GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO 2024
Home Tags Posts tagged with "roma"

roma

0 118

In pochi versi si enuclea una filosofia di vita. Franco Califano. Un riferimento nella canzone che è dentro il linguaggio poetico…Le sue poesie segnate da “attimi” toccano l’anima in un vissuto tra sguardi antichi e ferite di una vita sul filo della disarmonia e delle scoperte armonie…In rappresentanza della cultura italiana, parlerò di Franco Califano a Tunisi il 26 aprile prossimo alla Fiera internazionale del Libro dove l’Italia è ospite d’onore. Califano e De André. Una poetica dei linguaggi musicali Mediterranei

 a cura di Pierfranco Bruni – presidente Commissione italiana del Libro 2024 (Ministero della Cultura)

Franco Califano. Un riferimento nella canzone «alta» che è dentro il linguaggio poetico. Era il 30 marzo del 2013. Ci lasciava il Califfo. Il maestro e resta tale nell’intreccio tra i linguaggi della parola e i linguaggi musicali.
Nato in aereo nei cieli di Libia nel 1938, o meglio nel cielo di Tripoli. Un destino contrassegnato da nostalgie, avventure, malinconie e del resto che è noia. Franco Califano è nel ricordo del suo sorriso che ha lontananze, distacchi e canti che hanno le nenie dei cori mediterranei.

Parlerò di Franco Califano a Tunisi il 26 aprile prossimo in occasione della Fiera internazionale del Libro dove l’Italia è ospite d’onore. Califano e De André. Una poetica dei linguaggi musicali Mediterranei. In rappresentanza della cultura italiana.
Un poeta diventato cantautore, ma la sua parola ribelle, e appartenente alla famiglia dei poeti maledetti, è parola di marinai che conoscono il sale dei mari, dei porti toccati e lasciati alle prime luci dell’alba, delle notti vissute nei viaggi delle dimenticanze.

 Si ascoltano le sue poesie segnate da “attimi” che toccano l’anima attraverso “appunti” che portano immagini e immaginari e il tutto, però, è un vissuto tra sguardi antichi e ferite che provengono da una vita scontata quotidianamente sul filo della disarmonia e delle scoperte armonie. Tutto ciò e altro ho sottolineato dieci anni fa nel mio libro dedicato proprio a Califano: «Franco Califano: Sulla punta della matita non sono passati secoli» (il Coscile).

Franco Califano è il cantautore più marcatamente poeta, un poeta di una eleganza che porta all’estasi, la cui lezione proviene da strazi e squarci mai perduti e sempre accantonati tra le pieghe del cuore e le rughe delle mani. La sua amicizia e il suo legame “letterario” con Luigi Tenco restano un appuntamento importante.
La maledizione dei poeti è anche nella bellezza della parola che succhia l’anima e restituisce le memorie con gli scavi delle emozioni. Le emozioni che fanno i passi degli uomini nel coraggio delle scelte e nella coerenza delle idee. Califano aveva il coraggio della coerenza. Anche quando parlava di politica.

Pierfranco Bruni a casa di Franco Califano

Pierfranco Bruni a casa di Franco Califano

Guardai le tele con aria ironica/E mi giocai i ricordi provando il rischio/Poi di rinascere sotto le stelle/Dimenticai di colpo un passato folle/In un tempo piccolo” (da “Un tempo piccolo”).
Questo tempo piccolo di Califano conosce quelle memorie sommerse che invadono tutta la sua dimensione linguistica, il cui senso è dato dalla “filosofia” della parola. Forse anche per questo gli è stata conferita la laurea honoris causa proprio in filosofia, e le motivazioni pongono all’attenzione il testo “Tutto il resto è noia”. In pochi versi si enuclea una filosofia di vita.
Ma tutto il percorso di Califano è un articolarsi di elementi esistenziali che trovano una loro presenza nelle parole e nelle parole che hanno la magia di una trasmissione straordinariamente efficace sul piano emotivo, lessicale, umano.
Si d’accordo il primo anno/ma l’entusiasmo che ti resta ancora/è brutta copia di quello che era/cominciano i silenzi della sera/inventi feste e inviti gente in casa/così non pensi almeno fai qualcosa/si, d’accordo ma poi…/Tutto il resto è noia,/no, non ho detto gioia,ma noia,noia,noia/maledetta noia” (da “Tutto il resto è noia”).

La noia è un “elemento” essenziale che si intreccia con le malinconie e l’arcano del sublime che imprigiona in una solitudine che è scelta. Si ha il coraggio di scegliere la solitudine abitandola come l’unica isola possibile per ritrovare e dare un nome ai cammini che ci aspettano, ai cammini trascorsi e ai cammini violati.
“Un vecchio pescatore nun po’ più/portà la barca a remi fin laggiù,/se guarda er mare suo co’ nostalgia,/poi spegne la lampara e così sia./Cammina ma nun c’ha ‘na meta sua,/o’ ‘n’ ombra che je tiene compagnia,/’na vita dedicata tutta ar mare,/ch’è stato er primo e l’urtimo suo amore./È la malinconia… è la malinconia… è la malinconia” (da “E’ la malinconia”.
Questo pescatore si porta dietro ricordi e memorie di mare, di una pescatore forse di coralli, di collanine e di sguardi orientali che hanno gli occhi tra la ricerca delle lingue per dare un segno a quella comunicazione che è conversazione. La poesia di Califano è una conversazione con se stesso e partecipando se stesso agli altri offre pezzi di vita. Forse rischiando un po’. Ma il rischio è nella vita del pescatore, dei marinai, degli uomini provati dal sale, dagli uomini che hanno righe di fascino nell’avventura dei destini.
Un poeta. Dunque. “D’ora in poi/sarà più facile/Una donna così come te diventa improbabile/poi mi specchio e non vedo di là un irresistibile/sento il tempo che senza pietà/ha graffiato il mio fascino” (da “D’ora in poi”).
Versi che hanno delle componenti fortemente ricche di un lirismo pregno di un rapporto infiammante tra eros e distacco. La noia, la malinconia, l’eros. Tre vie per i maestri che suonano i tamburi del tempo piccolo per restare nel vivo che è tutto probabile e nulla è escludibile. Tre vie per i suonatori dei quartieri mai dimenticati. Tre vie per conoscere le donne e l’amore.
Nell’eros ci sono quelle “gambe di fuoco” che hanno la fiamma del sogno e della “passione nei secoli” e le “promesse” e le “molte finzioni” sono la ricchezza del tutto e del nulla nell’infrangibile specchio che vorrebbe portare il pescatore nelle àncore del porto, ma il pescatore non si lascia sedurre dai porti e pur cantando e recitando la malinconia e la noia continua nel suo viaggio in mare aperto. Forse alla ricerca di un vento nell’altura delle maree o di un cielo che possa riportarlo alle radici in quella visione di una Tripoli nella Libia dei Mediterranei vissuti.

Franco Califano

Franco Califano

 

Franco Califano è stato imprevedibile, ironico, istrione, “poeta maledetto” nella vita che ha lo stile del rischio e il fascino degli indefinibili misteri. Come la vera poesia in Califano non c’è la storia ma la poesia delle emozioni. Attimi graffianti per una vita intera. Quella vita raccontata recitata vissuta tra poesia e musica. Proprio intorno a questi temi si svilupperà il mio percorso. Franco Califano resta sulla punta della matita che scolpisce parole. Con Califano discuterò della grandezza di De André al quale ho dedicato diversi libri e saggi e sul quale ritornerò a parlare prossimamente.

Pierfranco Bruni è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“.

Il Prof. Pierfranco Bruni

Il Prof. Pierfranco Bruni

0 185

Una anteprima del nome delle città che si accingono ad arrivare al podio della finale prevista in febbraio . L’intervista

15 Gennaio 2024 a cura di Mimma Cucinotta

 

Nel 2020 si è aggiudicato il titolo di Capitale Italiana del Libro, la città di Chiari, nel 2021 Vibo Valentia, nel 2022 Ivrea e nel 2023 Genova, secondo l’iniziativa indetta dal Mic Ministero della Cultura che dal 2020 affida ad una Commissione il conferimento del titolo di Capitale del libro a un Comune italiano scelto tra quelli candidati capaci di esprimere percorsi intellettuali innovativi e diffusivi.

