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Si è conclusa con successo a Messina la settimana dedicata alla prevenzione sismica

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”Io non rischio”: scienza e prevenzione alla Settimana della Sicurezza 2018 a Messina

Il Convegno "Io non rischio"

Il Convegno “Io non rischio”. Da sin. Cammaroto, Pagano, Orecchio, Rizzo, la Rosa, Cuzzupuli.

Messina – E’ stata una settimana ricca di eventi e convegni quella che si è svolta a Messina a fine aprile dedicata alla prevenzione della sicurezza sismica. L’area del messinese è particolarmente a rischio sismico e non ha mai dimenticato la catastrofe del 1908 quando la città e la costa calabra vennero devastate da un tremendo terremoto.  La città sta sempre sul chi va là e, periodicamente, organizza eventi ed esercitazioni a cura della Protezione Civile per prevenire le conseguenze disastrose nel caso di un evento sismico. Sui terremoti, nel tempo è migliorata la conoscenza del fenomeno e dei suoi effetti, ma non è ancora possibile prevedere quando potrebbero accadere, con quale forza e precisamente dove si verificheranno. Si conoscono però le zone più pericolose ed esposte all’evento sismico e cosa da una scossa ci si può aspettare. Essere preparati e consapevoli è il modo migliore per prevenire le conseguenze del sisma.

Tali analisi e riflessioni sono stati il tema di uno degli eventi della settimana messinese intitolato ”Io non rischio’‘ tenuto il pomeriggio del 18 aprile al Capo Peloro Resort, in aggiunta alle numerose attività della terza giornata per la  Settimana della Sicurezza.

Nell’ambito dell’evento è stato proiettato uno spot, presentato dall’ing. Antonio Rizzo esperto di Protezione Civile del Comune di Messina, di trenta secondi, tanti quanto la durata del devastante terremoto che ha polverizzato Messina nel 1908. L’incontro è stato dedicato ai cittadini residenti nelle aree rivierasche particolarmente vulnerabili sul piano sismico di Ganzirri e Torre Faro.

Una zona ad alto rischio, ed è necessario prepararsi ad affrontare gli effetti distruttivi di un maremoto. La formazione è un atto di responsabilità” così l’assessore alla Protezione Civile Sebastiano Pino, durante l’incontro nella struttura alberghiera, che ha dato rilievo ad un percorso di formazione culturale del territorio, dove la coesione delle famiglie nella modalità di comportamento è un elemento importante. Un processo che Rizzo ha definito ”modello di gemellaggio delle famiglie” perchè è dalle famiglie che parte il piano di prevenzione e riduzione del rischio. A questo concetto si è riallacciato Franco Cuzzupuli presidente dell’associazione di volontariato Castel Gonzaga, che ha sottolineato quanto sia importante il gemellaggio tra le famiglie che a Torre Faro è partito con la simulazione di un  evento coinvolgendo i tecnici edili impegnati nella ristrutturazione del campanile della chiesa che rappresenta la quota di maggiore sicurezza e dove alcuni abitanti del villaggio si sono rifugiati per trovare scampo al maremoto.

