SETTEMBRE 2019
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Anzio (Roma) - Il  Liceo Chris Cappell College di Anzio intitolerà un laboratorio multimediale alla professoressa  Maria Stella Ardizzone scomparsa alcuni anni fa. Era nata a Messina ma fin da piccola Stella si trasferì a Roma con mamma Luisa i fratellini Giuseppe e Guglielmo, per motivi professionali del padre Domenico Maria, giornalista Rai. Bella, dolcissima e sempre sorridente Maria Stella, moglie del dirigente d’azienda dottor Alberto Mogetta, insegnava lingua inglese al Liceo Classico Statale Chris Cappell, che il 9 giugno prossimo in segno di grande riconoscimento la ricorderà insieme ai suoi allievi che tanto ha amato. 

Il Chris Cappell College  di  Anzio

Il Chris Cappell College di Anzio

La prof.ssa Maria Stella  Ardizzone

La prof.ssa Maria Stella Ardizzone

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Roma. Il prof. Salvatore Statello, illustre studioso siciliano che conosciamo per aver dedicato nel nostro giornale diversi articoli sui suoi testi pubblicati, ha ricevcuto un premio prestigioso a Roma per il libro Ines de Castro, un mito lungo cinque secoli”.  Dopo il successo ottenuto in Sicilia in diverse presentazioni,  il testo è stato presentato a Roma nel Salone Nobile dell’IPSAR (Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma) il 27 gennaio scorso. La manifestazione è stata voluta da Mons. Agostinho da Costa Borges, sotto l’alto patrocinio di S. E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott. António de Almeida Ribeiro, che ha aperto i lavori della serata, dando i saluti ai presenti e, citando dei versi di Luís de Camões, in sintesi ha illustrato l’importanza del mito di Inês de Castro per il Portogallo.

A seguire la Prof.ssa Mariagrazia Russo, Preside di facoltà all’UNINT (Università degli Studi Internazionali) di Roma, e già docente di Lingua e Letteratura Portoghese a Viterbo, ha esposto il contenuto del volume, sottolineando soprattutto  la passione dell’autore per la letteratura lusitana in genere e il suo lungo impegno nella ricerca sul mito di Inês, culminato con la pubblicazione di questo volume in cui le prime opere del Cinquecento (una lunga romanza e una tragedia), sulle triste vicenda di Ines, per la prima volta sono state tradotte e pubblicate in Italia.

Salvatore Statello, dopo aver ringraziato gli organizzatori (soprattutto il Dott. Francisco de Almeida Dias, Ph. D., dell’Università della Tuscia di Viterbo), le autorità e tutti i presenti, tramite diapositive in power point, ha mostrato e illustrato la storia e i luoghi reali e mitologici dove si è svolta la vicenda umana del personaggio, oggetto dei suoi studi.

Ha concluso il Rettore dell’Istituto, Mons. Agostinho da Costa Borges.

Tra il numeroso e qualificato pubblico in sala, è da sottolineare la presenza dell’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario presso la S. Sede, S. E. Dott. Manuel Roberto López. Erano inoltre presenti: per l’Ambasciata del Portogallo presso lo Stato Italiano la Dott.ssa Isabella Padellaro; per quella del Brasile, la Prof.ssa Rita Desti, anche traduttrice in italiano delle opere di José Saramago; il Rev. Padre Nuno da Silva Gonçales S. J., Rettore dell’Università Gregoriana a Roma; La Prof.ssa Lidia Ramogida, già Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Lisbona; la Dott.ssa Caterina Santanché, lettrice di Lingua Portoghese all’Università di Pescara; il nostro corregionale anglista, Prof. Prospero Trigona, già dell’Università la Sapienza di Roma, e il giovane Tenore Andrea Raiti.

La presentazione del volume

La presentazione del volume

La sala conferenze

La sala conferenze

Il prof. Salvatore Statello

Il prof. Salvatore Statello

Il pubblico presente

Il pubblico presente

Il prof. Statello

Il prof. Statello

La conferenza

La conferenza

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Nell’ambito delle manifestazioni estive dei “Fasti Verulani” Centra per la prima volta espone nel suo paese adottivo le sue tele. “GRANDI OPERE“ è il titolo della sua mostra  a Veroli nel frusinate al Vastissimo Chiostro Epocale Sant’Agostino  dal 27 agosto 2016  alle ore 18 al 18 settembre 2016 . L’Artista racconta con i suoi  dipinti, presentati dall’Ass. alla Cultura dott.ssa Cristina Verro  che ha concesso il patrocinio comunale,la storia dell’arte lunga una vita (1960-2016). Era il 1960 quando Centra iniziò a dipingere le fotografie in bianco e nero con il pennello nella sua materna casa a Carpineto Romano ( Roma) , quindi non furono gli inglesi ad essere i primi a dipingere le fotografie  in bianco e nero” (vedi fotografie Museo Centra nel frusinate)e con gli stencil da lui creati su carta paglia che veniva usata per incartare la conserva  che si comprava ad etti  nei negozi di generi alimentari nella spesa, caricava la pompetta dell’insetticida che aveva in casa e con il colore murale spruzzava i bordi delle camere a chi ne faceva richiesta insieme a suo fratello Mario. Questa fu  la sua prima pop art personale , soltanto negli anni sessanta /settanta divenne un esponente della pop art italo americana rivalutata in Italia  insieme a Mario Schifano, Lichtenstein e altri, non trascurando mai il suo impressionismo astratto che dipingeva sempre sulle lenzuola trafugate  a sua madre Maria. Commenta il Critico Vittorio Sgarbi : Centra comunica il senso dell’esistenza remota,presente e futura; numerosi altri critici di grosso calibro come il Prof. Carlo Giulio Argan e tanti altri hanno scritto di lui. Viaggio parallelo con la letteratura italiana (1976-2016) con 64 volumi pubblicati di vario genere  (vedi Biblioteche Nazionali)  facendo parte in seguito dell’olimpo degli scrittori e poeti d’Italia, premio alla cultura dalla presidenza  a Roma nel 1998 per il poderoso volume “Castelli di Ciociaria” e poi “Castelli del sud Lazio Latina e Roma Sud”.

Al Maestro Centra sono stati dedicati centri d’arte, musei  e quant’altro. Troppo vasta la sua biografia da raccontare . La sua vita e le sue conquiste artistiche meriterebbero  una trasposizione cinematografica e per tale motivo Centra si è offerto di raccontare la sua storia a qualche produttore e regista che fossero interessati a realizzare un film sulla sua vita e le sue opere.