In itinere per l’edizione 2024 le riunioni di Commissione, in capo al professor Pierfranco Bruni nominato presidente con Decreto Ministeriale del 28 Novembre 2023.

Diverse le Città candidate al conferimento del titolo che in applicazione ai criteri stabiliti dal ministero della Cultura presentano aspetti peculiari diretti allo sviluppo e valorizzazione culturale dell’area di appartenenza, all’interno di un processo di sensibilizzazione sociale virtuoso e penetrante alla lettura.

Dalla prima seduta di insediamento del 19 novembre 2023 e l’ultima di inizio anno composta dagli esperti Incoronata Boccia, Gerardo Casale, Antonella Ferrara, Sarà Guelmi, svolte presso la Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore, chiediamo al presidente Pierfranco Bruni, quali novità possano essere annunciate nell’ambito dei lavori di Commissione?

In termini di valutazione espressa sono cinque le Città che la Giuria dovrà ammettere alla audizione finale. Alla riunione del 10 gennaio ė positivamente emersa una complessa classificazione alla luce delle specificità distintive e qualitativamente originali dei progetti presentati. In conformità ai criteri di cui 2 comma 7 del DM 10 agosto 2020 n. 398, l’analisi valutativa si impernierà con particolare attenzione sulla propensione progettuale a generare circuiti orientati ad una dimensione nazionale sul piano della crescita culturale superando il concetto di territorialità. Fondamentale guardare ai progetti in termini di efficacia per la comunità sul lungo periodo.

Una anticipazione del nome delle città che si accingono ad arrivare al podio della finale prevista in febbraio ?

Grottaferrata, San Mauro Pascoli , Taurianova, Tito e Trapani sono i Comuni appartenenti alla cinquina ammessa alle audizioni in vista della seduta di Commissione del prossimo 31 gennaio e della classifica definitiva certamente in febbraio.

Il Prof. Bruni

Il Prof. Bruni

Pierfranco Bruni, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo.
Presidente Commissione Conferimento del titolo “Capitale italiana del Libro 2024“, con decreto del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano del 28 Novembre 2023.
Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.
Archeologo già direttore del Ministero Beni Culturali, Direttore responsabile del Dipartimento Demoetnoantropologico, Direttore Responsabile unico della Biblioteca del Ministero dei Beni Culturali. Membro Commissione Premio Internazionale di Cultura per l’Antropologia presieduta da Luigi Lombardi Satriani, decano dell’antropologia contemporanea Ordinario Sapienza Università di Roma.

0 753

A cura del Dott. ROSARIO MESSINA

Il pittore Luigi Centra

Il pittore Luigi Centra

 Non avrei mai voluto dare questa triste notizia per l’affettuosa e fraterna amicizia che mi legava da anni ma, per dovere di cronaca informo i nostri lettori che il Maestro Luigi Centra stimato ed apprezzato pittore esponente della Pop Art  di origine romane ha lasciato questa terra qualche giorno fà.  

Ho predisposto questo mio ultimo viaggio…attraverso un limpido e luminoso cielo, lo vedo già come un miraggio. Al poderoso e caldo sole ho chiesto di scaldare e confortare il vostro amato cuore…Non piangete per me ora sono tra le braccia del Signore”. Con queste parole è stata data la notizia dai familiari sul suo profilo social-

Una triste notizia che lascia un grande vuoto perché Luigi Centra era un artista di razza un uomo vissuto che aveva tanta esperienza sulle spalle, cittadino del Mondo, artista poliedrico a tutto tondo che non prediligeva solo la pittura ma anche la scrittura ed in particolare la poesia. Al suo attivo si contano oltre settanta libri oltre a migliaia di dipinti collocati in tutto il Mondo. Quanti ricordi mi legano a lui nei suoi soggiorni in Sicilia, quante chiaccherate e potevi stare ore a sentirlo parlare. Sempre progetti in cantiere, non si fermava mai, grande comunicatore con una incredibile forza di intraprendenza, un fiume in piena difficile da contenere. Passava dalla scrittura alla pittura con estrema disinvoltura, bastava un luogo, un panorama, un immagine per ispirarlo a dipingere un quadro o scrivere una poesia. Ricorda la prima volta che fu nostro ospite nella campagna di Presa a Piedimonte Etneo incantato dal panorama mozzafiato del mare e di Taormina si mise subito all’opera e scrisse una poesia. Un genio raro e un inesauribile fonte di ispirazione ed energia per chi ha avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo.

Anche se di origine romane, della Cioceria (Frosinone) patria del grande attore Nino Manfredi Luigi Centra considerava la Sicilia la sua seconda patria.  Da oltre venti anni era un assiduo frequentatore della Sicilia ed in particolare di Giardini Naxos e della fascia Jonica  poiché: con le sue bellezze naturali e la sua storia” come amava ripetere “è una preziosa fonte di ispirazione per i miei lavori artistici”. In molte occasioni ha messo la sua arte, che spazia dalla pittura alla poesia, al servizio di progetti umanitari e per questo qualche anno fa era stato candidato per il Premio Nobel per la pace. Stiamo parlando di Luigi Centra  poliedrico artista romano (originario di Veroli) pittore, scrittore, poeta, scultore il quale con la sua fondazione Onlus ha spesso promosso progetti umanitari per tanti bambini. Proprio per tale generosa dedizione qualche anno fa Luigi Centra era stato inserito tra i candidati per concorrere al Premio Nobel per la Pace dal Nobel Forum della Karolinska Institutet a Stoccolma in Svezia, dall’Amministrazione presieduta da Iornwall e Ann Margret Agneta, “per aver lavorato molto con la sua arte italiana nel mondo a favore dei bambini”. Il progetto che gli è valso la nomination è stato  soprattutto quello realizzato a Kiev in Ucraina quando fu ospite per una serie di seminari dell’Università Tars Scewschenko dove allestì anche una mostra ed il ricavato andò in beneficenza a favore dei bambini di Cernobyl  del reparto oncologico di Kiev. Raccontare del maestro Luigi Centra è come aprire un libro magico sempre pieno di sorprese.

Tanti i progetti promossi in Sicilia, ricordiamo la prima mostra di pittura che fece al Museo Naturale di Giardini Naxos agli inizi del 2000;  il progetto dedicato a Giovanni Verga con una serie di quadri ispirati allo scrittore siciliano e le sue opere realizzato con l’associazione Scientifico Culturale “Mea Lux” presieduta da Angela Lombardo ed ancora quello ultimo più recente presentato a Giardini Naxos nel 2020. Riguardava l’idea progettuale di un   “Museo Diffuso” denominato “Arte in circolo” da realizzare nel comprensorio Jonico che venne presentato nello spazio espositivo di Via Vulcano Giardini Naxos, in occasione della inaugurazione di una mostra temporanea realizzata dal pittore Santo Giordano, dallo scultore Turi Azzolina e dal pittore Pippo Foti, avente come tema il mare nella pittura e nella scultura.

Nel corso dell’evento, presentato da Angela Lombardo, presidente dell’Ass. Scientifico Culturale Mea Lux, Luigi Centra, sostenitore dell’idea progettuale del Museo Diffuso, espresse la volontà di donare 100 delle sue più belle tele. In quell’occasione Centra disse: Vengo a villeggiare a Giardini Naxos (dove anni fa ho fatto una mia mostra personale) da quindici anni e ormai mi sento un giardinese di adozione. Nel caso sarà realizzato questo progetto donerò cento delle mie tele per realizzare un museo diffuso a Giardini Naxos, in modo da esporre i miei quadri nei grandi alberghi e ristoranti di Giardini. Sarà poi realizzato un percorso guidato che accompagnerà il turista a visitare tutte le location dove sono esposte le opere, creando così una circolarità dell’arte e del turismo”.

