SETTEMBRE 2019
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Catania

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CATANIA. Le avventure dedicate ai più piccoli all’Orto Botanico di Catania continuano con le iniziative delle Officine Culturali. Il prossimo appuntamento dell’estate 2015 organizzato  dedicato al “museo verde” dell’Università degli Studi di Catania è previsto per martedì 28 luglio alle ore 17.00. Ai piccoli esploratori sarà chiesto di compiere un viaggio speciale, “Il giro del Mondo in 80 piante”: l’attività ludico-didattica permetterà, infatti, ai giovani partecipanti di conoscere i segreti e le tradizioni di paesi diversi dal nostro attraverso le piante presenti all’Orto Botanico scoprendo così gli usi e i costumi di luoghi lontani. Attraverso oggetti, foglie e fiori e aiutati da tanta fantasia, costruiranno virtualmente un loro “mappamondo vegetale”. L’attività ludico-didattica ha lo scopo di avvicinare i più piccoli al mondo della natura e delle tradizioni legate alla botanica che ogni cultura conserva e cerca di difendere.

Il laboratorio, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali, verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Per aderire è necessaria la prenotazione ai numeri 0957102767 | 3349242464. È possibile contattare l’Info Point di Officine Culturali dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 17:00.

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Tanti Auguri dal direttore e dalla Redazione di Sicilia Felix al neo-dottore Giuseppe Di Salvo, figlio del nostro editore, che il 22 luglio 2015 si è brillantemente laureato presso il Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università degli Studi di Catania con una tesi di Geografia Economica sull’Immigrazione. Un elaborato impegnativo e complesso quello presentato da Giuseppe Di Salvo con il quale ha stato affrontato un tema di grande attualità. Nella fattispecie sono stati trattati i risvolti socio-economici derivanti dal flusso degli immigrati sul nostro territorio approfondendo con grande meticolosità il Sistema “SPRAR”. Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. L’elaborazione della tesi di laurea ha permesso allo studente di mettere in linea una straordinaria attitudine alla ricerca e l’elaborato finale è stato particolarmente apprezzato anche dalla Commissione. Dopo questo primo importante traguardo, Giuseppe Di Salvo continuerà il suo percorso naturale universitario con l’iscrizione alla specialistica biennale su “Direzione Aziendale”.

Al neo dottore auguriamo il conseguimento di altri brillanti risultati nel biennio di specializzazione per un percorso proficuo diretto verso una carriera da manager.

Giuseppe Di Salvo espone la tesi

Giuseppe Di Salvo espone la tesi

Il conseguimento della laurea

Il conseguimento della laurea

Giuseppe Di Salvo con alcune amiche

Giuseppe Di Salvo con alcune amiche

Giuseppe Di Salvo con la Tesi

Giuseppe Di Salvo con la Tesi

Giuseppe con un Amico

Giuseppe con un Amico

Giuseppe con alcuni amici

Giuseppe con alcuni amici

Foto con la tesi

Foto con la tesi

Foto di Gruppo

Foto di Gruppo

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Giusy Di Mauro

Giusy Di Mauro

Castello di Calatabiano (CT). E’ stata una serata ricca di emozioni scandita dalle note musicali delle arie più famose d’opera quella realizzata al Castello Arabo-Normanno di Calatabiano (Ct), un “palcoscenico” unico e suggestivo che ha ospitato il concerto operistico “Invito all’opera”. Le arie inserite nel palinsesto della kermesse sono state eseguite dal soprano Giusy Di Mauro e dal baritono Alessandro Maccari che hanno reso magica la serata con un impeccabile esecuzione dei brani. Giusy Di Mauro giovane cantante siciliana, ha eseguito un repertorio mozartiano e rossiniano, con grande espressività, mettendo in evidenza una notevole estensione vocale, attraverso virtuosismi ben calibrati da picchettati e scale, alternandosi con il baritono Alessandro Maccari, cantante parmigiano che ha interpretato le arie più belle e difficili del repertorio verdiano: Don Carlo, Un Ballo in maschera, Traviata, il Nabucco. Di grande interesse l’aria dal Faust di Gounod “O Sainte Medaille”, con la quale il Maccari ha ricevuto numerosissimi applausi. Il pubblico ha apprezzato la voce possente con acuti di eccezionale sicurezza. I due cantanti sono stati accompagnati al pianoforte, con competenza e bravura dalla M° Luisa Pappalardo, docente di Canto al Conservatorio “A.Corelli” di Messina e direttore del Coro Lirico- Sinfonico Città di Enna insieme al baritono Alessandro Maccari che è il Direttore Artistico. Il trio musicale Di Mauro – Maccari – Pappalardo, ha all’attivo numerosi concerti in tutto il territorio siciliano e continua la sua attività artistica prediligendo, per l’esecuzione del proprio repertorio operistico, luoghi d’arte come il magnifico Castello Arabo-Normanno di Calatabiano, magica location “vicina alle stelle”. Anche in questa loro recente performances il trio ha dimostrato grande livello musicale, dove la cultura è il “centro” dell’evento.