 ”I residenti delle aree marine devono imparare ad autoproteggersi e quindi prevenire il rischio” ha detto l’ing. Riccardo Pagano dirigente il dipartimento di Protezione Civile che ha promosso la IX edizione di ‘’Messina Risk SIS. MA 2018’’. ”Sarebbe importante che i cittadini scrivessero un diario di bordo sui metodi di contrasto del rischio da consegnare alle acque dello Stretto per coloro che verranno” ha aggiunto Pagano intendendo far emergere  quanto sia importante che la memoria non vada perduta. ”Ricordare è fondamentale” ha sottolineato l’arch. Grazia Rosa Cammaroto del settore volontariato della Direzione Regionale Protezione Civile, ricordando una esercitazione del 2006 sul Vesuvio, dove il tempo ha dissolto nella gente la memoria delle catastrofiche eruzioni. Una memoria che va rinnovata attraverso la conoscenza dei rischi e degli effetti del sisma dallo scuotimento del terreno all’invasione distruttiva della costa per l’insorgere di uno Tsunami. Sull’origine di questo fenomeno che ha colpito anche Messina nel 1908 si è soffermata la professoressa Barbara Orecchio dell’Università di Messina. Con il termine giapponese Tsunami che vuol dire onda contro il porto, sinonimo di mare motus, si intende un ”anomalo quanto imponente moto ondoso del mare, originato da un violentissimo terremoto sottomarino provocato da alterazioni e modificazioni del fondo marino nelle vicinanze di una grossa faglia che influenzano e disallineano l’intera colonna d’acqua con una energia maggiore rispetto al moto ondoso pellicolare legato alle condizioni meteo. Lo Tsunami può viaggiare 800 Km/h e rallenta la velocità nelle vicinanze alle coste” ha affermato Orecchio, che ha fornito al pubblico straordinariamente attento, informazioni di metodo sui comportamenti da tenere in caso di maremoto successivo ad una scossa. Al primo punto, allontanarsi rapidamente dal mare e raggiungere una zona alta. Non avvicinarsi alla costa se si è in mare ma prendere il largo. Questo perchè la colonna d’acqua più è vicina alla costa più aumenta in altezza  per l’innalzarsi del fondale.

Allo svolgimento della serata di formazione – informazione che ha chiuso la terza giornata della Settimana della Sicurezza 2018,  hanno pure contribuito, Lino La Rosa capitano di Polizia Municipale, Guido Graffeo per Lions Alert, Roberta De Benedictis per Lega Ambiente Peloritani e infine il geologo Fabio Leonetti per Leo Club –  Lions con una presentazione sulla tutela e prevenzione dei beni culturali in caso di eventi sismici.

Organizzatori e relatori

Organizzatori e relatori

 

 

 

 

 

 

 

 

LE  ESERCITAZIONI

Tra le cento esercitazioni programmate da ‘’Messina Risk SIS. MA 2018’’, nell’ambito della manifestazione dedicata alla prevenzione sismica, si è svolta anche la prova in mare monitorata dalla Prefettura che quest’anno ha ritenuto partecipare agli scenari di rischio-sismico promossi dal Comune di Messina e curati  da Antonio Rizzo esperto di Protezione Civile del sindaco Accorinti, con un’attività di simulazione tra i vari soggetti che negli stati di crisi interagiscono tra loro.

Di interoperabilità tra i vari componenti del sistema di protezione civile si è parlato al tavolo tecnico coordinato dalla Prefettura il 20 aprile, che ha riunito il dipartimento nazionale, regionale di Sicilia e Calabria e comunale di Protezione Civile, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Marina Militare, Esercito, VV.FF., SUES 118, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato.  ”La sinergia tra le strutture è un elemento strategico” a sottolinearlo, Fabio Brondi responsabile del servizio emergenza del dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, che 24 ore su 24 affianca il lavoro sul territorio di prefetture e autonomie. A rappresentare la Protezione civile nazionale all’incontro, anche Tiziana Capuzzi per il servizio emergenza sanitaria e assistenza alla popolazione.

Il trasferimento di informazioni tra enti diversi, per una maggiore efficacia e tempestività degli interventi nelle situazioni emergenziali, è in Sicilia in fase di approdo con GECoS (Gestione Emergenze e Comunicazione Sicilia),  la piattaforma intesa sala operativa virtuale che ”esemplificherà i vari livelli di partecipazione” – lo ha affermato Grazia Rosa Cammaroto dirigente UOB della Protezione civile della Regione Sicilia – ” sarà una sorta di chat in cui gli attori dell’evento potranno scambiarsi le informazioni … noi della Protezione regionale ci crediamo molto – ha aggiunto Cammaroto – e l’attività formativa avviata porterà a pieno regime l’utilizzo della piattaforma. Lo scoglio più grande è dato dagli enti che non hanno ancora aggiornato i loro sistemi – ha evidenziato il tecnico regionale  auspicando che ”nel prossimo futuro possano interagire tutte le strutture”.

