GIUGNO 2019
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parco archeologico di Naxos

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Da Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina l’associazione “Articolo 9. Siciliani per cultura” ha lanciato proposte, idee e sfide sul futuro del turismo culturale. Vera Greco: «Il Parco Archeologico di Naxos-Taormina deve fungere non solo da attrattore ma anche da veicolatore verso l’intero territorio»

 

Taormina (Me) –  L’anno europeo del patrimonio culturale è iniziato con il convegno “Sicilia Grand Tour. Viaggiatori, turisti, cittadini consapevoli organizzato da “Articolo 9. Siciliani per cultura” a Palazzo Duchi d Santo Stefano di Taormina. Una riflessione sulle potenzialità della Sicilia, con particolare riferimento ai beni culturali materiali e immateriali, su cui costruire una nuova idea di viaggio definendo moderne strategie di accoglienza e ospitalità. Tra i protagonisti del convegno anche il Parco Archeologico di Naxos-Taormina. L’arch. Vera Greco ha relazionato su “Il Parco archeologico autonomo come meta di viaggio” portando la sua personale esperienza come direttore del Parco Archeologico di Naxos-Taormina che da sette mesi ha raggiunto l’autonomia finanziaria.

Cosa spingeva Otto Geleng, Wilhelm von Gloeden e i viaggiatori del Grand Tour a soggiornare anche per lunghi periodi di tempo a Taormina? Da questa domanda parte la riflessione del direttore del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, Vera Greco, sulle strategie da mettere in campo per rilanciare un nuovo viaggio culturale in Sicilia. «Leggendo i loro appunti di viaggio, e conoscendo più da vicino il territorio – afferma Vera Greco – mi sono resa conto che il paesaggio, unico al mondo, insieme alle risorse culturali materiali e immateriali, costituiscono l’anima dei luoghi, la potenza attrattiva su cui bisogna scommettere se si vuole contrastare il turismo di massa». Ed il Teatro Antico di Taormina con i suoi 700 mila visitatori rappresenta il luogo simbolo di questa tipologia di turismo mordi e fuggi. «Il nostro sforzo – sottolinea il direttore del Parco - è orientato a far diventare il Teatro Antico, insieme ad Isola Bella, Villa Caronia, gli scavi archeologici di Naxos e Francavilla di Sicilia, non solo una forza in grado di attrarre visitatori ma un veicolo per far conoscere e riscoprire l’intero territorio. La vision del Parco Archeologico di Taormina mira a comprendere e identificare i luoghi, scoprirne caratteristiche e potenzialità, e farne una filigrana su cui poi ricamare azioni di crescita e sviluppo che devono essere però condivisi con tutti gli altri attori del territorio». In questa direzione il Parco ha mosso i primi passi, con risultati positivi, in occasione del G7 di Taormina quando, insieme ad enti ed istituzioni locali e nazionali, ha realizzato gli interventi di riqualificazione del Teatro Antico e partecipato ad una serie di iniziative di promozione delle eccellenze dell’isola. «Adesso il Parco ha anche sottoscrittocontinua il direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina -un accordo con Federalberghi Taormina, Giardini Naxos e Riviera Jonica Messina proprio per creare delle occasioni in grado di attrarre turisti consapevoli verso un territorio dalle enormi potenzialità».

Il movimento “Articolo 9. Siciliani per cultura”, dopo la presentazione ufficiale di Siracusa il 9 dicembre scorso, ha scelto Taormina, meta del Grand Tour e capitale del turismo siciliano, per lanciare proposte, idee e sfide sul futuro del turismo nell’isola che abbia come centralità la rinascita culturale e il ripristino della Bellezza. «Noi riteniamo che sia indispensabilesi legge nel manifesto per la Rigenerazione della Sicilia” di Articolo 9 – la rigenerazione culturale, per valorizzare al meglio il nostro enorme patrimonio materiale e immateriale che, con ben 10 siti inseriti nella W.h.l. Unesco, rappresenta la più grande concentrazione di patrimonio del pianeta». Su questa consapevolezza condivisa si sono susseguiti gli interventi di studiosi ed esperti molti dei quali facenti parte della stessa associazione “Articolo 9. Siciliani per la cultura”.

Dopo i saluti istituzionali degli assessori alla Cultura e al Turismo del comune di Taormina, Pina Raneri e Salvo Cilona, ad introdurre e moderare i lavori è stata Fulvia Toscano. Il primo intervento a cura di Filippo Grasso, docente di Analisi di Mercato nel corso di laurea in Scienze del Turismo all’Università di Messina ed esperto del sindaco di Montalbano Elicona, ha voluto porre l’attenzione sui “Sistemi turistici e distretti culturali”. «Per iniziare a fare un discorso sul turismo – spiega il prof. Grasso -dobbiamo avere come obiettivo una destinazione unica che è la Sicilia. Non ci dovrebbero essere comuni o territori in competizione tra loro, ma una cooperazione che promuova la terra di Sicilia con i suoi beni materiali e immateriali, le sue attività e le sue eccellenze. Fare sistema, mettere in atto percorsi condivisi, è il primo passo per garantire un’offerta turistica integrata durante tutto l’anno. La sfida che proviene dai mercati esteri ci pone davanti alla responsabilità di far tornare i viaggiatori nei luoghi che hanno visitato. E per vincere questa sfida un ruolo importante è ricoperto ancora oggi dagli operatori del territorio, di chi si occupa del settore dell’accoglienza e dell’ospitalità, ma anche dalle Pro Loco e dalle guide turistiche».

