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A Fiumefreddo successo del convegno sul “Testamento Biologico”

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Fiumefreddo di Sicilia (Ct) –  E’ stato seguito con molta attenzione, per l’importanza dei temi trattati, dal numeroso pubblico intervenuto l’incontro di “Arte e Cultura” che ha proposto come tema della serata il Testamento Biologico“. L’evento organizzato dal Comune di Fiumefreddo  si è svolto al Casale Papandrea alla presenza del Sindaco Sebastiano Nucifora e dell’Assessore ai Beni Culturali Sebastiana Girgenti. Nella veste di moderatore della tavola rotonda l’Ing. Marinella Cascino, presidente del Consiglio Comunale la quale dopo i saluti di rito dell’Assessore Girgenti ha introdotto il tema della serata.Questa sera” ha detto Marinella Cascinoaffronteremo un tema delicato che da alcuni anni è molto dibattuto a causa di alcuni casi italiani che sono saliti agli onori della cronaca primo fra tutti nel 2009 quello di Eluana Englaro la ragazza che a seguito di un incidente stradale ha  vissuto per 17 anni in stato vegetativo, fino alla sua morte sopraggiunta per un interruzione della nutrizione artificiale. Il suo caso fu caratterizzato da una lunga vicenda giudiziaria tra la famiglia sostenitrice dell’interruzione del trattamento e la giustizia italiana, divenendo anche un caso politico sul finire della vicenda. Ricordiamo anche il caso di Piergiorgio Welby, attivista, giornalista, politico, poeta, impegnato nel riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all’eutanasia, nonchè co-presidente dell’associazione Luca Coscioni. Welby balzò alle cronache negli ultimi anni di vita quando, gravemente ammalato, nei suoi scritti chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita. Dopo undici anni di lotta si arriva all’ultimo caso, quello  del Dj Fabo che a 39 anni, cieco e tetraplegico a seguito di un grave incidente stradale, chiedeva di essere libero di morire. Tutti casi ai quali si aggiungono i cinque malati che l’associazione Coscioni ha accompagnato in Svizzera per ottenere l’eutanasia.  Sarebbero 233, come ha dichiarato Matteo Mainardi coordinatore della campagna eutanasia, le persone  che dal 2015 hano cercato di mettersi in contatto con i centri svizzeri per il suicidio assistito. Tutto questo” ha precisato l’ing. Cascino “perchè  in Italia fino a qualche settimana fà non esisteva una legge che regolamentasse la materia, un vero e proprio vuoto legislativo. In parole povere non vi era una legge che garantisse la possibilità di scegliere non solo della dignità della propria vita ma anche della propria morte. Tematiche come l’eutanasia, il sucicidio assistito e il c.d. testamento biologico sono stati negli ultimi tempi oggetto di ampie discussioni, dibattiti e confronti che hanno convinto la classe politica della necessita di garantire al cittadino quanto meno della possibilità di dichiarare quale tipo di vita merita di essere vissuta, cosa si intende soggettivamente per vita dignitosa e, in ultimo, a quali trattamenti sanitari sottoporsi e a quali no. Cosicchè si errivati alla fine del 2017 alla legge, entrata in vigore nel mese di gennaio del 2018 con la quale oggi è possibile redigere il testamento biologico o biotestamento. Anche noi come Comune” ha concluso la moderatrice “abbiamo scelto di affrontare tale problematica perchè come ci diranno dopo gli esperti anche i singoli Comuni avranno un ruolo in merito in quanto saranno i detentori dei registri del D.A.T. (Dichiarazione Anticipata di Trattamento)”.

A parlare invece nel dettaglio della nuova legge in questione (legge 22 dicembre 2017, n. 219 pubblicata sulla Gazzetta del 16 gennaio) è stata la dott.ssa in Giurisprudenza Sandy Sciuto la quale, in maniera esaustiva e dettagliata, utilizzando delle slides, ha illustrato i punti principali della nuova normativa spiegando articolo per articolo cosa è previsto dalla legge 219/2017 intitolata”Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” .

A seguire l’intervento del medico-chirurgo Vincenzo Venuto che ha collaborato con il Comune per l’organizzazione dell’evento, il quale ha affrontato la questione dal punto di vista medico.  Il dott. Venuto ha trattato nella prima parte del suo interessante intervento il concetto di  “eutanasia passiva e  attiva”, della “sedazione profonda”, dell’insistenza terapeutica (che consiste nel prolungamento di terapia e di sostegno vitale a fronte di situazioni cliniche ad evoluzione cronica con prognosi non prevedibili). Successivamente si è soffermato sulla differenza semantica e linguistica tra terapia e cura. In sintesi, la terapia  deve essere vista in relazione alla malattia, la cura invece si riferisce alla persona e consiste nell’accudimento del proprio o altrui corpo  rispettando l’igiene, l’idratazione, la sana alimentazione ecc. “La  terapia” ha sottolineato il dott. Venuto “può essere interrotta in qualsiasi momento, la cura del corpo invece non va mai interrotta“.    