00X  La FOTO DI GRUPPO

Il Premio Centra a Venezia

La locandina

La locandina

1XX Centrra e Lando Buzzanca

Luigi Centra e Lando Buzzanca alla Grotte di Pasterna alla inaugurazione, nel 2015, della Casa Museo di Nino Manfredi

Katia Ricciarelli e Centra Biennale Verona

Katia Ricciarelli e Centra Biennale Verona

Luigi Centra e Vittorio Sgarbi al Palaxepo di Verona

Luigi Centra e Vittorio Sgarbi al Palaxepo di Verona

interno studio veroli fr porta romana

interno studio veroli fr porta romana

Luigi centra con la figlia Priscilla

Luigi centra con la figlia Priscilla

Con Luis Fernandez De Eribe

Con Luis Fernandez De Eribe

Il Maestro Luigi Centra

Il Maestro Luigi Centra

Roma. Un libro che sonda religiosamente le varie epoche della letteratura italiana, evidenziando i poeti che si candidano a portavoce dell’eternità”: con queste parole il saggista e critico letterario don Santino Spartà ha introdotto nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano la presentazione del libro “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” (editoriale Agorà), curato dalla siciliana Maria Pia Risa.

Il volume raccoglie 209 poesie-preghiere scritte dal Duecento ai giorni nostri, attribuite complessivamente a 58 autori. L’opera esordisce con San Francesco d’Assisi per giungere ai contemporanei, passando per figure prestigiose come Dante Alighieri e san Giovanni Paolo II; le loro orazioni sono state selezionate con un paziente lavoro di ricerca, svolto quasi esclusivamente nella Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma.

Tutti gli autori – ha aggiunto don Spartà, che ha curato l’introduzione dell’antologia – hanno affidato stilisticamente all’Altissimo gioie intime e problematiche esistenziali tramite le loro appassionate invocazioni. Ecco quindi sfilare tra le pagine le figure di santi, beati, preti, suore, laici, ma anche nomi dichiaratamente lontani dal Cristianesimo, tra cui Leopardi, D’Annunzio e Montale, che la curatrice ha individuato quali autori di poesie-preghiere”.

Monsignor Emery Kabongo, che fu per sette anni segretario particolare di San Giovanni Paolo II, intervenendo alla presentazione ha raccontato alcuni aneddoti della sua collaborazione con il Papa polacco, ricordandone il grande amore per l’arte poetica. “La poesia si può realmente definire un dono di Dio – ha osservato il prelato –, è un veicolo che ci aiuta a riflettere e a rendere migliore la società in cui viviamo, oltre ad essere una formidabile modalità di preghiera”.

L’incontro fra poesia e religione non è scontato”, ha aggiunto il vaticanista Rai Raffaele Luise. “Eppure nel dinamismo della poesia autentica c’è sempre un’interrogazione profonda al mistero della creatura, che rappresenta il vero fil rouge dell’antologia di Maria Pia Risa”. Luise si è soffermato sul “Cantico di Frate Sole” di san Francesco d’Assisi, che apre il florilegio, “un testo profetico, continua fonte di ispirazione per il nostro Pontefice, come dimostra l’enciclica Laudato si’ ”. “In un tempo in cui si assiste alla crisi dell’invocazione – ha concluso il vaticanista Rai -, il volume che presentiamo oggi ci dona una memoria viva, capace di fecondare il deserto in cui viviamo”.

Il libro curato da Maria Pia Risa merita di essere conosciuto per il suo argomento profondo e per la sua grande validità formativa ed educativa, specie per le nuove generazioni”, ha aggiunto il giornalista Giuseppe Vecchio. “Un ulteriore merito va alla caparbietà e al coraggio di concepirlo in Sicilia, dove le difficoltà di fare cultura sono rilevanti, specie nell’ambito della carta stampata”.

Realizzare questa raccolta è stato come tessere una tela”, ha spiegato la curatrice Maria Pia Risa. “Nel cercare un filo conduttore fra i diversi autori e selezionare i testi, ho tenuto ben presente la sottile, ma nodale differenza fra poesia-preghiera e poesia-religiosa: solo la prima, infatti, contiene un’invocazione”. “È importante ricordare che non si prega solo frequentando le celebrazioni religiose; si può pregare anche facendo poesia, a volte senza accorgersene. Il linguaggio poetico diventa così una cassa di risonanza per gli interrogativi che da sempre attanagliano l’uomo”, ha puntualizzato la Risa.

La presentazione dell’antologia - moderata dall’annunciatrice Rai Rosanna Vaudetti – è stata arricchita dalla declamazione cantata di alcune poesie-preghiere musicate dal maestro Gesuele Sciacca, accompagnato dalla sua band. Tra le liriche eseguite ci sono il “Cantico di Frate Sole” di san Francesco d’Assisi, “Infondi la saggezza della pace” di san Giovanni Paolo II, “A filo di cielo” di Angelo Barile, “Non senti Tu, o Signore” di Luca Ghiselli,  “Tu navighi sul fiume” di David Maria Turoldo, e due testi di Giuseppe Ungaretti: “La madre” e “Dannazione”.

Maria Pia Risa

Mons Kabongo e Maria Pia Risa

Giuseppe Vecchio e Maria Pia Risa

Giuseppe Vecchio e Maria Pia Risa

Maria Pia Risa

Maria Pia Risa e Raffaele Luise

Il Pubblico

Il Pubblico

Le dediche

Le dediche

Da sin. Don Santino Spartà, Rosanna Vaudetti, Giuseppe Vecchio e Mons Kabongo

Da sin. Don Santino Spartà, Rosanna Vaudetti, Giuseppe Vecchio e Mons Kabongo

Rosanna Vaudetti

Rosanna Vaudetti

 

 

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Da anni è un assiduo frequentatore della Sicilia ed in particolare di Giardini Naxos e della fascia Jonica  poiché: “con le sue bellezze naturali e la sua storia” come ama ripetere “è una preziosa fonte di ispirazione per i miei lavori artistici”. In molte occasioni ha messo la sua arte, che spazia dalla pittura alla poesia, al servizio di progetti umanitari e per questo qualche anno fa era stato candidato per il Premio Nobel per la pace. Stiamo parlando di Luigi Centra  poliedrico artista romano (originario di Veroli) pittore, scrittore, poeta, scultore il quale con la sua fondazione Onlus ha spesso promosso progetti umanitari per tanti bambini. Proprio per tale generosa dedizione qualche anno fa Luigi Centra era stato inserito tra i candidati per concorrere al Premio Nobel per la Pace dal Nobel Forum della Karolinska Institutet a Stoccolma in Svezia, dall’Amministrazione presieduta da Iornwall e Ann Margret Agneta, “per aver lavorato molto con la sua arte italiana nel mondo a favore dei bambini”. Il progetto che gli a valso la nomination è stato  soprattutto quello realizzato a Kiev in Ucraina quando fu ospite per una serie di seminari dell’Università Tars Scewschenko dove allestì anche una mostra ed il ricavato andò in beneficenza a favore dei bambini di Cernobyl  del reparto oncologico di Kiev. Raccontare del maestro Luigi Centra è come aprire un libro magico sempre pieno di sorprese. Ma noi cercheremo di farlo parlando della sua biografia.

