LUGLIO 2018
Home Tags Posts tagged with "torino"

torino

0 1023

La Danza dei Fili

REGIA a cura di

Alessandra Silvia De Simone

Il prof. Elviro Langella apprezzato Critico e Storico dell’Arte già docente al Liceo Scientifico C. Caminiti di Giardini Naxos, sarà protagonista il 6 Maggio a Torino in occasione della inaugurazione  di una interessante mostra d’Arte di Alessandra Silvia De Simone che si svolgerà al Teatro Concordia di Venaria Reale di Torino. Il prof. Langella, autorevole esperto d’arte,  presenterà la mostra. A seguire il famoso spettacolo itinerante di fama internazionale “La Danza dei Fili” che vedrà tra i protagonisti anche Virginia Di Carlo  la famosa ballerina-insegnate di ballo spastica che ha commosso il mondo per la sua straordinaria storia umana e professionale.

 

Alessandra Silvia De Simone

Alessandra Silvia De Simone

Alessandra Silvia De Simone

Alessandra Silvia De Simone

 

 

5 Elviro Langella

Il prof. Elviro Langella

 

Alessandra, Sergio Chiamparino,Virginia e Stefania Ressia

Alessandra, Sergio Chiamparino,Virginia e Stefania Ressia

La Locandina dell'Evento

La Locandina dell’Evento

 

Spettacolo Teatrale – Teatro CONCORDIA di VENARIA REALE Torino
Con Inaugurazione della Mostra d’Arte di Alessandra Silvia De Simone
Apertura alla Mostra d’Arte 6 Maggio ore 18.30 – Sede: Foyer del Teatro Concordia di Venaria Reale Torino –
Presentazione della Mostra ore 19.30 a cura di: Prof. Elviro Langella (Critico e Storico dell’Arte)
Inizio Spettacolo “La Danza dei Fili” ore 20.30 - Durata dello Spettacolo
100 minuti
Regia – Sceneggiatura, maschere, costumi, scelte musicali, video, coreografia di elementi e azioni
a cura di Alessandra Silvia De Simone

Collaborazioni Scelte per “La Danza dei Fili” a Torino:
• Eko Dance International Project /School – Pompea Santoro per la Sezione Danza
Neoclassica
• A.S.D. Enjoy Latin Dance Studio di Grugliasco – Stefania Ressia e Giorgio Bocca
Sezione Danze Caraibiche
• Associazione CEPIM – TORINO Centro Persone Down
• Valentina Tesio – Sezione Canto
• Sezione Costumi alati e alberi a cura di Mahogany Carnival Londra UK
• Associazione AACSD “Special Angels” Presidente Virginia Di Carlo – Sezione Danza
per persone con disabilità
• Liceo Cottini – Preside Antonio Balestra Sezione Teatro Direttrice Artistica gruppo Teatro
al Cottini Prof.ssa Nadia Cervellera – Regista del Teatro al Cottini Ettore Michele Lalli
• Coreografia della Farfalla Madre e degli Uccelli a cura di Alice Serra
Produzione a cura di: ENJOY LATIN DANCE STUDIO / GRUGLIASCO Torino
Partnership:
• SANES ONLUS San Camillo Roma
• Ladri di Carrozzelle – Roma
• MUSEO Ugo Guidi – Forte dei Marmi (Lu)
Serata dedicata a Virginia Di Carlo (campionessa Nazionale di Danza paralimpica e
Presidente dell’Associazione AACSD Special Angels Grugliasco – To)
Motivazione della Serata dedicata a Virginia Di Carlo:
Virginia è una ragazza di ventiquattro anni che è stata colpita da asfissia neonatale, paralisi cerebrale, tetraparesi
spastica a causa di un errore medico. I medici avevano detto che la sua vita sarebbe durata al massimo 18 anni.
Alessandra Silvia De Simone (regista) ha scelto la città di Torino come sede dello spettacolo 2017, perché ritiene
Virginia Di Carlo testimonianza viva della lotta del bene sul male, forza e rappresentazione del coraggio dell’audacia,
della fede, della dedizione, dell’amore verso il prossimo poiché, nonostante tutto, oggi Virginia insegna danza per
bambini e ragazzi affetti dalla sua stessa patologia con serietà, puntualità ed amore.