 «Il mare non è solo contenitore di natura ma anche di cultura – afferma Sebastiano Tusa, sopraintendete del Mare, nel suo intervento “Il Viaggio e i Parchi Archeologici subacquei” – E il mare della Sicilia, l’isola al centro del Mediterraneo, raccoglie testimonianze di quelle che erano e sono ancora oggi le rotte marinare. Visitare i relitti, i porti sommersi, le peschiere non è solo un’aggiunta all’offerta turistica, ma permette di far comprendere il ruolo marinaro, politico e culturale che la Sicilia ha svolto nei secoli». Daniele Tranchida, docente dell’Università di Messina” che ha relazionato su “Circuiti regionali teatrali ed artistici”: «L’arte e il teatro –afferma- sono connaturati al carattere stesso della Sicilia, basti pensare all’esperienza classica dei teatri di pietra. Oggi non è più possibile continuare a parcellizzare gli interventi o a considerare distanti i vari segmenti culturali, bisogna orientarsi verso iniziative culturali che mattano insieme le diverse forme di arte come le esposizioni di arte contemporanea o le rassegne cinematografiche nei teatri antichi». L’intervento di Daniele Tranchida è stato seguito da quello della dott.ssa Delia Accetta che ha approfondito i “Servizi per il Teatro” soffermandosi sulla gestione del bene culturale, la valorizzazione, la promozione e la fruizione. «Anche il prezioso patrimonio immateriale della Sicilia- sottolinea il docente di antropologia all’Università di Palermo, Ignazio Buttitta - tra cui rientrano a pieno titolo i riti e le feste religione, richiede forme innovative di valorizzazione ma che siano attente alla salvaguardia delle comunità e dei sentimenti delle comunità». Franz Riccobono, ha lanciato la proposta di un Museo del Grand Tour a Messina e Andrea Cerra ha, invece, approfondito i circuiti letterari legati alla Sicilia.

Tutti gli interventi hanno passato in rassegna aspetti e problematiche diverse dei nuovi scenario del turismo culturale, puntando l’attenzione, soprattutto, sulla necessità di riconquistare una dimensione che è quella dei viaggiatori più che dei turisti, dei sognatori più che di consumatori, pronti a guardare la Sicilia con nuovi occhi. A chiudere i lavori, Fabio Granata, uno dei fondatori di “Articolo 9. Siciliani per cultura”, che nel suo intervento ha proposto di rilanciare un Grand Tour della Sicilia per nuovi viaggiatori. «Un progetto che faccia della più grande stratificazione storico-culturale del pianeta, che è la Sicilia, la base di una maggiore consapevolezza dei siciliani per declinare un turismo non di massa ma più attento ai luoghi dell’anima. Delle strategie e dei percorsi che sappiano tutelare e custodire ma anche raccontare e far conoscere il prezioso patrimonio dell’isola».

Grande partecipazione ed interesse per gli argomenti e i temi trattati nell’incontro promosso da “Articolo 9. Siciliani per cultura” e patrocinato dal comune di Taormina. Oltre a numerosi tour operator e agenti di viaggio della provincia di Messina erano presenti Carmelo Magaraci, assessore al Turismo di Francavilla di Sicilia; Filippo Cadili, assessore al Turismo di Basicò; Cono Catrini, direttore dei servizi turistici regionali di Messina e provincia; Santi Gentile, vicepresidente regionale dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia; Peppe DE Caro, responsabile del Cammini siciliani “Trasversale Sicula”, Domenico Interdonato, responsabile regionale dell’Unione Cattolica stampa italiana;  Nino Strano, già senatore Pdl e assessore regionale; Giuliana Colavecchio, presidente della Fondazione Mazzullo.

L'intervento della direttrice del Parco  Archeologico di Naxos

L’intervento della direttrice del Parco Archeologico di Naxos

La sala gremita di pubblico

La sala gremita di pubblico

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Il direttore Vera Greco: «Ricomincio da… Francavilla!». L’obiettivo di configurare di un punto di attrazione nel circuito dei percorsi del Parco sarà realizzato a breve termine esponendo i preziosi ritrovamenti a Palazzo Cagnone.

Un primo passo nel percorso di valorizzazione degli scavi archeologici di Francavilla di Sicilia all’interno del circuito del Parco Archeologico di Naxos-Taormina. Sono stati completati gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione del sito di contrada Fantarilli. L’area è stata liberata dalla sterpaglie e dai materiali della struttura di copertura crollata sotto il peso della neve lo scorso febbraio. Francavilla di Sicilia costituisce una preziosa risorsa del Parco Archeologico di Naxos-Taormina in quanto gli conferisce la possibilità di includere aree veramente straordinarie, con enormi potenzialità attrattive, quali la valle dell’Alcantara e i suoi luoghi ricchi di testimonianze preistoriche, sicule e bizantine.

«L’intervento appena ultimato – afferma il direttore Vera Greco – si qualifica come la prima e concreta azione verso uno dei beni che fanno parte a pieno titolo del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, ma che ancora non sono entrati a pieno regime nel processo di valorizzazione e messa in rete di questa preziosa risorsa del Parco». L’obiettivo del direttore, l’arch. Vera Greco, di configurare un punto di attrazione nel circuito dei percorsi del Parco Archeologico di Naxos-Taormina sarà realizzato a breve termine, anche a seguito delle appassionate richieste dell’amministrazione comunale, musealizzando i preziosi reperti da esporre a Palazzo Cagnone.

Era febbraio del 2017 quando a causa di una forte e copiosa nevicata crollavano le fragili ed ormai obsolete strutture di copertura degli scavi archeologici costruiti nel tempo dal Parco Archeologico di Naxos-Taormina e dalla Soprintendenza BB.CC.AA di Messina. Al momento del crollo il sindaco di Francavilla di Sicilia informava tempestivamente Parco e Soprintendenza tramite l’organo del Comitato Tecnico Scientifico, ma per una serie di fattori, dei quali decisivo fu quello della indisponibilità economica, la struttura metallica di copertura giaceva per mesi, irrimediabilmente crollata, sugli scavi. A seguito della riconosciuta autonomia finanziaria del Parco Archeologico di Naxos-Taormina è stato possibile provvedere alla rimozione del materiale, alla pulizia e alla riqualificazione dell’area. «In un lasso di tempo veramente breve – spiega il direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina – siamo riusciti a reperire le risorse finanziarie ed intervenire per mettere in sicurezza l’intera area attorno al sito archeologico di Francavilla di Sicilia grazie sia al validissimo lavoro del team del Parco, formato dal dirigente della unità operativa Agostino Messana, dall’archeologa Maria Grazia Vanaria, dal funzionario direttivo Carmelo Pavone e dall’operatore Santo Marino, che dell’impresa Scinardo, la quale ha impiegato un congruo numero di personale per ottenere in tempi record il risultato oggi sotto gli occhi di tutti».