                            ROSARIO  MESSINA

 

Cronaca di un artista che va in giro per il mondo in nome dell’arte

          L’Artista Luigi Centrai,  nato a Carpineto Romano (Roma), nei primi anni ’70 fa parte della corrente artistica che sta rivalutando  e reinterpretando in Italia la Pop-art americana, artisti del calibro di Mimmo Rotella e Mario Schifano del quale diventa amico e frequenta il suo studio a Roma e ad Arcinazzo (Roma).   Nei suoi numerosi  viaggi in Germania aveva già avuto modo di conoscere  Lichtstein,  anch’egli esponente della Pop-art. Ha frequentato nel 1977 uno studio insieme ai suoi amici tedeschi , professori che insegnavano alle rispettive accademie di belle arti di Tubingen in Germania e  nel  1979  anche lui si iscrive all’Accademia di belle arti di Frosinone ma non fu ammesso poi agli esami finali scritti per la sua avanzata età,  quindi egli resta un autodidatta.  Sempre nel 1979 esegue oltre trenta affreschi su rete da trasporto per inserirli nelle pareti.  Centra vive tra il frusinate,  Roma e Venezia, ha lavorato per lungo tempo a favore dei bambini in giro per il mondo. Si ricorda il suo viaggio a Kiev in Ucraina con l’Associazione del  luogo  “Italiamo” , ospite presso l’Università di Taras Scewschenko dove allestì una sua mostra nel  grande corridoio tra i lussuosi lucidi marmi e il ricavato andò naturalmente in beneficenza a favore dei bambini malati presso l’ospedale del reparto oncologico di Kiev, a causa dello scoppio del reattore di Chernobyl. Lui stesso si recò  in vari ospedali  del mondo portando gioia, pace, doni, progetti e quant’altro, con la sua accademia artistica denominata  Accademia Internazionale Artistica Nord Sud. Nello stesso periodo si recò spesso in tantissimi orfanotrofi dello Stato Ucraino insieme ad alcune associazioni tra cui “Fratello Sole” di Cimitile di Nola a Napoli; in queste occasioni l’artista ebbe modo di tenere anche dei seminari di pittura donando opere eseguite con i bambini a persone e insegnanti ,esponendo le altre in permanenza sulle pereti delle scuole . Nel corso della sua carriera Centra  ha collaborato a tante iniziative e ricerche a favore dell’umanità e sull’energia pulita, iniziative molto spesso patrocinate da: ONU, UNESCO ed UNICEF presso l’Università degli Studi di Milano a Crema (Cremona). Nell’ateneo cremonese inoltre gli è stato dedicato uno spazio permanente  con le sue opere esposte. Egli  è un artista vivente al quale  è stato dedicato un museo proprio con centinaia di opere e numerosissimi cartacei  e materiale elettronico ”MUSEO ARTE MODERNA LUIGI CENTRA” presso la Biblioteca del Comune di Monte San  Giovanni Campano (Fr), nonché una sala permanente ”SALA CENTRA”  nel Teatro Federico Secondo presso il Comune di Rocca d’Arce (Fr) ed altre ancora come nella Biblioteca Comunale  di Ceccano (Fr), una saletta con tantissimi cartacei, fotografie, testi, volumi e cd rom; gli è stato anche dedicato uno spazio verde “Centra Park” a S. Pietro di Stra (Venezia).

           Luigi Centra  è stato  dichiarato Ambasciatore dell’Arte Italiana nel Mondo ; hanno scritto di lui  critici come: Vittorio Sgarbi , Jonatan  Ziwago,  Rischard  Seidel,  Antonio  Oberti, Prof. Carlo Giulio Argan ; è inserito nelle più prestigiose enciclopedie d’arte moderna e nelle guide turistiche insieme ai più rinomati personaggi del cinema, della televisione, della  moda e dello spettacolo, come: Gucci, Gophard, Cavalli, con vari attori internazionali nel Festival del cinema di  Cannes  riportato sulla “ Tourisme  International  Guest  Guide“ Costa Azzurra Mediterranea,  Nizza (Francia) 2002  e nei migliori musei nazionali di arte moderna nel mondo, come: “Courtauld  Institute  Museum  of  ar Somerset  House”  London ,  il   “ Modern  Art  Museum  Moderner”  Klagenfurt  in Austria,  quello di   New York  negli  U.S.A.”il Museo Nazionale di Arte Moderna”,  “Louisiana National Museum  of  Modern  Art” Humleb/EK  U.S.A.,  ”San Francisco Museum  of Modern Art”  California U.S.A.,  “Museum  of  Contemporary  of  Toronto” Canada, “ National Museum “Hong  Kong”  ( Giappone) e tanti altri  in Italia, come per esempio “Museo Civico di Storia Naturale” e “Museo Del Mare” a  Giardini Naxos di  Messina (Sicilia),  ” Museo del  Vaticano”  e nei  “Saloni di Sua Santità”, il  “Museo  Comunale dell’Informazione  dell’Arte  Moderna”  Senigallia (Ancona) ”Museo dell’Occhiale” di Tai, a Pieve di Cadore (Belluno ),  “Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari Luigi Michele Giordani” Tolmezzo (Udine)  “Museo Etnografico di Palazzo Veneziano”  Malborghetto (Udine)  e tanti altri. E’ inserito su molte biblioteche nazionali e comunali in Italia, tra cui: ”Archivio Storico di  Stato  della Biennale di  Venezia”.  Per anni l’artista, che da tempo ha scelto il frusinate e Roma nel Lazio come punto di riferimento, ha lavorato presso la Croce Rossa Italiana contribuendo a favore dei terremotati  e laddove c’è stato emergenza di calamità naturale nel mondo; è stato nel Golfo di Aden, nello Yemen  e  a Tripoli e Bengasi , in Libia (Africa), nella Repubblica  Democratica  del  Congo  R.D.C. ex Zaire, in Somalia ed Etiopia.

         C’è da dire che è un artista a tutto campo che, come un “Gulliver” vagabondo nel mondo,  ha scritto e pubblicato oltre 65 volumi di storia , di guerra e sull’incastellamento delle fortezze e torri di tutto il Sud Lazio ; per questo ebbe il Premio alla cultura dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1998. Ha scritto libri d’ arte, racconti, narrativa e poesia, romanzi d’amore, sempre a sue spese. Anche se nel 1986 un suo volume  dal titolo “I Porci Portano La Gonna” gli fu censurato e  messo all’indice dall’Annunziatura  Apostolica, all’epoca Romana Chiesa di Stato. Comunque, non ha mai smesso di scrivere!  Nel suo primo volume di poesie dal titolo ”Pensieri Memorie e Canti” nel 1976 l’Editore Guido Massarelli  di Campobasso si legge:  ”Centra è un poeta per vocazione e un pittore per diletto”.