 

LA DANZA  DEI FILI

Un progetto Teatrale che fonda le sue radici nella simbologia dell’Arte
Il Significato: La Danza dei Fili è una favola teatrale che nasce dall’idea di una connessione tra il mondo antico e la società
moderna, mediante rappresentazione scenica di un racconto avvolto simbolicamente da fili immaginari che collegano
l’intera umanità. I sentimenti umani raccontati attraverso i fili di connessione tra popoli, famiglie, amici, nemici, persone:
il dolore, la gioia, la rabbia, la speranza, il tormento o la passione. È un invito alla tolleranza, all’amore, alla pace,
all’uguaglianza, alla solidarietà e al rispetto del diverso e guarda ad una dimensione divina, spirituale che quasi non fa
più parte della nostra quotidianità.
La Sceneggiatura: La vita, la morte, l’amore, il sole in rapporto alla società contemporanea internazionale sono gli
elementi di base dell’intero spettacolo teatrale che concerne un dialogo tra forze divine: rappresentate da un angelo;
forze della natura: animali, fiori, farfalle, uccelli, scimmia, madre natura, lupi, che simboleggiano i capi di tutte le
religioni del mondo e forze cosmiche: stelle , pianeti, sole, luna, terra, universo, venere, in un continuo confronto con
l’intera umanità, rappresentata a sua volta da due figure: la marionetta (la società) e la bambola (la politica
internazionale).
La Danza dei Fili nel mondo è uno spettacolo itinerante scritto da Alessandra Silvia De Simone nel 2011 a Londra. Nel
2012 viene realizzato in Italia (SP), nel 2013 è a Firenze, San Terenzo/La Spezia e Forte dei Marmi/Lucca. Nel 2014 a
Portovenere (SP), Teatro Civico (SP). Il 21 dicembre 2015 viene promosso presso il Palazzo dell’UNESCO di Parigi. La
regista viene invitata a presentarne la sceneggiatura CID UNESCO di San Pietroburgo, Russia, Vancouver in Canada,
Miami/FL, USA. È proprio negli Stati Uniti d’America che lo spettacolo vede il coinvolgimento di ballerini di Italia, Brasile,
India, Ecuador, Argentina e USA. Il 28 aprile del 2016 la regista riceve un invito dal Governo Brasiliano e lo spettacolo
viene realizzato a San Paolo, in Brasile presso il Teatro Castro Mendes. Il 10 luglio 2016 La Danza dei Fili apre la serata
di gala della Coppa del Mondo della Danza a Montreal in Canada presso il Dance World Cup evento sponsorizzato dal
Cirque du Soleil. E oggi approda a Torino / Italia presso il Teatro Concordia di Venaria Reale.
Lo scopo: La Danza dei Fili ha lo scopo di diffondere un messaggio di pace, uguaglianza e solidarietà a livello
internazionale e divulgare la molteplicità di valori spirituali, morali, sociali dell’arte Italiana attraverso il coinvolgimento
di nuove generazioni di tutti gli angoli del mondo.
I ruoli: Marionetta, Bambola, Vita, Morte, Amore, Angelo, Sole, Luna, Stella di Sirio, Notte, Madre Natura, Cielo, la
piccola farfalla, la Farfalla madre, Universo, Venere, Pianeta Terra, Scimmietta, Pianeti, Stelle, Astri, Uccelli, e Lupi e
Alberi Sacri. Ci sono sedici ruoli solisti e diversi gruppi separati. Tutti i partecipanti provengono da varie realtà, condizioni
e paesi diversi.