Sito Archeologico di Francavilla

Sito Archeologico di Francavilla

Il sito di Francavilla

Il sito di Francavilla

Il sito di Francavilla

Il sito di Francavilla

Giardini Naxos (Me) – Si è svolto, come da programma, il secondo appuntamento di Comunicare l’ antico, il progetto ideato da Naxoslegge e Parco archeologico di Naxos, che ha visto protagonista il prof.Roberto Fai, già presidente del.Collegio filosofico siciliano e raffinato studioso di filosofia, autore di autorevoli saggi e ideatore del prestigioso premio filosofico di Siracusa, Viaggio in Sicilia, di cui sono stati insigniti filosofi del calibro di Gadamer e Derrida. Numeroso e molto attento il pubblico in sala che ha potuto godere di una serrata conversazione tra Roberto Fai e Giuseppe Andrea Cerra, giovane studioso di storia della politica, declinato intorno a temi e quesiti  forti come cosa resta della Polis? Quale futuro per la democrazia rappresentativa? Quale il rapporto tra filosofia e politica? Cosa ancora può insegnarci la filosofia antica ed in particolare Platone? Quali nuovo scenari per la creazione e la  rappresentazione dello spazio pubblico? Roberto Fai ha concluso auspicando il ritorno ad un pensiero forte che possa ridisegnare orizzonti di senso in cui l’ individuo e le comunità possano riacquistare un ruolo di reali protagonisti, accettando consapevolmente le sfide della complessità contemporanea. Soddisfatta Fulvia Toscano, direttore artistico di Naxoslegge e coordinatrice dell”incontro, che ha invitato il pubblico al terzo.incontro del progetto, il 26 agosto, sempre al Museo di Naxos, con Barbara Bellomo e il suo “Il terzo relitto”(Salani editore) che sarà presentato da Cristina Marra.

1 Conferenza

L’incontro culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NAXOS LEGGE:  UN INCONTRO SEDUCENTE COL MELODRAMMA
I giovani, grazie al progetto della nuova compagnia lirica Siciliana in collaborazione con Taormina Opera Stars e Naxos Legge, scoprono la bellezza di musica e vocalità.
Il melodramma, un gioco da ragazzi. Nell’era del 2.0 una questione pizzosa o interessante, appassionante o di difficile interpretazione? Si parte dal meaning. Dal greco antico melos, canto e dramma, azione sacra. Entusiasmante. Ecco la prova. Millecinquecento studenti vivono al Metropolitan di Catania “Cavalleria rusticana” di Mascagni. “L’ opera lirica: obiettivo di un’utopia”, il progetto della Nuova Compagnia lirica siciliana con il Maestro Salvo Miraglia, il direttore artistico Francesco La Spada, il filosofo Nino Rapisarda si configura come lo strumento empatico per l’educazione alla lirica, al sinfonico e al teatro d’opera tra le giovani generazioni. “Siamo rimasti stupiti non solo dalla bravura e dalla particolarità vocale che l’opera lirica offre, ma anche dall’ambiente che regalava un’atmosfera magica“, ribadisce l’audience in fiore. “Pensavo fosse diversa l’opera, che fosse adatta a una fascia d’età di un’altra generazione, che non fosse così intrigante: è stata un’esperienza che non avrei mai pensato di vivere”. Adesso, grazie a questa esperienza, i ragazzi ” campioni” del concorso letterario – giornalistico con la redazione di un “pezzo” sull’ atto unico di Mascagni, saranno protagonisti il prossimo 20 agosto al Teatro Antico di Taormina.

I vincitori:
1° Premio ex aequo:
Matteo Rigano 4 A Liceo Scientifico “Caminiti – Trimarchi” di Giardini Naxos;
Dario Caruso 4 A Liceo Scientifico “P. Farinato” di Enna –
2° Premio ex aequo:
Valeria Scarcella 2 A Liceo Classico “Caminiti – Trimarchi” di S. Teresa di Riva
Alessia Monaco 4 C Liceo Scientifico “P. Farinato” di Enna
3° Premio ex aequo:
Giordano Magari 3 AS Liceo Scientifico “Caminiti – Trimarchi” di Giardini Naxos ,
Anna Musumeci 5 AL Istituto Magistrale F. De Sanctis di Paternò.
Premiati nel corso del gran gala di “Taormina Opera Stars ” studenti e docenti dei licei, attivamente coinvolti dal progetto, diverranno essi stessi protagonisti in un play di reale e densa interazione.

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Giardini Naxos (Me) – Dal mese di Agosto, il.Parco archeologico di Naxos e il festival Naxoslegge propongono un nuovo progettoComunicare l’ antico. Conversazioni al Parco archeologico di Naxos“, che vede come centro tematico la modalità variegata di proporre l’ antico, in ambito teatrale, archeologico, antropologico, performativo, etc.., con particolare attenzione alla persistenza di modelli, archetipi, segni ravvisabili nel contemporaneo. Saranno tre gli appuntamenti del mese di Agosto: martedì 1 Agosto, l’ incontro con Marco Baliani il regista a cui l’ INDA di Siracusa ha affidato la messa in scena dei Sette a Tebe. L’ incontro, organizzato in collaborazione con la Associazione Amici dell’INDA, col suo presidente Pucci Piccione, vuole essere una “preparazione” allo spettacolo che sarà riproposto al teatro greco di Taormina il 3 Agosto. Con Baliani interverranno Vera Greco, direttore del Parco di Naxos, Fabio Granata, dir.culturale del Distretto del Sud-Est e Fulvia Toscano, direttore artistico di Naxoslegge. Il 9 Agosto sarà, invece la volta di una conversazione con Roberto Fai, già presidente del Collegio filosofico siciliano, con cui si discuterà su cosa resta della Polis, sul piano delle categorie filosofiche politiche. Oltre la Greco e la Toscano, con Fai conversara’ Andrea Cerra, giovane assessore alla cultura e alla identità etnea del Comune di Linguaglossa, studioso di storia della politica. In chiusura del mese di Agosto, sabato 26, sarà proposto l’ incontro Archeologia in giallo, che vede protagonista la scrittrice Barbara Bellomo con Il suo “Il terzo relitto”(Salami editore) e la sua detective archeologa, a testimoniare la vitalità del mondo antico, fonte di ispirazione di diversi generi letterari molto seguiti, come il romanzo storico e il giallo. Il romanzo della Bellomo sarà presentato da Cristina Marra, nota scrittrice e esperta  di romanzo gialli e noir, organizzatrice di importanti eventi e festival di settore.