 Nei giorni scorsi delle modalità di gestione della sala virtuale GECoS, si è anche soffermato Fausto Formosa della Direzione Regionale Protezione Civile (DRPC) al tavolo del COC Centro Operativo Comunale nell’ambito degli incontri della terza giornata della Settimana della Sicurezza IX edizione, svolta dal 16 al 21 aprile all’insegna, in particolare, della conoscenza e prevenzione del rischio sul piano della formazione e informazione per una cittadinanza più consapevole dei pericoli del territorio. Per i quali, il capo della Protezione civile del Comune di Messina Riccardo Pagano, presente all’incontro insieme a Sebastiano Pino assessore comunale alla Protezione civile, ha sostenuto, che il ripetersi periodicamente della simulazione sia indispensabile alla verifica dei modelli di intervento nelle emergenze. Su questi, hanno ragionato componenti e referenti delle strutture a confronto del tavolo tecnico in Prefettura che ha fatto emergere alcune criticità nella pianificazione emergenziale. Aspetti che saranno nel brevissimo periodo valutati per un approccio più funzionale all’evento di rischio.

IL CONFRONTO FINALE NELLA GIORNATA CONCLUSIVA

”Non dimenticare! La Protezione civile comincia da te” ha detto con enfasi Riccardo Pagano dirigente del dipartimento di  Protezione civile del Comune di Messina alla giornata conclusiva di ‘’Messina Risk SIS. MA 2018’’, spiegando come il ruolo del cittadino passando dalla partecipazione serena e consapevole della famiglia si può trasformare in un soggetto attivo di protezione civile che interagisce all’interno della catena di soggetti impegnati nello stato di crisi. Al PalaRescifina che ha ospitato la IX edizione dell’evento è stato fatto un bilancio delle cinque giornate di simulazioni di scenari di rischio svolte sotto la regia di Antonio Rizzo esperto di Protezione civile dell’Amministrazione Accorinti.

Gli spazi musicali resi dalla banda della Brigata Aosta hanno aperto la giornata conclusiva con gli interventi dei protagonisti della Settimana della Sicurezza che ”quest’anno rispetto alla prima edizione ha mostrato di aver migliorato il suo percorso come l’atleta tende a battere il record” – ha sottolineato l’assessore alla Protezione civile Sebastiano Pino, ringraziando i 160 volontari che hanno operato per la buona riuscita del progetto. Ottimi risultati come sempre accade quando si lavora in sinergia. Un  importante ”lavoro di squadra” – ha rimarcato Calogero Foti direttore generale del dipartimento di Protezione civile in Sicilia – ricordando le parole di don Pino Puglisi ” se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto” e nell’area messinese ad alto rischio la coesione del sistema è fondamentale.”la sinergia tra gli uffici di Protezione civile ragionale e comunale presenti a Messina assume priorità nell’interesse della collettività” così Alfredo Biancuzzo dirigente territoriale  del dipartimento di Protezione civile siciliano.

 Si sta cercando di ”ottimizzare le procedure” che gravitano intorno agli ”eventi eccezionali ed ordinari che la macchina dell’emergenza muove su due binari”,  e dal prossimo anno si potrà lavorare meglio, ha spiegato Isabella Bartoli referente sanitario della Protezione civile regionale. Con il dipartimento siciliano collabora a stretto contatto la Protezione civile della Calabria rappresentata all’incontro dal dirigente generale Carlo Tanzi. A completare i livelli di confronto tra i dipartimenti di Protezione civile, la partecipazione al tavolo di  Fabio Brondi per i servizi di emergenza della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha  sottolineato ”la vitale importanza del Volontariato”  espresso, per l’occasione, da Massimo Minutoli presidente della Consulta comunale.

A chiudere la giornata al palasport Rescifina, in questi giorni trasformato in campo di ammassamento dai volontari di protezione civile, i saluti finali dell’Autorità comunale di Protezione civile e sindaco della città metropolitana di Messina Renato Accorinti.  

Volontari della Protezione Civile

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