La commozione di tanti nell’apprendere la triste notizia è stata testimoniata da migliaia di messaggi pubblicati nel web. Tra questi le condoglianze di Flower Terry di Reggio Emilia che aveva presentato diverse edizione del prestigioso Premio che porta il suo nome la quale lo ha ricordato con affetto e grande commozione. Lo stesso ha fatto la presentatrice Monia Palmieri un’altra protagonista dello spettacolo che ha presentato l’edizione del 2023 del Premio Centra realizzata a Veroli. E così tanti altri da tutto il Mondo.

Giungano alla famiglia di Luigi Centra le mie più sentite condoglianze per la perdita del caro fraterno amico ed anche dalla Presidente  dell’associazione culturale Mea Lux Angela Lombardo con la quale il Maestro aveva realizzato diversi progetti culturali.

Riposa in Pace Grande Maestro.

Il dott. Rosario Messina con il Maestro Centra

Il dott. Rosario Messina con il Maestro Centra

La prof.ssa Angela Vecchio consegna la targa della "Mea Lux" al Maestro Luigi Centra

La prof.ssa Angela Vecchio consegna la targa della “Mea Lux” al Maestro Luigi Centra

Luigi Centra nel 2010 premiato dall'Associazione Mea Lux assieme allo scienziato Fulvio Frisone

Luigi Centra nel 2010 premiato dall’Associazione Mea Lux assieme allo scienziato Fulvio Frisone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luigi Centra assieme ad Angela Lombardo nel 2020 assieme al primo quadro per il Museo diffuso

Luigi Centra a Giardini Naxos nel 2020 assieme ad Angela Lombardo con il primo quadro per il Museo diffuso

Luigi Centra firma il primno quadro del Museo diffuso

Luigi Centra firma il primo quadro per il Museo diffuso

Luigi Centra assieme agli artisti giardinesi nel 2020

Luigi Centra assieme agli artisti giardinesi nel 2020

Luigi Centra assieme allo scultore giardinese Turi Azzolina

Luigi Centra assieme allo scultore giardinese Turi Azzolina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIOGRAFIA DEL MAESTRO LUIGI CENTRA:

 Luigi Centra,  nato a Carpineto Romano (Roma), nei primi anni ’70 fa parte della corrente artistica che sta rivalutando  e reinterpretando in Italia la Pop-art americana, artisti del calibro di Mimmo Rotella e Mario Schifano del quale diventa amico e frequenta il suo studio a Roma e ad Arcinazzo (Roma).   Nei suoi numerosi  viaggi in Germania aveva già avuto modo di conoscere  Lichtstein,  anch’egli esponente della Pop-art. Ha frequentato nel 1977 uno studio insieme ai suoi amici tedeschi , professori che insegnavano alle rispettive accademie di belle arti di Tubingen in Germania e  nel  1979  anche lui si iscrive all’Accademia di belle arti di Frosinone ma non fu ammesso poi agli esami finali scritti per la sua avanzata età,  quindi egli resta un autodidatta.  Sempre nel 1979 esegue oltre trenta affreschi su rete da trasporto per inserirli nelle pareti.  Centra vive tra il frusinate,  Roma e Venezia, ha lavorato per lungo tempo a favore dei bambini in giro per il mondo. Si ricorda il suo viaggio a Kiev in Ucraina con l’Associazione del  luogo  “Italiamo” , ospite presso l’Università di Taras Scewschenko dove allestì una sua mostra nel  grande corridoio tra i lussuosi lucidi marmi e il ricavato andò naturalmente in beneficenza a favore dei bambini malati presso l’ospedale del reparto oncologico di Kiev, a causa dello scoppio del reattore di Chernobyl. Lui stesso si recò  in vari ospedali  del mondo portando gioia, pace, doni, progetti e quant’altro, con la sua accademia artistica denominata  Accademia Internazionale Artistica Nord Sud. Nello stesso periodo si recò spesso in tantissimi orfanotrofi dello Stato Ucraino insieme ad alcune associazioni tra cui “Fratello Sole” di Cimitile di Nola a Napoli; in queste occasioni l’artista ebbe modo di tenere anche dei seminari di pittura donando opere eseguite con i bambini a persone e insegnanti ,esponendo le altre in permanenza sulle pereti delle scuole . Nel corso della sua carriera Centra  ha collaborato a tante iniziative e ricerche a favore dell’umanità e sull’energia pulita, iniziative molto spesso patrocinate da: ONU, UNESCO ed UNICEF presso l’Università degli Studi di Milano a Crema (Cremona). Nell’ateneo cremonese inoltre gli è stato dedicato uno spazio permanente  con le sue opere esposte. Egli  è un artista vivente al quale  è stato dedicato un museo proprio con centinaia di opere e numerosissimi cartacei  e materiale elettronico ”MUSEO ARTE MODERNA LUIGI CENTRA” presso la Biblioteca del Comune di Monte San  Giovanni Campano (Fr), nonché una sala permanente ”SALA CENTRA”  nel Teatro Federico Secondo presso il Comune di Rocca d’Arce (Fr) ed altre ancora come nella Biblioteca Comunale  di Ceccano (Fr), una saletta con tantissimi cartacei, fotografie, testi, volumi e cd rom; gli è stato anche dedicato uno spazio verde Centra Park” a S. Pietro di Stra (Venezia).

           Luigi Centra  è stato  dichiarato Ambasciatore dell’Arte Italiana nel Mondo ; hanno scritto di lui  critici come: Vittorio Sgarbi , Jonatan  Ziwago,  Rischard  Seidel,  Antonio  Oberti, Prof. Carlo Giulio Argan ; è inserito nelle più prestigiose enciclopedie d’arte moderna e nelle guide turistiche insieme ai più rinomati personaggi del cinema, della televisione, della  moda e dello spettacolo, come: Gucci, Gophard, Cavalli, con vari attori internazionali nel Festival del cinema di  Cannes  riportato sulla “ Tourisme  International  Guest  Guide“ Costa Azzurra Mediterranea,  Nizza (Francia) 2002  e nei migliori musei nazionali di arte moderna nel mondo, come: “Courtauld  Institute  Museum  of  ar Somerset  House”  London ,  il   “ Modern  Art  Museum  Moderner”  Klagenfurt  in Austria,  quello di   New York  negli  U.S.A.”il Museo Nazionale di Arte Moderna”,  “Louisiana National Museum  of  Modern  Art” Humleb/EK  U.S.A.,  ”San Francisco Museum  of Modern Art”  California U.S.A.,  “Museum  of  Contemporary  of  Toronto” Canada, “ National Museum “Hong  Kong”  ( Giappone) e tanti altri  in Italia, come per esempio “Museo Civico di Storia Naturale” e “Museo Del Mare” a  Giardini Naxos di  Messina (Sicilia),  ” Museo del  Vaticano”  e nei  “Saloni di Sua Santità”, il  “Museo  Comunale dell’Informazione  dell’Arte  Moderna”  Senigallia (Ancona) ”Museo dell’Occhiale” di Tai, a Pieve di Cadore (Belluno ),  “Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari Luigi Michele Giordani” Tolmezzo (Udine)  “Museo Etnografico di Palazzo Veneziano”  Malborghetto (Udine)  e tanti altri. E’ inserito su molte biblioteche nazionali e comunali in Italia, tra cui: ”Archivio Storico di  Stato  della Biennale di  Venezia”.  Per anni l’artista, che da tempo ha scelto il frusinate e Roma nel Lazio come punto di riferimento, ha lavorato presso la Croce Rossa Italiana contribuendo a favore dei terremotati  e laddove c’è stato emergenza di calamità naturale nel mondo; è stato nel Golfo di Aden, nello Yemen  e  a Tripoli e Bengasi , in Libia (Africa), nella Repubblica  Democratica  del  Congo  R.D.C. ex Zaire, in Somalia ed Etiopia.

         C’è da dire che è un artista a tutto campo che, come un “Gulliver” vagabondo nel mondo,  ha scritto e pubblicato oltre 65 volumi di storia , di guerra e sull’incastellamento delle fortezze e torri di tutto il Sud Lazio ; per questo ebbe il Premio alla cultura dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1998. Ha scritto libri d’ arte, racconti, narrativa e poesia, romanzi d’amore, sempre a sue spese. Anche se nel 1986 un suo volume  dal titolo “I Porci Portano La Gonna” gli fu censurato e  messo all’indice dall’Annunziatura  Apostolica, all’epoca Romana Chiesa di Stato. Comunque, non ha mai smesso di scrivere!  Nel suo primo volume di poesie dal titolo ”Pensieri Memorie e Canti” nel 1976 l’Editore Guido Massarelli  di Campobasso si legge:  ”Centra è un poeta per vocazione e un pittore per diletto”.