Un momento del concerto

Un momento del concerto

Il programma del concerto:

V. Bellini “ Malinconia ” Sop.
F.P. Tosti “ Sogno ” Bar.
W.A. Mozart Le Nozze di Figaro “Deh vieni non tardar” Sop.
G. Verdi Don Carlo “Per me giunto è il dì supremo ” Bar.
G. Rossini La cambiale di matrimonio “Anch’io son giovine” Sop.
C. Gounod Faust “Dio possente Dio d’amor” Bar.
G. Donizetti “Il barcaiolo” – “ Me voglio fa ‘na casa “ Sop.
G. Verdi Un ballo in maschera “Eri tu che macchiavi…” Bar.
W.A. Mozart Don Giovanni “Vedrai Carino”
“ Batti, Batti, bel Masetto” Sop.
G. Verdi Nabucco “ Dio di Giuda……O prodi miei, seguitemi” Bar.
G. Rossini La scala di seta “ Sento talor nell’anima” Sop.
G. Verdi La Traviata “Di Provenza il mare, il suol” Bar.
W.A. Mozart Exultate Jubilate “Alleluia” Sop.
F.P. Tosti Non t’amo più Bar.
Biografie del Trio:

GIUSY DI MAURO
SOPRANO

Giovane soprano, inizia gli studi musicali molto presto. Diplomatasi con il massimo dei voti presso il Liceo Scientifico “ Leonardo” di Giarre,oggi frequenta il Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina, dove ha già conseguito brillantemente la Laurea di I Livello del Triennio Superiore della Scuola di Canto Lirico, sotto la guida della Prof.ssa Luisa Pappalardo, e sta per conseguire sempre sotto la guida della Stessa, la Laurea specialistica di II Livello.
In contemporanea agli studi si sta distinguendo in diversi Concorsi Lirici Nazionali classificandosi sempre ai primi posti e riscuotendo umani consensi dal pubblico e dalla critica, tra questi il 17° Concorso Musicale Nazionale “ Placido Mandanici” tenutosi nella Città di Barcellona Pozzo di Gotto nel Maggio 2015.
Ha partecipato a diverse manifestazione musicali, in collaborazione con Ensamble e in recital solistici, distinguendosi per le qualità vocali e la sensibilità interpretativa ed estetica, soprattutto nel repertorio cameristico e lideristico; affrontando con successo anche l’aria d’opera in ruoli “mozartiani e rossiniani”
Inoltre per molti anni ha fatto parte della Corale “SINE NOMINE” diretta dalla M° Lucia Patanè, esibendosi in varie manifestazioni musicali.
Motivata da un profondo interesse per la musica corale e la direzione di coro, nel 2006 ha partecipato alla Masterclass di Direzione Corale tenuta dal M° Nicola Conci.
Nel Marzo del 2014 ha partecipato al Workshop “ Musica e scuola” ideato e condotto dal M° Sabrina Simoni, Direttore del Piccolo Coro “ Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna.
Attualmente si sta perfezionando partecipando alla seconda Masterclass di Direzione di Coro tenuta dal M° Giuseppe Mignemi, compositore e direttore di coro.
Inoltre da qualche anno insieme alla pianista Emanuela Finistrella dirige il coro di voci bianche “Jubilate Deo”, realizzando diverse esibizioni nei vicini paesi etnei.

Alessandro Maccari

Alessandro Maccari

ALESSANDRO MACCARI
BARITONO

Nato a Parma, ha iniziato gli studi musicali al Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
E’ stato seguito dal Maestro PIER MIRANDA FERRARO, ha vinto numerose borse di studio ed ha frequentato la “NOVA CANENDI ACCADEMIA” di Bari presieduta dal tenore GINO LO RUSSO TOMA.
Si è perfezionato localmente con il Maestro FRANCO CORELLI, ed ha preparato il suo repertorio operistico con il Maestro LOUIS BARAGIOLA di Milano.
E’ stato inserito in attività teatrali di prosa come attore protagonista con la compagnia “NOVECENTO” di Milano, diretta dal regista MARCO AMICI, interpretando diversi ruoli “pirandelliani”.
Ha al suo un’intensa attività concertistica in Italia ed all’estero, cantando con l’orchestra giovanile “N. PICCINI” di Bari, l’orchestra Sinfonica dell’Università KORE di Enna, l’orchestra Sinfonica Siciliana, con gruppi cameristici, sinfonici e lirici dell’Europa dell’Est, riscuotendo sempre umani consensi di pubblico e di critica soprattutto nei ruoli verdiani, infatti con le suddette orchestre ha debuttato in TROVATORE, TRAVIATA E DON CARLO.
E’ importante la serie di concerti, tenutisi in prestigiose sale da concerto con Ensamble Musicali, che lo vedono raffinato protagonista del repertorio lideristico, che affronta i capolavori di Mozart, Mendelssohn, Schubert,Schumann, Brahms, Wagner, Strauss.
OPERE IN REPERTORIO :
• TROVATORE
• LUCIA DI LAMMERMOOR
• DON CARLO
• UN BALLO IN MASCHERA
• TRAVIATA
• MACBETH
• IL CORSARO
• LA FAVORITA
• CAVALLERIA RUSTICANA

Attualmente è Direttore Artistico del Coro Comunale “Città di Enna”.