         Luigi Centra è  affreschista ed ha eseguito molti  lavori nei palazzi di antiche nobiltà e in diverse chiese dove ha donato molte opere religiose . Molti sono stati  i “Master Class” nel mondo , tanto che presso alcune accademie di Belle Arti,  gli studenti  hanno avuto modo di scrivere tesi sulla sua figura di artista contemporaneo.   Nel suo viaggio nell’arte lungo una vita  in giro per il mondo  “The  Italian  Art  In The World”, Centra  ha dovuto affrontare numerose  difficoltà , ha sofferto per  varie problematiche che accadono a chi viaggia di frequente , oltre a tanti  avvenimenti anche la fame, soprattutto negli  Stati Uniti d’America o a New York e a Boston  e nella Grand  Rue di Besancon dove scorre il Fiume  Le Dubs e lungo  La Senna  a Parigi in Francia e sulla riva del Tamigi a Londra. Negli anni in cui viveva in Germania  a   Munchen – Monaco di  Baviera- dove scorre il Fiume Isar  e a Hofeim Ried, nei pressi di Worms dove scorre  il  Reno  e l’acqua si adagia  gelida sul Lago di Starnberg  e a Sonthofen nei pressi di Kempten dove scorre il Danubio e il Fiume Iller  Centra  pagava i pasti nei  ristoranti  -Gasthaus- con le sue opere che a volte eseguiva sul posto, come ha fatto in diverse località in Italia, come a Castions  di Strada di  Udine, al  Ristorante Levade. E’ stato tra i primi artisti a dipingere le fotografie in bianco e nero con i colori ricavati dalla carta velina,  in cambio di pochi spiccioli o cibo. Nel 1960 dipinse la prima tela con le lenzuola usate di sua madre con gli smalti di suo fratello  Mario che faceva il pittore edile. Lui lo aiutava nell’esecuzione dei  geroglifici  e greche  intorno alle  camere e con la pompetta  per  l’insetticida  riempita di colore eseguiva  inconsciamente  la  Pop –Art  sui bordi delle camere intorno e sotto i soffitti.  Stiamo parlando della fine degli anni 50-60 (1959-60).

         Nel 2003 Centra si reca a Boston, a Cambridge, per una sua mostra personale presso la Società Dante Alighieri, ma al ritorno all’Aeroporto di Logan Centra fu scambiato per terrorista e gli furono sequestrati tutti i colori; ci fu un vero incidente diplomatico ma per fortuna si concluse tutto a buon fine.

      Nel 2008 presso la Prefettura di Frosinone gli è stato dedicato un annullo dalle Poste Italiane con lo slogan: ”QUANDO IL COLORE FA RUMORE” 

Nel 2010 è stato premiato nella serata dei Premi “Mea Lux” per i suoi molteplici meriti artistici assieme al fisico nucleare catanese di fama mondiale, Fulvio Frisone. I loro nomi figurano nell’Albo D’Oro dei Soci Onorari dell’Associazione Mea Lux 

In quell’occasione, ad entrambi, la presidente Angela Lombardo,  ha consegnato la tessera di Socio Onorario

dell’Associazione Scientifico Culturale  “Mea Lux”

Nel 2011 Centra incontra il prof. Vittorio Sgarbi alla  54esima  Biennale d’arte di Venezia.

       Nel corso della sua vita artistica (circa 50 anni) Luigi Centra ha pubblicato diverse sue  monografie; in occasione dei festeggiamenti dei  150 dall’unità d’Italia Luigi Centra ha effettuato uno stage di “Body Art” .

       Nel 2014 partecipa alla Biennale di Verona che ha come tema quello della “Creatività”. Tanti i personaggi noti del mondo dell’arte e della cultura che hanno dato lustro alla manifestazione con i loro interventi, tra questi,  il prof. Vittorio  Sgarbi , Katia Ricciarelli, Red Ronnie e il Critico prof. Paolo Levi di Torino. Alla Biennale  hanno partecipato oltre 900 artisti provenienti da tutto il mondo.  Nello stesos anno Centra partecipa e alla mostra nel Palaexpo di New York curata dal Prof. Francesco Saverio  Russo di Roma.

       Di recente, Centra è stato invitato da una organizzazione Russa ad esporre a Mosca con il Patrocinio dello Stato Sovietico, un’ esposizione a 360 gradi  di sicura  risonanza internazionale.Quest’anno,.

      Nel 2015  la nuova edizione del “Il Premio Internazionale Grandi Artisti Luigi Centra” al Centra Park a Stra Venezia dedicato all’artista in cui sono stati premiati con la dea alata personaggi di spicco nel mondo dello spettacolo e dell’arte in genere.  Sempre nello stesso anno, Centra ha realizzato una esposizione all’Amadeus Hotel, per l’ennesima volta  a Venezia, alla presenza del Critico Giorgio Grasso, dopodiché si è recato su invito di Mediaset con I’international Manager Pasquale Sorabella presso il Padiglione Cibus Italia all’Expo di Milano dove ha eseguito una cinquantina di opere con la Pop -Art  “Spaghetti per Tutti” ed è stato invitato nel padiglione dal Sultano del Qatar per progettare lavori futuri.

          Il giorno 8 dicembre 2015 le Poste Italiane gli hanno  dedicato un secondo annullo postale dal titoloQuando il colore fa rumore

In questo periodo Centra sta donando diverse opere di medie e grandi dimensioni ai musei italiani e stranieri, oltre a  libri, stampa e fotografie e quant’altro.

  Infine, è doveroso ricordare, i lavori esposti quest’anno a Villa Balestra presso il Comune di Rodigo in quel di Mantova dove sono state allestite due sale. Si tratta di  una mostra permanente con le opere del  M° Centra su Ippolito Nievo e Giovanni Verga, uno scambio culturale tra Nord e Sud Italia.

  Intanto la sua storia artistica una sorta di “work in progress”  prosegue spedita verso nuovi traguari poichè Luigi Centra per quest’anno ha già in programma altri interessanti appuntamenti con l’are e la cultura dove scriverà altre meravigliose pagine con i suoi penneli.      