Un percorso, dunque, vario e affascinante che prelude agli incontri di settembre, nell’ ambito della VII edizione di Naxoslegge, dedicata al tema “Di fronte ai classici”, per la quale possiamo già anticipare alcune importanti presenze come quella di Angelo Tonelli, Nicola Gardini, Francesco Tibona, Pierfranco Bruni. Il percorso proseguirà, quindi, nei mesi successivi con.incontri, seminari, proiezioni, tutti dedicati alle strategie di comunicazione dell’ antico, anche in.un’ ottica di formazione di docenti e studenti delle scuole.

 Tutti gli incontri di “Comunicare l’ antico”, per l’ Agosto 2017,  sono programmati alle 19.00, presso il Museo archeologico di Naxos

1x  Locandina

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Resti di Naxos

Resti di Naxos

 

“… Alle navi correan precipitosi
Con fremito guerrier. Sotto i lor piedi
S’alza la polve, e al ciel si volve oscura.
I navigli allestir, lanciarli in mare,
Espurgarne le fosse, ed i puntelli
Sottrarre alle carene era di tutti
La faccenda e la gara…”

Omero, Iliade, II, vv. 197-203, trad. di Vincenzo Monti

Giardini Naxos (Me) – Un destino dettato dalla devozione alla bellezza delle antiche popolazioni ioniche di cultura ateniese che giunsero fin qui approfittando di un promontorio naturale (analogo a quello di Siracusa) per stabilire un network di relazioni commerciali, civili e religiose nel mediterraneo. Uno degli asset archeologici scoperti di recente dell’antica Naxos è la vasta area civile ovest-settentrionale della città costituita dall’Arsenale navale e dall’Agorà. Ne ha parlato sabato 13 maggio la dott.ssa Maria Costanza Lentini, direttrice del Polo regionale di Catania per i siti culturali, introducendo i lavori della sesta edizione di Salvalarte Naxos-Taormina-Alcantara dal titolo: “Naxos: un porto di 2800 anni. Da network dell’antichità a scenario dell’olocausto contemporaneo” e incontrando, nel primo pomeriggio, i numerosi intervenuti proprio all’Arsenale navale (Neoria), luogo delle ultime ricerche, in cui ha mostrato ai presenti, dal vivo, i confini perimetrali del sito, la connessione con il reticolato urbano della città (lungo lo stenopos 6) e la collocazione delle mura della città, delineando ormai compiutamente i confini urbanistici dell’antica Naxos. La sua chiarissima relazione è poi proseguita al Museo Archeologico dove si è soffermata sullo stato dell’arte delle ricerche in corso che aprono prospettive assai interessanti mai raggiunte prima, e cioè la scoperta di un polo militare, il Neoria appunto,  a fianco di un polo civile costituito dall’Agorà. Si tratta di strutture legate al potere, pensiamo agli arsenali di Atene, il cui orgoglio era basato proprio sulla flotta navale. Scoperto nel 1982 da Paola Pelegatti, gli scavi sono iniziati nel 2001 sotto la sua direzione e sono poi proseguiti insieme a David Blackman e a Jari Pakkinen. Si pensi che nonostante Naxos avesse un monumentale altare dedicato ad Apollo Archegetes, rintracciato poco più avanti (lungo l’asse settentrionale ovest della città) ma ancora da scavare, la prima cosa che si vedeva era l’Arsenale, alto dieci metri. Installato al margine settentrionale della città era lungo 42 metri e largo 28 metri ca. con mura a struttura poligonale. Il suo rinvenimento ci consente di ricostruire una pianta della città del V secolo a.C. con una Agorà vicina al Neoria, secondo un modello che si riscontra solo a  Corfù e a Thassos. Grande come il Tempio B della nostra area sacra, il suo muro di fondo è arcaico del VI secolo (tardoantico) a fianco dello Stenopos 6. La unicità di questo Neoria è che è dotato di rampe di terra, ne esiste uno analogo scoperto solo a Cipro dal prof. Sourisseau. Il nostro ha solo quattro corsie eppure sufficienti per una città di medie dimensioni. Le rampe erano in comunicazione tra di loro per mezzo di porte. In primo piano si vedono le rampe di sabbia: interessanti quelle curvilinee delle corsie 3 e 4 che assecondavano l’andamento di poppa delle triremi con muri curvilinei, mentre nelle rampe 1 e 2 i muri sono rettilinei. Al suo interno abbiamo evidenze dei pigmenti utilizzati per le navi (soprattutto blu e rosso), uniche evidenze di coppe con graffiti legate ai Simposia, altre legate alla proprietà ma interessante è il ritrovamento di due Ostraka più altri due uguali (il che fa dedurre che si tratta decisamente di Ostraka) di cultura calcidese quindi ateniese, legati alla pratica dell’ostracismo, davvero rari in Sicilia. Del periodo arcaico rimane ancora la linea dei fuochi. Nel periodo successivo alla tirannide di Siracusa, nel 462 a.C. i calcidesi tornano a Naxos e restaurano l’Arsenale con copertura a tegole e antefisse di modello siciliano. Con la distruzione di Naxos nel 403 a.C. ad opera di Dionigi I di Siracusa, di cui lo storico Diodoro ci fornisce i dettagli, termina pure l’attività dell’Arsenale. Tuttavia, le fornaci continuarono la loro produzione e ciò suggerisce che il distretto industriale rimase a Naxos a fianco del distretto agricolo della valle dell’Akesines (da cui la sub-colonia Kallipolis), mentre da quel momento in poi il distretto politico venne trasferito a Tauromenion.