Alessandro Maccari

Giusy Di Mauro, Luisa Pappalardo e Alessandro Maccari

 

 

LUISA PAPPALARDO
SOPRANO – PIANOFORTE

Il soprano Luisa Pappalardo, inizia gli studi musicali, diplomandosi con il massimo dei voti in Canto Ramo Cantanti presso il Conservatorio di Musica di Messina con la Prof.ssa Maria Santamaria, successivamente in Pianoforte e in Canto Ramo Didattico nei Conservatori di Reggio Calabria e Mantova. Nel 1986 viene premiata al Quirinale dal Presidente della Repubblica per essere stata nell’anno Europeo della Musica (1985), la più giovane diplomata in Canto d’ Italia con il massimo dei voti e la lode. Ha condotto studi di perfezionamento a Roma con Paolo Silveri, a Padova con Iris Adami Corradetti, a Mantova Ettore Capogalliani, a Parma con Alain Billard e a Milano per cinque anni con Franco Corelli, suo ultimo maestro. E’ inoltre vincitrice di numerosi concorsi lirici e pianistici: I Premio Critica Musicale e Amici della Musica – Concorso Nazionale – “Salerno Lirica”; Concorso internazionale – “Corale Verdi”- Teatro Regio di Parma ; Iblan GRAN PRIZE – sezione lirica; X COPPA PIANISTI D’ITALIA – Osimo (AN) 1977 ; XIV COPPA PIANISTI D’ITALIA – Osimo (AN) 1981 ; XV COPPA PIANISTI D’ITALIA – Osimo (AN) 1982 ; I Concorso Nazionale Pianisti Città di Messina 1982 ; Ha svolto attività concertistica in diverse città d’Italia e dell’estero (Cina – Stati Uniti- Inghilterra), esibendosi con importanti orchestre come la “Sinfonica Siciliana” di Palermo, la “ A. Toscanini” di Parma, la “ N. Piccinni” di Bari, l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, la “ Filarmonica” di Verona. Ha cantato in importanti teatri di tradizione come il Teatro Regio di Parma”, il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro “R. Valli” di Regio Emilia, il Teatro Comunale di Cremona, il Teatro Grande di Brescia, il Teatro “G. Donizzetti” di Bergamo, il Teatro Massimo Bellini di Catania e l’ Arena di Verona. Luisa Pappalardo ha sempre riscosso consenso di pubblico e di critica in esecuzione di Armida, la Bohème,il Trovatore, La Forza del destino, Semiramide, Guglielmo Tell, Turandot( Liù), Cavvalleria Rusticana, Suor angelica, Traviata, Il Pupazzo di Neve, Le Nozze di Figaro. E’ stata diretta da famosi Maestri Internazionali come V. Delman, I. Lapinch, M. Malles, A. Veronesi, E. Rojatti, F. Zadra, i quali hanno apprezzato particolarmente le qualità vocali e interpretative. Ha pubblicato, con la Casa Editrice C. U. E. C. M di Catania, numerosi volumi relativi alla Didattica del Canto, tra i quali di particolare interesse per l’insegnamento di tale disciplina ci sono : “Aspetti storici e tecnici del canto fiorito del Medioevo”; “L’ Opera in musica e il libretto”; “ La pedagogia del canto”; “Lo studio del Canto e il Materiale Didattico”; “Dal cantante professionista al futuro insegnante”; “ La Ginnastica Vocale”; testi sulla Tecnica Vocale; Trattato completo sulla Respirazione, ecc. Inoltre ha inciso con la Produzione Distribuzione Discografica “ Panamusic Company ” di Milano, i CD “ SALOTTO MUSICALE ITALIANO” arie di V. Bellini e G. Verdi; “ LES CHEMENS DE L’AMOUR” arie di Schubert, Tosti, Poulanc, Kurt Weill, P. Ferro, con la Produzione Festival “ A. Ghislanzoni” di Caprino Bergamasco, ha inciso “ TRA MOZART E SALIERI” il Mottetto “Exsultate Jubilate” e il “Requiem” di W. A. Mozart. E’ particolarmente interessata all’attività didattica, infatti ha insegnato canto negli Istituti Musicali “ G. Navarra” di Gela, “ P. Vinci” di Caltagirone, “F. Pennisi” di Giarre, operanti di concerto, giusta protocollo d’intesa, con l’Istituto Musicale Pareggiato “V. Bellini” di Catania. E’ stata Direttore del Coro dell’Università KORE di Enna. Attualmente è docente di Canto al Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina.