         Luigi Centra è  affreschista ed ha eseguito molti  lavori nei palazzi di antiche nobiltà e in diverse chiese dove ha donato molte opere religiose . Molti sono stati  i “Master Class” nel mondo , tanto che presso alcune accademie di Belle Arti,  gli studenti  hanno avuto modo di scrivere tesi sulla sua figura di artista contemporaneo.   Nel suo viaggio nell’arte lungo una vita  in giro per il mondo  “The  Italian  Art  In The World”, Centra  ha dovuto affrontare numerose  difficoltà , ha sofferto per  varie problematiche che accadono a chi viaggia di frequente , oltre a tanti  avvenimenti anche la fame, soprattutto negli  Stati Uniti d’America o a New York e a Boston  e nella Grand  Rue di Besancon dove scorre il Fiume  Le Dubs e lungo  La Senna  a Parigi in Francia e sulla riva del Tamigi a Londra. Negli anni in cui viveva in Germania  a   Munchen – Monaco di  Baviera- dove scorre il Fiume Isar  e a Hofeim Ried, nei pressi di Worms dove scorre  il  Reno  e l’acqua si adagia  gelida sul Lago di Starnberg  e a Sonthofen nei pressi di Kempten dove scorre il Danubio e il Fiume Iller  Centra  pagava i pasti nei  ristoranti  -Gasthaus- con le sue opere che a volte eseguiva sul posto, come ha fatto in diverse località in Italia, come a Castions  di Strada di  Udine, al  Ristorante Levade. E’ stato tra i primi artisti a dipingere le fotografie in bianco e nero con i colori ricavati dalla carta velina,  in cambio di pochi spiccioli o cibo. Nel 1960 dipinse la prima tela con le lenzuola usate di sua madre con gli smalti di suo fratello  Mario che faceva il pittore edile. Lui lo aiutava nell’esecuzione dei  geroglifici  e greche  intorno alle  camere e con la pompetta  per  l’insetticida  riempita di colore eseguiva  inconsciamente  la  Pop –Art  sui bordi delle camere intorno e sotto i soffitti.  Stiamo parlando della fine degli anni 50-60 (1959-60).

         Nel 2003 Centra si reca a Boston, a Cambridge, per una sua mostra personale presso la Società Dante Alighieri, ma al ritorno all’Aeroporto di Logan Centra fu scambiato per terrorista e gli furono sequestrati tutti i colori; ci fu un vero incidente diplomatico ma per fortuna si concluse tutto a buon fine.

      Nel 2008 presso la Prefettura di Frosinone gli è stato dedicato un annullo dalle Poste Italiane con lo slogan: ”QUANDO IL COLORE FA RUMORE

Nel 2010 è stato premiato nella serata dei Premi “Mea Lux” per i suoi molteplici meriti artistici assieme al fisico nucleare catanese di fama mondiale, Fulvio Frisone. I loro nomi figurano nell’Albo D’Oro dei Soci Onorari dell’Associazione Mea Lux . In quell’occasione, ad entrambi, la presidente Angela Lombardo,  ha consegnato la tessera di Socio Onorario dell’Associazione Scientifico Culturale  “Mea Lux”

Nel 2011 Centra incontra il prof. Vittorio Sgarbi alla  54esima  Biennale d’arte di Venezia.

       Nel corso della sua vita artistica (circa 50 anni) Luigi Centra ha pubblicato diverse sue  monografie; in occasione dei festeggiamenti dei  150 dall’unità d’Italia Luigi Centra ha effettuato uno stage di “Body Art” .

       Nel 2014 partecipa alla Biennale di Verona che ha come tema quello della “Creatività”. Tanti i personaggi noti del mondo dell’arte e della cultura che hanno dato lustro alla manifestazione con i loro interventi, tra questi,  il prof. Vittorio  Sgarbi , Katia Ricciarelli, Red Ronnie e il Critico prof. Paolo Levi di Torino. Alla Biennale  hanno partecipato oltre 900 artisti provenienti da tutto il mondo.  Nello stesos anno Centra partecipa e alla mostra nel Palaexpo di New York curata dal Prof. Francesco Saverio  Russo di Roma.

       In passato, Centra è stato invitato da una organizzazione Russa ad esporre a Mosca con il Patrocinio dello Stato Sovietico, un’ esposizione a 360 gradi  di sicura  risonanza internazionale.Quest’anno,.

      Nel 2015  la nuova edizione del “Il Premio Internazionale Grandi Artisti Luigi Centra” al Centra Park a Stra Venezia dedicato all’artista in cui sono stati premiati con la dea alata personaggi di spicco nel mondo dello spettacolo e dell’arte in genere.  Sempre nello stesso anno, Centra ha realizzato una esposizione all’Amadeus Hotel, per l’ennesima volta  a Venezia, alla presenza del Critico Giorgio Grasso, dopodiché si è recato su invito di Mediaset con I’international Manager Pasquale Sorabella presso il Padiglione Cibus Italia all’Expo di Milano dove ha eseguito una cinquantina di opere con la Pop -Art  “Spaghetti per Tutti” ed è stato invitato nel padiglione dal Sultano del Qatar per progettare lavori futuri.

          Il giorno 8 dicembre 2015 le Poste Italiane gli hanno  dedicato un secondo annullo postale dal titolo ”Quando il colore fa rumore

In questo periodo Centra sta donando diverse opere di medie e grandi dimensioni ai musei italiani e stranieri, oltre a  libri, stampa e fotografie e quant’altro.

  Infine, è doveroso ricordare, i lavori esposti a Villa Balestra presso il Comune di Rodigo in quel di Mantova dove sono state allestite due sale. Si tratta di  una mostra permanente con le opere del  M° Centra su Ippolito Nievo e Giovanni Verga, uno scambio culturale tra Nord e Sud Italia.

Nel 2023 Si è svolta a Veroli, in provincia di Frosinone l’ottava edizione del Premio Internazionale Grandi Artisti “Luigi Centra”. La prestigiosa manifestazione nata nel 2014 da un’idea del Maestro Luigi Centra, esponente della pop art conosciuto in tutto il mondo e, del Fotografo Reporter dei Vip Gianfranco Brusegan. L’edizione 2023 è stata organizzata dallo Studio Rocca Romana International con la Direzione Artistica di Angelo De Cave ed il patrocinio del Comune di Veroli e del Museo Privato di Arte Contemporanea Luigi Centra.

La cerimonia di premiazione è stata presentata da Monia Palmieri che, nel 2022 ad Isola Del Liri (Fr), aveva ricevuto il prestigioso premio per la sua attività di presentatrice, conduttrice televisiva e Direttrice Artistica di Eventi . In quell’occasione venne  premiata dallo stesso Maestro Luigi Centra che le consegnò la  bellissima statuina della Dea Alata da lui stesso realizzata. “Quest’anno – aveva detto Monia Palmieri - sono stata particolarmente felice ed onorata di aver presentato l’Evento e ringrazio di cuore il Maestro Luigi Centra ed il Direttore Artistico Angelo De Cave, due persone straordinarie, per il graditissimo invitoRicordo ancora con grande emozione quando lo scorso anno ho ricevuto il Premio Internazionale Grandi Artisti Luigi Centra. Ricevere un premio emoziona, gratifica, riconosce l’impegno personale… ma allo stesso tempo sprona, esorta, incoraggia a fare sempre meglio e a migliorarsi.