Modellino in scala dei Neoria di Naxos

Modellino in scala dei Neoria di Naxos

Il prof. Jean-Christophe Sourisseau, archeologo marittimo dell’Università di Aix-Marseille ed attuale coordinatore degli scavi di Megara Ibla, è poi intervenuto sull’analogo Arsenale navale di Kition (l’attuale Larnaca, Cipro) individuandone i tratti comuni e cioè facente parte di una vasta area pubblica costituita da Arsenale, Agorà e Santuario, con tre fasi architettoniche distinte: la prima con un tetto a struttura leggera di legno color rosso; la seconda con tetto in tegole e la terza con decorazioni (forse risalente all’età di Tolomeo I). L’impianto era largo 45 metri, lungo 38 metri e dotato di sei rampe larghe circa sei metri, sufficienti per l’alaggio a mano, collocate perpendicolarmente alla linea di costa, proprio come quello di Naxos.

Infine, il prof. Enrico Felici Limenes, docente di Topografia antica all’Università di Catania, ha parlato dell’evoluzione delle strutture portuali nel Mediterraneo antico indicandone le caratteristiche comuni nelle colonie greche orientali (Naxos, Megara Ibla, Leontini, Siracusa), mentre i porti fenici avevano caratteristiche differenti (le coste venivano talora modificate per scavare insenature-ricovero connesse coi bacini interni più bassi). Da Naxos, poi, ogni anno i rappresentanti di tutte le città siceliote, dopo aver sacrificato sull’altare di Apollo Archegetes, protettore delle colonie, partivano alla volta di Delfi per partecipare alle feste panelleniche, una sorta di G7 dell’antichità che rendeva Naxos il centro del network siceliota.

A seguire, gli intervenuti si sono spostati al molo del porto dove è stata inaugurata, alla presenza di Antonio Presti (presidente di Fiumara d’Arte) e di Gianfranco Zanna (presidente di Legambiente Sicilia), l’opera di Boris Hoppek “Bimbo” che ci ricorda il paradosso dei nostri tempi: il mar mediterraneo teatro di una tragedia dalle cifre impressionanti, un vero e proprio olocausto a cui assistiamo sgomenti senza prendere posizione, e che ci interroga sulla nostra umanità. Sembra che il tema sia nell’agenda dei lavori del G7 di Taormina e speriamo davvero si individuino soluzioni e modalità di intervento definitive per fermare questo stillicidio di vite umane. Antonio Presti si è poi soffermato sul significato del termine “integrazione” oggi, una parola ormai sbiadita ed ambigua, un termine dietro il quale spesso si celano interessi economici di varia natura e che non realizza alcuna integrazione reale.

Nella seconda parte della manifestazione, nel tardo pomeriggio, l’appuntamento è stato dato all’hotel Palladio. I lavori qui sono stati introdotti da Caterina Valentino, già presidente del Circolo Legambiente Naxos-Taormina-Alcantara ed organizzatrice insieme ad Annamaria Nossing di questa sesta edizione di Salvalarte Sicilia 2017, a proposito delle visioni del futuro del porto di Naxos e del progetto di ricostruzione del porto presentato dalla TECNIS SpA. Subito dopo è intervenuto il prof. Vincenzo Piccione, geobotanico dell’Università di Catania, che si è soffermato sulla Valutazione di Impatto Ambientale e sulla Valutazione di Impatto Specifico. In sostanza, il suo intervento ha fornito alcuni “spunti” di riflessione e, speriamo, di discussione che possiamo, così, sintetizzare: 1) il progetto della TECNIS SpA potrebbe impattare su una vasta area su cui insiste la necessità delle ricerca ancora in corso, per le supreme ragioni della conoscenza; 2) il progetto appare piuttosto invasivo sulla baia e ciò potrebbe alterarne l’equilibrio naturale, neanche i fenici che erano soliti scavare nei porti per creare insenature-ricovero avrebbero fatto altrettanto; 3) non occorre un mega centro commerciale, occorre invece creare sviluppo diffuso perché le nostre attività imprenditoriali sono “diffuse” in quanto legate al turismo, all’artigianato, alla gastronomia, ai beni culturali, allo sport ecc.; 4) si tratterebbe di un “sistema chiuso” focalizzato solo sul centro commerciale e non di un sistema aperto in relazione con le varie attività imprenditoriali, culturali e sportive diffuse, appunto.

A seguire è stata offerta ai partecipanti una degustazione di prodotti biologici di Libera Terra, provenienti dalle terre confiscate alla mafia, ed in serata il bel concerto dei Ciauda, una band che ha fatto del retaggio musicale autoctono la sua cifra artistica. E sulle onde della loro “Un fantastico destino” ce ne torniamo a casa con un mare di suggestioni ricordando che la “cura” del territorio rappresenta un bene ed una speranza da offrire alle nuove generazioni e, sorridendo, ripensiamo alle parole della dott.ssa Lentini mentre ci dice che, al di là di opere megagalattiche, è urgente provvedere ad una qualche copertura per l’Arsenale navale onde evitare ulteriori deterioramenti causati dagli agenti atmosferici.