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9Giardini Naxos (Me). Inaugurata con successo la mostra “Prima Luce” (fino al 2 agosto), personale di Stefania Orrù a cura di Stefano Gagliardi e Alessandra Redaelli al Castello di Schisò (Giardini Naxos), nuova splendida sede espositiva del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia), diretto da Giuseppina Napoli che per l’occasione ha ribadito: “È nella scelta di questo luogo suggestivo, ancora Cantiere Culturale, che il MacS avvalora la sua inclinazione al dinamismo ed al sodalizio culturale facendone un’ulteriore sede espositiva permanente e siamo lieti di inaugurare questo nuovo inizio con la Orrù, ancora di più perché è un’artista donna e di origini isolane. Giovane pittrice sarda, la Orrù incarna con naturalezza nelle sue opere ed attraverso le tecniche che ha imparato quella congiunzione tra contemporaneo ed antico, quell’unione di turbamento, trepidazione e commozione dell’animo umano che in questo Castello, trascorso raccordo di civiltà e di storie dalla fascinosa atmosfera, è reso inviolabile. Così nella quasi sacralità di questo incontro di spazio e tempo, sensazioni ed immagini, il MacS riconferma il valore dell’arte, della cultura e della bellezza e Stefania Orrù con la mostra Prima Luce, ne diventa testimone”.
La cerimonia inaugurale è stata aperta da Sebastiano Paladino che a nome della famiglia proprietaria del Castello in oggetto ha ringraziato con gratitudine l’Ingegnere Sebastiano Di Prima e tutto il suo staff per aver reso possibile, con una certosina operazione di restauro, la rinascita dello storico Castello di Schisò divenuto residenza estiva del MacS. Di seguito hanno presa la parola il Sindaco di Giardini Naxos, Pancrazio Lo Turco, che manifestando entusiasmo per il progetto, significativo in termini di promozione culturale e coinvolgimento turistico, si è congratulato con i soggetti coinvolti; l’Architetto Daniele Raneri che ha curato il restauro e ha incuriosito i presenti con un breve intervento sulla storia del prestigioso sito.
Io… penso ma mille volti, ognuno assorto e perso, ogni sguardo contiene la saggezza e l’ignoranza di qualsiasi essere che subisce e allo stesso tempo possiede il segreto di tutto”, ha sottolineato Stefania Orrù finemente introdotta da Stefano Gagliardi e Alessandra Redaelli.
La mostra “Prima Luce” – ha detto Stefano Gagliardiè il farsi di una consapevolezza raggiunta, è la potenza di un “Io sono” che traspare in ogni sua opera. È un “io sono” silente e pacificato, saldato a un tempo presente, sempre meno ancorato al proprio passato e vissuto. È l’atto finale pittorico che segue quel processo di intima astrazione dove il distacco dal proprio io produce, attiva e perfeziona nuovi livelli (condizioni-momento) di acquisizione dell’essere. Le opere in mostra sono la rivelazione figurata del compiersi di una liberazione: il progressivo svincolarsi della veste-drappo, metaforicamente sentito come corpo altro. L’opera, “il grande nudo in piedi”, diventa l’atto finale di questa metaforica svestizione, simbolo quasi di un ritorno al proprio corpo primigenio: è l’emozione del corpo che incontra fuori da tutto il tempo, dentro tutto lo spazio la propria “prima luce” e, mentre ne viene attraversato, quel corpo si dichiara: io sono, eccomi”.
Alla costante ricerca di risposte profonde – che significativamente rintraccia nel proprio volto in un autoritrarsi incessante e senza tregua – l’artista è passata da una figurazione più delineata ad una graduale rarefazione della forma – ha sottolineato Alessandra Redaelli -. Se all’inizio erano volti, e soprattutto corpi, che si stagliavano con grazia classica su uno spazio vago non ancora definito, se negli ultimi tre anni il punto di vista si è ravvicinato in primi piani suggestivi come icone, dove la forma sembra sostanziarsi in coaguli di materia luminosa, oggi Stefania Orrù, sembra giunta ad una sintesi di questo complesso percorso. L’impasto ruvido, che l’artista doma e padroneggia con grazia e furore, si fa superficie scabra, erosa, improvvisa spaccatura, dislivello da saggiare con i polpastrelli, da scrutare così da vicino da appoggiare il viso alla tavola fino a sentirne l’odore, e poi, di colpo, si appiana in esplosioni luminose capaci di annichilirci. Ed è proprio in questa tecnica particolarissima, forse un po’ magica, che risiede il senso stesso della fascinazione del lavoro di Stefania Orrù, sospeso tra suggestioni antiche, memorie di affreschi corrosi dal tempo, ed emozioni così attuali da farci sussultare”.

Il pubblico che ha preso parte all'evento

Il pubblico che ha preso parte all’evento

L'intervento di Giuseppina Napoli

L’intervento di Giuseppina Napoli

Alessandra Redaelli e Stefania Orrù

Alessandra Redaelli e Stefania Orrù

da sin. l'avv. Daniela Tomarchio, Angela Lombardo pres. Ass. Mea Lux e Stefania Orrù

da sin. l’avv. Daniela Tomarchio, Angela Lombardo pres. Ass. Mea Lux e Stefania Orrù

Una delle sale con i quadri di Stefania Orrù

Una delle sale con i quadri di Stefania Orrù

Stefania Orrù

Stefania Orrù

Uno dei quadri della Orrù

Uno dei quadri della Orrù

Il Castello di Schisò

Il Castello di Schisò

Un quadro della Orrù

Un quadro della Orrù

BIOGRAFIA: Stefania Orrù

Nasce a Jesi (Ancona) nel 1976. Durante gli anni di università prima a Urbino poi a Verona, in cui studia letteratura, scopre la pittura come mezzo espressivo ed essa assume da subito un ruolo centrale nella sua vita. Nel 1997 si trasferisce in Umbria, dove collabora per circa sei anni con il maestro spellano Elvio Marchionni. È in questi anni che si accosta all’affresco e alla pittura murale e che fa propri quei materiali con i quali sviluppa ogg, la sua ricerca personale. Stefania Orrù ha realizzato mostre personali e ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 2009 è stata pubblicata la sua monografia intitolata “La pittura e la chiave dell’Essere”.