Centra e Sgarbi

Centra e Sgarbi

Una delle ultime edizione del Presmio Centra. Al centro la presentatrice Flower Terry

Una delle ultime edizione del Premio Centra. Al centro la presentatrice Flower Terry

0 165

La distinzione tra il pensiero e l’idea è falsa. Continua ad affascinarmi l’eresia. Perché so che il pensiero senza l’idea sarebbe un viaggio nel vuoto…Tutto questo è catturabile nella scrittura? Se si resta sull’onda dell’attesa e dell’esilio forse…Bisogna far parlare le ferite, il vuoto, le mancanze, l’abisso per non sfogliare una pagina senza resa, senza rendiconto, senza il contrario della reticenza…

12 Dicembre 2023 di Pierfranco Bruni – saggista, antropologo *

Roma, 12 dic. 2023 – Da Schopenhauer a Nietzsche l’idea nasce da una rappresentazione tragica nella quale si tenta un legame tra Kant ed Hegel, ma diventa completamente inattuale. Ed io sono un inattuale pur abitando il contemporaneo e resto un uomo profondamente del Novecento passato.

Ogni qualvolta pensi di possedere in una mano la vita non dimenticare che nell’altra potresti possedere il nulla. È in questo nulla che tutto rinasce. Come una aurora che esce dal buio della tempesta dove i lupi si sono ritrovati per ululare a una luna assente.
Bisogna intraprendere due viaggi. O meglio incrociare due percorsi di un unico viaggio. Il primo è quello di contrastare il nulla. Il secondo è quello di cercare nella tempesta la luna. Allora bisognerebbe cercare?
Maria mi ha insegnato che non bisogna cercare. Manlio mi ha fatto capire che occorre anche saper convivere nel labirinto, nel caos e nella caverna. Non cercare ma fare in modo di attendere che la notte buia possa diventare schiarita. O che nella stessa notte si possa scorgere all’improvviso un’ora antelucana che faccia da traccia.
Possibile? Già chiedendo se è possibile vuol dire che potrebbe essere fattibile. Se il tutto intercetta prima o dopo il nulla ciò vuol dire che sia il tutto che il nulla esistono. Come in altri contesti il male e il bene.
Tutto questo è catturabile nella scrittura? Se si resta sull’onda dell’attesa e dell’esilio forse. Bisogna restare sul filo del limiti e del precipizio per poter scrivere una scrittura che non deve essere cronaca e quotidiano. Bisogna far parlare le ferite, il vuoto, le mancanze, l’abisso. Altrimenti si sfoglia una pagina senza resa, senza rendiconto, senza il contrario della reticenza.
Bisogna avere il coraggio di scrivere con la tragedia dell’incertezza e della indifferenza. Altrimenti perché scrivere? A quella indifferenza che però non toccano la totalità del tutto. Cosa potrebbe essere ciò? Subito detto attraverso Manlio Sgalambro: “La mia indifferenza non è totale. A un certo punto si rompe. Ma è attraverso questo squarcio che mi posso vedere. E nel momento in cui mi vedo non sono più indifferente”.
Cosa è questo squarcio nell’indifferenza? È la nostalgia che irrompe. Soprattutto quando gli anni si spezzano dalla giovinezza e i rami cominciano a restare senza foglie e il tempo ci mette il resto. Non posso negarlo nonostante i grandi sforzi di incamminato in una filosofia della ragione che ho interrotto: siamo sono nostalgia. Se non l’avessi sarei assurdo. Ma faccio attenzione a non cadere nel rimpianto.
Continua ad affascinarmi l’eresia. Perché so che nasce dal significante. Perché so che il pensiero senza l’idea sarebbe un viaggio nel vuoto.
Da Schopenhauer a Nietzsche l’idea nasce da una rappresentazione tragica nella quale si tenta un legame tra Kant ed Hegel, ma diventa completamente inattuale. Ed io sono un inattuale pur abitando il contemporaneo e resto un uomo profondamente del Novecento passato.
La distinzione tra il pensiero e l’idea è falsa. Non può sussistere. Senza pensiero non c’è l’idea.
Bisogna assolutamente vivere la trasmutazione del pensiero in idea. Epicuro nel dialoghetto di Sgalambro dice a Colore: Bada, io ti incito al desiderio del bene, non farlo. Quest’ultima cosa mi atterrisce solo a pensarci”.
Dostoevskij dei fratelli Karamazov c’è tutto. Il nulla è il male. Il tutto però non è il bene. Perché ci si innamora di ciò? Perché c’è il tragico o perché non ho niente da fare. Come il Luigi Tenco che canta l’innamorarsi perché non si ha nulla da fare. Il resto è codardia. Il resto è apocalisse. Il resto è tramontare. E ritorna Nietzsche. Si può fare altro? Chiudersi in una stanza e aspettare.

Nelle foto il Prof. Bruni, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzche

Nelle foto il Prof. Bruni, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzche

 

 

Pierfranco Bruni, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Presidente Commissione Conferimento del titolo “Capitale italiana del Libro 2024“, con decreto del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano del 28 Novembre 2023. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.Archeologo già direttore del Ministero Beni Culturali, Direttore responsabile del Dipartimento Demoetnoantropologico, Direttore Responsabile unico della Biblioteca del Ministero dei Beni Culturali. Membro Commissione Premio Internazionale di Cultura per l’Antropologia presieduta da Luigi Lombardi Satriani, decano dell’antropologia contemporanea Ordinario Sapienza Università di Roma.

0 90

Roma – La musica, lo spettacolo e la sensibilità sociale si confermano lo spartito ideale per l’Orchestra Italiana del Cinema, diretta dal Maestro Adriano Pennino e tra i protagonisti anche quest’anno del Concerto di Natale in VaticanoGiunto alla 31ma edizione, l’atteso evento benefico si è svolto sabato 16 dicembre dalle ore 17 all’Auditorium della Conciliazione di Roma, è andrà in onda in prima serata televisiva su Canale 5 il 25 dicembre, come sempre nel giorno di Natale.

A richiamare alla solidarietà sarà ancora una volta un progetto di Missioni Don Bosco intitolato: Salva le bambine della Sierra Leone dalla violenza.

Il concerto, organizzato dalla Prime Time Promotion con il patrocinio di Roma Capitale e della Fondazione Cultura per l’Educazione, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, promette ancora una volta grandi emozioni grazie ad un cast internazionale accompagnato dall’Orchestra Italiana del CinemaRiccardo Cocciante (Italia), Al Bano Carrisi (Italia), Orietta Berti (Italia), Fabio Rovazzi (Italia), Alexia (Italia), Gemelli di Guidonia (Italia), Raiz (Italia), Matteo Romano (Italia), Christopher Cross (USA), Giusy Ferreri (Italia), Alex Britti (Italia), Marcella Bella (Italia), Alin Stoica (Romania), Viktoria Modesta (UK), Virginia State Gospel Choir (USA), Piccolo Coro Le Dolci Note (Italia) e tanti altri.

Tutti gli artisti, presentati da Federica Panicucci, si esibiranno dal vivo accompagnati da un’orchestra ormai protagonista indiscussa di grandi eventi live in Italia e all’estero, come i cineconcerti (innovativa formula di concerto dove la colonna sonora viene eseguita in sincrono con la proiezione dell’intero film).

“Essere anche quest’anno sul palco dell’Auditorium Conciliazione per dare testimonianza dei valori della solidarietà – afferma Marco Patrignani, Presidente e fondatore dell’Orchestra – è un privilegio assoluto. Aggiungo che in questo spazio ci sentiamo a casa, è qui che portiamo agli spettatori di Roma i nostri concerti di musiche e immagini. A proposito: proprio in questa sala, tra qualche giorno, celebreremo un altro piccolo rito portando in scena “Harry Potter e l’Ordine della Fenice in Concerto”, con gli oltre 80 musicisti della nostra orchestra che “entrano” sul grande schermo con un’esecuzione da brividi: una magia che si rinnova ogni anno e che non smette di incantarci”.

Orchestra Italiana del Cinema - Foto di Flavio Iannello

Orchestra Italiana del Cinema – Foto di Flavio Iannello

Orchestra Italiana del Cinema (O.I.C.) 

Fondata da Marco Patrignanil’Orchestra Italiana del Cinema (O.I.C.) è il primo ensemble sinfonico italiano a essersi dedicato esclusivamente all’interpretazione di colonne sonore.

