono essere realizzati con ampi spazi in grado di permettere un ottima fruizione delle opere esposte dove venga valorizzata anche la parte didattica con dettagliate spiegazioni riguardanti i reperti”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Museo

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Museo

Giovedì 15 maggio è stato un giorno speciale per il Museo Egizio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato l’Egizio esprimendo grande compiacimento per il restailing realizzato.

             

                Il nuovo percorso museale, realizzato sul progetto scientifico elaborato dal Direttore del Museo Christian Greco e da otto curatori con differenti specializzazioni, si sviluppa cronologicamente su un area, quasi raddoppiata, di 10.000 mq. e si articola in quattro piani collegati da un sistema di scale mobili che nell’idea dello scenografo Dante Ferretti dovrebbero richiamare un ideale percorso di risalita lungo il Nilo. Sono 3300 i reperti esposti che coprono un arco di tempo che va dal 4000 a.c. al 700 d.c.
Tra le molte novità vi è da segnalare un’area tematica di grande impatto, la Galleria dei Sarcofagi, che ospita al secondo piano alcuni fra i più bei sarcofagi del Terzo Periodo Intermedio e dell’epoca tarda (1100 – 600 a. C) molti dei quali restaurati presso il Centro di Restauro della Venaria Reale con il contributo de Gli Scarabei, associazione dei sostenitori del Museo Egizio. Questo allestimento si giova dei risultati raggiunti dal Vatican Coffin Project, un sofisticato protocollo di indagine applicato per la prima volta su sarcofagi dell’antico Egitto. Al progetto, coordinato dal Reparto Antichità Egizie dei Musei Vaticani, in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani, partecipano il Museo Egizio, il Rijksmuseum van Oudhen, il Museo del Louvre, e il Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France.
Per il pubblico che visita il museo è come vivere un viaggio nel tempo che si conclude al piano terra fra le statue monumentali, nelle sale allestite dallo scenografo Dante Ferretti, in quella che Champollion, il noto studioso decifratore dei geroglifici, definì “una meravigliosa assemblea di re e divinità”. Dante Ferretti è inoltre autore de l “Percorso Nilotico” che accompagna il pubblico nella salita, con le scale mobili, alle sale espositive dal primo al terzo piano.
I visitatori dell’Egizio possono  fruire di ricostruzioni virtuali di alcuni contesti archeologici realizzate nell’ambito della collaborazione scientifica fra Museo Egizio e Istituto IBAM del CNR. E’ possibile vivere l’esperienza della scoperta grazie a video 3D che, basandosi su preziosi documenti di scavo e fotografie d’epoca, ridanno vita alla tomba di Kha, alla tomba di Nefertari e alla cappella di Maia, tutte e tre scoperte da Ernesto Schiaparelli, tra i primi direttori di questo Museo, agli inizi del ‘900.
Ogni sala, è stata concepita per instaurare un dialogo costante con il mondo esterno, in particolare con un pubblico eterogeneo e con la comunità scientifica internazionale, ponendosi come un punto di riferimento per la ricerca. A testimoniare l’attenzione verso di loro le sei lingue, numero destinato a crescere, le videoguide e i testi di sala tradotti non solo in inglese ma anche in arabo per sottolineare lo stretto legame con la terra da cui le collezioni dell’Egizio provengono.
La collezione
Il Museo Egizio di Torino è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, a partire dal decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano da allora allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse Champollion: «La strada per Menfi e Tebe passa da Torino».
Numerose sono le collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. In quell’epoca vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici erano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche. Il criterio attuale prevede invece che i reperti rimangano all’Egitto

2 XY Sarcofagi neri
La Biblioteca
Costituita sul nucleo originario di un fondo librario formato presso il Museo a partire dal 1824, anno di nascita, la Biblioteca Museo Egizio, fortemente specializzata in testi di argomento egittologico, ha oggi pochi eguali a livello internazionale ed è divenuta nel corso del tempo un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo. Il patrimonio librario conservato e disponibile per la consultazione comprende: 7400 volumi monografici, 2100volumi di periodici, 171 opuscoli, 182 tesi di laurea, microfilm e il fondo bibliografico della Biblioteca Botti (circa 500 volumi tra monografie e periodici). La Biblioteca costituisce un supporto all’attività di ricerca scientifica del Museo Egizio ma la consultazione è aperta a tutti.
Non è previsto alcun tipo di prestito esterno dei volumi, consultabili unicamente in loco.
Fatte salve le leggi vigenti e le esigenze di conservazione, gli utenti possono, inoltre, ottenere riproduzioni dei documenti in formato sia cartaceo sia digitale, secondo tariffe stabilite. E’, infine, a disposizione del pubblico un PC da cui accedere gratuitamente al sito OEB ( Online Egyptological Bibliography).