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CATANIA. Il nuovo  appuntamento a cura di Officine Culturali dedicato ai più piccoli è fissato martedì 14 luglio alle ore 17.00 presso l’Orto Botanico di Catania. ”Labirinti, Castelli, Giardini Segreti” continua con   Alla ricerca del MIrTO perduto”, un laboratorio ludico-didattico che si concentrerà su alcune delle piante presenti nel “museo verde” dell’Università di Catania e sui miti che esse hanno rappresentato per le popolazioni del passato.

L’attività prenderà il via con una passeggiata tra l’ombra e il fresco degli alberi, tra serre e vasche, per andare alla ricerca dei miti e delle leggende che la vegetazione dell’Orto Botanico conserva e preserva. Nella seconda fase dell’attività, i giovani partecipanti si faranno portavoce delle storie scoperte realizzando un piccolo erbario dei miti: come dei piccoli esploratori costruiranno una personalissima raccolta di specie del regno vegetale.

Il laboratorio, realizzato con la collaborazione del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali, verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Per aderire è necessaria la prenotazione ai numeri 0957102767 | 3349242464. È possibile contattare l’Info Point di Officine Culturali dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 17:00.

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Narendra - Modi

Narenda – Modi

Promosso dal premier indiano Nerenda Modì, si è svolto il 21 giugno 2015, la prima Giornata internazionale dello Yoga, celebrata dalle Nazioni Unite. La nota pratica che coinvolge fisico e mente, può essere considerata un mezzo per addestrare la mente degli individui per creare una nuova era di pace e di armonia.
Teatro dell’imponente evento in cui hanno partecipato 35. 000 persone è stato il maestoso Rajpath a New Delhi dove si e’ svolta una mega-sessione di yoga, a cui ha partecipato lo stesso premier Modi, in cui sono state eseguite 35 ‘asana’.
Lo stesso premier Modì, prima di iniziare la pratica, ha ringraziato l’ONU per aver accettato di istituire la Giornata internazionale dello ed anche le 192 nazioni che hanno aderito a diffondere il messaggio dell’armonia (Sabdhana).
Anche in Italia si è celebrato questo evento nelle piazze di varie città, la Federazione Mediterranea Yoga è stata presente con il Maestro Antonio Nuzzo e Roberto Laneri in Piazza del Campidoglio, a Catania con la Maes

tra Wanda Vanni e Paolo Greco in Piazza Teatro Massimo. In provincia: a Viagrande l’Associazione Sicilia-India insegnanti Liliana Cosentino e Cristiana Cardillo e, a Riposto, l’Associazione Pranava insegnante Maria Farina.
Ogni gruppo ha messo in evidenza un particolare aspetto di questa pratica millenaria che coinvolge il fisico attraverso le posture (asana), e mediante l’osservazione delle modificazioni che avvengono sul corpo si giunge all’osservazione dello stato emotivo che le accompagna.
Le sessioni effettuate hanno avuto una buona affluenza di partecipanti, sia che si trattasse di una pratica durata poche ore, sia che fosse programmata per l’intera serata. E’ stata una bella possibilità per coloro che non si erano mai accostati alla disciplina di poter accedere al programma “sale aperte per la notte bianca dello Yoga”.

                                       Liliana Cosentino

La giornata Yoga a Catania

La giornata Yoga a Catania

Seduta Yoga in associazione

Seduta Yoga in associazione

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MILANO. Dopo gli ultimi successi ottenuti in Cina precisamente a Shanghai , dove tra l’altro ritornerà nel 2016 toccando anche Pechino con il Barbiere di Siviglia di G. Rossini, il Baritono Giardinese Salvo Todaro fiore all’occhiello del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, rappresenterà lo stesso, nonché la Sicilia, all’EXPO’ di Milano il 2 luglio 2015 dove si esibirà accompagnato da un quartetto d’archi di prestigio, formato dai Maestri : Marcello Spina e Antonio D’Amico ai violini, Aldo Randazzo alla viola e Antonio Di Credico al violoncello.

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Iniziati i preparativi della 15ma edizione del FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA di FRONTIERA che si svolgerà dal 20 al 26 luglio 2015 a Marzamemi (Sicilia) nell’antico borgo marinaro .

Il 18 ed il 19 giugno Catania ospita un “Anteprima” della rassegna del cinema di Marzameni a Villa San Saverio in collaborazione con la Scuola Superiore di Catania.