Sergio Denaro  

Rosario Messina (foto)

 

Schema Neoria di Naxos

Schema Neoria di Naxos

Sezione Neoria di Naxos

Sezione Neoria di Naxos

Le rampe di alaggio nell'area archeologica dei Neoria di Naxos

Le rampe di alaggio nell’area archeologica dei Neoria di Naxos (Foto Rosario Messina)

Maria Costanza Lentini e Paola Pelagatti

Maria Costanza Lentini e Paola Pelagatti (Foto Rosario Messina)

L'archeologa  Paola Pelagatti  (foto Rosario Messina)

L’archeologa Paola Pelagatti (foto Rosario Messina) Nel 2000 le venne conferita la cittadinanza onoraria per essere stata la prima direttrice del Parco Archelogico di Naxos negli anni 60 e 70. A lei si devono importanti scoperte archeologiche e la realizzazione del Museo di Naxos

Da sin. Antonio Presti, Caterina Valentino, Pavone, Nossing, Zanna

Da sin. Antonio Presti, Caterina Valentino, Pavone, Annamaria Nossing, Gianfranco Zanna

Murale di Boris Hoppek

Murale di Boris Hoppek

Il Parco Archeologico di Naxos

Il Parco Archeologico di Naxos

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Francsaville (Me) – Il 4 maggio a Francavilla di Sicilia si terrà la manifestazione Alla ricerca di Kallipolis organizzata dal Circolo Legambiente  Taormina/Alcantara  nell’ambito della campagna nazionale Salvalarte. Si tratta della prima di tre  eventi organizzati all’interno della campagna di incontri e sponsorizzazioni  Salvalarte Naxos Taormina Alcantara, giunta ormai alla sua sesta edizione. Anche quest’anno le tre manifestazioni avranno il titolo comune di Lezioni di Paesaggio essendo dedicate  alla salvaguardia e valorizzazione di tre differenti “paesaggi” che caratterizzano questo comprensorio.

La prima giornata riguarderà gli scavi effettuati nei siti archeologici di Francavilla di Sicilia e si svolgerà all’Antiquarium e a Palazzo Cagnone, a partire dalle ore 16.00.

La seconda, il 6 maggio, sarà dedicata alla Villa Comunale di Taormina e infine nella terza, il 13 maggio, si parlerà di antiche e nuove migrazioni attraverso la storia del  porto di Giardini Naxos con il suo arsenale navale del V secolo (Neoria).

La giornata del 4 maggio si aprirà con una visita guidata all’Antiquarium a cura di Maria Costanza Lentini, direttrice del Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali, che illustrerà i reperti ritrovati nel territorio di Francavilla di Sicilia. L’evento continuerà a Palazzo Cagnone con una serie di relazioni: le prime tre riguarderanno teoria e pratica dell’archeologia, e i relatori saranno MC. Lentini, U. Spigo, già Direttore del Parco Archeologico delle Isole Eolie e G. Restifo, ordinario di Storia Moderna all’Università di Messina. Si continuerà parlando dell’importanza delle specificità culturali all’interno di un Genius loci comune della Valle e dell’importanza di una politica costruita a partire dalla tutela della bellezza, con gli interventi del Presidente dell’U.N.P.L.I. di Messina, S. Gentile  e A. Presti,  Presidente della Fondazione Fiumara D’Arte. La serata si concluderà con musica da strumenti dell’antica Grecia a cura di G. Severini e un rinfresco offerto da esercenti e produttori locali.

La scelta di Francavilla di Sicilia nel vasto territorio della Valle come sede della prima  manifestazione di Salvalarte Alcantara, è stata dettata dalla valenza simbolica assunta dagli scavi effettuati nei suoi siti archeologici. La ricerca, che dura qui ormai da decenni, ha evidenziato le radici comuni di tutto il comprensorio; e questo è fondamentale, non solo in un’ottica di ricostruzione del passato, ma specialmente per la necessaria visione del futuro.

Gli ultimi scavi, nati da una collaborazione tra l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, il Parco Archeologico di Naxos e il Comune di Francavilla di Sicilia e realizzati nel novembre 2016, sono stati sponsorizzati dal Circolo di Legambiente Taormina Alcantara, tramite l’ospitalità offerta gratuitamente dall’Hotel Palladio ai suoi partecipanti. Salvalarte Alcantara ruota intorno all’affascinate ipotesi che a Francavilla di Sicilia possa essere identificato il sito di Kallipolis, la perduta subcolonia di Naxos, scomparsa  dopo la distruzione nel 403 a.C. della prima colonia greca in Sicilia. “Crediamo che indagare il passato comune di questo territoriospiega Maria Pavone coordinatrice di Salvalarte Alcantarasia l’obbligatoria premessa per una politica che possa finalmente divenire comprensoriale. Salvalarte vuole anche rappresentare un momento di riflessione per quanto non ancora fatto e che si può realizzare per la difesa e la valorizzazione di “tesori minori” di arte, bellezza, cultura, identità e storia, molto spesso misconosciuti e quasi subiti dalle logiche politico/economiche locali. Il territorio dell’Alcantara continua a condividere i propri problemi: calo demografico, spesso dovuto alle migrazioni, depauperamento socio economico, difficoltà di accesso ai servizi“.

Legambiente spiega Annamaria Nossing presidente del Circolo di Legambiente di Taorminavorrebbe che si iniziassero a condividere le soluzioni proposte: innescare un processo di autocoscienza storica che sappia ritrovare una identità comune capace di dare forza alle unicità delle singole realtà e alle azioni virtuose, utili alla collettività tutta della Valle Alcantara. Da una visione di insieme, strategicamente modulata, può  germogliare  il desiderio di cooperazione, l’orgoglio di essere e fare insieme.”

                             ROSARIO MESSINA

 

Il Parco Archeologico di Naxos

Il Parco Archeologico di Naxos

Annamaria  Nossing

Annamaria Nossing

Parco Archeologico di Naxos

Parco Archeologico di Naxos

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Giardini Naxos (Me)

“…Tacque; e il mal fermo Dio così rispose:
Ti riconforta, o Teti, e questa cura
Non ti gravi il pensier. Così potessi
Alla morte il celar quando la Parca
Sul capo gli starà, com’io di belle
Armi fornito manderollo, e tali
Che al vederle ogni sguardo ne stupisca…”

(Omero, Iliade, trad. di Vincenzo Monti, Canto 18, vv. 642-648)

Acqua, cielo, terra, fuoco. Chi non  ricorda dai tempi del liceo le formazioni oplitiche dei lacedemoni (gli abitanti della Laconia, spartani, ndr), ovvero quel particolare assetto dell’esercito serrato in ranghi di cinque uomini per otto pronto ad assaltare e a sbaragliare arditamente i nemici, avrà avuto modo di assistere lo scorso sabato, in piazza Kalkis, alla rappresentazione in costumi d’epoca proprio di questa forma di combattimento con cui i siracusani, al grido di Peripatheia! Kinesion! Embolo!,  ebbero definitivamente la meglio intorno al 408 a.c. sugli abitanti di Naxos, fedeli ad Atene, nell’ambito della prima edizione del Naxos Hellenic Fest.