                                                                           ROSARIO  MESSINA

Il Maestro Luigi Centra

Il Maestro Luigi Centra a Piedimonte Etneo

La consegna della targa della Mea Lux al fisico Fulvio Frisone

La consegna della targa della Mea Lux al fisico Fulvio Frisone

La prof.ssa Angela Vecchio consegna la targa della "Mea Lux" al Maestro Luigi Centra

La prof.ssa Angela Vecchio consegna la targa della “Mea Lux” al Maestro Luigi Centra

Il ringraziamento di Luigi Centra ad Angela Lombardo dopo la consegna della tessera di socio onorario dell'associazione  "Mea Lux"

Il ringraziamento di Luigi Centra ad Angela Lombardo dopo la consegna della tessera di socio onorario dell’associazione “Mea Lux”

Da sinistra la prof.ssa Angela Vecchio, la presidente della "Mea Lux" Angela Lombardo, la pittrice Melina Russo, Lucia Colletta la mamma di Frisone con Fulvio e Luigi Centra

Da sinistra la prof.ssa Angela Vecchio, la presidente della “Mea Lux” Angela Lombardo, la pittrice Melina Russo, Lucia Colletta la mamma di Frisone con Fulvio e Luigi Centra

Lo studio d'arte di Centra a Veroli

Lo studio d’arte di Centra a Veroli

Centra e Sgarbi a Venezia

Centra e Sgarbi a Venezia

Centra e  e Katia Ricciarelli

Centra e e Katia Ricciarelli

Assieme all'amico Centra

Assieme all’amico Centra

Assieme a Centra a Piedimonte

Assieme a Centra a Piedimonte

L'Expo di Centra a New York

L’Expo di Centra a New York

Luigi Centra e Vittorio Sgarbi

Luigi Centra e Vittorio Sgarbi

Lo Stendardo del Centra Park

Lo Stendardo del Centra Park

Tempesta di Primavera,cm 30X40 acrilico su tela,2016

Tempesta di Primavera,cm 30X40 acrilico su tela,2016

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Giardini Naxos. la sezione locale della FIDAPA di Giardini Naxos, presieduta dalla professoressa Rossella Siciliano, continua l’impegno sociale facendo memoria per non dimenticare il 27 gennaio la Shoah, anche questa cerimonia è stata celebrata in aula consiliare del palazzo dei Naxioti. La presidente ha ribadito ancora una volta la collaborazione attenta e sensibile alle tematiche informative e altamente civili e morali da parte dell amministrazione comunale con la concessione e l’utilizzo dell’aula all’associazione. Ha dato avvio alla cerimonia ricordando l’importanza e la riflessione necessaria per trasmettere specialmente alle nuove generazioni la memoria individuale su questa terribile ferita inferta all’umanità, e sul valore che essa assume per la memoria collettiva. La Shoah è unadelle pagina più tristi che la storia ricordi. La presidente ha poi presentato una conferenziera d’eccezione, la scrittrice Lia Levi, una simpatica e minuta signora romana, che ha raccontato al pubblico presente la sua storia di scampata alla Shoah, forte l’impatto con la sua esperienza ancora oggi viva nei ricordi dell’anziana signora, che grazie al rifugio trovato sotto mentite spoglie in un convento romano ha avuto salva la vita. Forti e significativi gli interventi da parte di tutti i rappresentanti dell’amministrazione comunale, l’assessore Sandra Sanfilippo la consigliera Dangelo Martina delegata dal presidente del consiglio Danilo Bevaqua che per motivi istituzionali non è potuto essere presente, il consigliere Mario Amoroso e la consigliera Valentina Sofia profusi nei saluti programmati. La cerimonia si e conclusa con un forte impatto emotivo e l’intervento finale da parte della presidente che ha riaffermato che oggi piu che mai il predominio della ragione, della cultura e dell’educazione civile e morale sono i reali antidoti alla violenza e al terrore di cui purtroppo ancora oggi abbiamo fortemente bisogno in un panorama mondiale devastato dall’onnipotenza di potere e dal delirio di onnipotenza.

Lia Levi e Rossella Siciliano

Lia Levi e Rossella Siciliano

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ROMA - Venerdì 5 novembre 2015, alle ore 18,30, la libreria Fahrenheit 451 di Roma (Campo dei Fiori, 44) presenta il libro antologico “Poesia araba dalle origini al XIII secolo: dalla Siria all’Egitto, dalla Sicilia all’Andalusia“, pubblicato dalla casa editrice Libri mediterranei. Intervengono: Akeel Almarai (docente di lingua e letteratura araba presso l’Università per stranieri di Siena, coautore del libro); Pino Blasone (scrittore, docente e studioso del mondo arabo-islamico, coautore del libro); Carlo Ruta (saggista e studioso del mondo mediterraneo).

Il libro. L’intento era quello di antologizzare in modo coerente testi tra i più rappresentativi della poesia araba, preislamica e islamica. Scorrono perciò in rassegna le personalità più forti di questa letteratura: dal “re errabondo” Imru’ al-Qays al brigante ‘Urwa ibn al-Ward, dal classico al-Mutanabbī al grande moralista al-Ma‘arrī, dal siciliano Ibn Hamdīs all’andaluso Ibn Hazm. A introdurli e a illustrarne la poetica sono diversi studiosi autorevoli – Akeel Almarai, Pino Blasone, Paolo Branca e Oriana Capezio – che da varie prospettive definiscono i percorsi di una tradizione letteraria d’eccezione. Per le traduzioni si è fatto ricorso a testi di arabisti e orientalisti italiani tra i più eminenti del Novecento, come Italo Pizzi, Giorgio Levi Della Vida, Ignazio Di Matteo e Francesco Gabrieli.
Ne è derivato un testo rigoroso ma allo stesso tempo agile, rivolto a un pubblico ampio di lettori, curiosi, interessati ai saperi e alle arti, consapevoli di quanto sia importante il dialogo tra le culture. L’esito è, in definitiva, quello di un tributo a un mondo complesso e raffinato che ancora oggi in aree culturali rilevanti dell’Occidente è però motivo di serie incomprensioni.

Gli autori:

Akeel Almarai è docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università per stranieri di Siena. Si occupa di letteratura araba medievale, metrica e filologia. È autore di testi ed articoli scientifici relativi alla metrica e alla letteratura araba classica, nonché di edizioni critiche delle principali opere del patrimonio letterario arabo-medioevale.
Pino Blasone, ha compiuto studi superiori e di perfezionamento a Roma, Venezia, Il Cairo e Tunisi. Con altri ha tradotto L’espansione musulmana di R. Mantran, Mursia1978, e ha curato l’antologia La terra più amata. Voci della letteratura palestinese, Manifestolibri1988. Collabora alle riviste on-line dei Dipartimenti di Filosofia delle Università di Venezia, Roma 3 e Bari.
Paolo Branca è docente di Lingua e Letteratura Araba e di Islamistica presso l’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato diverse opere, tra cui: Voci dell’Islam moderno: il pensiero arabo-musulmano fra rinnovamento e tradizione, Marietti, Genova 1991; Introduzione all’Islam, S. Paolo, Milano 1995; I musulmani, Il Mulino.
Oriana Capezio è docente di Lingua e Letteratura araba presso l’Università degli Studi di Napoli «l’Orientale. Tra le sue pubblicazioni figurano: ‘Urwa ibn al-Ward Una voce nel deserto, Ariele, Milano, 2011; La metrica araba Studio della tradizione antica, Edizioni Ca’ Foscari, Venezia 2013. Ha curato il volume Percorsi d’idee nel Mediterraneo, L’Harmattan, 2010.

Poesia araba dalle origini al XIII secolo: dalla Siria all’Egitto, dalla Sicilia all’Andalusia, testi di Akeel Almarai, Pino Blasone, Paolo Branca e Oriana Capezio, Libri mediterranei, Collana “Prospettive mediterranee”, pp. 160, ill. b/n.