Programma:
Giovedì 18 giugno: alle ore 17 nell’aula magna dell’Università IL PRIMO APPUNTAMENTO CON “Sud: Rito e Magia- la Lucania di Levi e De Martino” sul documentarismo etnografico. Introducono Lina Scalisi e Sebastiano Gesù. Alle ore 18,30 omaggio a Manoel de Oliveira con Livio Marchese e Sebastiano Pennisi. Ore 20,30 Cinema e Cibo, quando l’Italia Mangiava in bianco e nero, filmati luce. Sicilianima: il gusto di Nello Correale. A seguire “anticipazioni di gusto” con vini delle cantine Paternò, pani di grani antichi dei fratelli Vescera e pomodorino di Pachino dop. Alle ore 21,40 “Las Patronas” di Javier Garcia e subito dopo discorsi su Cinema, Cibo e Territorio con Nello Correale, Carmelo Chiaramonte, Roberto Bruno.
Venerdì 19 giugno: alle ore 17, in ricordo di Pierpaolo Pasolini per i 40 anni della sua scomparsa. “La ricotta” con Orson Welles, “Pasolini e l’Etna”. Introducono Luciano Granozzi e Stefania Rimini. Ore 18,40 il cinedocumentario di Leonardo Sciascia, “Gela antica e nuova” di Giuseppe Ferrara (1964). “Radiografia della Miseria” di Piero Nelli (1967). Relatori Antonio Di Grado e Alessandro De Filippo. Alle ore 20,30Silcilanima: “ritratti siciliani di Nello Correale. Alle ore 21,30: “Ecuba” di Giuliana Berlinguer e Irene Papas. A seguire i discorsi sul Dramma antico di Sicilia con Moni Ovadia, Mario Incudine, Giuseppe Di Pasquale e Sebastiano Gesù (moderatore).

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“Città delle Emozioni”: venerdì 12 giugno apre il sindaco Bianco con Franco Battiato e Carmen Consoli

CATANIA. Venerdì 12 giugno, alle 9,30, nel Salone Bellini di Palazzo degli Elefanti il convegno internazionale “Catania Città di emozioni”. Il via alla due giorni, che vedrà la nostra città al centro di un dibattito di altissimo livello per introdurre innovazioni a Catania e farne innalzare il livello di qualità della vita, sarà dato dal sindaco Enzo Bianco che parlerà sul tema “Le emozioni come risorsa per il territorio“. Seguiranno gli interventi di Franco Battiato e Carmen Consoli con le loro testimonianze su come si lavora con le Emozioni; di Calogero Firetto neo sindaco di Agrigento e di Michelangelo Giansiracusa, giovane primo cittadino di Ferla in provincia di Siracusa, che con le loro esperienze contribuiranno a ragionare sullo spazio urbano della città partendo dalle Emozioni; di Amergio Restucci, rettore dello Iuav di Venezia e di Giandomenico Amendola ordinario di Sociologia Urbana.
Nel pomeriggio i lavori proseguiranno nell’Aula Magna del Rettorato in piazza Università e saranno aperti alle 15 dal rettore Giacomo Pignataro. Seguiranno gli interventi di Dennis Frenchman docente di Pianificazione urbanistica al Mit di Cambridge nel Massachusetts (Stati Uniti), Carlo Olmo ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino, Cristiana Mazzoni ordinario di Progetto architettonico e urbano alla Ensas di Strasburgo, Carlo Colloca docente di Analisi sociologica all’Università di Catania. In conclusione ci sarà una testimonianza dello chef stellato Pino Cuttaia. Il convegno continuerà anche nell’intera giornata di sabato 13 giugno.

Il Convegno servirà ad individuare e mettere in atto un metodo che consenta alle emozioni prodotte dalla città di tradursi in fatti concreti che possano contribuire ad innalzare il livello di qualità della vita di ciscun catanese

Venerdì 12 giugno. Palazzo della Cultura: in mostra i “Cunti” dell’Accademia di Belle Arti

“Cunti” è il titolo della mostra degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania che sarà aperta domani, venerdì 12 giugno alle ore 18, nel Palazzo della Cultura. L’esposizione, a cura di Giovanna Lizzio, Marilisa Yolanda Spironello e Viviana Tarascio, si basa su un progetto di relazione tra luogo, memoria e immaginazione.
Gli orari di apertura sono: da lunedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, domenica dalle 9 alle 13. L’ingresso è libero.

Venerdi 12 giugno. Palazzo della Cultura: incontro con gli artisti di “Eterogenesi della forma

Venerdì 12 giugno alle ore 19.30, nel Palazzo della Cultura, è in programma l’Aperitivo con gli artisti di “Eterogenesi della forma. Esperienze di pittura e scultura all’inizio del XXI secolo”.

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Il Museo Egizio di Torino ha rifatto il look confermandosi uno dei musei più prestigiosi al mondo, secondo solo a quello del Cairo, per importanza e numero di reperti provenienti dall’Egitto. Torino consolida così il suo primato di culla della cultura egiziana. Il Museo egizio, considerato una meraviglia mondiale, ha riaperto i battenti con un nuovo allestimento museale ricco di sorprese che proiettano il visitatore in un esperienza culturale di grande suggestione. Per realizzare gli interventi, molto di più di un semplice restyling, sono stati necessari quasi cinque anni di lavori (scanditi da una grande clessidra, alta tre metri, posizionata in Piazza San Carlo) ed un budget di 50 milioni di euro. Nel corso dei lavori, il museo è rimasto sempre aperto, nonostante ospitasse uno tra i cantieri più grandi d’Europa. Una grande sfida vinta con grande successo.
L’inaugurazione è avvenuta il primo aprile, strategicamente un mese prima dell’Expò di Milano, alla presenza del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini il quale ha definito il Museo “uno strepitoso successo mondiale con allestimenti moderni che interpretano magnificamente la nuova filosofia di concepire i musei i quali devono essere realizzati con ampi spazi in grado di permettere un ottima fruizione delle opere esposte dove venga valorizzata anche la parte didattica con dettagliate spiegazioni riguardanti i reperti”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Museo

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Museo

Giovedì 15 maggio è stato un giorno speciale per il Museo Egizio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato l’Egizio esprimendo grande compiacimento per il restailing realizzato.