La manifestazione, apertasi la sera del 30 aprile proprio con queste rappresentazioni “belliche”, brillantemente proposte dall’associazione di rievocazioni storiche “I cavalieri de li terre tarentine”, insieme  alla lettura di alcuni brani dello storico Timeo dedicati alle gesta del campione olimpico Tysandros, ha riscosso grande successo perché ha riportato indietro nel tempo, con la vivacità e la curiosità proprie del viaggiatore che desidera assaporare l’esperienza della storia, l’orologio a duemilasettecento anni fa, quando due gruppi di popolazioni ioniche di cultura ateniese: Calcidesi-eubei e Nassi (provenienti dall’isola di Naxos), guidati dall’ecista Teocle, si stanziarono nel 734 a.c. alla foce dell’attuale fiume Santa Venera per fondare la “nuova” Naxos, probabilmente incantati dal fascino dell’incontro tra mare e monti ed assoggettati alla vista della grande fucina di Efesto situata nelle viscere dell’Etna. L’avventura è poi proseguita nella mattina di domenica 1 maggio con la visita guidata condotta attraverso il Museo ed il Parco Archeologico dalla dott.ssa Vera Quattrocchi dell’associazione Gruppo Guide Catania, che con grande perizia ed entusiasmo ha illustrato ai numerosi presenti le tipicità culturali degli antichi abitanti di Naxos nelle pregevoli manifatture artistiche e nel culto degli dei (in particolare il culto della dea della guerra Enyo che si ritrova soltanto nell’omonima isola egea e ne qualifica indubitabilmente le ascendenze). E dal dott. Giovanni Bucolo dell’associazione Naxos Entertainment, ideatore dell’iniziativa che, insieme al prof. Giuseppe Carmeni, presidente della Pro Loco di Giardini Naxos,  durante il percorso fino all’interessante tempio urbano di Aphrodite, è intervenuto con letture drammatizzate di alcuni brani molto significativi tratti dagli scritti di Pericle e di Tucidite, eseguite dagli attori Daniele Reina, Mariangela Bellanuova e Francesco Papa.

 Il tutto, infine, è stato “condito” coi piatti tipici dell’antica tradizione ellenica, offerti dai ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, nelle due versioni: Tysandros e Nausica. A base di carne il primo e di pesce il secondo, con un contorno di verdure grigliate, esattamente secondo le modalità di quel tempo. Carne e pesce, odori e sapori lievi e forti, dai colori forti di una tradizione antica fatta di roccia e zagare, di una terra aspra e forte irradiata dal sole e tormentata dall’umidità … di incantevole bellezza, che già da allora costrinse i viaggiatori di ogni tempo ad innamorarsene.

      Sergio Denaro

 

  Foto:  Rosario Messina

Il corteo storico sul lungomare Tysandros

Il corteo storico sul lungomare Tysandros

Sfilano gli Opliti

Sfilano gli Opliti

Il Corteo

Il Corteo

La sfilata

La sfilata

Personaggi del Corteo

Personaggi del Corteo

Personaggi di Naxos

Personaggi di Naxos

Ancelle e Sacerdotesse

Ancelle e Sacerdotesse

Timeo (Enrico Pappalardo) racconta la storia di Naxos

Timeo (Enrico Pappalardo) racconta la storia di Naxos

Nausika (Sara Pulvirenti) e Tysandros (Francesco Papa)

Nausika (Sara Pulvirenti) e Tysandros (Francesco Papa)

Gli Opliti

Gli Opliti

Ettore (Vito Maglie)

Ettore (Vito Maglie)

Il duello tra Paride e Menelao

Il duello tra Paride e Menelao

Il duello tra Ettore e Achille

Il duello tra Ettore e Achille

Ettore colpito a morte

Ettore colpito a morte

Gli Opliti in combattimento

Gli Opliti in combattimento

Da sin. Vito Maglie, il presentatore Maurizio Caruso e Gianni Bucolo

Da sin. Vito Maglie, il presentatore Maurizio Caruso e Gianni Bucolo

Gli Opliti al Parco Archeologico di Naxos

Gli Opliti al Parco Archeologico di Naxos (Foto Caminiti)

Gianni Bucolo racconta la storia di Naxos

Gianni Bucolo racconta la storia di Naxos (Foto Caminiti)

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Giardini Naxos (Me)Martedì 15 marzo sono state ultimate le indagini archeologiche compiute nel sito di Naxos in collaborazione con l’Istituto Finlandese Finnish Institute – Istituto di Ricerca per l’Archeologia e la Topografia Antica, con sede ad Atene, e la partecipazione di studenti finlandesi, sotto la direzione del Prof. Jari Pakkanen e della dott.ssa Maria Costanza Lentini direttore del museo archeologico di Naxos coadiuvata dalla dott.ssa Maria Grazia Vanaria.
Mercoledì 16 marzo alle 16.30 alla presenza del Sindaco di Giardini Naxos, Prof. Pancrazio Lo Turco, sono stati presentati i risultati preliminari. Ad introdurre l’incontro è stata la dott.ssa Maria Costanza Lentini la quale dopo aver spiegato i lavori realizzati e, dopo aver presentato gli archeologi che hanno effettuato le indagini, ha mostrato al numeroso pubblico intervenuto all’incontro un video riguardante le principali fasi delle ricerche effettuate. A seguire gli interventi degli archeologi che hanno effettuato le indagini sull’area urbana della prima colonia greca di Sicilia per mezzo di sofisticate apparecchiature.