Il regista: Alessandra Silvia De Simone nasce a Milano, ha studiato tra Napoli e Cremona e vive all’estero. Laureata
all’Università di Napoli, presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa in “Conservazione dei Beni Culturali”. All’età di 23 anni
si è specializzata in Restauro di Dipinti Murali e Doratura. Per anni ha collaborato con Ditte di Restauro per importanti
recuperi del patrimonio artistico nazionale come la Sala del Trono della Reggia di Caserta ed altri. Dopo un Master in
Marketing Settore Arte & Cultura nel 2002, ha vinto il Primo Posto come “Miglior idea di Impresa Culturale promosso
dalla Regione Toscana”. Dal 2011 è entrata nel Dipartimento di Educazione del British Museum di Londra per progetti
artistici-educativi. Collabora poi con musei internazionali come V&A , National Gallery e Estorick Collection of Modern
Italian Art di Londra. Ha scritto la sceneggiatura per La Danza dei Fili dopo oltre quaranta progetti educativi con lo scopo
di avvicinare le nuove generazioni ai valori dell’arte Italiana nel mondo. Ha curato varie pubblicazioni ed è oggi regista
teatrale e direttore artistico del suo spettacolo. Disegna e dipinge fin da bambina. È Membro del CID Unesco dal 2015.
Info su:
Alessandra Silvia De Simone, La Danza dei Fili
FB, Twitter, Instagram

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

1 XY Mummia

Il Museo Egizio di Torino ha rifatto il look confermandosi uno dei musei più prestigiosi al mondo, secondo solo a quello del Cairo, per importanza e numero di reperti provenienti dall’Egitto. Torino consolida così il suo primato di culla della cultura egiziana. Il Museo egizio, considerato una meraviglia mondiale, ha riaperto i battenti con un nuovo allestimento museale ricco di sorprese che proiettano il visitatore in un esperienza culturale di grande suggestione. Per realizzare gli interventi, molto di più di un semplice restyling, sono stati necessari quasi cinque anni di lavori (scanditi da una grande clessidra, alta tre metri, posizionata in Piazza San Carlo) ed un budget di 50 milioni di euro. Nel corso dei lavori, il museo è rimasto sempre aperto, nonostante ospitasse uno tra i cantieri più grandi d’Europa. Una grande sfida vinta con grande successo.
L’inaugurazione è avvenuta il primo aprile, strategicamente un mese prima dell’Expò di Milano, alla presenza del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini il quale ha definito il Museo “uno strepitoso successo mondiale con allestimenti moderni che interpretano magnificamente la nuova filosofia di concepire i musei i quali devono essere realizzati con ampi spazi in grado di permettere un ottima fruizione delle opere esposte dove venga valorizzata anche la parte didattica con dettagliate spiegazioni riguardanti i reperti”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Museo

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Museo

Giovedì 15 maggio è stato un giorno speciale per il Museo Egizio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato l’Egizio esprimendo grande compiacimento per il restailing realizzato.

             

                Il nuovo percorso museale, realizzato sul progetto scientifico elaborato dal Direttore del Museo Christian Greco e da otto curatori con differenti specializzazioni, si sviluppa cronologicamente su un area, quasi raddoppiata, di 10.000 mq. e si articola in quattro piani collegati da un sistema di scale mobili che nell’idea dello scenografo Dante Ferretti dovrebbero richiamare un ideale percorso di risalita lungo il Nilo. Sono 3300 i reperti esposti che coprono un arco di tempo che va dal 4000 a.c. al 700 d.c.
Tra le molte novità vi è da segnalare un’area tematica di grande impatto, la Galleria dei Sarcofagi, che ospita al secondo piano alcuni fra i più bei sarcofagi del Terzo Periodo Intermedio e dell’epoca tarda (1100 – 600 a. C) molti dei quali restaurati presso il Centro di Restauro della Venaria Reale con il contributo de Gli Scarabei, associazione dei sostenitori del Museo Egizio. Questo allestimento si giova dei risultati raggiunti dal Vatican Coffin Project, un sofisticato protocollo di indagine applicato per la prima volta su sarcofagi dell’antico Egitto. Al progetto, coordinato dal Reparto Antichità Egizie dei Musei Vaticani, in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani, partecipano il Museo Egizio, il Rijksmuseum van Oudhen, il Museo del Louvre, e il Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France.
Per il pubblico che visita il museo è come vivere un viaggio nel tempo che si conclude al piano terra fra le statue monumentali, nelle sale allestite dallo scenografo Dante Ferretti, in quella che Champollion, il noto studioso decifratore dei geroglifici, definì “una meravigliosa assemblea di re e divinità”. Dante Ferretti è inoltre autore de l “Percorso Nilotico” che accompagna il pubblico nella salita, con le scale mobili, alle sale espositive dal primo al terzo piano.
I visitatori dell’Egizio possono  fruire di ricostruzioni virtuali di alcuni contesti archeologici realizzate nell’ambito della collaborazione scientifica fra Museo Egizio e Istituto IBAM del CNR. E’ possibile vivere l’esperienza della scoperta grazie a video 3D che, basandosi su preziosi documenti di scavo e fotografie d’epoca, ridanno vita alla tomba di Kha, alla tomba di Nefertari e alla cappella di Maia, tutte e tre scoperte da Ernesto Schiaparelli, tra i primi direttori di questo Museo, agli inizi del ‘900.
Ogni sala, è stata concepita per instaurare un dialogo costante con il mondo esterno, in particolare con un pubblico eterogeneo e con la comunità scientifica internazionale, ponendosi come un punto di riferimento per la ricerca. A testimoniare l’attenzione verso di loro le sei lingue, numero destinato a crescere, le videoguide e i testi di sala tradotti non solo in inglese ma anche in arabo per sottolineare lo stretto legame con la terra da cui le collezioni dell’Egizio provengono.
La collezione
Il Museo Egizio di Torino è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, a partire dal decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano da allora allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse Champollion: «La strada per Menfi e Tebe passa da Torino».
Numerose sono le collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. In quell’epoca vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici erano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche. Il criterio attuale prevede invece che i reperti rimangano all’Egitto