             

                Il nuovo percorso museale, realizzato sul progetto scientifico elaborato dal Direttore del Museo Christian Greco e da otto curatori con differenti specializzazioni, si sviluppa cronologicamente su un area, quasi raddoppiata, di 10.000 mq. e si articola in quattro piani collegati da un sistema di scale mobili che nell’idea dello scenografo Dante Ferretti dovrebbero richiamare un ideale percorso di risalita lungo il Nilo. Sono 3300 i reperti esposti che coprono un arco di tempo che va dal 4000 a.c. al 700 d.c.
Tra le molte novità vi è da segnalare un’area tematica di grande impatto, la Galleria dei Sarcofagi, che ospita al secondo piano alcuni fra i più bei sarcofagi del Terzo Periodo Intermedio e dell’epoca tarda (1100 – 600 a. C) molti dei quali restaurati presso il Centro di Restauro della Venaria Reale con il contributo de Gli Scarabei, associazione dei sostenitori del Museo Egizio. Questo allestimento si giova dei risultati raggiunti dal Vatican Coffin Project, un sofisticato protocollo di indagine applicato per la prima volta su sarcofagi dell’antico Egitto. Al progetto, coordinato dal Reparto Antichità Egizie dei Musei Vaticani, in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani, partecipano il Museo Egizio, il Rijksmuseum van Oudhen, il Museo del Louvre, e il Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France.
Per il pubblico che visita il museo è come vivere un viaggio nel tempo che si conclude al piano terra fra le statue monumentali, nelle sale allestite dallo scenografo Dante Ferretti, in quella che Champollion, il noto studioso decifratore dei geroglifici, definì “una meravigliosa assemblea di re e divinità”. Dante Ferretti è inoltre autore de l “Percorso Nilotico” che accompagna il pubblico nella salita, con le scale mobili, alle sale espositive dal primo al terzo piano.
I visitatori dell’Egizio possono  fruire di ricostruzioni virtuali di alcuni contesti archeologici realizzate nell’ambito della collaborazione scientifica fra Museo Egizio e Istituto IBAM del CNR. E’ possibile vivere l’esperienza della scoperta grazie a video 3D che, basandosi su preziosi documenti di scavo e fotografie d’epoca, ridanno vita alla tomba di Kha, alla tomba di Nefertari e alla cappella di Maia, tutte e tre scoperte da Ernesto Schiaparelli, tra i primi direttori di questo Museo, agli inizi del ‘900.
Ogni sala, è stata concepita per instaurare un dialogo costante con il mondo esterno, in particolare con un pubblico eterogeneo e con la comunità scientifica internazionale, ponendosi come un punto di riferimento per la ricerca. A testimoniare l’attenzione verso di loro le sei lingue, numero destinato a crescere, le videoguide e i testi di sala tradotti non solo in inglese ma anche in arabo per sottolineare lo stretto legame con la terra da cui le collezioni dell’Egizio provengono.
La collezione
Il Museo Egizio di Torino è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, a partire dal decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano da allora allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse Champollion: «La strada per Menfi e Tebe passa da Torino».
Numerose sono le collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. In quell’epoca vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici erano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche. Il criterio attuale prevede invece che i reperti rimangano all’Egitto

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La Biblioteca
Costituita sul nucleo originario di un fondo librario formato presso il Museo a partire dal 1824, anno di nascita, la Biblioteca Museo Egizio, fortemente specializzata in testi di argomento egittologico, ha oggi pochi eguali a livello internazionale ed è divenuta nel corso del tempo un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo. Il patrimonio librario conservato e disponibile per la consultazione comprende: 7400 volumi monografici, 2100volumi di periodici, 171 opuscoli, 182 tesi di laurea, microfilm e il fondo bibliografico della Biblioteca Botti (circa 500 volumi tra monografie e periodici). La Biblioteca costituisce un supporto all’attività di ricerca scientifica del Museo Egizio ma la consultazione è aperta a tutti.
Non è previsto alcun tipo di prestito esterno dei volumi, consultabili unicamente in loco.
Fatte salve le leggi vigenti e le esigenze di conservazione, gli utenti possono, inoltre, ottenere riproduzioni dei documenti in formato sia cartaceo sia digitale, secondo tariffe stabilite. E’, infine, a disposizione del pubblico un PC da cui accedere gratuitamente al sito OEB ( Online Egyptological Bibliography).