Nella seconda parte del suo intervento il dott. Venuto ha definito il concetto di “accanimento terapeutico” ed in particolare,  “quali sono alcune delle cause dal quale deriva  tale accanimento“, la “formazione universitaria“, la “medicina difensiva“, il “sistema aziendale della Sanità” ed infine in modo particolare la mancanza di un “percorso virtuoso” che permetta di applicare una vera medicina essenziale.   A tal  proposito ha ribadito un nuovo concetto di benessere e di malattia per una migliore definizione dello stesso accanimento terapeutico. A tal proposito ha definito l’atto terapeutico essenziale per un azione indispensabile, necessaria ed indifferibile che tenga conto degli elementi  che sono alla base della malattia. “Il  nuovo concetto di malattia” ha spiegato il dott. Venuto “è basato non solo sul modello Newtoniano costituito da sistema nervoso, circolazione sanguigna, organi, muscoli tiranti e ossa che costituiscono un perfetto computer biologico, ma occorre aggiungere anche  un modello Einstaniano il quale creando una sinergia tra fisica nucleare e medicina si può avere veramente una nuova visione della malattia e del concetto di benessere. Così al corpo si da una dimensione energetica: equilibrio e armonia sono alla base del benessere mentre squilibrio e disarmonia sono elementi responsabili della malattia. In sostanza” ha concluso il dott. Venuto “alla luce di queste considerazioni l’obiettivo dell’atto terapeutico è quello di garantire la realizzazione del programma vita in forme armoniche. In questo modo il corpo presenta un livello energetico, una riserva energetica, un flusso energetico, un comportamento anche di autoregolazione e pertanto, grazie a questa modalità di comunicazione intercellulare in ogni momento su può essere in grado di stabilire quando un atto terapeutico si trasforma in accanimento terapeutico. Tale conclusione, è suffragata da una esperienza decennale cosicchè solo la conoscenza della comunicazione intercellulare può garantire un atto veramente terapeutico essenziale e rispettoso del malato e della dignità della morte.    

 La Tavola rotonda, dopo la relazione del dott. Venuto che ha affrontato il delicato tema dal punto di vista medico, ha avuto un interessante contributo anche dal punto di vista teologico con l’intervento del sacerdote Don Vittorio Rocca, docente di Teologia Morale, il quale ha detto:  “Bisogna anzitutto riflettere su un dato: é cambiata profondamente la cultura del nascere e del morire. Una volta si nasceva d si moriva in casa, in famiglia, avvolti dalla gioia e dall’accompagnamento di chi ti voleva bene. Oggi si nasce e si muore in ospedale, in un luogo “asettico”, spesso da soli. Soprattutto per quanto riguarda il morire. A prevalere é perciò la paura dinanzi alla sofferenza e alla morte. Questo é il contesto in cui si inquadra la legge sul DAT. dal punto di vista etico é necessario ribadire il si alla vita, in tutte le circostanze, in tutte le fasi del suo crescere, dall’inizio alla fine. Non si può mai giustificare l’eutanasia, in nessun caso. Si può e si deve però aiutare nel morire(e non a morire), alleviando il dolore e accompagnando umanamente senza abbandonare chi soffre. Si alla vita è un doppio no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico. La legge può aiutare ma la legge non può prevedere tutte le situazioni. La persona non é mai oggetto ma sempre soggetto. Mai mezzo e sempre fine. Mai una cosa. Ma un diritto sussistente“.

Al termine degli interventi si è aperto un dibattito e i relatori hanno risposto alle domande del pubblico.

A dare tono all’incontro anche alcuni intermezzi musicali di famose Aree eseguite da due talenti siciliani di musica lirica, il Soprano Ilenia Maria Leonardi alla quale è stato conferito il riconoscimento il “Garofano D’argento” dalla città di Giarre per meriti artistici e il maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara  autorevole pianista e solista catanese, insignito nel 2012 di un riconoscimento speciale da parte del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano, la “medaglia d’onore e rappresentanza per i meriti artistici conseguiti in Italia e nel Mondo“.

               ROSARIO  MESSINA

Don Vittorio Rocca

Don Vittorio Rocca

I relatori del Convegno

I relatori del Convegno

Il dott. Vincenzo Venuto

Il dott. Vincenzo Venuto

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