L’Orchestra è nata nell’ambito dei Forum Studios, gli storici studi di registrazione fondati alla fine degli anni Sessanta da quattro pietre miliari della musica da film: Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli, Luis Bacalov. Il suo obiettivo è quello di promuovere in tutto il mondo la straordinaria eredità musicale delle colonne sonore di film italiani e internazionali.

Nel corso della sua attività OIC ha presentato al pubblico italiano e internazionale oltre 250 concerti superando i 300mila spettatori, ricevendo riconoscimenti e patrocini da prestigiose istituzioni quali la Presidenza della Repubblica, il Consiglio dei Ministri, il Senato della Repubblica, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Cultura, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Unesco.

Tra i lavori presentati, lo spettacolare concerto multimediale “Il Suono del Neorealismo” (Roma, Piazza del Campidoglio – 2010), “Cinematology” (Beijing, Inaugurazione dell’International Beijing Film Festival – 2011); Prima Mondiale di “The Artist” in CineConcerto (Ravello Festival, 2012); “Beyond la Dolce Vita” (UCLA Royce Hall – Los Angeles, 2013); “La Febbre dell’Oro” di Charlie Chaplin (Roma, Aula Magna della Sapienza – stagione IUC 2012; Auditorium Parco della Musica Roma – Sala Sinopoli 2015);

“Il GLADIATORE in Concerto” (prima italiana: Roma, Colosseo e Circo Massimo – Giugno 2018)

“TITANIC Live” (prima italiana: Milano, Teatro degli Arcimboldi 10-11 Maggio 2019 )

“Il Grande Cinema Italiano in Concerto” (Auditorium Conciliazione, Roma Film Music Festival Settembre 2022)

“Star Wars a New Hope in Concert” (Auditorium Conciliazione, Roma Film Music Festival, Ottobre 2022)

Harry Potter Film Concert Series & Orchestra Italiana del Cinema

“Harry Potter e la Pietra Filosofale™ in Concerto” (prima italiana: Roma, Auditorium Conciliazione – 2016; Milano, Teatro degli Arcimboldi – 2017; Napoli, Arena Flegrea – 2017; CINA TOUR 2017 – Shanghai, Culture Square Theatre; Wuxi, Poly Theatre; Jiangyin, Grand Theatre; Nanjing inaugurazione del Jiangsu Grand Theater Art Center.  CINA TOUR 2018: Guangzhou, Xiamen, Xi’an, Beijing; MACAU, CINA – MGM Cotai Theatre, Aprile 2019 )

“Harry Potter e la Camera dei Segreti™ in Concerto” (prima italiana: Roma, Auditorium Conciliazione – 2017; Milano, Teatro degli Arcimboldi – 2017; TOUR CINA 2018: Shanghai, Nanjing; MACAU, CINA – MGM Cotai Theatre, Aprile 2019 )

“Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban™ in Concerto” (prima Italiana: Milano, Teatro degli Arcimboldi – 2018; MACAU, CINA – MGM Cotai Theatre, Aprile 2019. Roma, Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia, Dicembre 2019).

“Harry Potter e il Calice di Fuoco™ in Concerto” (MACAU, CINA – MGM Cotai Theatre, Aprile 2019 ) (prima Italiana: Milano, Teatro degli Arcimboldi – Dicembre 2019).

“Harry Potter e il Calice di Fuoco™ in Concerto”  (Roma, Auditorium Conciliazione – Dicembre 2022).

Grazie all’iniziativa charity del cineconcerto de Il Gladiatore all’interno del Colosseo nel 2018, l’Orchestra ha reso possibile la costruzione di un nuovo ascensore che consente oggi ai visitatori con difficoltà motorie di raggiungere l’anello più alto dell’Anfiteatro Flavio.

Nel Settembre 2022 OIC è stata al centro della prima edizione del Roma Film Music Festival, la nuova manifestazione internazionale dedicata alla colonna sonora e ai suoi protagonisti. I due eventi clou, di cui l’Orchestra si è resa protagonista, sono stati il gala di apertura Il Grande Cinema Italianoin Concerto e la prima esecuzione assoluta a Roma di Star Wars A New Hope in Concert. Quest’anno, per la seconda edizione del Festival, OIC ha reso omaggio a un doppio e prestigioso anniversario: il centenario della Warner Bros con la prima europea di Bugs Bunny at the Symphony,e il tributo ai 100 anni della Walt Disney con la prima nazionale del cineconcerto Pirati dei Caraibi. La maledizione della prima luna.

Nel 2023 OIC ha eseguito la colonna sonora originale del Maestro Lorne Balfe per il film “Mission Impossible – Dead Reckoning Part One”, registrata a Roma presso l’Auditorium Conciliazione.

 

 

 

0 192

Aveva anticipato ciò che Vico aveva profetizzato. Una metafisica del tempo come metafisica dell’anima. Il suo Gesù ha il segno del Mediterraneo nella profezia dello sguardo. Mi ha fatto capire il linguaggio del santo e dello sciamano, il rito della mitologia e i riti cristiani. La nostra città di incontro fu Roma. Ma venne a trovarmi con Francesco Grisi più volte a Taranto. Un amico nella letteratura e nella scena della vita

28 Novembre 2023 di Pierfranco Bruni – saggista e antropologo

 