I campi d’indagine sono stati diversi e più precisamente: indagini geognostiche, rilievo 3D delle strutture urbane scoperte di recente (plateia A e Arsenale Navale) e infine indagini archeologiche.
Le prospezioni geofisiche condotte dall’eccellente Prof. Apostolos Sarris (Università di Rethymno- Creta) hanno coperto una superficie complessiva di quasi 4 ettari, accertando la consistenza sull’intera area della griglia ortogonale della città del V secolo a.C. L’impiego del georadar ha permesso di rilevare sull’intera area la presenza del sottostante impianto arcaico della città sul quale le ricerche archeologiche si sono concentrate nell’ultimo decennio.
Il rilevamento 3D effettuato nel tratto di plateia A in luce tra gli incroci 10 e 11 e nel complesso dell’arsenale navale permetteranno in entrambi i casi di ottenere una esatta restituzione tridimensionale.
Al momento i dati sono in corso di elaborazione.
Le operazioni di scavo si sono concentrate all’interno di un pozzo scoperto nel 2013. Ha collaborato alle operazione la botanica Prof. Daphne Lentjes dell’Università di Amsterdam per l’analisi dei residui organici molto numerosi nel pozzo. È la prima volta che questo accade a Naxos e ciò permetterà di ottenere le prime informazioni sulla flora antica della colonia. Lo scavo integrale del pozzo profondo oltre 6m ha restituito una straordinaria quantità di materiali, tra cui uno splendido esemplare di antefissa a maschera di Sileno, e dati cronologici importanti per la datazione della città di V secolo a.C. Allo scavo hanno partecipato gli studenti finlandesi e con grande perizia e bravura Giuseppe Miceli di Giardini Naxos.

Il pozzo ritrovato

Il pozzo ritrovato

I rilievi sull'area archeologica

I rilievi sull’area archeologica

 

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Una delle opere su un palazzo di Giardini Naxos

Una delle opere su un palazzo di Giardini Naxos

Amedeo Forlin

Amedeo Forlin

GIARDINI NAXOS (Me) - Si accendono i riflettori su Emergence Festival – Festival Internazionale di Interventi Urbani – giunto ormai alla sua quarta edizione a Giardini Naxos. Il festival è organizzato dell’Associazione Culturale Emergence, Patrocinato dal Comune di Giardini Naxos ed inserito dalla Regione Siciliana tra i Grandi Eventi della Regione Sicilia. Anche quest’anno il Circolo di Legambiente Taormina /Alcantara sponsorizza il Festival all’interno delle tante iniziative intraprese da Salvalarte Sicilia insieme al Parco Archeologico di Naxos per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
Partner di Google che ha inserito il progetto all’interno della piattaforma dell’Istituto di Cultura di Google, che ha realizzato con la tecnologia in Street View la possibilità di girare all’interno dei Musei e Opere Urbane anche da distanza attraverso computer, tablet e cellulari.

Il Festival è curato da Giuseppe Stagnitta e ha tra gli obiettivi principali la volontà di far diventare Giardini Naxos un Museo all’aperto capace di sorprendere, emozionare e comunicare chi si ferma nelle sue piazze e percorre le sue vie. Inoltre, al puro valore artistico si aggiungono gli effetti riqualificanti delle aree urbane coinvolte e le nuove opportunità occupazionali, agevolate dalla scelta di programmare la manifestazione in un periodo che estende la stagione turistica.

Nell’edizione del 2015, che si terrà dal 19 al 26 ottobre, il Festival si aprirà all’Arte Contemporanea, coinvolgendo il meraviglioso contenitore naturale che è la baia di Giardini Naxos, dove si svilupperanno, attraverso azioni ed installazioni site specific di Land Artist di fama internazionale come l’italiano Massimo Paganini, dei lavori tra Arte e Natura.

Ci sarà, inoltre, una sezione dedicata all’Arte Installativa con Geo Florenti, fondatore del movimento dell’arte necessaria, che presenterà una lampione per illuminazione cittadina senza effettivo consumo di energia. Tecnologia e arte si fondono per comunicare la disperata situazione che vive il pianeta e allo stesso tempo dando delle soluzioni reali al problema.
Per quanto riguarda la Street Art nello specifico verranno invitati street artist internazionali del calibro di Lucamaleonte (Italia), Goddog (Francia), Blaqk (Grecia), Okuda (Spagna), Vlady Art (Italia) e l’artista di Giardini Naxos Amedeo Forlin che realizzerà, assieme ad Antonio Forlin e Francesco Micalizio  un’installazione in un vicolo del paese con elementi tipici della tradizione siciliana come la ceramica e altro materiale di riciclo. Il duo greco Blaqk realizzerà un’opera murale sui due punti biglietteria del Parco Archeologico di Naxos, dove si trovano i resti della prima colonia greca in Sicilia, riprendendo l’iconografia della Grecia Antica.
Per la l’Arte Contemporanea un esperimento con il maestro Enrico Manera, rappresentante importante della Pop Art Italiana nel mondo, che realizzerà un’opera a quattro mani di arte urbana insieme a Cleonice Gioia a Giardini Naxos all’interno della programmazione del Festival.
Sarà presentato, inoltre, il film Amo-Te Lisboa: an ignominious street a̶̶r̶̶t̶̶ movie”, lungometraggio che racconta due mesi di pittura non autorizzata nelle strade di Lisbona, con la partecipazione di Canemorto, Borondo, RUN e altri amici.

Il 26 ottobre gli artisti si sposteranno  a Catania per completare gli otto silos che si rivolgono sul mare con l’artista portoghese Vhils che consegnerà l’opera lunedì 2 novembre 2015.

1X Giardini Naxos

Un immagine su un muro di Naxos

Un intervento sul molo foraneo di Naxos

Un intervento sul molo foraneo di Naxos

Il Ponte sulla nazionale a Giardini Naxos

Il Ponte sulla nazionale a Giardini Naxos

I Silos del Porto di Catania

I Silos del Porto di Catania

Una panoramica dei Silos di Catania

Una panoramica dei Silos di Catania

Amedeo Forlin e Francesco Micalizio

Amedeo Forlin e Francesco Micalizio

I lavori del murales di Forlin

I lavori del murales di Forlin

Il murales e gli autori

Il murales e gli autori

 

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