2 XY Sarcofagi neri
La Biblioteca
Costituita sul nucleo originario di un fondo librario formato presso il Museo a partire dal 1824, anno di nascita, la Biblioteca Museo Egizio, fortemente specializzata in testi di argomento egittologico, ha oggi pochi eguali a livello internazionale ed è divenuta nel corso del tempo un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo. Il patrimonio librario conservato e disponibile per la consultazione comprende: 7400 volumi monografici, 2100volumi di periodici, 171 opuscoli, 182 tesi di laurea, microfilm e il fondo bibliografico della Biblioteca Botti (circa 500 volumi tra monografie e periodici). La Biblioteca costituisce un supporto all’attività di ricerca scientifica del Museo Egizio ma la consultazione è aperta a tutti.
Non è previsto alcun tipo di prestito esterno dei volumi, consultabili unicamente in loco.
Fatte salve le leggi vigenti e le esigenze di conservazione, gli utenti possono, inoltre, ottenere riproduzioni dei documenti in formato sia cartaceo sia digitale, secondo tariffe stabilite. E’, infine, a disposizione del pubblico un PC da cui accedere gratuitamente al sito OEB ( Online Egyptological Bibliography).

X Sala museo_egizio

Il Restauro
Il restauro dei reperti è sponsorizzato da Gli Scarabei, Associazione dei Soci Sostenitori del Museo Egizio di Torino. In meno di tre anni di attività Gli Scarabei hanno sponsorizzato importanti interventi di restauro per un importo di 80.000 euro focalizzati in particolare sulla Tomba di Kha, uno dei capolavori del Museo Egizio, e consistenti in operazioni delicatissime come la rimozione di vecchi interventi, il consolidamento e la stabilizzazione dei tessuti e la pulizia dei reperti.
L’attività degli Scarabei si estende a numerosi altri tesori a rischio come la preziosa maschera di cui si mostrano alcuni scatti prima e dopo l’intervento di restauro.
XY STATUARIO