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Il Gen. Pasquale Preziosa

Il Gen. Pasquale Preziosa

Il Comandante della PAN  Jan Slangen

Il Comandante della PAN
Jan Slangen

Gen. Pasquale Preziosi e Gen. Maurizio Lodovisi

Gen. Pasquale Preziosi e Gen. Maurizio Lodovisi

Giardini Naxos (Me) – E’ stato un successo che rimarrà negli annali della prima colonia greca di Sicilia la manifestazione aerea “Naxos Air Show” 2015 che ha visto protagonista nella Baia di Naxos, la mitica Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) altrimenti nota come le “Frecce Tricolori” prestigiosa rappresentante dell’Aeronautica Militare e dell’Italia nel mondo che, quest’anno, ha festeggiato i 55 anni di vita. L’evento, promosso dal Comune di Giardini Naxos in collaborazione con l’Aero Club d’Italia (l’ente promotore della manifestazione “Naxos air show 2015″) e l’Aero Club di Catania ha conferito alla location un momento di estremo prestigio con un eccezionale flusso di pubblico ovvero, adulti e bambini, che hanno affollato all’inverosimile tutto il lungomare di Naxos. Il tutto grazie allo Stato Maggiore dell’Aeronautica che ha concesso alla Pattuglia Acrobatica Nazionale l’autorizzazione a partecipare al “Naxos Air Show”. Eccellente la regia della manifestazione curata dal Comandante Francesco Moraci affiancato da Giuseppe Lo Cicero. In area comando a controllare le fasi della manifestazione e delle comunicazioni, oltre il direttore Moraci vi erano anche il Generale di Brigata Claudio Salerno Capo della Comunicazione dell’AM (UGCOM), il Maggiore Roberto Mattina (Coordinatore Aeronautica Militare), il Comandante della PAN T.Col. Pilota Jan Slangen e il Maresciallo capo Cosimo Roberto Arizzi comandante della Guardia Costiera – Locamare di Giardini Naxos. Numerose le autorità politiche e militari presenti nel palco degli ospiti, tra questi il Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa attuale Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, il Gen. di Squadra Aerea Maurizio Lodovisi dello Stato Maggiore, il Gen. di Brigata Roberto Boi dello Stato Maggiore, il Gen. di Brigata Aerea Roberto Azzolin,  il Comandante della Base Aerea del 41° Stormo di Sigonella Colonnello Pilota Vincenzo Sicuso dalla quale sono decollati i piloti della PAN, il deputato nazionale On. Giuseppe Castiglione.
Alquanto nutrito il programma dell’evento che ha proposto evoluzioni aeree, spettacolari numeri acrobatici della pattuglia civile “Blu Circe” e del Campione Italiano pluri medagliato Rudy Natale e tant’alto ancora. Emozionante la simulazione del recupero in mare di un naufrago da parte del nuovo elicottero in dotazione all’Aeronautica, l’ HH 139 dell’82° stormo del SAR di Trapani, che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso per la spettacolarità della dimostrazione di salvataggio. Prima di arrivare al punto di recupero l’HH 139 ha effettuato un passaggio a bassa quota davanti agli spettatori che agitavano le bandierine tricolore con un membro dell’equipaggio appeso ad una fune che pendeva dall’elicottero mentre sventolava la bandiera italiana. A spiegare le fasi del recupero con dovizia di particolari è stato lo speaker dell’Aeronautica. il maresciallo Vito Galatea del SAR di Trapani. L’esaltante manifestazione aerea ha altresì proposto anche il sorvolo della flotta dell’Aero Club di Catania e di aerei militari, come il familiare Atlantic del vicino 41° Stormo di Sigonella (Ct) e le spettacolari evoluzioni di due EFA del 37° Stormo di Trapani Birgi. L’Eurofighter 2000 (EFA) è un caccia di ultima generazione, il più avanzato aereo da combattimento mai sviluppato in Europa, in grado di offrire capacità operative di ampio respiro e una spiccata efficacia nel settore della Difesa Aerea. Concentrato di tecnologia e sapienza ingegneristica, l’Eurofighter è il frutto della collaborazione industriale di Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. I caccia sono, in servizio presso il 4° Stormo di Grosseto, il 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari) ed il 37° Stormo di Trapani. Sono essere stati utilizzati in occasione di grandi eventi e nelle operazioni “Odyssey Dawn” e “Unified Protector” durante la crisi libica nel 2011.