Roma, 28 nov. 2023 – Un maestro. Un amico di antica data tra impegno letterario e un dialogare tra anni antichi. Franco Zeffirelli. Ha portato nel cinema l’estetica. Sulla scena la bellezza. Non solo un grande regista. Una personalità che aveva saputo leggere la Storia del Mediterraneo grazie al sacro. Il suo Gesù ha il segno del Mediterraneo nella profezia dello sguardo. Mi ha fatto capire il linguaggio del santo e dello sciamano, il rito della mitologia e i riti cristiani. La nostra città di incontro fu Roma. Ma venne a trovarmi con Francesco Grisi più volte a Taranto.
A Taranto passeggiando con Franco Zeffirelli, era sempre un approdare “pezzi” di grecitá che pur pensando di conoscere restavano ignoti nei dettagli. Sapeva cogliere i dettagli che non significa raccogliere i particolari. Ma l’anima di mito o il silenzio del sacro in una relazione. Venne a Taranto diverse volte. Io allora ero assessore e vice presidente della provincia di Taranto. Non partecipò al Magna Grecia Festival di quegli anni, ovvero 1995 – 1999. Ma fu quello che seppe fondere nella mia idea l’intreccio tra gli dei greci e il Cristo mediterraneo. Taranto l’ha vissuta non come la Magna Grecia. Bensì come la Grecitá oltre, o meglio la Grecitá tra i Mediterranei e gli Adriatici.
Seppe guardare al mito delle donne greche di Taranto con la seduzione del mare e degli scogli.
Ebbi modo di incontrarlo tante volte tra Taranto e Lecce, tra Ionio e Salento.
Era il 1998. In una straordinaria serata estiva nella Lecce barocca intervistai in una bella piazza Franco Zeffirelli. Molto amico di Pinuccio Tatarella e della cara Adriana Poli Bortone. Più che una intervista fu un colloquiare tra esperienze e conoscenze, tra cultura e fede.
Al centro l’antropologia della cristianità e l’umanesimo della letteratura in una discussione sulla bellezza e sul viaggiare.
Già precedentemente avevamo intrapreso il nostro discutere sulla necessità di dare un senso all’essere mediterraneo in un convegno di due anni prima ad Agrigento e a Siracusa. Parlammo di mediterraneo come antichi amici e profondi conoscitori della grecitá tra i miti e gli archetipi.
Ma Franco era un maestro. Lanciò allora l’idea di un Mediterraneo senza spargimento di spazi meridiani. Un suggerimento interessante che proveniva dal suo approfondimento cristiano sia su Gesù che su San Francesco d’Assisi.
Il punto della sua proposta culturale era proprio qui. La cultura può ritrovare il suo senso se le civiltà riscoprono gli orizzonti delle radici.
Le radici sono il vero radicamento dei popoli, i quali vivono e resistono al moderno grazie alla tradizione.
Concetti dentro il pensiero di progetto non solo culturale e politico alto ma di un Progetto Uomo.
Zeffirelli sapeva guardare a ciò che sta davanti a noi e non a ciò che abbiamo alle spalle. Ciò che è davanti a noi, sosteneva, esiste in quanto la Ragione fondante di tutto si chiama Memoria.
Tra Agrigento e Lecce pensammo di creare i “Luoghi del mito”. Perché sono i luoghi che fanno le civiltà e danno voce ai popoli come Antropos.
Ci incontrammo tante altre volte a Roma e a Firenze. Il Mediterraneo era diventato il Cerchio del nostro labirinto. E il cinema o il teatro o la scena o il palco? Avevano senso.
I processi culturali non nascono. Si creano. Questo era il punto fermo e il riferimento. Il suo Gesù resta il l’umanitas nella chora delle identità che si richiamano alle sole e uniche voci del nostro abitare la vita con la bellezza.
Ecco. Era la bellezza il porto. Il porto da raggiungere era appunto la bellezza. Bisognava orientare oltre lo sradicamento, oltre qualsiasi segno di spaesamento. Gesù ci conduce alla Bellezza porto, spesso mi sottolineava.
La continuità era l’opera di Francesco. Il suo essere mediterraneo partiva proprio dal deserto cristiano.
La Puglia e la Sicilia diventavano con lui immaginario cinematografico e teatrale.
Il suo tempo lo ha vissuto dentro questo universo e universalismo in cui l’età delle civiltà si attraversavano snocciolando il sacro e il mito.
Poneva sempre come legame questi due modelli. Dio – Cristo e gli dei – grecitá.
Aveva anticipato ciò che Vico aveva profetizzato. Una metafisica del tempo come metafisica dell’anima.
Un grande maestro. Un maestro vero. Un amico che chiedeva di restare nella bellezza. Un amico! Un amico che seppe raccogliere i dettagli di una Magna Grecia oltre la stessa archeologia. Mi insegnò a dialogare con i frammenti. Soltanto dai frammenti potrai capire la Storia della grecitá di Taranto, ebbe a dirmi. Ha ragione ancora oggi. Era nato il 12 febbraio del 1923 a Firenze. É morto nella sua città il 15 giugno del 2019.
Una storia che é l’intreccio tra cinema, teatro, televisione e letteratura.
Le sue regie da “Camping” del 1957 a “Un giorno insieme” del 1965 e attraversando “La bisbetica domata” del 1967, “Romeo e Giulietta” del 1968, a “Fratello sole, sorella luna” del 1972, “Il campione” del 1979 e poi “La traviata” del 1983 a “Otello” del 1986, “Il giovane Toscanini” del1988. Nel 1990 arriva “Amleto” e tre anni dopo “Storia di una capinera”. Mentre nel 1999 “Un tè con Mussolini”.
Numerosi i cortometraggi, sceneggiati, da sceneggiatore, lavori per la televisione come ladattamento de “La Bohème” del 1965,
“Otello” del 1976 e la miniserie “Gesù di Nazareth” del 1977. Nel 1982 arriva il film per la tv “Cavalleria rusticana” e nel 1986 “Cosi è: se vi pare”, un anno dopo il suo “Turandot” e 2002 “La Traviata”. Un maestro tra cinema e la grande Opera.
Una letteratura cinematografica che è un inciso indelebile.
Un viaggio nella metafisica del sacro che nasce nel canto greco. Appunto nella grecitá i temi e i percorsi delle civiltà hanno sempre vissuto in una antropologia della scena. Un amico nella letteratura e nella scena della vita.

Il Maestro Regista Franco Zeffirelli

Il Maestro Regista Franco Zeffirelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Prof. Pierfranco Bruni

Il Prof. Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha approfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.

0 206

Per Vetere, Segretario Generale dell’Unione Stampa Periodica Italiana, il secondo incontro con Papa Bergoglio negli ultimi anni. In rappresentanza delle nostre testate associate USPI, abbiamo orgogliosamente partecipato ad un momento di armonica bellezza formativa e spirituale

27 Novembre 2023 Antonella La Mantia

I giornalisti in udienza dal Papa

I giornalisti in udienza dal Papa

Roma – Il 23 novembre 2023, FISC, USPI (promotrice dell’incontro), Aiart, Corallo e FIGEC hanno avuto il privilegio di condividere un’occasione unica: un’udienza privata con sua santità Papa Francesco. 
E noi in rappresentanza di Paeseitaliapress.it e Lafrecciaweb, testate giornalistiche associate ad USPI, siamo state orgogliosamente onorate di partecipare ad un momento di armonica bellezza formativa e spirituale.

Alle 07.30 del mattino si è dato il via all’esperienza. All’esterno di San Pietro l’emozione era palpabile, soltanto 5 rampe di scale separavano i giornalisti dal Pontefice. 

Una volta giunti in Sala Clementina del Palazzo Apostolico e accomodati sulle morbide sedie di velluto rosso non restava che aspettare il Suo arrivo.

Nonostante fossi seduta distante con la vista leggermente coperta, l’entrata del Papa non poteva passarmi inosservata: accolto da un coro di applausi e affetto, il suo ingresso è stato la dimostrazione dell’amore e del rispetto provato nei suoi confronti.

Il discorso di sua Santità, dedicato ai giornalisti, è stato delicato ed empatico. Ha enfatizzato l’importanza dell’informazione e del diffonderla in maniera corretta. “I settimanali cattolici veicolano una missione umana, volta a formare menti e cuore”, queste le parole esatte di Papa Francesco. L’importante, ha proseguito nel suo discorso, è di seguire sempre tre sentieri:
–      Formazione; 
–      Tutela; 
–      Testimonianza 
Il primo è fondamentale, in quanto permette di capire, sapere e conoscere, non solo nel giornalismo, ma in ogni aspetto della propria vita.

Nell’informazione l’individuo diventa alla mercé della notizia, la sua vita si sgretola e viene invasa fino all’estremo. Per questo motivo bisogna impegnarsi nella promozione della tutela e di tutti gli strumenti che permettono di difendere i soggetti coinvolti direttamente dalle notizie, soprattutto le persone più deboli come bambini e anziani. 

L’informazione, continua Papa Bergoglio, è un grande compito con grandi responsabilità. Bisogna ricordare che dall’altra parte della notizia esiste una persona, con sentimenti ed emozioni; per questo la prudenza e l’empatia sono virtù che tutti i giornalisti dovrebbero possedere.
Persino Papa Francesco riconosce uno dei dogmi principali del mondo del giornalismo: l’attendibilità delle fonti. Sottolinea, con veemenza e zelo, quanto sia importante verificare le testimonianze raccolte, in modo da diffondere notizie sicure e attendili.

Il commento del Segretario Generale USPI Unione Stampa Periodica Italiana, Francesco Saverio Vetere,  presente all’udienza, rispecchia e dimostra l’importanza delle parole del Pontefice: 
Quello che bisogna dire è che incontrare il Santo Padre e ascoltarlo con la più assoluta attenzione, come facciamo noi, è sempre molto importante, soprattutto in un momento in cui tutti quanti stanno cercando di comprendere che risposte dare allo sviluppo tecnologico e soprattutto allo sviluppo tecnologico nei mezzi di comunicazione”.

Tramite il suo discorso Papa Francesco elogia il lavoro dei giornalisti cattolici, ritenendoli superiori alle parole, dicerie e fake news “urlate dagli altri”.

Il suo affetto e la sua bontà non trovano spazio solo nelle parole dedicateci, ma anche in ogni stretta di mano e sguardo che ha indirizzato personalmente a ognuno di noi.

L’atmosfera aurea era amplificata dalla magia architettonica che la città eterna possiede, ogni stanza, affresco e giardino riempivano gli occhi lasciando spazio solo a stupore e gratitudine.
Il Pontefice ha evidenziato con queste sue parole come il giornalismo, anche quello cattolico, sia molto più che l’insieme di semplici informazioni elencate quotidianamente su un foglio o un sito. È una fusione perfetta di emozioni, persone, esperienza e vissuti differenti che uniti formano una notizia…anzi una storia.

