L'evento

Franco Fazzio, Marcello Saija, Calogero Ferrotti hanno raccontato la straordinaria riscoperta della scultura lignea di Lingua a Salina nell’arcipelago delle Eolie. Il restauro ha restituito gli ori e l’estofado della veste della Vergine, preziosa tecnica decorativa di origine spagnola diffusasi anche in Sicilia, aprendo nuovi studi sulla storia artistica delle Eolie e sui rapporti culturali del Mediterraneo. La statua è stata benedetta da monsignor Giuseppe Brancato. L’evento si è svolto nell’ambito della rassegna “Un’Estate al Faro 2026”

21 Luglio 2026 di Domenica Puleio

 

SALINA, luglio 2026 – Per oltre un secolo è stata considerata una statua ottocentesca. Oggi, grazie ad un lungo e rigoroso intervento di restauro conservativo, l’Immacolata della Chiesa San Bartolomeo di Lingua contrada dell’isola di Salina nell’arcipelago delle Isole Eolie, rivela la sua vera identità. Una pregevole scultura lignea policroma realizzata tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.

Dopo dodici anni di un paziente laborioso lavoro l’opera d’arte torna finalmente alla comunità.
Il 18 luglio sul sagrato della chiesa di San Bartolomeo si è svolta la manifestazione “La statua risuscitata“, inserita nel cartellone estivo “Un’Estate al Faro 2026“. Un titolo evocativo che racchiude il senso più autentico dell’evento oltre al semplice ritorno di un’opera restaurata, vi è la rinascita di un capolavoro che il tempo e interventi poco rispettosi avevano trasformato fino a renderlo irriconoscibile.
Per lungo tempo la scultura era stata infatti ritenuta un’opera ottocentesca. L’aspetto assunto nel corso dei secoli, conseguenza di almeno quattro restauri che avevano sovrapposto strati di gesso e ridipinture, ne aveva completamente alterato la fisionomia artistica. Solo il meticoloso lavoro del restauratore professor Franco Fazzio ha permesso di rimuovere quelle stratificazioni e riportare alla luce la materia originaria, restituendo all’opera il suo autentico valore storico.
La sorpresa è stata straordinaria. Sotto le ridipinture è emersa una raffinata scultura lignea policroma e dorata, databile tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. La veste della Vergine presenta il prezioso estofadol’antica tecnica decorativa sviluppatasi in Spagna nel XIV secolo e successivamente diffusasi anche in Sicilia, che combina foglia d’oro, incisioni e policromie per riprodurre la ricchezza dei tessuti. L’oro brunito e i decori in azzurrite testimoniano un livello esecutivo di grande qualità, destinato ad attirare l’attenzione degli studiosi.
La nuova datazione conferisce alla statua un’importanza che supera i confini dell’isola. L’opera appartiene infatti a un periodo cruciale nella diffusione della devozione all’Immacolata e rappresenta una preziosa testimonianza della scultura lignea siciliana tra XVI e XVII secolo. Un ritrovamento destinato ad aprire nuovi studi sulla storia artistica delle Eolie e sui rapporti culturali che nei secoli hanno interessato il Mediterraneo.

Nel corso della serata Franco Fazzio ha ripercorso  le diverse fasi del complesso restauro, illustrando le scoperte che hanno progressivamente cambiato la lettura dell’opera. L’approfondimento storico e artistico è stato affidato a Marcello Saija, già professore ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Palermo, e a Calogero Ferrotti, che hanno offerto al pubblico una riflessione sul significato culturale della riscoperta. Al termine della manifestazione la statua  quindi è stata benedetta da monsignor Giuseppe Brancato.

Ad accompagnare la cerimonia è stata la voce del soprano australiano Kathryn McCusker, interprete di consolidata esperienza internazionale, che ha eseguito un repertorio di celebri canti sacri, contribuendo a rendere ancora più solenne un evento destinato a segnare la vita culturale e religiosa dell’isola.
La restituzione dell’Immacolata rappresenta anche il coronamento di una lunga esperienza di tutela del patrimonio artistico eoliano. Grazie all’impegno del professor Franco Fazzio e della restauratrice Raffaella Torrisi, prima nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti “Abadir” e successivamente del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Palermo, sono stati avviati a Salina importanti cantieri didattici. Un progetto reso possibile dalla sensibilità dell’allora parroco della Chiesa Madre di Santa Marina Salina, padre Alessandro Lo Nardo, che mise a disposizione gli spazi necessari per ospitare studenti e docenti, consentendo il recupero di numerose opere senza costi per la comunità.
La vicenda della cosiddetta “statua risuscitata” dimostra come il restauro, quando è guidato da competenza scientifica, rigore metodologico e profondo rispetto dell’opera, possa trasformarsi in una straordinaria occasione di conoscenza. Non soltanto perché restituisce alla collettività un bene artistico, ma perché riconsegna alla memoria un frammento della sua storia, rimasto celato per secoli sotto il peso delle trasformazioni del tempo. Finalmente questa storia è tornata a mostrarsi nel suo volto autentico, arricchendo il patrimonio culturale delle Eolie e offrendo agli studiosi una nuova, preziosa pagina della storia dell’arte siciliana.

                    Domenica Puleio

 

L’evento

 

Di Dott. Rosario Messina

Email: direttore@siciliafelix.it

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