La Storia
Il Museo delle Antichità Egizie venne fondato nel 1824 dal re Carlo Felice con l’acquisizione di una collezione di 5628 reperti egizi riunita da Bernardino Drovetti. La sede del Museo è da allora nel palazzo che nel XVII secolo l’architetto Michelangelo Garove aveva costruito come scuola dei Gesuiti, noto come “Collegio dei Nobili”, e che nel XVIII secolo era diventato sede dell’Accademia delle Scienze. Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha conferito in uso per trent’anni i beni del Museo alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, presieduta da Evelina Christillin di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. L’egizio di Torino è’ annoverato tra i primi 10 musei più visitati d’Italia e tra i primi 100 al mondo. Nel 2014 sono passati per le sale del palazzo di via Accademia delle scienze oltre 567mila visitatori.
Il primo oggetto giunto a Torino è la Mensa Isiaca, una tavola d’altare in stile egizittizzante, realizzata probabilmente a Roma nel I secolo d.C. per un tempio di Iside e acquistata da Carlo Emanuele I di Savoia nel 1630. Nel 1724 Vittorio Amedeo II di Savoia fonda il Museo della Regia Università di Torino, presso il palazzo dell’Università in Via Po, cui dona una piccola collezione di antichità provenienti dal Piemonte. Nel 1757, Carlo Emanuele III di Savoia, per arricchire il Museo dell’Università, incarica Vitaliano Donati, professore di botanica, di compiere un viaggio in Oriente e di acquistare in Egitto oggetti antichi, mummie e manoscritti che potessero illustrare il significato della tavola stessa. Gli oggetti raccolti dal Donati, tra cui tre grandi statue, giungono a Torino nel 1759 e sono esposti nel Museo della Regia Università, dove dal 1755 è collocata anche la Mensa Isiaca.
Nel 1824 re Carlo Felice acquista una collezione di 5628 reperti egizi di Bernardino Drovetti. Questi, di origini piemontesi, aveva seguito Napoleone Bonaparte durante alcune delle sue campagne militari e per i suoi meriti l’Imperatore lo aveva nominato Console di Francia in Egitto. Drovetti, grazie alla sua amicizia con il viceré d’Egitto, Mohamed Alì, riuscì a trasportare in Europa gli oggetti raccolti. La collezione venduta dal Drovetti al sovrano Carlo Felice è costituita da 5.268 oggetti (100 statue, 170 papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi, amuleti e oggetti della vita quotidiana). Giunta a Torino, è depositata presso il palazzo dell’Accademia delle Scienze (dove si trova tuttora) progettato nel XVII secolo dall’architetto Guarino Guarini come scuola gesuita.
Mentre la Collezione Drovetti è disimballata, Champollion arriva a Torino e nell’arco di qualche mese di febbrile attività ne produce un catalogo, nonostante i disaccordi circa la conservazione dei reperti con il primo direttore, Giulio Cordero di San Quintino. Nel 1832, le collezioni raccolte presso il Museo dell’Università sono trasferite nel palazzo dell’Accademia delle Scienze. Alla guida del Museo si succedono Francesco Barucchi e Pier Camillo Orcurti. Dal 1871 al 1893 il direttore è Ariodante Fabretti che, coadiuvato da Francesco Rossi e Ridolfo Vittorio Lanzone, elabora il catalogo delle opere allora conservate. Nel 1894 la guida del Museo passa a Ernesto Schiaparelli che organizza scavi in numerosi siti egiziani, tra cui Eliopoli, Giza, la Valle delle Regine a Tebe, Qau el-Kebir, Asiut, Hammamija, Ermopoli, Deir el-Medina e Gebelein, dove le missioni sono proseguite dal suo successore, Giulio Farina. L’ultima acquisizione importante del Museo è il tempietto di Ellesija, donato all’Italia dalla Repubblica Araba d’Egitto nel 1970, per il significativo supporto tecnico e scientifico fornito durante la campagna di salvataggio dei monumenti nubiani, minacciati dalla costruzione della grande diga di Assuan.
Nelle sale del Museo delle Antichità Egizie sono oggi esposti circa 3.300 oggetti. Più di 26.000 reperti sono depositati nei magazzini, in alcuni casi per necessità conservative, in altri perché rivestono un interesse unicamente scientifico (vasellame, statue frammentarie, ceste, stele, papiri) e sono oggetto di studi i cui esiti sono regolarmente pubblicati.

                                       ROSARIO MESSINA

 

Drovetti

Bernardino Drovetti

3XY SARCOFAGO4 XY LEONE

 

 

 

 

 

 

Foto di Michela Perrone e della pagina di Face Book del Museo Egizio

 

 

MUSEI: EGIZIO TORINO, NUOVO ALLESTIMENTO SCAVI SCHIAPPARELLI      XY I Sarcofagi    XY Piramide (foto Michela Perrone)

RIMANI IN CONTATTO