Poi, il gran finale, con il carosello di evoluzioni dei piloti delle Frecce Tricolori che hanno fatto il loro ingresso nella Baia sfrecciando con le loro scie tricolore sulle note dell’Inno Nazionale Italiano. Un lungo applauso del pubblico ha salutato l’ingresso degli eroi dell’aria che hanno iniziato ad eseguire le loro spettacolari figure. Ad animare la diretta lo speaker Magg. Andrea Soro che ha descritto le fasi delle figure eseguite dai Piloti della PAN. Impeccabili le loro esecuzioni, coraggiosi funamboli dell’aria che hanno dipinto l’orizzonte e lo spazio aereo sovrastante la Baia di Naxos con le loro scie di fumo tricolore e i potenti rombi dei loro Aermacchi MB339 PAN (in dotazione alla PAN dal 1982). Emozionanti e spettacolari i numeri proposti dal solista pilotato dal Cap. Pilota Filippo Barbero tra questi la figura del “volo folle” e la salita verticale fino a che il velivolo dopo una veloce ascesa non è rimasto fermo, sospeso in aria per qualche secondo, a causa dell’attrazione della forza di gravità. Il programma delle Frecce Tricolori conta ben diciotto figure ed è tra i pochi al mondo ad avere formazione e solista ad alternarsi sul cielo. Un palinsesto che sempre più affinato in cinquantacinque anni di attività che prevede tre varianti a seconda delle condizioni meteo. Abbiamo un programma alto, basso e piattolooping d’in con manovre ardite a sviluppo verticale adeguate alla visibilità. Per circa mezz’ora gli assi della Pattuglia Acrobatica Nazionale hanno effettuato le figure previste dal loro programma acrobatico tra queste ricordiamo: il “Looping d’ingresso“, la “Cardioide e separazione del solista”, la figura denominata “Bastoni e ricongiungimento tonneau 4 tempi”, il “Ventaglio Apollo 313“, l’emozionante “Cuore con tonneau e rovescio tonneau“, “l’incrocio del cuore“, la “Scampanata-Arizona“, la famosa “Bomba” con l’incrocio del solista, lo “Schneider a desta con il volo folle del solista”, il gran finale con la figura dell'”Alomba e inserimento del solista” ed il saluto al pubblico sulle note di “Nessun Dorma” e la voce di Luciano Pavarotti  con la suggestiva scia dei fumi tricolore della bandiera italiana dipinta per qualche secondo sul cielo di Naxos  per poi fare rotta verso l’aeroporto militare di Sigonella.
A conti fatti, quella di Giardini Naxos è stata una grande festa di popolo, l’evento ha richiamato circa 150 mila persone, provenienti da ogni parte dell’Isola e dalla Calabria che ha fatto la gioia di centinaia di bambini accompagnati dai loro genitori che hanno più volte applaudito e salutato piloti ed aerei con le loro bandierine tricolore. A fare da cornice all’evento gli stand predisposti su tutto il lungomare di vari enti, tra questi quello dell’UNICEF (per una raccolta fondi) e quello dell’Aeronautica Militare che ha esposto e venduto libri, poster, brocure, zaini e cappellini con lo stemma delle mitiche Frecce Tricolore e un simulatore di volo MB 339 PAN che ha permesso agli spettatori  di provare le emoioni di un volo delle Frecce Tricolore simulato. A spiegare le fasi della manifestazione, le caratteristiche tecniche dei velivoli e le varie figure aeree in programma sono stati gli speacher dell’Aeronautica Militare assieme al direttore della manifestazione Comandante Francesco Moraci. Il pubblico presente ha così potuto toccare con mano come l’Aeronautica Militare svolge ruoli primari nell’ambito della sicurezza del Paese, in servizi utili alla collettività, ma anche di sostegno ad interessi nazionali. A tal proposito il T.Col. Pilota Jan Slangen nel corso della conferenza stampa svoltasi il 26 settembre al lido Splash Beach messo a disposizione dell’evento dal titolare Graziano Peri, aveva detto: “Sono onorato di essere in Sicilia e di partecipare a questa manifestazione in uno dei luoghi più belli dell’Isola. Era da tempo che si pensava di organizzare un evento con la partecipazione della nostra Pattugli acrobatica da queste parti. Il nostro è un team formato da uomini e donne che provengono da ogni angolo della nostra penisola, luoghi diversi, tradizioni e usi diversi, ma tutti accomunati da una grande passione, servire lo Stato indossando un uniforme. Al di la della spettacolarità questi eventi sono un modo per valorizzare il territorio. Dietro c’è tanto lavoro, anche rischioso, secondo il motto -la tua squadra che vola-, perché è questa l’essenza di lavorare in gruppo e la nostra forza vincente che identifica in Italia e all’estero le Frecce Tricolori come ambasciatori del nostro Paese“. Ha retto bene la complessa macchina organizzativa coordinata dal Vice Sindaco Carmelo Giardina che ha fortemente sostenuto la realizzazione dello storico evento e dal direttore della manifestazione Comandante Francesco Moraci messa in campo a tutela degli spettatori in special modo lo staff dedicato ai soccorsi che composto da 13 ambulanze e due PMA (per il primo soccorso) con oltre 150 volontari della Protezione Civile ed altre associazioni oltre gli agenti di Polizia municipale e delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile del Comune di Giardini Naxos.
A conclusione della manifestazione il Sindaco di Giardini Naxos Pancrazio Lo Turco ha commentato:”E’ stata una grande festa popolare che ha dato al numeroso pubblico presente l’opportunità di trascorrere a Giardini Naxos una giornata speciale e di vedere dal vivo i mitici piloti delle Frecce Tricolori, grazie anche al tempo ci ha regalato una giornata di sole. Avere le Frecce Tricolori volteggiare sul mare di Naxos ha rappresentato un motivo di orgoglio e privilegio, una grande opportunità per la promozione del nostro centro turistico in Italia ed all’estero in aggiunta ai benefici effetti economici per l’economia locale che sono scaturiti dalla consistente presenza turistica generata in questo fine settimana dallo straordinario evento. Vorrei ringraziare anche il vicesindaco Carmelo Giardina trait d’ union tra il Comune e l’Aeronautica militare per l’impegno profuso per la riuscita della manifestazione ed il funzionamento della complessa macchina organizzativa che è stata encomiabile“. Il vicesindaco Carmelo Giardina ha aggiunto:Siamo orgogliosi di avere potuto ospitare una manifestazione aerea di tale importanza. Avere le Frecce Tricolori, simbolo dell’identità Nazionale, a Giardini Naxos è stato motivo di grande privilegio per tutta la città. Vi è stata una sana e disciplinata partecipazione dei cittadini e di tutto il pubblico presente e questo, ha permesso che non accadessero incidenti. Mi auguro che il pubblico ed in particolar ei bambini si siano divertiti a vedere i nostri piloti e quelli degli altri aeroclub dare vita a questo spettacolo davvero unico e emozionante.”
In occasione della manifestazione il Comune di Giardini Naxos ha concesso la cittadinanza onoraria all’Aeronautica Militare.Tante le motivazioni sostenute per tale concessione elencate nella delibera della Giunta Municipale n. 110 del 17.9.2015   a cominciare dallo “straordinario senso di solidarietà e l’eccezionale spirito di umanita manifestato nei confronti della città di Giardini Naxos anche in occasione della manifestazione aerea Naxos Air Show 2015″ in cui è stata sostenuta la raccolta umanitaria a favore di coloro che hanno subito danni a causa del violento nubifragio abbatutosi sul territorio il 9 settembre 2015”  ed ancora “Forza Armata di eccellenza al servizio del Paese, da sempre in prima linea negli innumerevoli quotidiani compiti istituzionali, dalla difesa dello spazio aereo Nazionale alla ricerca scientifica di nuove tecnologie edo perazioni internazionali di peacekeeping, di soccorso alle popolazioni nei conflitti e di illimitati impegni di solidarietà dentro e fuori i confini di Stato (Iraq, Somalia, Albania, Jugoslavia, Timor Est, Afghanistan, Libia, Kosovo, Balcani, Kuwait, Georgia per citarne alcune)” a questo va aggiunta la citazione finale del deliberato che recita:”Conferire la Cittadinanza Onoraria di Giardini Naxos all’Aeronautica Militare Italiana per l’elevato impegno umanitario, militare e civile che la Forza Armata ha reso nel tempo (da oltre 50 anni) al Paese, impoiegando uomini e mezzi, da un aparte e dall’altra del globo e, pagando a volte la partecipazione alle tante missioni, entro e fuori i confini Nazionaeli, con l’alto tributo della vita dei suoi aviatori“.

Bisogna ricordare a tal proposito che il Comune di Giardini Naxos ha un legame particolare con l’Aeronautica Militare Italiana che dura nel tempo, basti ricordare il supporto essenziale dato dalla cittadinanza nel 2004 e nel 2012 quando provvedeva al trasporto delle raccolte umanitarie effettuato a Giardini Naxos dala Base aerea di Sigonella a Tallil – Nassirya  Iraq (2004) e da Sigonella a a Shindand Afghanistan (2012). Da questi luoghi era sempre il personale dell’AMI che provvedeva alla distribuzione degliaiuti umanitari in terre Irakena e Afgana. Ricordiamo che tra i protagonisti di quelle raccolte umanitarie vi fu anche il Colonnello dell’aeronautica militare Carmelo Giardina in missione (l’attuale vicesindaco del comune) il quale, dall’Irak e dall’Afghanistan fece da trait d’union tra il il Comune, i volontari del Gruppo Unicef  di Giardini Naxos coordinati da Pancrazia Marcuccio e i militari dell’AMI in missione in Iraq e Afghanistan .