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Il Restauro
Il restauro dei reperti è sponsorizzato da Gli Scarabei, Associazione dei Soci Sostenitori del Museo Egizio di Torino. In meno di tre anni di attività Gli Scarabei hanno sponsorizzato importanti interventi di restauro per un importo di 80.000 euro focalizzati in particolare sulla Tomba di Kha, uno dei capolavori del Museo Egizio, e consistenti in operazioni delicatissime come la rimozione di vecchi interventi, il consolidamento e la stabilizzazione dei tessuti e la pulizia dei reperti.
L’attività degli Scarabei si estende a numerosi altri tesori a rischio come la preziosa maschera di cui si mostrano alcuni scatti prima e dopo l’intervento di restauro.
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La Storia
Il Museo delle Antichità Egizie venne fondato nel 1824 dal re Carlo Felice con l’acquisizione di una collezione di 5628 reperti egizi riunita da Bernardino Drovetti. La sede del Museo è da allora nel palazzo che nel XVII secolo l’architetto Michelangelo Garove aveva costruito come scuola dei Gesuiti, noto come “Collegio dei Nobili”, e che nel XVIII secolo era diventato sede dell’Accademia delle Scienze. Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha conferito in uso per trent’anni i beni del Museo alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, presieduta da Evelina Christillin di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. L’egizio di Torino è’ annoverato tra i primi 10 musei più visitati d’Italia e tra i primi 100 al mondo. Nel 2014 sono passati per le sale del palazzo di via Accademia delle scienze oltre 567mila visitatori.
Il primo oggetto giunto a Torino è la Mensa Isiaca, una tavola d’altare in stile egizittizzante, realizzata probabilmente a Roma nel I secolo d.C. per un tempio di Iside e acquistata da Carlo Emanuele I di Savoia nel 1630. Nel 1724 Vittorio Amedeo II di Savoia fonda il Museo della Regia Università di Torino, presso il palazzo dell’Università in Via Po, cui dona una piccola collezione di antichità provenienti dal Piemonte. Nel 1757, Carlo Emanuele III di Savoia, per arricchire il Museo dell’Università, incarica Vitaliano Donati, professore di botanica, di compiere un viaggio in Oriente e di acquistare in Egitto oggetti antichi, mummie e manoscritti che potessero illustrare il significato della tavola stessa. Gli oggetti raccolti dal Donati, tra cui tre grandi statue, giungono a Torino nel 1759 e sono esposti nel Museo della Regia Università, dove dal 1755 è collocata anche la Mensa Isiaca.
Nel 1824 re Carlo Felice acquista una collezione di 5628 reperti egizi di Bernardino Drovetti. Questi, di origini piemontesi, aveva seguito Napoleone Bonaparte durante alcune delle sue campagne militari e per i suoi meriti l’Imperatore lo aveva nominato Console di Francia in Egitto. Drovetti, grazie alla sua amicizia con il viceré d’Egitto, Mohamed Alì, riuscì a trasportare in Europa gli oggetti raccolti. La collezione venduta dal Drovetti al sovrano Carlo Felice è costituita da 5.268 oggetti (100 statue, 170 papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi, amuleti e oggetti della vita quotidiana). Giunta a Torino, è depositata presso il palazzo dell’Accademia delle Scienze (dove si trova tuttora) progettato nel XVII secolo dall’architetto Guarino Guarini come scuola gesuita.
Mentre la Collezione Drovetti è disimballata, Champollion arriva a Torino e nell’arco di qualche mese di febbrile attività ne produce un catalogo, nonostante i disaccordi circa la conservazione dei reperti con il primo direttore, Giulio Cordero di San Quintino. Nel 1832, le collezioni raccolte presso il Museo dell’Università sono trasferite nel palazzo dell’Accademia delle Scienze. Alla guida del Museo si succedono Francesco Barucchi e Pier Camillo Orcurti. Dal 1871 al 1893 il direttore è Ariodante Fabretti che, coadiuvato da Francesco Rossi e Ridolfo Vittorio Lanzone, elabora il catalogo delle opere allora conservate. Nel 1894 la guida del Museo passa a Ernesto Schiaparelli che organizza scavi in numerosi siti egiziani, tra cui Eliopoli, Giza, la Valle delle Regine a Tebe, Qau el-Kebir, Asiut, Hammamija, Ermopoli, Deir el-Medina e Gebelein, dove le missioni sono proseguite dal suo successore, Giulio Farina. L’ultima acquisizione importante del Museo è il tempietto di Ellesija, donato all’Italia dalla Repubblica Araba d’Egitto nel 1970, per il significativo supporto tecnico e scientifico fornito durante la campagna di salvataggio dei monumenti nubiani, minacciati dalla costruzione della grande diga di Assuan.
Nelle sale del Museo delle Antichità Egizie sono oggi esposti circa 3.300 oggetti. Più di 26.000 reperti sono depositati nei magazzini, in alcuni casi per necessità conservative, in altri perché rivestono un interesse unicamente scientifico (vasellame, statue frammentarie, ceste, stele, papiri) e sono oggetto di studi i cui esiti sono regolarmente pubblicati.

                                       ROSARIO MESSINA

 

Drovetti

Bernardino Drovetti

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Foto di Michela Perrone e della pagina di Face Book del Museo Egizio

 

 

MUSEI: EGIZIO TORINO, NUOVO ALLESTIMENTO SCAVI SCHIAPPARELLI      XY I Sarcofagi    XY Piramide (foto Michela Perrone)

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