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Il Restauro
Il restauro dei reperti è sponsorizzato da Gli Scarabei, Associazione dei Soci Sostenitori del Museo Egizio di Torino. In meno di tre anni di attività Gli Scarabei hanno sponsorizzato importanti interventi di restauro per un importo di 80.000 euro focalizzati in particolare sulla Tomba di Kha, uno dei capolavori del Museo Egizio, e consistenti in operazioni delicatissime come la rimozione di vecchi interventi, il consolidamento e la stabilizzazione dei tessuti e la pulizia dei reperti.
L’attività degli Scarabei si estende a numerosi altri tesori a rischio come la preziosa maschera di cui si mostrano alcuni scatti prima e dopo l’intervento di restauro.
XY STATUARIO

La Storia
Il Museo delle Antichità Egizie venne fondato nel 1824 dal re Carlo Felice con l’acquisizione di una collezione di 5628 reperti egizi riunita da Bernardino Drovetti. La sede del Museo è da allora nel palazzo che nel XVII secolo l’architetto Michelangelo Garove aveva costruito come scuola dei Gesuiti, noto come “Collegio dei Nobili”, e che nel XVIII secolo era diventato sede dell’Accademia delle Scienze. Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha conferito in uso per trent’anni i beni del Museo alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, presieduta da Evelina Christillin di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. L’egizio di Torino è’ annoverato tra i primi 10 musei più visitati d’Italia e tra i primi 100 al mondo. Nel 2014 sono passati per le sale del palazzo di via Accademia delle scienze oltre 567mila visitatori.
Il primo oggetto giunto a Torino è la Mensa Isiaca, una tavola d’altare in stile egizittizzante, realizzata probabilmente a Roma nel I secolo d.C. per un tempio di Iside e acquistata da Carlo Emanuele I di Savoia nel 1630. Nel 1724 Vittorio Amedeo II di Savoia fonda il Museo della Regia Università di Torino, presso il palazzo dell’Università in Via Po, cui dona una piccola collezione di antichità provenienti dal Piemonte. Nel 1757, Carlo Emanuele III di Savoia, per arricchire il Museo dell’Università, incarica Vitaliano Donati, professore di botanica, di compiere un viaggio in Oriente e di acquistare in Egitto oggetti antichi, mummie e manoscritti che potessero illustrare il significato della tavola stessa. Gli oggetti raccolti dal Donati, tra cui tre grandi statue, giungono a Torino nel 1759 e sono esposti nel Museo della Regia Università, dove dal 1755 è collocata anche la Mensa Isiaca.
Nel 1824 re Carlo Felice acquista una collezione di 5628 reperti egizi di Bernardino Drovetti. Questi, di origini piemontesi, aveva seguito Napoleone Bonaparte durante alcune delle sue campagne militari e per i suoi meriti l’Imperatore lo aveva nominato Console di Francia in Egitto. Drovetti, grazie alla sua amicizia con il viceré d’Egitto, Mohamed Alì, riuscì a trasportare in Europa gli oggetti raccolti. La collezione venduta dal Drovetti al sovrano Carlo Felice è costituita da 5.268 oggetti (100 statue, 170 papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi, amuleti e oggetti della vita quotidiana). Giunta a Torino, è depositata presso il palazzo dell’Accademia delle Scienze (dove si trova tuttora) progettato nel XVII secolo dall’architetto Guarino Guarini come scuola gesuita.
Mentre la Collezione Drovetti è disimballata, Champollion arriva a Torino e nell’arco di qualche mese di febbrile attività ne produce un catalogo, nonostante i disaccordi circa la conservazione dei reperti con il primo direttore, Giulio Cordero di San Quintino. Nel 1832, le collezioni raccolte presso il Museo dell’Università sono trasferite nel palazzo dell’Accademia delle Scienze. Alla guida del Museo si succedono Francesco Barucchi e Pier Camillo Orcurti. Dal 1871 al 1893 il direttore è Ariodante Fabretti che, coadiuvato da Francesco Rossi e Ridolfo Vittorio Lanzone, elabora il catalogo delle opere allora conservate. Nel 1894 la guida del Museo passa a Ernesto Schiaparelli che organizza scavi in numerosi siti egiziani, tra cui Eliopoli, Giza, la Valle delle Regine a Tebe, Qau el-Kebir, Asiut, Hammamija, Ermopoli, Deir el-Medina e Gebelein, dove le missioni sono proseguite dal suo successore, Giulio Farina. L’ultima acquisizione importante del Museo è il tempietto di Ellesija, donato all’Italia dalla Repubblica Araba d’Egitto nel 1970, per il significativo supporto tecnico e scientifico fornito durante la campagna di salvataggio dei monumenti nubiani, minacciati dalla costruzione della grande diga di Assuan.
Nelle sale del Museo delle Antichità Egizie sono oggi esposti circa 3.300 oggetti. Più di 26.000 reperti sono depositati nei magazzini, in alcuni casi per necessità conservative, in altri perché rivestono un interesse unicamente scientifico (vasellame, statue frammentarie, ceste, stele, papiri) e sono oggetto di studi i cui esiti sono regolarmente pubblicati.

                                       ROSARIO MESSINA

 

Drovetti

Bernardino Drovetti

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Foto di Michela Perrone e della pagina di Face Book del Museo Egizio

 

 

MUSEI: EGIZIO TORINO, NUOVO ALLESTIMENTO SCAVI SCHIAPPARELLI      XY I Sarcofagi    XY Piramide (foto Michela Perrone)

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