Al termine delle esibizioni il Sindaco di Giardini Naxos Pancrazio Lo Turco dopo aver letto le motivazioni, assieme al vicesindaco Carmelo Giardina hanno consegnato il documento ufficiale di cittadinanza assieme ad un piatto in ceramica decorato a mano dal’artista Cristina Russo al Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa attuale Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare il quale a sua volta ha consegnato al Primo Cittadino il volume pubblicato quest’anno dall’Aeronautica Militare in occasione dei 55 anni di vita della PAN che racconta la storia della mitica Pattuglia Acrobatica Nazionale.

                                                                                                   MESSINA ROSARIO

Foto  che ritraggono il Colonnello Carmelo Giardina che riceve i pacchi con medicinali ed altri doni inviati dalla cittadinanza di Giardini Naxos:

A sinistra il Colonnello Carmelo Giardina con i doni di Giaridni Naxos a Al Zahire

A sinistra il Colonnello Carmelo Giardina con i doni di Giaridni Naxos a Al Zahire nel 2004

L'arrivo dei medicinali da Giardini Naxos in Iraq

L’arrivo dei medicinali da Giardini Naxos in Iraq

Il Col. Carmelo Giardina assieme ad un gruppo di bambini

Il Col. Carmelo Giardina assieme ad un gruppo di bambini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Afganistan nel 2012

In Afghanistan nel 2012

 

 

FOTO di ROSARIO MESSINA (Vietata la riproduzione)

L a PAN

L a PAN

  PATTUGLIA   ACROBATICA NAZIONALE (PAN)
Visibile fiore all’occhiello dell’Aeronautica militare italiana la Pattuglia Acrobatica (PAN), appartenente al 313° Gruppo di Addestramento Acrobatico che ha Base aerea a Rivolto (Udine), ha fama di essere una delle migliori formazioni acrobatiche nel panorama mondiale, con il gruppo di aerei più numeroso e con il programma acrobatico più articolato che conta ben diciotto figure con tre varianti a seconda delle condizioni meteo. Il Gruppo delle Frecce Tricolori, è formato da undici uomini: nove piloti, un solista ed il comandante. La PAN rappresenta da 55 anni un simbolo di unità del Paese ed uno straordinario veicolo di promozione dell’immagine dell’Italia nel Mondo grazie alle emozioni ed ai valori positivi che i suoi uomini sanno sempre trasmettere: impegno dedizione, disciplina e coraggio. Spettacolari le loro acrobazie aeree effettuate con i mitici Aermacchi MB339 PAN in dotazione dal 1982 che quest’anno, per festeggiare i 55 anni dalla nascita della Pattuglia Acrobatica, sono stati dipinti con una nuova livrea con tricolore su tutta la deriva ed i fianchi, un nuovo logo ed i nomi dei piloti che hanno servito nelle Frecce Tricolore. Complesso e numeroso il personale a supporto della PAN composto staff ufficio comando, staff operazioni, da tecnici, meccanici, nucleo elettromeccanici di bordo, nucleo controllo di qualità, nucleo motoristi, nucleo sistemi avionici, nucleo equipaggiamento, ufficio tecnico, fotografi e personale addetto alla cura delle pubbliche relazioni.

I piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale attualmente sono:

Jan Slangen il Comandante della PAM T. Col. Pil.(Pony 0),
Mirco Caffelli Magg. Pil. – Capoformazione (Pony 1)
Pierangelo Semproniel – Cap. Pil. 1° Gregario Sinistro (Pony 2)
Stefano Vit – Cap. Pil. 1° Gregario destro (Pony 3)
Massimiliano Salvatore – Cap. Pil. 2° Gregario Sinistro (Pony 4)
Vigilio Gheser – Cap. Pil. 2° Gregario Destro (Pony 5)
Mattia Bortoluzzi – Cap. Pil. 1° Fanalino (Pony 6)
Gaetano Farina – Cap. Pil. 3° Gregario Sinistro (Pony 7)
Giulio Zanlungo – Ten. Pil. – 3° Gregario Destro (Pony 8)
Luca Galli – Cap. Pil. – 2° Falalino (Pony 9)
Filippo Barbero Cap. Pil. – Solista (Pony 10)
Fabio Capodanno Cap. Pil. – Supervisore Addestramento Acrobatico (Pony 11)

Il 41° STORMO ANTISOM di SIGONELLA

Il Comandante del 41° Stormo Vincenzo Sicuso

Il Comandante del 41° Stormo Vincenzo Sicuso

Il 41° Stormo Antisom di Sigonella (Catania) è dotato di velivoli “Breguet 1150 Atlantic” con i quali garantisce la propria missione primaria consistente nel contrastare la minaccia subacquea e navale e nel fornire il servizio di ricerca e soccorso in mare a lungo raggio mantenendo sotto controllo, a protezione delle principali vie marittime, le unità navali subacquee e di superficie potenzialmente ostili. Inoltre, assicura il controllo del traffico mercantile, nell’ambito delle operazioni contro il terrorismo internazionale, ed il supporto alle attività volte al controllo dei flussi d’immigrazione clandestina dai quadranti meridionali del mediterraneo, garantendo giornalmente – a mezzo del “Atlantic” che è in grado di condurre autonomamente ricerche sistematiche su tutto il Mediterraneo – la copertura delle ampie zone di mare d’interesse, consentendo la tempestiva localizzazione dei profughi in mare e l’allertamento degli organi preposti e garantendo al contempo un costante e pronto intervento SAR (search and rescue: ricerca e soccorso) in caso di sinistro marittimo e naufragio degli stessi.

12X  ATLANTIC OK

Atlantic

I due EFA di Trapani

I due EFA di Trapani

Postazione di controllo

Postazione di controllo

Il Solista

Il Solista

La flotta Blu Circe

La flotta Blu Circe

Il tricolore sopra la Nike

Il tricolore sopra la Nike

L'elicottero del SAR di Trapani HH 139

L’elicottero del SAR di Trapani HH 139

Il Tricolore delle Frecce

Il Tricolore delle Frecce

L'esecuzione dell'Inno Nazionale

L’esecuzione dell’Inno Nazionale

La consegna della Cittadinanza all'Aeronautica Militare

La consegna della Cittadinanza all’Aeronautica Militare

Gli stand sul lungomare Tisandros

Gli stand sul lungomare Tisandros

Il Vicesindaco Carmelo Giardina consegna il dono del Comune

Il Vicesindaco Carmelo Giardina consegna il dono del Comune

Il tricolore sulla Baia di Naxos

Il tricolore sulla Baia di Naxos

Acrobazie delle Frecce

Acrobazie delle Frecce

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