La foto di gruppo con il Papa

La foto di gruppo con il Papa

PAPA FRANCESCO

PAPA FRANCESCO

0 164

Roma,18 nov. 2023 – “Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte” (Tolkien).
Il bene e il male. O il male e il bene. Viaggio nell’animo umano con le metafore e gli immaginari alla ricerca forse di un mosaico onirico che del sogno ha l’esistenza. Ha la trasparenza della eleganza di ciò che diventa mito e il mito in simboli.

Trasposizione di metafore che si allungano nel circuito magico dei sensi, dei sentimenti, dei segni incusaliti nel lirico delle visioni. Hobbit. Ma cosa significa? Tolkien! A 50 anni dalla scomparsa il Ministero della Cultura ha organizzato una mostra assolutamente innovativa ma anche complessivamente completa: dall’uomo allo scrittore. Attraversando i personaggi che hanno caratterizzato un modo di fare letteratura partendo dai personaggi come se i personaggi fossero tutto. E sono tutto perché si supera il sottosuolo del male per rigenerarsi nella luce stellare.

La mostra allestita dal 16 novembre all’11 febbraio 2024, alla Galleria Nazionale d’Arte di Roma porta sulla scena, con meticolosa perizia e scientificità oltre che con formule didattiche moderne, tutto il laboratorio tolkiano. Compreso quel senso di un sentirsi italiano di un  Tolkien che pone come punti nevralgici il Signore e gli Anelli, ovvero il Signore degli Anelli in una allegorica immagine che ci riporta: “In buco nel terreno viveva un Hobbit”.

Un personaggio, lo scrittore stesso, di un altro tempo, era nato nel 1892 in Sudafrica e morto nel Regno Unito nel 1973, che inventa un modo completamente nuovo di fare letteratura attraverso un narrare che parte dal romanzo epico in un inglese quasi arcaico. D’altronde quella sua Terra di Mezzo è un’epica già in una onirica geografia magica. Grazie ad una lingua nuova che è quella degli hobbit reinventa il valore dell’uomo nuovo le cui prodezze sono dettate dalla forza, dalla acutezza, dalla perspicacia non rammaricandosi di nulla e neppure dal dolore fisico il quale viene condiviso costantemente con gli uomini.

Alla base c’è chiaramente il modello fantasy le cui ispirazioni sono la tangibilità di una letteratura che cattura in una molteplicità di interpretazioni. Se si pensa che Tolkien ha inventato 10 lingue attraverso vari alfabeti ci si può rendere conto anche dei linguaggi iconici che si rappresentano tra elfi e personaggi altri. Ma i particolari sono tanti come la congiuntura tra tempo e spazio e la non sopportazione proprio dei luoghi chiusi che non appartengono alla Terra di Mezzo.

La Resistenza la consapevolezza del resistere, a tutto è un grande insegnamento. Come la Compassione. L’essere dentro la Compassione è una motivazione di esistenza.
“Senza fede è colui che dice addio quando la strada si fa buia”.
In questa strada buia si accende sempre una bifora di luce. È questa luce che illuminerà il cammino della Terra e della Coscienza. Bisogna avere il coraggio di non abbandonarla.
La mostra del Mic è una grande e straordinaria strada che ci conduce a comprendere la vita, l’opera e la creatività di un maestro della letteratura moderna. Un maestro dunque per una letteratura vera.

Tolkien

Tolkien

La mostra

La mostra

0 216

Taormina- Il 21enne Enrico Garufi è tra i partecipanti del programma “La Caserma” .

Enrico Garufi sarà uno dei nuovi concorrenti del programma televisivo “La Caserma” in onda a partire da domenica 12 Novembre su Rai2 in prima serata alle ore 21:00.   Il giovane taorminese sarà uno dei nuovi protagonisti del noto programma televisivo nazionale.

Enrico Garufi è un giovane di 21 anni, nato a Taormina città in cui oggi vive. Ha frequentato il Liceo scientifico Caminiti- Trimarchi a Giardini Naxos e attualmente  è studente universitario presso la facoltà di Scienze Motorie all’Università di Messina. Il taorminese si definisce un ragazzo determinato, tenace e con un grande carisma. Qualità che sicuramente il pubblico potrà ammirare durante le puntate. “Ho deciso di mettermi alla prova” ha spiegato Garufi  “partecipando a questo programma, per misurarmi con me stesso, nel tentativo di superare prove, sfide ed esercitazioni distanti dalla mia quotidianità“.  I partecipanti saranno 24 giovani maggiorenni. Le sfide che li attendono saranno esperienze nuove per loro e ci faranno ricordare i tempi in cui i giovani venivano chiamati alla Leva. Auguriamo al giovane Enrico di vivere una competizione entusiasmante e di superare brillantemente le sfide che vi saranno nel programma. Appuntamento quindi alla prima puntata del 12 novembre alle ore 21,00 su Rai 2.

Enrico Garufi

Enrico Garufi

0 399

Il 19 ottobre a Roma, presso il prestigioso Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, si è svolta con successo la presentazione del volume “Papa Benedetto XVI – Il Papa” scritto dal giornalista pugliese, studioso di arte, agiografo e vaticanista Nicola Giampaolo, edito da Edizioni Giuseppe Laterza con la prefazione scritta del giornalista Magdi Cristiano Allam. A dialogare con l’autore e a moderare brillantemente l’incontro è stata la presentatrice e conduttrice televisiva Monia Palmieri, che ha anche curato l’Evento organizzato con la preziosa collaborazione ed assistenza di O.N.A.O.M.C.E. - Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani ed i Militari di Carriera dell’Esercito, nella persona del suo Presidente Generale Sandro Mariantoni. Illustri i relatori intervenuti: Mons. Paolo Cartolari – Cappellano D’Onore di Sua Santità, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Vijay Kumar RAYARALA – Vescovo di Srikakulam Andhra Pradesh India e Sua Eminenza Cardinale Poola Anthony.

 Numerose le autorità civili e militari presenti per quest’ultima pubblicazione di Nicola Giampaolo, laureato in Metodologia della Progettazione e Beni Culturali, dal 2012 Postulatore e Membro delle figure concernenti le Cause dei Santi, accreditato presso la Santa Sede al Dicastero Congregazione Cause dei Santi e presso i Tribunali ecclesiastici del Vicariato di Roma, Arcidiocesi di Napoli e Patriarcato di Venezia, autore di oltre 30 pubblicazioni. Inoltre, impegnato dal 1995 nell’attività politica, dal 2019 è componente Conferenza Unificata Stato Regioni in Comstat presso la Presidenza Consiglio dei Ministri, nomina indicata dall’ANCI con Decreto del Presidente Giuseppe Conte e da ottobre 2023 ha visto riconfermato il suo mandato con Decreto Presidente Giorgia Meloni. Ha ricevuto numerosi premi tra cui: 2023 Premio Internazionale “Grandi Artisti Luigi Centra”, 2014 Premio Cristianità “Roma Capitale”, 2013 Premio Diritti Umani Francesco D’Assisi della Città di Lecce, 2011 Riconoscimento per la Cultura della Camera dei Deputati in occasione festeggiamenti 150 anni Unità d’Italia. Partner, della pubblicazione “Papa Benedetto XVI – Il Papa”, Cantina Ricchi.

 

Foto: CatholicPressPhoto/ClaudioAsquini

da sx l'autore Nicola Giampaolo, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Vijay Kumar Rayarala, Sua Eminenza Cardinale Poola Anthony, il Gen. Sandro Mariantoni,   Mons. Paolo Cartolari, la moderatrice Monia Palmieri.

da sx l’autore Nicola Giampaolo, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Vijay Kumar Rayarala, Sua Eminenza Cardinale Poola Anthony, il Gen. Sandro Mariantoni, Mons. Paolo Cartolari, la moderatrice Monia Palmieri.

da sx la moderatrice Monia Palmieri, l'autore Nicola Giampaolo, Sua Eminenza Cardinale Poola Anthony, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Vijay Kumar Rayarala, Mons. Paolo Cartolari.

da sx la moderatrice Monia Palmieri, l’autore Nicola Giampaolo, Sua Eminenza Cardinale Poola Anthony, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Vijay Kumar Rayarala, Mons. Paolo Cartolari.

La copertina del libro

La copertina del libro

RIMANI IN CONTATTO